Veneto – Ancora raffica di interventi del Soccorso Alpino in montagna

Interventi tra le Piccole Dolomiti, l’Altopiano e le Dolomiti Bellunesi nella giornata di domenica 7 giugno. Tra i soccorsi più delicati quello di un escursionista vicentino rimasto bloccato durante il rientro dalla Ferrata del Vajo Scuro a Recoaro Terme.
L’allarme è scattato attorno alle 14.30, quando un 29enne di Dueville, dopo aver completato la salita lungo la ferrata, ha imboccato una traccia che scendeva in un ghiaione e proseguiva all’interno di un canale caratterizzato da salti di roccia. Giunto in un tratto particolarmente ripido e non sentendosi più in grado di muoversi in sicurezza, ha contattato il 118.
Il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno, con la squadra reperibile al Rifugio Campogrosso, ha acquisito le coordinate Gps dell’uomo e lo ha raggiunto dall’alto. Dopo averlo assicurato con una corda corta, i soccorritori hanno ripercorso insieme a lui il tratto affrontato erroneamente fino a ritornare sul sentiero corretto. Da lì il gruppo è rientrato al Rifugio Campogrosso e successivamente l’escursionista è stato accompagnato fino alla propria auto parcheggiata al Rifugio Battisti.
Escursionista ferita sopra il Rifugio Larici
Poche ore dopo, verso le 17, la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato il Soccorso alpino dei Sette Comuni per un intervento sopra il Rifugio Larici, nel territorio di Lusiana.
Una donna di 56 anni residente a Piove di Sacco, che stava effettuando un’escursione con il marito e alcuni amici, ha riportato un trauma alla caviglia che le ha impedito di proseguire a piedi. Cinque soccorritori l’hanno raggiunta, le hanno prestato le prime cure e successivamente l’hanno trasportata in barella per circa 300 metri fino al piazzale del rifugio. Da lì la donna si è poi recata autonomamente in ospedale per gli accertamenti del caso.
Panico in vetta al Piz Boè e falso allarme per uno zaino abbandonato
Nel Bellunese, invece, verso le 12.30, due giovani escursionisti hanno chiesto aiuto poco sotto la cima del Piz Boè. Un 25enne tedesco era stato colto da una crisi di panico e non era più in grado di continuare il percorso. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato i due ragazzi, un tedesco e un 24enne israeliano, recuperandoli e trasportandoli successivamente ad Arabba.
Poco dopo è scattato un secondo intervento per il Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Alcuni escursionisti avevano infatti segnalato la presenza di uno zaino abbandonato con documenti all’interno lungo il sentiero che attraversa Forcella Piziè, nel comune di Perarolo di Cadore. Dopo aver chiamato senza ricevere risposta e aver controllato la zona circostante, avevano allertato i soccorsi.
Mentre una squadra veniva trasportata in quota dall’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, e un elicottero dei Vigili del fuoco iniziava una perlustrazione dall’alto, la situazione si è chiarita. I soccorritori hanno infatti incontrato due amici del proprietario dello zaino, tutti e tre 19enni tedeschi, che hanno spiegato come il compagno lo avesse lasciato temporaneamente sul sentiero e stessero tornando a recuperarlo. L’allarme è quindi rientrato senza conseguenze.













