Decathlon promette 2.000 euro in azioni ai dipendenti di tutto il mondo

Decathlon ha annunciato che nel 2029 la maggior parte dei suoi 103.000 dipendenti nel mondo riceverà in media circa 2.000 euro in azioni gratuite. Una misura presentata come rafforzamento dell’azionariato dei lavoratori, ma che arriva anche in un contesto segnato da recenti tensioni e controversie sindacali.
“Si chiama semplicemente azionariato dei dipendenti”, spiega Nicolas Doze, commentatore economico di LCI, sottolineando come non si tratti di un’innovazione assoluta all’interno della cosiddetta “galassia Mulliez”, che comprende anche insegne come Auchan e Leroy Merlin.
Nel gruppo Decathlon, infatti, la partecipazione azionaria dei dipendenti è attiva dal 1987. Oggi circa il 54% della forza lavoro detiene azioni della società: circa 56.000 dipendenti controllano complessivamente il 13% del capitale.
La misura annunciata guarda però al futuro più che al presente. Non si tratta di un intervento immediato sul potere d’acquisto, ma di una promessa di lungo periodo legata alla crescita dell’azienda e alla distribuzione della ricchezza generata.
“Non la vedo come una semplice trovata pubblicitaria”, osserva ancora Doze. “Il senso è che bisogna lavorare per creare ricchezza. Una volta creata, può essere redistribuita. E un’azienda, per esistere, ha bisogno di azionisti”.
Secondo l’analisi economica, strumenti di questo tipo rientrano in una logica di partecipazione agli utili: meccanismi che possono incidere sul coinvolgimento dei dipendenti e, in parte, sul loro potere d’acquisto, beneficiando anche di un regime fiscale e contributivo agevolato.
Una scelta che, tra incentivo e strategia industriale, rilancia il modello della partecipazione interna come leva di stabilità e fidelizzazione della forza lavoro.













