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	<title>SALUTE e SANITÀ | TViWeb</title>
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	In Risalto Srl
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		<title>Da Arzignano a Noventa, da Vicenza a Valdagno: sabato 7 novembre Vax Day in cinque Case della Comunità dell&#8217;Ulss 8 Berica</title>
		<link>https://www.tviweb.it/da-arzignano-a-noventa-da-vicenza-a-valdagno-sabato-7-novembre-vax-day-in-cinque-case-della-comunita-dellulss-8-berica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 09:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vaccinazioni dalle 8 alle 13 a Vicenza, Arzignano, Longare, Noventa Vicentina e Valdagno. L&#8217;iniziativa è rivolta ai cittadini dai 12 anni, con accesso su prenotazione. Il direttore generale Peter Assembergs: «Un&#8217;opportunità in più per ricevere il vaccino in modo semplice,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vaccinazioni dalle 8 alle 13 a Vicenza, Arzignano, Longare, Noventa Vicentina e Valdagno. L&#8217;iniziativa è rivolta ai cittadini dai 12 anni, con accesso su prenotazione. Il direttore generale Peter Assembergs: «Un&#8217;opportunità in più per ricevere il vaccino in modo semplice, anche per chi ha maggiore facilità a spostarsi il sabato».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 7 novembre 2026, dalle ore 8 alle 13, cinque Case della Comunità del territorio dell&#8217;<strong>Ulss 8 Berica</strong> ospiteranno un <strong>Vax Day dedicato alla vaccinazione contro l&#8217;influenza stagionale e il Covid-19</strong>. L&#8217;iniziativa rientra nella campagna coordinata dalla Regione del Veneto per favorire l&#8217;accesso alle vaccinazioni e offrire ai cittadini un&#8217;ulteriore occasione di protezione in vista della stagione invernale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata, organizzata dal <strong>Servizio Igiene e Sanità Pubblica in collaborazione con i Distretti Socio Sanitari</strong>, è rivolta alla popolazione a partire dai 12 anni e si svolgerà contemporaneamente in cinque sedi distribuite sul territorio vicentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le cinque sedi del Vax Day</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le vaccinazioni saranno effettuate sabato 7 novembre, dalle <strong>8.00 alle 13.00</strong>, nelle seguenti Case della Comunità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Vicenza:</strong> sede di San Felice, corso SS. Felice e Fortunato 229.</li>



<li><strong>Arzignano:</strong> via Trento 4.</li>



<li><strong>Longare:</strong> via Europa 9.</li>



<li><strong>Noventa Vicentina:</strong> via Capo di Sopra 1.</li>



<li><strong>Valdagno:</strong> via Galileo Galilei 3.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;accesso avverrà esclusivamente su prenotazione</strong>, attraverso il portale regionale:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://prenotavaccino.regione.veneto.it/ulss8">https://prenotavaccino.regione.veneto.it/ulss8</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è facilitare l&#8217;adesione alla campagna vaccinale, in particolare per le persone che durante la settimana hanno difficoltà a recarsi negli ambulatori e per le famiglie che desiderano vaccinarsi insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Assembergs: «Un&#8217;opportunità in più per i cittadini»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Come Ulss 8 Berica confermiamo il nostro massimo impegno nel promuovere la campagna di vaccinazione e favorire in tutti i modi possibili l&#8217;adesione da parte dei cittadini», dichiara <strong>Peter Assembergs, direttore generale dell&#8217;Ulss 8 Berica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vax Day, sottolinea il direttore generale, rappresenta un&#8217;occasione aggiuntiva per ricevere le vaccinazioni in modo semplice, con una particolare attenzione a chi può organizzare più facilmente i propri spostamenti nella giornata di sabato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Influenza e Covid: due vaccini anche nella stessa seduta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda sanitaria ricorda che la vaccinazione, insieme alle misure di igiene e protezione individuale, costituisce uno degli strumenti più efficaci per prevenire le malattie e ridurre la circolazione dei virus, soprattutto per tutelare le persone più fragili dal rischio di complicanze anche gravi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vaccino antinfluenzale e quello contro il Covid-19 possono essere somministrati nella stessa seduta</strong>, senza la necessità di programmare due appuntamenti separati. È comunque possibile riceverli in momenti diversi, senza dover rispettare un intervallo minimo tra le due vaccinazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A chi sono raccomandate le vaccinazioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe le vaccinazioni sono raccomandate in particolare alle persone che presentano un maggiore rischio di complicanze o che, per ragioni familiari o professionali, sono a contatto con soggetti vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le categorie indicate figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Persone di età superiore ai 60 anni</strong>.</li>



<li>Persone con patologie croniche, condizioni di rischio o disabilità.</li>



<li>Familiari, conviventi e caregiver di persone fragili.</li>



<li>Donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto.</li>



<li>Operatori sanitari e sociosanitari.</li>



<li>Ospiti delle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda specificamente <strong>la vaccinazione antinfluenzale</strong>, la raccomandazione riguarda anche i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, i donatori di sangue e alcune categorie professionali, tra cui gli addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo e il personale che lavora a contatto con gli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elenco completo delle categorie per le quali è raccomandata la vaccinazione è disponibile sul sito istituzionale dell&#8217;Ulss 8 Berica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va ricordato che <strong>il Vax Day del 7 novembre è dedicato alle persone dai 12 anni in su</strong>: per la vaccinazione dei bambini più piccoli restano disponibili gli altri canali previsti dalla campagna vaccinale, a partire dai pediatri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vaccinazioni gratuite per le categorie a rischio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Ulss 8 Berica ricorda che le vaccinazioni sono <strong>gratuite per le categorie a rischio</strong> individuate dalle indicazioni sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle cinque Case della Comunità coinvolte nel Vax Day, è possibile vaccinarsi anche attraverso la rete territoriale ordinaria, rivolgendosi al proprio <strong>medico di medicina generale</strong>, al <strong>pediatra di libera scelta</strong> oppure alle <strong>farmacie aderenti</strong> alla campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi servizi rappresentano il primo punto di riferimento per i cittadini che desiderano ricevere informazioni, valutare la propria situazione e programmare la vaccinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata straordinaria del 7 novembre si aggiunge quindi alle opportunità già disponibili sul territorio, senza sostituirle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come prenotare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per partecipare al Vax Day di sabato 7 novembre è necessario collegarsi al portale regionale:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://prenotavaccino.regione.veneto.it/ulss8">https://prenotavaccino.regione.veneto.it/ulss8</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le somministrazioni si svolgeranno dalle ore 8 alle 13 nelle Case della Comunità di Vicenza, Arzignano, Longare, Noventa Vicentina e Valdagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è rivolta a <strong>ragazzi dai 12 anni e adulti</strong>, offrendo anche alle famiglie la possibilità di organizzare insieme l&#8217;appuntamento vaccinale.</p>



