Bassano – «Siamo i Carabinieri, deve fare subito un bonifico»: anziana truffata per 4mila euro, denunciata una 30enne

Una telefonata su WhatsApp da parte di un falso carabiniere, la richiesta di collaborare a un’indagine inesistente e un bonifico istantaneo da 4mila euro. È la truffa di cui è rimasta vittima una donna di 74 anni residente a Bassano del Grappa. Al termine delle indagini, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato una 30enne originaria della provincia di Trapani, ritenuta coinvolta nel raggiro insieme a un complice ancora da identificare.
L’episodio risale al 5 agosto 2026, quando l’anziana ha ricevuto nelle prime ore del mattino una chiamata WhatsApp da un numero sconosciuto. Dall’altra parte del telefono un uomo si è presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri, raccontandole che, grazie a una presunta indagine, erano stati individuati i responsabili di una truffa commessa ai suoi danni.
Una storia completamente inventata, utilizzata per conquistare la fiducia della donna e convincerla a seguire le istruzioni del falso militare. Con la scusa di dover collaborare alle indagini, il truffatore le ha chiesto di raggiungere immediatamente la propria banca ed effettuare un bonifico istantaneo su un conto corrente indicato durante la conversazione.
La 74enne, persuasa di parlare con un vero carabiniere, ha eseguito il trasferimento di 4mila euro.
Soltanto nel pomeriggio, dopo aver tentato ripetutamente e senza successo di ricontattare il numero dal quale aveva ricevuto la telefonata, ha iniziato a sospettare di essere stata ingannata. Si è quindi rivolta alla Stazione dei Carabinieri di Bassano del Grappa per presentare denuncia.
Le indagini avviate dai militari hanno permesso di risalire all’intestataria del conto corrente sul quale era confluito il denaro. Gli accertamenti hanno portato all’identificazione di una donna trapanese di 30 anni, successivamente sentita dagli investigatori.
Alla luce degli elementi raccolti, la 30enne è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Vicenza con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Proseguono gli accertamenti per identificare l’altra persona che avrebbe partecipato al raggiro.
Il caso richiama l’attenzione su una tecnica di truffa particolarmente insidiosa, nella quale i malviventi si fingono appartenenti alle forze dell’ordine per ottenere denaro facendo leva sulla fiducia e sul senso di urgenza delle vittime.
I Carabinieri ricordano che nessun appartenente all’Arma chiede ai cittadini di effettuare bonifici o trasferimenti di denaro per collaborare a indagini. In presenza di richieste sospette, è importante interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.
La responsabilità penale della donna denunciata dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.










