Vicentino – Prestiti con interessi oltre il 20% e botte a chi non pagava: indagato 42enne

Un presunto giro di prestiti con interessi usurari, accompagnato da minacce e persino da un’aggressione fisica nei confronti di una delle vittime. È quanto hanno ricostruito i Carabinieri della Compagnia di Schio nell’ambito di un’indagine che ha portato all’esecuzione di una perquisizione domiciliare nei confronti di un 42enne residente in città, attualmente indagato per le ipotesi di reato di usura e lesioni personali.
Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione delegato dalla Procura della Repubblica di Vicenza.
L’attività investigativa era stata avviata nel dicembre scorso e si è sviluppata attraverso l’acquisizione di testimonianze e l’analisi dei tabulati telefonici, consentendo agli investigatori di raccogliere quelli che vengono definiti concordanti e solidi elementi a carico dell’indagato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe concesso due distinti prestiti in denaro, rispettivamente di 1.500 e 1.400 euro, a due persone diverse. In cambio avrebbe però preteso la restituzione delle somme con interessi mensili superiori al 20%, ritenuti usurari.
Tra il 2023 e il 2025 il 42enne sarebbe così riuscito a incassare complessivamente oltre 15 mila euro in contanti dalle vittime.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere un episodio avvenuto il 25 dicembre scorso. Secondo quanto contestato, una delle persone coinvolte, dopo essersi rifiutata di consegnare ulteriore denaro, sarebbe stata aggredita dall’indagato, riportando lievi lesioni personali.
Durante la perquisizione nella sua abitazione, i Carabinieri hanno sequestrato diversi quaderni contenenti elenchi di nomi associati a cifre, oltre a ricevute di trasferimenti di denaro e una carta prepagata.
Il materiale rinvenuto viene considerato di particolare interesse investigativo e potrebbe contribuire a ricostruire ulteriormente l’attività contestata, oltre a consentire l’eventuale individuazione di altre possibili vittime.
L’indagine prosegue sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vicenza.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna.