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		<title>Carrè e Marano: da lunedì 2 nuovi pediatri in servizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 16:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[carrè marano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entreranno in servizio lunedì 9 novembre due nuovi pediatri di libera scelta nell’Alto Vicentino: si tratta della dott.ssa Silvia Sabia, con ambulatorio a Carrè, e della dott.ssa Marika Nacci, che avrà sede con il suo studio a Marano Vicentino. Sostituiscono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Entreranno in servizio lunedì 9 novembre due nuovi pediatri di libera scelta nell’Alto Vicentino: si tratta della dott.ssa Silvia Sabia, con ambulatorio a Carrè, e della dott.ssa Marika Nacci, che avrà sede con il suo studio a Marano Vicentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostituiscono rispettivamente la dott.ssa Monica Perin e la dott.ssa Sonia Camposilvan, che avevano cessato l’attività alla fine di settembre, con conseguente temporanea ridistribuzione dei loro assistiti tra gli altri pediatri presenti nel territorio. L’Azienda socio-sanitaria ha già provveduto a inviare alle famiglie comunicazione tramite sms per segnalare la disponibilità delle nuove pediatre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il loro arrivo, l’ULSS 7 Pedemontana ripristina il pieno organico per quanto riguarda la dotazione di pediatri di libera scelta nell’Alto Vicentino e lo fa con tre mesi di anticipo rispetto ai piani iniziali: l’arrivo del nuovo pediatra a Marano Vicentino era infatti inizialmente previsto dal mese di febbraio.</p>
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		<title>Marano Vicentino e Valli del Pasubio: cessano 2 medici, dal 1° novembre attivata la continuità assistenziale diurna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1 novembre l’ULSS 7 Pedemontana attiverà due servizi di Continuità Assistenziale Diurna, garantendo così la presa in carico per i pazienti di due medici di medicina generale che cesseranno la propria attività alla fine di ottobre. Il primo è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1 novembre l’ULSS 7 Pedemontana attiverà due servizi di Continuità Assistenziale Diurna, garantendo così la presa in carico per i pazienti di due medici di medicina generale che cesseranno la propria attività alla fine di ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo è il dott. Emanuele De Marchi, con ambulatorio a Marano Vicentino: avendo gli altri medici del medesimo ambito territoriale già raggiunto il proprio massimale, i suoi pazienti potranno appunto fare riferimento temporaneamente al servizio di Continuità Assistenziale Diurna, che sarà attivo dal lunedì al venerdì per richieste telefoniche, visite in studio e anche per visite domiciliari in caso di necessità. Il servizio avrà sede nel medesimo stabile dove aveva l’ambulatorio il dott. De Marchi, in via Sant’Angelo e resterà attivo fino al reperimento di un nuovo medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, alla fine di ottobre andrà in pensione il dott. Luigi Tessaro, con ambulatorio a Valli del Pasubio. I suoi assistiti (circa 900) potranno scegliere uno degli altri medici del medesimo ambito territoriale, per un totale di circa 1.000 posti disponibili.<br>Pur essendoci dunque disponibilità di posti per tutti gli assistiti, in ragione di eventuali difficoltà logistiche l’ULSS 7 Pedemontana attiverà comunque dal mese di novembre la Continuità Assistenziale Diurna anche a Valli del Pasubio, presso la sede messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale in via Branderello n.32, dove già in passato il servizio era stato attivato e dove tuttora ha sede il punto prelievi. In questo modo sarà garantita la possibilità di presa in carico vicino a casa per i pazienti che hanno difficoltà di spostamento, in attesa dell’arrivo di un nuovo professionista.</p>
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		<title>SANITÀ SEMPRE PIU VICINA AI CITTADINI: ECCO L&#8217;OPEN DAY DELLA CASA DELLA COMUNITÀ DI ARZIGNANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:31:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata per conoscere servizi e professionisti della Casa della Comunità di Arzignano: arriva il primo Open Day del nuovo servizio sul territorio. Tutti i dettagli nel servizio di Elisa Santucci.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una giornata per conoscere servizi e professionisti della Casa della Comunità di Arzignano: arriva il primo Open Day del nuovo servizio sul territorio. Tutti i dettagli nel servizio di Elisa Santucci.</p>
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		<title>Influenza, da oggi vaccino gratis anche nelle farmacie del Vicentino: ecco chi ne ha diritto e come prenotare</title>
		<link>https://www.tviweb.it/influenza-da-oggi-vaccino-gratis-anche-nelle-farmacie-del-vicentino-ecco-chi-ne-ha-diritto-e-come-prenotare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 12:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi, lunedì 19 ottobre, anche le farmacie della provincia di Vicenza partecipano alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Il vaccino è gratuito per tutti gli over 60 e per numerose altre categorie di cittadini, che potranno rivolgersi direttamente alle farmacie<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Da oggi, lunedì 19 ottobre, anche le farmacie della provincia di Vicenza partecipano alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Il vaccino è gratuito per tutti gli over 60 e per numerose altre categorie di cittadini, che potranno rivolgersi direttamente alle farmacie aderenti, senza necessariamente passare per gli ambulatori medici o i centri vaccinali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa punta a rendere la vaccinazione più semplice e accessibile, sfruttando la presenza capillare delle farmacie sul territorio e i loro ampi orari di apertura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi può vaccinarsi gratuitamente</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La vaccinazione antinfluenzale è gratuita per tutte le persone con più di 60 anni</strong>, ma anche per numerose altre categorie considerate particolarmente esposte ai rischi dell&#8217;influenza o alle sue complicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste rientrano le donne in gravidanza o nel periodo successivo al parto e le persone affette da patologie croniche, come malattie respiratorie e cardiovascolari, diabete, obesità, insufficienza renale, tumori e condizioni che indeboliscono le difese immunitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gratuità è prevista inoltre per medici, operatori sanitari e sociosanitari, insegnanti, appartenenti alle forze di polizia, vigili del fuoco, donatori di sangue e lavoratori a contatto con animali che potrebbero trasmettere virus influenzali non umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possono vaccinarsi gratuitamente anche i familiari e i conviventi delle persone fragili</strong>, per contribuire a proteggerle dal contagio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi non può ricevere il vaccino in farmacia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti, però, possono effettuare la vaccinazione direttamente in farmacia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio non è disponibile per i bambini e i ragazzi di età inferiore ai 12 anni, per chi non si è mai sottoposto in precedenza alla vaccinazione antinfluenzale e per le persone che hanno avuto reazioni allergiche o anafilattiche a precedenti vaccinazioni oppure ad altre sostanze, compresi farmaci e alimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre escluse dalla somministrazione in farmacia le persone per le quali il controllo preliminare evidenzi particolari controindicazioni o condizioni che richiedono ulteriori valutazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi sarà necessario rivolgersi al medico di famiglia, al pediatra o ai servizi vaccinali dell&#8217;azienda sanitaria, che potranno valutare la situazione e procedere in sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come trovare le farmacie aderenti e prenotare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per conoscere la disponibilità del servizio, le modalità di prenotazione e i giorni e gli orari dedicati alla vaccinazione, <strong>è sufficiente rivolgersi al proprio farmacista di fiducia</strong>, che potrà fornire le indicazioni necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna coinvolge le farmacie aderenti della provincia di Vicenza. Nel comunicato di Federfarma non viene indicato un elenco specifico delle strutture partecipanti, ma si invita la cittadinanza a chiedere informazioni direttamente in farmacia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Federfarma: «La prevenzione diventa più vicina ai cittadini»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A sottolineare il valore dell&#8217;iniziativa è Daniela Giovanetti, presidente di Federfarma Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;adesione delle farmacie alla campagna antinfluenzale è il segno concreto di un sistema sanitario che sa fare rete. La farmacia è un presidio territoriale di prossimità, aperto tutti i giorni, riconosciuto dai cittadini e capace di offrire competenza e ascolto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Giovanetti, il rapporto di fiducia tra cittadini e farmacisti può rappresentare un elemento decisivo per aumentare il numero delle persone che scelgono di proteggersi dall&#8217;influenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il farmacista, spiega la presidente, può diventare un vero e proprio «ambasciatore della prevenzione», lavorando in stretta collaborazione con medici di famiglia, pediatri e servizi vaccinali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Invito tutti a rivolgersi con fiducia al proprio farmacista, che saprà dare le indicazioni giuste per vaccinarsi in modo semplice e sicuro», conclude Giovanetti.</p>
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		<title>Vicenza, un nuovo furgone per salvare i neonati prematuri: nel 2025 donati 180 litri di latte materno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 15:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo mezzo per raccogliere e trasportare il latte materno destinato ai neonati prematuri ricoverati all&#8217;Ospedale San Bortolo di Vicenza. È il risultato della collaborazione tra Vicenza for Children e Fondazione San Bortolo, che hanno finanziato l&#8217;acquisto di un Volkswagen<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo mezzo per raccogliere e trasportare il latte materno destinato ai neonati prematuri ricoverati all&#8217;Ospedale San Bortolo di Vicenza. È il risultato della collaborazione tra Vicenza for Children e Fondazione San Bortolo, che hanno finanziato l&#8217;acquisto di un Volkswagen Caddy del valore di 26.500 euro, dividendosi equamente la spesa. Il veicolo è stato donato alla Croce Bianca, l&#8217;associazione che si occupa di ritirare direttamente a domicilio il latte delle mamme volontarie e consegnarlo alla Banca del latte umano donato (Blud) dell&#8217;ospedale vicentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione si è svolta venerdì 16 ottobre, a pochi giorni dalla Settimana mondiale dell&#8217;allattamento, celebrata nella prima settimana del mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2025 il latte di 51 mamme ha aiutato 85 neonati</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Banca del latte umano donato rappresenta un servizio fondamentale per la Terapia Intensiva Neonatale del San Bortolo, dove vengono assistiti anche bambini nati molto prima del termine della gravidanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il latte materno donato viene utilizzato per alimentare i neonati più fragili quando quello della madre non è disponibile in quantità sufficiente. Si tratta di una risorsa preziosa, capace di ridurre significativamente il rischio di infezioni e complicanze, proteggere da diverse patologie e favorire la crescita e lo sviluppo dei piccoli pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri del 2025 dimostrano l&#8217;importanza del progetto: 51 mamme hanno donato complessivamente 180 litri di latte, consentendo di nutrire 85 neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Tra questi, 21 bambini avevano un peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il latte viene ritirato direttamente a casa delle mamme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche che distingue il servizio vicentino è l&#8217;organizzazione della raccolta. A differenza di altre realtà regionali, dove le donatrici devono consegnare personalmente il latte oppure affidarsi a corrieri commerciali, a Vicenza è attiva una rete di volontari della Croce Bianca che raggiunge le abitazioni su scala provinciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mamme vengono preventivamente sottoposte a controlli sanitari per verificarne l&#8217;idoneità alla donazione. Il latte viene quindi raccolto e conservato secondo specifici protocolli, prima di essere ritirato dagli operatori della Croce Bianca, appositamente formati dal personale sanitario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio prevede due giri di raccolta alla settimana, per una percorrenza complessiva di circa 150 chilometri settimanali. Sono 15 i volontari che si alternano nelle attività durante tutti i 365 giorni dell&#8217;anno, garantendo la continuità delle operazioni senza interruzioni per ferie o festività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al progetto collaborano anche i ragazzi della Cooperativa Margherita, impegnati nella preparazione dei materiali che vengono consegnati settimanalmente alle mamme donatrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Volkswagen Caddy sostituisce il precedente veicolo, ormai obsoleto e caratterizzato da costi di manutenzione elevati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Latte trasportato a 22 gradi sotto zero per garantire la sicurezza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trasporto richiede particolari precauzioni, perché il latte umano donato deve mantenere caratteristiche di sicurezza e qualità fino al suo arrivo in ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il nuovo mezzo garantisce ancor più di prima le condizioni di massima sicurezza nel trasporto del latte umano donato: un aspetto cruciale per la successiva lavorazione e somministrazione ai nostri piccoli pazienti», spiega la dottoressa Stefania Vedovato, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il latte congelato viene trasportato in un apposito freezer mantenuto a una temperatura di -22 gradi, con un monitoraggio rigoroso della catena del freddo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Gli operatori di Croce Bianca conoscono il valore di ciò che veicolano, monitorano la catena del freddo trasportando il latte congelato in apposito freezer a -22 C e applicano rigorosi criteri di sicurezza», sottolinea Vedovato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La responsabile della Tin evidenzia anche il valore umano dell&#8217;iniziativa: «Le donatrici non mettono a disposizione solo il proprio latte, ma anche il proprio tempo per raccoglierlo e conservarlo secondo i protocolli che richiediamo. Questo lavoro di squadra va oltre la logistica e arricchisce di umanità l&#8217;intero percorso».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento viene rivolto alla Fondazione San Bortolo, a Vicenza for Children e alla Croce Bianca per la collaborazione quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Assembergs: «Un modello unico e distintivo per il San Bortolo»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore generale dell&#8217;Ulss 8 Berica, Peter Assembergs, sottolinea il valore della collaborazione tra sanità pubblica e volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I numeri della nostra Banca del Latte certificano un modello che è unico e distintivo per il San Bortolo, reso possibile da una straordinaria alleanza tra sanità pubblica, fondazioni e volontariato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assembergs ha ringraziato Fondazione San Bortolo, Vicenza for Children, Croce Bianca e soprattutto le mamme donatrici, protagoniste di un progetto che offre un sostegno concreto ai bambini più fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vicenza for Children: nuovi progetti per i piccoli pazienti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La donazione si inserisce nel percorso di collaborazione che Vicenza for Children porta avanti da anni con i reparti pediatrici dell&#8217;ospedale cittadino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quello che abbiamo instaurato nel corso degli anni con i reparti di pediatria dell&#8217;Ospedale San Bortolo è un rapporto strettissimo, che ci ha consentito di focalizzare le singole e diverse esigenze che hanno tutte l&#8217;obiettivo di migliorare le cure e l&#8217;ospitalità per i piccoli pazienti e i loro genitori», afferma Enrico Andreotti, presidente di Vicenza for Children.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andreotti evidenzia come il progetto della Banca del latte sia particolarmente significativo per la delicatezza delle necessità legate all&#8217;allattamento e per il coinvolgimento delle famiglie. L&#8217;associazione, insieme alla Fondazione San Bortolo, guarda già a nuove iniziative finalizzate a migliorare il benessere e la salute dei bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alla presentazione medici, volontari e associazioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla cerimonia di consegna del nuovo mezzo hanno partecipato anche la dottoressa Sara Mondino, direttore della Funzione ospedaliera dell&#8217;Ulss 8 Berica, e Massimo Bellettato, primario di Pediatria del San Bortolo, insieme ad alcuni operatori sanitari del reparto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presenti inoltre i volontari della Croce Bianca, in rappresentanza del presidente Filippo Galuppo, e Angelo Barbaro e Federico Dall&#8217;Armellina, rispettivamente presidente e vicepresidente del Club “Prime uve biancorosse”, che ha contribuito al progetto donando il refrigeratore destinato alla conservazione del latte materno durante il trasporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un sistema di solidarietà che coinvolge ospedale, associazioni, volontari e famiglie, garantendo ai neonati prematuri una risorsa essenziale per affrontare le prime e più delicate settimane di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Casi di Dengue, Ulss7: &#8220;Nessun ulteriore contagio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[CASI]]></category>
		<category><![CDATA[contagi]]></category>
		<category><![CDATA[dengue]]></category>
		<category><![CDATA[ulss7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS 7 Pedemontana precisa che rispetto all’ultimo aggiornamento fornito, in data 6 ottobre, non sono stati riscontrati ulteriori casi di infezione da febbre Dengue nel territorio di propria competenza. Pur non essendo ancora<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><br><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ULSS 7 Pedemontana precisa che rispetto all’ultimo aggiornamento fornito, in data 6 ottobre, non sono stati riscontrati ulteriori casi di infezione da febbre Dengue nel territorio di propria competenza. Pur non essendo ancora concluso il periodo teorico di incubazione della malattia, questo dato conferma l’efficacia e la tempestività dell’azione di contenimento immediatamente avviata, sulla base del protocollo per il contrasto delle arbovirosi definito dalla Regione del Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio in base a tale protocollo, va ricordato che sono state eseguite in rapida successione tre diverse disinfestazioni straordinarie, con un perimetro definito sulla base dei luoghi di residenza e lavoro dei casi identificati, combinando così i principi di efficacia e appropriatezza di intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le attività sono state condotte di concerto con le Amministrazioni Comunali coinvolte, la Regione del Veneto e il Ministero della Salute, al quale sono stati forniti tempestivi aggiornamenti nell’ambito del Gruppo Operativo Arbovirosi (GOA).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano sanitario, i pazienti sono stati assistiti con un lavoro di squadra che ha visto impegnati congiuntamente la Medicina territoriale e la Continuità Assistenziale, il Pronto Soccorso (per il primo accesso), le Malattie Infettive e personale sanitario del SISP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una particolare attenzione, da parte dell’Azienda, è stata posta anche alla trasparenza delle informazioni, attraverso un dialogo costante con le Amministrazioni Comunali e la tempestiva diffusione di notizie attraverso gli organi d’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va rilevato che nei mesi scorsi sono stati rilevati focolai di Dengue in diverse Regioni d’Italia e in vari Paesi europei, anche per effetto della sempre maggiore diffusione delle zanzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo a ulteriore conferma dell’importanza dell’attività primaria di prevenzione delle arbovirosi che, sempre in accordo con le linee guida della Regione del Veneto, vengono svolte fin dalla primavera in stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali.</p>
