<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ATTUALITA&#039; | TViWeb</title>
	<atom:link href="https://www.tviweb.it/category/attualita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tviweb.it/category/attualita/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Sep 2026 13:16:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	In Risalto Srl
	<item>
		<title>Tre istruttori tecnici, un funzionario amministrativo contabile e un funzionario tecnico, il Comune di Vicenza apre un avviso e due interpelli</title>
		<link>https://www.tviweb.it/tre-istruttori-tecnici-un-funzionario-amministrativo-contabile-e-un-funzionario-tecnico-il-comune-di-vicenza-apre-un-avviso-e-due-interpelli/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/tre-istruttori-tecnici-un-funzionario-amministrativo-contabile-e-un-funzionario-tecnico-il-comune-di-vicenza-apre-un-avviso-e-due-interpelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375484</guid>

					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Il Comune di Vicenza ha aperto un avviso e due interpelli per l’assunzione di un funzionario amministrativo contabile, di tre istruttori tecnici e di un funzionario tecnico.L’avviso esplorativo di mobilità volontaria, riguarda l’assunzione a tempo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-istruttori-tecnici-un-funzionario-amministrativo-contabile-e-un-funzionario-tecnico-il-comune-di-vicenza-apre-un-avviso-e-due-interpelli/">Tre istruttori tecnici, un funzionario amministrativo contabile e un funzionario tecnico, il Comune di Vicenza apre un avviso e due interpelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>VICENZA, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Il Comune di Vicenza ha aperto un avviso e due interpelli per l’assunzione di un funzionario amministrativo contabile, di tre istruttori tecnici e di un funzionario tecnico.L’avviso esplorativo di mobilità volontaria, riguarda l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un funzionario amministrativo-contabile, area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, da assegnare all’ufficio Progettazione europea del Settore “Programmazione, contabilità economico-finanziaria e tributi”. La domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere presentata entro il 24 ottobre esclusivamente on-line attraverso il Portale Unico del Reclutamento “InPA” disponibile all’indirizzo internet <a href="https://www.inpa.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.inpa.gov.it</a>L’interpello sull’elenco aggiornato di idonei, per l’assunzione di 3 istruttori tecnici, area degli istruttori, a tempo pieno e indeterminato, sarà prioritariamente riservato alle volontarie e ai volontari che hanno concluso senza demerito il servizio civile universale e nazionale da assegnare ai Settori Patrimonio, ambiente e capitale naturale; Edilizia; Mobilità, trasporti e infrastrutture. La registrazione, la compilazione e l’invio online della domanda dovranno essere completati entro il 15 ottobre 2026 su <a href="https://www.inpa.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.inpa.gov.it</a>L’altro interpello sull’elenco di idonei, riguarda l’assunzione di un funzionario tecnico, area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, a tempo pieno e indeterminato, da assegnare all’ufficio Datore di lavoro. La registrazione, la compilazione e l’invio online della domanda dovranno essere completati entro il 15 ottobre 2026 su <a href="https://www.inpa.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.inpa.gov.it</a>Maggiori informazioni sul sito del Comune di Vicenza:<a href="https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417595" target="_blank" rel="noopener">https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417595</a><a href="https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417648" target="_blank" rel="noopener">https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417648</a><a href="https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417600" target="_blank" rel="noopener">https://servizi2.comune.vicenza.it/albo3/concorsi.php/417600</a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" src="https://app.mailrouter.it/nl/pmcne9/h2dr5q/xjrze0/lf/mon.gif?_t=277d3631" alt=""></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-istruttori-tecnici-un-funzionario-amministrativo-contabile-e-un-funzionario-tecnico-il-comune-di-vicenza-apre-un-avviso-e-due-interpelli/">Tre istruttori tecnici, un funzionario amministrativo contabile e un funzionario tecnico, il Comune di Vicenza apre un avviso e due interpelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/tre-istruttori-tecnici-un-funzionario-amministrativo-contabile-e-un-funzionario-tecnico-il-comune-di-vicenza-apre-un-avviso-e-due-interpelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Veneto, approvata all’unanimità la legge sui caregiver familiari: sostegni, formazione e un fondo regionale</title>
		<link>https://www.tviweb.it/veneto-approvata-allunanimita-la-legge-sui-caregiver-familiari-sostegni-formazione-e-un-fondo-regionale/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/veneto-approvata-allunanimita-la-legge-sui-caregiver-familiari-sostegni-formazione-e-un-fondo-regionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 16:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, le persone che ogni giorno si prendono cura gratuitamente di un familiare o di una persona cara non autosufficiente,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/veneto-approvata-allunanimita-la-legge-sui-caregiver-familiari-sostegni-formazione-e-un-fondo-regionale/">Veneto, approvata all’unanimità la legge sui caregiver familiari: sostegni, formazione e un fondo regionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, le persone che ogni giorno si prendono cura gratuitamente di un familiare o di una persona cara non autosufficiente, malata, con disabilità o bisognosa di assistenza continuativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, nato dal progetto di legge numero 81 presentato dalla vicepresidente della Commissione Sanità Chiara Luisetto del Partito Democratico e dal presidente della Regione Alberto Stefani, è stato approvato martedì 29 settembre a Palazzo Ferro Fini. Relatrice in aula è stata Luisetto, mentre il ruolo di correlatore è stato affidato al capogruppo della Lega-LV Riccardo Barbisan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma chi sono esattamente i caregiver familiari? La legge li definisce come persone che, volontariamente, gratuitamente e responsabilmente, si occupano per ragioni affettive di una persona cara che necessita di assistenza di lunga durata o non è autosufficiente. Non è necessario vivere nella stessa abitazione. Nella pratica può trattarsi, ad esempio, di chi assiste quotidianamente un genitore anziano, un coniuge malato o un figlio con disabilità, aiutandolo nella cura personale, negli spostamenti, nelle attività quotidiane, nelle relazioni e nei rapporti con i servizi sanitari e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova normativa il caregiver viene inserito in modo più strutturato nella rete regionale dei servizi sociali e sociosanitari, con il riconoscimento della funzione svolta all’interno del percorso assistenziale della persona seguita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è prevista per i giovani caregiver, che possono trovarsi a conciliare l’assistenza di un familiare con scuola, formazione e ingresso nel mondo del lavoro, e per i caregiver con più di 65 anni, maggiormente esposti al peso fisico e psicologico dell’attività di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi previsti ci sono informazione e formazione, affiancamento, supporto psicologico e misure di sollievo, pensate per consentire al caregiver di avere periodi di pausa dall’impegno assistenziale. La legge punta inoltre a riconoscere e valorizzare le competenze maturate durante l’attività di cura, comprese quelle trasversali, anche nell’ottica di favorire l’ingresso o il reinserimento nel mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verrà istituito anche un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, insieme a un sistema per raccogliere e diffondere le buone pratiche. Sono inoltre previste linee guida regionali, l’istituzione del Fondo regionale caregiver e una Giornata regionale dedicata a queste figure, fissata per il 6 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Regione Alberto Stefani ha parlato di un provvedimento che interessa «più di 260 mila veneti», sottolineando il ruolo dei caregiver all’interno della rete di assistenza regionale. «Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura», ha dichiarato dopo l’approvazione, rivendicando il lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa arriva dopo un percorso che ha coinvolto associazioni, realtà del Terzo settore, organizzazioni sindacali e persone con esperienza diretta nell’assistenza familiare. La Commissione sociosanitaria aveva dato il via libera al testo il 16 settembre, prima del passaggio definitivo in Consiglio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stessa seduta, il Consiglio regionale ha inoltre approvato all’unanimità il rinvio in Commissione del progetto di legge numero 35, dedicato alle iniziative per il ricordo delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/veneto-approvata-allunanimita-la-legge-sui-caregiver-familiari-sostegni-formazione-e-un-fondo-regionale/">Veneto, approvata all’unanimità la legge sui caregiver familiari: sostegni, formazione e un fondo regionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/veneto-approvata-allunanimita-la-legge-sui-caregiver-familiari-sostegni-formazione-e-un-fondo-regionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come sta andando l&#8217;Argentina di Milei?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/come-sta-andando-largentina-di-milei/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/come-sta-andando-largentina-di-milei/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 14:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375449</guid>

