Jesolo, nuova rissa fra maranza: coinvolte fino a 15 persone, cresce l’allarme sicurezza (è la terza in pochi giorni)

Ancora una notte di tensione a Jesolo. A pochi giorni dai precedenti episodi, una nuova rissa è scoppiata nel cuore della movida, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nelle zone più frequentate del litorale veneziano (nella foto e nel video sotto la rissa del 2 giugno).
L’episodio si è verificato attorno alle 2 della notte tra sabato e domenica in piazza Mazzini, da sempre uno dei principali punti di ritrovo della vita notturna jesolana. Secondo una prima ricostruzione, nello scontro sarebbero rimaste coinvolte tra dieci e quindici persone.
A differenza delle due risse avvenute nei giorni precedenti, che avevano visto protagonisti gruppi di giovanissimi, questa volta i coinvolti sarebbero clienti appena usciti da alcuni locali della zona. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbero anche gli effetti dell’abuso di alcolici.
Sul posto sono intervenute due pattuglie dei carabinieri, una di Jesolo e una di Cavallino-Treporti, che hanno riportato rapidamente la situazione sotto controllo. I militari hanno identificato due persone: un 25enne di origine magrebina, ritenuto uno dei presunti aggressori, e un 18enne italiano di seconda generazione. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che i due si sarebbero affrontati in più momenti, con una serie di confronti culminati in spintoni e schiaffi.
Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona sono ora al vaglio degli investigatori per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali ulteriori responsabilità.
Il nuovo episodio si inserisce in una settimana particolarmente complicata per Jesolo. Nei due precedenti casi erano stati coinvolti gruppi di giovani italiani di seconda e terza generazione, i cosiddetti “maranza”, provenienti soprattutto dall’entroterra veneziano e dalla provincia di Treviso. Complessivamente sarebbero circa quaranta i ragazzi finiti sotto la lente delle forze dell’ordine, con una decina già identificati e per i quali si sta valutando l’applicazione del Daspo urbano.
La prima rissa era scoppiata sulla spiaggia libera di piazza Brescia, davanti a numerosi turisti, dopo una lite degenerata per una spinta. Il secondo episodio si era invece verificato in via Helenio Herrera, nella zona compresa tra lo stadio Picchi e l’autostazione.
Il sindaco di Jesolo, Christofer De Zotti, ha confermato di essere in costante contatto con la Prefettura e ha ribadito che il livello di attenzione resta elevato.
«Non sottovalutiamo nulla e il livello di vigilanza resta massimo», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando però come la rissa di piazza Mazzini sembri avere caratteristiche diverse rispetto ai due episodi precedenti. De Zotti ha inoltre assicurato che saranno valutati tutti i provvedimenti necessari, compresi eventuali allontanamenti nei confronti di chi crea problemi e mette a rischio la sicurezza pubblica.
Nonostante i tre episodi ravvicinati, il sindaco invita a leggere la situazione nel contesto di un fine settimana che ha fatto registrare circa 200 mila presenze giornaliere. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, non risultano feriti gravi e il quadro generale resta sotto controllo.
Nel frattempo prosegue il rafforzamento del dispositivo di sicurezza per la stagione estiva. Nei prossimi giorni sono attesi circa cinquanta rinforzi tra forze dell’ordine e militari. Saranno inoltre intensificati i controlli nelle aree considerate più sensibili, come l’autostazione di via Equilio e la spiaggia di piazza Brescia. Tra le misure allo studio vi è anche il ritorno delle cosiddette “Zone rosse”, con l’ampliamento delle aree soggette a provvedimenti di allontanamento.
Già nel fine settimana le attività di controllo sono state particolarmente intense. Gli agenti del commissariato di polizia hanno fermato tre cittadini stranieri, due dei quali arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti. Parallelamente la polizia locale ha schierato ventiquattro agenti tra piazza Mazzini e le zone limitrofe per garantire la sicurezza e prevenire ulteriori episodi di violenza.