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		<title>Malo, il teatro entra al Muzan per aiutare le persone con Alzheimer: a Natale uno spettacolo aperto a tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il teatro diventa uno strumento per stimolare emozioni, comunicazione e relazioni nelle persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza. È questo l&#8217;obiettivo del nuovo progetto promosso dal Centro Servizi Muzan di Malo, che da ottobre fino alla fine<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il teatro diventa uno strumento per stimolare emozioni, comunicazione e relazioni nelle persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza. È questo l&#8217;obiettivo del nuovo progetto promosso dal Centro Servizi Muzan di Malo, che da ottobre fino alla fine dell&#8217;anno coinvolgerà una quindicina di ospiti in dieci incontri guidati da attori professionisti. Il percorso si concluderà a dicembre con uno spettacolo aperto alla cittadinanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa nasce dalla volontà di offrire alle persone con difficoltà cognitive nuove opportunità di espressione, attraverso un linguaggio che non richiede necessariamente l&#8217;uso delle parole o il recupero dei ricordi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A condurre le attività saranno tre professionisti: Nicola Caruso, fondatore dell&#8217;associazione Akamora, Alessandra Cecchini, appartenente alla stessa realtà che si occupa di teatro, arti e biodiscipline, e Rossana Di Chiara, artista e formatrice teatrale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un progetto per risvegliare emozioni e ricordi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso è stato sviluppato nei mesi scorsi e perfezionato a settembre, mese dedicato a livello internazionale alla sensibilizzazione sulla malattia di Alzheimer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo pensato a come strutturare questa iniziativa da tempo – spiega Elisa Gonzo, presidente del Muzan – e l&#8217;abbiamo messa a punto nei dettagli nello scorso mese di settembre. Sappiamo che le iniziative in questo campo sono molteplici e hanno tutte l&#8217;obiettivo comune di far sì che l&#8217;essenza della persona e le sue emozioni possano essere mantenute vive».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presidente chiarisce che non si tratta di una terapia medica, ma di un&#8217;attività pensata per favorire il benessere e la partecipazione degli ospiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non ne facciamo una metodica di cura, semplicemente cerchiamo di risvegliare sensazioni che non hanno sempre bisogno di parole per esistere».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nessuna battuta da imparare: contano gesti, musica e relazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza del teatro tradizionale, i partecipanti non dovranno memorizzare testi o interpretare ruoli complessi. Le attività saranno costruite attorno alle capacità e alle esigenze di ciascuno, privilegiando gesti spontanei, suoni, ritmi e contatti visivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiegano i tre artisti coinvolti, l&#8217;obiettivo è valorizzare la memoria emotiva, che può continuare a esprimersi anche quando quella legata ai fatti e agli avvenimenti risulta compromessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il teatro per le persone con Alzheimer non chiede di ricordare battute né di costruire trame complesse, ma valorizza ciò che rimane del tutto intatto: non la memoria lineare ma quella emotiva, la capacità di sentire e il bisogno fondamentale di entrare in relazione», spiegano Nicola Caruso, Alessandra Cecchini e Rossana Di Chiara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso sarà caratterizzato dal rispetto dei tempi individuali, senza pressioni o aspettative legate alla qualità di una prestazione artistica. Anche uno sguardo, una stretta di mano o un movimento potranno diventare strumenti di comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quando la trama dei ricordi si sfilaccia e il tempo perde i suoi contorni, il teatro non chiede di ricordare, ma invita ad essere», sottolineano gli artisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Muzan punta sulla qualità della vita degli ospiti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri utilizzeranno stimoli tattili, musicali e visivi per incoraggiare la partecipazione e favorire l&#8217;espressione delle emozioni, anche quando comunicare verbalmente diventa difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sarà un laboratorio umano della sensibilità, un ambiente protetto in cui non esiste la nozione di errore, ma solo l&#8217;espressione libera della propria identità e del proprio vissuto presente», evidenzia Annalisa Bergozza, direttrice del Centro Servizi Muzan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si inserisce nelle attività che la struttura mette a disposizione dei residenti per favorirne il benessere e migliorare la qualità della vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene riservata alla personalizzazione dell&#8217;assistenza. Il personale impegnato nei nuclei dedicati alle persone con demenza partecipa infatti regolarmente a percorsi di formazione specifici, finalizzati a rispondere alle esigenze individuali degli ospiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo progetto rappresenta una delle tante iniziative che il Centro Servizi Muzan mette a disposizione dei propri residenti, al fine di stimolare l&#8217;attenzione di queste persone e migliorare la qualità di vita all&#8217;interno delle nostre residenze», aggiunge Bergozza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A dicembre lo spettacolo aperto alla comunità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso si concluderà nel periodo natalizio con un evento teatrale aperto al pubblico, che vedrà la partecipazione degli ospiti del Muzan insieme agli attori e alle attrici dell&#8217;associazione Akamora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rappresentazione finale sarà un&#8217;occasione per condividere con la comunità il lavoro svolto durante i dieci incontri e valorizzare le possibilità espressive delle persone che convivono con la demenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto che punta a superare le difficoltà della memoria attraverso l&#8217;arte, trasformando il teatro in uno spazio di incontro, partecipazione e inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Arzignano, la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto celebra 10 anni di solidarietà: aiutate oltre 350 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto ha celebrato sabato 10 ottobre i suoi primi dieci anni di attività con una serata al Teatro Mattarello di Arzignano, alla presenza di volontari, famiglie, collaboratori e rappresentanti delle istituzioni. Un anniversario che racconta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto ha celebrato sabato 10 ottobre i suoi primi dieci anni di attività con una serata al Teatro Mattarello di Arzignano, alla presenza di volontari, famiglie, collaboratori e rappresentanti delle istituzioni. Un anniversario che racconta un decennio di impegno sociale attraverso due progetti diventati punti di riferimento per il territorio: il Parkinson Café, dedicato alle persone affette dalla malattia di Parkinson, e La Tribù del Sole, doposcuola specialistico rivolto a bambini e ragazzi, con particolare attenzione alla disabilità e all&#8217;inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa, intitolata &#8220;10 anni insieme&#8221;, è stata organizzata con il patrocinio della Città di Arzignano e ha richiamato un pubblico numeroso, riempiendo quasi completamente il teatro. Sul palco la Compagnia Teatrale La Moscheta ha presentato lo spettacolo &#8220;Ben Hur &#8211; Una storia di ordinaria periferia&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ricordo di Bruno Mastrotto e il ringraziamento alla comunità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire la serata è stata Giovanna Mastrotto, presidente della Fondazione, che ha ripercorso il cammino dell&#8217;organizzazione partendo da una parola: &#8220;Grazie&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento ha ricordato il padre, l&#8217;imprenditore Bruno Mastrotto, e i valori di altruismo, solidarietà e responsabilità sociale che hanno ispirato la nascita della Fondazione nel 2016. Valori condivisi e sostenuti anche dalla madre Silvana, attraverso l&#8217;impegno nei due progetti sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In platea erano presenti volontari, ospiti, familiari e specialisti del Parkinson Café, insieme alle educatrici e ai bambini e ragazzi della Tribù del Sole. Tra i partecipanti anche il sindaco di Arzignano Riccardo Masiero, che ha ringraziato la Fondazione per il contributo offerto alla comunità nel corso degli anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dello spettacolo teatrale, volontari e collaboratori dei due progetti sono saliti sul palco per ricevere un riconoscimento dalla presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dieci anni sono un traguardo importante, ma soprattutto raccontano le persone che in questi anni hanno condiviso con noi un pezzo del loro percorso. È da loro, dai loro bisogni e dalle loro relazioni che la Fondazione continua a trovare il senso del proprio impegno: costruire risposte concrete e far sentire nessuno solo», ha sottolineato Giovanna Mastrotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Parkinson Café: oltre 200 persone seguite e 5mila ore di attività</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei risultati più significativi del decennio riguarda il Parkinson Café, nato come primo progetto di questo genere in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In dieci anni ha accolto oltre 200 persone, sviluppando un modello di assistenza che affianca alle attività motorie anche percorsi di stimolazione cognitiva, logopedia e sostegno psicologico e relazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente il servizio segue 65 ospiti e tutti i corsi disponibili sono al completo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Complessivamente sono state erogate 5mila ore di attività, comprendenti allenamento motorio, esercizi per il mantenimento delle capacità cognitive, interventi di logopedia, iniziative di socializzazione e supporto ai caregiver, cioè i familiari e le persone che si occupano quotidianamente dell&#8217;assistenza ai malati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è contribuire al mantenimento dell&#8217;autonomia e della qualità della vita delle persone con Parkinson, offrendo allo stesso tempo un punto di riferimento alle famiglie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Tribù del Sole: 150 bambini e ragazzi accolti in dieci anni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al Parkinson Café è cresciuta La Tribù del Sole, un servizio di doposcuola specialistico rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In dieci anni ha accolto 150 bambini e ragazzi, con un&#8217;attenzione particolare ai bisogni educativi dei minori con disabilità e alla costruzione di percorsi inclusivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha progressivamente consolidato un modello educativo capace di accompagnare i più giovani nelle attività scolastiche e nella socializzazione, garantendo alle famiglie un sostegno continuativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esperienza si fonda su un approccio personalizzato, che tiene conto delle diverse esigenze dei partecipanti e valorizza le capacità individuali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ricerca, sensibilizzazione e collaborazione con le istituzioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività della Fondazione non si limita ai due servizi principali. Nel corso del decennio sono state sostenute anche iniziative di ricerca scientifica, attraverso donazioni a progetti dedicati, e organizzate attività di informazione e sensibilizzazione sulla malattia di Parkinson rivolte alla cittadinanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importante anche la collaborazione sviluppata con enti e istituzioni, tra cui l&#8217;Università di Padova, la Regione Veneto e l&#8217;ULSS 8 Berica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un lavoro che ha permesso alla Fondazione di rafforzare progressivamente la propria presenza sul territorio, mettendo in relazione famiglie, professionisti, volontari e servizi sociosanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decennale celebrato al Teatro Mattarello ha rappresentato così non soltanto un momento di festa, ma anche l&#8217;occasione per ripercorrere dieci anni di attività che hanno coinvolto complessivamente oltre 350 persone attraverso i due progetti principali, nel segno dell&#8217;eredità sociale e dei valori della famiglia Mastrotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arzignano-la-fondazione-silvana-e-bruno-mastrotto-celebra-10-anni-di-solidarieta-aiutate-oltre-350-persone/">Arzignano, la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto celebra 10 anni di solidarietà: aiutate oltre 350 persone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Diabete in Veneto, fino a 350mila malati e 35mila nuovi casi all’anno: rischio di morte più alto del 45%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto sono tra 300mila e 350mila le persone che convivono con il diabete, con circa 35mila nuove diagnosi ogni anno e una spesa sanitaria che supera i 770 milioni di euro. Numeri in crescita, emersi durante un convegno organizzato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Veneto sono tra 300mila e 350mila le persone che convivono con il diabete, con circa 35mila nuove diagnosi ogni anno e una spesa sanitaria che supera i 770 milioni di euro.</strong> Numeri in crescita, emersi durante un convegno organizzato a Verona dalla Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), che evidenziano il peso della malattia sulla salute pubblica e sui bilanci regionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su una popolazione di 4.857.960 abitanti, le persone con diabete rappresentano quasi il 7% della popolazione adulta, una percentuale leggermente superiore alla media italiana. Oltre il 90% dei pazienti è affetto da diabete di tipo 2, la forma più diffusa della malattia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni anno 35mila nuove diagnosi, pesano le complicanze cardiovascolari</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A illustrare il quadro epidemiologico è stato <strong>Riccardo Bonadonna, professore ordinario di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo all&#8217;Università di Verona e presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia (SID)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il docente, ogni anno in Veneto si registrano circa sette nuove diagnosi ogni mille abitanti, equivalenti a 35mila persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bonadonna ha inoltre stimato tra 35mila e 40mila i decessi annui di persone con diabete, precisando che il dato comprende le morti legate a patologie e complicanze associate, come infarti, ictus e scompenso cardiaco, e non soltanto quelle direttamente attribuibili alla malattia diabetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le patologie cardiovascolari rappresentano fino al 50% delle cause di morte tra i pazienti diabetici, mentre assumono crescente importanza anche alcune malattie oncologiche e polmonari associate al diabete.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rischio di mortalità superiore del 40-45%</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l&#8217;aumento dei casi, negli ultimi trent&#8217;anni la mortalità tra le persone con diabete è diminuita grazie ai progressi nelle cure, nella prevenzione e nell&#8217;assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane tuttavia una differenza significativa rispetto alla popolazione non diabetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo Bonadonna, chi soffre di diabete presenta un rischio di morte superiore del 40-45% rispetto a chi non ha la malattia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono inoltre differenze tra uomini e donne. Nei maschi il diabete di tipo 2 tende a manifestarsi mediamente prima, mentre nelle donne compare generalmente più tardi. Poiché queste ultime hanno anche una maggiore sopravvivenza, nelle fasce di età avanzata la presenza femminile tra i pazienti diabetici diventa più numerosa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre 770 milioni di euro per l&#8217;assistenza sanitaria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il diabete rappresenta una voce importante della spesa sanitaria regionale. In Veneto l&#8217;assistenza ai pazienti comporta un costo superiore a <strong>770 milioni di euro all&#8217;anno, pari a circa il 7% della spesa sanitaria pubblica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo FIASO, la regione dispone di una rete di servizi per la gestione della malattia, ma persistono difficoltà nell&#8217;integrazione tra le diverse strutture sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, il sistema non sempre riesce a individuare tempestivamente i nuovi casi, ritardando l&#8217;avvio dei percorsi di cura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prevenzione e diagnosi precoce diventano decisive</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica caratterizzata da un aumento della glicemia, spesso collegato a una ridotta efficacia dell&#8217;insulina e a una sua produzione insufficiente rispetto alle necessità dell&#8217;organismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali fattori di rischio figurano sovrappeso, sedentarietà, familiarità ed età, anche se la malattia può comparire in persone che non presentano tutti questi elementi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi precoce e il controllo regolare della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo possono contribuire a ridurre il rischio di complicanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati presentati a Verona confermano quindi una doppia necessità per il sistema sanitario veneto: <strong>intercettare prima i nuovi pazienti e migliorare l&#8217;integrazione delle cure</strong>, per contenere le conseguenze della malattia e il suo crescente impatto economico e sociale.</p>
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		<title>Al San Bortolo un nuovo sistema di mappaggio cardiaco per le aritmie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aritmie]]></category>
		<category><![CDATA[cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[mappaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA 7 OTTOBRE 2026 &#8211; La Cardiologia dell’Ospedale San Bortolo segna un importante passo in avanti sul trattamento della fibrillazione atriale, la forma di aritmia cardiaca più diffusa nella popolazione, grazie all’introduzione di un sistema di mappaggio 3D integrato alla<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VICENZA 7 OTTOBRE 2026 &#8211; La Cardiologia dell’Ospedale San Bortolo segna un importante passo in avanti sul trattamento della fibrillazione atriale, la forma di aritmia cardiaca più diffusa nella popolazione, grazie all’introduzione di un sistema di mappaggio 3D integrato alla procedura di ablazione a campo elettrico pulsato (PFA).<br>La rivoluzione di questa tecnologia risiede nella possibilità di ricostruire la camera cardiaca dall’interno, consentendo un controllo millimetrico e la verifica dell’efficacia in tempo reale.<br>L’ospedale di Vicenza è il secondo centro in Veneto e tra i pochissimi a livello nazionale a disporre di tale tecnologia integrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come noto la fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco che interessa gli atri del cuore e che provoca battito molto rapido e irregolare, aumentando il rischio di coaguli, ictus e peggioramento della funzione cardiaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nei casi in cui la terapia farmacologica non risulta efficace &#8211; spiega il Dr. Giovanni Morani, Direttore U.O.C Cardiologia dell’Ospedale San Bortolo -, l’opzione terapeutica più avanzata e risolutiva è costituita dall’ablazione, In passato si utilizzava il calore, con la radiofrequenza, o il freddo, con la crioablazione, per “bruciare” il tessuto responsabile delle alterazioni elettriche, creando di fatto delle cicatrici. Negli ultimi anni si è invece affermata la metodica PFA (Pulsed Field Ablation), che consiste in brevi impulsi elettrici ad alto voltaggio mirati alle cellule cardiache responsabili, neutralizzandole senza bruciarle e senza creare lesioni. Al San Bortolo già utilizzavamo questa metodica più avanzata, ma ora con, l’integrazione della nuova mappa tridimensionale compiamo un ulteriore, significativo progresso in termini di precisione del punto in cui interveniamo, e quindi dell’efficacia e sicurezza della procedura.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso algoritmi avanzati, il sistema elabora in tempo reale l’immagine del cuore, permettendo all’équipe &#8211; composta dai medici cardiologi, dal team anestesiologico e da due ingegneri biomedici &#8211; di visualizzare e ingrandire l’area d’intervento.<br><a>«</a>Fin dal mio arrivo ho voluto dare forte impulso allo sviluppo di questa metodica, tanto che oggi la PFA viene eseguita da noi di routine &#8211; spiega ancora il dott. Morani &#8211; La vera svolta sta nell’avere la mappa tridimensionale perfettamente integrata con il catetere di erogazione. Ricostruiamo il cuore dall’interno, visualizzando e ingrandendo immediatamente il punto d’interesse, e vediamo con precisione millimetrica dove eroghiamo l’energia, verificando in tempo reale l’efficacia del trattamento. Questo rappresenta un ulteriore avanzamento nella precisione, incrementando l’efficacia e la sicurezza per il paziente.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’adozione di questa tecnologia &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs &#8211; colloca l’ospedale di Vicenza ai vertici nazionali per quanto riguarda le procedure di ablazione in Cardiologia e in generale conferma lo status del San Bortolo come ospedale in cui sono presenti altissime competenze, punto di riferimento per i pazienti del territorio ma per molte procedure attrattivo anche verso quelli provenienti da fuori ULSS».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>