					<description><![CDATA[<p>La politica economica della “motosega” di Javier Milei ha prodotto uno dei risultati più evidenti sul fronte dell’inflazione argentina, anche se il quadro economico presenta ancora diverse criticità. Mentre il presidente argentino è in partenza martedì 29 settembre per Parigi,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/come-sta-andando-largentina-di-milei/">Come sta andando l&#8217;Argentina di Milei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La politica economica della “motosega” di Javier Milei ha prodotto uno dei risultati più evidenti sul fronte dell’inflazione argentina, anche se il quadro economico presenta ancora diverse criticità. Mentre il presidente argentino è in partenza martedì 29 settembre per Parigi, dove parteciperà all’“Argentina Week” dedicata agli investimenti e avrà in agenda anche un incontro con Emmanuel Macron, i dati mostrano una forte frenata della crescita dei prezzi rispetto all’inizio del suo mandato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando Milei arrivò alla presidenza, nel dicembre 2023, l’Argentina attraversava una delle fasi economiche più difficili degli ultimi decenni. Nel novembre di quell’anno l’inflazione aveva raggiunto il 161% su base annua, in un contesto segnato anche da recessione, scarsità di valuta estera e forti squilibri nei conti pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dicembre 2023, primo mese che rifletteva almeno in parte le decisioni della nuova amministrazione, i prezzi al consumo aumentarono del 25,5% in appena un mese. L’inflazione dell’intero 2023 raggiunse il 211,4%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi tre anni di distanza il quadro è profondamente cambiato. Secondo l’Indec, l’istituto nazionale di statistica argentino, nell’agosto 2026 l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell’1,7% rispetto al mese precedente. Il dato su dodici mesi si è attestato al 33,5%, mentre nei primi otto mesi del 2026 l’incremento cumulato è stato del 21,3%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta quindi di una forte disinflazione: i prezzi continuano a crescere, ma a una velocità molto inferiore rispetto a quella registrata alla fine del 2023. La diminuzione dell’inflazione, infatti, non significa che il costo della vita sia tornato ai livelli precedenti, ma che il ritmo con cui i prezzi aumentano si è ridotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base di questo risultato c’è la drastica correzione dei conti pubblici portata avanti dall’amministrazione Milei. Il governo ha ridotto fortemente la spesa primaria, intervenendo tra l’altro su investimenti pubblici, trasferimenti, sussidi e pensioni, e ha puntato sull’eliminazione del finanziamento monetario del deficit. Nel 2024 il bilancio pubblico ha registrato un avanzo complessivo dello 0,3% del Pil e un avanzo primario dell’1,8%, dopo il forte deficit dell’anno precedente. Il Fondo monetario internazionale ha indicato la stretta fiscale e la fine del finanziamento monetario del disavanzo tra gli elementi che hanno contribuito alla stabilizzazione macroeconomica e alla discesa dell’inflazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la crescita ha fornito segnali positivi dopo la fase recessiva. Nel 2025 il Pil argentino è aumentato del 4,4%, dopo le contrazioni dell’1,9% nel 2023 e dell’1,3% nel 2024. Secondo l’analisi della Direzione generale del Tesoro francese, alla ripresa hanno contribuito in particolare il recupero dei consumi privati, degli investimenti e delle esportazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026, tuttavia, sono emersi segnali di rallentamento. L’Indec ha rilevato che nel secondo trimestre il Pil è aumentato del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma è diminuito dello 0,6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, considerando i dati destagionalizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frenata dell’inflazione convive inoltre con difficoltà che riguardano direttamente le famiglie. Secondo un’analisi di BNP Paribas pubblicata a settembre, dalla primavera del 2025 è peggiorata rapidamente la capacità degli argentini di rimborsare i prestiti non immobiliari. La banca centrale argentina stima che circa 5,8 milioni di persone abbiano accumulato ritardi superiori a 90 giorni nei pagamenti e che circa la metà dei relativi crediti sia considerata difficilmente recuperabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per BNP Paribas, la forte disinflazione rappresenta un risultato macroeconomico significativo, ma la stretta economica ha contribuito nello stesso tempo a mettere milioni di nuclei familiari sotto pressione sul fronte dell’indebitamento. Il problema è legato anche al fatto che, nonostante il rallentamento dell’indice generale, beni e servizi essenziali continuano ad aumentare di prezzo: nell’agosto 2026, ad esempio, abitazione, acqua, elettricità e gas sono cresciuti del 2,8% in un solo mese, l’istruzione del 2,5% e la sanità del 2,4%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio economico dell’era Milei presenta dunque due dinamiche contemporanee. Da una parte l’Argentina è passata da un’inflazione mensile del 25,5% nel dicembre 2023 all’1,7% dell’agosto 2026 e ha riportato i conti pubblici in avanzo; dall’altra, dopo il forte rimbalzo del Pil nel 2025, l’attività economica ha mostrato nuovi segnali di debolezza e una parte delle famiglie si trova alle prese con un crescente peso dei debiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno proprio stabilità macroeconomica e attrazione degli investimenti alcuni dei temi al centro della missione europea di Milei. Il presidente partirà il 29 settembre e arriverà a Parigi il giorno successivo per l’“Argentina Week”, in programma fino al 2 ottobre. Tra gli appuntamenti è previsto anche un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/come-sta-andando-largentina-di-milei/">Come sta andando l&#8217;Argentina di Milei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/come-sta-andando-largentina-di-milei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gas esilarante nei parchi, FdI chiede un’ordinanza a Possamai: «Regole chiare per proteggere i ragazzi»</title>
		<link>https://www.tviweb.it/gas-esilarante-nei-parchi-fdi-chiede-unordinanza-a-possamai-regole-chiare-per-proteggere-i-ragazzi/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/gas-esilarante-nei-parchi-fdi-chiede-unordinanza-a-possamai-regole-chiare-per-proteggere-i-ragazzi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 14:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fratelli d’Italia Vicenza chiede al sindaco Giacomo Possamai un’ordinanza contro la detenzione e l’utilizzo a scopo ricreativo del protossido d’azoto, il cosiddetto “gas esilarante”, nei parchi, nelle piazze, nei pressi delle scuole e nei luoghi frequentati dai giovani. Possamai è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gas-esilarante-nei-parchi-fdi-chiede-unordinanza-a-possamai-regole-chiare-per-proteggere-i-ragazzi/">Gas esilarante nei parchi, FdI chiede un’ordinanza a Possamai: «Regole chiare per proteggere i ragazzi»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fratelli d’Italia Vicenza chiede al sindaco Giacomo Possamai un’ordinanza contro la detenzione e l’utilizzo a scopo ricreativo del protossido d’azoto, il cosiddetto “gas esilarante”, nei parchi, nelle piazze, nei pressi delle scuole e nei luoghi frequentati dai giovani. Possamai è attualmente sindaco di Vicenza e mantiene tra le proprie deleghe anche sicurezza urbana e salute e benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta arriva dopo la segnalazione, da parte del partito, della presenza nei parchi cittadini di bombolette di protossido d’azoto. L’eventuale divieto proposto da FdI dovrebbe riguardare esclusivamente l’uso ricreativo, lasciando quindi consentiti gli impieghi leciti della sostanza nei settori alimentare, sanitario e professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza, richiama l’attenzione soprattutto sulla diffusione del fenomeno tra adolescenti e giovanissimi. Il protossido d’azoto viene anche indicato come “droga del palloncino” e, in caso di consumo ripetuto, può provocare conseguenze neurologiche anche gravi: l’agenzia sanitaria francese Anses ha documentato il rischio di lesioni neurologiche persistenti associate all’uso intensivo e cronico della sostanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Costa pochi euro, si trova facilmente anche online e viene percepito come innocuo proprio perché è legale», osserva Benigno, che individua proprio nella facilità di reperimento uno degli aspetti più preoccupanti. Il presidente cittadino di FdI cita quanto già avvenuto in altri Paesi europei e chiede che anche Vicenza si doti di uno strumento specifico per consentire alla Polizia Locale e alle forze dell’ordine di intervenire con sanzioni e sequestri delle bombole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Francia, già dal 2021 sono state introdotte restrizioni che comprendono il divieto di vendita o cessione ai minori e limiti alla commercializzazione; nel 2026 è stato inoltre notificato alla Commissione europea un progetto con ulteriori restrizioni sull’accesso del pubblico al protossido d’azoto. Benigno richiama inoltre il caso di Bonn e le ordinanze adottate, secondo quanto riferisce FdI, da diversi Comuni italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quando è in gioco la salute dei ragazzi, il nostro compito è portare soluzioni concrete e non limitarci a denunciare i problemi – afferma Benigno –. Questa è una di quelle soluzioni, già sperimentata altrove, che si può adottare in modo rapido e snello per arginare il fenomeno».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla richiesta di un’ordinanza, Fratelli d’Italia affianca quella di una maggiore attività di prevenzione. Anna Antonini, dirigente cittadina del partito, sottolinea come molti genitori non conoscano la natura delle piccole bombole argentate che possono essere trovate nei parchi e non siano consapevoli, sostiene, della facilità con cui i ragazzi possono procurarsele anche attraverso internet, social network e contatti online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le famiglie non vanno lasciate sole – afferma Antonini –. Serve una campagna di prevenzione con scuole e associazioni, che parli ai ragazzi e aiuti i genitori a riconoscere i segnali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per FdI è necessario anche aumentare la presenza e le attività nelle aree verdi cittadine. Antonini torna quindi sulla proposta “Vicenza Parchi Vivi”, presentata dal partito nei mesi scorsi e basata sulla creazione di un calendario permanente di sport, iniziative e volontariato nei parchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un parco abbandonato diventa terra di nessuno, un parco vissuto è un parco più sicuro – conclude Antonini –. La proposta di oggi segue lo stesso filo: regole chiare, ma soprattutto tornare a esserci, ogni giorno».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gas-esilarante-nei-parchi-fdi-chiede-unordinanza-a-possamai-regole-chiare-per-proteggere-i-ragazzi/">Gas esilarante nei parchi, FdI chiede un’ordinanza a Possamai: «Regole chiare per proteggere i ragazzi»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/gas-esilarante-nei-parchi-fdi-chiede-unordinanza-a-possamai-regole-chiare-per-proteggere-i-ragazzi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reggio Calabria non è una bussola. Al massimo è un barometro starato</title>
		<link>https://www.tviweb.it/reggio-calabria-non-e-una-bussola-al-massimo-e-un-barometro-starato/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/reggio-calabria-non-e-una-bussola-al-massimo-e-un-barometro-starato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375418</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Chi cercava nelle suppletive della Camera a Reggio Calabria una bussola per le prossime elezioni politiche si sarà trovato in mano un barometro piuttosto starato. Pretendere di estrapolare da un&#8217;elezione di riparazione il sentimento politico dell&#8217;intero Paese significa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/reggio-calabria-non-e-una-bussola-al-massimo-e-un-barometro-starato/">Reggio Calabria non è una bussola. Al massimo è un barometro starato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi cercava nelle suppletive della Camera a Reggio Calabria una bussola per le prossime elezioni politiche si sarà trovato in mano un barometro piuttosto starato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pretendere di estrapolare da un&#8217;elezione di riparazione il sentimento politico dell&#8217;intero Paese significa infatti scambiare le dinamiche di un territorio, le sue reti personali, e le sue macchine organizzative, per la volontà nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il primo dato che dovrebbe consigliare prudenza è quello dell&#8217;affluenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto</strong><strong>.&nbsp;&nbsp;</strong>Quasi quattro elettori su cinque sono rimasti a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero: le suppletive hanno normalmente un&#8217;affluenza molto più bassa delle elezioni politiche. Si votava per un solo seggio, e senza il traino di altre consultazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quando alle urne si presenta poco più di un elettore su cinque, diventa inevitabile che il risultato sia molto più sensibile alla capacità di mobilitazione dei candidati, alle organizzazioni territoriali, ed agli elettorati più motivati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sappiamo cosa avrebbero votato quelli rimasti a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo però che&nbsp;<strong>non possiamo usare il voto dei presenti per parlare automaticamente a nome degli assenti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E già questo dovrebbe bastare a raffreddare gli entusiasmi di chi si è precipitato a proclamare da Reggio il vincitore delle prossime elezioni politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano locale, invece, il risultato è molto chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio Roscioli ha vinto per il&nbsp;&nbsp;&nbsp;con un margine largo (51,02%).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E questa vittoria va letta anche alla luce di ciò che è successo pochi mesi fa a Reggio Calabria. Il seggio era rimasto libero dopo l&#8217;elezione a sindaco di Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia, che alle comunali aveva conquistato il 65,68%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centrodestra, quindi, non partiva da zero.&nbsp;&nbsp;Partiva da una macchina territoriale già collaudata. E Roscioli è riuscito a conservarne il controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui il dato politico è importante:&nbsp;<strong>Forza Italia ed il sistema territoriale costruito attorno a Cannizzaro ed al Presidente della Regione Roberto Occhiuto hanno dimostrato di saper reggere anche quando qualcuno, da destra, prova a sfidarli sul loro terreno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma attenzione a trasformare questa vittoria in un plebiscito nazionale per il Governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reggio Calabria non ha votato per scegliere il prossimo Presidente del Consiglio.&nbsp;&nbsp;Ha votato per eleggere un Deputato in un collegio uninominale di 71 comuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due cose profondamente diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centrosinistra, con Frank Benedetto, ha perso.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma anche qui bisogna evitare le semplificazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il candidato sostenuto dal cosiddetto Campo largo si è attestato al&nbsp;<strong>36,59%</strong>, ed in diverse realtà territoriali è riuscito a essere competitivo, arrivando anche a prevalere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PD, il Movimento 5 Stelle e le altre forze che lo sostenevano hanno quindi perso il collegio, ma non sono affatto scomparsi dal territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una sconfitta.&nbsp;&nbsp;Non è però la fotografia di un&#8217;opposizione politicamente irrilevante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, per capire che cosa significhi il risultato a livello nazionale, bisognerà aspettare un&#8217;elezione con un&#8217;affluenza normale e con una posta in gioco nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è il vero osservato speciale di queste suppletive<strong>:&nbsp;</strong><strong>Domenico Giannetta e Futuro Nazionale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui le letture a caldo si sono divise tra chi ha parlato di &#8220;flop Vannacci&#8221;, e chi ha cercato di trasformare il risultato in una sorta di prova generale della futura affermazione nazionale del Generale (che lui stesso aveva enfatizzato definendo Reggio la “Sassonia” di FN).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le letture mi sembrano premature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giannetta ha raccolto un risultato di quasi l’ 11%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ha sfondato. Ma nemmeno è scomparso. E soprattutto non era un candidato qualsiasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C&#8217;è però un elemento che, proprio mentre si discute del significato del voto di Reggio, merita di essere messo sul tavolo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per la prima volta da quando Futuro Nazionale è entrato nei radar dei sondaggi, la crescita di Vannacci sembra essersi fermata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ultima rilevazione SWG per il Tg La7, del 28 settembre, Futuro Nazionale resta all&#8217;8%, lo stesso risultato della settimana precedente. Dopo una progressione quasi continua che lo aveva portato dal 7,5% di fine agosto al 7,7% del 7 settembre e poi all&#8217;8%, è la prima volta che il dato non cresce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è un calo, dunque. E sarebbe altrettanto prematuro parlare di inversione di tendenza. Ma è una prima frenata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E messa accanto al 10,94% raccolto da Giannetta a Reggio, rende ancora più difficile sostenere che una singola elezione possa dirci oggi quale sia la reale dimensione nazionale dell&#8217;“effetto Vannacci”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non va inoltre trascurato che fino a poche settimane fa Giannetta era il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale della Calabria, ed alle ultime regionali aveva raccolto circa&nbsp;<strong>10.000 preferenze</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi c&#8217;è una domanda alla quale oggi nessuno può rispondere con precisione:&nbsp;<strong>quanto di quel risultato appartiene a Vannacci e quanto appartiene a Giannetta?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente entrambe le cose; non esiste un contatore che ci permetta di separarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è per questo che sarebbe sbagliato utilizzare Reggio Calabria per stabilire automaticamente quanto valga Futuro Nazionale in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi un&#8217;altra ragione per cui il risultato va maneggiato con prudenza:&nbsp;<strong>il sistema elettorale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giannetta correva in un collegio uninominale. E nell&#8217;uninominale non basta avere un consenso. Bisogna trasformarlo in una vittoria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una forza politica può conquistare una percentuale significativa, sottrarre voti agli altri e, alla fine, non conquistare nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la logica del voto utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è anche la ragione per cui una formazione appena nata non poteva realisticamente pretendere di scardinare al primo colpo una macchina territoriale consolidata come quella del Centrodestra reggino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma qui c&#8217;è il rovescio della medaglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una forza politica può essere troppo piccola per vincere, ma abbastanza grande per condizionare chi vince.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è questa la questione che, più del risultato di Reggio in sé, dovrebbe interessare il Centrodestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Futuro Nazionale riuscisse a trasformare il consenso raccolto attorno a Vannacci in una struttura nazionale stabile, potrebbe diventare un problema strategico per la coalizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sappiamo se accadrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dopo Reggio sarebbe imprudente comportarsi come se quella possibilità non esistesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il vero dato politico che esce da questa elezione non è una percentuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una domanda:&nbsp;<strong>quanto può diventare grande Futuro Nazionale quando il consenso personale di Vannacci, il radicamento di un candidato come Giannetta, ed una competizione locale saranno sostituiti da un&#8217;elezione politica nazionale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa domanda Reggio non dà ancora una risposta, e sarebbe un errore pretendere che la dia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le suppletive sono una cosa strana: possono dirci moltissimo sul territorio e pochissimo sul Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che possiamo dire oggi è che il Centrodestra ha conservato il collegio, che il Campo largo ha perso ma ha mantenuto una consistenza significativa, e che Futuro Nazionale ha ottenuto un risultato abbastanza rilevante da meritare attenzione, ma non abbastanza per essere trasformato in una previsione nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto ci resta quel&nbsp;<strong>22,34% di affluenza</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è proprio questo il numero sul quale la politica dovrebbe riflettere più a lungo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché possiamo discutere per ore se il 10,94% di Giannetta sia tanto o poco, se il 36% di Benedetto sia un buon punto di partenza od una sconfitta pesante, se il risultato di Roscioli confermi o meno la forza del Centrodestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma davanti a quasi quattro elettori su cinque che hanno scelto di non votare, forse la domanda più seria è un&#8217;altra:&nbsp;&nbsp;<strong>che cosa sta succedendo al rapporto tra cittadini e politica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa, però, è una domanda alla quale non può rispondere una suppletiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E nemmeno un sondaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché tra un collegio di 71 comuni, un candidato fortemente radicato, un&#8217;elezione suppletiva, un&#8217;affluenza al 22,34% e le prossime elezioni politiche c&#8217;è di mezzo una differenza non proprio trascurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Circa sessanta milioni di italiani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quelli, per fortuna o purtroppo, non hanno ancora votato a Reggio Calabria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/reggio-calabria-non-e-una-bussola-al-massimo-e-un-barometro-starato/">Reggio Calabria non è una bussola. Al massimo è un barometro starato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/reggio-calabria-non-e-una-bussola-al-massimo-e-un-barometro-starato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paradosso spagnolo: la casa è un diritto, ma per gli sfratti arrivano le “brigate” private</title>
		<link>https://www.tviweb.it/paradosso-spagnolo-la-casa-e-un-diritto-ma-per-gli-sfratti-arrivano-le-brigate-private/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/paradosso-spagnolo-la-casa-e-un-diritto-ma-per-gli-sfratti-arrivano-le-brigate-private/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375413</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella Spagna del governo guidato da Pedro Sánchez, dove la tutela degli inquilini e il diritto all’abitazione occupano da anni un posto centrale nell’agenda politica, il mercato ha trovato una soluzione decisamente meno “sociale” per uno dei problemi più complicati<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/paradosso-spagnolo-la-casa-e-un-diritto-ma-per-gli-sfratti-arrivano-le-brigate-private/">Paradosso spagnolo: la casa è un diritto, ma per gli sfratti arrivano le “brigate” private</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella Spagna del governo guidato da Pedro Sánchez, dove la tutela degli inquilini e il diritto all’abitazione occupano da anni un posto centrale nell’agenda politica, il mercato ha trovato una soluzione decisamente meno “sociale” per uno dei problemi più complicati del Paese: le società private specializzate nella cosiddetta “desokupación”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono poliziotti e non eseguono provvedimenti giudiziari. Sono operatori assoldati dai proprietari per convincere occupanti abusivi, inquilini morosi o persone rimaste negli appartamenti dopo la scadenza del contratto a liberare l’immobile. Un settore che negli ultimi anni è cresciuto rapidamente: un’indagine indipendente ha censito almeno 50 imprese di questo tipo con attività documentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, mentre lo Stato interviene per prorogare contratti e rafforzare alcune protezioni degli affittuari – nell’aprile 2026 il ministero dei Diritti sociali e dei Consumi ha ricordato a 541 grandi operatori immobiliari l’obbligo, nei casi previsti dalla legge, di prolungare determinati contratti in scadenza – dall’altra parte del mercato immobiliare si moltiplicano squadre private chiamate a risolvere ciò che tribunali e procedure ordinarie impiegano mesi, e talvolta molto di più, ad affrontare. Il metodo dichiarato è quello della mediazione. Quello raccontato in diversi casi finiti sotto indagine è assai più muscolare: presenza costante davanti agli appartamenti, pressioni psicologiche, minacce di interventi sulle utenze, serrature cambiate e offerte economiche per ottenere la consegna delle chiavi. A Madrid queste società sono ormai una presenza visibile e operano in un settore che associa negoziazione, sicurezza privata e personale proveniente anche dal mondo degli sport da combattimento. Alcuni episodi hanno portato a denunce, arresti e inchieste giudiziarie per presunte coercizioni e violenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una specie di welfare immobiliare al contrario: se la giustizia è lenta, il proprietario apre il portafoglio e chiama i muscoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del fenomeno c’è però un problema abitativo tutt’altro che marginale. Nel 2024 in Spagna sono state registrate 16.426 denunce per occupazione illegale di immobili, in aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. Il dato equivale comunque a circa lo 0,06% dell’intero patrimonio abitativo nazionale e comprende situazioni molto differenti; la grande maggioranza dei casi riguarda immobili vuoti e non abitazioni principali sottratte ai residenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere il quadro ancora più complicato c’è la difficoltà nel recuperare rapidamente gli immobili. Secondo dati giudiziari citati dalla stampa spagnola, le procedure possono richiedere mediamente molti mesi e, in alcuni casi, avvicinarsi ai due anni. È esattamente in questo spazio – tra proprietà privata, emergenza abitativa e lentezza dei tribunali – che il business delle “desokupas” ha trovato terreno fertile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non sempre gli immobili occupati sono un problema da eliminare: per qualcuno sono diventati persino un investimento. Case gravate dalla presenza di occupanti possono essere acquistate a prezzi fortemente ridotti; dopo una trattativa economica per ottenere il rilascio, l’immobile torna sul mercato con un valore decisamente superiore. Un problema sociale, insomma, può trasformarsi in un modello di business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È uno dei cortocircuiti della Spagna contemporanea: da una parte politiche pubbliche pensate per rafforzare la protezione abitativa, dall’altra proprietari che, esasperati dai tempi delle procedure, pagano società private per bussare alla porta degli occupanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mediazione sociale, evidentemente, può avere molte forme. In certi condomini spagnoli ha anche le spalle particolarmente larghe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/paradosso-spagnolo-la-casa-e-un-diritto-ma-per-gli-sfratti-arrivano-le-brigate-private/">Paradosso spagnolo: la casa è un diritto, ma per gli sfratti arrivano le “brigate” private</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/paradosso-spagnolo-la-casa-e-un-diritto-ma-per-gli-sfratti-arrivano-le-brigate-private/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi paga davvero le tasse in Italia? E chi paga anche per gli evasori &#8211; Prima puntata</title>
		<link>https://www.tviweb.it/chi-paga-davvero-le-tasse-in-italia-e-chi-paga-anche-per-gli-evasori-prima-puntata/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/chi-paga-davvero-le-tasse-in-italia-e-chi-paga-anche-per-gli-evasori-prima-puntata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima puntata &#8211; di Umberto Baldo Confesso che quando il direttore di Tviweb mi ha detto: «Mi sono rotto il cazzo degli evasori. Iniziamo una campagna stampa contro chi evade le tasse?», ho pensato che avesse perfettamente ragione.Perché l’evasione fiscale<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/chi-paga-davvero-le-tasse-in-italia-e-chi-paga-anche-per-gli-evasori-prima-puntata/">Chi paga davvero le tasse in Italia? E chi paga anche per gli evasori &#8211; Prima puntata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prima puntata &#8211; di Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confesso che quando il direttore di Tviweb mi ha detto: «Mi sono rotto il cazzo degli evasori. Iniziamo una campagna stampa contro chi evade le tasse?», ho pensato che avesse perfettamente ragione.<br>Perché l’evasione fiscale è uno di quei problemi italiani dei quali parliamo da decenni.<br>Ne parliamo nei programmi televisivi, nei comizi, nelle leggi finanziarie, nelle dichiarazioni dei ministri e naturalmente al bar.<br>Poi arriva puntualmente il momento in cui tutti diventano combattenti contro l&#8217;evasione.<br>Salvo scoprire, appena si prova a fare sul serio, che il problema è sempre qualcun altro.<br>E allora partiamo da una domanda molto semplice: Ma chi paga davvero le tasse in Italia?<br>Non è una domanda ideologica.<br>È una domanda che possiamo rivolgere direttamente ai numeri.<br>In Italia sono circa 42,6 milioni le persone fisiche che presentano una dichiarazione dei redditi. E una parte enorme di questi contribuenti dichiara redditi molto bassi.<br>Quasi 16 milioni dichiarano meno di 15.000 euro.<br>Attenzione: questo non significa affatto che siano 16 milioni di evasori.<br>Un reddito dichiarato basso può avere moltissime spiegazioni perfettamente legittime.<br>Ed è proprio per questo che bisogna stare lontani dalle semplificazioni da bar.<br>Ma quei numeri ci dicono comunque qualcosa.<br>Ci dicono che la platea sulla quale si concentra il reddito imponibile è molto più ristretta di quanto immaginiamo.<br>E quando guardiamo chi paga l&#8217;IRPEF, il quadro diventa ancora più interessante.<br>La parte largamente prevalente dell&#8217;imposta sul reddito arriva da lavoratori dipendenti e pensionati.<br>Non è una questione di opinioni. È una questione di struttura del sistema fiscale.<br>Del resto il motivo è abbastanza semplice. Il lavoratore dipendente riceve lo stipendio e trova già la trattenuta fiscale. Il pensionato riceve la pensione e trova già la trattenuta fiscale.<br>Non devono ricordarsi di dichiarare quanto hanno guadagnato.<br>Lo Stato lo sa già.<br>Diciamo che, sotto questo profilo, il contribuente dipendente gode di una straordinaria certezza: il Fisco non rischia di perderlo di vista.<br>Poi ci sono altri contribuenti, per i quali la situazione è diversa.<br>Non significa che siano evasori.<br>Significa che, per determinate categorie di reddito, il sistema deve affidarsi maggiormente a ciò che viene dichiarato e ai controlli successivi.<br>Ed è proprio qui che nasce il problema.<br>Perché se una parte del reddito sfugge alla tassazione, il fabbisogno dello Stato non evapora insieme all&#8217;evasore.<br>I soldi che mancano devono comunque essere trovati.<br>E quindi il peso finisce, inevitabilmente, su chi le tasse le paga.<br>Secondo le stime ufficiali del Ministero dell&#8217;Economia, nel 2021 il cosiddetto tax gap fiscale e contributivo era di circa 83,6 miliardi di euro.<br>Non significa che ci siano 83,6 miliardi chiusi in una cassaforte che lo Stato potrebbe semplicemente andare a prendere.<br>Il tax gap è una stima del gettito che, secondo la metodologia utilizzata, non viene versato rispetto a quello teoricamente dovuto.<br>Ma anche prendendolo per quello che è, una stima, rimane un numero enorme.<br>E allora la domanda diventa inevitabile: Chi paga per quella parte che non viene pagata?<br>Perché lo Stato continua comunque a dover pagare pensioni, sanità, scuola, sicurezza, trasporti, interessi sul debito pubblico e tutto il resto.<br>Non esiste una casella del bilancio dello Stato con scritto: &#8220;Questa spesa non la facciamo perché qualcuno non ha pagato le tasse.&#8221;<br>La spesa resta. Ed il conto, prima o poi, arriva.<br>È qui che l&#8217;evasione fiscale smette di essere soltanto una questione di legalità.<br>Diventa una questione di equità tra contribuenti.<br>Perché se io non posso scegliere se dichiarare il mio reddito per intero, mentre qualcun altro ha maggiori possibilità di sottrarne una parte al Fisco, non siamo più soltanto davanti a due comportamenti fiscali diversi.<br>Siamo davanti a due contribuenti che partecipano in modo diverso al finanziamento dello stesso Stato.<br>E questo è il punto sul quale vale la pena riflettere.<br>Non stiamo sostenendo che chi dichiara poco sia automaticamente un evasore.<br>Non stiamo sostenendo che una categoria professionale sia composta da evasori.<br>Non stiamo nemmeno sostenendo che lo Stato sia sempre e comunque vittima innocente.<br>Stiamo ponendo una domanda: in un Paese nel quale tutti pretendono sanità, pensioni, scuola, strade, sicurezza e servizi, su quanti contribuenti grava realmente il finanziamento dello Stato?<br>Perché forse il problema italiano non è soltanto che si evade troppo.<br>Forse è anche che a pagare tutto il dovuto sono soprattutto quelli che non hanno la possibilità di scegliere se farlo oppure no.<br>E questa è una questione che merita qualche riflessione.<br>Ma c&#8217;è un numero che merita di essere guardato ancora più da vicino.<br>Quello degli italiani che dichiarano redditi molto bassi.<br>Perché a questo punto viene spontanea una domanda che non è né di destra né di sinistra, né liberale né socialista, né di governo né di opposizione.<br>È semplicemente una domanda di buon senso.<br>Ma come fanno a vivere?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/chi-paga-davvero-le-tasse-in-italia-e-chi-paga-anche-per-gli-evasori-prima-puntata/">Chi paga davvero le tasse in Italia? E chi paga anche per gli evasori &#8211; Prima puntata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/chi-paga-davvero-le-tasse-in-italia-e-chi-paga-anche-per-gli-evasori-prima-puntata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due lingue, due mondi. La madre, il figlio e l’Occidente. L’integrazione a senso unico</title>
		<link>https://www.tviweb.it/due-lingue-due-mondi-la-madre-il-figlio-e-loccidente-lintegrazione-a-senso-unico/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/due-lingue-due-mondi-la-madre-il-figlio-e-loccidente-lintegrazione-a-senso-unico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375369</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Le camminate del primo mattino hanno un pregio: ogni tanto ti fanno incontrare la realtà prima che venga passata al frullatore della politica, delle ideologie e del politicamente corretto.Quotidianamente lungo la strada verso le scuole elementari, mi imbatto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/due-lingue-due-mondi-la-madre-il-figlio-e-loccidente-lintegrazione-a-senso-unico/">Due lingue, due mondi. La madre, il figlio e l’Occidente. L’integrazione a senso unico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le camminate del primo mattino hanno un pregio: ogni tanto ti fanno incontrare la realtà prima che venga passata al frullatore della politica, delle ideologie e del politicamente corretto.<br>Quotidianamente lungo la strada verso le scuole elementari, mi imbatto in una scena normalissima.<br>Una madre straniera ed il suo bambino, o bambina.<br>Lei con il capo velato ed un abbigliamento che la rende immediatamente riconoscibile come appartenente ad un&#8217;altra cultura (il solito camicione informe).<br>E qui arriva la parte che mi ha fatto pensare.<br>Il bambino parlava un italiano perfetto.<br>La madre gli rispondeva nella propria lingua.<br>Non so quale fosse. Arabo, forse. O una lingua slava. Non importa.<br>Si capivano benissimo. Una scena normalissima, si dirà. E probabilmente lo era.<br>Ma proprio perché era normalissima, mi sono chiesto se non nascondesse qualcosa di molto meno innocente.<br>Perché il bambino sembrava già perfettamente dentro il nostro mondo. La madre quasi estranea.<br>Naturalmente non ho la minima idea di quanto italiano conoscesse quella donna.<br>Potrebbe parlarlo benissimo. Potrebbe aver semplicemente scelto di parlare al figlio nella lingua della propria famiglia. E sarebbe anche comprensibile.<br>Ma se quella scena non fosse soltanto una questione linguistica?<br>Se la lingua fosse soltanto il segnale più evidente di una distanza culturale più profonda?<br>Perché l&#8217;integrazione non consiste soltanto nel vivere fisicamente in un Paese.<br>Consiste anche nel riconoscersi, almeno in parte, nella società nella quale si vive.<br>E qui nasce il problema.<br>Possiamo accettare che una persona conservi la propria lingua, la propria religione, le proprie tradizioni e persino il proprio modo di vestire. Ci mancherebbe.<br>Ma dove finisce la legittima conservazione della propria identità e dove comincia il rifiuto di entrare nella società che ti ospita?<br>È una linea sottile. E forse il problema delle nostre società occidentali è proprio che abbiamo smesso di porci questa domanda.<br>Soprattutto negli ambienti cosiddetti ”progressisti” abbiamo trasformato l&#8217;integrazione in una specie di processo a senso unico.<br>Noi dobbiamo capire loro. Noi dobbiamo rispettare le loro tradizioni. Noi dobbiamo accettare le loro differenze. Noi dobbiamo evitare accuratamente di chiedere loro qualcosa in cambio.<br>Ma l&#8217;integrazione, se vogliamo chiamarla così, non dovrebbe essere un contratto a senso unico.<br>E allora quella madre e quel bambino diventano quasi un’immagine simbolica dell&#8217;Occidente contemporaneo.<br>Il figlio parla la lingua del Paese nel quale vive. La madre continua a parlare la lingua della società dalla quale proviene.<br>Il figlio corre verso il mondo nuovo. La madre sembra tenere un piede ben piantato nel vecchio.<br>E magari è soltanto una mia impressione. Ma il velo, l&#8217;abbigliamento, la lingua, e soprattutto il modo diverso di rapportarsi con la società circostante compongono un&#8217;immagine che qualche domanda la pone.<br>Perché possiamo anche raccontarci che l&#8217;integrazione sia già riuscita.<br>Ma se ad integrarsi sono soprattutto i figli, mentre una parte dei genitori continua a vivere dentro comunità culturalmente separate, non stiamo forse semplicemente aspettando che sia la seconda generazione a fare il lavoro che la prima non ha voluto o non ha potuto fare?<br>Ma forse quell’immagine ci sta dicendo una cosa molto semplice: i bambini si integrano molto più velocemente degli adulti.<br>La domanda, allora, non è se sia bello o brutto che una madre parli al figlio nella propria lingua.<br>La domanda è un&#8217;altra: quando vediamo per strada una madre che parla nella sua lingua ed un figlio che le risponde in italiano, stiamo guardando il successo dell&#8217;integrazione del figlio od il ritardo dell&#8217;integrazione della madre?<br>Forse, semplicemente, stiamo guardando entrambe le cose.<br>Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/due-lingue-due-mondi-la-madre-il-figlio-e-loccidente-lintegrazione-a-senso-unico/">Due lingue, due mondi. La madre, il figlio e l’Occidente. L’integrazione a senso unico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/due-lingue-due-mondi-la-madre-il-figlio-e-loccidente-lintegrazione-a-senso-unico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Houthi non sono “gli iraniani dello Yemen”</title>
		<link>https://www.tviweb.it/gli-houthi-non-sono-gli-iraniani-dello-yemen/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/gli-houthi-non-sono-gli-iraniani-dello-yemen/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 07:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375356</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Abbiamo preso l&#8217;abitudine di chiamare ogni milizia che combatte contro qualcuno il “proxy” di qualcun altro.E’ un modo molto comodo per non studiare la storia.Così gli Houthi diventano semplicemente “gli iraniani dello Yemen”, l&#8217;Arabia Saudita diventa il bastione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gli-houthi-non-sono-gli-iraniani-dello-yemen/">Gli Houthi non sono “gli iraniani dello Yemen”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo preso l&#8217;abitudine di chiamare ogni milizia che combatte contro qualcuno il “proxy” di qualcun altro.<br>E’ un modo molto comodo per non studiare la storia.<br>Così gli Houthi diventano semplicemente “gli iraniani dello Yemen”, l&#8217;Arabia Saudita diventa il bastione sunnita che li combatte, e tutto sembra risolto: Iran contro Arabia Saudita, sciiti contro sunniti, fine della spiegazione.<br>Peccato che lo Yemen, nella sua storia, sia parecchio più complicato.<br>Lo Yemen è una delle culle di civilizzazione più antiche del mondo, noto nell&#8217;antichità classica come parte dell&#8217;Arabia Felix (Arabia Fortunata) per via della sua prosperità, e della ricchezza dei suoi commerci.<br>Questa terra millenaria deve la sua importanza storica alla posizione geopolitica strategica tra il Mar Rosso e l&#8217;Oceano Indiano, che la rese il fulcro delle antiche rotte commerciali di incenso, mirra e spezie.<br>Tra i regni più celebri dello Yemen antico ci fu quello di Saba, legato al mito biblico e coranico della Regina di Saba&#8230;<br>Ecco perché gli Houthi non sono “nati a Teheran”.<br>L&#8217;Iran è arrivato dopo, molto dopo, trovando una frattura già aperta e trasformandola in uno strumento geopolitico.<br>E questa distinzione non è affatto secondaria.<br>Tra Arabia Saudita e Yemen esiste infatti una storia di diffidenze, guerre, confini contestati, rivalità tribali ed interferenze politiche che viene da molto prima della Repubblica islamica iraniana e persino da prima che gli Houthi esistessero.<br>Bisogna tornare agli anni Trenta.<br>Nel 1934 Arabia Saudita e Yemen si fecero la guerra anche per una questione territoriale. Le regioni di Asir, Jizan e Najran, oggi saudite, erano state a lungo contese, e nello Yemen continuano ad essere percepite come parte di una storia nazionale sottratta.<br>Il confine sarebbe stato formalizzato definitivamente soltanto nel 2000, con il Trattato di Gedda.<br>Ma le frontiere possono essere tracciate con un righello. Molto più difficile è cancellarle dalla memoria.<br>Poi c&#8217;è il problema più generale del rapporto fra Riyadh e Sana&#8217;a.<br>Per l&#8217;Arabia Saudita lo Yemen non è mai stato semplicemente il Paese che sta dall&#8217;altra parte del confine.<br>È stato il cortile di casa.<br>Un cortile povero, turbolento, densamente popolato e spesso difficilissimo da governare, nel quale Riyadh ha cercato per decenni di mantenere una forte influenza attraverso denaro, rapporti con le tribù, alleanze politiche e sostegno ai diversi attori yemeniti.<br>Non per beneficenza, naturalmente. Perché per Riyadh uno Yemen instabile è un problema, ma uno Yemen controllato da una forza ostile può diventare una minaccia strategica.<br>E qui arriviamo alla questione religiosa.<br>Gli Houthi appartengono allo zaydismo, una corrente dello sciismo con una storia profondamente radicata nello Yemen settentrionale, e che non può essere semplicemente sovrapposta allo sciismo iraniano.<br>Per secoli gli imam zayditi hanno governato gran parte dello Yemen del Nord.<br>Poi arrivarono la Repubblica, le guerre civili e la crescente influenza saudita.<br>Negli anni Ottanta e Novanta Riyadh sostenne anche la diffusione del salafismo nel nord del Paese, entrando in competizione con l&#8217;antica identità religiosa zaydita.<br>È proprio in questo ambiente che negli anni Novanta nacque il movimento dal quale sarebbero usciti gli Houthi.<br>E qui la storia presenta un&#8217;altra delle sue ironie.<br>Negli anni Sessanta l&#8217;Arabia Saudita aveva sostenuto i monarchici zayditi nella guerra civile contro i repubblicani appoggiati dall&#8217;Egitto di Nasser.<br>Oggi Riyadh combatte gli Houthi zayditi sostenuti dall&#8217;Iran.<br>Cambiano gli amici, cambiano i nemici. Resta lo Yemen.<br>Poi è arrivato Teheran.<br>Il sostegno iraniano ha fornito agli Houthi armi, tecnologia e know how militare, contribuendo a trasformare una milizia locale in un attore capace di proiettare la propria minaccia ben oltre i confini yemeniti.<br>Ma anche qui bisogna stare attenti a non capovolgere causa ed effetto.<br>Gli Houthi non sono una creatura iraniana comparsa dal nulla.<br>L&#8217;Iran ha trovato negli Houthi uno strumento straordinariamente utile per proiettare la propria influenza nella penisola arabica.<br>Ed è qui che la vecchia storia yemenita diventa una questione globale.<br>Perché lo Yemen si affaccia sul Bab el-Mandeb, il passaggio marittimo che collega il Mar Rosso all&#8217;Oceano Indiano.<br>Chi riesce a minacciare quel passaggio può disturbare una delle grandi arterie del commercio mondiale.<br>Ed è precisamente quello che gli Houthi hanno dimostrato di poter fare.<br>Passano da lì le petroliere. Passano le portacontainer. Passano merci destinate anche all&#8217;Europa.<br>Ed improvvisamente quella che sembrava l&#8217;ennesima guerra tribale e religiosa dall&#8217;altra parte del mondo diventa una questione che riguarda anche noi.<br>Per questo sarebbe un errore raccontare gli Houthi semplicemente come “il braccio iraniano nello Yemen”.<br>Ma sarebbe altrettanto ingenuo considerarli soltanto dei ribelli locali.<br>Sono il prodotto di una storia yemenita che viene da lontano, diventata oggi una pedina di una partita regionale molto più grande.<br>Confini, religione, tribù, rivalità fra potenze regionali, Iran, Arabia Saudita, e controllo delle rotte commerciali, si sono sovrapposti fino a trasformare una guerra locale in una minaccia internazionale<br>A conferma di ciò oggi c&#8217;è un elemento nuovo, e decisamente più inquietante.<br>Gli Houthi non si limitano più a combattere in Yemen o a minacciare il traffico nel Mar Rosso. Negli ultimi giorni hanno intensificato gli attacchi con missili e droni contro il territorio saudita, mentre Riyadh ha denunciato anche minacce nei confronti dell&#8217;area della Mecca.<br>Le autorità saudite hanno parlato di una vera e propria linea rossa. Gli Houthi, naturalmente, negano di avere deliberatamente preso di mira le città sante di Medina e La Mecca.<br>Ma la novità più significativa è un&#8217;altra.<br>L&#8217;Arabia Saudita ha chiesto a Turchia e Pakistan di discutere un possibile sostegno militare nell&#8217;ambito del nuovo accordo di difesa trilaterale firmato ad agosto.<br>E i Capi di stato maggiore dei tre Paesi si sono già incontrati a Riyadh per esaminare come dare attuazione a quell&#8217;intesa.<br>È ancora presto per dire che Turchia e Pakistan entreranno militarmente nella guerra. Anzi, entrambi hanno finora mostrato cautela.<br>Ma il semplice fatto che Riyadh abbia dovuto rivolgersi ad Ankara e Islamabad dice già qualcosa.<br>Perché a questo punto la domanda non è più soltanto chi controlla lo Yemen.<br>La domanda è quanto possa allargarsi il conflitto.<br>E quando entrano in gioco Arabia Saudita, Iran, Turchia, Pakistan, Stati Uniti e le rotte commerciali del Mar Rosso, quella che sembrava una guerra lontana comincia ad assomigliare pericolosamente a qualcosa di molto più grande.<br>È proprio qui che la vecchia storia dello Yemen incontra la geopolitica del XXI secolo.<br>E noi europei siamo lì, in mezzo, con le nostre navi cariche di merci che devono attraversare quel tratto di mare.<br>Perché c&#8217;è una lezione che i nostri “pacifisti” continuano ostinatamente a non imparare: le guerre degli altri diventano molto spesso, prima o poi, anche affari nostri.<br>Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gli-houthi-non-sono-gli-iraniani-dello-yemen/">Gli Houthi non sono “gli iraniani dello Yemen”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/gli-houthi-non-sono-gli-iraniani-dello-yemen/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arzignano, nuovo monitor 3D/4K per la Chirurgia Generale: donazione da 40 mila euro della Fondazione Mastrotto</title>
		<link>https://www.tviweb.it/arzignano-nuovo-monitor-3d-4k-per-la-chirurgia-generale-donazione-da-40-mila-euro-della-fondazione-mastrotto/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/arzignano-nuovo-monitor-3d-4k-per-la-chirurgia-generale-donazione-da-40-mila-euro-della-fondazione-mastrotto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 16:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375353</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un nuovo monitor medicale 3D/4K da 55 pollici entra nella dotazione della Chirurgia Generale dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano. L’apparecchiatura, del valore di 40 mila euro, è stata donata all’Ulss 8 Berica dalla Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto e sarà utilizzata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arzignano-nuovo-monitor-3d-4k-per-la-chirurgia-generale-donazione-da-40-mila-euro-della-fondazione-mastrotto/">Arzignano, nuovo monitor 3D/4K per la Chirurgia Generale: donazione da 40 mila euro della Fondazione Mastrotto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo monitor medicale 3D/4K da 55 pollici entra nella dotazione della Chirurgia Generale dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano. L’apparecchiatura, del valore di 40 mila euro, è stata donata all’Ulss 8 Berica dalla Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto e sarà utilizzata in sala operatoria durante gli interventi in laparoscopia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dispositivo affiancherà la colonna laparoscopica già presente, composta dall’insufflatore di gas, dalla strumentazione dedicata alla chirurgia mininvasiva e da uno schermo da 33 pollici, che continuerà comunque a essere utilizzato. Il nuovo monitor rappresenta un importante salto tecnologico grazie alla risoluzione 4K e alla possibilità di utilizzare la visione tridimensionale attraverso appositi occhiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa nuova donazione rappresenta un contributo prezioso per l’ospedale di Arzignano e per i pazienti, che qui possono contare sulle metodiche e sulle tecnologie più avanzate nella chirurgia laparoscopica», sottolinea il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs, ringraziando la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto per la sensibilità dimostrata. «Grazie a questo nuovo monitor la Chirurgia Generale di Arzignano può contare su un supporto tecnologico all’avanguardia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la presidente della Fondazione, Giovanna Mastrotto, la donazione nasce dal forte legame con il territorio. «La nostra famiglia e la Fondazione hanno sempre avuto una particolare attenzione per i bisogni legati alla salute e alla cura delle persone. Nel solco dei valori trasmessi da mio padre Bruno e da mia madre Silvana, ascoltare le esigenze di chi ogni giorno si prende cura della salute significa per noi trasformare quell’ascolto in gesti concreti di solidarietà e vicinanza alla comunità».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto opera da dieci anni a sostegno del territorio, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e alle necessità sociosanitarie. Tra i progetti principali figurano il Parkinson Café e La Tribù del Sole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La laparoscopia consente di eseguire interventi chirurgici attraverso piccoli accessi nell’addome, evitando il tradizionale taglio della parete addominale. Una metodica meno invasiva che permette di migliorare la visione del campo operatorio, ridurre le complicanze e favorire un recupero più rapido del paziente, con degenze generalmente più brevi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad Arzignano questa tecnica è ormai parte della normale attività della Chirurgia Generale, che realizza circa 600 interventi ogni anno utilizzandola in tutti i principali ambiti della chirurgia addominale: dall’oncologia alla chirurgia bariatrica, fino agli interventi sulla parete addominale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’operazione il chirurgo lavora osservando sul monitor le immagini trasmesse dalla telecamera introdotta nel corpo del paziente attraverso una piccola incisione. Per questo motivo la qualità e la definizione dello schermo incidono direttamente sulla precisione del gesto chirurgico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Con uno schermo di queste dimensioni e qualità l’immagine viene ingrandita fino a dieci volte e la manovra diventa molto più semplice», spiega Cristiano Finco, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale Cazzavillan. «Si amplifica la precisione del gesto chirurgico e si riducono le complicanze. È quasi come trovarsi all’interno dell’addome del paziente. Con l’applicazione 3D, inoltre, la visione migliora ulteriormente e consente di effettuare gesti chirurgici ancora più precisi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dimensioni del nuovo monitor permetteranno inoltre a tutta l’équipe presente in sala operatoria, e non soltanto ai chirurghi impegnati direttamente nell’intervento, di seguire le immagini con lo stesso livello di dettaglio. Un vantaggio che avrà anche ricadute sulla formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’amplificazione dell’immagine consente una riduzione dei tempi di apprendimento per i chirurghi più giovani – aggiunge Finco – facilitando inoltre il tutoraggio da parte dei colleghi più esperti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una dotazione analoga è già utilizzata con risultati positivi nel reparto di Urologia. Un’esperienza che ha contribuito a confermare l’utilità dell’investimento anche in una prospettiva multidisciplinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arzignano-nuovo-monitor-3d-4k-per-la-chirurgia-generale-donazione-da-40-mila-euro-della-fondazione-mastrotto/">Arzignano, nuovo monitor 3D/4K per la Chirurgia Generale: donazione da 40 mila euro della Fondazione Mastrotto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/arzignano-nuovo-monitor-3d-4k-per-la-chirurgia-generale-donazione-da-40-mila-euro-della-fondazione-mastrotto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maltempo nella Valle dell’Agno, dal Governo altri 9,3 milioni per gli interventi</title>
		<link>https://www.tviweb.it/maltempo-nella-valle-dellagno-dal-governo-altri-93-milioni-per-gli-interventi/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/maltempo-nella-valle-dellagno-dal-governo-altri-93-milioni-per-gli-interventi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375350</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuove risorse per i Comuni della Valle dell’Agno colpiti dal maltempo dell’aprile 2025. Il Consiglio dei Ministri, nella riunione di giovedì 24 settembre, ha deliberato lo stanziamento di ulteriori 9 milioni e 320 mila euro destinati agli interventi nei territori<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/maltempo-nella-valle-dellagno-dal-governo-altri-93-milioni-per-gli-interventi/">Maltempo nella Valle dell’Agno, dal Governo altri 9,3 milioni per gli interventi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuove risorse per i Comuni della Valle dell’Agno colpiti dal maltempo dell’aprile 2025. Il Consiglio dei Ministri, nella riunione di giovedì 24 settembre, ha deliberato lo stanziamento di ulteriori 9 milioni e 320 mila euro destinati agli interventi nei territori interessati dagli eccezionali eventi meteorologici del 17 e 18 aprile 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, adottato su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, utilizza risorse del Fondo per le emergenze nazionali e riguarda lo stato di emergenza già dichiarato per i Comuni di Arzignano, Brogliano, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo finanziamento si aggiunge alla prima tranche di risorse arrivata nei mesi scorsi e consentirà alle amministrazioni locali di proseguire con gli interventi di ripristino e messa in sicurezza resi necessari dai pesanti danni provocati dal maltempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dopo la prima tranche arrivata nei mesi scorsi, questa è una buona notizia per la quale ringraziamo i tanti rappresentanti politici che ci hanno sostenuto e hanno fatto fronte comune con noi sindaci», sottolinea il sindaco di Valdagno Maurizio Zordan, intervenendo anche a nome degli altri primi cittadini coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Aspettavamo con ansia che questi fondi venissero sbloccati perché abbiamo davvero bisogno di procedere con gli interventi di sistemazione e messa in sicurezza – prosegue Zordan – dando risposta alle situazioni di emergenza che, ad esempio per Valdagno, riguardano il ripristino della viabilità in contrade che rischiano di rimanere isolate».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stanziamento, tuttavia, non copre ancora l’intero fabbisogno quantificato dopo gli eventi atmosferici. Complessivamente i danni riconosciuti e stimati nei territori interessati ammontano infatti a circa 40 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Queste risorse non chiudono il quadro economico complessivo – precisa il sindaco – perché finora abbiamo ricevuto poco meno di un terzo dell’importo totale dei danni riconosciuto e stimato in circa 40 milioni di euro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta definita la ripartizione delle nuove somme, i Comuni potranno avviare gli interventi finanziati. «Non appena saranno ripartiti ci metteremo subito al lavoro con i fondi a disposizione – conclude Zordan – ma nel frattempo continueremo a chiedere ulteriore supporto allo Stato e alla Regione, così da poter realizzare anche gli altri interventi di cui i nostri territori e le nostre comunità hanno bisogno».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/maltempo-nella-valle-dellagno-dal-governo-altri-93-milioni-per-gli-interventi/">Maltempo nella Valle dell’Agno, dal Governo altri 9,3 milioni per gli interventi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/maltempo-nella-valle-dellagno-dal-governo-altri-93-milioni-per-gli-interventi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vicenza, accordo con l’ex gestore della sosta Gps: il Comune punta a recuperare circa 6 milioni in tre anni</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-lex-gestore-della-sosta-gps-il-comune-punta-a-recuperare-circa-6-milioni-in-tre-anni/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-lex-gestore-della-sosta-gps-il-comune-punta-a-recuperare-circa-6-milioni-in-tre-anni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375347</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Vicenza ha deciso di aderire, ponendo alcune condizioni, alla nuova proposta di accordo avanzata da Gps Global Parking Solutions Spa, ex gestore del servizio di sosta in città, nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-lex-gestore-della-sosta-gps-il-comune-punta-a-recuperare-circa-6-milioni-in-tre-anni/">Vicenza, accordo con l’ex gestore della sosta Gps: il Comune punta a recuperare circa 6 milioni in tre anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di Vicenza ha deciso di aderire, ponendo alcune condizioni, alla nuova proposta di accordo avanzata da Gps Global Parking Solutions Spa, ex gestore del servizio di sosta in città, nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa. L’operazione dovrebbe consentire all’amministrazione di recuperare complessivamente circa 6 milioni di euro nell’arco di tre anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giunta aveva respinto alcune settimane fa una prima proposta, giudicata non sufficientemente solida sotto il profilo delle garanzie. Il nuovo piano prevede invece un rientro articolato in più fasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entro il 31 ottobre di quest’anno Gps dovrà restituire al Comune un credito di 2 milioni di euro, attraverso fondi che rientreranno nelle disponibilità della società. L’accordo comprende inoltre la valorizzazione di alcuni investimenti effettuati a Vicenza e destinati a essere ceduti all’amministrazione comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ulteriore tranche da 3 milioni di euro dovrà essere corrisposta entro il 31 ottobre 2028 e sarà finanziata attraverso la vendita di un immobile sul quale è stata iscritta una garanzia ipotecaria da 2,5 milioni di euro. Altre centinaia di migliaia di euro dovrebbero infine essere versate entro il 31 gennaio 2029, portando il recupero complessivo previsto a circa 6 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tutela dell’ente resta inoltre l’ipoteca da 2,5 milioni di euro, che potrà essere escussa nel caso in cui l’immobile non venga venduto. Rimane valida anche la fideiussione bancaria da 1,9 milioni di euro presentata al momento della stipula del contratto. Il complesso delle garanzie raggiunge quindi i 4,4 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima del via libera, l’amministrazione ha acquisito la relazione dell’esperto indipendente incaricato di seguire la composizione negoziata, secondo il quale le condizioni raggiunte rappresentano il miglior risultato concretamente ottenibile attraverso questa procedura. Favorevole anche il parere del Collegio dei Revisori dei Conti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base di questi elementi, la giunta comunale ha quindi approvato l’adesione all’intesa proposta dall’ex gestore del servizio di sosta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-lex-gestore-della-sosta-gps-il-comune-punta-a-recuperare-circa-6-milioni-in-tre-anni/">Vicenza, accordo con l’ex gestore della sosta Gps: il Comune punta a recuperare circa 6 milioni in tre anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-lex-gestore-della-sosta-gps-il-comune-punta-a-recuperare-circa-6-milioni-in-tre-anni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vicenza, accordo con l’Università di Padova per monitorare i monumenti di piazza dei Signori</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-luniversita-di-padova-per-monitorare-i-monumenti-di-piazza-dei-signori/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-luniversita-di-padova-per-monitorare-i-monumenti-di-piazza-dei-signori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375336</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Comune avvia uno studio sul comportamento statico e dinamico delle strutture monumentali della piazza. Le prime indagini riguardano le due colonne, sottoposte a monitoraggi ripetuti per misurare gli effetti di traffico, cantieri, mercato, concerti e fenomeni naturali come il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-luniversita-di-padova-per-monitorare-i-monumenti-di-piazza-dei-signori/">Vicenza, accordo con l’Università di Padova per monitorare i monumenti di piazza dei Signori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune avvia uno studio sul comportamento statico e dinamico delle strutture monumentali della piazza. Le prime indagini riguardano le due colonne, sottoposte a monitoraggi ripetuti per misurare gli effetti di traffico, cantieri, mercato, concerti e fenomeni naturali come il vento. La convenzione durerà un anno e prevede un rimborso spese di 12 mila euro all’ateneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comune di Vicenza e Università di Padova uniscono le forze per studiare e monitorare i monumenti di piazza dei Signori. L’accordo quadro è stato presentato a Palazzo Trissino dall’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller e dalla professoressa ingegner Francesca da Porto, responsabile scientifica per l’università.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della prima fase ci sono le due colonne della piazza, che saranno sottoposte a una serie di indagini dinamiche per comprendere come reagiscono alle vibrazioni generate da fattori esterni, sia naturali sia legati alle attività umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Piazza dei Signori è particolarmente utilizzata per eventi e manifestazioni che attraggono molte persone e necessitano della movimentazione anche di mezzi pesanti – spiega Spiller –. Era quindi opportuno eseguire una valutazione del comportamento strutturale, sia in campo statico che dinamico, per valutare gli effetti delle vibrazioni prodotte da sorgenti esterne naturali, come ad esempio il forte vento, o umane come le giornate di mercato o i concerti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo, sottolinea l’assessore, è anche quello di raccogliere elementi utili per eventuali future decisioni sugli interventi manutentivi o strutturali. «Siamo partiti dalla firma di un accordo quadro con l’Università di Padova che persegue interessi comuni: da parte nostra, monitorare i monumenti e garantirne la conservazione, da parte loro avere occasioni per fare sviluppo e ricerca sul campo. I primi monitoraggi sono stati eseguiti sulle colonne di piazza dei Signori; alla loro conclusione i dati verranno elaborati e confrontati con le normative esistenti e infine stesa una relazione finale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La convenzione coinvolge il Comune e il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e prevede attività di studio e ricerca dedicate al monitoraggio in sito e satellitare, alla valutazione del comportamento strutturale in condizioni statiche e dinamiche e all’analisi della vulnerabilità di edifici monumentali e strutture strategiche rispetto a fattori naturali e antropici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto rientra in un programma di ricerca più ampio dedicato alla gestione e alla manutenzione degli edifici esistenti e monumentali, oltre che alla valutazione della vulnerabilità sismica, sia su larga scala sia a livello del singolo manufatto, dell’aggregato urbano o di una determinata classe di strutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è mettere a punto un metodo e strumenti in grado di supportare le future scelte dell’amministrazione sugli interventi di manutenzione e consolidamento, partendo proprio dalle colonne di piazza dei Signori e dai dati raccolti attraverso il monitoraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, sulle due colonne verranno effettuate indagini dinamiche nell’arco di una giornata, ripetute poi in quattro giornate differenti. Le rilevazioni serviranno a verificare l’incidenza delle vibrazioni prodotte da traffico veicolare, cantieri, concerti e altre attività che interessano la piazza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati acquisiti saranno successivamente estratti, elaborati e analizzati, quindi confrontati con le soglie previste dalla normativa. Saranno realizzati grafici e altri strumenti interpretativi per rendere più chiari i risultati ottenuti, fino alla redazione di una relazione conclusiva accompagnata dalla documentazione fotografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio permetterà così di approfondire il comportamento vibrazionale dei monumenti, sia in presenza delle attività ordinarie e straordinarie ospitate in piazza dei Signori, come il mercato e gli eventi, sia in presenza di fenomeni naturali come il vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La convenzione avrà durata di un anno. Il Comune riconoscerà all’Università di Padova un rimborso spese di 12 mila euro per lo svolgimento delle attività previste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-luniversita-di-padova-per-monitorare-i-monumenti-di-piazza-dei-signori/">Vicenza, accordo con l’Università di Padova per monitorare i monumenti di piazza dei Signori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vicenza-accordo-con-luniversita-di-padova-per-monitorare-i-monumenti-di-piazza-dei-signori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Thiene, Fratelli d’Italia apre a Scarpellini: «Figura autorevole, auspichiamo la convergenza del centrodestra»</title>
		<link>https://www.tviweb.it/thiene-fratelli-ditalia-apre-a-scarpellini-figura-autorevole-auspichiamo-la-convergenza-del-centrodestra/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/thiene-fratelli-ditalia-apre-a-scarpellini-figura-autorevole-auspichiamo-la-convergenza-del-centrodestra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 13:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375307</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fratelli d’Italia guarda con favore alla possibile candidatura di Giovanni Scarpellini a sindaco di Thiene e auspica che, nei prossimi giorni, attorno al suo nome possa maturare una convergenza dell’intera coalizione di centrodestra. La posizione arriva dal circolo cittadino del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/thiene-fratelli-ditalia-apre-a-scarpellini-figura-autorevole-auspichiamo-la-convergenza-del-centrodestra/">Thiene, Fratelli d’Italia apre a Scarpellini: «Figura autorevole, auspichiamo la convergenza del centrodestra»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fratelli d’Italia guarda con favore alla possibile candidatura di Giovanni Scarpellini a sindaco di Thiene e auspica che, nei prossimi giorni, attorno al suo nome possa maturare una convergenza dell’intera coalizione di centrodestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione arriva dal circolo cittadino del partito, che interviene nel dibattito in vista delle prossime elezioni amministrative dopo la disponibilità manifestata da Scarpellini. L’ex ufficiale dei Carabinieri ed ex comandante della Polizia Locale dell’Alto Vicentino ha avviato in questi giorni il proprio percorso verso la candidatura, presentandosi come figura civica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo accolto con favore la disponibilità di Giovanni Scarpellini – dichiara Matteo Golo, commissario del circolo di Fratelli d’Italia Thiene –. Riteniamo condivisibili le posizioni che ha espresso e vediamo nella sua figura le caratteristiche ideali per costruire un progetto amministrativo serio, concreto e capace di guardare al futuro di Thiene».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Fratelli d’Italia, il nome di Scarpellini potrebbe dunque rappresentare il punto di incontro attorno al quale costruire una proposta che coinvolga le diverse componenti politiche e civiche del centrodestra. Una coalizione che alle amministrative del 2022 si era presentata, al ballottaggio, a sostegno di Manuel Benetti contro Gianantonio Michelusi, poi eletto sindaco con il 58,5% dei voti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il nostro auspicio – prosegue Golo – è che nei prossimi giorni tutto il centrodestra possa compattarsi sulla sua figura. Crediamo che ci siano le condizioni per trovare una sintesi e presentarci alla città con una proposta unitaria, credibile e ambiziosa. L&#8217;obiettivo deve essere mettere da parte ciò che può dividere e concentrarci sui temi e sulle risposte che Thiene si aspetta dalla futura amministrazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il circolo cittadino di Fratelli d’Italia, la costruzione del programma dovrebbe partire dal confronto con il territorio: categorie economiche, associazioni, mondo dello sport e del volontariato e, più in generale, le realtà che operano quotidianamente nella comunità thienese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi indicati come prioritari dal partito figurano sicurezza, sviluppo economico e commerciale, sport, qualità urbana e servizi alle famiglie. A questi FdI affianca la necessità di una programmazione in grado di intercettare finanziamenti e opportunità attraverso i rapporti con le altre istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene riservata al tema della sicurezza, settore nel quale Fratelli d’Italia considera l’esperienza professionale di Scarpellini un elemento centrale della possibile candidatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Come Fratelli d’Italia siamo pronti a mettere a disposizione il nostro contributo, le nostre idee e la nostra filiera istituzionale – afferma ancora Golo –. Oggi uno dei temi più delicati dal punto di vista amministrativo è certamente quello legato alla sicurezza e al contrasto al degrado urbano; riteniamo la figura di Scarpellini di assoluta autorevolezza per garantire ai cittadini di Thiene le risposte che su questi ambiti meritano».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella stessa dichiarazione Golo rivolge anche una critica politica all’attuale amministrazione, parlando della necessità di agire «con responsabilità, visione, e soprattutto mettendo fine alla logica dello scaricabarile tanto cara a Michelusi». Gianantonio Michelusi è l’attuale sindaco di Thiene, eletto nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Auspichiamo che già nei prossimi giorni possano maturare le condizioni per una convergenza ampia da parte di tutta la coalizione – conclude il rappresentante di Fratelli d’Italia –. Thiene ha bisogno di una squadra coesa e di un progetto all’altezza delle sfide dei prossimi anni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nota del circolo è firmata da Matteo Golo e Nicolò Stefano Aldighieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/thiene-fratelli-ditalia-apre-a-scarpellini-figura-autorevole-auspichiamo-la-convergenza-del-centrodestra/">Thiene, Fratelli d’Italia apre a Scarpellini: «Figura autorevole, auspichiamo la convergenza del centrodestra»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/thiene-fratelli-ditalia-apre-a-scarpellini-figura-autorevole-auspichiamo-la-convergenza-del-centrodestra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezia vola su Boston: Delta lancia il nuovo collegamento diretto dal Marco Polo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/venezia-vola-su-boston-delta-lancia-il-nuovo-collegamento-diretto-dal-marco-polo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/venezia-vola-su-boston-delta-lancia-il-nuovo-collegamento-diretto-dal-marco-polo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 10:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375292</guid>

