29 Giugno 2026 - 16.57

Il Teatro romano di Berga torna protagonista con il premio #Volotea4Veneto

Il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza si prepara a una nuova fase della sua storia. Grazie alla vittoria del premio #Volotea4Veneto, il Comune si è aggiudicato circa 39 mila euro che consentiranno di realizzare un nuovo allestimento dedicato al Teatro romano di Berga, primo passo di un più ampio percorso di valorizzazione del museo e del suo patrimonio archeologico.

A illustrare il progetto sono stati il sindaco Giacomo Possamai e l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’Attrattività della città Ilaria Fantin, insieme, in collegamento, alla conservatrice archeologa del Museo Naturalistico Archeologico Valentina Donadel e con un videomessaggio di Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea.

«Ci tenevamo a ringraziare tutti coloro i quali hanno partecipato al premio #Volotea4Veneto, iniziativa nata in collaborazione con Gruppo SAVE e Regione del Veneto per promuovere e sostenere alcune eccellenze culturali del territorio – ha dichiarato il sindaco Giacomo Possamai -. Da parte dell’intera amministrazione rivolgiamo 5.255 grazie, tanti quanti i voti che abbiamo ricevuto ottenendo i 39mila euro messi in palio da Volotea. È un risultato importante, frutto di una campagna di comunicazione partita dall’amministrazione per poi allargarsi all’intera città, coinvolgendo i rappresentanti di associazioni e realtà del territorio, comunicatori e creator. Una campagna capace di toccare tanti cittadini che hanno colto il nostro impegno ed entusiasmo dando il loro voto. Il Teatro romano di Berga è uno dei tesori forse meno conosciuti della città. È un monumento di 2 mila anni, andato quasi del tutto distrutto, di cui si conservano dei resti al Museo Naturalistico Archeologico e anche nella zona, dove sorgeva, di Porton del Luzzo, all’interno di palazzi privati e in un civico di proprietà pubblica. Nell’ottica della valorizzazione del Teatro romano stiamo quindi facendo dei ragionamenti per capire se in questa zona sarà possibile riaprire alcuni luoghi e mostrare i resti. Grazie al premio #Volotea4Veneto la città è tornata a conoscere il Teatro romano di Berga e a portare una maggiore attenzione al Museo Naturalistico Archeologico. È stato quindi un lavoro di squadra che vorremmo replicare anche per l’Oratorio dei Boccalotti, proprietà di Ipab di Vicenza. Una gemma della città, chiusa ormai da diversi anni, che si vuole rendere aperta agli ospiti dell’Ipab e alla città, candidata dal Fai alla nuova edizione dei “Luoghi del cuore”, aperta fino al 15 dicembre. Saremo quindi al fianco del Fai per il voto all’Oratorio dei Boccalotti. È infatti un’occasione per coinvolgere l’intera città e per far riscoprire, come successo con il Teatro romano di Berga, luoghi nascosti della città».

L’assessore Ilaria Fantin ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione del patrimonio cittadino. «Per l’amministrazione non è un’eccezione cercare di condividere e valorizzare il patrimonio culturale cittadino – ha sottolineato l’assessore Ilaria Fantin -. Avviene spesso e in modi diversi, in alcuni casi con il contributo di privati cittadini, in altri con il sostegno di grandi realtà del territorio. Il premio #Volotea4Veneto rappresenta un esempio di questo sforzo collettivo, che ha saputo coinvolgere l’intera città. È una vittoria infatti che per il Museo Naturalistico Archeologico rappresenta un altro passo avanti nella sua valorizzazione, che segue all’arrivo, voluto dall’amministrazione, di una conservatrice archeologa, una figura scientifica dedicata alla valorizzazione del museo, e ad altre iniziative che presenteremo in futuro. Ci tenevamo quindi a dire a tutti un grande “grazie”: agli assessori e consiglieri comunali coinvolti, agli uffici comunali, in particolare l’ufficio stampa e il settore Musei, alle varie personalità del territorio che ci hanno sostenuto, come Dino Caliero, presidente dell’Azione Cattolica Vicenza, Rita Dal Molin del Csv Vicenza, don Francesco Gasparini, direttore del Museo Diocesano di Vicenza, Agata Keran, storica dell’arte e curatrice del Museo d’arte sacra di Monte Berico, Christian Greco, direttore del Museo egizio di Torino; ai creators Francesco Baruto (Barutz_fra), Cristina di “Folletti_in_viaggio”, Alessandra di “animodivino” Viviana di “vivianaltea” e Salvatore di “napoletani in veneto”. Grazie anche alle librerie del centro storico e ai commercianti per la distribuzione di segnalibri e volantini, ai cinema Spazio Roma e Odeon per la proiezione del video promo, all’Ordine degli avvocati dei Vicenza per averci aperto le porte della loro sede a Porton del Luzzo e ad Aim Ambiente per il sostegno nella campagna di comunicazione».

