Goletta dei Laghi, peggiora la qualità delle acque sulla sponda veneta del Garda: un punto fortemente inquinato e due oltre i limiti

Peggiora la qualità microbiologica delle acque sulla sponda veneta del Lago di Garda. È quanto emerge dal monitoraggio effettuato da Goletta dei Laghi 2026, la storica campagna di Legambiente dedicata al controllo dello stato di salute dei bacini lacustri italiani. Nel secondo appuntamento della terza tappa della campagna, sono stati analizzati sei punti della provincia di Verona: tre sono risultati entro i limiti di legge, due inquinati e uno fortemente inquinato.
I risultati sono stati presentati questa mattina a Peschiera del Garda, durante una conferenza stampa al Porto Peschiera. Rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati erano risultati conformi ai limiti di legge, quest’anno si registra un peggioramento della carica microbiologica, con il ritorno di criticità già riscontrate in passato.
I risultati del monitoraggio
Tra i sei punti monitorati, risultano entro i limiti di legge la foce del torrente Gusa, la foce del torrente Marra e la foce del rio Dugale. Si tratta di siti che negli anni avevano evidenziato criticità, ma che consolidano il rientro nei parametri registrato rispettivamente nel 2021, nel 2025 e nel 2020.
Due punti sono invece stati classificati come inquinati: la foce del torrente Bosca e la foce del torrente Rielo. Entrambi erano risultati nei limiti lo scorso anno, mentre nel 2024 erano stati giudicati fortemente inquinati.
La situazione più critica riguarda la foce del torrente San Severo, classificata come fortemente inquinata. Il sito era rientrato nei limiti dal 2019, dopo aver registrato in passato diversi superamenti dei parametri microbiologici.
Legambiente: “Serve rafforzare monitoraggi e prevenzione”
«I dati raccolti quest’anno sulla sponda veneta del Lago di Garda evidenziano un quadro in chiaroscuro che richiede attenzione – ha dichiarato Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi –. Se da un lato registriamo con soddisfazione il consolidamento del rientro nei limiti di legge in alcuni punti storicamente critici, dall’altro preoccupa il peggioramento rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati risultavano conformi. Le criticità riscontrate alle foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo confermano la necessità di rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione dell’inquinamento. La tutela del Garda passa attraverso un impegno costante delle amministrazioni e dei gestori del servizio idrico per garantire la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi lacustri».
Per Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, i risultati devono essere interpretati con equilibrio: «È importante ribadire che le acque di balneazione della sponda veneta del Lago di Garda, sottoposte ai controlli costanti di Arpav, risultano sicure sulla base dei campionamenti ufficiali. Tuttavia, le criticità rilevate alle foci di alcuni affluenti richiamano l’attenzione su possibili vulnerabilità nei sistemi di collettamento e depurazione o su eventuali criticità nella gestione dei reflui zootecnici. È necessario un impegno coordinato tra i comuni rivieraschi e quelli dell’entroterra, con verifiche puntuali, investimenti e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli amministrativi».
Focus sulla navigazione sostenibile
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della decarbonizzazione della navigazione lacustre attraverso l’impiego dei biolubrificanti, prodotti ottenuti da biomassa di origine vegetale e completamente biodegradabili. Secondo Legambiente rappresentano un’alternativa ecologica ai lubrificanti derivati dal petrolio, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale delle imbarcazioni e a tutelare gli ecosistemi acquatici.
Al termine della conferenza è stata inoltre presentata “Aurora”, la nuova imbarcazione di Arpa Veneto dedicata al monitoraggio delle acque del Lago di Garda. Realizzata con fondi del PNRR, è un vero e proprio laboratorio galleggiante dotato di sonar, ecoscandagli, drone subacqueo (ROV), stazione meteorologica di bordo e sonde multiparametriche, strumenti che consentono controlli ambientali sempre più precisi e tempestivi.
Come sono stati effettuati i controlli
I campionamenti sulla sponda veronese del Garda sono stati eseguiti il 9 giugno 2026 da tecnici e volontari di Legambiente. Le analisi hanno riguardato i parametri microbiologici Enterococchi intestinali ed Escherichia coli.
Secondo la normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010), un campione viene definito inquinato quando supera i limiti di 500 UFC/100 ml per gli Enterococchi intestinali e/o 1.000 UFC/100 ml per l’Escherichia coli; è invece classificato come fortemente inquinato quando i valori superano rispettivamente 1.000 UFC/100 ml e 2.000 UFC/100 ml.
Legambiente ricorda che il monitoraggio della Goletta dei Laghi non sostituisce i controlli ufficiali sulla balneabilità delle acque. I punti vengono scelti in base al potenziale rischio di contaminazione, privilegiando foci di fiumi e torrenti, scarichi e canali, aree dove più frequentemente si concentrano criticità dovute a depurazione insufficiente o scarichi abusivi.















