23 Ottobre 2026 - 11.38

Camion bloccati, crollano le forniture di frutta e verdura in Veneto: l’allarme di Confagricoltura, «Prezzi in aumento e mercati invasi dai prodotti esteri»

Il blocco degli autotrasportatori contro il caro gasolio, durato dieci giorni, ha provocato pesanti ripercussioni sui mercati ortofrutticoli del Veneto, con forniture ridotte fino all’80%, aumenti dei prezzi all’ingrosso e un crescente ricorso a frutta e verdura importate dall’estero. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Veneto, che denuncia le conseguenze della paralisi dei collegamenti con le regioni del Sud Italia, dalle quali arriva una parte consistente dei prodotti distribuiti nei mercati veneti.

Il decreto-legge approvato giovedì 22 ottobre dal Consiglio dei ministri a sostegno dell’autotrasporto ha favorito una prima ripresa delle consegne. Diversi presìdi sono stati sospesi e nella notte i camion hanno ricominciato a raggiungere il Nord, ma la situazione resta lontana dalla normalità.

A Padova arrivi crollati dell’80%, a Verona prezzi alle stelle

Particolarmente pesante il bilancio al mercato agroalimentare di Padova, dove domenica scorsa sono arrivati appena dieci camion rispetto ai 50-60 normalmente attesi, con un calo vicino all’80%. Nella notte tra giovedì e venerdì sono giunti venti mezzi provenienti da Puglia, Calabria e Lazio, mentre continuavano a mancare le forniture da Sicilia e Campania.

Situazione difficile anche a Veronamercato, dove nei giorni più critici il quantitativo giornaliero di ortofrutta è precipitato da circa mille a 300 tonnellate. La scarsità di merce ha provocato un incremento medio del 20% dei prezzi all’ingrosso. Tra i prodotti maggiormente penalizzati figurano uva da tavola, pomodori e agrumi, parzialmente sostituiti con prodotti spagnoli.

A Treviso, invece, una settimana di difficoltà nei trasporti ha determinato una riduzione delle forniture compresa tra il 20 e il 25%, soprattutto per l’uva pugliese, le clementine calabresi e i pomodorini siciliani. Gli operatori considerano decisive le prossime 48 ore per capire se il sistema riuscirà a recuperare la piena operatività.

Frutta e verdura dall’estero per riempire gli scaffali

Per compensare la mancanza di produzioni italiane, la grande distribuzione ha aumentato gli acquisti sui mercati stranieri. Nei supermercati veneti sono così arrivati prodotti provenienti da Olanda, Spagna, Polonia, Germania, Turchia e Sudafrica, con prezzi non sempre vantaggiosi per i consumatori.

Ma a preoccupare Confagricoltura non sono soltanto le conseguenze immediate sui prezzi. Il rischio è che i fornitori stranieri, entrati nella distribuzione italiana durante l’emergenza, riescano a consolidare le proprie posizioni anche dopo la ripresa dei trasporti, sottraendo quote di mercato alle aziende agricole nazionali.

Al Sud raccolti distrutti, latte fermo e caseifici bloccati

Le conseguenze più gravi della protesta hanno colpito direttamente gli agricoltori e gli allevatori meridionali. In diversi casi frutta e ortaggi già raccolti sono stati distrutti perché impossibili da trasportare, mentre nelle aziende zootecniche il latte è rimasto fermo per giorni. In Campania si sono interrotte anche le attività dei caseifici della Mozzarella di bufala campana Dop.

Una situazione che si aggiunge alle difficoltà di un’annata già segnata dagli effetti climatici e dall’aumento dei costi del carburante.

«L’agricoltura italiana è una sola», sottolinea Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto, esprimendo solidarietà agli imprenditori agricoli del Mezzogiorno.

Secondo Bonaldi, sono proprio i produttori del Sud a pagare le conseguenze più pesanti di un’interruzione dei trasporti della quale non hanno responsabilità. La distruzione dei raccolti e il mancato ritiro del latte rappresentano una perdita economica particolarmente grave, che finisce per ripercuotersi sull’intera filiera alimentare, compresi i mercati e i consumatori veneti.

Il presidente chiede quindi il rapido ripristino della circolazione delle merci in tutto il Paese, sottolineando come ogni ulteriore giornata di blocco comporti nuovi sprechi alimentari, perdite di reddito e opportunità commerciali per i produttori stranieri.

Confagricoltura Veneto valuta positivamente i primi effetti del provvedimento governativo, ma avverte che la ripresa delle consegne dovrà consolidarsi rapidamente per evitare conseguenze durature sul comparto agricolo italiano.

L’associazione continuerà a monitorare la situazione nei mercati veneti, mantenendo il confronto con la Confederazione nazionale e con gli operatori della filiera per rappresentare le esigenze delle imprese agricole e favorire il ritorno alla normalità.

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