23 Giugno 2022 - 12.06

PILLOLE DI ECONOMIA – Attenti al volo!

di Umberto Baldo

Avete programmato le vostre vacanze prevedendo l’utilizzo dell’aereo?
Non siete i soli ovviamente, tanto è vero che questa estate 2022 potrebbe segnare un record storico delle prenotazioni in Europa.
Secondo me non ci voleva un genio per immaginare che dopo due anni di pandemia con aeroporti semivuoti, la fine delle restrizioni avrebbe innescato la ripresa dei viaggi, con conseguente boom di domanda.
Se non che è bene mettiate in conto già da ora qualche disservizio, conseguente alla possibile cancellazione di voli da parte di tutte le compagnie.
E tutto ciò per mancanza di personale.
Durante la pandemia l’industria del trasporto aereo ha risentito molto del calo del traffico, cui ha risposto licenziando fino al 45% della forza lavoro, tanto che adesso si stima manchino all’appello circa 26-30 mila fra piloti, assistenti di volo e personale di terra.
Se a questa carenza strutturale, che non sarà possibile colmare nei prossimi mesi estivi, aggiungiamo appunto l’esplosione della domanda nonostante l’impennata delle tariffe dovuta al caro carburanti, capite bene che si prospetta un periodo di disagi per l’utenza.
Perché di fronte a queste problematiche le Compagnie aeree di fatto non hanno altra strada se non cancellare voli già programmati, e già oggi in Europa si registra una media di 175 decolli giornalieri annullati.
E gli scenari si prospettano ancora peggiori per i prossimi tre mesi, tanto che alcune stime parlano di un numero di cancellazioni che potrebbe raggiungere le 1200 ogni giorno, qualcosa come 114mila nel periodo.
Disagi che potrebbero coinvolgere circa 186mila utenti al giorno, e fino a 17 milioni durante l’estate.
E per fare qualche esempio concreto, EasyJet è stata la prima compagnia aerea low cost ad annunciare un taglio del 13% dei propri voli a causa della mancanza di personale e della riduzione dei voli nei principali aeroporti europei. A cominciare da quello di Gatwick a Londra, e quello di Schiphol ad Amsterdam. Per questo l’azienda ha affermato che da luglio a settembre ridurrà la sua capacità di trasporto aereo all’87% rispetto al 2019, periodo pre-covid. Percentuale inferiore alle aspettative, che prevedevano un ritorno dei voli al 97% durante l’alta stagione estiva. EasyJet ha anche tolto dai suoi Airbus A319 l’ultima fila dei sedili, per poter ridurre il numero degli assistenti di volo a bordo.
British Airways ha deciso di tagliare un decimo dei voli su Londra fino a ottobre, e ha comunque ridotto l’offerta complessiva.
Klm, in Olanda, ha rivisto al ribasso la programmazione delle prossime settimane anche perché l’aeroporto di Amsterdam rischia il collasso.
In particolare sofferenza risultano già le compagnie, e le società di servizi di terra, degli aeroporti del Regno Unito, dell’Olanda, della Francia e della Spagna, che sono del resto le aree dove si è licenziato di più durante la pandemia.
Non vanno meglio le cose negli Usa. Anche qui le compagnie non sono in grado di far fronte all’impennata della domanda, e quindi rispondono con tagli dei voli.
Sia chiaro che, nonostante queste difficoltà, gli aerei continueranno a volare, e la maggioranza dei viaggiatori non subirà disagi particolari.
Per quelli che invece incapperanno in qualche cancellazione, tutte le Compagnie prevedono di riprogrammare l’offerta, fornendo ai clienti un preavviso e la possibilità di riprenotare su voli alternativi.
Non c’è nulla da fare, e quindi il consiglio è di “non dare per scontato” che il volo che avete prenotato decollerà regolarmente, e di conseguenza sarà sempre opportuno informarsi nell’imminenza del decollo.
Se poi siete di quelli che si agitano al solo pensiero di dover bivaccare per ore in qualche aeroporto, vi resta sempre l’alternativa di rinunciare a mete lontane, optando per località di villeggiatura raggiungibili in auto, o con l’ecologico treno.
Umberto Baldo

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