Malo, domato il maxi incendio alla Deroma: nessun ferito, si temono danni per milioni. Cause ancora da chiarire

È stato domato dopo ore di lavoro il vastissimo incendio che nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre ha devastato una parte dello stabilimento Deroma di via Montello, a Malo. Le operazioni dei Vigili del fuoco sono comunque proseguite per tutta la notte per il raffreddamento e la messa in sicurezza dell’area. All’alba di venerdì 2 ottobre non risultavano più focolai attivi e la grande nube di fumo che per ore aveva attraversato il Vicentino si era ormai dispersa.
Il bilancio più importante è quello delle persone: non risultano feriti né intossicati. Tutti i dipendenti sono riusciti ad abbandonare lo stabilimento dopo l’allarme e anche le evacuazioni disposte nell’area circostante hanno avuto carattere precauzionale.
Il rogo è scoppiato poco prima delle 14 e ha coinvolto il magazzino destinato allo stoccaggio e alle spedizioni, dove si trovavano grandi quantità di vasi in materiale plastico. Le fiamme hanno raggiunto dimensioni impressionanti, generando una colonna di fumo nero visibile a molti chilometri di distanza e provocando anche alcune esplosioni all’interno del complesso. Il fuoco ha interessato una parte consistente del capannone, indicato nelle prime ricostruzioni come una struttura di circa 20 mila metri quadrati, estendendosi anche alla copertura sulla quale sono installati pannelli fotovoltaici. ANSA.it
Le prime ricostruzioni circolate nelle ore immediatamente successive all’incendio avevano indicato un pallet di materiale plastico come possibile punto dal quale il fuoco si sarebbe propagato. Questo elemento, tuttavia, non chiarisce l’origine dell’innesco: le cause dell’incendio restano ufficialmente in corso di accertamento da parte dei Vigili del fuoco. Non è quindi possibile, allo stato attuale, attribuire con certezza il rogo a un guasto, a un evento accidentale o ad altra causa. Sky TG24
Secondo quanto emerso nelle prime ore, il fuoco avrebbe iniziato a svilupparsi nella parte superiore del magazzino per poi propagarsi rapidamente ai livelli sottostanti, interessando anche uffici e piano interrato. La grande quantità di plastica stoccata ha contribuito ad alimentare l’incendio e a rendere particolarmente complesse le operazioni di spegnimento.
Anche la quantificazione dei danni resta provvisoria. Nelle ore dell’emergenza la stessa azienda aveva sottolineato come non fosse ancora possibile effettuare una stima precisa. Le prime valutazioni riportate successivamente parlano però di danni nell’ordine di diversi milioni di euro, considerando i materiali distrutti, le parti del magazzino coinvolte, gli impianti e i danni alla struttura. La cifra definitiva potrà essere stabilita soltanto dopo le verifiche tecniche e l’accesso completo alle zone colpite dal fuoco.
Imponente il dispositivo messo in campo per affrontare l’emergenza. Circa 50 Vigili del fuoco hanno lavorato anche durante la notte, coordinati dal comandante provinciale di Vicenza, ingegner Mirko Mattiacci. Sono intervenute squadre della centrale di Vicenza e dei distaccamenti di Thiene e Schio, affiancate da rinforzi provenienti da altre province venete. Nordest24
A Malo sono arrivati una piattaforma tridimensionale da Rovigo, un carro schiuma e un robot cingolato dal Comando di Padova, un’autopompa e un’autobotte chilolitrica da Verona e un’autobotte da Treviso. È stato inoltre impiegato il Nucleo regionale SAPR dei Vigili del fuoco, che con i droni ha effettuato ricognizioni dall’alto per verificare l’estensione del rogo e supportare le squadre impegnate a terra. Nordest24
Uno degli obiettivi principali dell’intervento è stato impedire che le fiamme raggiungessero le altre parti dello stabilimento. A rendere delicata la situazione anche la presenza nel capannone di numerosi mezzi e attrezzature, tra cui muletti alimentati a batteria, oltre ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura.
Per il rischio legato alle esplosioni erano state evacuate in via precauzionale una ventina di famiglie della zona e le attività situate nelle immediate vicinanze dello stabilimento. E-distribuzione aveva inoltre provveduto a interrompere la media tensione nell’area per consentire di operare in sicurezza.
Parallelamente è scattata una vasta operazione di protezione civile per la nube prodotta dalla combustione della plastica. Arpav ha inviato i propri tecnici per effettuare campionamenti e controlli sulla qualità dell’aria, mentre la Prefettura ha coordinato l’emergenza attraverso il Centro Coordinamento Soccorsi, attivato fin dalle prime ore anche in modalità telematica.
Su indicazione della Prefettura, i Comuni potenzialmente interessati dalla traiettoria del fumo hanno attivato i Centri Operativi Comunali e diffuso raccomandazioni precauzionali alla popolazione. Oltre a Malo sono stati interessati Isola Vicentina, Cornedo Vicentino, Castelgomberto, Costabissara, Monteviale, Vicenza, Creazzo, Sovizzo, Altavilla Vicentina, Villaverla, Schio, Thiene, Marano Vicentino, San Vito di Leguzzano, Trissino, Brogliano, Santorso, Zanè e Monte di Malo.
Durante l’emergenza ai cittadini era stato raccomandato di tenere chiuse porte e finestre, spegnere gli impianti di ventilazione con scambio d’aria esterno, limitare le attività all’aperto e gli spostamenti non indispensabili, tenere al riparo gli animali domestici e prestare particolare attenzione al consumo di frutta e verdura raccolte nelle aree prossime alla nube.
Sul posto hanno operato anche Carabinieri, Suem 118, Protezione civile e personale comunale. I militari hanno gestito in particolare la viabilità e il controllo dell’area, dove nel corso del pomeriggio si erano radunate numerose persone attirate dall’enorme colonna di fumo.
Ora, conclusa la fase più critica dell’emergenza, l’attenzione si sposta su due fronti: gli esiti definitivi dei controlli ambientali e gli accertamenti tecnici necessari a stabilire con precisione da dove e perché sia partito l’incendio, oltre alla quantificazione dei danni subiti dall’azienda.




















