Veneto – Aggressioni con bottiglie e rapine: in carcere due giovani tunisini accusati di aver seminato il panico

Due giovani cittadini tunisini, di 20 e 26 anni, sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di essere gli autori di una serie di aggressioni e rapine avvenute nelle scorse settimane a Mogliano Veneto, nel Trevigiano. I due, cugini, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Treviso su richiesta della Procura.
Il provvedimento è stato eseguito dai militari della stazione dei carabinieri di Mogliano Veneto: il 26enne è stato accompagnato nella casa circondariale di Santa Bona, mentre il complice 20enne è stato rintracciato il 12 luglio nella zona di Mestre e successivamente portato in carcere.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero seminato il panico in città tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, rendendosi protagonisti di almeno due violente rapine ai danni di altrettante persone, con un terzo cittadino rimasto ferito nel tentativo di intervenire.
Il primo episodio risale alla notte del 25 giugno, quando i due giovani avrebbero aggredito un cuoco bengalese di 23 anni, dipendente del ristorante “Saor”. La vittima sarebbe stata colpita al volto con una bottiglia e poi derubata di due telefoni cellulari e di 50 euro. Nel tentativo di prestare aiuto al giovane, anche un uomo di 63 anni residente a Mogliano sarebbe stato colpito con una bottiglia. Il cuoco ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, mentre il 63enne ha ricevuto una prognosi di 10 giorni.
La sera successiva, il 26 giugno, i due cugini avrebbero preso di mira un cittadino moldavo di 25 anni. L’uomo sarebbe stato colpito con alcune pietre fino a cadere a terra e poi aggredito con calci e pugni, per impedirgli ogni reazione. Al termine dell’aggressione gli sarebbero stati sottratti due telefoni cellulari e circa 500 euro in contanti custoditi nel portafoglio.
Le indagini dei carabinieri di Mogliano Veneto, coordinate dalla Procura della Repubblica di Treviso, hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti gravi a carico dei due indagati, consentendo all’autorità giudiziaria di emettere la misura cautelare.
Il 26enne è ora a disposizione della magistratura in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Anche il 20enne, dopo essere stato individuato a Mestre, è stato trasferito in carcere.


















