Chiampo, Luca Dalla Costa ordinato diacono: il vescovo Brugnotto richiama l’attenzione sulle «povertà invisibili» dei giovani

La scelta di dedicare la propria vita al servizio della Chiesa, ma anche un forte richiamo alla solitudine, alle fragilità degli adolescenti e alla necessità di ascoltare chi vive situazioni di difficoltà. Sono stati questi i temi centrali dell’omelia pronunciata dal vescovo di Vicenza, monsignor Giuliano Brugnotto, domenica 25 ottobre nella chiesa parrocchiale di Chiampo, in occasione dell’ordinazione diaconale di Luca Dalla Costa.

Originario della parrocchia di Poleo di Schio, Dalla Costa aveva lasciato gli studi universitari in Scienze informatiche a Verona per intraprendere il percorso religioso nel Seminario di Vicenza. Nel giugno scorso ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Facoltà Teologica del Triveneto e da circa un anno presta servizio nelle parrocchie dell’Unità pastorale di Chiampo, condividendo la vita e le attività dei sacerdoti.
L’ordinazione rappresenta una tappa fondamentale nel suo cammino verso il presbiterato, attraverso una scelta di consacrazione, celibato e servizio alla comunità.
Il richiamo a San Francesco: «Il Signore di tutti ha voluto diventare il servo di tutti»
Il vescovo ha aperto la propria riflessione ricordando un episodio della vita di San Francesco d’Assisi, che durante un pranzo alla mensa del cardinale Ugolino si allontanò per chiedere l’elemosina, tornando poi a distribuire ai presenti il pane ricevuto.
Un gesto attraverso il quale il santo volle ricordare che Cristo, pur essendo Signore di tutti, aveva scelto di farsi servo dell’umanità.
Il riferimento assume un significato particolare proprio a Chiampo, dove la presenza dei Frati Minori e delle Suore Francescane Alcantarine mantiene viva la spiritualità francescana, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Rivolgendosi direttamente al nuovo diacono, monsignor Brugnotto ha ricordato che il ministero religioso nasce prima di tutto dall’esperienza dell’amore di Cristo e deve tradursi in una presenza concreta accanto alle persone.
Il servizio pastorale, ha spiegato, significa conoscere le persone, ascoltarne le domande, condividere gioie e difficoltà e accompagnarle nel loro percorso di vita.
Anche la scelta del celibato, secondo il vescovo, trova il proprio significato nella disponibilità a consacrare a Dio la capacità di amare, senza rinunciare al valore degli affetti, delle amicizie e della fraternità.
L’allarme del vescovo: adolescenti soli, fragili e incapaci di confidare le proprie paure
Uno dei passaggi più significativi dell’omelia è stato dedicato alle nuove forme di povertà presenti nel territorio vicentino.
Monsignor Brugnotto ha raccontato di aver incontrato la sera precedente un gruppo del Sermig, durante il quale gli era stato chiesto quali fossero oggi le principali condizioni di disagio, oltre alle difficoltà materiali.
«Ho pensato alle povertà spesso invisibili», ha spiegato il vescovo, facendo riferimento in particolare agli adolescenti e ai giovani che si sentono soli, inadeguati e privi di persone alle quali affidare le proprie paure e fragilità.
Un disagio che non sempre emerge all’esterno, ma che può segnare profondamente la crescita delle nuove generazioni.
Brugnotto ha richiamato anche le parole pronunciate da papa Leone il 22 ottobre, durante un incontro dedicato alla pastorale scolastica e universitaria.
Il Pontefice aveva evidenziato come dietro gli atteggiamenti di chiusura e le difese che molti adolescenti costruiscono per proteggersi dalla sofferenza si nasconda spesso un profondo bisogno di affetto e riconoscimento.
Proprio su questo aspetto il vescovo ha invitato Luca Dalla Costa a concentrare una parte importante del proprio futuro impegno pastorale.
«Caro Luca, abbi pazienza davanti a quella corazza. Cerca il volto, ascolta la storia, custodisci la domanda. Fa’ sentire a chi incontri che la sua vita merita tempo e attenzione».
La missione del nuovo diacono: vicinanza ai poveri, volontariato e ascolto
Nell’omelia il vescovo ha richiamato anche il significato delle letture bibliche della celebrazione, in particolare il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo.
La prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo, ha offerto lo spunto per ricordare la responsabilità della comunità cristiana nei confronti delle persone più vulnerabili: stranieri, vedove, orfani e quanti vivono situazioni di privazione economica.
Il servizio del diacono, ha sottolineato Brugnotto, non può limitarsi alle celebrazioni religiose, ma deve estendersi all’incontro quotidiano con le persone e soprattutto con chi soffre.
Riprendendo l’insegnamento di papa Leone, ha ricordato inoltre l’importanza di educare i giovani alla compassione, alla gratitudine e alla capacità di riconoscere il dolore degli altri.
In questa prospettiva, il volontariato, l’aiuto ai poveri e l’attenzione all’ambiente rappresentano esperienze fondamentali di formazione umana e spirituale, da affiancare alla preghiera.
Un nuovo passo verso il sacerdozio
Con l’ordinazione diaconale, Luca Dalla Costa assume il compito di annunciare il Vangelo, collaborare nel servizio liturgico e dedicarsi alle attività pastorali e caritative della Chiesa.
Il percorso vissuto nell’ultimo anno nelle parrocchie di Chiampo ha rappresentato una preparazione concreta a questo ministero, consentendogli di entrare in relazione con le comunità locali e di conoscere da vicino le necessità delle persone.
Nella parte conclusiva dell’omelia, monsignor Brugnotto ha invitato il nuovo diacono a mantenere uno stile di vita improntato all’umiltà, senza dimenticare l’importanza di lasciarsi aiutare e di coltivare quotidianamente la propria fede.
Un messaggio che ha accompagnato la celebrazione di domenica, significativa non soltanto per il cammino personale di Luca Dalla Costa, ma anche per la comunità di Chiampo e per quella di Poleo di Schio, dalla quale proviene.
Al centro, il significato di una vocazione che il vescovo ha voluto collegare alle sfide sociali del presente: essere vicini alle persone, riconoscere le fragilità spesso nascoste e prestare particolare attenzione ai giovani che vivono condizioni di solitudine e disagio.