Soddisfazione anche da parte della direttrice dei Musei Civici, Valeria Cafà: «Abbiamo affrontato questo contest convinti potesse essere una buona occasione per riportare l’attenzione sul Museo Naturalistico Archeologico e, nello specifico, sulla storia romana di Vicenza; visto l’esito, faremo tesoro di questa esperienza che ci ha dato grande soddisfazione. Vorrei inoltre ringraziare i colleghi dei musei per la grande passione e competenza che hanno portato in questa nuova sfida. Il progetto su cui stiamo lavorando sarà il vero risultato di questa esperienza».

«Vedere il Teatro Romano di Berga tornare al centro dell’attenzione grazie a un progetto così partecipato è per noi motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea -. Con #Volotea4Veneto abbiamo dato ai cittadini la possibilità di scegliere quale iniziativa sostenere, trasformando il loro coinvolgimento in un aiuto concreto per il territorio. Siamo felici che il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza possa ora dare avvio a un percorso che unisce tutela, ricerca e innovazione, contribuendo a raccontare uno dei luoghi simbolo della storia della città. Desidero congratularmi con il Museo, il Comune di Vicenza e ringraziare tutti gli enti che hanno preso parte a questa edizione, insieme a Gruppo SAVE e Regione del Veneto, con cui condividiamo l’impegno per la valorizzazione delle eccellenze venete».

La vittoria è arrivata grazie ai 5.255 voti raccolti tra l’8 maggio e il 10 giugno. Tra tutti i partecipanti sarà estratto un voucher Volotea del valore di 1.000 euro. Il progetto vicentino ha superato il Parco Naturale Regionale della Lessinia (4.995 voti), il Museo Civico di Bassano del Grappa (3.612) e la Fondazione Querini Stampalia di Venezia (2.403).

Un viaggio nella Vicetia romana

Il progetto “Vicenza città di teatri. La riscoperta del Teatro romano di Berga” punta a riportare alla luce uno dei monumenti più significativi dell’antica Vicetia, fonte di ispirazione anche per Andrea Palladio nella progettazione del Teatro Olimpico.

L’intervento interesserà completamente la sala del museo dedicata al Teatro di Berga, con il restauro delle statue e degli elementi decorativi in marmo, una ricostruzione tridimensionale basata sugli studi più recenti, nuovi strumenti di storytelling digitale, apparati grafici e una nuova illuminazione studiata per valorizzare la plasticità delle sculture e ricreare l’effetto scenico del teatro romano.

Nei prossimi mesi prenderanno il via la progettazione e gli studi preliminari, mentre il nuovo allestimento sarà completato nel corso del 2027.

Un tesoro nascosto nel cuore di Vicenza

Realizzato a partire dalla prima metà del I secolo d.C. e completato in età Claudia, il Teatro romano di Berga fu ampliato nel II secolo con un ricco apparato decorativo. Nei secoli successivi le sue strutture vennero inglobate negli edifici del borgo Berga, tanto che ancora oggi l’andamento curvilineo della cavea è riconoscibile nella forma dei palazzi e alcuni resti sono tuttora visitabili.

Tra i reperti conservati al Museo Naturalistico Archeologico spiccano il nucleo di sculture in marmo dedicate alla dinastia Giulio-Claudia, tra cui un ritratto di Augusto, due statue femminili probabilmente raffiguranti Agrippina Minore e Antonia Minore, una statua loricata e un busto maschile attribuito forse a Nerone nelle vesti di Giove, il cui volto fu volutamente mutilato in epoca romana, in uno dei più antichi esempi di cancellazione dell’immagine per motivi politici.

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