					<description><![CDATA[<p>VENEZIA – Un nuovo ponte diretto tra il Veneto e gli Stati Uniti. Dall’8 maggio 2027 Delta Air Lines inaugurerà il collegamento tra l’aeroporto Marco Polo di Venezia e il Boston Logan International Airport, con quattro voli alla settimana operati<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/venezia-vola-su-boston-delta-lancia-il-nuovo-collegamento-diretto-dal-marco-polo/">Venezia vola su Boston: Delta lancia il nuovo collegamento diretto dal Marco Polo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">VENEZIA – Un nuovo ponte diretto tra il Veneto e gli Stati Uniti. Dall’8 maggio 2027 Delta Air Lines inaugurerà il collegamento tra l’aeroporto Marco Polo di Venezia e il Boston Logan International Airport, con quattro voli alla settimana operati con Airbus A330-300.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boston diventerà così la terza destinazione statunitense raggiunta direttamente da Delta partendo da Venezia, affiancandosi a New York-JFK e Atlanta. La nuova rotta sarà operata nell’ambito della joint venture con Air France-KLM e Virgin Atlantic e consentirà ai viaggiatori di proseguire da Boston, attraverso il network Delta, verso numerose altre destinazioni negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collegamento intercetta un mercato già particolarmente significativo. Secondo i dati forniti dal Gruppo SAVE, il traffico tra Venezia e Boston supera infatti i 50 mila passeggeri all’anno e rappresenta il più grande mercato europeo non ancora collegato direttamente con la capitale del Massachusetts.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il volo diretto di Delta Air Lines, il maggiore vettore all’aeroporto di Boston, garantirà anche coincidenze in prosecuzione sull’intera costa orientale degli Stati Uniti e sul resto del Paese», sottolinea Camillo Bozzolo, direttore Sviluppo Aviation del Gruppo SAVE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo servizio punta anche a rafforzare i rapporti storici tra il Veneto e il Massachusetts, dove vive una delle comunità di origine italiana più numerose degli Stati Uniti. Un collegamento che potrà quindi favorire i viaggi per incontrare parenti e amici, i cosiddetti flussi VFR, ma anche sostenere gli scambi tra università, centri di ricerca e imprese, con particolare attenzione ai settori medico, farmaceutico e delle biotecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delta evidenzia come l’ampliamento del network risponda alla crescente domanda di collegamenti tra gli Stati Uniti e l’Europa. «I nostri passeggeri sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per esplorare l’Europa», spiega Jeff Arinder, Vice President International Network Planning di Delta, ricordando come la compagnia stia sviluppando ulteriormente i collegamenti internazionali dai propri hub americani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione anche a Boston. Sharon Williams, Executive Director of Aviation di Massport, ha sottolineato la forte popolarità dell’Italia tra i viaggiatori del New England e il valore della nuova destinazione veneziana, destinata ad ampliare ulteriormente l’offerta internazionale dello scalo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Venezia-Boston sarà effettuato con Airbus A330-300, configurato nelle classi Delta One, Delta Premium Select, Delta Comfort e Delta Main.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i passeggeri di Delta One sono previste poltrone completamente reclinabili, menù stagionali di quattro portate e una selezione di vini e champagne, tra cui Taittinger. La collaborazione con Missoni caratterizza inoltre amenity kit, biancheria da letto e altri elementi dell’esperienza di bordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delta Premium Select offre invece sedili più ampi, maggiore reclinabilità e più spazio a disposizione. In tutte le cabine saranno disponibili il servizio di ristorazione e oltre mille ore di contenuti attraverso Delta Studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui collegamenti tra Italia e Stati Uniti la compagnia mette inoltre a disposizione in tutte le classi il Wi-Fi Delta Sync gratuito e ad alta velocità, fornito da T-Mobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’investimento riguarda anche i servizi a terra. A Boston è presente una nuova Delta One Lounge ispirata alla tradizione marittima della città, con ristorazione, ambienti di design e vista sullo skyline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Venezia-Boston rientra nel rafforzamento complessivo del network transatlantico previsto da Delta per l’estate 2027. La compagnia ha confermato anche per il prossimo anno tutti i voli previsti nell’orario estivo 2026, definito il network transatlantico più esteso mai operato dal vettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle rotte già esistenti si aggiungeranno, oltre a Venezia-Boston, un nuovo collegamento diretto tra Atene e Detroit e il già annunciato Parigi-Austin. Saranno potenziati anche i voli tra Milano e Boston, che passeranno dalle attuali quattro frequenze settimanali a un collegamento giornaliero durante l’estate 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune rotte saranno inoltre prolungate stagionalmente, permettendo ai viaggiatori di raggiungere diverse destinazioni anche nei periodi primaverili e invernali, generalmente meno affollati rispetto ai mesi di punta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Informazioni e prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Delta Air Lines.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/venezia-vola-su-boston-delta-lancia-il-nuovo-collegamento-diretto-dal-marco-polo/">Venezia vola su Boston: Delta lancia il nuovo collegamento diretto dal Marco Polo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/venezia-vola-su-boston-delta-lancia-il-nuovo-collegamento-diretto-dal-marco-polo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco la Barbie Pig! La creatura rosa che vive a 5mila metri di profondità nel Pacifico</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ecco-la-barbie-pig-la-creatura-rosa-che-vive-a-5mila-metri-di-profondita-nel-pacifico/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/ecco-la-barbie-pig-la-creatura-rosa-che-vive-a-5mila-metri-di-profondita-nel-pacifico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 10:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ha un colore rosa acceso, un corpo morbido e un aspetto così insolito da essersi guadagnata un soprannome immediatamente diventato virale: “Barbie Pig”. La curiosa creatura degli abissi è uno dei protagonisti di How Deep Is Your Love, il nuovo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ecco-la-barbie-pig-la-creatura-rosa-che-vive-a-5mila-metri-di-profondita-nel-pacifico/">Ecco la Barbie Pig! La creatura rosa che vive a 5mila metri di profondità nel Pacifico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha un colore rosa acceso, un corpo morbido e un aspetto così insolito da essersi guadagnata un soprannome immediatamente diventato virale: “Barbie Pig”. La curiosa creatura degli abissi è uno dei protagonisti di <em>How Deep Is Your Love</em>, il nuovo documentario dedicato alla vita sul fondo dell’Oceano Pacifico raccontato in questi giorni dal <strong>Guardian</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un cetriolo di mare appartenente alla famiglia degli Elpidiidae, animali adattati a vivere nelle condizioni estreme delle grandi profondità oceaniche. L’esemplare è stato osservato nella <strong>Clarion-Clipperton Zone</strong>, una vastissima area del Pacifico situata tra le Hawaii e il Messico, a circa <strong>5.000 metri sotto la superficie del mare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quelle profondità la luce del Sole non arriva e le temperature sono vicine allo zero. Eppure il fondale ospita una sorprendente biodiversità, ancora in gran parte sconosciuta. Il “Barbie Pig”, con il suo caratteristico colore rosa, si muove lentamente sul fondo oceanico alla ricerca del materiale organico che precipita dagli strati superiori del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi cetrioli di mare svolgono infatti un ruolo importante nell’ecosistema: ingerendo detriti e sedimenti contribuiscono al riciclo della materia organica sui fondali. Alcune specie della stessa famiglia hanno sviluppato robuste appendici che permettono loro di “camminare” sul terreno abissale e strutture allungate attorno alla bocca per raccogliere il cibo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini sono state raccolte durante le missioni scientifiche nella Clarion-Clipperton Zone, dove i ricercatori del <strong>Natural History Museum di Londra</strong> studiano organismi che in molti casi potrebbero essere ancora sconosciuti alla scienza. Il robot sottomarino Isis impiega circa cinque ore per raggiungere il fondale a cinque chilometri di profondità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è l’unico animale dall’aspetto bizzarro incontrato dagli scienziati. Nelle profondità del Pacifico sono stati osservati anche organismi soprannominati “Headless Chicken Monster”, mostro pollo senza testa, e “Psychedelic Elvis Worm”, nomi informali utilizzati dai ricercatori per descrivere creature dalle forme e dai colori particolarmente insoliti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro la curiosità suscitata dal “Barbie Pig” c’è però anche una questione ambientale molto seria. La Clarion-Clipperton Zone è ricca di <strong>noduli polimetallici</strong>, formazioni minerali che contengono metalli di grande interesse industriale. L’area è quindi al centro del dibattito internazionale sulla possibilità di avviare attività minerarie nei fondali oceanici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli scienziati, molte delle specie che abitano questi ecosistemi potrebbero essere particolarmente vulnerabili alle alterazioni provocate dall’estrazione mineraria. I noduli, inoltre, crescono con estrema lentezza: possono essere necessari milioni di anni perché raggiungano dimensioni di pochi centimetri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documentario <em>How Deep Is Your Love</em>, diretto da Eleanor Mortimer, segue una squadra di ricercatori impegnata proprio nello studio di questo ambiente remoto e dovrebbe arrivare in alcuni cinema britannici il <strong>2 ottobre 2026</strong>. L’obiettivo è mostrare un mondo quasi completamente invisibile all’uomo: secondo quanto riportato dal Guardian, soltanto una minuscola parte delle profondità oceaniche è stata finora osservata direttamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio una creatura apparentemente buffa come il “Barbie Pig” a ricordare quanto poco sappiamo ancora della vita che popola il pianeta a migliaia di metri sotto la superficie del mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ecco-la-barbie-pig-la-creatura-rosa-che-vive-a-5mila-metri-di-profondita-nel-pacifico/">Ecco la Barbie Pig! La creatura rosa che vive a 5mila metri di profondità nel Pacifico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/ecco-la-barbie-pig-la-creatura-rosa-che-vive-a-5mila-metri-di-profondita-nel-pacifico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</title>
		<link>https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375260</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/">West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che hanno pubblicato il tredicesimo Bollettino di Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 188 casi sintomatici di West Nile, tra forme febbrili e neuroinvasive, contro i 125 rilevati nello stesso periodo del 2025. Il dato resta però nettamente inferiore a quello del 2022, quando alla stessa data i casi erano 401.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso andamento si osserva per le forme neuroinvasive, quelle più gravi: nel 2026 sono state 68, contro le 34 del 2025 e le 148 registrate nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti regionali, il numero dei casi di West Nile non segue un andamento lineare nel tempo, ma presenta picchi ciclici che tendono a ripetersi ogni tre o quattro anni. Alla luce di questo andamento, la stagione 2026 non mostrerebbe particolari anomalie rispetto alle serie storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio dei decessi è al momento di 11 casi. Anche in questo caso il numero è superiore a quello del 2025, quando i decessi furono 2, ma viene considerato in linea con quanto osservato nelle annate caratterizzate da un’elevata circolazione virale, come quelle comprese tra il 2018 e il 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione ribadisce inoltre che il rischio di sviluppare forme gravi riguarda soprattutto le persone anziane e i soggetti con patologie concomitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la valutazione dei tecnici, l’andamento epidemiologico registrato quest’anno potrebbe essere legato a un’importante circolazione del virus tra gli uccelli, che rappresentano il principale serbatoio naturale del West Nile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge una positività diffusa del virus su tutto il territorio regionale, rilevata attraverso le analisi di laboratorio sulle zanzare catturate nelle trappole distribuite in Veneto e monitorate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema consente di individuare precocemente la presenza del virus, rafforzare gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate e attivare le misure di sorveglianza previste per sangue e trapianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tredicesimo Bollettino regionale non riguarda soltanto il West Nile. La sorveglianza comprende anche le altre principali malattie trasmesse da vettori: patologie trasmesse da zecche, Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, Toscana Virus e Oropouche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione sottolinea che la situazione continua a essere monitorata costantemente e invita a non abbassare l’attenzione. Accanto agli interventi pubblici di controllo delle zanzare, rimane fondamentale il contributo dei cittadini nella prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure raccomandate ci sono l’eliminazione dei ristagni d’acqua negli spazi privati, l’utilizzo di prodotti larvicidi nei tombini e nelle caditoie, l’impiego di repellenti, l’uso di abiti coprenti nelle ore serali e notturne e, dove possibile, l’installazione di zanzariere. Particolare attenzione viene raccomandata agli over 60 e alle persone fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione richiama infine il ruolo del cambiamento climatico, che tende ad allungare la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare e ad ampliare le aree in cui questi insetti possono diffondersi. Per questo, secondo i tecnici, le malattie trasmesse da vettori sono destinate ad assumere un peso crescente nei prossimi anni e la prevenzione dovrà diventare sempre più parte delle abitudini quotidiane della popolazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/">West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiampo, “S-Punti di rottura” torna con Quirico, Martin e il tema del carcere: tre serate gratuite per capire il presente</title>
		<link>https://www.tviweb.it/chiampo-s-punti-di-rottura-torna-con-quirico-martin-e-il-tema-del-carcere-tre-serate-gratuite-per-capire-il-presente/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/chiampo-s-punti-di-rottura-torna-con-quirico-martin-e-il-tema-del-carcere-tre-serate-gratuite-per-capire-il-presente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre appuntamenti per approfondire temi complessi del presente, dalla jihad alla fisica quantistica fino alla realtà del carcere, affidandosi alla voce di chi quelle materie le studia, le vive e le racconta direttamente. Torna a Chiampo “S-Punti di rottura”, la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/chiampo-s-punti-di-rottura-torna-con-quirico-martin-e-il-tema-del-carcere-tre-serate-gratuite-per-capire-il-presente/">Chiampo, “S-Punti di rottura” torna con Quirico, Martin e il tema del carcere: tre serate gratuite per capire il presente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tre appuntamenti per approfondire temi complessi del presente, dalla jihad alla fisica quantistica fino alla realtà del carcere, affidandosi alla voce di chi quelle materie le studia, le vive e le racconta direttamente. Torna a Chiampo “S-Punti di rottura”, la rassegna culturale promossa da Le Idee in Circolo APS, giunta alla quinta edizione e organizzata con la collaborazione dei Comuni di Chiampo e Arzignano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova stagione, presentata a Chiampo il 24 settembre, porterà da novembre a maggio tre serate all’Auditorium Comunale di via A. Volta 2. Tutti gli incontri avranno inizio alle 20.30 e saranno a ingresso libero e gratuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si comincerà il 13 novembre 2026 con Domenico Quirico, storico inviato di guerra de “La Stampa”, protagonista dell’incontro “Le quattro jihad: da Napoleone in Egitto a Hamas a Gaza”. Un viaggio storico e geopolitico attraverso un tema che continua a segnare profondamente gli equilibri internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo appuntamento è fissato per il 22 gennaio 2027 e vedrà protagonista Piero Martin, fisico dell’Università di Padova, con “Questo è quanto: la fisica quantistica in 5 idee”. Un incontro pensato per avvicinare il pubblico a una materia complessa attraverso alcuni dei concetti fondamentali della fisica contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rassegna si concluderà il 7 maggio 2027 con “Oltre le sbarre: dove non si vuol guardare”. Interverranno Paola Cameran, ex magistrato e garante dei diritti dei detenuti, e Attilio Favaro dell’Associazione O.C.V. aps di Padova, per affrontare da vicino una realtà spesso poco conosciuta come quella carceraria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“S-Punti di rottura” nasce con un principio sintetizzato dagli organizzatori nell’espressione “per capire, non per sentir dire”. «Ogni giorno ci facciamo un’idea su tutto in pochi secondi: un titolo, uno slogan, un post – spiega Antonio Silvagni, presidente di Le Idee in Circolo –. Capire davvero chiede di più: rompere con le idee di pochi secondi e di seconda mano».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quinta edizione coincide anche con il debutto della nuova identità visiva dell’associazione, accompagnata dal pay-off “Il tempo per capire, insieme”. Una nuova veste costruita attorno ai quattro valori che guidano l’attività dell’associazione: competenza, qualità e profondità; innovazione; incontro, confronto e pluralità; gratuità, accoglienza e gentilezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Cambiamo veste per essere più chiari ed efficaci, ma l’anima del progetto resta la stessa», sottolinea Silvagni. Anche la comunicazione della rassegna viene realizzata con il coinvolgimento diretto di un gruppo di giovani nella produzione dei contenuti. «Vogliamo continuare a essere uno spazio plurale e accogliente, capace di accendere curiosità sia in chi ci segue da anni sia nelle nuove generazioni che si avvicinano a noi per la prima volta».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto può contare sulla collaborazione delle Città di Chiampo e Arzignano. L&#8217;obiettivo dichiarato è contribuire a trasformare sempre più la Valle del Chiampo in un territorio capace di produrre e ospitare cultura, guardando anche all’esperienza di realtà di maggiori dimensioni. La rassegna è inoltre sostenuta da SICIT e vede come partner la Libreria Mondadori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Idee in Circolo APS è un’associazione culturale costituita nel marzo 2025 come naturale prosecuzione dell’esperienza di Madonnetta Eventi, nata nel 2021 da un gruppo di amici. L’associazione, interamente animata da volontari e con sede ad Arzignano, promuove gratuitamente rassegne, conferenze e incontri con ospiti autorevoli, con l’obiettivo di riscoprire il piacere di ritrovarsi fuori casa e “mettere in circolo le idee”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti e tre gli appuntamenti sono dunque in programma alle 20.30 all’Auditorium Comunale di Chiampo, in via A. Volta 2. L’ingresso è libero e gratuito, ma la prenotazione è vivamente consigliata attraverso il sito <a href="http://www.leideeincircolo.org">www.leideeincircolo.org</a>. Eventuali variazioni al programma saranno comunicate attraverso i canali social dell’associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni è possibile fare riferimento a Le Idee in Circolo APS e al presidente Antonio Silvagni, all’indirizzo <a href="mailto:leideeincircolo@gmail.com">leideeincircolo@gmail.com</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/chiampo-s-punti-di-rottura-torna-con-quirico-martin-e-il-tema-del-carcere-tre-serate-gratuite-per-capire-il-presente/">Chiampo, “S-Punti di rottura” torna con Quirico, Martin e il tema del carcere: tre serate gratuite per capire il presente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/chiampo-s-punti-di-rottura-torna-con-quirico-martin-e-il-tema-del-carcere-tre-serate-gratuite-per-capire-il-presente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto senza autoradio, l’allarme parte dalla Francia: il rischio riguarda anche l’Italia</title>
		<link>https://www.tviweb.it/auto-senza-autoradio-lallarme-parte-dalla-francia-il-rischio-riguarda-anche-litalia/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/auto-senza-autoradio-lallarme-parte-dalla-francia-il-rischio-riguarda-anche-litalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:32:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375248</guid>

					<description><![CDATA[<p>La radio potrebbe non essere più una presenza scontata nelle automobili del futuro. In Francia il settore radiofonico ha lanciato l’allarme dopo la comparsa sul mercato di vetture prive di ricevitori FM e DAB+ o nelle quali l’accesso alla radio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/auto-senza-autoradio-lallarme-parte-dalla-francia-il-rischio-riguarda-anche-litalia/">Auto senza autoradio, l’allarme parte dalla Francia: il rischio riguarda anche l’Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La radio potrebbe non essere più una presenza scontata nelle automobili del futuro. In Francia il settore radiofonico ha lanciato l’allarme dopo la comparsa sul mercato di vetture prive di ricevitori FM e DAB+ o nelle quali l’accesso alla radio viene proposto come optional. Radio France, le emittenti private dell’Alliance de la Radio e le radio associative de Les Locales hanno chiesto al Governo francese di garantire per legge la possibilità di ascoltare gratuitamente la radio via etere su tutte le auto nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione nasce dall’evoluzione dei sistemi di infotainment. Su alcune vetture il tradizionale sintonizzatore viene sostituito da un sistema multimediale che permette di ascoltare musica e programmi attraverso applicazioni e piattaforme in streaming. In questo caso, però, la ricezione dipende da una connessione dati, da uno smartphone o dai servizi messi a disposizione dal costruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le emittenti francesi non si tratta soltanto di tutelare il proprio mercato. Il settore richiama anche il ruolo della radio nelle emergenze, quando le reti mobili o Internet possono essere indisponibili. Nel comunicato del 21 settembre viene ricordato, tra gli altri casi, il blackout che colpì la Spagna nell’aprile 2025: secondo le radio francesi, mentre una parte delle infrastrutture mobili aveva smesso di funzionare, la diffusione radiofonica terrestre aveva continuato a consentire l’accesso alle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La battaglia si sta giocando sia a Parigi sia a Bruxelles. In Francia una proposta di legge sulla modernizzazione della radio, presentata dal senatore Laurent Lafon, è attesa in Aula al Senato il 13 ottobre 2026. Il testo punta anche a rafforzare la presenza della radio negli autoveicoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una situazione simile potrebbe verificarsi anche in Italia? La risposta è sì, almeno sulla base dell’attuale formulazione delle norme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La direttiva europea che disciplina la materia stabilisce infatti che, dal 21 dicembre 2020, ogni autoradio integrata in un nuovo veicolo di categoria M immesso sul mercato europeo debba essere in grado di ricevere e riprodurre almeno i servizi radio trasmessi attraverso la radiodiffusione digitale terrestre. Il punto decisivo è però proprio la presenza dell’“autoradio”: la norma stabilisce quali caratteristiche debba avere un ricevitore quando viene installato, ma non impone espressamente che tutte le automobili ne siano dotate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia il Codice delle comunicazioni elettroniche prevede analogamente che le autoradio vendute singolarmente o integrate nei nuovi veicoli delle categorie M e N siano dotate di un ricevitore capace di ricevere i servizi radio digitali terrestri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che emerge la stessa possibile “scappatoia” denunciata in Francia. La documentazione ufficiale trasmessa dall’Italia alla Commissione europea riconosce esplicitamente che l’obbligo del DAB+ riguarda i veicoli già equipaggiati con un’autoradio. Se il costruttore elimina completamente il ricevitore tradizionale e propone soltanto un sistema di infotainment collegato a Internet o allo smartphone, il veicolo non rientra formalmente nell’attuale obbligo di installare un ricevitore DAB+.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema era già stato segnalato anche in Parlamento. Nei documenti del Senato viene evidenziata la presenza di modelli recenti nei quali l’autoradio tradizionale può essere sostituita da un infotainment collegato via Bluetooth allo smartphone, con la radio ascoltabile esclusivamente attraverso una connessione Internet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, tuttavia, si è già mossa per cercare di chiudere questa lacuna. Il progetto notificato a Bruxelles nell’ottobre 2025 prevede di estendere l’obbligo anche ai dispositivi connessi a Internet o capaci di riprodurre contenuti audio installati sui nuovi veicoli delle categorie M e N e su alcuni quadricicli, imponendo la possibilità di ricevere la radiodiffusione analogica e digitale terrestre DAB+.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo alcuni rilievi iniziali della Commissione europea, nel maggio 2026 Bruxelles ha giudicato soddisfacente la risposta fornita dalle autorità italiane. A giugno, però, una commissione del Senato sottolineava ancora la necessità che il legislatore nazionale procedesse all’adozione definitiva delle modifiche normative concordate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul mercato italiano, peraltro, la diffusione del DAB+ è già molto elevata: WorldDAB indica che, a luglio 2026, il 100% delle nuove automobili vendute in Italia risulta equipaggiato di serie con DAB+. La questione riguarda quindi soprattutto la possibilità che in futuro aumentino i modelli progettati senza un vero ricevitore radio terrestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche a livello europeo la partita resta aperta. Il Digital Networks Act proposto dalla Commissione nel gennaio 2026 dovrebbe sostituire il vigente Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Nella formulazione attuale, però, il testo continua a riferirsi alle autoradio “integrate” nelle nuove vetture, imponendo loro la capacità di ricevere la radio digitale terrestre: una formulazione che, da sola, non rende necessariamente obbligatorio installare un ricevitore su ogni automobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso francese, dunque, riguarda direttamente anche l’Italia. Oggi il DAB+ è praticamente uno standard sulle nuove vetture vendute nel nostro Paese, ma dal punto di vista normativo resta una questione aperta: impedire che l’autoradio venga completamente eliminata e sostituita da servizi che funzionano esclusivamente attraverso Internet.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/auto-senza-autoradio-lallarme-parte-dalla-francia-il-rischio-riguarda-anche-litalia/">Auto senza autoradio, l’allarme parte dalla Francia: il rischio riguarda anche l’Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/auto-senza-autoradio-lallarme-parte-dalla-francia-il-rischio-riguarda-anche-litalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scienza secondo l&#8217;algoritmo: piccolo bestiario del nutrizionista fai-da-te</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-scienza-secondo-lalgoritmo-piccolo-bestiario-del-nutrizionista-fai-da-te/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-scienza-secondo-lalgoritmo-piccolo-bestiario-del-nutrizionista-fai-da-te/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 07:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375231</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano C&#8217;è una nuova figura professionale che nessuna università ha mai formato, che nessun ordine ha mai iscritto nei propri albi, e che pure oggi conta più seguaci di un primario di endocrinologia. Non ha fatto tirocinio, non<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-scienza-secondo-lalgoritmo-piccolo-bestiario-del-nutrizionista-fai-da-te/">La scienza secondo l&#8217;algoritmo: piccolo bestiario del nutrizionista fai-da-te</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Alessandro Cammarano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una nuova figura professionale che nessuna università ha mai formato, che nessun ordine ha mai iscritto nei propri albi, e che pure oggi conta più seguaci di un primario di endocrinologia. Non ha fatto tirocinio, non ha sostenuto un esame di Stato, non risponde a nessuna commissione disciplinare. Ha fatto, questo sì, ventitré video in una settimana, e agli occhi di due milioni di persone questo pesa più di una laurea appesa al muro di uno studio medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proviamo a censirli, questi apostoli del benessere spontaneo, con lo spirito paziente dell&#8217;entomologo che non giudica l&#8217;insetto ma lo classifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apre la rassegna il chimico pentito, quello che si firma «ex farmacista» o «biologo nutrizionista» con un tono da confessione, come se avesse lasciato la scienza ufficiale per amore della verità. Parla di «industria che nasconde», di «quello che i medici non ti dicono», canovaccio retorico vecchio quanto la piazza medievale del ciarlatano, oggi semplicemente verticale e in formato video breve. Il suo prodotto non è mai la conoscenza, è sempre in vendita: un integratore, un protocollo, un corso a pagamento spacciato per rivelazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli succede, per affinità di metodo, il banditore dell&#8217;ultimo pezzo, che non vende mai un prodotto ma una scadenza: il conto alla rovescia in sovrimpressione, la promozione «valida solo per le prossime tre ore», gli «ultimi cinque posti disponibili» che restano misteriosamente disponibili anche il mese seguente, con il medesimo conto alla rovescia ripartito da capo. È la tecnica di vendita più antica del mercato rionale, quella del banco che sta per chiudere, applicata a un negozio che in realtà non chiude mai: lo sconto è perenne, cambia solo il pretesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più temibile per reputazione e fatturato è il guerriero del cortisolo, quello che ha trasformato un ormone dello stress – utile, misurabile solo con prelievi seriati e in contesti clinici precisi – in un mostro domestico responsabile di ogni pancia, ogni insonnia, ogni fallimento sentimentale. Vende gocce, tisane, pastiglie «anticortisolo» senza che nessuno, mai, abbia dosato il cortisolo di chi acquista. La diagnosi arriva prima dell&#8217;esame: è la medicina che ha rovesciato il metodo scientifico e lo ha rivenduto come rivoluzione del benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca all&#8217;appello il fabbricante di trasformazioni, quello delle metamorfosi in dodici settimane, prima e dopo illuminati diversamente, pancia rientrata con un filtro e non con una dieta. Promette lo stesso risultato a chiunque abbia una carta di credito e ignori che la genetica, il sonno, il cortisolo autentico – quello reale, misurato – e il tempo libero per allenarsi non sono distribuiti in modo uguale tra gli esseri umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di segno opposto, ma di identica sicurezza, il naturalista militante: per lui ogni sostanza sintetizzata in laboratorio è sospetta e ogni erba è benedetta a prescindere dal dosaggio, come se dimenticasse che la cicuta è naturalissima e la penicillina no. Predica il ritorno alla natura dallo smartphone di ultima generazione, con la connessione di ultima velocità e il microfono professionale comprato online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percorre invece il supermercato con la telecamera accesa il decodificatore di etichette, che grida all&#8217;additivo come un tempo si gridava all&#8217;untore, senza mai spiegare la dose, che in tossicologia è tutto, e senza mai citare un&#8217;autorità sanitaria che non sia se stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Officia poi il rito del digiuno il guru intermittente, sacerdote della colazione saltata come panacea universale: risolverebbe simultaneamente il metabolismo, la concentrazione, l&#8217;umore e, nei video più audaci, anche l&#8217;autostima, senza distinguere mai tra chi può trarne beneficio sotto controllo medico e chi ha già un rapporto complicato con il cibo, categoria verso cui questi contenuti sono tutt&#8217;altro che innocui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiude la carrellata, ultimo arrivato ma già affollatissimo, l&#8217;oracolo del microbiota, che ha scoperto l&#8217;intestino come i naviganti scoprirono le Americhe e ora vende probiotici miracolosi basati su studi che, letti per intero e non nel titolo, dicono molto meno di quanto il video lasci intendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tratto comune, più del contenuto, è la grammatica: l&#8217;autorità sostituita dalla sicurezza espositiva, la citazione scientifica ridotta a parola-chiave, il «gli studi dimostrano» senza nome, autore, rivista, anno. È una medicina orale nel senso più antico, quella dei racconti tramandati, solo che qui il tramando dura quindici secondi ed è costruito per trattenere l&#8217;attenzione, non per curare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un fenomeno marginale: le autorità sanitarie europee e italiane segnalano da tempo la crescita di contenuti nutrizionali non verificati sui social, e diversi ordini dei medici e dei biologi nutrizionisti hanno più volte richiamato l&#8217;attenzione sul rischio di consigli alimentari o integrativi impartiti senza alcuna valutazione clinica individuale. Non servono cifre roboanti per dirlo: basta aprire l&#8217;applicazione e contare quanti, tra i primi dieci risultati per «cortisolo», indossano un camice che nessun ordine professionale ha mai firmato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verrebbe da chiedersi come si esca da questo assedio gentile di consigli non richiesti. La risposta più onesta, e meno virale, è la più antica del mondo: un dietologo reale, un esame del sangue autentico, un dubbio coltivato più a lungo di un colpo di pollice sullo schermo. Nel frattempo, l&#8217;algoritmo continuerà a proporci il prossimo salvatore, con lo stesso ritmo e la stessa fiducia con cui un tempo il banditore di piazza proponeva l&#8217;elisir buono per tutto. Cambia il palco, non cambia la commedia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-scienza-secondo-lalgoritmo-piccolo-bestiario-del-nutrizionista-fai-da-te/">La scienza secondo l&#8217;algoritmo: piccolo bestiario del nutrizionista fai-da-te</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-scienza-secondo-lalgoritmo-piccolo-bestiario-del-nutrizionista-fai-da-te/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medio Oriente.  E se fosse anche colpa degli dèi?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/medio-oriente-e-se-fosse-anche-colpa-degli-dei/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/medio-oriente-e-se-fosse-anche-colpa-degli-dei/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375227</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’è una domanda che mi frulla in testa da qualche giorno.&#160; Da quando esiste l’uomo sulla Terra sono nati culti, religioni, riti, tradizioni, divinità e sistemi di credenze.&#160; Evidentemente l&#8217;uomo, oltre a mangiare, lavorare e litigare con il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/medio-oriente-e-se-fosse-anche-colpa-degli-dei/">Medio Oriente.  E se fosse anche colpa degli dèi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una domanda che mi frulla in testa da qualche giorno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quando esiste l’uomo sulla Terra sono nati culti, religioni, riti, tradizioni, divinità e sistemi di credenze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Evidentemente l&#8217;uomo, oltre a mangiare, lavorare e litigare con il vicino, ha sempre sentito il bisogno di interrogarsi su ciò che sta sopra di lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è una parte del mondo dove questa concentrazione di religioni, popoli, identità e memorie storiche non ha probabilmente eguali:&nbsp;<strong>il Medio Oriente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È lì che sono nate le tre grandi religioni monoteiste; Ebraismo, Cristianesimo e Islam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è anche una terra nella quale, nei secoli, hanno vissuto e si sono incontrate comunità e tradizioni diversissime: drusi, yazidi, zoroastriani, assiri, armeni, copti, maroniti, siriaci, curdi e molte altre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una straordinaria concentrazione di fedi ed identità in uno spazio geografico relativamente ristretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse non è un caso che una terra così piccola abbia prodotto una quantità così enorme di storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il problema è che la storia, da quelle parti, sembra non voler mai finire.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora mi sono posto una domanda che, lo ammetto, non pretende di avere una risposta semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E se questa straordinaria concentrazione di religioni e identità avesse contribuito, almeno in parte, alla cronica instabilità della regione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: non sto dicendo che le religioni siano la causa delle guerre mediorientali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe una semplificazione tanto facile quanto sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto è un altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Medio Oriente la religione non è mai stata soltanto una questione privata o spirituale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata spesso identità, appartenenza, memoria storica, organizzazione sociale e anche strumento di potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando poi religione, etnia, territorio e politica finiscono per sovrapporsi, il compromesso diventa maledettamente difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo Gerusalemme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi può essere solo una città contesa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ebrei, cristiani e musulmani è molto di più: è un luogo sacro, carico di una memoria religiosa e storica che precede di millenni gli Stati moderni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lo stesso discorso, con caratteristiche diverse, può essere fatto per la storica frattura fra sunniti e sciiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta semplicemente di due modi diversi di interpretare l&#8217;Islam. Nel corso dei secoli quella divisione si è intrecciata con dinastie, imperi, Stati, alleanze e conflitti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora oggi la rivalità fra Iran ed Arabia Saudita ha anche una dimensione confessionale, oltre ad essere una competizione geopolitica per l&#8217;influenza regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sarebbe un errore fermarsi alla religione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il Medio Oriente non è stato soltanto il crocevia delle grandi religioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato anche il crocevia degli imperi e delle potenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottomani, persiani, britannici, francesi, russi, americani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi il petrolio, il gas, Suez, Hormuz, Bab el-Mandeb, le grandi rotte commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma,&nbsp;<strong>Dio non è stato l&#8217;unico giocatore al tavolo.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E spesso, probabilmente, nemmeno quello che aveva le carte migliori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la caduta dell&#8217;Impero ottomano, inoltre, il vecchio ordine imperiale venne sostituito da nuovi Stati e nuovi confini, non sempre coincidenti con la complessa realtà etnica, religiosa e tribale dei territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che forse emerge una differenza fondamentale con l&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;Europa ha conosciuto secoli di guerre di religione. Ma, attraverso un percorso lungo e tutt&#8217;altro che indolore, è arrivata progressivamente alla separazione fra fede e potere politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riforma protestante, guerre di religione, Illuminismo, rivoluzioni liberali, nascita dello Stato moderno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Medio Oriente ha seguito un percorso storico diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora oggi, in molti Paesi, la religione può essere contemporaneamente fede, identità, appartenenza politica e legittimazione del potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è anche per questo che noi occidentali facciamo tanta fatica a capire quella regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi tendiamo a separare ciò che là spesso rimane intrecciato: religione e politica, fede e identità, territorio e memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando tutto questo si concentra nello stesso luogo, ogni conflitto diventa inevitabilmente più complicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che il Medio Oriente sia condannato alla guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa però che stiamo parlando di una regione nella quale&nbsp;<strong>gli uomini non combattono soltanto per il presente, ma spesso anche per ciò che credono sia accaduto migliaia di anni fa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora torno alla domanda iniziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse una parte dell&#8217;instabilità del Medio Oriente dipende anche da questo straordinario intreccio di fede, identità, territorio, memoria e potere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quando la terra è sacra, la memoria è millenaria, ed il diritto viene fatto discendere direttamente da Dio,&nbsp;<strong>il compromesso diventa una parola terribilmente difficile da pronunciare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, la straordinaria ricchezza spirituale del Medio Oriente non è una condanna intrinseca, ma la sua tragedia è stata quella di diventare il terreno in cui le fedi, cariche di assoluti, si sono scontrate con gli interessi più cinici della realpolitik mondiale.<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse la tragedia di quella terra non è avere troppi dèi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È avere troppi uomini convinti che il proprio Dio abbia consegnato loro, insieme alla fede, anche un pezzo di terra da difendere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Umberto Baldo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/medio-oriente-e-se-fosse-anche-colpa-degli-dei/">Medio Oriente.  E se fosse anche colpa degli dèi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/medio-oriente-e-se-fosse-anche-colpa-degli-dei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Quarta Svolta: quando una generazione dimentica la guerra</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-quarta-svolta-quando-una-generazione-dimentica-la-guerra/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-quarta-svolta-quando-una-generazione-dimentica-la-guerra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 07:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375223</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Sono passati più di ottant&#8217;anni dall&#8217;inizio della Seconda guerra mondiale E questo numero confesso, mi ha fatto tornare in mente una teoria incontrata anni fa e poi accantonata: la&#160;Generational Theory&#160;degli americani William Strauss e Neil Howe. La loro<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-quarta-svolta-quando-una-generazione-dimentica-la-guerra/">La Quarta Svolta: quando una generazione dimentica la guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono passati più di ottant&#8217;anni dall&#8217;inizio della Seconda guerra mondiale</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo numero confesso, mi ha fatto tornare in mente una teoria incontrata anni fa e poi accantonata: la&nbsp;<em>Generational Theory</em>&nbsp;degli americani William Strauss e Neil Howe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro idea, ridotta all&#8217;osso, è che le società umane si muovano attraverso cicli di 80-100 anni, il classico&nbsp;<em>saeculum</em>&nbsp;latino, attraversando quattro stagioni.&nbsp;&nbsp;<strong>L&#8217;Alta epoca (<em>High</em>):</strong>&nbsp;il periodo post-crisi, caratterizzato da Istituzioni forti, coesione e ricostruzione.&nbsp;&nbsp;<strong>Il Risveglio (<em>Awakening</em>):</strong>&nbsp;la fase di contestazione e ricerca di libertà individuale.&nbsp;<strong>Il Disfacimento (<em>Unraveling</em>):</strong>&nbsp;il progressivo declino della fiducia nelle istituzioni.&nbsp;&nbsp;<strong>La Crisi (<em>Crisis</em>&nbsp;o Quarta Svolta):</strong>&nbsp;la fase culminante, nella quale le vecchie strutture vengono messe radicalmente in discussione e la società attraversa una grande crisi istituzionale o bellica, prima di un nuovo ciclo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia chiaro: non è una legge della fisica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la storia europea, con il suo disordine e la sua complessità sanguinosa, sembra fatta apposta per smentirla. Dal Seicento in poi, tra guerre dinastiche, rivoluzioni e conflitti coloniali, il calendario degli ottant&#8217;anni lo abbiamo sistematicamente violato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eppure, lo confesso, questa teoria esercita su di me una suggestione forte, quasi ipnotica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia parte razionale, nutrita di storia e diritto, diffida d&#8217;istinto degli schemi troppo rigidi e delle formule d&#8217;oltreoceano buone per tutte le stagioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi però guardo il mondo attorno a noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E guardo questa Europa che, a distanza di un&#8217;intera vita umana, dal 1945 sembra aver smarrito proprio alcune delle ragioni per cui era stata costruita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che la teoria comincia ad inquietarmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse il numero 80 è sbagliato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;intuizione di fondo potrebbe non esserlo:&nbsp;<strong>le società cambiano profondamente quando cambia la guardia generazionale, soprattutto quando si affievolisce la memoria diretta delle tragedie che hanno fondato il loro ordine politico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi la guerra l&#8217;ha vista, subita e masticata non ha bisogno di studiare la geopolitica sui libri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sa cos&#8217;è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha conosciuto la fame, le sirene antiaeree, la paura strisciante, le macerie ed i lutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quella generazione la pace non era uno slogan da sventolare nei cortei del fine settimana, né una formula di rito nei comunicati internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era una necessità.&nbsp;&nbsp;L&#8217;Europa del dopoguerra è stata costruita da uomini che avevano conosciuto direttamente la catastrofe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">De Gasperi, Adenauer, Schuman, Monnet e gli altri padri dell&#8217;integrazione europea non misero insieme carbone e acciaio perché avessero una particolare passione per i regolamenti comunitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avevano visto dove aveva portato l&#8217;Europa delle guerre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E capirono che per impedire il ritorno di quel passato occorreva legare interessi, economie e destini nazionali in modo così stretto che una nuova guerra tra europei diventasse non soltanto impensabile, ma materialmente sempre più difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, inesorabilmente, i testimoni se ne vanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto del nonno si trasforma in una pagina dei manuali scolastici.&nbsp;&nbsp;Ed una generazione cresciuta nella pace comincia inevitabilmente a considerarla normale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È forse questo il passaggio più pericoloso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la democrazia, la libertà e la pace possono finire per essere percepite come la connessione Wi-Fi: un servizio di serie, garantito a vita, per il quale non serve lottare né fare sacrifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la storia non garantisce nulla.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quando la memoria si spegne, la guerra smette di essere una tragedia concreta e torna a diventare una variabile della politica, una parola da usare nei talk show, una possibilità astratta da discutere con sorprendente leggerezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è anche per questo che, da qualche tempo, mi capita di fare una battuta che tanto battuta non è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai giovani genitori che si preoccupano di scegliere per i figli il miglior campo da golf, il maneggio più elegante od il circolo di tennis più esclusivo, qualche volta dico: “<strong>lasciate perdere per un momento golf, equitazione e tennis. Iscriveteli ad un poligono di tiro. Potrebbe essere un investimento più utile per il loro futuro”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente è una provocazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è una provocazione che nasce dal pessimismo, non dalla passione per le armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se davvero siamo entrati in una fase storica nella quale la pace non può più essere considerata un dato acquisito, allora forse dovremmo educare i nostri figli anche a comprendere che la libertà ha un prezzo, e che la sicurezza non è un servizio garantito per sempre.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, francamente, preferirei poter dire loro qualcosa di completamente diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è proprio questo che mi inquieta:&nbsp;<strong>stiamo tornando a vivere in un&#8217;epoca nella quale persino una battuta del genere rischia di non sembrare più del tutto assurda</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui la teoria di Strauss e Howe torna a bussare alla porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché abbia necessariamente ragione sul calendario della storia, ma perché coglie una debolezza molto umana:&nbsp;<strong>quando scompare chi ha pagato il prezzo degli errori, diventa più facile dimenticare quanto siano stati costosi quegli errori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è difficile non vedere, nell&#8217;Europa di oggi, alcuni segnali inquietanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La guerra è tornata nel continente. Le Istituzioni internazionali mostrano una crescente difficoltà nel governare i conflitti. Le democrazie occidentali sono attraversate da una sfiducia crescente, ed il compromesso politico, che dovrebbe essere il pane quotidiano delle democrazie, viene sempre più spesso trattato come una resa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che siamo necessariamente entrati nella Quarta Svolta descritta da Strauss e Howe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa però che&nbsp;<strong>qualcosa dell&#8217;ordine costruito dopo il 1945 si è incrinato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse il problema più serio è proprio questo: abbiamo ereditato le Istituzioni nate dalla tragedia senza ereditare, insieme ad esse, la memoria della tragedia che le aveva rese necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per decenni abbiamo dato per scontata la pace europea. Abbiamo dato per scontata la protezione americana. Abbiamo dato per scontata la democrazia. Abbiamo dato per scontata persino l&#8217;idea che le guerre appartenessero ad un passato ormai archiviato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è arrivato il momento di smettere di dare per scontato tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro non è scritto nella teoria di Strauss e Howe. E neppure è scritto nelle stelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se davvero siamo davanti ad una grande transizione generazionale, il suo esito dipenderà da ciò che saremo capaci di conservare della lezione del Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la storia non si ripete mai esattamente allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma gli uomini, quando dimenticano, hanno una sorprendente capacità di ripetere gli stessi errori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora forse la vera domanda non è se Strauss e Howe abbiano indovinato il ciclo di ottant&#8217;anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda è un&#8217;altra:&nbsp;<strong>quanto può durare una civiltà che dimentica perché ha costruito la pace?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sperando solo che, questa volta, il conto non sia definitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-quarta-svolta-quando-una-generazione-dimentica-la-guerra/">La Quarta Svolta: quando una generazione dimentica la guerra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-quarta-svolta-quando-una-generazione-dimentica-la-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Banca delle Terre Venete porta l’innovazione sul territorio: al via le candidature per il BCC Innovation Festival</title>
		<link>https://www.tviweb.it/banca-delle-terre-venete-porta-linnovazione-sul-territorio-al-via-le-candidature-per-il-bcc-innovation-festival/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/banca-delle-terre-venete-porta-linnovazione-sul-territorio-al-via-le-candidature-per-il-bcc-innovation-festival/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 22:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375218</guid>

