18 Giugno 2026 - 12.16

Se lo avesse fatto la destra, apriti cielo. Ma lo Sceriffo è rosso e nessuno fiata

Umberto Baldo

C’è un vecchio adagio della politica italiana, mai passato di moda, secondo cui un provvedimento non si giudica quasi mai per la sua sostanza, ma quasi sempre dal colore politico di chi lo firma.
L’ultimo, clamoroso esempio di questa perenne asimmetria arriva da Salerno, dove Vincenzo De Luca, appena rieletto Sindaco per la quinta volta — e per di più senza il sostegno esplicito di alcun partito ufficiale —, ha rimesso piede a Palazzo di Città dettando immediatamente la sua agenda.
Niente pacche sulle spalle, niente melina istituzionale: al primo giorno utile, la sua giunta ha varato il NOS, il Nucleo Operativo di Sicurezza.
Una ventina di “super vigili” urbani, pronti a operare anche in abiti civili, flessibili negli orari e, soprattutto, coordinati direttamente dal Sindaco.
L’obiettivo dichiarato del NOS tocca tutti i tasti più sensibili della percezione di sicurezza dei cittadini: contrasto al degrado urbano ed alla microcriminalità, ai parcheggiatori abusivi, allo spaccio, all’accattonaggio molesto, fino al monitoraggio degli irregolari per facilitarne l’espulsione e all’applicazione dei Daspo urbani.
Ora, proviamo per un attimo a fare un esercizio di fanta-politica.
Immaginiamo che un sindaco di centrodestra, magari in una città del Nord, si fosse presentato al primo consiglio comunale istituendo un corpo speciale di polizia locale ai suoi ordini diretti, parlando di “blitz”, di caccia ai parcheggiatori abusivi e di espulsioni dei clandestini.
Con ogni probabilità, a quest’ora le piazze sarebbero piene di cortei, i talk-show griderebbero alla “svolta autoritaria”, allo “stato di polizia locale”, all’ICE di Salerno, e alla militarizzazione del territorio.
Si sprecherebbero i fiumi d’inchiostro per denunciare una deriva populista e securitaria.
Ma a Salerno governa Vincenzo De Luca.
Un progressista, certo, ma decisamente sui generis, eretico per definizione e da sempre allergico ai canoni del politicamente corretto ed alle liturgie del Nazareno (le sue frizioni con la segreteria Schlein sul terzo mandato regionale ne sono state la prova lampante).
E così, il provvedimento passa quasi sotto silenzio nel dibattito nazionale, o viene derubricato a folklore meridionale, a espressione di quel “modello De Luca” che fa della concretezza muscolare il suo tratto identitario.
La verità che questo episodio sbatte in faccia alla sinistra dogmatica è che la richiesta di sicurezza, di decoro e di contrasto alla microcriminalità non è né di destra né di sinistra: è semplicemente un bisogno primario delle comunità.
Quando i cittadini lamentano i cantieri infiniti, le corse notturne in moto che disturbano il sonno, o gli episodi di degrado nei giardini pubblici, gli scippi o le violenze alle persone, non stanno chiedendo un manifesto ideologico; chiedono che qualcuno intervenga.
E De Luca, piaccia o meno, ha costruito il suo ultra-trentennale consenso (ripeto è al suo quinto mandato di Sindaco di Salerno) proprio sulla capacità di intercettare questa domanda con il linguaggio della perentorietà e dell’ordine.
Resta da chiedersi se la personalizzazione estrema del controllo del territorio e l’istituzione di “reparti speciali” alle dirette dipendenze del Primo Cittadino siano la risposta strutturale corretta, o se non rischino di scavalcare i normali canali istituzionali.
Ma nel frattempo, mentre la politica romana si avvita in discussioni teoriche, lo “Sceriffo” è tornato in strada, tra i cantieri e i lungomari di Salerno.
E i suoi concittadini, a quanto pare, continuano a dargli ragione.
Umberto Baldo

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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