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		<title>Al San Bortolo una capsula wireless per il reflusso nei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 09:11:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 6 OTTOBRE 2026 &#8211; Continua l’impegno della Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale di Vicenza per rendere il percorso di cura non solo efficace sul piano clinico, ma anche sempre meno invasivo e più  a misura di bambino. L’ultima novità è l’introduzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 6 OTTOBRE 2026 &#8211; Continua l’impegno della Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale di Vicenza per rendere il percorso di cura non solo efficace sul piano clinico, ma anche sempre meno invasivo e più  a misura di bambino. L’ultima novità è l’introduzione di una strumentazione innovativa per la diagnosi del reflusso gastroesofageo, che evita ai piccoli pazienti il disagio del sondino nasogastrico da tenere per 24 ore. Al suo posto, arriva ora in reparto una microsonda wireless, donata dall’Associazione ABAM ETS grazie anche al contributo del Centro di Aiuto alla Vita di Dueville, dal valore di circa 16.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il reflusso gastroesofageo è una patologia più comune nell’adulto, ma presente anche nei bambini per i quali può avere un impatto particolarmente importante sulla loro salute e qualità di vita. Come noto consiste nel ritorno di cibo dallo stomaco all’esofago, causato da una valvola imperfetta tra i due organi. Nel lattante, fino all’anno d’età è un fenomeno fisiologico: non provoca sintomi correlati o danni e tende a risolversi spontaneamente; solo in pochi casi molto particolari richiede terapie mediche o chirurgiche . Diventa patologico, cioè malattia da reflusso gastroesofageo, quando il bambino o l’adolescente presenta sintomi come dolore addominale, infiammazione dell’esofago e, in alcuni casi, importanti infiammazioni delle vie aeree.<br>«Nell’adulto la gastroscopia è un primo approccio facilmente accettabile, nel bambino no &#8211; spiega il dott. Salvatore Fabio Chiarenza, Direttore U.O.C Chirurgia Pediatrica ULSS 8 Berica -. Il nostro Reparto dispone già di una strumentazione che monitora il paziente per 24 ore attraverso un sondino nasogastrico, che dal naso passa nell’esofago fino allo stomaco. La nuova apparecchiatura porta questo percorso a un livello ulteriore: misurando, in modo meno invalidante, quanti episodi si verificano e quanto durano, riceviamo informazioni preziose che, insieme alla clinica e agli esami radiologici, ci consentono di valutare con maggiore appropriatezza se il bambino debba seguire una terapia medica o sottoporsi a un intervento chirurgico.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più informazioni per clinici, dunque, ma anche un esame molto meno invasivo per i pazienti pediatrici: infatti non è più necessario lasciare il sondino nasogastrico per un’intera giornata, è sufficiente posiziona nell’esofago la piccola sonda wireless che misura l’acidità dell’esofago e trasmette i dati via onde radio a un registratore che il bambino porta con sé durante le normali attività. La metodica permette di monitorare gli episodi di reflusso, soprattutto se associati a sintomi, e di stabilire se un episodio abbia o meno causato una problematica rilevante dal punto di vista clinico. Al termine, viene rilasciata in modo autonomo, senza la necessità di alcuna procedura per rimuoverla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>«Il lavoro maggiore per i chirurghi a volte è dissuadere i genitori dall’operare il bambino, perché spesso sono frustrati da un problema cronico. &#8211; continua il dott. Salvatore Fabio Chiarenza &#8211; Per questo è fondamentale disporre di una diagnostica all’avanguardia che chiarisca il quadro in modo preciso e permetta di spiegare alle famiglie quali sintomi possono essere gestiti con la terapia e quando invece diventa opportuno ricorrere a un intervento, che viene comunque svolto con metodica mininvasiva: con piccole incisioni sull’addome, di 3 millimetri, si riesce a ricostruire la valvola che si era “rotta”. In questo modo, riusciamo ad offrire ai bambini un percorso di cura più agevole e meno gravoso, dall’esame diagnostico fino all’eventuale intervento.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a>«</a>ABAM è nata proprio per supportare la Chirurgia Pediatrica del San Bortolo e poi si è estesa fino a voler supportare tutti i piccoli pazienti dell’Ospedale. &#8211; dichiara Paolo Bassan, presidente di ABAM ETS – Consegnare oggi un’apparecchiatura nel reparto dove tutto è iniziato ha un sapore particolare e questa donazione va proprio nella direzione di aumentare il livello di servizio e di attenzione verso i piccoli pazienti. Il nostro obiettivo è prenderci cura sempre più dei bambini e delle loro famiglie.<a>»</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ringrazio ABAM ETS e il Centro di Aiuto alla Vita di Dueville per questa donazione &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs &#8211; che è l’ennesima dimostrazione dell’attenzione che il territorio riserva al nostro Ospedale e ai nostri professionisti. È un ulteriore passo verso una sempre maggiore umanizzazione delle cure, che è da tempre un tema che appartiene alla cultura di questa Azienda e per il quale registriamo una forte sensibilità da parte dei nostri sanitari».</p>
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		<title>Vicenza, sei incontri per aiutare familiari e caregiver delle persone con Alzheimer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 09:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ipab di Vicenza avvia da ottobre il progetto “Gruppi Abc”, un percorso dedicato a familiari e caregiver delle persone affette da demenza ospiti nelle strutture Trento, Salvi e Monte Crocetta. L’iniziativa, nata in occasione del mese mondiale dell’Alzheimer concluso il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ipab di Vicenza avvia da ottobre il progetto “Gruppi Abc”, un percorso dedicato a familiari e caregiver delle persone affette da demenza ospiti nelle strutture Trento, Salvi e Monte Crocetta. L’iniziativa, nata in occasione del mese mondiale dell’Alzheimer concluso il 30 settembre, prevede sei incontri a cadenza quindicinale fino a dicembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto sulle difficoltà quotidiane e fornire strumenti utili per migliorare la comunicazione e la relazione con le persone anziane affette da demenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del percorso c’è il cosiddetto “Approccio capacitante”, metodo ideato dal professor Pietro Vigorelli dell’Associazione Gruppo Anchise di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si basa sulla scelta dell’uso di determinate parole da parte del familiare o del caregiver – spiega la logopedista Marita Bonetto, che opera nelle strutture Ipab – con lo scopo di facilitare la comunicazione con la persona smemorata e disorientata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo punta soprattutto a valorizzare le capacità che la persona conserva, anche quando la malattia ha compromesso in modo significativo memoria, linguaggio e orientamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nonostante la compromissione cognitiva e linguistica – aggiunge la logopedista Mara Lago, che segue il progetto – basandosi sull’ascolto e sul riconoscimento delle competenze che l’anziano conserva è possibile parlare, comunicare e trovare un punto d’incontro. Non possiamo chiedere a chi è anziano e malato di fare uno sforzo in più: è chi gli è vicino che deve scegliere le parole giuste per provare a entrare nel suo mondo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo incontro informativo ha registrato una partecipazione numerosa da parte dei familiari e un forte interesse, confermato anche dalle adesioni ai “Gruppi Abc”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, Ipab di Vicenza prosegue il proprio impegno nella formazione e nell’aggiornamento del personale assistenziale e sanitario, con percorsi specifici dedicati alla cura delle persone con demenza e malattia di Alzheimer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è garantire una presa in carico sempre più qualificata, attenta e personalizzata, affiancando al lavoro degli operatori anche un sostegno concreto alle famiglie e a chi ogni giorno si prende cura delle persone malate.</p>
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		<item>
		<title>Influenza, dal 5 ottobre parte la campagna vaccinale dell’Ulss 8 Berica: oltre 78 mila dosi disponibili</title>
		<link>https://www.tviweb.it/influenza-dal-5-ottobre-parte-la-campagna-vaccinale-dellulss-8-berica-oltre-78-mila-dosi-disponibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prenderà il via lunedì 5 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026/2027 dell’Ulss 8 Berica, inserita nel piano coordinato con Regione Veneto e campagna nazionale. Con l’arrivo dei primi freddi, la riapertura delle scuole e il ritorno a una maggiore<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Prenderà il via lunedì 5 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026/2027 dell’Ulss 8 Berica, inserita nel piano coordinato con Regione Veneto e campagna nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo dei primi freddi, la riapertura delle scuole e il ritorno a una maggiore frequentazione degli ambienti chiusi, aumentano infatti le occasioni di contagio e di circolazione dei virus respiratori, compreso quello influenzale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime somministrazioni partiranno il 5 ottobre presso i Pediatri di Libera Scelta e nelle strutture residenziali per anziani, alle quali l’Azienda sanitaria sta consegnando in questi giorni le dosi necessarie. Dal 19 ottobre la vaccinazione sarà disponibile anche presso i Medici di Medicina Generale e nelle farmacie aderenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la stagione invernale 2026/2027 la Regione del Veneto ha messo a disposizione dell’Ulss 8 Berica oltre 78 mila dosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vaccinazione sarà gratuita per le fasce di popolazione considerate maggiormente a rischio. Rientrano tra queste tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e gli over 60. La gratuità è prevista anche per familiari e contatti, adulti e bambini, di soggetti ad alto rischio di complicanze, per le donne in gravidanza e nella fase post parto, per adulti e minori affetti da patologie croniche dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, renale o del sangue, per i pazienti diabetici, per chi presenta deficit immunitari e per i malati in attesa di interventi chirurgici rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vaccinazione sarà proposta gratuitamente anche ai donatori di sangue e ad alcune categorie professionali: operatori sanitari, addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e lavoratori che, per ragioni professionali, sono frequentemente a contatto con animali, considerati potenziale fonte di infezione da virus influenzali non umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è proteggere in particolare le persone maggiormente esposte al rischio di complicanze. Secondo i dati richiamati dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia l’influenza provoca circa 8 mila decessi ogni anno, con un numero di contagi stagionali compreso tra 10 e 14 milioni. L’impatto economico stimato, tra costi sanitari e perdita di produttività, ammonta a circa 2,86 miliardi di euro all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La campagna di vaccinazione antinfluenzale è un fondamentale momento di prevenzione che è rivolto a tutta la popolazione – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs – e come Azienda saremo attivamente impegnati nella sua promozione, nell’ambito della campagna predisposta dalla Regione del Veneto. Naturalmente il nostro obiettivo prioritario è raggiungere un buon livello di copertura nelle fasce di popolazione più a rischio, ma vogliamo sensibilizzare anche il resto della popolazione sull’importanza e utilità della vaccinazione, perché è importante che tutti contribuiscano a ridurre la circolazione del virus. La vaccinazione è un atto di responsabilità per la salute propria e per quella degli altri».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La distribuzione è iniziata già la scorsa settimana e dunque siamo pronti a partire – aggiunge la dottoressa Maria Teresa Padovan, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 8 Berica, struttura che coordina la campagna –. Ricordiamo che lo scorso anno l’influenza aveva registrato uno sviluppo piuttosto precoce, pertanto è importante non attendere l’ultimo momento e accogliere già l’invito alla vaccinazione, così da avere il massimo del picco di anticorpi quando ci sarà una elevata circolazione del virus».</p>
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		<title>Veneto, approvata all’unanimità la legge sui caregiver familiari: sostegni, formazione e un fondo regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 16:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, le persone che ogni giorno si prendono cura gratuitamente di un familiare o di una persona cara non autosufficiente,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, le persone che ogni giorno si prendono cura gratuitamente di un familiare o di una persona cara non autosufficiente, malata, con disabilità o bisognosa di assistenza continuativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, nato dal progetto di legge numero 81 presentato dalla vicepresidente della Commissione Sanità Chiara Luisetto del Partito Democratico e dal presidente della Regione Alberto Stefani, è stato approvato martedì 29 settembre a Palazzo Ferro Fini. Relatrice in aula è stata Luisetto, mentre il ruolo di correlatore è stato affidato al capogruppo della Lega-LV Riccardo Barbisan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma chi sono esattamente i caregiver familiari? La legge li definisce come persone che, volontariamente, gratuitamente e responsabilmente, si occupano per ragioni affettive di una persona cara che necessita di assistenza di lunga durata o non è autosufficiente. Non è necessario vivere nella stessa abitazione. Nella pratica può trattarsi, ad esempio, di chi assiste quotidianamente un genitore anziano, un coniuge malato o un figlio con disabilità, aiutandolo nella cura personale, negli spostamenti, nelle attività quotidiane, nelle relazioni e nei rapporti con i servizi sanitari e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la nuova normativa il caregiver viene inserito in modo più strutturato nella rete regionale dei servizi sociali e sociosanitari, con il riconoscimento della funzione svolta all’interno del percorso assistenziale della persona seguita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è prevista per i giovani caregiver, che possono trovarsi a conciliare l’assistenza di un familiare con scuola, formazione e ingresso nel mondo del lavoro, e per i caregiver con più di 65 anni, maggiormente esposti al peso fisico e psicologico dell’attività di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi previsti ci sono informazione e formazione, affiancamento, supporto psicologico e misure di sollievo, pensate per consentire al caregiver di avere periodi di pausa dall’impegno assistenziale. La legge punta inoltre a riconoscere e valorizzare le competenze maturate durante l’attività di cura, comprese quelle trasversali, anche nell’ottica di favorire l’ingresso o il reinserimento nel mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verrà istituito anche un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, insieme a un sistema per raccogliere e diffondere le buone pratiche. Sono inoltre previste linee guida regionali, l’istituzione del Fondo regionale caregiver e una Giornata regionale dedicata a queste figure, fissata per il 6 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Regione Alberto Stefani ha parlato di un provvedimento che interessa «più di 260 mila veneti», sottolineando il ruolo dei caregiver all’interno della rete di assistenza regionale. «Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura», ha dichiarato dopo l’approvazione, rivendicando il lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa arriva dopo un percorso che ha coinvolto associazioni, realtà del Terzo settore, organizzazioni sindacali e persone con esperienza diretta nell’assistenza familiare. La Commissione sociosanitaria aveva dato il via libera al testo il 16 settembre, prima del passaggio definitivo in Consiglio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stessa seduta, il Consiglio regionale ha inoltre approvato all’unanimità il rinvio in Commissione del progetto di legge numero 35, dedicato alle iniziative per il ricordo delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.</p>
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		<title>Tumori cerebrali, diagnosi in due ore anziché otto settimane: il nuovo test sperimentato dall’NHS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 10:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ridurre da alcune settimane a poche ore il tempo necessario per identificare con precisione un tumore cerebrale. È l’obiettivo di un nuovo test genomico che il servizio sanitario inglese, l’NHS, ha iniziato a sperimentare in alcuni centri specialistici. A raccontare<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ridurre da alcune settimane a poche ore il tempo necessario per identificare con precisione un tumore cerebrale. È l’obiettivo di un nuovo test genomico che il servizio sanitario inglese, l’NHS, ha iniziato a sperimentare in alcuni centri specialistici. A raccontare la novità è la <strong>BBC</strong>, in un servizio del suo medical editor Fergus Walsh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova tecnologia potrebbe ridurre i tempi per una diagnosi completa da sei-otto settimane a circa <strong>due ore</strong>, consentendo ai medici di conoscere più rapidamente il tipo di tumore e quindi di programmare trattamenti come chemioterapia e radioterapia senza attendere per settimane i risultati delle analisi molecolari tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale è infatti la capacità di analizzare rapidamente il <strong>profilo genetico del tumore</strong>. Esistono circa 150 differenti tipi di tumore cerebrale, con caratteristiche, aggressività e risposta alle terapie molto diverse. Sapere esattamente con quale neoplasia si ha a che fare può quindi incidere in maniera significativa sulle decisioni cliniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il test parte da piccoli campioni di tessuto prelevati durante l’intervento chirurgico. Il materiale viene preparato in laboratorio e inserito in un sequenziatore prodotto da <strong>Oxford Nanopore</strong>, un apparecchio di dimensioni relativamente contenute. Le molecole di Dna attraversano minuscoli pori e vengono analizzate attraverso un software sviluppato dall’Università di Nottingham insieme ai medici ospedalieri, permettendo di ricostruire una sorta di impronta genomica del tumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La BBC racconta il caso di <strong>Steve Palmer, 55 anni, di Nottingham</strong>, al quale era stato scoperto un tumore cerebrale dopo un malore mentre si trovava in palestra. Durante l’operazione al Queen’s Medical Centre, il nuovo sistema ha consentito di ottenere già dopo circa 20 minuti di sequenziamento un’indicazione secondo cui si trattava probabilmente di un <strong>glioblastoma di grado 4</strong>. Il risultato è arrivato quando l’intervento chirurgico era ancora in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’informazione così rapida potrebbe avere conseguenze anche sul modo di operare. Per alcuni tumori, infatti, può essere importante rimuovere quanto più tessuto possibile; in altri casi, particolarmente aggressivi e non completamente asportabili, il chirurgo potrebbe scegliere un approccio più prudente per ridurre il rischio di danneggiare aree sane del cervello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi genomica permette inoltre di ottenere informazioni molto più dettagliate rispetto alla sola osservazione delle cellule al microscopio. Il vantaggio non riguarderebbe soltanto l’inizio più rapido delle cure: conoscere in tempi brevi il profilo molecolare della malattia potrebbe favorire anche l’accesso dei pazienti a <strong>studi clinici e terapie sperimentali</strong> compatibili con le caratteristiche del loro tumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Regno Unito ogni anno vengono diagnosticati più di <strong>12 mila tumori cerebrali primitivi</strong>. Secondo i dati riportati dalla BBC, i tumori cerebrali rappresentano inoltre la principale causa di morte per cancro tra bambini e adulti sotto i 40 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">NHS England ha previsto una prima sperimentazione in cinque centri specialistici: Nottingham University Hospitals, University Hospitals Birmingham, Great Ormond Street Hospital e King’s College Hospital a Londra e Newcastle Hospitals. In una fase successiva il progetto dovrebbe estendersi anche a <strong>Bristol, Oxford, Leeds e Manchester</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dichiarato dal servizio sanitario inglese è raccogliere sufficienti evidenze sulla sicurezza, l’affidabilità e l’efficacia del sistema per valutare in futuro l’introduzione del test genomico rapido nella pratica ordinaria dell’NHS. Per i pazienti significherebbe soprattutto ridurre una delle fasi più difficili del percorso oncologico: l’attesa della diagnosi definitiva prima di poter iniziare la terapia più appropriata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia è stata pubblicata dalla <strong>BBC il 25 settembre 2026</strong>. <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.bbc.com/news/articles/cr3wj04d88ywo?utm_source=chatgpt.com">Leggi l’articolo originale della BBC</a></p>



