Da Cortina a Padova per perseguitare una giovane: arrestato 30enne accusato di stalking

Un lungo periodo di persecuzioni, iniziato a Cortina d’Ampezzo e proseguito fino a Padova, ha portato all’arresto di un uomo di 30 anni, bellunese, accusato di stalking nei confronti di una giovane donna di 26 anni.
La misura è scattata grazie all’intervento della Polizia di Padova, che ha arrestato il 30enne in flagranza differita dopo aver ricostruito una serie di comportamenti persecutori che avrebbero costretto la vittima a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita, fino a lasciare il lavoro e trasferirsi temporaneamente dai genitori a Padova.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare la giovane nel mese di marzo, presentandosi una sera senza preavviso davanti alla sua abitazione a Cortina e insistendo per poter parlare con lei, nonostante tra i due non vi fosse alcun rapporto.
Da quel momento sarebbero iniziati pedinamenti, continue apparizioni sotto casa e sul luogo di lavoro, messaggi, contatti attraverso i social network, lettere e ripetuti tentativi di incontrarla. In un’occasione il 30enne si sarebbe presentato anche alla reception dell’albergo dove la ragazza lavorava, lasciando un pacchetto regalo.
La giovane avrebbe inoltre scoperto che l’uomo aveva rivolto attenzioni anche nei confronti di una sua cugina, che aveva già presentato denuncia nei suoi confronti.
Nel tentativo di allontanarsi dalla situazione, la 26enne aveva lasciato Cortina e si era trasferita a Padova presso i familiari. Anche qui, però, l’uomo sarebbe riuscito a rintracciarla e a ricontattarla.
L’intervento decisivo è avvenuto quando le Volanti della Questura di Padova hanno individuato il 30enne all’interno di un bar, dove aveva fissato un appuntamento con la giovane. Alla richiesta dei documenti l’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento ostile e poco collaborativo, sostenendo di non aver commesso alcun illecito.
Dopo le verifiche sulle banche dati delle Forze dell’ordine e sulla base delle informazioni già fornite dalla vittima, è stata attivata la procedura prevista dal “codice rosso”. Il 30enne è stato quindi arrestato e trasferito nella casa circondariale “Due Palazzi” di Padova.


















