Il caos dei maranza a Vicenza finisce in Parlamento: Giovine interroga Piantedosi

Il deputato di Fratelli d’Italia annuncia un’interrogazione al ministro dell’Interno sulla gestione dell’ordine pubblico. Il sindaco in un video: «Responsabili da individuare, chi rompe deve rispondere di ciò che ha fatto»
Il caos scoppiato sabato pomeriggio a Vicenza durante il raduno dei cosiddetti “maranza” finisce in Parlamento. Circa un migliaio di giovanissimi, in gran parte minorenni e arrivati anche da altre province del Veneto, si erano ritrovati tra Campo Marzo, viale Roma e il park Verdi rispondendo al richiamo lanciato sui social da un TikToker, con la promessa di vestiti firmati per i partecipanti a una “battle aura”. L’appuntamento è però degenerato in calca, tensioni e danneggiamenti.
Sul caso interviene Silvio Giovine, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza, che annuncia per lunedì un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per fare chiarezza sulla gestione preventiva dell’ordine pubblico.
«I danneggiamenti causati dall’orda di maranza che ieri ha invaso il centro di Vicenza, tra Campo Marzo, viale Roma e il park Verdi, dimostrano ancora una volta che la proposta di Fratelli d’Italia di chiamare in causa i genitori è la strada giusta da percorrere», afferma Giovine.
Il parlamentare torna così sul tema della responsabilità educativa delle famiglie. «Quando un padre e una madre non riescono a educare un figlio alle regole minime della convivenza civile, e accadono fatti come questi, sono loro a dover rispondere del fallimento del progetto educativo e delle sue conseguenze. Non si tratta di colpevolizzare le famiglie, ma di riaffermare un principio di responsabilità che troppo spesso viene dimenticato».
Al centro dell’interrogazione ci sarà anche quanto fatto prima del raduno. «Il raduno era annunciato da giorni sui social e il sindaco ne era a conoscenza – sostiene Giovine –. Chiedo al ministro di sapere se il sindaco Possamai abbia chiesto la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Se questa richiesta non è stata fatta, voglio sapere per quale motivo. I vicentini hanno diritto di sapere se tutto il possibile è stato fatto per prevenire quanto accaduto».
Sui fatti è intervenuto anche il sindaco Giacomo Possamai, scegliendo la linea della fermezza nei confronti di chi si è reso responsabile di danneggiamenti o aggressioni. «Chi rompe, aggredisce o danneggia deve essere individuato e deve rispondere di quello che ha fatto», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha spiegato di essersi già confrontato con Prefettura e Questura, chiedendo che venga fatto tutto il possibile per identificare i responsabili. Una sbarra e un ascensore del park Verdi sono stati danneggiati e Possamai ha contattato Magis, società proprietaria della struttura, chiedendo di procedere con la denuncia e con la richiesta di risarcimento. «Chi ha danneggiato paga. Punto», ha ribadito.
Per Possamai, tuttavia, quanto avvenuto pone anche un problema sociale più ampio. Il sindaco invita a interrogarsi su centinaia di adolescenti disposti a spostarsi da diverse zone del Veneto per seguire un influencer e tentare di ottenere un capo griffato. Una dinamica che, secondo il primo cittadino, coinvolge non soltanto Vicenza ma anche famiglie, social network e un modello di successo sempre più legato a vestiti, follower e visibilità.
«La gravità di quello che è successo non si misura contando i danni – sottolinea Possamai – si misura nella dimensione e nella natura del fenomeno».
Giovine chiude invece con un attacco alle forze politiche che hanno criticato la proposta di Fratelli d’Italia sulla responsabilità dei genitori: «Alla sinistra che critica la nostra proposta andrebbero mostrate le scene allucinanti che la nostra città ha dovuto subire. Povera Vicenza».




