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		<title>West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:55:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che hanno pubblicato il tredicesimo Bollettino di Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 188 casi sintomatici di West Nile, tra forme febbrili e neuroinvasive, contro i 125 rilevati nello stesso periodo del 2025. Il dato resta però nettamente inferiore a quello del 2022, quando alla stessa data i casi erano 401.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso andamento si osserva per le forme neuroinvasive, quelle più gravi: nel 2026 sono state 68, contro le 34 del 2025 e le 148 registrate nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti regionali, il numero dei casi di West Nile non segue un andamento lineare nel tempo, ma presenta picchi ciclici che tendono a ripetersi ogni tre o quattro anni. Alla luce di questo andamento, la stagione 2026 non mostrerebbe particolari anomalie rispetto alle serie storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio dei decessi è al momento di 11 casi. Anche in questo caso il numero è superiore a quello del 2025, quando i decessi furono 2, ma viene considerato in linea con quanto osservato nelle annate caratterizzate da un’elevata circolazione virale, come quelle comprese tra il 2018 e il 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione ribadisce inoltre che il rischio di sviluppare forme gravi riguarda soprattutto le persone anziane e i soggetti con patologie concomitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la valutazione dei tecnici, l’andamento epidemiologico registrato quest’anno potrebbe essere legato a un’importante circolazione del virus tra gli uccelli, che rappresentano il principale serbatoio naturale del West Nile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge una positività diffusa del virus su tutto il territorio regionale, rilevata attraverso le analisi di laboratorio sulle zanzare catturate nelle trappole distribuite in Veneto e monitorate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema consente di individuare precocemente la presenza del virus, rafforzare gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate e attivare le misure di sorveglianza previste per sangue e trapianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tredicesimo Bollettino regionale non riguarda soltanto il West Nile. La sorveglianza comprende anche le altre principali malattie trasmesse da vettori: patologie trasmesse da zecche, Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, Toscana Virus e Oropouche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione sottolinea che la situazione continua a essere monitorata costantemente e invita a non abbassare l’attenzione. Accanto agli interventi pubblici di controllo delle zanzare, rimane fondamentale il contributo dei cittadini nella prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure raccomandate ci sono l’eliminazione dei ristagni d’acqua negli spazi privati, l’utilizzo di prodotti larvicidi nei tombini e nelle caditoie, l’impiego di repellenti, l’uso di abiti coprenti nelle ore serali e notturne e, dove possibile, l’installazione di zanzariere. Particolare attenzione viene raccomandata agli over 60 e alle persone fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione richiama infine il ruolo del cambiamento climatico, che tende ad allungare la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare e ad ampliare le aree in cui questi insetti possono diffondersi. Per questo, secondo i tecnici, le malattie trasmesse da vettori sono destinate ad assumere un peso crescente nei prossimi anni e la prevenzione dovrà diventare sempre più parte delle abitudini quotidiane della popolazione.</p>
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		<title>Valle dell’Agno, in Regione incontro su futuro del percorso nascite. Gerosa: “Percorso nascita sarà potenziato”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[gerosa]]></category>
		<category><![CDATA[punto nascite]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia, 23 settembre 2026 &#8211; Oggi, a Venezia nella sede di Palazzo Balbi, l’assessore alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa, insieme ai rappresentanti dell’Area Sanità e della Direzione Programmazione sanitaria, ha incontrato i rappresentanti dei comuni dell’area della Valle<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Venezia, 23 settembre 2026 &#8211; Oggi, a Venezia nella sede di Palazzo Balbi, l’assessore alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa, insieme ai rappresentanti dell’Area Sanità e della Direzione Programmazione sanitaria, ha incontrato i rappresentanti dei comuni dell’area della Valle dell’Agno (Valdagno, Recoaro, Brogliano, Cornedo, Castelgomberto, Trissino, Crespadoro e Altissimo). L’incontro è stato incentrato sul futuro del Punto nascite dell’ospedale di Valdagno. Erano presenti anche il presidente della Conferenza dei Sindaci del Distretto Ovest dell’Ulss 8, Dino Magnabosco, e il Coordinatore nazionale del Comitato Punto Nascita presso il Ministero della Salute, Gianfranco Jorizzo.Durante l’incontro l’Assessore ha rappresentato ai Sindaci l’impegno preso dalla Regione a favore del mantenimento del punto nascite a Valdagno e tutti i passi fatti fino ad ora affinché sia garantita l’apertura. In attesa di ricevere una risposta dal Ministero, infatti, grazie lavoro del direttore generale dell’Ulss Berica, Peter Assemberger, la Regione ha provveduto a potenziare la struttura, dotandola di un posto letto di terapia intensiva e del personale necessario dedicato alla donna partoriente in caso di questa necessità; della presenza del pediatra neonatologo h24 (prima era presente per 6), mediante l’assunzione di nuovi pediatri; revisione e aggiornamento dei percorsi di presa in carico della donna partoriente e del neonato affinché l&#8217;ospedale risponda al meglio a tutti i requisiti previsti per disporre del punto nascita.“L’obiettivo della Regione è innalzare il livello di sicurezza dei percorsi nascita nel loro complesso, garantendo la salute della madre e del nascituro &#8211; spiega Gino Gerosa, assessore alla Sanità -. Qualsiasi sarà l’esito dell’interlocuzione con il Ministero e qualsiasi sarà la risposta che arriverà da Roma, questo percorso nella Valle dell’Agno sarà potenziato, dalla presa in carico al momento della gravidanza al post partum, con personale specializzato che assisterà le donne incinte e le neomamme anche a domicilio”.“Siamo stati informati che il Governo non si è ancora espresso sulla richiesta di proroga e che lo stesso presidente Stefani si è fatto carico di portare avanti la richiesta. La partita rimane quindi aperta e confidiamo in una soluzione positiva – sottolineano i Sindaci -. Da parte nostra abbiamo ribadito ancora una volta la necessità di non fermarsi ai singoli parametri numerici o ai protocolli, ma di considerare il contesto e le caratteristiche specifiche del nostro Punto Nascita, a partire dall’orografia del territorio, dalle distanze rispetto ad altri ospedali e dalla riorganizzazione in corso, con il nuovo ospedale di Montecchio Maggiore non ancora pienamente attivato. Restiamo quindi in attesa di risposte, fermi nella nostra richiesta di mantenere attivo il Punto Nascita dell’Ospedale San Lorenzo, riconoscendone il valore e la funzione per il territorio e per le comunità della Valle dell’Agno. Una nota positiva emersa dall&#8217;incontro è la notizia del potenziamento, già in corso e che sarà sviluppato, del percorso nascita nel suo complesso, sia nel pre che nel post nascita”.</td></tr><tr><td></td></tr><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>L&#8217;Ulss 7 attiva task force per potenziare gli OSS a scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA - UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[oss]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ALTO VICENTINO, 9 SETTEMBRE 2O26 &#8211; L’ULSS 7 Pedemontana ha attivato una task force per garantire l’assistenza scolastica nel Distretto Alto Vicentino, a fronte del mancato reperimento di tutti gli OSS necessari per l’incremento dei minori aventi necessità di supporto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>ALTO VICENTINO, 9 SETTEMBRE 2O26 &#8211; L’ULSS 7 Pedemontana ha attivato una task force per garantire l’assistenza scolastica nel Distretto Alto Vicentino, a fronte del mancato reperimento di tutti gli OSS necessari per l’incremento dei minori aventi necessità di supporto durante le lezioni. Questi infatti, per l’anno scolastico al via, risultano essere 329 nell’Alto Vicentino, contro i 317 dello scorso anno. A fronte di tale incremento del fabbisogno, la cooperativa incaricata di gestire il servizio non ha attualmente a disposizione tutto il personale necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La criticità relativa alla carenza di operatori si è definita solo nelle ultime settimane; l&#8217;Aulss Pedemontana si è quindi attivata, contattando da un lato altre realtà del mondo della collaborazione radicate nel territorio, dall’altra avviando un confronto con gli istituti scolastici per garantire comunque a tutti i minori la frequenza scolastica, anche riorganizzando le modalità di assistenza quando possibile. <strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Va rilevato che anche all’inizio del precedente anno scolastico si era manifestata una carenza temporanea di operatori, gradualmente rientrata poi nelle settimane a seguire.<strong> </strong>L’Azienda pertanto è fiduciosa di poter garantire a tutti i minori l’assistenza dovuta.<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò non di meno, si è voluto attivare una verifica con la cooperativa incaricata, per identificare le possibili azioni correttive, al fine di evitare il ripetersi di tali temporanee carenze di organico nei mesi a venire.<br>L&#8217;analisi è necessaria anche per dare ragione delle differenze significative in termini di disponibilità esistenti tra i due distretti, considerando che il fornitore, il contratto, le risorse, le modalità di ingaggio sono le medesime.<strong></strong></p>
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		<title>West Nile, in Veneto cresce la circolazione: 71 gruppi di zanzare positivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 15:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 è aumentata in Veneto la presenza di zanzare positive al virus West Nile. La sorveglianza entomologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie rileva una circolazione superiore a quella registrata nel 2025 e negli anni precedenti. Il tasso di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 è aumentata in Veneto la presenza di zanzare positive al virus West Nile. La sorveglianza entomologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie rileva una circolazione superiore a quella registrata nel 2025 e negli anni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso di positività dei gruppi di insetti analizzati, definiti tecnicamente “pool”, ha raggiunto il 4% in Veneto, mentre in Friuli Venezia Giulia si è attestato allo 0,5%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati raccolti dal Laboratorio di entomologia sanitaria – Scs3 Ecosistemi dell’IzsVe, nelle due regioni sono risultati positivi 73 pool: 71 in Veneto e due in Friuli Venezia Giulia. Complessivamente ne sono stati analizzati 2.131, corrispondenti a circa 168 mila zanzare catturate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza del virus è stata rilevata in 46 degli 86 siti nei quali sono state installate le trappole. In Veneto i siti positivi sono 41 su 57, mentre in Friuli Venezia Giulia sono cinque su 29.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le province coinvolte sono Venezia, con nove siti positivi; Rovigo e Verona, con otto ciascuna; Padova, con sette; Vicenza, con cinque; Treviso e Udine, con quattro; Pordenone, con uno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Positivi anche uccelli selvatici ed equidi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sorveglianza veterinaria ha rilevato in Veneto la positività di 33 uccelli selvatici nelle province di Verona, Padova, Venezia, Treviso e Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre risultati sierologicamente positivi cinque equidi nelle province di Padova, Verona e Vicenza. Anche questi accertamenti rientrano nel normale funzionamento del piano di sorveglianza e contribuiscono ad attivare le misure di prevenzione previste per tutelare la popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Rispetto al 2025 le zanzare positive al virus West Nile sono in aumento», conferma Fabrizio Montarsi, biologo entomologo e responsabile del Laboratorio di entomologia sanitaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’esperto, le elevate temperature registrate durante l’estate e il prolungamento della stagione calda favoriscono sia la proliferazione delle zanzare sia la circolazione del virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi elementi si aggiungono le caratteristiche ambientali della pianura veneta, particolarmente ricca di zone umide. La siccità prolungata concentra però le riserve d’acqua disponibili in un numero più limitato di punti, nei quali finiscono per riunirsi uccelli selvatici e zanzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa compresenza, definita “simpatria”, facilita l’amplificazione del virus tra gli animali che ne costituiscono il serbatoio naturale e gli insetti vettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di massima circolazione del West Nile è attesa, come avviene ogni anno, fino ai primi giorni di settembre. L’evoluzione dipenderà in larga parte dall’andamento delle temperature nelle prossime settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Miracolo a Palermo: prima il complotto, poi la fila per il vaccino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo “Ma poscia, più che ’l dogma, poté il vaccino”.Potremmo quasi metterla così, parafrasando Dante, per raccontare una delle più fulminanti conversioni collettive di questi giorni.Perché c&#8217;è una cosa che riesce ancora a fare la realtà, quando si decide<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ma poscia, più che ’l dogma, poté il vaccino”.<br>Potremmo quasi metterla così, parafrasando Dante, per raccontare una delle più fulminanti conversioni collettive di questi giorni.<br>Perché c&#8217;è una cosa che riesce ancora a fare la realtà, quando si decide a presentarsi senza preavviso: mettere in fila le persone.<br>A Palermo, dopo la morte di Anna Rosa, quattro anni, colpita da una sospetta difterite, è scattata infatti la corsa al vaccino.<br>Nei centri vaccinali si sono presentati genitori con bambini che non avevano la copertura contro la malattia. Alcuni senza neppure prenotazione, pronti ad aspettare il proprio turno.<br>E improvvisamente il vaccino, quello stesso vaccino che fino a ieri veniva guardato con diffidenza, è diventato una cosa piuttosto urgente.<br>Non una dittatura sanitaria, non un complotto delle multinazionali, non uno strumento di controllo delle masse.<br>Una puntura, da fare possibilmente subito.<br>La notizia, naturalmente, sarebbe soltanto drammatica se non contenesse anche una di quelle formidabili contraddizioni con cui gli esseri umani riescono periodicamente a deliziare gli osservatori esterni.<br>Per anni ci hanno rotto i coglioni con il mantra della «libera scelta».<br>«Mio figlio è mio e decido io.» «Il corpo è mio.» «Nessuno può impormi niente.» «Prima voglio informarmi.» «Non mi fido della scienza.» «I vaccini sono pericolosi.»<br>E giù discussioni infinite, video sui social, sedicenti esperti, professoroni improvvisati, influencer con il camice virtuale e naturalmente l&#8217;immancabile «me l&#8217;ha detto un medico».<br>Poi arriva una bambina di quattro anni che muore di una malattia che in Italia sembrava ormai confinata ai libri di storia.<br>E succede il miracolo.<br>La fede vacilla, il dogma si incrina, il microchip può aspettare, il grafene pure, la dittatura sanitaria viene momentaneamente archiviata.<br>E la domanda diventa molto più concreta: «Scusi, per il vaccino dove devo mettermi in fila?»<br>Ecco la grande vittoria della realtà. Non della scienza, perché la scienza aveva già parlato. Non dei medici, perché i medici lo ripetono da anni.<br>Non del Ministero della Salute, che continuerà naturalmente a produrre circolari che qualcuno leggerà con la stessa attenzione riservata ai libretti delle istruzioni.<br>Ha vinto la paura.<br>Quella sì che è una comunicatrice formidabile.<br>Basta una tragedia e improvvisamente quello che sembrava un problema teorico diventa terribilmente concreto.<br>Il professor Giovanni Corsello ha riferito che nelle 48 ore successive al decesso le richieste ai pediatri sono aumentate del 10 per cento, soprattutto da parte di genitori che non avevano vaccinato i figli, di persone esitanti o semplicemente dubbiose.