23 Giugno 2026 - 16.54

Villa Cogollo Tornieri rinasce dopo il restauro: restituita alla città con nuovi servizi sociali e 44 posti letto

VICENZA – Dopo un articolato intervento di restauro e recupero conservativo, la Fondazione Caritas Vicenza ha restituito alla città Villa Cogollo Tornieri, storico complesso monumentale situato nel quartiere San Lazzaro, in via Bellini 10.

Nel pomeriggio di oggi il vescovo di Vicenza, monsignor Giuliano Brugnotto, ha visitato gli spazi restaurati e ha benedetto l’opera, al termine di un percorso che ha consentito di salvaguardare e valorizzare uno degli edifici storici più significativi della zona occidentale della città.

Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Fondazione Caritas Vicenza don Enrico Pajarin, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, i progettisti dell’intervento Bruno e Marcella Gabbiani, il presidente del Cisa Edoardo Demo, l’archivista diocesano monsignor Antonio Marangoni e numerosi benefattori che hanno contribuito al recupero del complesso.

L’intervento ha restituito alla collettività un bene di grande valore storico, architettonico e culturale, sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali e inserito nel censimento dell’Istituto Regionale Ville Venete.

Una villa del Cinquecento

Le origini di Villa Cogollo Tornieri risalgono al XVI secolo. In passato l’edificio era stato attribuito a Andrea Palladio da Francesco Muttoni e Ottavio Bertotti Scamozzi. Studi successivi hanno però ricondotto il progetto a un autore appartenente alla scuola palladiana.

Recenti approfondimenti storici hanno inoltre permesso di individuare la scritta originaria presente sulla trabeazione del timpano sud, che collega la proprietà della villa a Vincenzo Cogollo, figlio di Hieronimo, e ne fissa l’origine al 1565.

Il complesso è arrivato alla Fondazione Caritas Vicenza grazie alla donazione di un istituto religioso che ha concluso la propria presenza in città. La Fondazione ha quindi deciso di investire risorse e competenze per salvare il bene dal progressivo degrado e preservarne il valore storico.

Un restauro sostenuto da enti pubblici e privati

I lavori sono stati eseguiti nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza, con l’obiettivo di conservare e valorizzare le caratteristiche storiche e architettoniche dell’immobile.

L’intervento è stato sostenuto dall’Istituto Regionale Ville Venete, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, dalla Diocesi di Vicenza, dai fondi 8xmille della Chiesa Cattolica e da numerosi benefattori privati, tra cui le banche del territorio Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo, BCC Veneta e BVR Banca Veneto Centrale.

«Una casa aperta e un segno di speranza»

«Oggi non celebriamo soltanto il recupero di un edificio di grande valore storico e artistico: riconsegniamo alla città un luogo che potrà tornare a generare accoglienza, cura e speranza – ha dichiarato il vescovo Giuliano Brugnotto –. La Fondazione Caritas ha assunto un impegno rilevante, affrontando con determinazione il restauro e lavorando per completarlo in tempi utili, così da inserire questa struttura in progettualità capaci di assicurare continuità e sostenibilità alle attività sociali. Benediciamo dunque questo luogo, perché sia casa aperta, spazio di incontro e segno concreto di una città che non lascia indietro nessuno».

Per don Enrico Pajarin il recupero della villa rappresenta soprattutto «un’opera di tutela e valorizzazione del patrimonio storico ricevuto in dono. Restituire alla città un bene di tale pregio significa custodire una parte importante della sua memoria e della sua identità».

Centro diurno e housing sociale

La villa restaurata ospiterà attività di interesse sociale e socio-sanitario.

Nell’ala ovest proseguirà l’attività del Centro Diurno per la disabilità mentale, servizio autorizzato e accreditato nell’ambito della salute mentale.

Nel corpo centrale e nell’ala nord-est troverà invece spazio un progetto di housing sociale destinato principalmente a studenti universitari e lavoratori temporaneamente fuori sede. Saranno disponibili 44 posti letto, organizzati in camere singole e doppie con spazi comuni condivisi.

La nuova destinazione consentirà di mantenere vivo il complesso, coniugando la conservazione del patrimonio storico con una funzione di servizio alla cittadinanza, nel solco della tradizione di accoglienza che caratterizza le opere promosse dalla Chiesa vicentina.

«Con il restauro di Villa Cogollo Tornieri – conclude don Enrico Pajarin – Fondazione Caritas Vicenza conferma il proprio impegno nel promuovere opere capaci di unire tutela del patrimonio, vicinanza alle persone fragili e sviluppo di nuove risposte sociali per il territorio».

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