Giornata del Medico e dell’Odontoiatra: il fisico Federico Faggin: “L’etica non è un algoritmo”

VICENZA, 6 OTTOBRE 2026 – Medicina, innovazione tecnologica e centralità della persona sono stati al centro della Giornata del Medico e dell’Odontoiatra 2026, organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vicenza, giunta alla 34° edizione e svoltasi sabato 3 ottobre al Teatro Comunale. Ospite della serata Federico Faggin, fisico e inventore vicentino che ha progettato il primo microprocessore commerciale della storia, protagonista della lectio magistralis «Medicina e Humanitas: la cura dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale».
Hanno portato un saluto, prima dell’intervento del fisico vicentino, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e l’assessore alla Sanità e Programmazione sanitaria della Regione del Veneto Gino Gerosa. Al centro della riflessione di Faggin emerge che l’intelligenza artificiale è enormemente utile nelle professioni «E’ un beneficio enorme quando risolve problemi algoritmici. Oggi un bravo programmatore, utilizzandola, può arrivare ad avere una produttività anche venti volte superiore rispetto a prima», ma deve essere usata con etica. «E l’etica non è un algoritmo». Infatti, sottolinea Faggin: «L’intelligenza artificiale non prova nulla, non capisce nulla: manipola soltanto simboli senza significato. Le macchine non sono coscienti. Noi siamo coscienti». Ha aggiunto inoltre nel suo intervento «Quello che facciamo noi oggi può essere imitato dalle macchine in modo indistinguibile dall’uomo e questa è una bella cosa, ma presenta anche problemi gravissimi se questo aspetto della macchina viene usato contro di noi da persone che hanno un’etica non sufficientemente sviluppata». Rivolto alla platea dei medici ha detto diusare «l’amore come la forza che vi porta in connessione con il malato. È attraverso questa connessione che potete aiutare il malato a guarire da dentro, mentre somministrate le cure».
Michele Valente, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vicenza ha a sua volta sottolineato l’importanza della relazione medico-paziente. L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento sempre più importante a supporto della diagnosi, della ricerca e dell’analisi dei dati, ma la relazione con il paziente, l’ascolto e la responsabilità della decisione restano elementi essenziali dell’atto di cura. «Il rischio attualmente, lo vediamo tutti i giorni, – ha detto – è che se l’intelligenza artificiale prende il predominio sulle nostre azioni e il medico si trova relegato a un mero esecutore di algoritmi, invece la medicina non è fatta di algoritmi è fatta di relazione oltre che di scienza e di tecnica».
La Giornata ha unito idealmente diverse generazioni della professione. Sul palco sono stati infatti premiati 47 medici che hanno raggiunto i cinquant’anni dalla laurea, mentre 119 nuovi iscritti all’Albo hanno pronunciato il Giuramento professionale. Una nuova generazione che trova riscontro anche nei dati dell’Ordine. Al 30 settembre 2026 gli iscritti sono 4.993 e 2.369 hanno meno di 50 anni, pari al 47,45% del totale. Tra gli under 50 la componente femminile è nettamente maggioritaria: 1.375 donne, il 58,04%, rispetto a 994 uomini, il 41,96%.
Il confronto con il 2025 conferma il progressivo ricambio generazionale: un anno fa gli under 50 erano 2.280, 89 in meno rispetto a oggi. Nello stesso periodo il totale degli iscritti è passato da 4.906 a 4.993. Cresce anche, seppure lievemente, il peso della componente femminile tra i professionisti più giovani, passata dal 57,81% al 58,04%.
Guardando più indietro, il numero complessivo degli iscritti è in crescita: in quattro anni, dal 2022, gli iscritti all’Ordine sono cresciuti del 15,4%, 668 medici in più rispetto ai dati attuali.
«La Giornata del Medico e dell’Odontoiatra è un appuntamento a cui la nostra comunità professionale tiene molto. Ed è il momento in cui ci ritroviamo per celebrare i valori che ci uniscono, le persone che li hanno incarnati e le generazioni che rappresentano la nostra storia e il nostro futuro», ha precisato il presidente Valente che ha aggiunto «Nonostante l’aumento dei nuovi ingressi nella professione e il giuramento di 119 nuovi medici, non significa che l’emergenza legata alla carenza di medici possa considerarsi superata. Noi non sappiamo che cosa andranno a fare questi giovani medici che vengono immessi nella professione. I segnali raccolti dall’Ordine indicano infatti che una parte dei nuovi professionisti potrebbe scegliere di lavorare all’estero o nella sanità privata. Il Servizio sanitario nazionale non beneficerà molto di questi nuovi ingressi, perché oggi non è sufficientemente appetibile per i medici», ha precisato. Un problema che non riguarda soltanto i più giovani. Anche in Veneto, dove la situazione appare migliore rispetto ad altre realtà, continuano infatti gli abbandoni, soprattutto da parte di medici tra i 45 e i 50 anni, che lasciano la dipendenza ospedaliera per orientarsi verso altre strutture o altri percorsi professionali. «Il Servizio sanitario è soffocato, ingessato da una burocrazia asfissiante. I medici si trovano a fare poco i medici e molto i burocrati», ha concluso Valente.
La serata è stata accompagnata dalla musica dell’Orchestra Giovanile Vicentina, composta da circa trenta elementi e diretta dai maestri Mariano Doria e Michele Sguotti.




