<br>E allora viene da chiedersi: possibile che la stessa informazione, quando arriva da un pediatra, da un epidemiologo o dall&#8217;Istituto superiore di sanità, abbia bisogno di anni per entrare nella testa di qualcuno, mentre quando arriva dalla morte di una bambina riesce a raggiungere il cervello in meno di quarantotto ore?<br>Evidentemente sì.<br>La scienza parla. La realtà urla. E noi, curiosa specie, sembriamo avere un udito selettivo.<br>Il problema è che la realtà non discute, non partecipa ai talk show, non apre un canale Telegram, non scrive post indignati su Facebook, non si presenta in televisione con un cartello «Io non ci casco».<br>La realtà semplicemente arriva. E quando arriva, spesso presenta il conto.<br>La vicenda di Palermo dovrebbe far riflettere anche su un&#8217;altra cosa.<br>Il parroco dello Zen ha detto di essere rimasto stupito nel constatare quanti bambini non fossero coperti dalle vaccinazioni obbligatorie.<br>E qui il discorso diventa molto meno divertente.<br>Perché dietro le percentuali ci sono bambini. In Sicilia, per i nati nel 2022, la copertura per il ciclo completo dell&#8217;esavalente risultava all&#8217;85,13%, contro il 94,46% della media nazionale.<br>Sono numeri. Ma ogni numero che manca all&#8217;appello rappresenta una persona.<br>Ed è proprio questo che spesso sfugge nella discussione sui vaccini: la vaccinazione non riguarda soltanto il rapporto fra il singolo individuo e il proprio rischio.<br>Riguarda anche gli altri, i più piccoli, i più fragili, quelli che non possono essere protetti semplicemente dicendo «io ho scelto».<br>Perché la libertà di scelta è una cosa seria. Ma lo è anche la responsabilità delle proprie scelte.<br>E soprattutto bisogna ricordare che nel caso di Anna Rosa non siamo davanti a una sentenza.<br>I genitori sono indagati per omicidio colposo e hanno a loro volta denunciato tre ospedali palermitani. Sarà la magistratura a stabilire che cosa sia realmente accaduto e quali responsabilità, se ce ne sono, debbano essere attribuite.<br>Su questo non c&#8217;è spazio per le sentenze da bar.<br>C&#8217;è un&#8217;inchiesta e va rispettata.<br>Ma c&#8217;è anche una bambina morta.<br>E c&#8217;è una domanda che riguarda tutti noi.<br>Come è possibile che una malattia contro la quale esiste da decenni una vaccinazione efficace possa tornare a fare paura proprio perché qualcuno ha deciso che vaccinarsi era diventato un atto ideologico?<br>Qui arriviamo al capolavoro.<br>Perché il movimento No-Vax ha costruito per anni una narrazione nella quale vaccinarsi era una prova di sottomissione e rifiutare il vaccino una dimostrazione di indipendenza.<br>Poi, improvvisamente, la fila, tutti insieme, in ordinata attesa, possibilmente prima degli altri.<br>Non c&#8217;è nulla di più umano. E forse proprio per questo c&#8217;è qualcosa di profondamente malinconico. Perché sarebbe bastato ascoltare prima. Non serviva aspettare una tragedia. Non serviva che una bambina morisse. Non serviva che una malattia considerata sconfitta tornasse a ricordarci della propria esistenza. Bastava prendere sul serio ciò che la medicina dice da decenni.<br>Ma noi siamo fatti così.<br>Abbiamo bisogno di vedere il precipizio prima di convincerci che esiste.<br>E allora permettetemi di chiudere tornando al Sommo Poeta.<br>Dante aveva immaginato un viaggio nell&#8217;Inferno, fra peccatori di ogni genere.<br>Non avrebbe probabilmente previsto una categoria moderna: i convertiti dell&#8217;ultima ora.<br>Quelli che ieri spiegavano al mondo perché il vaccino fosse una pericolosa imposizione e oggi fanno la fila per farselo somministrare.<br>Non è necessariamente un male cambiare idea. Anzi.<br>Cambiare idea davanti a nuove informazioni è una delle cose più intelligenti che un essere umano possa fare.<br>Il problema è quando per cambiare idea bisogna aspettare che la realtà ci presenti una bambina senza vita.<br>E allora sì.<br>Ma poscia, più che ’l dogma, poté il vaccino.<br>Per anni hanno chiesto prove. La scienza gliele ha date.<br>Hanno chiesto studi. Ne sono stati fatti a migliaia.<br>Hanno chiesto certezze. La medicina ha spiegato tutto quello che poteva spiegare.<br>Poi è arrivata la realtà.<br>E la realtà, questa volta, aveva già aperto lo sportello delle prenotazioni.<br>Così, dopo tanto peregrinare fra complotti, microchip, grafene, dittature sanitarie e libertà individuali, eccoli finalmente tutti in fila davanti a un centro vaccinale.<br>Non sappiamo se sia una conversione. Non sappiamo se sia paura. Non sappiamo nemmeno se domani torneranno a scrivere che i vaccini fanno male.<br>Ma almeno, per una volta, la realtà ha avuto l&#8217;ultima parola.<br>E Dante, probabilmente, avrebbe sorriso.<br>Perché dopo essere scesi fino all&#8217;ultimo girone del dogma, della diffidenza e della pseudoscienza, possiamo finalmente permetterci una piccola variazione sul verso più famoso della Commedia: «E quindi uscimmo a riveder le stelle.”<br>Possibilmente dopo aver fatto il vaccino. Umberto Baldo</p>
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		<title>Veneto, arrivano infermieri stranieri: da Belluno parte il progetto per rafforzare gli ospedali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:06:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte da Belluno la prima sperimentazione del Veneto per il reclutamento, l&#8217;inserimento e la formazione di infermieri provenienti dall&#8217;estero. Il progetto, presentato oggi dall&#8217;assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, punta a rafforzare gli organici del Servizio sanitario regionale attraverso un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Parte da Belluno la prima sperimentazione del Veneto per il reclutamento, l&#8217;inserimento e la formazione di infermieri provenienti dall&#8217;estero. Il progetto, presentato oggi dall&#8217;assessore regionale alla Sanità <strong>Gino Gerosa</strong>, punta a rafforzare gli organici del Servizio sanitario regionale attraverso un percorso che coniuga assunzione, formazione e integrazione professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase pilota prenderà il via all&#8217;<strong>Ulss 1 Dolomiti</strong> e guarda in particolare al <strong>Brasile meridionale</strong> e all&#8217;<strong>Argentina</strong>, territori dove è ancora forte la presenza di comunità venete e bellunesi e di reti associative e istituzionali che potrebbero agevolare lo sviluppo dell&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto prevede due distinti canali di accesso. Il primo è rivolto a infermieri già qualificati e interessati a lavorare nel Servizio sanitario regionale, nel rispetto della normativa nazionale che disciplina l&#8217;esercizio temporaneo delle professioni sanitarie con titoli conseguiti all&#8217;estero e delle successive procedure di riconoscimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo canale ha invece una finalità universitaria e formativa e punta a verificare, in collaborazione con l&#8217;<strong>Università di Padova</strong> ed eventuali atenei esteri, la possibilità di sviluppare percorsi integrati di prosecuzione o completamento degli studi per studenti di infermieristica provenienti dall&#8217;estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;inserimento di personale – ha sottolineato l&#8217;assessore Gerosa – dovrà essere accompagnato da adeguate misure di formazione linguistica, affiancamento clinico-organizzativo, tutoraggio e monitoraggio, tenendo conto anche degli effetti sulle comunità professionali locali e sul personale già in servizio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla presentazione del progetto hanno partecipato, oltre alla Regione del Veneto, alla Prefettura e all&#8217;Ulss 1 Dolomiti, anche i rappresentanti degli enti locali, dell&#8217;Università di Padova, dell&#8217;Ordine delle professioni infermieristiche, del Bim, dell&#8217;Ater e dell&#8217;Associazione Bellunesi nel Mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa rappresenta il primo passo di una strategia regionale che punta a fronteggiare la carenza di infermieri, una delle principali criticità che da tempo interessa il sistema sanitario veneto e nazionale.</p>
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		<item>
		<title>San Bortolo, Rocco De Vivo è il nuovo direttore dell&#8217;Oncologia: oltre 25 anni di esperienza</title>
		<link>https://www.tviweb.it/san-bortolo-rocco-de-vivo-e-il-nuovo-direttore-delloncologia-oltre-25-anni-di-esperienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor Rocco De Vivo a nuovo direttore dell&#8217;Unità Operativa Complessa di Oncologia dell&#8217;ospedale San Bortolo di Vicenza. Già direttore facente funzioni della struttura, De Vivo assume ora l&#8217;incarico al termine di un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/san-bortolo-rocco-de-vivo-e-il-nuovo-direttore-delloncologia-oltre-25-anni-di-esperienza/">San Bortolo, Rocco De Vivo è il nuovo direttore dell&#8217;Oncologia: oltre 25 anni di esperienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor <strong>Rocco De Vivo</strong> a nuovo direttore dell&#8217;Unità Operativa Complessa di Oncologia dell&#8217;ospedale San Bortolo di Vicenza. Già direttore facente funzioni della struttura, De Vivo assume ora l&#8217;incarico al termine di un percorso professionale sviluppato all&#8217;interno dell&#8217;azienda sanitaria, dove da oltre 25 anni affianca attività clinica, ricerca scientifica e partecipazione ai gruppi regionali dedicati all&#8217;innovazione in campo oncologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Salerno nel 1969, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia all&#8217;Università Federico II di Napoli, conseguendo nello stesso ateneo, sempre con lode, la specializzazione in Oncologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2015 opera presso l&#8217;Oncologia dell&#8217;ULSS 8 Berica, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità: dalla cura dei tumori dell&#8217;apparato urogenitale alla gestione dei percorsi ambulatoriali e del Day Hospital della struttura, fino alla sostituzione del direttore e al successivo incarico di direttore facente funzioni. Fa inoltre parte dell&#8217;Unità di Ricerca Clinica e della Commissione Terapeutica Aziendale dell&#8217;ULSS 8 Berica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022 ha completato il corso di perfezionamento manageriale &#8220;Oncology Management Fast Track&#8221; della SDA Bocconi di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della ricerca scientifica vanta numerose pubblicazioni su riviste internazionali di riferimento, tra cui <em>New England Journal of Medicine</em> e <em>JAMA Network Open</em>, con particolare attenzione ai tumori genito-urinari, renali e prostatici. Ha inoltre contribuito alla stesura delle linee guida nazionali AIOM sui tumori del rene e dell&#8217;utero ed è componente di diversi gruppi di lavoro regionali del CRAO dedicati alla valutazione dei farmaci oncologici e ai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per i pazienti affetti da tumore della prostata e della vescica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo incarico per me corona un percorso iniziato più di 25 anni fa al San Bortolo di Vicenza, un ospedale e una città a cui devo molto &#8211; commenta il dottor Rocco De Vivo -. Ringrazio il Direttore Generale e la Direzione Strategica per il supporto e la fiducia sempre dimostrata e i miei colleghi, con cui condivido non solo qualità professionali ma anche attenzione all&#8217;ascolto, accoglienza dei pazienti e l&#8217;impegno a creare e mantenere un ambiente di lavoro sereno. Continueremo a lavorare perché l&#8217;Oncologia di Vicenza sia sempre più un punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione anche da parte del direttore generale dell&#8217;ULSS 8 Berica, <strong>Peter Assembergs</strong>: «Il dottor De Vivo è un professionista che negli anni ha già dimostrato competenza e dedizione verso i pazienti. Sono certo che guiderà il reparto con la stessa qualità mostrata finora e saprà portare un contributo importante alla crescita dell&#8217;Oncologia di Vicenza».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/san-bortolo-rocco-de-vivo-e-il-nuovo-direttore-delloncologia-oltre-25-anni-di-esperienza/">San Bortolo, Rocco De Vivo è il nuovo direttore dell&#8217;Oncologia: oltre 25 anni di esperienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Ondata di calore, l&#8217;alcol diventa ancora più pericoloso: ecco perché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 14:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo delle ondate di calore e delle vacanze estive cresce anche il consumo di aperitivi e bevande alcoliche all&#8217;aperto. Ma bere alcol quando le temperature sono molto elevate può aumentare sensibilmente i rischi per la salute, anche se si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo delle ondate di calore e delle vacanze estive cresce anche il consumo di aperitivi e bevande alcoliche all&#8217;aperto. Ma bere alcol quando le temperature sono molto elevate può aumentare sensibilmente i rischi per la salute, anche se si tratta di quantità che normalmente verrebbero tollerate senza particolari problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caldo e l&#8217;alcol, infatti, agiscono in modo simile sull&#8217;organismo. Le alte temperature provocano la dilatazione dei vasi sanguigni per favorire la dispersione del calore, un effetto che viene accentuato anche dall&#8217;alcol. La conseguenza può essere un abbassamento della pressione arteriosa, con una maggiore probabilità di avvertire capogiri, debolezza e perdita di equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge il problema della disidratazione. Durante una giornata molto calda il corpo perde grandi quantità di liquidi attraverso la sudorazione. L&#8217;alcol, essendo un diuretico, favorisce ulteriormente la perdita di acqua, rendendo più difficile mantenere un corretto equilibrio idrico. La combinazione dei due fattori può aumentare la concentrazione di alcol nel sangue e amplificarne gli effetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli effetti possono manifestarsi con maggiore rapidità soprattutto se si beve sotto il sole, nelle ore più calde della giornata o subito dopo un&#8217;attività fisica intensa. In queste condizioni aumentano il rischio di malesseri, cali di pressione, disorientamento e riduzione dei riflessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per limitare i rischi è consigliabile bere con moderazione, preferire luoghi ombreggiati e gli orari più freschi della giornata, alternare ogni bevanda alcolica con un bicchiere d&#8217;acqua e non consumare alcolici a stomaco vuoto, poiché il cibo rallenta l&#8217;assorbimento dell&#8217;alcol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre fondamentale evitare di mettersi alla guida dopo aver bevuto, anche se si ritiene di aver assunto una quantità modesta di alcol. Con il caldo, infatti, gli effetti possono risultare più intensi del previsto e compromettere più rapidamente lucidità e tempi di reazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una persona manifesta sintomi come forte debolezza, confusione, vomito o perdita di coscienza dopo aver bevuto, soprattutto durante un&#8217;ondata di calore, è necessario contattare tempestivamente i soccorsi.</p>
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		<title>PFAS negli alimenti in Veneto: la Regione rassicura, ma le associazioni rilanciano l&#8217;allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I risultati del monitoraggio regionale 2026 sugli alimenti di origine animale Il monitoraggio della Regione Veneto (svolto in collaborazione con l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, l&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e ARPA Veneto) presenta una fotografia aggiornata sui livelli di contaminazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati del monitoraggio regionale 2026 sugli alimenti di origine animale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio della Regione Veneto (svolto in collaborazione con l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, l&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e ARPA Veneto) presenta una fotografia aggiornata sui livelli di contaminazione da PFAS nei prodotti agroalimentari delle aree interessate. Lo studio ha preso in esame 156 aziende situate nelle zone ad alta, media e bassa intensità di contaminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati generali evidenziano una diminuzione complessiva dei livelli di PFAS rispetto al precedente piano condotto nel 2016-2017:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Conformità complessiva</strong>: Il 95% delle aziende analizzate (148 su 156) rientra nei limiti fissati dalla normativa europea (Regolamento UE 2023/915). Solo 8 aziende (il 5%) presentano valori superiori ai limiti stabiliti per PFOA o PFOS.</li>