					<description><![CDATA[<p>Creare le condizioni per far nascere, sostenere e trattenere i talenti sul territorio, trasformando le idee in realtà imprenditoriali solide e orientate alla sostenibilità. È l’obiettivo con cui Banca delle Terre Venete promuove la quinta edizione del BCC Innovation Festival,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/banca-delle-terre-venete-porta-linnovazione-sul-territorio-al-via-le-candidature-per-il-bcc-innovation-festival/">Banca delle Terre Venete porta l’innovazione sul territorio: al via le candidature per il BCC Innovation Festival</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare le condizioni per far nascere, sostenere e trattenere i talenti sul territorio, trasformando le idee in realtà imprenditoriali solide e orientate alla sostenibilità. È l’obiettivo con cui Banca delle Terre Venete promuove la quinta edizione del BCC Innovation Festival, l’iniziativa nazionale del Gruppo BCC Iccrea realizzata in collaborazione con Knowledge Institute e Accenture e rivolta a startup, studenti e giovani aspiranti imprenditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le candidature sono aperte fino al 30 ottobre 2026. Il Festival mette a disposizione dei migliori progetti d’impresa percorsi gratuiti di formazione, mentorship e incubazione, oltre all’accesso diretto a una rete di investitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per presentare le opportunità offerte dal bando e accompagnare il tessuto economico locale, Banca delle Terre Venete organizzerà una tappa territoriale del Roadshow il 14 ottobre 2026, a partire dalle 18, negli spazi del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento prevede il benvenuto e la presentazione del Festival da parte dell’istituto di credito, una testimonianza aziendale del territorio e un panel di confronto durante il quale i partecipanti potranno porre domande e approfondire le caratteristiche dell’iniziativa. Al termine è previsto un momento informale di networking per favorire il dialogo e lo scambio di idee tra startup, imprese consolidate, giovani soci, studenti universitari e centri di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iscrizioni al BCC Innovation Festival sono gratuite e resteranno aperte fino al 30 ottobre sul sito festival.bccinnovation.it. Il bando accoglie progetti provenienti da tutti i settori economici, dall’agritech al foodtech, dalla manifattura ai servizi fino al fintech, purché siano coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione non è riservata ai soci e ai clienti della Banca: può candidarsi chiunque abbia un’idea imprenditoriale da proporre o sviluppare. Banca delle Terre Venete si propone di affiancare i candidati e di svolgere il ruolo di tramite territoriale durante il percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma è strutturato in base al grado di maturità dei diversi progetti. Il cluster “Incubazione” è destinato alle idee ancora embrionali e ai nuovi progetti d’impresa, che accederanno a un percorso completo di formazione e tutoraggio. Il cluster “Accelerazione” è invece rivolto alle startup già costituite e presenti sul mercato, che potranno accedere direttamente alle fasi più avanzate dedicate allo sviluppo commerciale e all’internazionalizzazione. Possono inoltre ricandidarsi progetti che hanno già partecipato alle precedenti edizioni, purché nel frattempo abbiano registrato un’evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’innovazione vera nasce dalle comunità e dai bisogni reali delle persone», dichiara Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete. «Con il BCC Innovation Festival vogliamo riaffermare il nostro ruolo di alleati dello sviluppo locale. Troppo spesso i giovani talenti e le nuove idee sono costretti ad abbandonare i nostri territori per mancanza di servizi o di reti di sostegno. La nostra Banca vuole essere il ponte che connette l’ingegno locale con le risorse necessarie per crescere, offrendo alle startup un’opportunità di sviluppo e alle nostre PMI la possibilità di intercettare nuove soluzioni per competere sul mercato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla selezione all’Investor Day</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la chiusura delle candidature, i progetti ritenuti idonei affronteranno una prima preselezione attraverso un Elevator Pitch online. Quelli che supereranno la fase accederanno al “Road to Festival”, un percorso caratterizzato da moduli intensivi di formazione e mentorship pensati per perfezionare il modello di business in vista del “Big Match”, la selezione finale che precede il “Festival Day”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la giornata conclusiva, i migliori progetti riceveranno i premi di incubazione e accederanno a programmi di crescita personalizzati. Nei mesi successivi, le startup vincitrici lavoreranno sul proprio posizionamento di mercato con il supporto di acceleratori di livello nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso terminerà con l’“Investor Day &amp; International Networking”, durante il quale le realtà selezionate potranno presentare i risultati raggiunti e confrontarsi direttamente con fondi di venture capital, business angel e partner internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Banca delle Terre Venete metterà inoltre a disposizione i propri referenti territoriali per assistere gli aspiranti partecipanti nella compilazione dell’Application Form e nella preparazione dei materiali necessari alla presentazione del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per candidare la propria idea o registrarsi al Roadshow di Castelfranco Veneto del 14 ottobre è possibile consultare il sito festival.bccinnovation.it oppure rivolgersi alle filiali di Banca delle Terre Venete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Banca delle Terre Venete è una Banca di Credito Cooperativo appartenente al Gruppo BCC Iccrea, con sede legale a Vedelago, in provincia di Treviso, e sede amministrativa a Vicenza. Conta oltre 15 mila soci, dei quali 2.361 hanno meno di 36 anni. Al 31 dicembre 2025 disponeva di 56 filiali distribuite nelle province di Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno, oltre 107 mila clienti e 7 miliardi di euro di masse gestite. Alla stessa data il patrimonio netto ammontava a 448 milioni di euro, con un indice di capitalizzazione CET1 ratio pari al 34,88%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo BCC Iccrea è il maggiore gruppo bancario cooperativo italiano, l’unico gruppo bancario nazionale a capitale interamente italiano e il quarto gruppo bancario in Italia per attivi. Al 31 dicembre 2025 il totale dell’attivo consolidato era pari a 167,6 miliardi di euro. Il Gruppo è costituito da 112 Banche di Credito Cooperativo, presenti in oltre 1.700 comuni italiani con quasi 2.400 sportelli, oltre ad altre società bancarie, finanziarie e strumentali controllate da BCC Banca Iccrea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre al 31 dicembre 2025, le BCC del Gruppo avevano realizzato sul territorio italiano circa 97,9 miliardi di euro di impieghi netti, in crescita del 4,7% rispetto alla fine del 2024, e una raccolta diretta pari a circa 143,2 miliardi di euro, in aumento del 4,4%. Il Gruppo conta complessivamente oltre 5 milioni di clienti e circa 880 mila soci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/banca-delle-terre-venete-porta-linnovazione-sul-territorio-al-via-le-candidature-per-il-bcc-innovation-festival/">Banca delle Terre Venete porta l’innovazione sul territorio: al via le candidature per il BCC Innovation Festival</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/banca-delle-terre-venete-porta-linnovazione-sul-territorio-al-via-le-candidature-per-il-bcc-innovation-festival/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto cinesi, boom delle ibride in Europa: Bruxelles valuta nuove misure per frenare l’avanzata</title>
		<link>https://www.tviweb.it/auto-cinesi-boom-delle-ibride-in-europa-bruxelles-valuta-nuove-misure-per-frenare-lavanzata/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/auto-cinesi-boom-delle-ibride-in-europa-bruxelles-valuta-nuove-misure-per-frenare-lavanzata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375196</guid>

					<description><![CDATA[<p>BRUXELLES – La crescita delle auto ibride prodotte in Cina sta accelerando rapidamente sul mercato europeo e comincia a preoccupare sia l’industria automobilistica del continente sia le istituzioni comunitarie. A fotografare il fenomeno è The Guardian, che evidenzia come le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/auto-cinesi-boom-delle-ibride-in-europa-bruxelles-valuta-nuove-misure-per-frenare-lavanzata/">Auto cinesi, boom delle ibride in Europa: Bruxelles valuta nuove misure per frenare l’avanzata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">BRUXELLES – La crescita delle auto ibride prodotte in Cina sta accelerando rapidamente sul mercato europeo e comincia a preoccupare sia l’industria automobilistica del continente sia le istituzioni comunitarie. A fotografare il fenomeno è The Guardian, che evidenzia come le vendite siano aumentate in maniera esponenziale negli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022 nell’Unione Europea erano state vendute appena 659 auto full hybrid di produzione cinese. Nei primi sette mesi del 2026 il numero è salito a 160.662 unità. Ancora più consistente il mercato delle ibride plug-in: dalle 56.706 vetture del 2022 si è passati a 217.764 esemplari tra gennaio e luglio di quest’anno, secondo i dati Eurostat riportati dal quotidiano britannico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accelerazione arriva dopo l’introduzione, nel 2024, dei dazi europei anti-sussidi sulle automobili completamente elettriche importate dalla Cina. Le ibride sono rimaste fuori da quelle misure e proprio questo segmento si è trasformato in uno dei principali canali di crescita delle case automobilistiche cinesi nel mercato europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo The Guardian, Bruxelles avrebbe chiesto alla Cina di ridurre volontariamente le esportazioni di vetture ibride verso l’Unione Europea. In assenza di un accordo potrebbero essere prese in considerazione misure di salvaguardia, tra cui eventuali quote alle importazioni. Anche l’industria automobilistica tedesca ha aperto alla possibilità di valutare nuovi strumenti commerciali, purché compatibili con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso delle motorizzazioni ibride, intanto, continua a crescere. I dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili indicavano già nel primo semestre del 2026 una quota del 37,3% per le ibride, contro il 20,7% delle elettriche a batteria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guadagnare terreno sono soprattutto BYD, Chery e Leapmotor, mentre Geely resta uno dei gruppi cinesi più presenti sul mercato europeo. BYD, in particolare, secondo i dati riportati dal Guardian ha registrato una crescita del 163% su base annua, arrivando a circa 177mila vetture vendute. Geely ha raggiunto circa 205mila unità nei primi otto mesi dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I costruttori europei mantengono comunque una posizione dominante: il solo gruppo Volkswagen ha venduto circa due milioni di automobili nei primi otto mesi del 2026. Ma la velocità con cui i marchi cinesi stanno aumentando la propria presenza, soprattutto nel settore delle ibride, apre un nuovo fronte nel confronto commerciale tra Bruxelles e Pechino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema si inserisce infatti in un quadro più ampio di tensioni economiche tra Unione Europea e Cina. Il disavanzo commerciale europeo con Pechino ha raggiunto livelli che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito un “punto di svolta” non sostenibile. Un nuovo confronto tra il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič e il ministro cinese Wang Wentao è previsto per l’8 e il 9 ottobre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/auto-cinesi-boom-delle-ibride-in-europa-bruxelles-valuta-nuove-misure-per-frenare-lavanzata/">Auto cinesi, boom delle ibride in Europa: Bruxelles valuta nuove misure per frenare l’avanzata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/auto-cinesi-boom-delle-ibride-in-europa-bruxelles-valuta-nuove-misure-per-frenare-lavanzata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vicenza è una città per giovani? Il centro divide: «Eventi pieni, poi per mesi non c’è più nulla da fare»</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-e-una-citta-per-giovani-il-centro-divide-eventi-pieni-poi-per-mesi-non-ce-piu-nulla-da-fare/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vicenza-e-una-citta-per-giovani-il-centro-divide-eventi-pieni-poi-per-mesi-non-ce-piu-nulla-da-fare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375174</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Anita Guelfi Il centro torna sotto i riflettori Dopo il clamoroso successo della Notte Bianca di Vicenza, un weekend che ha animato le piazze della città dal 18 al 20 settembre, il tema del ‘Centro’ torna a far discutere.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-e-una-citta-per-giovani-il-centro-divide-eventi-pieni-poi-per-mesi-non-ce-piu-nulla-da-fare/">Vicenza è una città per giovani? Il centro divide: «Eventi pieni, poi per mesi non c’è più nulla da fare»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Anita Guelfi</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il centro torna sotto i riflettori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il clamoroso successo della Notte Bianca di Vicenza, un weekend che ha animato le piazze della città dal 18 al 20 settembre, il tema del ‘Centro’ torna a far discutere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tema, sentito, soprattutto dai giovani vicentini che abitano e vivono la città. Ne abbiamo sentito alcuni, che ne hanno delineato punti di forza e carenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra eventi e piazze vuote</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Vicenza non è morta, ma è ferita», racconta Elia, 26 anni, lavoratore. Una definizione che racchiude una sensazione ambivalente: da una parte la difficoltà di trovare occasioni di incontro, dall’altra la convinzione che la città abbia ancora le potenzialità per ripartire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, secondo il 26enne, riguarda innanzitutto la scarsità di iniziative durante l’anno. L’estate porta con sé alcuni appuntamenti, ma, terminati questi eventi, il centro sembra tornare a svuotarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo sempre quell’evento che aspettiamo, che è il Lumen. Da lì c’è sempre un mese in cui non c’è più nulla da fare, se non andare alle sagre vicine, mentre in centro c’è poco o niente».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma organizzare nuovi eventi non è necessariamente semplice. «È facile dire “organizzate più eventi”, ma bisogna capire perché non si fanno», osserva Elia. Permessi, musica, burocrazia e organizzazione possono rappresentare ostacoli che, secondo il giovane, meriterebbero di essere approfonditi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="827" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1-827x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-375176" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1-827x1024.jpeg 827w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1-337x417.jpeg 337w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1-100x124.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1-846x1047.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.38-1.jpeg 1170w" sizes="(max-width: 827px) 100vw, 827px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La fila che racconta una città</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio, però, dimostra come la domanda di socialità sia ancora forte. È quello del Pellegrino, aperto eccezionalmente per qualche sera con l&#8217;evento di Selzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’affluenza è stata sorprendente: «Ho fatto un’ora di coda. Il posto era molto grande, ma c’era comunque una fila che arrivava quasi fino a Monte Berico: c’era tantissima gente».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo dell’iniziativa porta a una riflessione: forse non servono sempre nuovi luoghi, ma un modo diverso di utilizzare quelli già esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Basta rivalutare le zone che abbiamo», prosegue Elia. Lo stesso discorso potrebbe riguardare Piazza Matteotti, dove l’ipotesi di eliminare il parcheggio potrebbe creare un nuovo spazio per attività e iniziative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’apertura di nuovi locali sembra dimostrare che la voglia di stare insieme non sia scomparsa. Elia cita, ad esempio, un bar recentemente ristrutturato in via Giuriolo: durante un DJ set, racconta, «il locale era pieno, ma pieno davvero».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-375177" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-768x1024.jpeg 768w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-313x417.jpeg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-100x133.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-846x1128.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39-1184x1579.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-24-at-10.09.39.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Padova o Verona per fare serata»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, però, non riguarderebbe soltanto la quantità di eventi. Fabio, lavoratore 29enne, descrive infatti Vicenza come una città che non è riuscita a sviluppare una vera offerta per i giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Vicenza è una città morta in generale, non solo per i giovani», sostiene, sottolineando come molti siano «quasi costretti a dover andare verso Padova o Verona a fare serata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Fabio, il centro cittadino si è progressivamente svuotato e mancano soprattutto luoghi di aggregazione che offrano alternative ai classici bar e locali notturni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo bisogno di luoghi dove aggregarsi che non siano i soliti club o bar aperti solo venerdì e sabato».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’inverno senza alternative</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A pesare sarebbe anche la mancanza di iniziative durante l’inverno. Secondo il 29enne, la scarsità di alternative rischia di lasciare i più giovani senza spazi in cui incontrarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo i giovanissimi allo sbando più totale per il semplice fatto che, siccome non hanno nulla da fare durante l’inverno, vanno in giro per le strade a divertirsi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra generazioni rappresenta un altro elemento della discussione. Sembra che, quando si cerca di animare la città, non manchino le proteste dei residenti più anziani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ogni volta che si prova a fare qualcosa per animare la città, le persone più anziane portano lamentele continue ed insistenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che, nella sua lettura, finirebbe per scoraggiare le iniziative rivolte ai giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;università come possibile svolta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge la dimensione universitaria. Rispetto a Padova e Verona, Vicenza avrebbe una presenza studentesca più limitata e meno capace di generare una vera vita serale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non c’è vita. Non c’è scambio culturale, non c’è interazione tra diverse culture e persone», afferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa questione viene affrontata anche da Davide, 23 anni, lavoratore, che mette al centro proprio il rapporto tra università, spazi e mobilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Vicenza non è morta per i giovani, ma perché in qualche modo non è mai nata», sostiene. Durante l’estate, secondo lui, la situazione cambia: festival ed eventi riescono a richiamare molte persone, ma «poi, durante la stagione invernale, muore tutto».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una movida che non fa il salto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, una delle possibili strade per rilanciare la città sarebbe proprio quella di rafforzare la vita universitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Bisogna spingere quella e lì riprende vita la movida vicentina», spiega. Vicenza, secondo Davide, avrebbe già alcune delle caratteristiche necessarie: «È una bella città, è piena di locali. I giovani potenzialmente li avrebbe anche, è che vanno fidelizzati alla città».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti, però, ritengono che in passato la situazione fosse migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Una volta non era meglio, non è mai cambiato nulla, è identica, sempre», afferma. Il problema, quindi, non sarebbe soltanto un recente declino, ma una difficoltà strutturale che la città si porta dietro da tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’offerta dei locali viene messa in discussione. Secondo il 23enne, le poche discoteche presenti non riescono sempre a soddisfare la domanda dei ragazzi, sia per la proposta musicale sia per i costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato sarebbe una sorta di «limbo di mezza movida»: un movimento che esiste, ma che non riesce a trasformarsi in qualcosa di stabile e realmente attrattivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«A livello di numeri è oggettivo che c’è», sostiene il giovane, spiegando che, lavorando nel settore, vede quotidianamente la presenza di persone e attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Però non riusciamo a dare un punto di svolta».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una città da raggiungere in macchina</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro problema riguarda la conformazione stessa della città. Secondo Leonardo, lavoratore 26enne, Vicenza è piccola ma allo stesso tempo dispersiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non è una città a misura d’uomo. È piccola, però frastagliata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte attività sono concentrate in zone difficili da raggiungere senza automobile e questo limita le possibilità di movimento soprattutto per i più giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riferimento è anche a locali come il Pinocchio, raggiungibili principalmente in macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Bisogna prendere la macchina», spiega, sottolineando come l’offerta sia spesso concentrata in pochi punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non hai alternative perché o vai là o&#8230;?».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il modello delle città universitarie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza con città come Padova e Verona, secondo questa lettura, emerge soprattutto nelle zone universitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Portello di Padova, ad esempio, viene indicato come un&#8217;area capace di trasformarsi la sera in un punto di ritrovo per gli studenti. A Vicenza, invece, mancherebbero zone analoghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mi viene da pensare, per esempio, alla zona di Piazza Matteotti. Se fosse piena di bar e locali, se ci fosse più vita, anche la percezione della città sarebbe diversa».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione non riguarda però esclusivamente il centro. Anche i quartieri, secondo il 26enne, avrebbero bisogno di maggiori occasioni di aggregazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non c’è troppo da fare, neanche in estate in alcuni quartieri», osserva. La conseguenza è che molti giovani finiscono per spostarsi in macchina verso altri paesi o altre città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rischio di un centro senza investimenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, durante l’estate, il quadro cambia. Festival ed eventi riescono a creare movimento e a dimostrare che una domanda esiste. Il problema arriva quando la stagione degli eventi termina e il centro torna a svuotarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A frenare la nascita di nuove attività, secondo Leonardo, ci sarebbero anche le difficoltà legate agli orari e alle regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«A me non verrebbe da dire: “Ok, apro un locale in centro”».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ragionamento è quello di un possibile investimento che rischia di non essere sufficientemente redditizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si crea così, secondo questa interpretazione, un circolo vizioso: «Gente che non investe nel centro, persone che non vanno in centro, il centro che è vuoto e rende tutto desolato».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La questione sicurezza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza rappresenta infine un altro elemento da considerare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Elia e Leonardo, il fatto che in centro si percepisca una maggiore presenza della criminalità contribuisce a rendere alcune persone meno propense a frequentarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si sa che c’è sempre più malavita e che non ci si sente sempre al sicuro», afferma Elia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una percezione che, per essere valutata sul piano oggettivo, richiederebbe però un confronto con i dati ufficiali sulla criminalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le iniziative che partono dal basso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà, le testimonianze restituiscono anche alcuni segnali positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi viene citato il movimento “Rimerie Vicentine Freestyle Cypher”, indicato come una realtà capace di creare occasioni di incontro e di dare nuova vita alla città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sta dando una grossa mano a ridare vita alla città», racconta Fabio, secondo cui però «è un lavoro che dovrebbero fare le istituzioni comunali».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sfida per il futuro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro che emerge è quindi quello di una città che sembra avere una domanda di socialità, ma che fatica a trasformarla in una presenza costante durante tutto l’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte ci sono festival, nuovi locali e iniziative nate dal basso; dall’altra un centro che molti giovani percepiscono come vuoto, poche alternative e una forte dipendenza dagli spostamenti verso altre città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, allora, il problema non è soltanto capire se Vicenza sia una città “morta”, ma chiedersi perché, quando vengono create occasioni e spazi di aggregazione, le persone tornino a riempirli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fila davanti al Pellegrino, i locali pieni durante gli eventi e le iniziative organizzate dai giovani sembrano suggerire che una domanda esiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida resta trasformare quei momenti occasionali in una presenza stabile, capace di attraversare tutte le stagioni e tutte le generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-e-una-citta-per-giovani-il-centro-divide-eventi-pieni-poi-per-mesi-non-ce-piu-nulla-da-fare/">Vicenza è una città per giovani? Il centro divide: «Eventi pieni, poi per mesi non c’è più nulla da fare»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vicenza-e-una-citta-per-giovani-il-centro-divide-eventi-pieni-poi-per-mesi-non-ce-piu-nulla-da-fare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Più vecchi, meno giovani, più sanità: un giorno in una sala pre-ricovero</title>
		<link>https://www.tviweb.it/piu-vecchi-meno-giovani-piu-sanita-un-giorno-in-una-sala-pre-ricovero/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/piu-vecchi-meno-giovani-piu-sanita-un-giorno-in-una-sala-pre-ricovero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 06:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C&#8217;è una cosa che ho imparato ormai da parecchio tempo, e che vale per quasi tutto nella vita: le&#160;cose viste con i propri occhi sono diverse da quelle che ci vengono raccontate. Puoi&#160;leggere cento articoli su un terremoto,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/piu-vecchi-meno-giovani-piu-sanita-un-giorno-in-una-sala-pre-ricovero/">Più vecchi, meno giovani, più sanità: un giorno in una sala pre-ricovero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Umberto Baldo</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una cosa che ho imparato ormai da parecchio tempo, e che vale per quasi tutto nella vita: le&nbsp;cose viste con i propri occhi sono diverse da quelle che ci vengono raccontate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi&nbsp;leggere cento articoli su un terremoto, vedere fotografie delle macerie, ascoltare i servizi televisivi e conoscere perfino il numero delle vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi vai sul posto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;E improvvisamente capisci che non avevi capito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per le alluvioni, per le guerre, per la povertà, per il degrado delle città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, nel mio piccolo, anche per la sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire davvero qualcosa della sanità italiana, infatti, non occorre necessariamente andare in un Pronto Soccorso.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quelli, sempre più spesso, sembrano diventati una specie di terra di nessuno dove arrivano malati, parenti esasperati, personale stremato e, qualche volta, persino la violenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta accompagnare qualcuno in una clinica nella fase del&nbsp;<strong>pre-ricovero</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella fase in cui, prima di un intervento chirurgico, si fanno esami, accertamenti e visite per verificare che il paziente sia nelle condizioni di affrontare l&#8217;operazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi operazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lì ho avuto una sorpresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, che ho superato i settanta, mi sono sentito quasi giovane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sto scherzando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tolti alcuni rari pazienti più giovani, quei circa 150 pazienti ammassati in quello che, più che una sala d’attesa, sembrava un corridoio, erano in gran parte della mia generazione. E parecchi appartenevano già alla generazione successiva: quella dei più anziani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad un certo punto ho avuto quasi la sensazione di essere finito nella sala d&#8217;attesa di un Paese che non avevo mai visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho capito che quel Paese era semplicemente&nbsp;<strong>l&#8217;Italia di domani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora conviene distogliere per un momento gli occhi dalla sala d&#8217;attesa e puntarli sui numeri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 1° gennaio 2026 gli italiani con almeno 65 anni sono 14,8 milioni: il 25,1% della popolazione. Gli ultraottantacinquenni sono già 2,5 milioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il dato veramente impressionante è quello che arriva dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le più recenti proiezioni dell&#8217;Istat, entro il 2050 gli over 65 potrebbero rappresentare il 34,5% della popolazione.&nbsp;&nbsp;In altre parole,&nbsp;<strong>un italiano su tre.</strong><strong>&nbsp;&nbsp;</strong>E gli over 85 supereranno il 7%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una previsione sulla temperatura fra trent&#8217;anni.<br>È una trasformazione demografica che, in buona parte, è già scritta nella struttura della popolazione. E contro la demografia, per fortuna o purtroppo, non servono opinioni: servono numeri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non riguarda soltanto gli anziani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2050 la popolazione tra i 15 e i 64 anni potrebbe scendere al 55,3% del totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avremo quindi contemporaneamente&nbsp;<strong>più persone che avranno bisogno della sanità, e meno persone in età lavorativa per finanziarla e per farla funzionare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui comincia il problema vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il nostro sistema sanitario è stato costruito negli anni ‘70 quando la medicina doveva soprattutto affrontare malattie acute: l&#8217;infezione, il trauma, l&#8217;intervento chirurgico, il problema da risolvere, ed il paziente da rimandare a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il paziente anziano che arriva per un intervento anche banale, di quelli di routine, porta spesso con sé un piccolo condominio di patologie: ipertensione, diabete, problemi cardiovascolari, terapie diverse da coordinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;operazione all&#8217;anca od alla cataratta può quindi riguardare una persona che, dal punto di vista sanitario, è tutt&#8217;altro che «sana».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo significa più controlli, più accertamenti, più assistenza, più riabilitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma,&nbsp;<strong>più sanità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma attenzione: invecchiare non significa necessariamente ammalarsi di più. La vera sfida sarà riuscire ad allungare non soltanto la vita, ma anche gli anni vissuti in buona salute. Prevenzione, stili di vita, diagnosi precoci e assistenza territoriale diventano quindi parte della stessa partita<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E c&#8217;è un altro problema: anche i medici e gli infermieri invecchiano.&nbsp;&nbsp;Non vengono prodotti in laboratorio, almeno per ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quindi pensionamenti, dimissioni, mobilità verso il privato o verso l&#8217;estero, e ricambio generazionale insufficiente, rischiano di rendere sempre più difficile trovare le persone necessarie per far funzionare il sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sembra normale che una parte consistente dei medici continui a lavorare anche dopo l&#8217;età della pensione?&nbsp;&nbsp;&nbsp;Forse dovremmo chiederci perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è la famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per decenni ha rappresentato una specie di ammortizzatore sociale gratuito: genitori, figli, fratelli, nipoti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando qualcuno stava male, in qualche modo si trovava una soluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quella famiglia è diventata sempre più piccola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre secondo le proiezioni dell&#8217;Istat, nel 2050 gli ultrasessantacinquenni che vivranno soli potrebbero arrivare a 6,5 milioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, non avremo soltanto&nbsp;<strong>più anziani; a</strong>vremo anche&nbsp;<strong>più anziani soli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo cambia completamente il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché un conto è avere un ottantenne che, dopo un intervento, torna a casa dove lo aspettano moglie, figli e magari nipoti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro conto è avere un ottantenne che torna in un appartamento vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bisturi può aver lavorato perfettamente; ma poi qualcuno deve accompagnarlo a casa, preparargli da mangiare, ricordargli le medicine, aiutarlo a lavarsi, portarlo ai controlli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E già oggi, ogni tanto, leggiamo di anziani trovati morti in casa dopo giorni, quando qualcuno si accorge che non rispondono più al telefono o che non hanno ritirato la posta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non occorre avere poteri divinatori per immaginare che, in un Paese con milioni di anziani soli, con una spesa sanitaria che esploderà, quelle che oggi ci sembrano notizie drammaticamente eccezionali rischiano di diventare una parte quasi ordinaria della cronaca quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sanità, insomma, finisce per incontrare il welfare.&nbsp;&nbsp;E il welfare finisce per incontrare la demografia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, però, arriva la domanda che in politica compare quasi sempre per ultima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con quali soldi?</strong><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong>Perché le risorse pubbliche non sono infinite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se nei prossimi decenni avremo più anziani, più malattie croniche, più bisogno di assistenza, e contemporaneamente meno persone in età lavorativa, qualcuno dovrà pur pagare il conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strade, alla fine, non sono poi moltissime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può recuperare una parte molto più consistente dell&#8217;evasione fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può chiedere un contributo maggiore a quella metà di italiani che vivono sulle spalle dell’altra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oppure si può avere il coraggio di dire che, se vogliamo destinare più risorse alla sanità, qualche altra voce della spesa sociale dovrà necessariamente crescere meno, o persino essere ridimensionata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui comincia il difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché in Italia siamo bravissimi a dire che una prestazione pubblica è indispensabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto meno bravi a spiegare&nbsp;<strong>quale altra prestazione siamo disposti a sacrificare per pagarla.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo capaci di discutere per ore su come aumentare la spesa sanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto meno su quale spesa ridurre per poterla aumentare. E, personalmente, comincerei proprio dalla giungla dei bonus distribuiti negli anni per raccogliere consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che la politica dovrebbe smettere per un momento di inseguire l&#8217;emergenza del giorno e cominciare a fare una cosa piuttosto desueta: programmare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la politica italiana ha una straordinaria capacità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riesce a discutere per mesi di un problema quando è già esploso, e poi a chiamarlo «emergenza», come se fosse comparso la sera prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La demografia, invece, non ha fretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non fa conferenze stampa, non lancia slogan, e soprattutto non va a votare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma alla fine presenta il conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo discutere per anni di pubblico contro privato, ticket, convenzioni, liste d&#8217;attesa, medici di famiglia, case di comunità ed assunzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tutte questioni importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma fanno parte della stessa storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una storia che si chiama&nbsp;<strong>invecchiamento della popolazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quindi la domanda fondamentale non è soltanto come sarà la sanità italiana quando un italiano su tre avrà più di 65 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È soprattutto questa:&nbsp;<strong>chi la farà funzionare, e con quali risorse?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché oggi, in quella sala d&#8217;attesa, mi è capitato un piccolo paradosso; a più di settant&#8217;anni mi sono sentito più giovane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sensazione gratificante, per carità.&nbsp;&nbsp;Ma non sono sicuro che sia una buona notizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella sala d&#8217;attesa non era soltanto piena di vecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era una&nbsp;<strong>fotografia del futuro.</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed il futuro, come sempre, arriverà prima che la politica abbia finito di discuterne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri, del resto, ce lo stanno dicendo da parecchio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/piu-vecchi-meno-giovani-piu-sanita-un-giorno-in-una-sala-pre-ricovero/">Più vecchi, meno giovani, più sanità: un giorno in una sala pre-ricovero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/piu-vecchi-meno-giovani-piu-sanita-un-giorno-in-una-sala-pre-ricovero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piazza Matteotti diventerà la seconda piazza di Signori</title>
		<link>https://www.tviweb.it/piazza-matteotti-diventera-la-seconda-piazza-di-signori/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/piazza-matteotti-diventera-la-seconda-piazza-di-signori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375143</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Piazza Matteotti diventerà la seconda piazza dei Signori. Ospiterà eventi, accoglierà plateatici, valorizzerà i monumenti che vi si affacciano, dialogherà con il fiume conservando un cuore verde. Il nostro obiettivo di dare a questo luogo un volto mai visto prima,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/piazza-matteotti-diventera-la-seconda-piazza-di-signori/">Piazza Matteotti diventerà la seconda piazza di Signori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br>«Piazza Matteotti diventerà la seconda piazza dei Signori. Ospiterà eventi, accoglierà plateatici, valorizzerà i monumenti che vi si affacciano, dialogherà con il fiume conservando un cuore verde. Il nostro obiettivo di dare a questo luogo un volto mai visto prima, oggi fa un importante passo avanti. La giunta comunale, infatti, ha accettato con gratitudine l’offerta di Fondazione PL24 di sostenere la progettazione di questa storica trasformazione urbana». L’annuncio è del sindaco Giacomo Possamai che stamane, assieme all’assessore alla mobilità e ai lavori pubblici Cristiano Spiller, ha voluto ringraziare pubblicamente Fondazione PL24. Dopo essersi assunta l’onere della completa riqualificazione dell’ex Macello, Fondazione PL24 si è infatti resa disponibile a sostenere anche la progettazione della nuova piazza, condividendo la visione già delineata dalla giunta Possamai nel “quadro esigenziale” sul futuro dell’intero ambito compreso tra viale Giuriolo e Ponte degli Angeli.«Senza PL24 non saremmo mai riusciti a sbloccare la riqualificazione dell’ex Macello – ha proseguito il sindaco Possamai &#8211; Questo nuovo fondamentale aiuto ci consente ora di procedere in parallelo con l’analisi e la progettazione della nuova piazza, assumendo la grande sfida di arrivare alla sua realizzazione contestualmente allo spostamento delle auto nell’ex Macello previsto dalla convenzione sottoscritta con la fondazione».<br><br>«Raccogliamo con estremo favore la proposta di Fondazione PL24 – ha concordato l’assessore Spiller – dopo la definizione del “quadro esigenziale” che esprime la volontà dell’amministrazione di riqualificare e ridare identità a uno spazio urbano importantissimo dal punto di vista storico, culturale e commerciale e la previsione nel piano delle opere pubbliche di 1 milione di euro nel 2027 per la realizzazione del primo stralcio funzionale dei lavori».<br><br>«Questa donazione – ha detto Vittorio Cafaggi, intervenuto in rappresentanza di Fondazione PL24 &#8211; è un interesse che nasce in coerenza con la nostra missione – rivolta alla crescita culturale e sociale in particolare delle giovani generazioni – ma che trova anche una ragione concreta nella relazione tra piazza Matteotti e l’ex Macello, il progetto in costruzione che Fondazione PL24 ha scelto di finanziare e sostenere. Due luoghi distanti pochi metri, e quindi parte di uno stesso sistema urbano, destinato a ricucirsi, creando nuovi percorsi nel centro storico, oltre a rafforzare il rapporto con il patrimonio palladiano, assoluto protagonista di questo scorcio di città. Il sostegno della fase progettuale costituisce quindi una naturale evoluzione del lavoro avviato con l’ex Macello: in accordo con l’amministrazione e i diversi enti coinvolti, c’è quindi la possibilità di affrontare in modo organico una connessione urbana strategica, capace di incidere sulla qualità degli spazi pubblici, sulla vita cittadina e sulle opportunità per le nuove generazioni.<br>Come per l’ex-Macello, il sostegno della Fondazione si inquadra in modo diverso dai tradizionali schemi di finanziamento pubblici o privati, visto il ruolo che la Fondazione stessa si è data: agire come un vero e proprio contenitore di nuove idee e pratiche, un laboratorio aperto in cui possano prendere forma iniziative e progetti complessi, che spesso faticano a trovare forma nei canali consueti. La donazione è finalizzata ad attivare un percorso di progettazione concreto, rigoroso e di alto profilo: una scelta che mette a disposizione della città strumenti e competenze, con l’obiettivo di costruire le condizioni per una trasformazione di qualità, senza predefinire oggi la soluzione progettuale».Con la supervisione dell’amministrazione comunale, toccherà a un team multidisciplinare di esperti, tra cui il CISA – Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio”, dare concretezza progettuale al “quadro esigenziale” già tracciato dal Comune. </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/4/aHR0cHM6Ly9ubC11ZmZpY2lvc3RhbXBhLmNvbXVuZS52aWNlbnphLml0L3JzcC9wbWNuZTkvY29udGVudC9waWF6emFfbWF0dGVvdHRpX2RvbmF6aW9uZV9wcm9nZXR0by5vZHQ_X2Q9QjhNJl9jPWFiMjM3N2Q4?_d=B8M&amp;_c=481d0b88" rel="noreferrer noopener"><strong>Scarica il comunicato stampa</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/5/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQvTm92aXRhL0NvbXVuaWNhdGkvUGlhenphLU1hdHRlb3R0aS1kaXZlbnRlcmEtbGEtc2Vjb25kYS1waWF6emEtZGktU2lnbm9yaQ?_d=B8M&amp;_c=39b5aea0" rel="noreferrer noopener"><strong>Scarica materiali (foto/video/grafiche&#8230;)</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Ufficio Stampa<br></strong>corso Andrea Palladio 98 &#8211;&nbsp;36100 Vicenza<br>tel. 0444 221226<br><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/6/bWFpbHRvOnVmZnN0YW1wYUBjb211bmUudmljZW56YS5pdA?_d=B8M&amp;_c=f2756634" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uffstampa@comune.vicenza.it</a><br><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/7/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2NpdHRhZGl2aWNlbnphLw?_d=B8M&amp;_c=728741b0" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/8/aHR0cHM6Ly90d2l0dGVyLmNvbS9DaXR0YWRpVmljZW56YQ?_d=B8M&amp;_c=602518d0" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/9/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQv?_d=B8M&amp;_c=e7d2fd72" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/10/aHR0cHM6Ly90Lm1lL0NvbXVuZVZpY2VuemE?_d=B8M&amp;_c=db738ae4" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/11/aHR0cHM6Ly93d3cubGlua2VkaW4uY29tL2NvbXBhbnkvY29tdW5lLWRpLXZpY2VuemEtdWZmaWNpYWxl?_d=B8M&amp;_c=c33c10f5" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/12/aHR0cHM6Ly93d3cuaW5zdGFncmFtLmNvbS9jb211bmVkaXZpY2VuemEv?_d=B8M&amp;_c=8da631cb" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/13/aHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS5jb20vdXNlci9jaXR0YWRpdmljZW56YQ?_d=B8M&amp;_c=5f122be6" rel="noreferrer noopener"></a>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Email inviata a <a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/uf/14/bWFpbHRvOnJlZGF6aW9uZUB0dml3ZWIuaXQ?_d=B8M&amp;_c=2bf4d3c0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">redazione@tviweb.it</a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/upr/pmcne9/xjrze0/unsubscribe?_m=zdt2wq&amp;_d=B8M&amp;_t=b4aa0264" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disiscriviti</a></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" src="https://app.mailrouter.it/nl/pmcne9/zdt2wq/xjrze0/lf/mon.gif?_t=39470571" alt=""></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/piazza-matteotti-diventera-la-seconda-piazza-di-signori/">Piazza Matteotti diventerà la seconda piazza di Signori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/piazza-matteotti-diventera-la-seconda-piazza-di-signori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il conto di Vannacci: anche il centrodestra ha i suoi problemi</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-conto-di-vannacci-anche-il-centrodestra-ha-i-suoi-problemi/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-conto-di-vannacci-anche-il-centrodestra-ha-i-suoi-problemi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 07:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375087</guid>

