Dal feed di Instagram al palco del Lumen: così Ele A ha conquistato il pubblico di Vicenza

di Anita Guelfi
La serata dedicata all’urban del Lumen Festival si è aperta con tre artisti capaci di rappresentare, ciascuno a modo proprio, alcune delle sfaccettature più interessanti della nuova scena italiana. Ad aprire il programma sono stati Niyama, rapper vicentina che intreccia hip hop, R&B e sfumature neo-soul, e Gio Fog, rapper padovano vincitore dell’Underdog Contest indetto proprio dal Lumen Festival. Niyama ha portato sul palco il suo stile riconoscibile e personale, mentre Gio Fog ha proposto un rap dalle influenze trap e cloud, con un immaginario profondamente legato alla provincia e alla cultura skate. Due approcci diversi ma complementari, capaci di scaldare il pubblico e accompagnarlo verso il cuore della serata.

A fare da ponte verso l’headliner è stato Promessa, tra i nomi emergenti della nuova scena urban italiana. Il suo stile mescola rap, cantautorato e sonorità elettroniche in brani che alternano introspezione ed energia. Un live intenso e curato, che ha fatto muovere e cantare il pubblico davanti al palco, preparando il terreno all’ingresso di Ele A.
C’è chi l’ha scoperta grazie al consiglio di un amico. E chi, invece, semplicemente scorrendo Instagram. «Mi sono comparsi alcuni suoi freestyle e ho iniziato ad ascoltarla», racconta uno dei ragazzi presenti ieri sera al Lumen Festival. Una storia personale che, in realtà, assomiglia a quella di molti altri spettatori. Per una parte del pubblico più giovane, infatti, la musica passa prima dallo schermo di uno smartphone e solo dopo arriva sul palco. Un percorso diverso rispetto al passato, ma ormai sempre più comune.

È anche questo uno degli aspetti che il Lumen Festival riesce a fotografare: portare sul palco artisti che rappresentano il presente della musica, intercettando un pubblico giovane che vive la scoperta musicale in modo completamente diverso rispetto a qualche anno fa. Non solo grandi nomi già affermati, ma anche artisti che stanno costruendo il proprio percorso attraverso una crescita costante, alimentata dai live, dal passaparola e da una presenza sempre più forte sui social.
Ele A, rapper e cantautrice svizzera classe 2002, è oggi tra le voci più interessanti della nuova scena rap italiana. Arrivata al Lumen dopo un percorso costruito con costanza, ha dimostrato sul palco la grinta, lo stile e l’energia che la contraddistinguono. Una crescita che negli ultimi anni le ha permesso di conquistare uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano, grazie a un’identità artistica riconoscibile e a una scrittura capace di alternare tecnica, introspezione e autenticità.

Il suo nome è ormai associato ad alcune delle collaborazioni più importanti della scena, con artisti del calibro di Guè, Neffa e Cor Veleno, oltre all’esibizione sul palco del Concerto del 1° Maggio di Roma. Tappe che hanno contribuito a consolidarne la credibilità artistica senza far perdere quella spontaneità che continua a caratterizzare il suo modo di stare sul palco.
Durante il live al Lumen Festival, Ele A ha confermato proprio questa cifra stilistica. Nessun effetto speciale fine a sé stesso, ma una presenza scenica solida, costruita soprattutto sull’interpretazione e sul rapporto diretto con il pubblico. Il concerto è scivolato via con naturalezza, alternando i brani più conosciuti a momenti più intimi, nei quali è emersa la componente più personale della sua scrittura. Il pubblico ha risposto con attenzione e partecipazione, accompagnando i pezzi più noti e seguendo con entusiasmo anche quelli meno conosciuti.

La sensazione è quella di trovarsi davanti a un’artista che, pur essendo ancora all’inizio della propria carriera, ha già trovato una direzione precisa. La sua forza non sta soltanto nella tecnica o nella capacità di scrivere barre efficaci, ma soprattutto nell’essere riuscita a costruire un linguaggio capace di parlare a una generazione che si riconosce nelle sue parole e nel suo modo di raccontarsi.
L’esibizione si è inserita perfettamente nello spirito del Lumen Festival, che anche quest’anno continua a distinguersi per una programmazione capace di mettere insieme artisti già affermati e nuove realtà in forte crescita. Una formula che permette al pubblico non solo di assistere ai concerti dei propri artisti preferiti, ma anche di scoprirne di nuovi, spesso destinati a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano.
Se i social sono il luogo dove oggi molti artisti vengono scoperti, festival come il Lumen restano il luogo in cui quella scoperta si trasforma in un’esperienza condivisa. Perché un reel può incuriosire, un freestyle può diventare virale e una canzone può finire in una playlist. Ma è sotto un palco che nasce il rapporto più autentico tra artista e pubblico. Ed è probabilmente questa la forza della rassegna vicentina: riuscire a trasformare un algoritmo in una piazza, dando un volto e una voce a quella musica che, fino a poco prima, esisteva soltanto dietro lo schermo di un telefono.
