<li><strong>Campioni analizzati</strong>: Sui 703 campioni elementari esaminati, il 96,73% (680 campioni) è risultato conforme ai limiti di legge, mentre 18 campioni (il 2,56%) hanno superato le concentrazioni massime consentite. Ulteriori 5 campioni riguardanti la matrice latte (0,71%) hanno superato le soglie di raccomandazione indicative previste dalla Raccomandazione UE 2022/1431 (dove non sussiste un limite rigido di legge).</li>



<li><strong>Controlli sulle acque di abbeveraggio</strong>: Il report evidenzia una correlazione diretta tra l&#8217;inquinamento da PFOS nelle carni bovino-fegato e l&#8217;uso di acqua di pozzo non autorizzata in alcune aziende ad alta intensità. In tali casi, le autorità competenti hanno sospeso le attività, vietato la vendita dei prodotti e imposto l&#8217;allacciamento all&#8217;acquedotto pubblico, ottenendo il rientro nei limiti dopo la fase di follow-up.</li>



<li><strong>Matrici specifiche</strong>: Se per uova e muscolo avicolo il quadro appare ampiamente rientrato con livelli contenuti, permangono criticità per le frattaglie. Nel fegato suino e bovino si registrano i picchi più alti: il fegato bovino ha toccato un valore massimo di 12.500 ng/kg di PFOS (a fronte di un limite di 6.000 ng/kg), mentre nel fegato suino il PFOA ha registrato una media di 2.080 ng/kg (superiore al limite di 700 ng/kg) e un picco di 4.800 ng/kg.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;analisi critica e il confronto della Rete Zero PFAS Veneto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;indomani della presentazione dei dati regionali, l&#8217;associazione <strong>Rete Zero PFAS Veneto</strong> ha espresso forte preoccupazione in un comunicato stampa, contestando l&#8217;ottimismo delle istituzioni e mettendo in risalto la discrepanza tra i limiti normativi di legge e le soglie di tolleranza tossicologica stabilite dall&#8217;EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Convertendo i valori regionali ed esprimendoli in nanogrammi per chilo (ng/kg), la Rete evidenzia che la dose settimanale tollerabile (TWI) fissata da EFSA nel 2020 equivale a soli 4,4 ng/kg di peso corporeo alla settimana per la somma dei 4 PFAS principali (PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS). Ciò significa che la dose massima per un bambino di 15 kg è pari a soli 66 nanogrammi complessivi a settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenziato dall&#8217;intervento della pediatra e medico ISDE Vitalia Murgia riportato nel comunicato, un bambino di 1-2 anni che consuma in una settimana mezzo litro di latte (con PFOS rilevato fino a 70 ng/kg), due porzioni da 50 g di carne bovina e due uova, supera integralmente la soglia settimanale EFSA con il solo apporto di PFOS, senza calcolare l&#8217;esposizione ad altre fonti alimentari e idriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Rete Zero PFAS sottolinea inoltre i seguenti punti critici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Muscolo bovino e latte oltre le raccomandazioni</strong>: Nel latte, a fronte di raccomandazioni UE pari a 20 ng/kg per PFOA e 10 ng/kg per PFOS, si misurano picchi fino a 50 ng/kg di PFOA e 70 ng/kg di PFOS. Nel muscolo bovino, l&#8217;8% dei campioni analizzati presenta livelli di PFOS compresi tra 200 e 690 ng/kg, con valori vicini o superiori al limite di 300 ng/kg.</li>