					<description><![CDATA[<p>A guardarlo da lontano, il Centrodestra sembra oggi tutto un altro film rispetto al Centrosinistra. Una Premier con una leadership riconosciuta, una maggioranza che governa da oltre quattro anni, tre Partiti che, pur litigando non poco, hanno finora trovato il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-conto-di-vannacci-anche-il-centrodestra-ha-i-suoi-problemi/">Il conto di Vannacci: anche il centrodestra ha i suoi problemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">A guardarlo da lontano, il Centrodestra sembra oggi tutto un altro film rispetto al Centrosinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Premier con una leadership riconosciuta, una maggioranza che governa da oltre quattro anni, tre Partiti che, pur litigando non poco, hanno finora trovato il modo di stare insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, niente Campo largo da inventare, niente riunioni interminabili per decidere chi deve sedersi al tavolo, e soprattutto niente tavoli che rischiano di saltare prima ancora che arrivino le sedie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sarebbe un errore scambiare questa stabilità per armonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una cosa è governare insieme quando il voto è ancora relativamente lontano; un&#8217;altra è affrontare una campagna elettorale quando ogni partito deve tornare a parlare soprattutto ai propri elettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui potrebbero cominciare i problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finora il collante del centrodestra è stato abbastanza semplice: governare (qualcun altro pensa “il potere”, ma tant’è!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giorgia Meloni ha interesse a mantenere compatta la maggioranza, Matteo Salvini a non perdere il proprio ruolo nella Lega, Antonio Tajani a preservare lo spazio di Forza Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutti hanno interesse a non ripetere la storia delle coalizioni che si autodistruggono prima ancora di arrivare al traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma più ci si avvicinerà alle elezioni, più questa logica potrebbe cambiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché Fratelli d&#8217;Italia, Lega e Forza Italia dovranno tornare a marcare le proprie identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lega avrà bisogno di distinguersi sui suoi temi tradizionali: autonomia, immigrazione, sicurezza, fisco, rapporto con Bruxelles.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forza Italia continuerà a rivendicare il proprio profilo liberal-moderato, europeista e popolare, cercando di occupare quello spazio centrista che rappresenta la ragione stessa della sua esistenza politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fratelli d&#8217;Italia avrà invece un problema più particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essendo il Partito della Premier ed il perno della maggioranza, dovrà continuare a presentarsi come forza di governo responsabile, senza però lasciare agli alleati il monopolio dei temi identitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono le politiche economiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la coperta è sempre quella: corta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensioni, tasse, ceto medio, partite Iva, energia, spesa pubblica, difesa, vincoli europei.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni partito ha la sua lista della spesa. Il problema è che qualcuno alla fine dovrebbe&nbsp;pagare il conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul terreno internazionale le differenze non sono puramente teoriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basti pensare alle diverse sensibilità emerse sul rapporto con la Russia e sulla futura politica energetica. Tajani ha ribadito la necessità che Mosca rispetti il diritto internazionale, mentre Salvini ha parlato della possibilità di tornare ad acquistare gas russo una volta terminato il conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sul funzionamento dell&#8217;Unione europea lo stesso Tajani ha riconosciuto che, mentre lui sarebbe favorevole a superare il diritto di veto in politica estera, all&#8217;interno del Governo non c&#8217;è una maggioranza favorevole alla modifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nulla di drammatico, naturalmente.&nbsp;&nbsp;È la normale dialettica di una coalizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che la normale dialettica diventa molto meno “normale” quando si avvicinano le urne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché allora ogni distinguo può trasformarsi in un voto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi arriva l&#8217;oste.&nbsp;&nbsp;Ed è qui che compare Roberto Vannacci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita di Futuro Nazionale introduce infatti nella competizione un quarto soggetto che non può essere semplicemente trattato come una delle tante variabili interne alla maggioranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vannacci ha lasciato la Lega ed ha trasformato quella rottura in un Movimento autonomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto non sembra avere alcuna intenzione di presentarsi come un semplice avversario del centrodestra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, ha definito Futuro Nazionale l&#8217;interlocutore naturale dell&#8217;alleanza di centrodestra, dichiarandosi disponibile a discutere con le forze che ne condividano principi e valori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questo a rendere la situazione interessante.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché un conto è avere un concorrente esterno, un altro è avere qualcuno che dice, in sostanza:&nbsp;&nbsp;io sono fuori dalla coalizione, ma rappresento una parte della vostra stessa area politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la faccenda si complica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Supermedia YouTrend del 17 settembre, Futuro Nazionale viene accreditato del 7,7%, mentre la Lega è al 5,6% e Forza Italia al 7,4%. Naturalmente un sondaggio resta un sondaggio e non un risultato elettorale, ma il dato segnala che il fenomeno Vannacci non è più trascurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c&#8217;è un&#8217;altra questione, ancora più interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;attuale scenario della nuova legge elettorale, una simulazione realizzata da YouTrend per Sky TG24 ha mostrato quanto la collocazione di Futuro Nazionale possa incidere sulla distribuzione dei seggi. Con Vannacci dentro la coalizione di centrodestra, la simulazione assegna al centrodestra 226 deputati e 117 senatori; con Futuro Nazionale in corsa autonoma, il centrodestra scenderebbe a 139 deputati e 69 senatori, mentre il partito di Vannacci eleggerebbe 25 deputati e 12 senatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, lo ripeto, non è una previsione del risultato delle urne, ma una simulazione costruita sulle intenzioni di voto attuali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che però rende plasticamente l&#8217;importanza della collocazione di quel 7,7%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui torniamo al punto di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe però sbagliato raccontare il centrodestra come se il suo unico problema fosse Roberto Vannacci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vannacci è piuttosto un elemento che si inserisce dentro contraddizioni già esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera questione sarà infatti capire come i tre partiti tradizionali riusciranno ad arrivare al voto senza trasformare la necessaria competizione interna in una guerra di identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché più si avvicineranno le urne, più Salvini dovrà dimostrare che la Lega ha ancora una ragione per esistere distinta da Fratelli d&#8217;Italia e dal Partito di Vannacci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più Tajani dovrà ricordare che Forza Italia non è semplicemente una versione moderata di Fratelli d&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E più Meloni dovrà tenere insieme due esigenze apparentemente contraddittorie: mantenere il profilo di una forza di governo affidabile e, contemporaneamente, non perdere il contatto con quella parte del proprio elettorato che pretende una destra più identitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso, del resto, che negli ultimi giorni Meloni abbia cominciato ad appropriarsi, da Premier, di temi che erano stati a lungo terreno di battaglia degli alleati, dal bollo auto caro a Forza Italia fino al velo nelle scuole caro alla Lega, mentre nei palazzi cominciano a circolare “rumors” su una possibile lista civica della Premier, capace di pescare anche nel bacino moderato oggi presidiato soprattutto da Forza Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che si giocherà una partita delicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una coalizione può sopportare molte differenze quando governa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Molto meno quando ogni differenza può trasformarsi in uno slogan elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&nbsp;allora anche il Centrodestra, che oggi appare assai più compatto del Centrosinistra, potrebbe scoprire una vecchia verità della politica italiana:&nbsp;&nbsp;le coalizioni sono facili da costruire quando si deve vincere insieme; diventano molto più difficili da gestire quando ciascuno deve dimostrare di essere indispensabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centrosinistra ha il problema di mettere insieme anime molto diverse prima del voto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centrodestra potrebbe avere il problema opposto: evitare che le sue anime, avvicinandosi al voto, comincino a contendersi lo stesso elettorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sul bordo destro del campo, intanto, c&#8217;è Vannacci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quarto incomodo è già arrivato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E potrebbe presentare il conto proprio quando Meloni, Salvini e Tajani avranno più bisogno di sedersi allo stesso tavolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-conto-di-vannacci-anche-il-centrodestra-ha-i-suoi-problemi/">Il conto di Vannacci: anche il centrodestra ha i suoi problemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-conto-di-vannacci-anche-il-centrodestra-ha-i-suoi-problemi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inaugurato a Trissino il più grande impianto fotovoltaico del Veneto: costruito su una ex-cava riqualificata</title>
		<link>https://www.tviweb.it/inaugurato-a-trissino-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-del-veneto-costruito-su-una-ex-cava-riqualificata/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/inaugurato-a-trissino-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-del-veneto-costruito-su-una-ex-cava-riqualificata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[cava]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo magis]]></category>
		<category><![CDATA[impainto]]></category>
		<category><![CDATA[trissino]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375046</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 22 settembre 2026 – Taglio del nastro a Trissino per il nuovo impianto fotovoltaico del Gruppo Magis, oggi ufficialmente inaugurato alla presenza delle autorità locali e del management aziendale. L’asset è il più grande impianto in tutta la Regione Veneto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/inaugurato-a-trissino-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-del-veneto-costruito-su-una-ex-cava-riqualificata/">Inaugurato a Trissino il più grande impianto fotovoltaico del Veneto: costruito su una ex-cava riqualificata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br></td></tr><tr><td><br><br><em>Vicenza, 22 settembre 2026</em> – Taglio del nastro a Trissino per il nuovo impianto fotovoltaico del Gruppo Magis, oggi ufficialmente inaugurato alla presenza delle autorità locali e del management aziendale. L’asset è il più grande impianto in tutta la Regione Veneto realizzato su un’area dismessa, a testimonianza della capacità di Gruppo Magis di coniugare riqualificazione territoriale e transizione energetica. Il valore del progetto risiede infatti anche nella storia del terreno su cui sorge. Prima di ospitare i pannelli, quest&#8217;area a Trissino era parte di un più ampio comprensorio dedicato all’attività estrattiva: un’ex-cava di ghiaia, riconvertita in un secondo momento a deposito per i residui della lavorazione del marmo, in particolare limi pressati e filtrati provenienti dalle industrie del settore. Un sito che presentava dunque vincoli e criticità significative, e che Magis ha scelto di recuperare trasformandolo in una risorsa produttiva per il territorio, restituendogli funzione e valore. Primo per dimensioni tra quelli del Gruppo in Veneto e secondo a livello nazionale, l’impianto, a regime, garantirà una produzione di 12 GWh l&#8217;anno, quantità sufficiente a coprire i consumi elettrici di oltre 4.000 famiglie. Ne beneficia anche l&#8217;ambiente, con circa 5.000 tonnellate di CO2 non immesse ogni anno in atmosfera rispetto a un equivalente mix di generazione da fonti fossili.<br><br>Progettazione e realizzazione portano interamente la firma dell&#8217;area Ingegneria interna di Magis, che ha scelto per il sito le soluzioni tecnologiche più avanzate oggi disponibili per la generazione da fonte solare. Il progetto di Trissino porta la potenza complessiva installata da fonte solare del Gruppo a 81,4MW (+63% rispetto a fine 2025 e più che raddoppiata rispetto al 2024), confermando la forte accelerata di Magis sul fronte delle rinnovabili e dimostrando l&#8217;attuazione del Piano industriale al 2030, che destina, complessivamente, 508 milioni di euro allo sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti pulite. <br><br>Il 26 settembre l’impianto di Trissino sarà poi aperto alla cittadinanza, che potrà visitarlo accompagnata dai professionisti di Magis: un’occasione di scoprire da vicino il mondo della produzione rinnovabile e il percorso di riqualificazione che ha portato all’apertura del sito. Le visite guidate, ad ingresso libero, si svolgeranno alle 10 e alle 11. Il ritrovo è presso il parcheggio di via Luciano Rizzi. Per ogni informazione: <a href="javascript:window.mailto({mailto:'comunicazione@gruppomagis.it', subject: ''})">comunicazione@gruppomagis.it</a> <br><br>Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis: “&#8217;L’impianto di Trissino è un tassello di una strategia più ampia: quella di un Gruppo che vuole essere protagonista della transizione energetica del Paese. Il sito che inauguriamo oggi porta con sé diversi primati: è il più grande impianto fotovoltaico realizzato su un&#8217;ex cava in tutto il Veneto, oltre a essere il primo per dimensione tra i nostri impianti nella Regione e il secondo a livello nazionale. Ma il dato che più ci sta a cuore è un altro: non ci limitiamo a installare pannelli fotovoltaici, ma riqualifichiamo terreni e siti che difficilmente avrebbero trovato un altro utilizzo, trasformandoli in infrastrutture strategiche per la produzione di energia pulita”. Stefano Fracasso, vicepresidente di Magis, ha aggiunto: “Questo di Trissino è un modello di sviluppo che unisce competitività industriale e responsabilità verso i territori in cui operiamo, e che continueremo a replicare nei prossimi anni, in coerenza con gli obiettivi del nostro Piano industriale al 2030. Questo impianto rappresenta in maniera concreta il senso del nostro impegno: prendersi cura dei territori in cui operiamo non significa solo produrre energia pulita, ma restituire valore a un&#8217;area che non sarebbe stata più utilizzata. È così che costruiamo un rapporto duraturo con le comunità locali, a conferma dell’importante percorso di sostenibilità sociale e ambientale che il Gruppo Magis persegue ogni giorno.&#8221;</td></tr></tbody></table></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/inaugurato-a-trissino-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-del-veneto-costruito-su-una-ex-cava-riqualificata/">Inaugurato a Trissino il più grande impianto fotovoltaico del Veneto: costruito su una ex-cava riqualificata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/inaugurato-a-trissino-il-piu-grande-impianto-fotovoltaico-del-veneto-costruito-su-una-ex-cava-riqualificata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Notte Bianca, boom per i Musei Civici di Vicenza: oltre 6.500 visitatori (+61,69% rispetto al 2025)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/notte-bianca-boom-per-i-musei-civici-di-vicenza-oltre-6-500-visitatori-6169-rispetto-al-2025/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/notte-bianca-boom-per-i-musei-civici-di-vicenza-oltre-6-500-visitatori-6169-rispetto-al-2025/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375022</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Notte Bianca spinge i Musei Civici di Vicenza e porta nelle sedi culturali comunali numeri nettamente superiori a quelli registrati un anno fa. Nel corso delle tre giornate della manifestazione sono state 6.513 le persone che hanno visitato monumenti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/notte-bianca-boom-per-i-musei-civici-di-vicenza-oltre-6-500-visitatori-6169-rispetto-al-2025/">Notte Bianca, boom per i Musei Civici di Vicenza: oltre 6.500 visitatori (+61,69% rispetto al 2025)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Notte Bianca spinge i Musei Civici di Vicenza</strong> e porta nelle sedi culturali comunali numeri nettamente superiori a quelli registrati un anno fa. Nel corso delle tre giornate della manifestazione sono state <strong>6.513 le persone che hanno visitato monumenti e collezioni della città</strong>, contro le 4.028 dell&#8217;edizione di luglio 2025: un incremento del <strong>61,69%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato diventa ancora più significativo considerando anche la partecipazione agli eventi organizzati nelle diverse sedi museali. In questo caso il pubblico complessivo raggiunge <strong>8.277 persone</strong>, quasi il doppio rispetto alle <strong>4.234 del 2025</strong>, con un aumento del <strong>95,49%</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Basilica Palladiana al primo posto, oltre 2.500 ingressi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare la classifica dei luoghi più visitati è stata la <strong>Basilica Palladiana</strong>, che nelle tre giornate ha registrato <strong>2.594 ingressi</strong>, rispetto ai 1.915 dello scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segue il <strong>Teatro Olimpico</strong>, visitato da <strong>2.084 persone</strong>, contro le 1.149 del 2025. Importante crescita anche per la <strong>chiesa di Santa Corona</strong>, passata da 308 a <strong>613 visitatori</strong>, e per il <strong>Museo civico di Palazzo Chiericati</strong>, che ha raggiunto quota <strong>593</strong>, rispetto ai 413 dell&#8217;anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri in forte aumento anche alle <strong>Gallerie di Palazzo Thiene</strong>, con <strong>433 ingressi</strong>, quasi tre volte i 148 registrati nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al <strong>Museo del Risorgimento e della Resistenza</strong> i visitatori sono stati <strong>112</strong>, contro i 36 dello scorso anno, mentre il <strong>Museo Naturalistico Archeologico</strong> ne ha accolti <strong>84</strong>, rispetto ai precedenti 59.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fantin: «Nel 2027 valutiamo aperture serali prolungate»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati spingono ora l&#8217;amministrazione comunale a valutare un ulteriore ampliamento dell&#8217;offerta in occasione della prossima edizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questi eccellenti risultati per i Musei Civici, ottenuti con il consueto orario di apertura diurno, ci confermano la qualità dell&#8217;offerta culturale che viene proposta dalla città di Vicenza a quanti vogliono venire a visitarla e a trascorrervi del tempo», sottolinea l&#8217;assessore alla cultura, al turismo e all&#8217;attrattività della città <strong>Ilaria Fantin</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;assessore, i dati impongono già una riflessione sull&#8217;edizione del prossimo anno: l&#8217;obiettivo sarà valutare la possibilità di <strong>mantenere aperti i musei con orario prolungato durante le serate della Notte Bianca 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione, spiega Fantin, ha funzionato come traino anche grazie alle numerose attività diurne rivolte ad adulti, famiglie e bambini. Gli stessi musei hanno partecipato attivamente al programma: a <strong>Palazzo Chiericati</strong>, per esempio, sabato sera è stata proposta l&#8217;iniziativa <strong>“Buonanotte al Museo”</strong>, dedicata ai più giovani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tutto esaurito per l&#8217;Orestea al Teatro Olimpico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il fine settimana ha coinciso inoltre con l&#8217;avvio del <strong>79° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico</strong>, che nelle due serate dedicate all&#8217;<strong>Orestea</strong> ha fatto registrare il <strong>tutto esaurito</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali attrattori si conferma anche la <strong>terrazza della Basilica Palladiana</strong>, accessibile nel fine settimana anche in orario serale con il servizio bar: nell&#8217;arco dei tre giorni sono stati registrati <strong>1.207 ingressi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande partecipazione anche a <strong>Palazzo Thiene</strong>, dove il fine settimana della Notte Bianca è stato accompagnato dall&#8217;<strong>inaugurazione di due mostre temporanee</strong>, capaci di richiamare un pubblico numeroso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;amministrazione, dunque, i numeri dell&#8217;edizione 2026 non rappresentano soltanto un risultato positivo, ma anche un&#8217;indicazione per il futuro: utilizzare sempre di più i grandi eventi cittadini per avvicinare nuovi pubblici ai musei e al patrimonio culturale di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/notte-bianca-boom-per-i-musei-civici-di-vicenza-oltre-6-500-visitatori-6169-rispetto-al-2025/">Notte Bianca, boom per i Musei Civici di Vicenza: oltre 6.500 visitatori (+61,69% rispetto al 2025)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/notte-bianca-boom-per-i-musei-civici-di-vicenza-oltre-6-500-visitatori-6169-rispetto-al-2025/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump caccia CNN dalla Casa Bianca, i network si ribellano: persino Fox News sospende il pool presidenziale</title>
		<link>https://www.tviweb.it/trump-caccia-cnn-dalla-casa-bianca-i-network-si-ribellano-persino-fox-news-sospende-il-pool-presidenziale/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/trump-caccia-cnn-dalla-casa-bianca-i-network-si-ribellano-persino-fox-news-sospende-il-pool-presidenziale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375019</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una protesta senza precedenti scuote il rapporto tra Donald Trump e i grandi media americani. Dopo la decisione della Casa Bianca di vietare l’accesso a CNN, MS NOW e Politico, le principali reti televisive degli Stati Uniti hanno deciso di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-caccia-cnn-dalla-casa-bianca-i-network-si-ribellano-persino-fox-news-sospende-il-pool-presidenziale/">Trump caccia CNN dalla Casa Bianca, i network si ribellano: persino Fox News sospende il pool presidenziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Una protesta senza precedenti scuote il rapporto tra Donald Trump e i grandi media americani. Dopo la decisione della Casa Bianca di vietare l’accesso a <strong>CNN, MS NOW e Politico</strong>, le principali reti televisive degli Stati Uniti hanno deciso di fare fronte comune: <strong>ABC, CBS, NBC e Fox News</strong> hanno sospeso insieme a CNN la partecipazione al <em>TV pool</em> che segue quotidianamente il presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere particolarmente significativo il gesto è la presenza di <strong>Fox News</strong>, emittente con un pubblico fortemente concentrato nell’area conservatrice: secondo un recente studio del Pew Research Center, Fox è utilizzata regolarmente dal 73% del gruppo classificato come “No Apologies Right” e dal 65% dei “Faith First Conservatives”. Proprio Fox, dunque, si è unita alla protesta contro una decisione dell’amministrazione Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema del <em>pool</em> prevede che le cinque reti si alternino nella copertura video degli impegni presidenziali, condividendo poi le immagini con le altre televisioni e con i media internazionali. Lunedì 21 settembre sarebbe spettato alla CNN svolgere questo compito, ma l’esclusione decisa dalla Casa Bianca ha impedito all’emittente di effettuare il proprio turno. Le altre reti hanno quindi scelto di non sostituirla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il pubblico ha un interesse vitale a ricevere informazioni accurate e indipendenti sul proprio governo. Nessuna amministrazione dovrebbe limitare un’organizzazione giornalistica perché non ne condivide la copertura», hanno dichiarato congiuntamente <strong>Fox News Media, ABC News, CBS News, CNN e NBC News</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione ha già prodotto un effetto concreto: l’inaugurazione della nuova piattaforma per elicotteri realizzata alla Casa Bianca, alla presenza di Trump, non è stata coperta dal tradizionale pool televisivo. Anche altre organizzazioni giornalistiche hanno adottato iniziative di solidarietà, trattenendo immagini o rinunciando ad alcune forme di copertura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CNN, MS NOW e Politico portano Trump in tribunale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, <strong>CNN, MS NOW e Politico hanno presentato una causa federale contro l’amministrazione Trump</strong>, chiedendo il ripristino immediato dell’accesso alla Casa Bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre organizzazioni sostengono che il provvedimento violi il <strong>Primo Emendamento della Costituzione americana</strong>, che tutela la libertà di parola e di stampa, e accusano l’amministrazione di averle escluse a causa dei contenuti della loro attività giornalistica. Il ricorso chiede anche un provvedimento urgente di sospensione del divieto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando era stato annunciato da Trump venerdì 18 settembre e applicato dal giorno successivo, quando alcuni giornalisti delle tre testate si sono visti negare l’ingresso alla Casa Bianca e disattivare i pass. Trump ha motivato la decisione accusando CNN, MS NOW e Politico di diffondere quelle che definisce “fake news”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente ha poi difeso pubblicamente la scelta, sostenendo che l’accesso alla Casa Bianca non debba essere garantito a testate che, a suo giudizio, diffondono informazioni false o dannose. Le tre organizzazioni contestano questa impostazione e sostengono invece che il governo non possa selezionare i giornalisti sulla base del loro orientamento editoriale o delle notizie pubblicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La causa è stata assegnata al tribunale federale del Distretto di Columbia. Il confronto giudiziario dovrà stabilire fino a che punto l’amministrazione possa disciplinare l’accesso fisico alla Casa Bianca senza violare le garanzie costituzionali sulla libertà di stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La protesta dei network, soprattutto con l’adesione di <strong>Fox News</strong>, mostra intanto come la disputa abbia superato le tradizionali divisioni editoriali: almeno sul principio dell’accesso della stampa alla presidenza, le cinque maggiori reti televisive hanno scelto questa volta una posizione comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-caccia-cnn-dalla-casa-bianca-i-network-si-ribellano-persino-fox-news-sospende-il-pool-presidenziale/">Trump caccia CNN dalla Casa Bianca, i network si ribellano: persino Fox News sospende il pool presidenziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/trump-caccia-cnn-dalla-casa-bianca-i-network-si-ribellano-persino-fox-news-sospende-il-pool-presidenziale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cadoneghe, il sindaco blocca la cittadinanza a una donna: «Non capisce il giuramento in italiano»</title>
		<link>https://www.tviweb.it/cadoneghe-il-sindaco-blocca-la-cittadinanza-a-una-donna-non-capisce-il-giuramento-in-italiano/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/cadoneghe-il-sindaco-blocca-la-cittadinanza-a-una-donna-non-capisce-il-giuramento-in-italiano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=375011</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana si è trasformata in un caso a Cadoneghe. Nella mattinata di lunedì 21 settembre, quattro persone erano state convocate in municipio per prestare il giuramento conclusivo del percorso di acquisizione della cittadinanza.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/cadoneghe-il-sindaco-blocca-la-cittadinanza-a-una-donna-non-capisce-il-giuramento-in-italiano/">Cadoneghe, il sindaco blocca la cittadinanza a una donna: «Non capisce il giuramento in italiano»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Una cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana si è trasformata in un caso a Cadoneghe. Nella mattinata di lunedì 21 settembre, quattro persone erano state convocate in municipio per prestare il giuramento conclusivo del percorso di acquisizione della cittadinanza. Tre donne, provenienti rispettivamente da Iran, Moldavia e Brasile, hanno completato regolarmente la procedura. Per una quarta donna, di origine marocchina, il sindaco <strong>Marco Schiesaro</strong> ha invece deciso di fermare l’iter e chiedere ulteriori verifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sollevare i dubbi del primo cittadino sarebbe stata la difficoltà della donna nel comprendere e utilizzare la lingua italiana durante la cerimonia. Secondo quanto raccontato dallo stesso Schiesaro, la donna non sarebbe riuscita a leggere autonomamente il verbale del giuramento né a rispondere ad alcune semplici domande rivoltele in italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Una persona convocata per il giuramento non era in grado di comprendere le domande più semplici in italiano e nemmeno di leggere autonomamente il verbale del proprio giuramento», ha spiegato il sindaco in un lungo messaggio pubblicato sui social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schiesaro ha raccontato di aver provato direttamente a verificare la comprensione della donna rivolgendole alcune domande. «Non è stata in grado di rispondere in italiano. Il marito, presente al giuramento, ha cercato di rispondere al suo posto, ma naturalmente non ho accettato: chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte alla situazione, il sindaco ha quindi deciso di interrompere la procedura e chiedere che vengano svolti tutti gli accertamenti necessari sulla pratica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">«La cittadinanza italiana è una cosa seria»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Schiesaro ha voluto precisare che la sua decisione non sarebbe legata alla provenienza della donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non è una questione di provenienza. Non è nemmeno una questione di essere più o meno accoglienti. È una questione di rispetto delle regole e del valore stesso della cittadinanza italiana», ha scritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco ha sottolineato come il giuramento rappresenti, a suo giudizio, molto più di un adempimento formale: «La cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica. Significa appartenere a una comunità, conoscerne le regole, rispettarne le leggi e comprendere il significato dell’impegno che si sta assumendo davanti alla Repubblica».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa prevede, nei casi stabiliti dalla legge, il possesso di un determinato livello di conoscenza della lingua italiana nell’ambito del procedimento per ottenere la cittadinanza. Proprio questo elemento ha spinto il primo cittadino a chiedere un riesame della situazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">«Nessuno pretende la perfezione»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Schiesaro ha poi chiarito che non viene richiesta una padronanza perfetta dell’italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si può sbagliare una parola, avere un accento, incontrare delle difficoltà. Ma deve esserci almeno la volontà e lo sforzo di imparare la lingua del Paese di cui si chiede di diventare cittadini».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il sindaco, conoscere l’italiano rappresenta anche uno degli strumenti principali per l’integrazione: significa poter lavorare, costruire relazioni, comprendere i propri diritti e doveri, dialogare con le istituzioni e partecipare alla vita della comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Integrare significa anche questo: fare la propria parte», ha aggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Schiesaro, dunque, la soluzione resta quella di acquisire una conoscenza sufficiente della lingua e dimostrare concretamente di aver intrapreso un percorso di integrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La cittadinanza italiana è un traguardo importante. Proprio per questo va rispettata, valorizzata e presa sul serio», ha concluso il primo cittadino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stessa cerimonia, le altre tre donne convocate hanno invece prestato regolarmente giuramento, completando così il percorso per diventare cittadine italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/cadoneghe-il-sindaco-blocca-la-cittadinanza-a-una-donna-non-capisce-il-giuramento-in-italiano/">Cadoneghe, il sindaco blocca la cittadinanza a una donna: «Non capisce il giuramento in italiano»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/cadoneghe-il-sindaco-blocca-la-cittadinanza-a-una-donna-non-capisce-il-giuramento-in-italiano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il vicolo cieco del centrosinistra: tra il «campo largo» e la chimera riformista</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-vicolo-cieco-del-centrosinistra-tra-il-campo-largo-e-la-chimera-riformista/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-vicolo-cieco-del-centrosinistra-tra-il-campo-largo-e-la-chimera-riformista/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 07:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374992</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Dopo il pezzo di ieri sulla “pentastellizzazione” del PD ho avuto modo di interloquire con alcuni di voi. E devo dire che il confronto mi ha confermato una sensazione: il problema del centrosinistra italiano è molto più profondo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-vicolo-cieco-del-centrosinistra-tra-il-campo-largo-e-la-chimera-riformista/">Il vicolo cieco del centrosinistra: tra il «campo largo» e la chimera riformista</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il pezzo di ieri sulla “pentastellizzazione” del PD ho avuto modo di interloquire con alcuni di voi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E devo dire che il confronto mi ha confermato una sensazione: il problema del centrosinistra italiano è molto più profondo della semplice scelta del candidato Premier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una coalizione può anche sommare voti. Il problema è capire se riesce a sommare idee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito sul futuro del centrosinistra continua invece a girare attorno ad un equivoco di fondo: si discute di alleanze, leadership e premiership come se la politica fosse una semplice operazione aritmetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Metti insieme PD, M5S, AVS e qualche altra sigla, fai la somma dei voti e, voilà, hai costruito una maggioranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Magari fosse così semplice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il precedente del Governo Conte 2 dimostra che un asse tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico è già stato sperimentato a Palazzo Chigi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma oggi riproporre quell&#8217;esperienza sotto forma di «Campo largo» apre una serie di interrogativi che nessuna calcolatrice elettorale può risolvere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo riguarda la leadership.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PD mantiene nei sondaggi un vantaggio di circa otto punti sul M5S.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi difficile immaginare che il maggiore partito della coalizione possa accettare passivamente una posizione di subalternità rispetto a Giuseppe Conte, che sembra rivendicare invece per sé un ruolo centrale nella guida del futuro schieramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è soltanto una questione di ambizioni personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una questione di identità politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se il PD finisse per essere semplicemente il socio maggiore di una coalizione costruita attorno alla cultura politica pentastellata, la domanda sarebbe inevitabile:&nbsp;<strong>chi sta trascinando chi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui arriviamo al secondo problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cosiddetto «Campo largo» non è soltanto un&#8217;alleanza tra partiti diversi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un&#8217;alleanza tra culture politiche, che su alcuni temi fondamentali continuano ad avere posizioni differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo la politica estera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto con l&#8217;Europa, la guerra in Ucraina, la difesa europea, la NATO, il rapporto con gli Stati Uniti, non sono dettagli da mettere in fondo al programma dopo aver deciso chi farà il candidato premier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono questioni che definiscono una cultura politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando dentro la stessa coalizione convivono posizioni molto diverse, il rischio è che l&#8217;unico collante rimanga l&#8217;opposizione a Giorgia Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una coalizione costruita soprattutto contro qualcuno deve prima o poi spiegare&nbsp;<strong>per che cosa</strong>&nbsp;sta insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c&#8217;è la questione delle primarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidare la scelta del candidato alla guida dell’alleanza ad uno strumento di partecipazione democratica può essere perfettamente legittimo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma immaginare primarie gestite magari anche attraverso il voto telematico in un&#8217;epoca nella quale interferenze digitali ed operazioni di influenza straniera sono una realtà documentata, sarebbe quantomeno un azzardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché qualcuno debba necessariamente manomettere una consultazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplicemente perché, quando in gioco c&#8217;è la scelta del candidato alla guida di una possibile maggioranza di governo, anche la credibilità del processo diventa parte della partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è la famosa «terza gamba».</p>



