Fipe-Confcommercio Vicenza: “Per fermare le false recensioni servono linee guida più efficaci”

Vicenza, 22 luglio 2026 – La norma, contenuta nella Legge annuale sulle piccole e medie imprese, era stata salutata come un importante passo avanti per contrastare il fenomeno delle recensioni false, che rischiano di distorcere il mercato – siano esse negative o positive – per il peso che i giudizi on line hanno nelle scelte del consumatore. Era poi seguita, a fine giugno, la pubblicazione delle linee guida dell’AGCM, ovvero l’Antitrust, che dovevano regolarne il funzionamento concreto. Ed è proprio su queste “istruzioni”, rimaste in consultazione sul sito dell’Autorità fino allo scorso 15 luglio, che arriva l’altolà di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi: per allineare il testo proposto dall’AGCM allo spirito della Legge sulle PMI servono precisi interventi correttivi. Dello stesso parere anche altre sigle di settore, che assieme a Fipe hanno diffuso, nei giorni scorsi, una nota congiunta.
La richiesta è prevedere, per prima cosa, regole uniformi per tutti i soggetti che pubblicano o ospitano recensioni; quindi, vietare in modo assoluto quelle incentivate, ad esempio con sconti e regali; separare le sponsorizzazioni dal rating complessivo e garantire maggiore trasparenza sui criteri di ranking e sugli algoritmi; nonché stabilire basi giuridiche chiare per i controlli antifrode. Inoltre, la Federazione chiede di vietare i punteggi anonimi e privi di motivazione scritta, che impediscono l’esercizio del diritto di replica, e di garantire canali di segnalazione immediata per la rimozione dei contenuti illeciti.
“Insomma, c’è ancora molto da fare perché questa normativa sia davvero efficace – spiega Gianluca Baratto, presidente di Fipe-Confcommercio Vicenza -, ma è assolutamente prioritario che quanto prima sia operativa, perché le recensioni incidono in modo significativo sul business dei locali”. Quanto? Secondo le stime della Federazione nazionale, le recensioni influenzano mediamente, per un ristorante, il 30 per cento del suo fatturato. “Dunque, è chiaro che incidono sulla sostenibilità di un locale – evidenzia il presidente Baratto, ricordando come il settore in provincia conti oltre 4mila imprese e dia lavoro a 17 mila addetti. “Siamo una voce significativa dal punto di vista economico e occupazionale – aggiunge –: chiedere trasparenza e correttezza sul fenomeno delle recensioni è il minimo, perché è assurdo che chiunque possa pubblicare un giudizio su un locale indipendentemente dall’averci mangiato, come purtroppo accade, con conseguenze a volte pesanti per l’attività”. Nessuna intenzione, dunque, di demonizzare le recensioni che sono utili ad orientare il consumatore e generalmente premiano chi lavora bene, “ma quello che chiediamo – prosegue il presidente Baratto – è una regolazione davvero efficace, in grado di valorizzare i giudizi dei veri clienti ed evitare le distorsioni del mercato che possono essere causate da qualche hater, da organizzazioni dedite a lucrare sul fenomeno o addirittura dall’intelligenza artificiale che lavora da qualche server in giro per il mondo”.
In questo senso la norma ha introdotto principi importanti, a cominciare dal considerare come lecita la recensione rilasciata da non oltre 30 giorni dalla fruizione del servizio e non conseguente a procedure di sconti, benefici o altro. Inoltre, il provvedimento stabilisce una presunzione di autenticità della recensione quando la stessa sia corredata da documentazione fiscale, quindi, scontrini e fatture. La recensione potrà stare on line non più di due anni. Questi sono alcuni degli aspetti che permettono di meglio regolamentare l’attuale situazione, ma l’attesa del settore per orientamenti ancora più stringenti ed efficaci resta ancora molto alta e confinata nel testo definitivo delle linee guida, che dovrà essere emanato dall’AGCM.
“Non pensiamo basti una legge per debellare il fenomeno delle false recensioni, ma si possono mettere dei freni ad un fenomeno che altrimenti rischia di dilagare – evidenzia il presidente di Fipe Confcommercio Vicenza, che però punta l’attenzione su un ulteriore aspetto: “Al di là delle regole, è importante anche l’etica di ciascuno: chi fa una recensione negativa deve essere consapevole del grande lavoro che c’è dietro ad un piatto e considerare che un errore ci può stare. In questo caso – sottolinea Baratto – la cosa migliore è comunicare al personale i problemi riscontrati, in modo da ricevere subito spiegazioni o consentire di rimediare. Si evita così, per il cliente di concludere la serata portandosi a casa malcontento o delusione e, allo stesso tempo, si permette al ristoratore di capire dove c’è da migliorare. E se alla fine, giustamente, si vuole lasciare una recensione che evidenzia cosa è “andato storto”, ricordiamoci che dietro un ristorante si sono, ogni giorno, persone, fatica, rischio e capacità imprenditoriali, e anche tanti sogni: quando esprimiamo un giudizio facciamolo sempre in modo costruttivo”.


















