12 Giugno 2026 - 12.16

Il paradosso di Agugliaro: la scuola ottiene l’ok dal Provveditorato, ma rischia di chiudere


C’è una comunità che storicamente ha fatto del proprio plesso scolastico un baluardo di identità e qualità pedagogica, capace in passato di attrarre iscritti persino dai paesi limitrofi. L’amministrazione, dopo mesi di trattative serrate, è riuscita a strappare al Provveditorato agli Studi il via libera definitivo per il mantenimento dell’autonomia scolastica e l’avvio del nuovo anno. Eppure, l’istituto, sul filo del rasoio rischia di chiudere.
È questo l’inedito “paradosso di Agugliaro”, una situazione critica in cui il nemico principale non è più la burocrazia ministeriale o il taglio lineare dei fondi, bensì una silenziosa e progressiva “diaspora” di studenti.

Il nodo più stretto riguarda l’attuale classe prima — destinata a diventare la futura classe seconda —, un tempo forte di un gruppo potenziale di dodici alunni e sarebbe ridotta a soli sette frequentanti. Alcune famiglie, infatti, avrebbero deciso di iscrivere e trasferire i propri figli presso le strutture del vicino comune di Campiglia dei Berici, il che crea un paradosso lampante: il paese salva la sua scuola sui tavoli istituzionali, ma la fuga interna dei genitori rischia di decretarne la fine nei fatti.

La scelta sembrerebbe determinata dalla perplessità sul futuro della scuola, dal fatto che la stessa possa mantenere un’offerta formativa solida e dal fatto che non vengano garantite le classi singole ma le pluriclassi. Vogliamo sottolineare che non possiamo e non vogliamo entrare nel merito di scelte che sono assolutamente private e che riguardano il futuro formativo dei più piccoli, ma di fatto il problema esiste ed ha ricadute su molte famiglie del paese.
Di fatto, una volta chiusa, la scuola rimarrà chiusa per sempre. Di fronte al ‘pensionamento’ di una struttura scolastica è pressoché impossibile farla rinascere.


In un documento ufficiale protocollato il 9 giugno 2026, firmato a nome di genitori, docenti e cittadini, la comunità ha espresso profonda preoccupazione:
«La nostra scuola primaria non è solo un edificio, ma il cuore pulsante della nostra comunità. Le dimensioni a misura di bambino hanno permesso in questi anni un rapporto educativo personalizzato, profondo e attento ai ritmi di ogni singolo alunno. È qui che i nostri bambini sviluppano i primi legami sociali e un forte senso di appartenenza, all’interno di un tessuto sociale sicuro e solidale. Chiediamo alle Istituzioni di allearsi con noi per garantire inclusione, crescita e attrattività per l’intero Comune».
A fronte di questo appello accorato, la macchina comunale e un gruppo compatto di mamme si sono attivati in una mobilitazione d’urgenza. L’obiettivo è riallacciare quel legame di fiducia con il territorio, ricordando che Agugliaro sta investendo in modo massiccio sui servizi per l’infanzia, a partire dall’apertura del nuovo asilo nido e dall’avvio di numerosi progetti educativi, tasselli fondamentali di un percorso di crescita che trova nella scuola primaria la sua naturale e indispensabile prosecuzione.

Abbiamo sentito direttamente alcune mamme che si sottolineano di muoversi lungo i binari del dialogo e della massima comprensione, escludendo a priori qualsiasi intento polemico: «Non vogliamo assolutamente puntare il dito contro chi ha fatto una scelta diversa, né cerchiamo in alcun modo lo scontro. Rispettiamo le decisioni di ogni famiglia». L’obiettivo del gruppo, infatti, non è dividere, ma lanciare un invito aperto a riscoprire e a credere nelle potenzialità di Agugliaro. Un appello rivolto sia a chi risiede in paese sia ai comuni vicini, affinché si dia una reale opportunità a questo plesso prima di guardare altrove.

«In una realtà piccola e a misura di bambino – spiegano le mamme – i nostri figli non sono numeri, ma individui seguiti passo dopo passo nelle loro specifiche esigenze. Si crea un rapporto umano profondo, quasi familiare, che permette ai più piccoli di crescere protetti all’interno della propria comunità, in un ambiente sano e stimolante». Su questo futuro le famiglie chiedono legittimamente di avere voce in capitolo, animate da una forte fiducia anche nei confronti del corpo docente: «Persino davanti all’eventualità delle pluriclassi, le maestre ci hanno chiesto solo un anno di tempo per dimostrare il valore del progetto. Noi ci crediamo, ed è per questo che chiediamo a tutti di fermarsi a riflettere e di darci una possibilità».


«Ci troviamo di fronte a uno scenario profondamente amaro – dichiara il sindaco Roberto Andriolo-. Come amministrazione abbiamo profuso ogni energia e lavorato fianco a fianco con le istituzioni scolastiche per ottenere dal Provveditorato il mantenimento del nostro plesso, vincendo una sfida complessa e garantendo sul piano legale e organizzativo la regolarità del prossimo anno scolastico.
Ma lo sforzo delle istituzioni e i decreti da soli non bastano se viene a mancare la risposta e la fiducia del nostro stesso tessuto sociale. Spero in un ripensamento delle famiglie: la scuola primaria di Agugliaro rappresenta un’eccellenza dal valore pedagogico preziosissimo, sicura, inclusiva e focalizzata sul benessere di ogni singolo alunno. Sostenerla oggi, scegliendo di lasciare qui i propri figli, significa difendere la vitalità sociale e l’attrattività di tutta la nostra comunità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma dobbiamo farlo insieme.»


E il futuro?

La sfida per Agugliaro è ora interamente culturale e comunitaria. Se la tendenza all’esodo non verrà invertita tempestivamente, il rischio concreto è che un patrimonio pedagogico preziosissimo si spenga non per decisioni calate dall’alto, ma per rinuncia interna. Osservando esternamente la situazione, l’impressione è che l’unica salvezza potrebbe arrivare da un dialogo, una pacificazione, un compromesso fra le parti.
Intanto, i genitori e i cittadini rimasti a presidio della scuola confermano la totale disponibilità a collaborare attivamente e a mettere in campo ogni energia per sostenere le iniziative del plesso. Resta da vedere se il richiamo all’unione per il domani dei bambini saprà fermare la fuga prima del suono della prossima campanella di settembre.

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