<p class="wp-block-paragraph">AVS rappresenta un&#8217;altra componente che, su diversi temi, spinge il baricentro della coalizione verso posizioni più movimentiste e radicali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E non è soltanto una questione di programmi: basta guardare anche alle personalità che Nicola Fratoianni ed Angelo Bonelli hanno portato dentro il perimetro politico della sinistra, da Aboubakar Soumahoro a Ilaria Salis, fino all&#8217;ipotesi, già circolata, di Francesca Albanese come possibile nome da mettere in campo per la leadership del centrosinistra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono scelte politiche legittime, naturalmente. Ma raccontano bene quale tipo di elettorato e quale sensibilità culturale AVS intenda rappresentare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio per questo rendono ancora più complicato immaginare un equilibrio stabile con un PD che vorrebbe contemporaneamente tenere insieme l&#8217;ala riformista, quella più radicale e l&#8217;universo pentastellato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò pone come inevitabile la domanda:&nbsp;<strong>quanto sarebbe larga, alla fine, la distanza tra il centrosinistra che si presenta agli elettori e quello che dovrebbe governare il giorno dopo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché vincere una campagna elettorale è una cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Governare un Paese è un&#8217;altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E richiede una classe dirigente capace di confrontarsi con Bruxelles, Washington, Pechino, Mosca, e con i grandi dossier internazionali senza ridurre tutto ad uno slogan da assemblea studentesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, allora, non è soltanto Giuseppe Conte. E non è nemmeno Elly Schlein.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che il centrosinistra sembra non avere ancora trovato una sintesi politica credibile tra le sue diverse anime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che entra in scena la grande chimera del “riformismo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il riformismo italiano esiste.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Esiste come domanda politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono elettori che non si riconoscono nel sovranismo, ma nemmeno nel populismo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che credono nell&#8217;economia di mercato ma anche nella protezione sociale. Che vogliono un&#8217;Europa più forte, non un&#8217;Europa paralizzata dai veti nazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che considerano l&#8217;Alleanza atlantica un pilastro della sicurezza europea.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che pensano che i conti pubblici abbiano un&#8217;importanza, e che ogni promessa elettorale prima o poi qualcuno debba pagarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che questa domanda politica continua ad essere dispersa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono pezzi nel PD, pezzi di Azione, Italia Viva, +Europa ed altre realtà centriste e liberal-democratiche come quella guidata da Marattin.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sono spesso più impegnati a contendersi lo stesso spazio che a costruire uno spazio comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così il riformismo rischia di rimanere quello che in Italia è diventato molte volte: una bellissima parola, accompagnata da parecchie sigle e da pochissimi voti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure proprio da qui potrebbe arrivare una possibile alternativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non necessariamente l&#8217;ennesima sigla personale costruita attorno al leader di turno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un vero polo liberal-democratico, autonomo, europeista, atlantista e riformista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno spazio politico che, riunendo energie oggi disperse, potrebbe avere una dimensione tutt&#8217;altro che marginale, per parlare a quell&#8217;Italia produttiva, professionale, imprenditoriale e semplicemente pragmatica che non si riconosce né nei sovranismi né nei populismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente il problema è sempre lo stesso: i personalismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia abbiamo una curiosa capacità di trasformare ogni progetto politico in una questione di leadership.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ancora di chiederci «che cosa vogliamo fare?», cominciamo a litigare su «chi deve comandare?».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così il progetto muore, ma almeno abbiamo stabilito chi avrebbe dovuto guidarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, io credo che la domanda da porsi oggi sia un&#8217;altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il centrosinistra vuole davvero costruire una coalizione capace di governare il Paese, oppure vuole semplicemente costruire la coalizione più larga possibile per battere la destra?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le due cose non sono necessariamente la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il «Campo largo» può anche diventare abbastanza ampio da vincere una partita elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se al suo interno non esiste una visione condivisa dell’Italia, dell’Europa e del mondo, rischia di trasformarsi soltanto in un grande cartello elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per vincere può bastare. Per governare, no.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Umberto Baldo</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PS: se a qualcuno è venuto il dubbio che io sia pregiudizialmente contro la sinistra politica, domani verrà il turno della destra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-vicolo-cieco-del-centrosinistra-tra-il-campo-largo-e-la-chimera-riformista/">Il vicolo cieco del centrosinistra: tra il «campo largo» e la chimera riformista</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-vicolo-cieco-del-centrosinistra-tra-il-campo-largo-e-la-chimera-riformista/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump esclude CNN dalla Casa Bianca, le grandi tv fermano il pool presidenziale. CNN, MS NOW e Politico fanno causa</title>
		<link>https://www.tviweb.it/trump-esclude-cnn-dalla-casa-bianca-le-grandi-tv-fermano-il-pool-presidenziale-cnn-ms-now-e-politico-fanno-causa/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/trump-esclude-cnn-dalla-casa-bianca-le-grandi-tv-fermano-il-pool-presidenziale-cnn-ms-now-e-politico-fanno-causa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 15:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374962</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si alza ulteriormente la tensione tra la Casa Bianca e alcuni dei principali media statunitensi. Dopo la decisione del presidente Donald Trump di vietare l’accesso alla Casa Bianca a CNN, MS NOW e Politico, le cinque grandi reti che compongono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-esclude-cnn-dalla-casa-bianca-le-grandi-tv-fermano-il-pool-presidenziale-cnn-ms-now-e-politico-fanno-causa/">Trump esclude CNN dalla Casa Bianca, le grandi tv fermano il pool presidenziale. CNN, MS NOW e Politico fanno causa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Si alza ulteriormente la tensione tra la Casa Bianca e alcuni dei principali media statunitensi. Dopo la decisione del presidente <strong>Donald Trump di vietare l’accesso alla Casa Bianca a CNN, MS NOW e Politico</strong>, le cinque grandi reti che compongono il pool televisivo presidenziale hanno deciso di sospendere, per il momento, la copertura video condivisa degli eventi del presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema del <em>TV pool</em> prevede che <strong>CNN, NBC, ABC, CBS e Fox News</strong> si alternino nella copertura delle attività presidenziali alle quali, per ragioni di spazio e organizzazione, non possono accedere contemporaneamente tutte le troupe. Le immagini raccolte dalla rete di turno vengono poi messe a disposizione delle altre emittenti e di numerose testate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì sarebbe toccato proprio alla CNN seguire Trump, compreso il viaggio a New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Casa Bianca, tuttavia, ha impedito all’emittente di svolgere il turno assegnato e nessuna delle altre quattro televisioni ha accettato di sostituirla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una comunicazione inviata agli aderenti al pool, il capo dell’ufficio di Washington di Fox News <strong>Bryan Boughton</strong> ha spiegato che, con effetto immediato, il pool televisivo non avrebbe più garantito la copertura degli appuntamenti presidenziali destinati a questo sistema, collegando direttamente la decisione all’esclusione della CNN dal proprio turno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cinque reti hanno poi diffuso una dichiarazione comune. <strong>Fox News, ABC News, CBS News, CNN e NBC News</strong> hanno sottolineato l’interesse del pubblico a ricevere informazioni accurate e indipendenti sull’operato del governo e contestato il principio secondo cui un’amministrazione possa limitare l’accesso di una testata perché non ne condivide la copertura giornalistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione non significa lo stop generale alla copertura delle attività di Trump: giornalisti della carta stampata, agenzie, radio e fotografi possono continuare a seguire gli appuntamenti secondo le rispettive modalità. La protesta riguarda specificamente il meccanismo televisivo condiviso del pool presidenziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CNN, MS NOW e Politico portano Trump in tribunale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Contemporaneamente <strong>CNN, MS NOW e Politico hanno presentato una causa federale contro Trump e la sua amministrazione</strong>, chiedendo il ripristino dell’accesso alla Casa Bianca. Il ricorso è stato depositato presso il tribunale federale del Distretto di Columbia e sostiene che l’esclusione delle tre testate violi le garanzie del <strong>Primo Emendamento</strong> sulla libertà di parola e di stampa. Le organizzazioni chiedono anche un provvedimento urgente che consenta ai loro giornalisti di tornare a svolgere il proprio lavoro alla Casa Bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento era stato annunciato da Trump venerdì. Il presidente ha motivato pubblicamente la decisione accusando le tre organizzazioni di diffondere <strong>“fake news”</strong> e di offrire una copertura deliberatamente negativa della sua amministrazione. Le testate interessate respingono queste accuse e sostengono che l’esclusione sia invece una ritorsione nei confronti del loro lavoro giornalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel fine settimana il divieto è diventato operativo: giornalisti di CNN, MS NOW e Politico si sono visti negare l’ingresso alla Casa Bianca e, in alcuni casi, disattivare i pass utilizzati abitualmente per accedere al complesso presidenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda apre ora un confronto anche sul terreno giudiziario. L’amministrazione sostiene di avere margini per decidere chi possa accedere fisicamente alle strutture governative; le testate ricorrenti e diverse organizzazioni per la libertà di stampa ritengono invece che l’esclusione selettiva di giornalisti sulla base dei contenuti pubblicati possa configurare una discriminazione legata al punto di vista. Sarà il tribunale federale a pronunciarsi sulla controversia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-esclude-cnn-dalla-casa-bianca-le-grandi-tv-fermano-il-pool-presidenziale-cnn-ms-now-e-politico-fanno-causa/">Trump esclude CNN dalla Casa Bianca, le grandi tv fermano il pool presidenziale. CNN, MS NOW e Politico fanno causa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/trump-esclude-cnn-dalla-casa-bianca-le-grandi-tv-fermano-il-pool-presidenziale-cnn-ms-now-e-politico-fanno-causa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La pentastellizzazione del PD e il capolavoro tattico di Giuseppe Conte</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-pentastellizzazione-del-pd-e-il-capolavoro-tattico-di-giuseppe-conte/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-pentastellizzazione-del-pd-e-il-capolavoro-tattico-di-giuseppe-conte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374900</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Il dibattito politico attorno alla linea della Segreteria del Partito Democratico, ed al suo rapporto con il&#160;Movimento 5 Stelle, sta offrendo uno spettacolo che definire surreale è quasi riduttivo.&#160; Schlein ha battezzato la sua strategia&#160;“testardamente unitaria”. E bisogna<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-pentastellizzazione-del-pd-e-il-capolavoro-tattico-di-giuseppe-conte/">La pentastellizzazione del PD e il capolavoro tattico di Giuseppe Conte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito politico attorno alla linea della Segreteria del Partito Democratico, ed al suo rapporto con il&nbsp;Movimento 5 Stelle, sta offrendo uno spettacolo che definire surreale è quasi riduttivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schlein ha battezzato la sua strategia&nbsp;<strong>“testardamente unitaria”</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E bisogna riconoscerle almeno una cosa: sulla testardaggine non sembrano esserci dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è capire&nbsp;<strong>chi stia davvero costruendo l&#8217;unità e, soprattutto, attorno a quale progetto politico</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quello che sta emergendo, più che un Campo largo, assomiglia sempre di più ad un Campo nel quale il PD allarga le porte, e Giuseppe Conte decide chi può entrare e con quali condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui, a mio avviso, che si realizza il vero capolavoro tattico dell’ex Presidente del Consiglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conte ha capito una cosa elementare:&nbsp;<strong>la segreteria Schlein non può permettersi di rompere con il Movimento 5 Stelle</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola «unità» per lei è diventata infatti una specie di vincolo politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi mette in discussione l&#8217;alleanza rischia di essere accusato di lavorare per la destra, di dividere il campo progressista, di compromettere la possibilità stessa di battere la Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così il PD si è ritrovato nella singolare condizione di dover dimostrare continuamente di essere abbastanza progressista per non perdere il Movimento 5S.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elly Schlein non sembra essersi limitata ad accettare l&#8217;alleanza come una necessità elettorale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha progressivamente trasformato l&#8217;alleanza stessa in una sorta di orizzonte politico obbligato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa, a mio avviso, la vera&nbsp;“<strong>pentastellizzazione del PD”</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che il PD sia diventato il Movimento 5 Stelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa qualcosa di più sottile e forse più importante:&nbsp;<strong>che sempre più spesso è il PD a dover spiegare perché non può seguire il M5S fino in fondo, anziché essere il M5S a spiegare perché dovrebbe seguire il PD.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui entra in scena “NOVA”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conte non si è limitato a preparare una lista di desiderata da portare agli alleati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha costruito un percorso interno, ha raccolto proposte, ha individuato venti punti programmatici, e li ha sottoposti al voto degli iscritti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza potrà presentarsi al tavolo con il PD non semplicemente dicendo: «Queste sono le mie condizioni per il programma».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrà dire:&nbsp;<strong>«Queste sono le condizioni che mi ha dato il Movimento».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è una differenza enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché così Conte si è costruito preventivamente una sorta di&nbsp;<strong>scudo politico</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo ad esempio il tema dell&#8217;Ucraina e delle armi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una posizione viene presentata come una scelta personale di Conte, il PD può cercare di negoziarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece quella posizione viene inserita dentro un mandato approvato dalla base del Movimento, ogni concessione diventa per Conte un problema interno, ed ogni rifiuto del PD può essere presentato come un problema dell&#8217;alleanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Geniale? Politicamente, almeno, certamente astuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conte ha cioè fatto qualcosa che la politica italiana conosce bene:&nbsp;<strong>ha trasformato un vincolo interno in una leva negoziale esterna.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che la strategia «testardamente unitaria» della segreteria Schlein rischia di produrre un effetto curioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schlein pensava di utilizzare il Campo largo per rafforzare la capacità del Centrosinistra di competere con la destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conte sembra utilizzare il Campo largo per&nbsp;<strong>rafforzare il proprio peso politico personale dentro il Centrosinistra</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due strategie molto diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E una delle due, almeno per ora, a mio avviso appare assai più lucida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché mentre il PD discute di come tenere insieme tutti (e le uscite degli ultimi tempi mostrano le crepe), Conte sta costruendo le condizioni affinché siano gli altri a dover decidere quanto della propria linea sono disposti a “sacrificare” per tenere insieme il fronte comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Compresa, naturalmente, la questione della leadership.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se il principio diventa quello dell&#8217;unità a tutti i costi, prima o poi qualcuno dovrà spiegare una cosa piuttosto semplice:&nbsp;<strong>unità attorno a quale programma? E soprattutto, attorno a chi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che la vicenda diventa intrigante, perché è una domanda che dovrebbe interessare soprattutto quell&#8217;elettorato riformista che non si riconosce né nella destra sovranista né in una sinistra progressivamente modellata sulle parole d&#8217;ordine del Movimento 5 Stelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il vecchio PD, quello che si proponeva come forza di governo, europeista, riformista e capace di parlare anche al mondo produttivo, rischia di diventare progressivamente irriconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché qualcuno lo abbia conquistato con un colpo di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché, passo dopo passo,&nbsp;<strong>ha deciso di non poter fare a meno di chi gli sta a sinistra, ammesso che il Movimento 5Stelle sia di sinistra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando una Forza politica decide che l&#8217;alleanza con un altro Partito è indispensabile per la propria sopravvivenza, il problema non è più soltanto chi vincerà le elezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema diventa chi, dopo averle vinte, avrà davvero l&#8217;ultima parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il capolavoro di Conte potrebbe essere non solo quello di diventare Presidente del Consiglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbe essere qualcosa di ancora più sottile:&nbsp;<strong>aver fatto sì che il PD arrivasse a Palazzo Chigi con una parte decisiva del programma già scritta da lui.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La politica, qualche volta, è fatta anche di queste piccole ironie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può perdere un&#8217;elezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma si può anche vincerla e perdere, nel frattempo, la propria identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Umberto Baldo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-pentastellizzazione-del-pd-e-il-capolavoro-tattico-di-giuseppe-conte/">La pentastellizzazione del PD e il capolavoro tattico di Giuseppe Conte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-pentastellizzazione-del-pd-e-il-capolavoro-tattico-di-giuseppe-conte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bab el Mandeb, Suez, porti e sicurezza: l&#8217;Italia non può restare a guardare</title>
		<link>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-suez-porti-e-sicurezza-litalia-non-puo-restare-a-guardare/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-suez-porti-e-sicurezza-litalia-non-puo-restare-a-guardare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo L&#8217;annuncio del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulla necessità di inviare navi della Marina Militare per proteggere lo stretto di Bab el Mandeb non è l’ennesimo esercizio di muscoli geopolitici. E’ il grido d&#8217;allarme di un Paese che<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-suez-porti-e-sicurezza-litalia-non-puo-restare-a-guardare/">Bab el Mandeb, Suez, porti e sicurezza: l&#8217;Italia non può restare a guardare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;annuncio del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulla necessità di inviare navi della Marina Militare per proteggere lo stretto di Bab el Mandeb non è l’ennesimo esercizio di muscoli geopolitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il grido d&#8217;allarme di un Paese che rischia di restare soffocato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché dopo quella di Hormuz, la crisi del Mar Rosso, tra droni degli Houthi e tensioni permanenti nel Golfo di Aden, non riguarda soltanto le navi che transitano in quelle acque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguarda l&#8217;intera architettura logistica e commerciale italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia è un Paese marittimo: un fetta consistente del nostro commercio estero viaggia via mare. E Suez è la porta naturale attraverso cui il Mediterraneo si collega alle grandi rotte commerciali dell&#8217;Asia. Se quella porta resta insicura, non è soltanto la navigazione a pagare il prezzo: sono gli approvvigionamenti, i porti, le imprese, ed alla fine la competitività italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui arriva il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte c&#8217;è la tentazione, molto europea, di aspettare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettare Bruxelles, aspettare il coordinamento fra 27 governi, aspettare che tutti siano d&#8217;accordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E si sa che i Paesi del Nord Europa sono piuttosto tiepidi al riguardo di un intervento in quell’area.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forse perché la solidarietà europea è una cosa, mentre gli interessi dei grandi porti del Nord e delle loro rotte commerciali sono un&#8217;altra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto, quando si tratta di difendere i propri interessi economici, la geografia europea sembra improvvisamente diventare molto meno solidale e molto più nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non è un dettaglio che i grandi porti del Nord Europa non sono esattamente sul Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo che nel frattempo le navi non aspettano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il passaggio attraverso Bab el-Mandeb e Suez continua a essere considerato troppo rischioso, le grandi compagnie di navigazione continueranno a circumnavigare l&#8217;Africa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quei 10-15 giorni di navigazione in più significano costi, ritardi, assicurazioni più care e, alla fine, prezzi più alti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è un rischio ancora più serio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le compagnie globali non hanno alcun obbligo sentimentale nei confronti dei porti italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Rotterdam, Amburgo o Anversa (l’antica Lega Anseatica) diventano più affidabili e convenienti per l&#8217;arrivo e la distribuzione delle merci, i grandi operatori sposteranno lì quote sempre maggiori dei loro traffici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui forse sarebbe il caso di smetterla con una certa ingenuità tutta europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché la competizione fra porti esiste eccome. E quando la merce prende una nuova rotta, difficilmente ritornerà indietro per spirito di solidarietà mediterranea.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Mediterraneo, insomma, e parlo di Genova, Trieste, Gioia Tauro, potrebbe smettere di essere per l&#8217;Italia un vantaggio geografico, e diventare semplicemente una bella cartolina per turisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, la geografia, che per secoli è stata un alleato dell&#8217;Italia, non produce traffici e&nbsp;&nbsp;non manda fatture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quando non la sappiamo difendere, presenta il conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per un Paese che vive di trasformazione industriale, esportazioni ed importazioni di materie prime e prodotti, non è esattamente un dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo la protezione delle rotte commerciali non può essere liquidata come una questione di militarismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Marina Militare che protegge la libertà di navigazione non sta difendendo soltanto le navi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sta difendendo porti, imprese, occupazione, approvvigionamenti e competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente ci sarà qualche partito infarcito di&nbsp;<strong>“pacifismo da salotto”</strong>&nbsp;che, appena sentirà parlare di navi militari, si straccerà le vesti gridando:&nbsp;<strong>“Mai l’Italia in guerra!”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È una curiosa forma di pacifismo quella che sembra preoccuparsi moltissimo delle armi quando servono a proteggere una nave commerciale, ma assai meno del fatto che qualcuno, dall&#8217;altra parte del mare, possa decidere arbitrariamente quali navi possono passare e quali no.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forse perché è più facile manifestare contro una fregata italiana che contro un drone Houthi. Il drone, evidentemente, non legge i nostri giornali e non partecipa ai talk show.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma forse sarebbe il caso di ricordare una cosa piuttosto elementare:&nbsp;<strong>difendere una rotta commerciale non significa dichiarare una guerra. Significa impedire che qualcun altro decida chi può percorrerla e chi no.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora la Politica ed il Parlamento facciano pure tutte le discussioni che ritengono necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma senza dimenticare che mentre noi discutiamo, le navi fanno il giro dell&#8217;Africa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E l&#8217;economia italiana, purtroppo, il giro dell&#8217;Africa non se lo può permettere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-suez-porti-e-sicurezza-litalia-non-puo-restare-a-guardare/">Bab el Mandeb, Suez, porti e sicurezza: l&#8217;Italia non può restare a guardare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-suez-porti-e-sicurezza-litalia-non-puo-restare-a-guardare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vanno in montagna con il maltempo, due ventenni bloccate sotto il Bivacco Comici</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vanno-in-montagna-con-il-maltempo-due-ventenni-bloccate-sotto-il-bivacco-comici/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vanno-in-montagna-con-il-maltempo-due-ventenni-bloccate-sotto-il-bivacco-comici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 09:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374877</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due giovani escursioniste belghe sono state soccorse ieri sera sotto il Bivacco Comici, nel territorio di Auronzo di Cadore, dopo essersi trovate in difficoltà durante la discesa, con pioggia, roccia scivolosa e tratti attrezzati particolarmente impegnativi. L’allarme è scattato attorno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vanno-in-montagna-con-il-maltempo-due-ventenni-bloccate-sotto-il-bivacco-comici/">Vanno in montagna con il maltempo, due ventenni bloccate sotto il Bivacco Comici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Due giovani escursioniste belghe sono state soccorse ieri sera sotto il Bivacco Comici, nel territorio di Auronzo di Cadore, dopo essersi trovate in difficoltà durante la discesa, con pioggia, roccia scivolosa e tratti attrezzati particolarmente impegnativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato attorno alle 18, quando la Centrale del Suem ha ricevuto la richiesta di aiuto delle due ragazze, entrambe ventenni. Le escursioniste avevano percorso la Ferrata Vandelli e superato il Bivacco Comici, iniziando poi la discesa verso Palus San Marco, dove avrebbero dovuto trascorrere la notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco sotto il bivacco, però, le condizioni meteorologiche hanno reso il percorso molto più insidioso. La pioggia aveva reso la roccia scivolosa e, di fronte ai tratti ripidi e attrezzati ancora da affrontare, le due giovani hanno deciso di non proseguire, impaurite dal rischio di una caduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei soccorritori del Soccorso alpino di Auronzo e della Guardia di finanza sono quindi partiti da Somadida e, dopo circa un’ora e mezza di cammino, hanno raggiunto le due escursioniste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ragazze sono state assicurate e calate nei passaggi più difficili. Il gruppo ha quindi ripercorso a ritroso il sentiero fino a rientrare in sicurezza. Le due amiche sono state infine accompagnate alla destinazione dove avrebbero dovuto pernottare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vanno-in-montagna-con-il-maltempo-due-ventenni-bloccate-sotto-il-bivacco-comici/">Vanno in montagna con il maltempo, due ventenni bloccate sotto il Bivacco Comici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vanno-in-montagna-con-il-maltempo-due-ventenni-bloccate-sotto-il-bivacco-comici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Veneto, rinviato al 2027 il blocco dei diesel Euro 5: ecco le misure compensative</title>
		<link>https://www.tviweb.it/veneto-rinviato-al-2027-il-blocco-dei-diesel-euro-5-ecco-le-misure-compensative/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/veneto-rinviato-al-2027-il-blocco-dei-diesel-euro-5-ecco-le-misure-compensative/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[blocco]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[euro 5]]></category>
		<category><![CDATA[rinviato]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374849</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Giunta regionale del Veneto ha approvato una delibera con le misure compensative necessarie a rinviare al 1° ottobre 2027 il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5. Lo riferisce la consigliera delegata alle Infrastrutture, Elisa De Berti, spiegando che<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/veneto-rinviato-al-2027-il-blocco-dei-diesel-euro-5-ecco-le-misure-compensative/">Veneto, rinviato al 2027 il blocco dei diesel Euro 5: ecco le misure compensative</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Giunta regionale del Veneto ha approvato una delibera con le misure compensative necessarie a rinviare al 1° ottobre 2027 il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5. Lo riferisce la consigliera delegata alle Infrastrutture, Elisa De Berti, spiegando che le misure sono il presupposto per rendere possibile il rinvio, senza rinunciare agli obiettivi ambientali: Arpav ha infatti attestato che il pacchetto individuato è idoneo a compensare la perdita di beneficio emissivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure previste, spicca il sostegno al &#8220;bike to work&#8221; su tutto il territorio regionale, strumento già sperimentato con successo in diverse realtà venete, secondo De Berti, e che punta a valorizzare gli investimenti fatti sulle infrastrutture ciclabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinvio del blocco era già stato reso possibile da un progetto di legge approvato nei giorni scorsi dal Consiglio regionale; la delibera sulle misure compensative è stata poi esaminata in via d&#8217;urgenza dalla Commissione consiliare competente, presieduta dalla stessa De Berti, permettendo così l&#8217;approvazione definitiva da parte della Giunta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il Veneto ha investito sul rinnovo dei mezzi, sul trasporto pubblico e sulla mobilità sostenibile,&#8221; conclude De Berti. &#8220;Tutela dell&#8217;aria e sostenibilità economica non sono obiettivi contrapposti: con questo provvedimento manteniamo fermo l&#8217;obiettivo ambientale, rendendo possibile il rinvio di una misura che avrebbe avuto un impatto significativo sulla quotidianità di cittadini e imprese.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/veneto-rinviato-al-2027-il-blocco-dei-diesel-euro-5-ecco-le-misure-compensative/">Veneto, rinviato al 2027 il blocco dei diesel Euro 5: ecco le misure compensative</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/veneto-rinviato-al-2027-il-blocco-dei-diesel-euro-5-ecco-le-misure-compensative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Derby Verona-Vicenza, Rucco scrive a Piantedosi: &#8220;I violenti vanno isolati, ma non può pagare tutto il tifo&#8221;</title>
		<link>https://www.tviweb.it/derby-verona-vicenza-rucco-scrive-a-piantedosi-i-violenti-vanno-isolati-ma-non-puo-pagare-tutto-il-tifo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/derby-verona-vicenza-rucco-scrive-a-piantedosi-i-violenti-vanno-isolati-ma-non-puo-pagare-tutto-il-tifo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[derby]]></category>
		<category><![CDATA[piantedosi]]></category>
		<category><![CDATA[Rucco]]></category>
		<category><![CDATA[tifosi]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374841</guid>

