15 Ottobre 2021 - 8.37

Veneto: fornivano passaporti falsi e facevano entrare immigrati clandestini, denunciati in tre

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La Guardia di finanza di Treviso ha concluso un’indagine, iniziata nel 2019, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ad essere messi sotto provvedimento cautelare personale sono tre persone di nazionalità guineana, residenti tra Roma e Napoli, che hanno favorito l’immigrazione clandestina di almeno 45 cittadini subsahariani, ricorrendo a voli di linea diretti da Malta e dall’Italia.

Le investigazioni, condotte dai finanzieri del Gruppo di Treviso, hanno preso avvio nel dicembre 2019, quando, presso l’Aeroporto “Antonio Canova” di Treviso, furono fermati due clandestini africani, provenienti da Malta, che avevano entrambi lo stesso passaporto contraffatto, la cui identità apparteneva in realtà a una terza persona. Grazie all’incrocio delle informazioni ottenute tramite le intercettazioni telefoniche, l’analisi delle liste passeggeri e delle prenotazioni di volo delle diverse compagnie aeree, la consultazione delle banche dati del Ministero dell’Interno e l’esame dei conti correnti bancari degli indagati, le Fiamme Gialle trevigiane hanno ricostruito il collaudato sistema illecito, ideato dai tre guineani per introdurre clandestinamente in Italia decine di immigrati africani, utilizzando sistematicamente Malta come scalo.

Gli stranieri irregolari provenienti dal continente africano, prima di essere definitivamente trasferiti in Italia, venivano infatti condotti nell’isola, dove potevano disporre di un alloggio temporaneo, fornito dagli stessi indagati. Successivamente, sfruttando documenti di identità contraffatti o intestati ad altri soggetti compiacenti, i tre cittadini guineani facevano imbarcare gli immigrati a bordo di voli aerei, con destinazione gli aeroporti di Treviso, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Bari, Torino, Orio al Serio, Napoli, Perugia, oltre che a bordo di traghetti diretti a Catania.

La tariffa fissata per ciascun ingresso irregolare variava tra i 450 e i 700 euro a clandestino. Su richiesta della Procura di Treviso, alla luce della gravità del quadro indiziario, il G.I.P. ha disposto nei confronti dei tre “passeur” la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, prescrivendo loro di non allontanarsi dall’abitazione nella fascia oraria compresa tra le 21 e le 6. Due dei tre indagati sono stati già rintracciati ad Acerra (NA), con la collaborazione dei finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli; la perquisizione della loro abitazione, peraltro, ha permesso di sequestrare svariati documenti d’identità e passaporti, utilizzati per favorire l’ingresso in Italia dei clandestini.

L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso rientra in un più ampio monitoraggio dei flussi delle persone in transito dal territorio provinciale, non solo a bordo di veicoli, ma anche, come in questo caso, attraverso il locale scalo aeroportuale, al fine di tracciare i flussi finanziari illeciti connessi al fenomeno dell’immigrazione clandestina e al trasporto illegale di stranieri nel territorio dello Stato.

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