Due detenuti evadono dal carcere di Venezia, Sappe: “Situazione al collasso”

VENEZIA 30 SETTEMBRE 2026 – Due detenuti sono evasi questa mattina dal carcere di Venezia Santa Maria Maggiore. Uno è stato catturato praticamente nell’immediatezza, mentre il secondo è riuscito ad allontanarsi fino a Mestre, dove è stato successivamente rintracciato. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di detenuti stranieri.
A ricostruire l’accaduto è il SAPPE, che evidenzia come la fuga sarebbe avvenuta con modalità analoghe a quelle già registrate in precedenza nello stesso istituto. In questa circostanza, tuttavia, il tempestivo accorgimento da parte del personale di Polizia Penitenziaria ha consentito di intervenire immediatamente e di assicurare rapidamente uno dei due evasi, mentre il secondo è stato poi individuato a Mestre.
“Quello che è accaduto questa mattina a Venezia Santa Maria Maggiore è l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che, nelle carceri del Veneto, è ormai arrivata a un livello di criticità che non può più essere ignorato”, afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Non possiamo limitarci a registrare le evasioni e a sottolineare, ogni volta, la professionalità dei colleghi che riescono a intervenire. Il problema è a monte e riguarda condizioni operative, sicurezza e organizzazione del sistema penitenziario. Il personale della Polizia Penitenziaria continua a garantire il proprio servizio con senso del dovere, ma non può essere lasciato solo a fronteggiare emergenze sempre più frequenti”.
“È particolarmente grave che si torni a parlare di un’evasione avvenuta con modalità che ricordano episodi già verificatisi nello stesso istituto”, sottolinea Giovanni Vona, segretario SAPPE per il Triveneto. “Questa volta la tempestività dei colleghi ha permesso di intervenire immediatamente: uno dei due detenuti è stato bloccato praticamente subito, mentre l’altro è stato catturato dopo essere arrivato a Mestre. È una dimostrazione concreta dell’attenzione e della professionalità del personale, ma non può diventare la regola affidare la sicurezza del carcere esclusivamente alla capacità di reazione degli agenti”.
Per il SAPPE, quanto accaduto conferma la necessità di interventi urgenti per rafforzare le condizioni di sicurezza dell’istituto veneziano e, più in generale, degli istituti penitenziari del Triveneto. “Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria di intervenire senza ulteriori rinvii”, concludono Capece e Vona. “Occorre verificare immediatamente le modalità con cui è stata possibile la fuga, individuare eventuali criticità strutturali e organizzative e adottare tutte le misure necessarie affinché episodi di questo genere non possano ripetersi. La sicurezza delle carceri e di chi vi lavora non può essere affidata all’emergenza permanente”.




