					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 18 SETTEMBRE 2026 &#8211; Il Vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco, ha scritto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in merito al divieto di trasferta per i tifosi biancorossi residenti nelle province di Vicenza e Padova in<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/derby-verona-vicenza-rucco-scrive-a-piantedosi-i-violenti-vanno-isolati-ma-non-puo-pagare-tutto-il-tifo/">Derby Verona-Vicenza, Rucco scrive a Piantedosi: &#8220;I violenti vanno isolati, ma non può pagare tutto il tifo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 18 SETTEMBRE 2026 &#8211; Il Vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco, ha scritto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in merito al divieto di trasferta per i tifosi biancorossi residenti nelle province di Vicenza e Padova in occasione del derby Hellas Verona-L.R. Vicenza.<br>“Su una cosa dobbiamo essere chiarissimi: chi usa il calcio come pretesto per commettere violenze deve essere individuato e punito con fermezza. Ma non possiamo accettare che, per colpa di pochi, a pagare siano ogni volta migliaia di tifosi che rispettano le regole”, afferma Rucco.<br>“Il derby tra Verona e Vicenza è una partita attesa da anni, sentita profondamente da due città e da intere generazioni. Il calcio è anche appartenenza, passione, famiglia e aggregazione. C’è un tifo positivo, sano e rispettoso, che rappresenta la grande maggioranza degli appassionati e che va tutelato”.<br>Rucco richiama inoltre la petizione nazionale “Per un calcio giusto e popolare”, arrivata all’esame del Senato con oltre 140 mila sottoscrizioni e sostenuta anche da rappresentanti della tifoseria vicentina. “Un segnale così ampio merita attenzione. Significa che il tema delle trasferte non riguarda soltanto Verona e Vicenza, ma è sentito in tutto il calcio italiano”.<br>Nella lettera, il Vicepresidente richiama anche la propria esperienza da Sindaco di Vicenza e il rispetto per il lavoro delle Forze dell’ordine, chiedendo di continuare a lavorare su strumenti sempre più mirati contro chi viola le regole.<br>Rucco ha quindi chiesto al Ministro Piantedosi la disponibilità a un incontro per approfondire il tema delle trasferte e, più in generale, alcune questioni legate alla sicurezza che interessano il territorio vicentino.<br>“Con chi sbaglia serve il massimo rigore. Ma dobbiamo difendere anche il tifo sano, quello che vive lo sport con passione e rispetto. Isoliamo i violenti, non il tifo”, conclude Rucco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/derby-verona-vicenza-rucco-scrive-a-piantedosi-i-violenti-vanno-isolati-ma-non-puo-pagare-tutto-il-tifo/">Derby Verona-Vicenza, Rucco scrive a Piantedosi: &#8220;I violenti vanno isolati, ma non può pagare tutto il tifo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/derby-verona-vicenza-rucco-scrive-a-piantedosi-i-violenti-vanno-isolati-ma-non-puo-pagare-tutto-il-tifo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vicenza, il generale De Liso saluta i Carabinieri berici: il plauso per le operazioni Villa Tacchi e Marshall</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-il-generale-de-liso-saluta-i-carabinieri-berici-il-plauso-per-le-operazioni-villa-tacchi-e-marshall/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vicenza-il-generale-de-liso-saluta-i-carabinieri-berici-il-plauso-per-le-operazioni-villa-tacchi-e-marshall/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374798</guid>

					<description><![CDATA[<p>Visita di commiato al Comando provinciale di Vicenza per il comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, prossimo a un nuovo incarico. Nel saluto ai militari il richiamo ai risultati investigativi, alla lotta alla violenza di genere e al ruolo centrale delle<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-il-generale-de-liso-saluta-i-carabinieri-berici-il-plauso-per-le-operazioni-villa-tacchi-e-marshall/">Vicenza, il generale De Liso saluta i Carabinieri berici: il plauso per le operazioni Villa Tacchi e Marshall</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Visita di commiato al Comando provinciale di Vicenza per il comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, prossimo a un nuovo incarico. Nel saluto ai militari il richiamo ai risultati investigativi, alla lotta alla violenza di genere e al ruolo centrale delle Stazioni sul territorio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VICENZA – Visita di commiato al Comando Provinciale dei Carabinieri di Vicenza per il Generale di Divisione <strong>Giuseppe De Liso</strong>, comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, in vista del suo imminente trasferimento a un altro prestigioso incarico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella mattinata del 17 settembre il generale ha raggiunto la storica caserma di via Muggia, dove è stato accolto dal comandante provinciale, <strong>Colonnello Loreto Biscardi</strong>, insieme agli ufficiali della sede e delle Compagnie dipendenti, a una nutrita rappresentanza di comandanti di Stazione e di militari in servizio nei diversi reparti della provincia, oltre ai delegati della Rappresentanza Militare e ai membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro, De Liso ha espresso il proprio apprezzamento per i risultati investigativi e operativi ottenuti dal Comando Provinciale di Vicenza nell’ultimo triennio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le operazioni ricordate figura <strong>“Villa Tacchi”</strong>, condotta nel settembre 2023, che portò all’arresto di <strong>22 persone</strong> nell’ambito di un’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Richiamata anche la più recente indagine <strong>“Marshall”</strong>, del novembre 2025, coordinata con la <strong>Direzione Distrettuale Antimafia</strong>, che ha consentito di disarticolare una rete criminale ritenuta attiva nel narcotraffico internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento il generale ha inoltre sottolineato l’impegno dell’Arma vicentina nel contrasto alla <strong>violenza di genere</strong> e ai <strong>reati predatori</strong>, rivolgendo ai militari parole di apprezzamento e gratitudine per il lavoro quotidianamente svolto a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle <strong>Stazioni Carabinieri</strong>, definite un presidio capillare e insostituibile dello Stato sul territorio. De Liso ha evidenziato lo spirito di sacrificio e la vicinanza alla popolazione che caratterizzano il lavoro dei militari dell’Arma, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà e nelle comunità più isolate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pensiero è stato rivolto anche ai familiari dei Carabinieri in servizio, che condividono le rinunce e gli impegni legati alla vita militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A nome di tutto il Comando Provinciale di Vicenza, il colonnello <strong>Loreto Biscardi</strong> ha ringraziato il generale De Liso per l’azione di comando definita equilibrata e lungimirante e per la costante vicinanza umana e professionale dimostrata al personale nel corso del suo mandato alla guida della Legione “Veneto”, formulandogli gli auguri per i futuri impegni</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-il-generale-de-liso-saluta-i-carabinieri-berici-il-plauso-per-le-operazioni-villa-tacchi-e-marshall/">Vicenza, il generale De Liso saluta i Carabinieri berici: il plauso per le operazioni Villa Tacchi e Marshall</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vicenza-il-generale-de-liso-saluta-i-carabinieri-berici-il-plauso-per-le-operazioni-villa-tacchi-e-marshall/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tre indizi ed una metamorfosi: che cosa è diventato il PD?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/tre-indizi-ed-una-metamorfosi-che-cosa-e-diventato-il-pd/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/tre-indizi-ed-una-metamorfosi-che-cosa-e-diventato-il-pd/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374787</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Si suole dire che un indizio non basta. Due possono ancora essere una coincidenza.&#160;&#160;&#160;Ma tre indizi fanno una prova.&#160; E allora proviamo a mettere in fila quello che è successo alla Festa Nazionale dell&#8217;Unità di Reggio Emilia. Primo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-indizi-ed-una-metamorfosi-che-cosa-e-diventato-il-pd/">Tre indizi ed una metamorfosi: che cosa è diventato il PD?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si suole dire che un indizio non basta. Due possono ancora essere una coincidenza.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma tre indizi fanno una prova.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora proviamo a mettere in fila quello che è successo alla Festa Nazionale dell&#8217;Unità di Reggio Emilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Primo indizio: Virginia Libero</strong>, Segretaria Nazionale dei Giovani Democratici, sale sul palco e proclama: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre» e «Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La platea applaude.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo indizio: Marco Rocco De Luca</strong>, dirigente nazionale dei Giovani Democratici.&nbsp;&nbsp;Il linguaggio diventa ancora più esplicito: «Siamo i figli, siamo i nipoti della storia del comunismo italiano». Poi l&#8217;invito a liberarsi dal «giogo imperialista» degli Stati Uniti, dalle «sirene del capitalismo» e dal «liberismo». E nella didascalia del suo intervento compare addirittura l&#8217;obiettivo di “distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Terzo indizio: arriva Elly Schlein.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong>E la segretaria del Partito Democratico individua nel «neoliberismo» il grande modello economico fallito, da superare per costruire un diverso modello di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre indizi. Tre linguaggi. Tre pezzi dello stesso mosaico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora forse vale la pena fermarsi un momento e chiedersi:&nbsp;<strong>ma il Partito Democratico che partito è diventato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché qui non stiamo parlando semplicemente di una ragazza di 27 anni che si lascia prendere la mano sul palco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E nemmeno di un giovane dirigente che rispolvera il vocabolario della lotta di classe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema politico nasce quando questi linguaggi non vengono più considerati eccentrici rispetto alla cultura del Partito, ma trovano spazio nel cuore della sua manifestazione nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando la platea applaude.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui sta il punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PD nasce dall&#8217;incontro fra due grandi tradizioni politiche italiane: quella postcomunista dei Democratici di Sinistra, e quella cattolico-democratica della Margherita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era Rifondazione Comunista; non era Lotta Continua o Potere al Popolo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto non era il PCI degli anni Settanta con il nome cambiato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro la storia comunista italiana c&#8217;era infatti anche un&#8217;altra tradizione: quella riformista, europeista, occidentale, istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di&nbsp;<strong>Giorgio Amendola, Giorgio Napolitano, Emanuele Macaluso, Gerardo Chiaromonte</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di chi aveva compreso che la democrazia liberale, l&#8217;economia di mercato e l&#8217;integrazione europea non erano nemici da abbattere, ma il terreno sul quale misurarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PD nasceva anche da quella evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, invece, una parte della sua nuova classe dirigente sembra guardare altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guarda alla piazza, al Movimento, all&#8217;antimperialismo, all&#8217;antiamericanismo, all&#8217;anticapitalismo, alla demonizzazione del «neoliberismo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E perfino alla “diserzione” come gesto politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è ancora il vecchio PCI fedele all&#8217;Urss.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma certamente non è più, almeno in una parte della sua cultura politica, il perno di quel centrosinistra riformista che molti elettori avevano conosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui torniamo alla parola magica:&nbsp;<strong>neoliberismo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Schlein dice che il modello neoliberista ha fallito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sarebbe interessante sapere esattamente quale modello economico italiano stia indicando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se per neoliberismo intendiamo più mercato, concorrenza, privatizzazioni, deregolamentazione e riduzione del peso dello Stato, l&#8217;Italia non sembra esattamente il laboratorio mondiale del neoliberismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati raccontano un&#8217;altra storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 il debito pubblico italiano è arrivato a circa 3.095 miliardi di euro, pari al 137,1% del PIL. La pressione fiscale è stata del 43,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esattamente il paradiso terrestre dello «Stato minimo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora viene spontanea una domanda impertinente:&nbsp;<strong>quale neoliberismo avrebbe fallito in Italia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di uno Stato che continua ad occupare una parte enorme dell&#8217;economia? Quello delle partecipazioni pubbliche? Quello delle montagne di norme ed autorizzazioni? Quello della pressione fiscale, della spesa pubblica, delle corporazioni, dei sussidi e dei bonus?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questo è neoliberismo, allora Marx deve essersi reincarnato all&#8217;ufficio protocollo di qualche Ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E poi, diciamolo: ve la immaginate Elly Schlein, da Presidente del Consiglio, seduta al</strong><strong>&nbsp;</strong><strong>tavolo del Consiglio Europeo, mentre spiega agli altri Capi di Governo che il neoliberismo ha fallito?&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong>Non so voi, ma io sarei curioso di assistere alla discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente si può criticare il mercato. Si può criticare il capitalismo. Si possono contestare le disuguaglianze prodotte dal capitalismo. Si può sostenere che lo Stato debba intervenire molto di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tutte posizioni legittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sarebbe utile chiamare le cose con il loro nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché altrimenti «neoliberismo» diventa semplicemente la nuova parola passepartout della sinistra: un nemico talmente elastico da poter contenere tutto ciò che non piace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così arriviamo al quarto elemento, forse il più importante:&nbsp;<strong>il rapporto con l&#8217;Occidente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un dirigente dei Giovani Democratici parla di «giogo imperialista» degli Stati Uniti, e mette nello stesso calderone Trump, capitalismo, liberismo e “retorica sionista”, non siamo più davanti alla tradizionale socialdemocrazia europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo davanti ad un&#8217;altra cultura politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando la leader dei Giovani Democratici parla di «disertori», il problema non è soltanto la frase.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ciò che quella frase rivela dell&#8217;ambiente politico e culturale nel quale può essere pronunciata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: Schlein continua formalmente a sostenere l&#8217;Ucraina, e lo ha ribadito anche a Reggio Emilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questo che rende la situazione interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché dentro il Campo Largo convivono posizioni molto diverse sulla guerra, sul riarmo e sull&#8217;aiuto militare a Kiev.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare sul sostegno militare all’Ucraina, il Movimento 5 Stelle e AVS si collocano su posizioni assai più critiche di quelle del PD.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, dunque, non è sostenere che Schlein sia diventata comunista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe una caricatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è capire&nbsp;<strong>quanto il PD possa spostarsi verso la sinistra radicale senza perdere la propria identità originaria.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una cosa è costruire un Centrosinistra chiamato “Campo Largo”,&nbsp;&nbsp;un&#8217;altra è costruire una sinistra nella quale il PD faccia da grande contenitore elettorale a culture politiche che un tempo stavano fuori dal suo perimetro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa è essere progressisti; un&#8217;altra è pensare che il capitalismo debba essere “distrutto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa è volere la pace; un&#8217;altra è trasformare la diserzione in una parola d&#8217;ordine politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa è criticare gli Stati Uniti; un&#8217;altra è parlare di «giogo imperialista».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E una cosa è correggere gli eccessi del mercato; un&#8217;altra è raccontare l’economia di mercato come il grande Satana economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, allora, la domanda vera non è che cosa sia diventata Elly Schlein.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda è:&nbsp;<strong>che cosa sta diventando il Partito Democratico sotto Elly Schlein?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il rischio, per un Partito che si candida a governare un Paese complesso come l&#8217;Italia, è quello di smarrire la differenza fondamentale che c’è fra una forza di governo ed un&#8217;assemblea studentesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima deve mediare. La seconda deve mobilitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima deve assumersi responsabilità. La seconda può permettersi slogan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima deve parlare anche a chi non la pensa come lei. La seconda vive soprattutto della propria comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora sì, tre indizi possono non fare una prova giudiziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in politica possono essere qualcosa di altrettanto interessante:&nbsp;<strong>un segnale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E quello che arriva oggi dal PD, a mio modesto avviso, è un segnale che sarebbe un errore ignorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Umberto Baldo</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-indizi-ed-una-metamorfosi-che-cosa-e-diventato-il-pd/">Tre indizi ed una metamorfosi: che cosa è diventato il PD?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/tre-indizi-ed-una-metamorfosi-che-cosa-e-diventato-il-pd/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bollo auto, quasi 2 milioni di veneti verso l’esenzione. Ma è scontro sui conti della Regione</title>
		<link>https://www.tviweb.it/bollo-auto-quasi-2-milioni-di-veneti-verso-lesenzione-ma-e-scontro-sui-conti-della-regione/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/bollo-auto-quasi-2-milioni-di-veneti-verso-lesenzione-ma-e-scontro-sui-conti-della-regione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 16:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374776</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 2027 stop al pagamento per auto fino a 80 kW e motocicli: in Veneto oltre 2,5 milioni di veicoli sotto la soglia. Stefani assicura compensazioni, il Pd teme un buco da centinaia di milioni. Lega e Fratelli d’Italia rivendicano<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bollo-auto-quasi-2-milioni-di-veneti-verso-lesenzione-ma-e-scontro-sui-conti-della-regione/">Bollo auto, quasi 2 milioni di veneti verso l’esenzione. Ma è scontro sui conti della Regione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 2027 stop al pagamento per auto fino a 80 kW e motocicli: in Veneto oltre 2,5 milioni di veicoli sotto la soglia. Stefani assicura compensazioni, il Pd teme un buco da centinaia di milioni. Lega e Fratelli d’Italia rivendicano la misura</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VENEZIA – Quasi <strong>due milioni di veneti</strong> potrebbero beneficiare dell’abolizione del bollo auto prevista dal Governo. Ma, mentre per automobilisti e motociclisti si prospetta un risparmio, in Veneto si apre contemporaneamente il confronto sull’impatto che la misura potrebbe avere sulle <strong>entrate regionali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la platea potenzialmente interessata in Veneto è composta da <strong>1.924.897 persone fisiche</strong> proprietarie di almeno un’automobile o di un motociclo che rientra nei limiti previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella regione circolano <strong>2.005.825 automobili</strong> e <strong>501.198 motociclette</strong> entro la soglia degli <strong>80 kW</strong>, per un totale di oltre <strong>2,5 milioni di veicoli</strong> interessati dal parametro stabilito dal provvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri introduce dal <strong>2027</strong> l’esenzione per le automobili di piccola e media potenza fino a 80 kW e per i motoveicoli, con l’agevolazione riconosciuta per <strong>un solo veicolo per cittadino</strong>. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha successivamente precisato che l’intenzione del Governo è rendere la misura <strong>strutturale e non limitata al solo 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti <strong>Matteo Salvini</strong> ha espresso soddisfazione per la decisione e indicato come obiettivo futuro quello di proseguire su questa strada, valutando anche un possibile innalzamento della soglia oltre gli attuali <strong>80 kW</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Veneto, però, il provvedimento ha immediatamente aperto una discussione sulle conseguenze per le casse regionali. Il bollo automobilistico costituisce infatti una delle entrate proprie delle Regioni. Nel dibattito di queste ore viene indicata per il Veneto una cifra di circa <strong>600 milioni di euro derivanti dal bollo ordinario</strong>, che salirebbe ulteriormente considerando arretrati e riscossione coattiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Regione <strong>Alberto Stefani</strong> ha accolto positivamente il provvedimento e ha assicurato che non si tradurrà in una perdita di risorse per il Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Apprezzo questa scelta coraggiosa, che va incontro a milioni di famiglie provate dalla crisi geopolitica internazionale – ha dichiarato Stefani –. Oggi festeggiamo la vittoria di questa storica battaglia di equità. A beneficiarne saranno anche tante famiglie e tanti cittadini del Veneto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governatore ha soprattutto assicurato che la misura sarà accompagnata da <strong>compensazioni adeguate</strong>, tali da evitare minori entrate per la Regione. Stefani ha inoltre collegato il provvedimento alla recente decisione sullo <strong>stop al blocco dei diesel Euro 5</strong>, indicandoli come interventi rivolti alle difficoltà economiche di famiglie e cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di segno opposto la posizione del capogruppo del <strong>Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo</strong>, che parla di un «blitz da Roma sulla pelle delle Regioni» e solleva dubbi sulla futura copertura delle entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Manildo, il bollo rappresenta una risorsa utilizzata per finanziare <strong>trasporti, infrastrutture e servizi essenziali</strong> e la promessa di trasferimenti compensativi dallo Stato non sarebbe sufficiente, allo stato attuale, a eliminare le preoccupazioni. Il capogruppo dem indica in circa <strong>600 milioni di euro</strong> l’introito annuale del Veneto legato al bollo e teme possibili ripercussioni sui bilanci regionali qualora le compensazioni non fossero integrali e certe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manildo ha inoltre chiesto se il presidente Stefani fosse stato informato in anticipo della decisione del Governo, criticando quella che considera una contraddizione rispetto al percorso sull’autonomia differenziata. Si tratta della posizione politica espressa dal gruppo Pd, mentre la Regione sostiene che le compensazioni eviteranno perdite di gettito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul fronte dell’<strong>Anci</strong> l’attenzione è concentrata sul sistema con cui verranno compensate le Regioni. Il direttore <strong>Carlo Rapicavoli</strong> ha richiamato l’esigenza di garantire le risorse, con l’ipotesi che il meccanismo possa essere inserito anche nel più ampio percorso del federalismo fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggioranza di centrodestra, invece, ha accolto favorevolmente il provvedimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il commissario della <strong>Lega in Veneto Andrea Tomaello</strong> ha definito l’abolizione del bollo una misura attesa, sostenendo che consentirà di lasciare maggiori risorse a disposizione dei cittadini e rivendicando il ruolo di Salvini nella battaglia per la riduzione dell’imposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coordinatore regionale di <strong>Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon</strong> ha invece ricondotto la scelta all’azione del Governo Meloni, definendo l’abolizione una «boccata d’ossigeno» per milioni di cittadini. Soddisfazione è stata espressa anche dalla senatrice leghista <strong>Erika Stefani</strong>, particolarmente legata al tema anche per la sua passione per le motociclette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura riguarda soprattutto <strong>citycar, utilitarie e numerosi modelli di fascia medio-piccola</strong>. Secondo le stime nazionali del Governo, la soglia degli 80 kW comprenderebbe circa il <strong>70% del parco automobilistico italiano</strong>, pari a circa 30 milioni di vetture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i singoli automobilisti il risparmio varierà naturalmente in base alla potenza e alle caratteristiche del mezzo. Secondo una stima di Altroconsumo su alcuni modelli diffusi, il beneficio annuo potrebbe collocarsi indicativamente <strong>tra 113 e 142 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Veneto, dunque, i numeri sono rilevanti su entrambi i fronti: <strong>quasi 1,925 milioni di potenziali beneficiari e oltre 2,5 milioni di veicoli entro gli 80 kW</strong>, ma anche centinaia di milioni di euro di gettito regionale da sostituire. Il punto decisivo sarà ora capire nel dettaglio <strong>come verranno costruite e garantite le compensazioni statali</strong> annunciate per le Regioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bollo-auto-quasi-2-milioni-di-veneti-verso-lesenzione-ma-e-scontro-sui-conti-della-regione/">Bollo auto, quasi 2 milioni di veneti verso l’esenzione. Ma è scontro sui conti della Regione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/bollo-auto-quasi-2-milioni-di-veneti-verso-lesenzione-ma-e-scontro-sui-conti-della-regione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Criticità idrica, Acque del Chiampo incontra i sindaci: 1,37 milioni di litri trasportati con le autobotti</title>
		<link>https://www.tviweb.it/criticita-idrica-acque-del-chiampo-incontra-i-sindaci-137-milioni-di-litri-trasportati-con-le-autobotti/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/criticita-idrica-acque-del-chiampo-incontra-i-sindaci-137-milioni-di-litri-trasportati-con-le-autobotti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 13:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374752</guid>

					<description><![CDATA[<p>La situazione resta delicata soprattutto nelle aree collinari e montane. Dal 3 giugno effettuati 137 viaggi con autobotte. I Comuni valuteranno nuove ordinanze per limitare gli usi non essenziali dell’acqua potabile Si è svolto ieri nella sede di Acque del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/criticita-idrica-acque-del-chiampo-incontra-i-sindaci-137-milioni-di-litri-trasportati-con-le-autobotti/">Criticità idrica, Acque del Chiampo incontra i sindaci: 1,37 milioni di litri trasportati con le autobotti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La situazione resta delicata soprattutto nelle aree collinari e montane. Dal 3 giugno effettuati 137 viaggi con autobotte. I Comuni valuteranno nuove ordinanze per limitare gli usi non essenziali dell’acqua potabile</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è svolto ieri nella sede di <strong>Acque del Chiampo</strong> un incontro con i sindaci dei Comuni serviti per fare il punto sulla <strong>criticità idrica che continua a interessare il territorio</strong>, con particolare attenzione alle aree collinari e montane. Alcuni amministratori hanno partecipato alla riunione anche in collegamento online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’incontro erano presenti il presidente di Acque del Chiampo <strong>Stefano Iorio</strong>, il direttore generale <strong>Andrea Chiorboli</strong> e i responsabili dei settori aziendali coinvolti. Nel corso della riunione è stata illustrata l’evoluzione della situazione e sono state condivise le attività messe in campo per garantire la continuità del servizio idrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto si è concentrato in particolare sulle strategie per <strong>sensibilizzare la popolazione a un utilizzo attento e responsabile dell’acqua</strong>, riducendo gli sprechi e contribuendo a preservare la risorsa ancora disponibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora saranno i sindaci a valutare, sulla base delle condizioni dei singoli territori, <strong>l’eventuale adozione o l’aggiornamento di ordinanze rivolte alla popolazione per limitare gli usi non essenziali dell’acqua potabile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La situazione continua a richiedere attenzione, soprattutto nelle zone collinari e montane – sottolinea il presidente di Acque del Chiampo, <strong>Stefano Iorio</strong> –. Come gestore stiamo mettendo in campo <strong>tutte le azioni necessarie per sostenere le aree maggiormente in difficoltà</strong>, ma è fondamentale anche la collaborazione dei cittadini per ridurre gli sprechi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio resta costante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il monitoraggio delle sorgenti, dei serbatoi, delle falde e dei consumi prosegue quotidianamente – aggiunge il direttore generale <strong>Andrea Chiorboli</strong> –. Dove necessario continuiamo a intervenire con le autobotti per integrare l’acqua disponibile nei serbatoi. Il problema rimane particolarmente significativo nelle aree collinari e montane, dove <strong>la disponibilità delle sorgenti resta ridotta</strong>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’inizio della criticità Acque del Chiampo ha infatti attivato rifornimenti tramite autobotte nei territori maggiormente interessati. <strong>Dal 3 giugno sono stati effettuati 137 viaggi, con il trasporto complessivo di 1.370.000 litri d’acqua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei mesi le autobotti sono intervenute nei Comuni di <strong>Altissimo, Arzignano, Brendola, Chiampo, Crespadoro, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino e San Pietro Mussolino</strong>, andando a supportare i serbatoi maggiormente in difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli interventi di emergenza si affiancano quelli strutturali. Tra questi figura la realizzazione del nuovo pozzo <strong>“Roggia 3” a Montorso Vicentino</strong>, destinato a rafforzare l’approvvigionamento idrico del territorio e inserito nel Piano per l’emergenza idrica presentato alla <strong>Regione Veneto</strong> e al <strong>Dipartimento nazionale della Protezione Civile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acque del Chiampo rinnova infine l’invito ai cittadini a seguire il decalogo della campagna <strong>“L’acqua è preziosa, non sprecarla”</strong>, evitando in particolare gli utilizzi non indispensabili e adottando semplici accorgimenti quotidiani per ridurre i consumi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, le mani o ci si rade;</li>



<li>preferire la doccia al bagno nella vasca;</li>



<li>utilizzare lavatrice e lavastoviglie soltanto a pieno carico;</li>



<li>riutilizzare l’acqua impiegata per lavare frutta e verdura per innaffiare le piante;</li>



<li>prima di riempire piscine superiori a <strong>5 metri cubi</strong>, contattare il numero verde <strong>800 040 504</strong>;</li>



<li>chiudere il rubinetto centrale quando ci si assenta da casa per molto tempo;</li>



