15 Giugno 2026 - 16.44

Dal trionfo al Red Bull Frista di Milano al palco dello SpioRock: Drimer conquista Vicenza

di Anita Guelfi

Dalla vittoria al Red Bull Frista di Milano fino al palco dello SpioRock di Vicenza. È stato Drimer, tra i nomi più interessanti della nuova scena rap italiana, a chiudere la serata conclusiva dello SpioRock 2026, andata in scena domenica 15 giugno e capace di richiamare un pubblico numeroso e partecipe.

Il rapper trentino, originario di Castelfondo, arriva a Vicenza forte di un importante riconoscimento ottenuto appena due mesi fa. Lo scorso 19 aprile, infatti, si è aggiudicato la vittoria del Red Bull Frista, la più prestigiosa competizione italiana dedicata al freestyle, disputata sul palco dell’Alcatraz di Milano. Un successo che ha consolidato ulteriormente la sua reputazione come uno dei freestyler più talentuosi e completi del panorama nazionale.

Lo SpioRock, da anni punto di riferimento per la musica dal vivo e per l’aggregazione giovanile nel territorio vicentino, ha accolto con entusiasmo l’artista trentino per il gran finale di un’edizione che ha saputo unire generi, generazioni e provenienze diverse.

Prima dell’esibizione di Drimer, il pubblico ha potuto assistere alle performance di PRINCEE, giovane artista vicentino, e di Harakiri, rapper e cantautore originario di Thiene. Ad accompagnarli ai piatti i dj Noise Joke e Sart, protagonisti di una serata caratterizzata da un percorso musicale variegato, capace di spaziare dal pop punk alle sonorità urban fino al rap più diretto e autentico.

Proprio la presenza degli artisti locali è stata uno degli aspetti maggiormente apprezzati da Drimer. «La serata è stata molto bella e ho apprezzato vedere che c’è stato spazio per gli artisti del posto, ovvero Harakiri e PRINCEE, che hanno suonato prima di me», racconta il rapper. «Si è visto che hanno preso molto sul serio il loro live, preparandolo con attenzione e mettendomi quasi nelle condizioni di voler fare ancora meglio del solito».

Parole che evidenziano uno degli elementi distintivi dello SpioRock: la capacità di valorizzare le realtà emergenti del territorio affiancandole ad artisti già affermati. Un aspetto che assume ancora più valore considerando la natura gratuita del festival. «È bello vedere portato avanti un evento a ingresso libero che dà la possibilità a tutti di partecipare nel modo che preferiscono: lontani, seduti, sotto il palco. Ognuno può vivere la musica come desidera».

A sigillare la chiusura della manifestazione è stato quindi lo stesso Drimer, che con una selezione di brani accuratamente studiata è riuscito a conquistare il pubblico vicentino. Tra una canzone e l’altra, però, non sono mancati i momenti che lo hanno reso celebre in tutta Italia: le improvvisazioni in freestyle. Invitando gli spettatori a suggerire parole e temi, il rapper ha dato vita a una serie di esibizioni estemporanee che hanno messo in mostra tecnica, rapidità mentale e capacità di coinvolgimento.

Se il freestyle rappresenta l’aspetto più spettacolare e immediatamente riconoscibile della sua arte, il live vicentino ha mostrato anche un’altra faccia della scrittura di Drimer. Nel corso dell’esibizione, infatti, il rapper trentino ha proposto brani dai contenuti profondi e riflessivi, confermando di essere non soltanto uno dei tecnici più apprezzati della scena italiana, ma anche un autore capace di affrontare temi complessi con sensibilità e consapevolezza.

Tra i pezzi presentati, particolare attenzione ha suscitato L’Amore?, brano che affronta il tema del femminicidio e della violenza contro le donne, trasformando il rap in uno strumento di riflessione sociale oltre che di intrattenimento. Nei suoi testi trovano spazio anche argomenti di stretta attualità come i conflitti e le guerre che segnano il panorama internazionale, affrontati con uno sguardo critico e personale.

Una dimensione, quella più intimista e impegnata, che completa il profilo artistico di Drimer. Dietro la tecnica, la velocità di pensiero e la padronanza del freestyle emerge infatti un liricista a tutto tondo, capace di utilizzare le parole con precisione e consapevolezza, alternando esercizi di stile a racconti e riflessioni che invitano il pubblico a interrogarsi sulla realtà che lo circonda.

Un talento affinato negli anni, partendo proprio da contesti simili a quello dello SpioRock. «Vengo da un paese piccolissimo e per anni ho frequentato situazioni molto più piccole di questa», spiega. «Anche se oggi vivo a Milano e ho la fortuna di partecipare più spesso a eventi di grande portata, tornare in realtà come queste, magari da protagonista, mi fa enormemente piacere. È come chiudere un cerchio: prima guardavi chi saliva sul palco, adesso sei tu in quella posizione».

Per l’artista trentino, esibirsi in festival radicati nel territorio rappresenta anche una responsabilità particolare. «Ogni volta che salgo sul palco cerco di dare il massimo, ma quando mi trovo in contesti come questo sento quasi un motivo in più per farlo. Paradossalmente, rispetto agli eventi con migliaia di persone, qui mi sento più a casa. C’è un senso di vicinanza con il pubblico e con le realtà che organizzano questi eventi che mi dà una responsabilità positiva e una grande gioia».

Un finale intenso e partecipato che ha chiuso nel migliore dei modi l’edizione 2026 dello SpioRock, confermando ancora una volta il festival come uno degli appuntamenti musicali e di aggregazione più significativi e longevi del territorio vicentino.

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