<li>controllare e riparare immediatamente eventuali perdite;</li>



<li>utilizzare il frangigetto sui rubinetti;</li>



<li>installare un regolatore dello scarico nella cassetta del WC;</li>



<li>segnalare le perdite idriche al numero verde di pronto intervento <strong>800 990 050</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/criticita-idrica-acque-del-chiampo-incontra-i-sindaci-137-milioni-di-litri-trasportati-con-le-autobotti/">Criticità idrica, Acque del Chiampo incontra i sindaci: 1,37 milioni di litri trasportati con le autobotti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/criticita-idrica-acque-del-chiampo-incontra-i-sindaci-137-milioni-di-litri-trasportati-con-le-autobotti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vicenza, parcheggio Rodolfi Nord senza stalli per disabili: Naclerio chiede chiarimenti al Comune</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-parcheggio-rodolfi-nord-senza-stalli-per-disabili-naclerio-chiede-chiarimenti-al-comune/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/vicenza-parcheggio-rodolfi-nord-senza-stalli-per-disabili-naclerio-chiede-chiarimenti-al-comune/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374734</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il capogruppo di Fratelli d’Italia porta il caso in Consiglio: «Va chiarito anche come ottenere la sosta gratuita». Con il Rodolfi Sud chiuso per cinque mesi cresce la pressione sui parcheggi dell’ospedale VICENZA – Stalli riservati alle persone con disabilità<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-parcheggio-rodolfi-nord-senza-stalli-per-disabili-naclerio-chiede-chiarimenti-al-comune/">Vicenza, parcheggio Rodolfi Nord senza stalli per disabili: Naclerio chiede chiarimenti al Comune</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il capogruppo di Fratelli d’Italia porta il caso in Consiglio: «Va chiarito anche come ottenere la sosta gratuita». Con il Rodolfi Sud chiuso per cinque mesi cresce la pressione sui parcheggi dell’ospedale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VICENZA – <strong>Stalli riservati alle persone con disabilità assenti all’interno del rinnovato parcheggio Rodolfi Nord e informazioni poco chiare sulle modalità per usufruire gratuitamente della sosta.</strong> È il problema sollevato dal consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia <strong>Nicolò Naclerio</strong>, che il 16 settembre ha depositato una domanda di attualità indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e all’amministrazione di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione riguarda uno dei parcheggi più utilizzati da chi deve raggiungere l’<strong>Ospedale San Bortolo</strong>. Lo scorso anno è entrato in funzione il rinnovato <strong>Rodolfi Nord</strong>, dotato di accessi automatizzati, sbarre e casse per il pagamento della sosta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, dal <strong>9 settembre il parcheggio Rodolfi Sud è chiuso</strong> per i lavori di riqualificazione e ammodernamento, destinati a durare circa <strong>cinque mesi</strong>, salvo imprevisti. Una situazione che inevitabilmente determina un maggiore utilizzo delle altre aree di sosta attorno all’ospedale. La tempistica del cantiere è stata confermata dal Comune di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naclerio riferisce di essere stato contattato nelle ultime settimane da <strong>diversi cittadini con disabilità</strong>, che gli avrebbero segnalato la mancanza, all’interno del Rodolfi Nord, di stalli espressamente riservati. Il consigliere spiega di essersi quindi recato personalmente sul posto, dove avrebbe riscontrato la problematica indicata dagli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo nodo riguarda il pagamento. Secondo quanto riportato da Naclerio nella domanda di attualità, contattando il <strong>numero di assistenza presente alle casse del parcheggio</strong>, gli sarebbe stato spiegato che le persone con disabilità possono comunicare la targa del proprio veicolo all’operatore e ottenere <strong>l’annullamento del pagamento della sosta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, sostiene il consigliere, è che all’interno del parcheggio non sarebbe presente una comunicazione sufficientemente chiara e visibile che informi gli utenti di questa possibilità. Il rischio, secondo Naclerio, è quindi che chi non conosce l’agevolazione finisca per <strong>pagare normalmente il parcheggio</strong>, pur avendo diritto alla gratuità secondo le modalità indicate dal servizio di assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione assume ulteriore rilievo, sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia, perché gli <strong>stalli riservati nelle immediate vicinanze e all’interno dell’area ospedaliera sono limitati</strong>, mentre la temporanea indisponibilità del Rodolfi Sud aumenta la pressione sulle altre aree di sosta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella domanda di attualità Naclerio pone quindi una serie di quesiti all’amministrazione. Chiede innanzitutto se il Comune sia a conoscenza della <strong>mancanza di stalli riservati alle persone con disabilità nel Rodolfi Nord</strong> e quale sia la motivazione della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domanda inoltre se sia effettivamente confermata la possibilità per i titolari del contrassegno disabili di utilizzare gratuitamente il parcheggio semplicemente <strong>comunicando la targa al servizio di assistenza</strong> e, in caso affermativo, perché questa procedura non venga indicata chiaramente attraverso apposita cartellonistica agli ingressi e in prossimità delle casse automatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consigliere chiede poi se l’amministrazione intenda intervenire insieme al gestore per assicurare un’informazione immediata e comprensibile agli utenti e per <strong>valutare la realizzazione di adeguati stalli riservati all’interno del parcheggio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, Naclerio domanda al Comune come intenda garantire complessivamente, durante i mesi nei quali il <strong>Rodolfi Sud resterà chiuso</strong>, un’adeguata disponibilità e accessibilità dei parcheggi per le persone con disabilità che devono raggiungere l’Ospedale San Bortolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-parcheggio-rodolfi-nord-senza-stalli-per-disabili-naclerio-chiede-chiarimenti-al-comune/">Vicenza, parcheggio Rodolfi Nord senza stalli per disabili: Naclerio chiede chiarimenti al Comune</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/vicenza-parcheggio-rodolfi-nord-senza-stalli-per-disabili-naclerio-chiede-chiarimenti-al-comune/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un derby senza tifosi non è un vero derby</title>
		<link>https://www.tviweb.it/un-derby-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/un-derby-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374725</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono partite che non sono mai soltanto partite. Ci sono partite che appartengono alla storia, alla memoria, alle città e alle generazioni. Verona-Vicenza è una di queste. È il derby che ritorna dopo anni, una sfida attesa, sentita, preparata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/un-derby-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby/">Un derby senza tifosi non è un vero derby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono partite che non sono mai soltanto partite. Ci sono partite che appartengono alla storia, alla memoria, alle città e alle generazioni. Verona-Vicenza è una di queste. È il derby che ritorna dopo anni, una sfida attesa, sentita, preparata con mesi di entusiasmo. Eppure domenica al Bentegodi mancherà una delle componenti fondamentali dello spettacolo: la tifoseria biancorossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Prefettura di Verona ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Vicenza e Padova, dopo l’indicazione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Una decisione motivata dalle valutazioni legate alla sicurezza e anche da precedenti risalenti al 2017.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una decisione che si può contestare. E che personalmente considero profondamente sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non si può pensare di difendere il calcio cancellandone una parte essenziale. Un derby senza una delle due tifoserie è un derby mutilato. È una partita di Serie B, certo, ma è anche un appuntamento che appartiene alla storia sportiva di due città. E la storia sportiva non può essere cancellata per decreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sindaci di Verona e Vicenza, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai, avevano chiesto che il derby potesse essere vissuto sugli spalti da entrambe le tifoserie, nel rispetto delle regole e degli avversari. Nel loro appello avevano ricordato una cosa semplice: la rivalità fa parte del calcio, la violenza no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era un messaggio di buon senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se esistono rischi concreti, vanno affrontati. Se esistono persone che hanno commesso reati, vanno individuate e sanzionate. Se ci sono soggetti pericolosi, vanno fermati. Ma vietare una trasferta a un’intera tifoseria significa applicare una responsabilità collettiva a migliaia di persone che avrebbero voluto semplicemente andare allo stadio, indossare una sciarpa biancorossa, cantare per la propria squadra e tornare a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui c’è il punto fondamentale: il calcio non può diventare un problema di ordine pubblico da risolvere eliminando il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita, naturalmente, si giocherà. E dal punto di vista sportivo è una partita tutt’altro che banale. Il Vicenza arriva al derby con 5 punti dopo le prime quattro giornate, frutto di una vittoria, due pareggi e una sconfitta. Il Verona ha invece raccolto 4 punti, con una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Entrambe hanno dunque qualcosa da dimostrare e il derby può diventare un passaggio importante del loro campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vicenza ha iniziato con il 3-2 al Catanzaro, poi ha perso ad Avellino, pareggiato 2-2 sul campo dell’Entella e chiuso l’ultimo turno sull’1-1 contro la Juve Stabia. Il Verona, dopo la sconfitta interna con l’Ascoli, ha pareggiato a Padova, travolto l’Arezzo 5-0 e poi perso 3-1 a Benevento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, c’è anche una partita vera da giocare. Una partita nella quale contano la classifica, i punti, le scelte degli allenatori, la condizione dei giocatori e la voglia di conquistare un derby che, proprio perché torna dopo tanti anni, avrebbe meritato una cornice diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avrebbero dovuto esserci i colori biancorossi accanto a quelli gialloblù. Avrebbero dovuto esserci i cori, gli sfottò, le coreografie, le famiglie, i ragazzi alla loro prima trasferta importante. Avrebbe dovuto esserci tutto ciò che rende il calcio uno spettacolo popolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece ci sarà un settore ospiti vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è difficile non considerarlo una sconfitta per il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non si vieta la tradizione sportiva di un derby. Non si può pensare che la soluzione alla violenza sia togliere ai tifosi la possibilità di vivere le partite. La sicurezza deve essere garantita, certamente. Ma sicurezza e partecipazione non sono necessariamente concetti alternativi. Anzi, una società moderna dovrebbe essere capace di garantire entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il derby avrebbe potuto essere anche un’occasione per dimostrare proprio questo: che Verona e Vicenza possono essere rivali, anche acerrime, senza essere nemiche. Che si può cantare contro l’avversario senza aggredirlo. Che si può perdere senza distruggere. Che si può vincere senza umiliare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ci saranno comunque i due sindaci, Possamai e Tommasi, a rappresentare le loro città. Un’immagine che avrebbe potuto essere ancora più bella con migliaia di tifosi biancorossi e gialloblù sugli spalti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe stato il modo migliore per ricordare che il calcio appartiene prima di tutto alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E magari anche a due figure che rappresentano la memoria più nobile del nostro calcio: Paolo Rossi e Osvaldo Bagnoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi, il campione che a Vicenza diventò Pablito e che trasformò il gol in una forma di felicità collettiva. Bagnoli, l’allenatore del lavoro, della disciplina, del gruppo, dell’umiltà. Due uomini diversi, due storie diverse, ma una stessa idea di calcio: quella nella quale il campo conta più di tutto il resto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È nel loro nome che sarebbe bello vedere un derby vero. Un derby duro, intenso, combattuto. Ma soltanto un derby.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che vinca Verona o che vinca Vicenza, domenica sera resterà comunque una domanda: abbiamo davvero bisogno di svuotare gli stadi per sentirci più sicuri?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse sarebbe il momento di trovare un’altra strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(immagine creata con AI)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/un-derby-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby/">Un derby senza tifosi non è un vero derby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/un-derby-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall’Olanda alla Spagna, l’invasione degli ortaggi da serra, perfetti e senz’anima</title>
		<link>https://www.tviweb.it/dallolanda-alla-spagna-linvasione-degli-ortaggi-da-serra-perfetti-e-senzanima/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/dallolanda-alla-spagna-linvasione-degli-ortaggi-da-serra-perfetti-e-senzanima/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374721</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il pomodoro che non sapeva di esserlo Di Alessandro Cammarano C&#8217;è un momento, davanti al banco ortofrutta di un supermercato qualunque, in cui l&#8217;Italia intera dovrebbe fermarsi e chiedersi come sia potuto succedere. Il momento è quello in cui si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/dallolanda-alla-spagna-linvasione-degli-ortaggi-da-serra-perfetti-e-senzanima/">Dall’Olanda alla Spagna, l’invasione degli ortaggi da serra, perfetti e senz’anima</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il pomodoro che non sapeva di esserlo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di Alessandro Cammarano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un momento, davanti al banco ortofrutta di un supermercato qualunque, in cui l&#8217;Italia intera dovrebbe fermarsi e chiedersi come sia potuto succedere. Il momento è quello in cui si prende in mano un pomodoro rosso, sodo, lucido come una mela di plastica da vetrina natalizia, e lo si morde aspettandosi il sapore dell&#8217;estate. Quello che arriva in bocca, invece, è acqua tiepida con un vago sentore di erba tagliata. È il pomodoro olandese, orgoglio ingegneristico di un paese che ha trasformato l&#8217;agricoltura in informatica applicata: piante che non toccano terra, cresciute su lana di roccia, nutrite con soluzioni idroponiche dosate al millilitro, illuminate a comando quando il sole del Mare del Nord decide di scioperare. Il risultato è un frutto perfetto in ogni cosa tranne che nell&#8217;unica cosa per cui un pomodoro dovrebbe esistere. Un agronomo dell&#8217;Università di Bologna, interpellato tempo fa sull&#8217;argomento, ha spiegato la faccenda con un candore quasi commovente: i pomodori olandesi non sanno di nulla perché il mercato non chiede loro di sapere di qualcosa, chiede che siano tutti identici, tutti lucidi, tutti pronti a sopravvivere a un viaggio in camion refrigerato senza un&#8217;ammaccatura. È la fotografia perfetta del nostro tempo: non ci siamo accorti che il pomodoro fosse diventato brutto, ce ne siamo accorti quando è diventato muto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui viene il primo motivo di orgoglio nazionale mortificato: l&#8217;Italia, patria del pomodoro San Marzano, del Piennolo del Vesuvio, del Pachino che profuma ancora di salsedine, importa ogni anno decine di migliaia di tonnellate di questi cloni olandesi color sangue finto, e li mette negli stessi scaffali dove un tempo regnava il pomodoro vero, quello che ti macchiava la camicia e ti restituiva il favore con il sapore. Abbiamo il sole, abbiamo la terra, abbiamo tremila anni di pratica agricola, e compriamo lo stesso il pomodoro cresciuto sotto una lampada a led in una serra di Rotterdam. C&#8217;è qualcosa di masochistico, quasi liturgico, in questa scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al pomodoro senza voce, sugli stessi banchi, si allineano gli asparagi, altra categoria di ortaggio ridotta a comparsa muta del proprio nome. Fuori stagione, coltivati a ritmi forzati in serre che li spingono a crescere prima che abbiano deciso di avere un sapore, oppure fatti arrivare da lontano con voli cargo che li portano a destinazione ancora convinti di essere germogli, gli asparagi da banco moderno sono lunghi, dritti, calibrati con la precisione di un pezzo meccanico, e amarissimamente anonimi al palato. Chi ha la fortuna di assaggiare un asparago selvatico raccolto a marzo lungo un fosso di campagna sa che quella pianta ha un carattere, quasi un temperamento. Quello del supermercato ha solo una scheda tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il capitolo più clamoroso di questa commedia della finzione alimentare arriva da più lontano, dal Sud America e dall&#8217;Africa, dove nascono l&#8217;avocado, il mango, buona parte della frutta esotica che oggi troneggia nei nostri carrelli come simbolo di benessere cosmopolita. Questi frutti vengono raccolti volutamente acerbi, duri come pietre, perché un frutto maturo non sopravvivrebbe alle tre o quattro settimane di navigazione in container refrigerato che li separano dal Mediterraneo. Arrivano nei porti ancora verdi, vengono chiusi in celle sature di etilene, il gas che il frutto stesso produrrebbe naturalmente sulla pianta, e lì vengono costretti a una maturazione artificiale, un&#8217;iniezione ormonale di massa che nel giro di pochi giorni li rende commestibili senza mai renderli davvero maturi. Il risultato lo conosce chiunque abbia comprato un avocado al supermercato sperando nella cremosità e trovandosi tra le mani o un sasso o una poltiglia bruna, senza vie di mezzo, perché la via di mezzo esisteva solo sulla pianta, quella pianta che nessuno ha aspettato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe continuare per pagine, con le fragole spagnole gonfiate ad acqua, con i peperoni marocchini cresciuti sotto teli di plastica lunghi chilometri, con le zucchine turche che arrivano già rassegnate al proprio destino di contorno insapore. Ma il punto, in fondo, non è la lista della spesa. Il punto è che abbiamo costruito una filiera alimentare globale ottimizzata per tutto tranne che per il gusto: per la resistenza agli urti, per l&#8217;uniformità estetica, per la lunga conservazione, per il margine di profitto della grande distribuzione, che preferisce un prodotto prevedibile a un prodotto buono perché il prevedibile non genera resi. Il sapore, in questa equazione, è diventato una variabile trascurabile, un lusso da nicchia riservato a chi ha un orto, un mercato contadino sotto casa o la pazienza di aspettare la stagione giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è nostalgia contadina, è aritmetica. Un pomodoro che viaggia meno vive meno tempo sotto plastica e più tempo sotto sole, e il sole, per quanto la Olanda si ostini a negarlo, resta l&#8217;unico ingrediente che nessun laboratorio è ancora riuscito a imbottigliare. Nel frattempo continuiamo a riempire i carrelli di ortaggi che sembrano usciti da un catalogo di arredamento, belli, lucidi, muti come comparse di un film in cui nessuno ha scritto le loro battute. Mangiamo immagini di verdura. Il sapore, quello vero, lo abbiamo lasciato al porto, in attesa di una nave che non arriverà mai in tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/dallolanda-alla-spagna-linvasione-degli-ortaggi-da-serra-perfetti-e-senzanima/">Dall’Olanda alla Spagna, l’invasione degli ortaggi da serra, perfetti e senz’anima</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/dallolanda-alla-spagna-linvasione-degli-ortaggi-da-serra-perfetti-e-senzanima/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bollo auto sparisce (per un anno), ma la toppa è peggio del buco: tra spot sbiaditi, petrolio alle stelle ed il solito lancio in tribuna</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-bollo-auto-sparisce-per-un-anno-ma-la-toppa-e-peggio-del-buco-tra-spot-sbiaditi-petrolio-alle-stelle-ed-il-solito-lancio-in-tribuna/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-bollo-auto-sparisce-per-un-anno-ma-la-toppa-e-peggio-del-buco-tra-spot-sbiaditi-petrolio-alle-stelle-ed-il-solito-lancio-in-tribuna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374717</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’era una volta un video girato davanti a un distributore di benzina.Una Giorgia Meloni allora all’opposizione indicava la pompa con l’aria di chi aveva appena scoperto il colpevole di tutti i mali dell’economia italiana, e prometteva solennemente: “Pretendiamo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-bollo-auto-sparisce-per-un-anno-ma-la-toppa-e-peggio-del-buco-tra-spot-sbiaditi-petrolio-alle-stelle-ed-il-solito-lancio-in-tribuna/">Il bollo auto sparisce (per un anno), ma la toppa è peggio del buco: tra spot sbiaditi, petrolio alle stelle ed il solito lancio in tribuna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><br>Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’era una volta un video girato davanti a un distributore di benzina.<br>Una Giorgia Meloni allora all’opposizione indicava la pompa con l’aria di chi aveva appena scoperto il colpevole di tutti i mali dell’economia italiana, e prometteva solennemente: “Pretendiamo che le accise vengano progressivamente abolite”.<br>Era il maggio del 2019, e quel video rimarrà nelle memoria collettiva e negli archivi della rete come una specie di reperto archeologico della politica italiana.<br>A distanza di anni, possiamo dire che poche promesse hanno avuto una carriera tanto diversa dalla realtà.<br>Perché oggi il Governo Meloni non abolisce le accise.<br>Anzi.<br>Proprio mentre annuncia il bollo auto, riduce progressivamente il taglio delle accise sul gasolio: dai 17,1 centesimi attuali si passa a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre e poi a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre. È la sedicesima misura di questo tipo dal marzo scorso.<br>E qui comincia il problema.<br>Perché se il petrolio continua a essere ostaggio delle guerre in Medio Oriente ed in Ucraina, il problema dei carburanti non si risolve mettendo ogni settimana qualche centesimo di sconto alla pompa.<br>L’IEA ha già segnalato un forte deterioramento delle prospettive dell’offerta petrolifera mondiale, con le scorte di prodotti raffinati che si stanno rapidamente assottigliando.<br>E ha indicato proprio nei conflitti in Medio Oriente e nella guerra russo-ucraina due fattori decisivi per l&#8217;equilibrio del mercato energetico.<br>Insomma, non occorre essere Nostradamus per capire che il problema potrebbe accompagnarci ancora a lungo. E non a caso molti esperti del settore avvertono da tempo che con l’esaurirsi delle scorte, il prezzo del diesel nei prossimi mesi potrebbe schizzate e 3 euro e oltre.<br>E allora quei 17 centesimi, poi 12,2, poi 6,1, somigliano sempre più a una cosa molto italiana: prendere una montagna di soldi pubblici e distribuirla con il contagocce per ottenere un effetto assai modesto alla pompa.<br>Per capirci: è un po’ come buttare i soldi nel water e, per essere sicuri, tirare anche lo sciacquone.<br>E qui arriviamo al bollo auto.<br>Mentre gli automobilisti guardano preoccupati il prezzo del diesel, il Governo tira fuori dal cilindro l’abolizione del bollo per il 2027 sulle auto fino a 80 kW e sui motocicli.<br>La misura dovrebbe riguardare oltre il 70% delle automobili circolanti, secondo Palazzo Chigi.<br>La premier assicura inoltre che l’abolizione sarà resa strutturale, ma per ora il provvedimento riguarda formalmente il 2027.<br>Una misura selettiva, dunque.<br>E, diciamolo, anche comprensibile.<br>Il bollo è una delle tasse più odiate dagli italiani: si paga semplicemente perché si possiede un&#8217;automobile, anche se questa rimane parcheggiata per undici mesi e ventinove giorni.<br>Ma proprio per questo la domanda politica è un’altra.<br>Perché annunciarlo proprio adesso?<br>Perché mentre il Governo deve spiegare agli automobilisti che lo sconto sulle accise si restringe, è assai più piacevole raccontare loro che l’anno prossimo non dovranno pagare il bollo.<br>È un po’ come togliere una fetta dalla torta e contemporaneamente offrire un caffè.<br>Il trucco, in politica, è antico: quando una notizia rischia di diventare indigesta, se ne serve subito un’altra più facile da mandare giù.<br>Palla in tribuna, o come si diceva quando ero piccolo nei campetti di periferia “Viva il Parroco”.<br>E il conto?<br>Quello è particolarmente interessante, perché il bollo è una tassa regionale.<br>Il minor gettito è stimato in circa 2,29 miliardi di euro e il decreto prevede un trasferimento alle Regioni di circa 2,3 miliardi per compensarlo nel 2027.<br>Insomma, il bollo sparisce dal parabrezza dell’automobilista, ma i soldi non evaporano per magia.<br>Da qualche parte dovranno pur arrivare.<br>E qui sarebbe bello che, per una volta, la politica italiana facesse uno sforzo supplementare di sincerità.<br>Vale per il Governo, naturalmente.<br>Ma vale anche per le opposizioni.<br>Perché Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e compagnia cantante possono legittimamente accusare Giorgia Meloni di fare propaganda, di pensare alle prossime elezioni, di distribuire mance elettorali.<br>Tutto legittimo.<br>Ma c&#8217;è un piccolo particolare che spesso sfugge.<br>I soldi per fare quello che chiedono loro, dove si prendono? Sempre da una bella patrimoniale?<br>Perché criticare una spesa è relativamente semplice.<br>Molto più complicato è indicare contemporaneamente quale altra spesa tagliare, quale tassa aumentare, oppure quale altra entrata utilizzare.<br>Il bancomat pubblico, infatti, non ha il PIN scritto sul retro.<br>E così eccoci qua.<br>La benzina continua a scottare. Le guerre continuano.<br>Il mercato petrolifero resta esposto a shock geopolitici che l’Italia, essendo un Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, può soltanto subire in parte.<br>Il taglio delle accise viene progressivamente ridotto.<br>E il Governo, nel frattempo, mette sul tavolo il bollo auto. Per dodici mesi, almeno per ora.<br>Poi si vedrà.<br>Ma una cosa è certa: la campagna elettorale permanente non conosce crisi energetica.<br>Anzi, sembra avere una fonte di energia inesauribile.<br>Il nostro portafoglio.<br>Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">PS: se ancora capisco qualcosa di politica, una misura come il taglio del bollo auto, sicuramente di forte impatto mediatico, è l’ideale per fare da traino ad una compagna elettorale…..purchè non sia troppo lontana nel tempo. Se ad esempio si votasse a novembre 2027 l’effetto annuncio sarebbe sicuramente evaporato. Ma se si votasse il prossimo aprile si potrebbe ancora ben spenderla in piazze e comizi. Ecco perché a mio modesto avviso questa misura avvicina le elezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-bollo-auto-sparisce-per-un-anno-ma-la-toppa-e-peggio-del-buco-tra-spot-sbiaditi-petrolio-alle-stelle-ed-il-solito-lancio-in-tribuna/">Il bollo auto sparisce (per un anno), ma la toppa è peggio del buco: tra spot sbiaditi, petrolio alle stelle ed il solito lancio in tribuna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-bollo-auto-sparisce-per-un-anno-ma-la-toppa-e-peggio-del-buco-tra-spot-sbiaditi-petrolio-alle-stelle-ed-il-solito-lancio-in-tribuna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Emergenza guano sulla Basilica Palladiana: scatta l&#8217;operazione bonifica nel gioiello di Vicenza</title>
		<link>https://www.tviweb.it/emergenza-guano-sulla-basilica-palladiana-scatta-loperazione-bonifica-nel-gioiello-di-vicenza/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/emergenza-guano-sulla-basilica-palladiana-scatta-loperazione-bonifica-nel-gioiello-di-vicenza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374709</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervento, concordato con la Soprintendenza, durerà circa tre mesi. Addio ai vecchi spuntoni: arrivano fili oscillanti, impianti elettrostatici e dischetti olfattivi a impatto visivo minimo. Prendono il via i lavori di pulizia, disinfestazione e protezione della Basilica Palladiana, promossi dal<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/emergenza-guano-sulla-basilica-palladiana-scatta-loperazione-bonifica-nel-gioiello-di-vicenza/">Emergenza guano sulla Basilica Palladiana: scatta l&#8217;operazione bonifica nel gioiello di Vicenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;intervento, concordato con la Soprintendenza, durerà circa tre mesi. Addio ai vecchi spuntoni: arrivano fili oscillanti, impianti elettrostatici e dischetti olfattivi a impatto visivo minimo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendono il via i lavori di pulizia, disinfestazione e protezione della Basilica Palladiana, promossi dal Comune di Vicenza con un investimento complessivo di 90 mila euro. L&#8217;operazione, definita in accordo con la Soprintendenza, punta a tutelare l&#8217;architettura monumentale del centro storico dai processi corrosivi innescati dalle deiezioni dei volatili e a risolvere le criticità igienico-sanitarie emerse negli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento segna il definitivo accantonamento dei vecchi dissuasori a spillo, rivelatisi nel tempo inefficaci e soggetti all&#8217;accumulo di sporcizia. Al loro posto verranno introdotte tre tecnologie di nuova generazione, studiate per integrarsi con discrezione sulle sagome dell&#8217;edificio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Filo ballerino:</strong> dispositivo meccanico che rende precaria e instabile la superficie di appoggio per gli uccelli;</li>



<li><strong>Sistema elettrostatico:</strong> impianto che scoraggia la sosta dei volatili mediante lievi impulsi elettrici innocui;</li>



<li><strong>Dischetti &#8220;Bird Free&#8221;:</strong> elementi ad azione olfattiva e visiva che svolgono una funzione disabituante naturale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esigenza di un cantiere dedicato è nata dalla costante nidificazione dei piccioni lungo i cornicioni e le sporgenze decorative della struttura, con conseguenti depositi di guano che hanno compromesso il decoro e la conservazione delle pietre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La Basilica è il quarto edificio monumentale cittadino, dopo Palazzo Trissino, Palazzo Chiericati e Santa Corona, a beneficiare di sistemi di allontanamento dei volatili moderni ed efficienti», sottolinea l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici Cristiano Spiller. «Si tratta di un passaggio fondamentale per bloccare i danni chimici sui materiali lapidei e prevenire rischi sanitari. Insieme alla Sovrintendenza abbiamo selezionato dispositivi capaci di garantire la massima efficacia mantenendo una presenza visiva pressoché nulla».</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori si protrarranno per circa tre mesi, durante i quali si procederà prima alla bonifica profonda delle superfici e successivamente al montaggio dei nuovi deterrenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/emergenza-guano-sulla-basilica-palladiana-scatta-loperazione-bonifica-nel-gioiello-di-vicenza/">Emergenza guano sulla Basilica Palladiana: scatta l&#8217;operazione bonifica nel gioiello di Vicenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/emergenza-guano-sulla-basilica-palladiana-scatta-loperazione-bonifica-nel-gioiello-di-vicenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Europa e Canada più vicini e Trump, sempre più isolato, monta su tutte le furie</title>
		<link>https://www.tviweb.it/europa-e-canada-piu-vicini-e-trump-sempre-piu-isolato-monta-su-tutte-le-furie/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/europa-e-canada-piu-vicini-e-trump-sempre-piu-isolato-monta-su-tutte-le-furie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374702</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’asse tra Europa e Canada si stringe e da Washington arriva una reazione durissima. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di trasformare il Canada nel primo “membro associato” dell’Unione europea, una formula finora<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/europa-e-canada-piu-vicini-e-trump-sempre-piu-isolato-monta-su-tutte-le-furie/">Europa e Canada più vicini e Trump, sempre più isolato, monta su tutte le furie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’asse tra Europa e Canada si stringe e da Washington arriva una reazione durissima. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di trasformare il Canada nel primo “membro associato” dell’Unione europea, una formula finora inesistente nell’architettura comunitaria e i cui contenuti dovranno ancora essere definiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio è arrivato a Strasburgo durante il discorso sullo Stato dell’Unione, alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney. L’obiettivo dichiarato è portare i rapporti tra Bruxelles e Ottawa a un livello mai raggiunto prima, costruendo una vera e propria “alleanza per il futuro” che vada ben oltre l’attuale accordo commerciale CETA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tavolo ci sono difesa, energia, materie prime critiche, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, cybersicurezza, batterie e cooperazione industriale. Von der Leyen ha ricordato che gli scambi di merci tra Canada e Unione europea sono cresciuti del 75% in meno di dieci anni grazie al CETA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carney, da parte sua, non sta chiedendo l’ingresso del Canada nell’Unione nel senso tradizionale del termine. Nei giorni scorsi aveva parlato della necessità di costruire con l’Europa una “alleanza unica”, mentre Ottawa cerca di ridurre una dipendenza economica dagli Stati Uniti diventata particolarmente delicata dopo la nuova escalation commerciale con Washington. Circa il 70% delle esportazioni canadesi continua infatti ad avere come destinazione il mercato americano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio da Donald Trump che è arrivata la reazione più pesante. Il presidente americano ha definito “ridicola” l’ipotesi di un Canada associato all’Unione europea e ha ventilato la possibilità di considerare l’operazione un atto ostile nei confronti degli Stati Uniti. Se Washington dovesse interpretare l’avvicinamento tra Ottawa e Bruxelles in questo modo, Trump ha minacciato nuovi dazi molto pesanti contro l’Europa e persino restrizioni commerciali più radicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tensione non nasce però oggi. L’amministrazione americana ha già adottato nelle ultime settimane nuove misure commerciali contro il Canada. L’8 settembre la Casa Bianca ha, tra l’altro, confermato dazi aggiuntivi del 50% su alcune categorie di prodotti canadesi e annunciato restrizioni su diversi beni, comprese misure che interessano il settore automobilistico e quello delle bevande alcoliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progressivo allontanamento di Ottawa da Washington sta così accelerando un riassetto delle alleanze. Il Canada ha anche presentato domanda per entrare nella Joint Expeditionary Force, la coalizione militare di reazione rapida guidata dal Regno Unito, mentre sta intensificando la collaborazione con l’Europa nel settore della difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta da capire cosa significhi concretamente diventare “membro associato” dell’Ue. Lo status, al momento, non esiste nei trattati europei e qualsiasi soluzione strutturata richiederebbe l’accordo degli Stati membri e una complessa definizione giuridica. Alcuni diplomatici europei hanno già manifestato perplessità sulla formula e sui suoi effettivi contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il significato politico del messaggio, tuttavia, è chiaro: Canada e Unione europea vogliono rendere molto più stretta la loro collaborazione economica e strategica. Von der Leyen ha precisato che l’intesa non sarebbe costruita “contro” altri Paesi, ma per rafforzare interessi e sicurezza comuni. La prospettiva, però, arriva proprio mentre i rapporti fra Ottawa e Washington attraversano una delle fasi più tese degli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/europa-e-canada-piu-vicini-e-trump-sempre-piu-isolato-monta-su-tutte-le-furie/">Europa e Canada più vicini e Trump, sempre più isolato, monta su tutte le furie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/europa-e-canada-piu-vicini-e-trump-sempre-piu-isolato-monta-su-tutte-le-furie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bab el Mandeb. Quando lo sceriffo non arriva</title>
		<link>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-quando-lo-sceriffo-non-arriva/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-quando-lo-sceriffo-non-arriva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=374682</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’è qualcosa di profondamente simbolico in una telefonata.&#160; Mohammed bin Salman, principe ereditario e uomo forte dell’Arabia Saudita, chiama Donald Trump e gli chiede di intervenire contro gli Houthi. Non una volta. Due volte. E il Presidente americano<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-quando-lo-sceriffo-non-arriva/">Bab el Mandeb. Quando lo sceriffo non arriva</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è qualcosa di profondamente simbolico in una telefonata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mohammed bin Salman, principe ereditario e uomo forte dell’Arabia Saudita, chiama Donald Trump e gli chiede di intervenire contro gli Houthi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non una volta. Due volte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il Presidente americano risponde di no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Washington continuerà a fornire intelligence ed informazioni sugli obiettivi, ma gli aerei americani, almeno per ora, resteranno a terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrebbe sembrare soltanto una decisione tattica, legata alla guerra con l’Iran, al prezzo del petrolio od ai calcoli politici di Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io credo invece che dentro quel “no” ci sia qualcosa di molto più grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è il rumore, quasi impercettibile, della fine di un’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché mentre il mondo discute degli Houthi, dello Yemen e del Golfo, stanno accadendo due cose strettamente collegate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte, due dei grandi “rubinetti” del commercio e dell’energia mondiale, Hormuz e Bab el-Mandeb, sono sottoposti ad una pressione strategica enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra, gli Stati Uniti stanno dicendo ai propri alleati, con modalità diverse, che il mondo nel quale Washington garantiva da sola la sicurezza dell’Occidente è finito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo da Bab el-Mandeb.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visto su una carta geografica, sembra poco più di una fessura fra Africa e penisola arabica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà è uno dei grandi cancelli attraverso i quali passa il commercio mondiale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì transitano le navi che collegano l’Asia all’Europa attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Houthi, e dietro di loro l’Iran, lo sanno benissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pressione sullo stretto ha trasformato il movimento yemenita in qualcosa di più di una milizia locale: in uno dei possibili interruttori del traffico marittimo mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte della penisola arabica c’è Hormuz, altro passaggio strategico per il petrolio ed il gas del Golfo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se li guardiamo insieme, il quadro diventa inquietante.&nbsp;&nbsp;Non significa che domani tutte le navi del mondo resteranno ferme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa però che Teheran ed i suoi alleati hanno acquisito la capacità di rendere più costoso, rischioso ed imprevedibile, il passaggio attraverso due delle principali arterie energetiche del pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questa è già una forma di potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda vera, però, riguarda Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per settant’anni l’Arabia Saudita ha potuto pensare alla propria sicurezza sapendo che, dietro di sé, c’era l’America.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significava che gli americani intervenissero per qualsiasi problema. Significava che esisteva un garante ultimo.&nbsp;&nbsp;Se la situazione fosse diventata davvero pericolosa, Washington sarebbe arrivata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso Riyadh scopre che Washington c’è, ma non necessariamente quando serve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una differenza enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha scelto di non aprire un altro fronte militare contro gli Houthi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La priorità americana è l’Iran e soprattutto Hormuz, e la Casa Bianca vuole evitare un’altra guerra americana senza una chiara fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’argomento è comprensibile. Sarebbe difficile sostenere che gli Stati Uniti debbano continuare indefinitamente a combattere per tutti e dappertutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio per questo la decisione assume un significato strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Arabia Saudita non può semplicemente sostituire gli Stati Uniti con la Cina. Pechino è un enorme partner commerciale ed energetico, ma non sembra intenzionata a diventare il nuovo gendarme militare del Golfo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno la Russia può ora offrire a Riyadh ciò che offre l’apparato militare americano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora i sauditi fanno quello che probabilmente da oggi in poi&nbsp;&nbsp;farà sempre più spesso chi non vuole trovarsi scoperto quando cambia il vento: diversificano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">America per tecnologia, intelligence e sicurezza. Cina per commercio e investimenti. Russia per energia e OPEC+.&nbsp;&nbsp;Iran per il dialogo regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un nuovo blocco. È qualcosa di molto più fluido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiama&nbsp;<strong>multi-allineamento</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E potrebbe essere una delle parole chiave della geopolitica del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a questo punto la storia del Golfo comincia ad assomigliare terribilmente alla storia dell’Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche noi europei abbiamo passato decenni sapendo che, in caso di guai seri, dietro di noi c’era Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo costruito una prospera Europa occidentale sotto l’ombrello americano e discusso per anni di “burden sharing”, cioè della necessità che gli europei facessero di più per la propria difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo che, nella pratica, il burden sharing è rimasto spesso una formula diplomatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso sta cambiando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli americani non parlano più soltanto di condividere il peso. Parlano, sempre più chiaramente, di spostarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa deve assumere una responsabilità maggiore, se non principale, della propria difesa convenzionale, mentre gli Stati Uniti mantengono un ruolo decisivo soprattutto sul piano nucleare e come ultima garanzia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza rispetto al passato non è soltanto quantitativa. È psicologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per decenni ci siamo chiesti:&nbsp;<strong>“</strong><strong>Quanto devono contribuire gli europei?”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda che dovremmo farci oggi è un’altra:&nbsp;<strong>“Che cosa succede se gli americani, questa volta, non vengono?”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È la domanda che Riyadh si sta ponendo davanti a Bab el-Mandeb.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente questo non significa che gli Stati Uniti stiano abbandonando l’Europa o che domani la NATO scompaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Washington resta la principale potenza militare dell’Alleanza, conserva l’arsenale nucleare, e continua ad avere interessi enormi nella sicurezza europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il rapporto sta cambiando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando cambia il rapporto con il garante della propria sicurezza, prima o poi cambia anche il modo con cui si costruiscono le alleanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È già quello che sta facendo l’Arabia Saudita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è quello che vediamo, in forme diverse, in gran parte del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vecchio sistema era relativamente semplice: c’erano gli Stati Uniti, i loro alleati e, dall’altra parte, i loro avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo sistema rischia di essere molto più complicato, e molto più cinico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non conta più soltanto chi è “amico”. Conta chi è utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui arriviamo al paradosso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Bab el-Mandeb viene messo sotto pressione, l’Europa è tra i primi a pagarne il prezzo.&nbsp;&nbsp;Le navi possono essere costrette a evitare il Mar Rosso e circumnavigare l’Africa.&nbsp;&nbsp;Più giorni di navigazione, maggiori costi assicurativi, più carburante, ritardi nelle consegne e, alla fine, prezzi più alti. E se contemporaneamente Hormuz resta sotto pressione, il problema non è più soltanto quello delle merci.&nbsp;&nbsp;Diventa quello dell’energia. E quindi dell’inflazione. E quindi dell’industria europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quindi, alla fine della catena, del portafoglio di Siora Maria e del conto corrente di Sior Bepi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sempre, la geopolitica sembra una cosa lontana finché non arriva alla pompa di benzina o nella bolletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto diventa improvvisamente molto concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo quel “no” di Trump a Mohammed bin Salman merita attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché Trump abbia necessariamente elaborato una grande strategia filosofica (cosa di cui dubito sia capace).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può darsi che abbia semplicemente pensato al prezzo della benzina, alla guerra con l’Iran, alle elezioni di midterm e al rischio di infilare gli Stati Uniti in un altro pantano mediorientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anzi, è probabilmente così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la storia ha una curiosa abitudine: spesso produce conseguenze molto più grandi delle intenzioni di chi prende le decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto, quindi, non è soltanto che gli americani abbiano deciso di non difendere Bab el-Mandeb.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto è un altro..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bab el-Mandeb e la NATO raccontano la stessa storia;&nbsp;<strong>l</strong><strong>a storia del giorno dopo l’America.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno nel quale nessuno sa ancora esattamente come sarà il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma una cosa comincia ad apparire evidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti non hanno più intenzione di essere lo sceriffo che corre ogni volta che qualcuno spara in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando lo sceriffo lascia la città, gli abitanti hanno due possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono continuare a discutere su quanto fosse ingiusto pagargli lo stipendio. Oppure possono finalmente imparare a difendersi da soli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Golfo sembra aver cominciato a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa farebbe bene a non aspettare che siano gli Houthi, o qualcun altro, a ricordarglielo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-quando-lo-sceriffo-non-arriva/">Bab el Mandeb. Quando lo sceriffo non arriva</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/bab-el-mandeb-quando-lo-sceriffo-non-arriva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