<li><strong>Campionamento sbilanciato</strong>: L&#8217;associazione contestando la metodologia di selezione delle aziende (stimate su una banca dati del 2021 di 651 realtà), evidenzia che se nell&#8217;area ad alta intensità è stato controllato il 100% delle strutture, nella zona a media intensità è stato analizzato solo il 50% e nella zona a bassa intensità appena il 10%.</li>



<li><strong>Esclusione degli allevamenti familiari</strong>: Mentre nel report 2016-2017 le uova mostravano picchi elevati a causa dell&#8217;inclusione dei pollai familiari, nel piano 2026 l&#8217;autoconsumo è stato completamente escluso. L&#8217;associazione chiede perché non si sia voluto monitorare l&#8217;evoluzione della contaminazione negli allevamenti domestici che ricadono nel territorio contaminato.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le richieste dei cittadini alle istituzioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di questi dati, la Rete Zero PFAS Veneto sollecita la Regione a fare trasparenza sulle procedure di rintracciabilità dei prodotti non conformi già immessi in commercio, sulle date dei rilevamenti e sulle forme di sostegno garantite alle aziende agricole coinvolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene avanzata formale richiesta di istituire un sistema pubblico di allerta rapida per la cittadinanza in caso di non conformità alimentari, di avviare un piano straordinario di bonifica del territorio e di aprire un confronto pubblico e diretto con i cittadini e le comunità esposte da anni al rischio PFAS.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Vicenza Città Cardioprotetta, firmato il protocollo d’intesa tra Comune, Croce Verde Vicenza e Fondazione San Bortolo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:25:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Vicenza, insieme a Croce Verde Vicenza e Fondazione San Bortolo, si impegna per tutelare il benessere dei cittadini con l’obiettivo di promuovere il progetto Vicenza Città Cardioprotetta.Oggi a Palazzo Trissino il protocollo d’intesa per l’ampliamento e il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Il Comune di Vicenza, insieme a Croce Verde Vicenza e Fondazione San Bortolo, si impegna per tutelare il benessere dei cittadini con l’obiettivo di promuovere il progetto Vicenza Città Cardioprotetta.Oggi a Palazzo Trissino il protocollo d’intesa per l’ampliamento e il consolidamento di una rete locale di emergenza e di defibrillazione precoce, attraverso la mappatura, la gestione e la manutenzione ordinaria dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) collocati nel territorio del Comune di Vicenza è stato firmato dal sindaco Giacomo Possamai, dalla presidente di Croce Verde Vicenza Carla Zuin e dal presidente di Fondazione San Bortolo Franco Scanagatta.Erano presenti anche l’assessore alle politiche sociali e alla partecipazione Matteo Tosetto e Alice Borgo, responsabile progetto Vicenza Città Cardioprotetta.«La sottoscrizione del protocollo d&#8217;intesa con Fondazione San Bortolo e Croce Verde garantisce la costante manutenzione dei defibrillatori, strumenti fondamentali per salvare vite umane – ha detto il sondai Giacomo <strong>Possamai</strong> -. Si tratta di una attenzione essenziale che consente di mantenere sempre efficienti le apparecchiature, predisposte sia per adulti che per bambini, che possono essere utilizzate da tutti con il supporto del 118».«Da oggi, collegandosi al sito del Comune di Vicenza, è possibile consultare la mappa della città con indicati l&#8217;indicazione precisa dei luoghi in cui sono installati i defibrillatori, sia in spazi interni sia all&#8217;aperto installati anche con il supporto degli uffici comunali e grazie a iniziative private» ha spiegato l’assessore alle politiche sociali e alla partecipazione Matteo <strong>Tosetto</strong>.In Italia ogni anno si stimano circa 60.000 decessi per morte cardiaca improvvisa, che colpiscono non solo soggetti cardiopatici ma anche giovani adulti in apparente ottima salute e sportivi. La letteratura scientifica dimostra che in caso di arresto cardiaco improvviso, che in molti casi può verificarsi senza segni premonitori, il tempo è un fattore decisivo: i tassi di sopravvivenza diminuiscono di circa il 10-12% al minuto, mentre la precocità delle corrette manovre di primo soccorso aumentano le probabilità di sopravvivenza, contribuendo a rendere anche più fruttuoso l’intervento degli equipaggi di soccorso avanzato fornito dal Sistema 118.Collocare una rete di defibrillatori in luoghi pubblici o aperti al pubblico, ad alto afflusso, serve quindi a garantire un rapido accesso a questo strumento salvavita, non solo al personale professionale e laico formato e abilitato ma anche, in caso di necessità, a soccorritori occasionali non formati, guidati tramite il dispositivo dagli operatori professionisti, riconoscendone la legittimità d&#8217;uso in caso di emergenza secondo il cosiddetto principio del “buon samaritano”, come previsto dalla legge 4 agosto 2021, n. 116.Il protocollo d’intesa è finalizzato a garantire adeguate postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico, segnalate e registrate, per consentirne la localizzazione tempestiva in caso di emergenza da parte della centrale operativa del 118, in modo da poter guidare i soccorritori.I tre enti firmatari collaboreranno in base alle proprie competenze.È stata appena conclusa la mappa dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) esistenti in città che verrà aggiornata costantemente. Si può consultare al link<a href="https://www.comune.vicenza.it/Novita/Avvisi/Vicenza-Citta-Cardioprotetta" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.comune.vicenza.it/Novita/Avvisi/Vicenza-Citta-Cardioprotetta</a>Gli altri obiettivi del protocollo: strutturare forme di soccorso capillare tramite la promozione e il sostegno della formazione all’utilizzo di DAE; assicurare la gestione e la manutenzione, mediante il controllo e la sostituzione dei consumabili dei DAE installati nel territorio del Comune di Vicenza; incrementare progressivamente il numero di DAE installati nel territorio comunale; dare massima divulgazione e diffusione alle iniziative e progettualità connesse.Il protocollo d&#8217;intesa attivato si pone in continuità con le diverse iniziative per la diffusione e l&#8217;implementazione di una rete locale di emergenza e di defibrillazione precoce, sviluppate e supportate dal Comune di Vicenza sin dal 2013 con l&#8217;avvio del progetto “Con il cuore per il cuore” con Croce Verde Vicenza, e che hanno portato negli anni al coinvolgimento di diverse organizzazioni, associazioni ed enti del terzo settore, scuole, società sportive, uffici comunali, portando al progressivo incremento del numero di DAE installati nel territorio comunale.   </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Ulss 8 Berica, liste d&#8217;attesa in calo e attività ambulatoriale in crescita: assunti 19 nuovi professionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 16:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati confermano i primi effetti del percorso avviato a giugno. Gerosa: «Il lavoro sta dando i suoi frutti». Assembergs: «Merito dell&#8217;impegno quotidiano dei nostri professionisti» Prosegue il percorso di miglioramento avviato dall&#8217;Ulss 8 Berica sul fronte dell&#8217;organizzazione dei servizi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ulss-8-berica-liste-dattesa-in-calo-e-attivita-ambulatoriale-in-crescita-assunti-19-nuovi-professionisti/">Ulss 8 Berica, liste d&#8217;attesa in calo e attività ambulatoriale in crescita: assunti 19 nuovi professionisti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading">I dati confermano i primi effetti del percorso avviato a giugno. Gerosa: «Il lavoro sta dando i suoi frutti». Assembergs: «Merito dell&#8217;impegno quotidiano dei nostri professionisti»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue il percorso di miglioramento avviato dall&#8217;Ulss 8 Berica sul fronte dell&#8217;organizzazione dei servizi e della riduzione delle liste d&#8217;attesa. È quanto emerso dal <strong>Collegio di Direzione</strong> che si è svolto oggi alla presenza dell&#8217;assessore regionale alla Sanità <strong>Gino Gerosa</strong>, a un mese dal precedente incontro del 26 giugno, durante il quale la Direzione Strategica e il Collegio avevano concordato un ciclo di confronti con i singoli Dipartimenti per affrontare alcune criticità interne e rafforzare il lavoro di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle ultime settimane sono stati avviati incontri con le singole Unità Operative Complesse (U.O.C.), che hanno portato all&#8217;adeguamento delle schede di budget e alla raccolta delle richieste dei Dipartimenti in termini di personale e investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questo confronto sono scaturite <strong>8 nuove assunzioni di medici e 11 di infermieri</strong>, un rafforzamento dell&#8217;organico che, secondo l&#8217;Azienda sanitaria, ha contribuito direttamente ai risultati registrati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati illustrati durante il Collegio evidenziano infatti un <strong>calo delle liste d&#8217;attesa</strong> e una <strong>crescita dell&#8217;attività ambulatoriale dell&#8217;1,4% rispetto al 2025</strong>, confermando i primi effetti positivi del percorso intrapreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I dati di oggi confermano che il lavoro avviato a giugno sta dando i suoi frutti – commenta l&#8217;assessore regionale alla Sanità <strong>Gino Gerosa</strong> –. Ringrazio la Direzione Strategica e i professionisti della salute dell&#8217;Ulss 8, riconfermando l&#8217;impegno del Governo regionale a sostenere le Aziende per garantire i servizi e rispondere ai bisogni di salute dei cittadini».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfatto anche il direttore generale <strong>Peter Assembergs</strong>: «Il calo delle liste d&#8217;attesa conferma il buon lavoro dei nostri professionisti in questo mese di confronto con i Dipartimenti. Ringrazio tutto il personale per l&#8217;impegno quotidiano».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il direttore del Dipartimento Chirurgie Specialistiche, <strong>Roberto Saetti</strong>, «i primi risultati confermano l&#8217;utilità degli incontri e la bontà del percorso intrapreso. I confronti con i Dipartimenti sono stati particolarmente apprezzati dai direttori delle UOC, contribuendo a creare un clima professionale più favorevole».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il direttore del Dipartimento Area Chirurgica, <strong>Cristiano Finco</strong>, sottolinea che «i risultati raggiunti sono frutto del lavoro che il personale dell&#8217;Azienda ha sempre dimostrato, anche alla luce del ritrovato equilibrio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giudizio positivo arriva anche dal direttore del Dipartimento Cardiovascolare, <strong>Claudio Bilato</strong>, secondo il quale «se il buon giorno si vede dal mattino abbiamo intrapreso la strada corretta».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte amministrativo, il direttore del Dipartimento Amministrativo <strong>Filippo Paccanaro</strong> evidenzia come sia stato avviato «un percorso di riorganizzazione dei processi per migliorare gli investimenti e fare squadra con i professionisti della salute».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversa la posizione del direttore del Dipartimento Urgenza-Emergenza, <strong>Vinicio Danzi</strong>, che ha preferito non esprimere un giudizio in attesa di chiarimenti relativi alla gestione dei Pronto soccorso, definita un ambito particolarmente critico del Dipartimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, la direttrice del Distretto Est <strong>Chiara Marangon</strong> e il referente della specialistica ambulatoriale interna <strong>Francesco Conzada</strong> hanno evidenziato la necessità di definire e sviluppare ulteriormente i flussi e i processi di cura e assistenza sul territorio, anche alla luce dell&#8217;attivazione delle <strong>Case della Comunità</strong> e degli <strong>Ospedali di Comunità</strong>.</p>
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		<title>Allerta caldo in Veneto: domani bollino giallo su gran parte della regione, disagio intenso anche in pianura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 13:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Protezione Civile della Regione Veneto ha emesso un nuovo bollettino di allerta per le ondate di calore, dichiarando la fase di attenzione (allerta gialla) per la giornata di mercoledì 29 luglio su gran parte del territorio regionale. Secondo il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La Protezione Civile della Regione Veneto ha emesso un nuovo bollettino di allerta per le ondate di calore, dichiarando la <strong>fase di attenzione (allerta gialla)</strong> per la giornata di <strong>mercoledì 29 luglio</strong> su gran parte del territorio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Centro Funzionale Decentrato, è previsto un <strong>disagio fisico intenso</strong> nelle aree pedemontane, di pianura e lungo la costa, a causa delle elevate temperature e delle condizioni di afa che interesseranno il Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al caldo, il bollettino segnala anche una fase di <strong>instabilità sui rilievi</strong>, dove nel corso della giornata saranno probabili rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le previsioni indicano inoltre che <strong>giovedì e venerdì</strong> persisteranno condizioni di instabilità soprattutto in prossimità delle zone montane, con possibilità di rovesci e temporali locali. Parallelamente, il disagio fisico dovuto al caldo è destinato ad aumentare, mantenendosi in prevalenza su livelli intensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Protezione Civile invita la popolazione, in particolare anziani, bambini e persone fragili, ad adottare le consuete precauzioni per limitare gli effetti delle alte temperature, evitando l&#8217;esposizione al sole nelle ore più calde e mantenendosi adeguatamente idratati.</p>
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		<title>Pfas, migliorano i dati in Veneto: il 97% dei prodotti animali è nei limiti, nessuno sforamento nelle uova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano segnali incoraggianti dal nuovo monitoraggio sulla presenza di Pfas nei prodotti di origine animale realizzato dalla Regione del Veneto insieme all&#8217;Istituto Superiore di Sanità (ISS), con la collaborazione dell&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, di Arpa Veneto e delle Aziende<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivano segnali incoraggianti dal nuovo monitoraggio sulla presenza di <strong>Pfas</strong> nei prodotti di origine animale realizzato dalla <strong>Regione del Veneto</strong> insieme all&#8217;<strong>Istituto Superiore di Sanità (ISS)</strong>, con la collaborazione dell&#8217;<strong>Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie</strong>, di <strong>Arpa Veneto</strong> e delle Aziende Ulss. A quasi dieci anni dal precedente piano di controllo del 2016-2017, il nuovo rapporto evidenzia una <strong>generale diminuzione dei livelli di contaminazione</strong>, con il <strong>97% dei campioni analizzati risultato entro i limiti di legge</strong> e nessun superamento riscontrato nelle uova.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Monitoraggio più accurato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo piano è stato avviato per verificare l&#8217;evoluzione della contaminazione da Pfas negli alimenti di origine animale. Per l&#8217;indagine sono stati utilizzati metodi analitici da <strong>2 a 10 volte più sensibili</strong> rispetto a quelli impiegati nel precedente monitoraggio, consentendo di ottenere un quadro più preciso e affidabile della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio ha preso in esame la presenza di <strong>14 sostanze Pfas</strong>, comprendendo le dodici già monitorate nel 2016-2017, tra cui <strong>PFOA</strong> e <strong>PFOS</strong>, oltre alle molecole <strong>GenX</strong> e <strong>cC6O4</strong>. Le analisi hanno interessato otto matrici alimentari: muscolo e fegato di bovini, suini e pollame, uova, latte vaccino e l&#8217;acqua di abbeveraggio delle aziende coinvolte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diminuiscono aziende e prodotti fuori norma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati mostrano una riduzione sia del numero di aziende con criticità sia dei livelli complessivi di contaminazione nei prodotti di origine animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delle <strong>156 aziende</strong> monitorate, suddivise in aree a elevata, media e bassa intensità di contaminazione, <strong>148 (93%)</strong> presentano valori inferiori ai limiti di legge. Le restanti <strong>8 aziende (5%)</strong> hanno registrato superamenti dei limiti per <strong>PFOA</strong> o <strong>PFOS</strong> in campioni di muscolo bovino, fegato bovino o fegato suino, concentrate prevalentemente nelle aree a maggiore contaminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti questi casi sono state adottate misure immediate per impedire la commercializzazione dei prodotti ed è stato avviato un monitoraggio continuo per riportare i valori entro i limiti previsti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il 97% dei campioni è conforme</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Complessivamente sono stati analizzati <strong>703 campioni</strong>: <strong>680</strong>, pari al <strong>97%</strong>, sono risultati conformi ai limiti di legge, mentre <strong>18 campioni (3%)</strong> hanno evidenziato concentrazioni superiori ai valori consentiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, <strong>5 campioni</strong>, provenienti da <strong>3 aziende</strong>, hanno mostrato livelli di PFOS e PFOA superiori ai valori indicativi che richiedono ulteriori approfondimenti per individuare l&#8217;origine della contaminazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Confermato il legame con l&#8217;acqua di pozzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto conferma anche una correlazione già emersa nel precedente monitoraggio tra la contaminazione degli alimenti e quella dell&#8217;acqua utilizzata per l&#8217;abbeveraggio degli animali, in particolare quando viene impiegata <strong>acqua di pozzo non filtrata</strong> contenente PFOS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende interessate le autorità hanno disposto il blocco della commercializzazione dei prodotti e prescritto interventi come l&#8217;allacciamento alla rete acquedottistica, accompagnati da controlli successivi fino al completo rientro nei limiti di legge sia dell&#8217;acqua sia degli alimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun problema nelle uova</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i dati più rassicuranti emerge quello relativo agli allevamenti destinati alla produzione di uova da consumo. Le analisi effettuate non hanno infatti evidenziato <strong>alcun campione con valori superiori ai limiti di legge</strong>, confermando la piena conformità di questa filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio proseguirà con l&#8217;analisi delle filiere vegetali, ancora in corso nei laboratori, per ottenere un quadro complessivo dell&#8217;impatto della contaminazione da Pfas sulla salute pubblica, sull&#8217;ambiente e sulle produzioni agroalimentari. La Regione del Veneto ha annunciato che presenterà nel dettaglio i risultati del rapporto nei prossimi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Denti che si autoriparano e ricrescono: la medicina rigenerativa cambia il futuro del dentista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:25:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un approfondimento della BBC, la medicina rigenerativa potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono curate carie e perdita dei denti. Diversi gruppi di ricerca nel mondo stanno infatti lavorando a tecnologie che puntano a far ricrescere i denti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Secondo un approfondimento della <strong>BBC</strong>, la medicina rigenerativa potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono curate carie e perdita dei denti. Diversi gruppi di ricerca nel mondo stanno infatti lavorando a tecnologie che puntano a far ricrescere i denti o a riparare quelli danneggiati sfruttando cellule staminali e processi biologici, riducendo in futuro il ricorso a otturazioni, impianti e protesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è superare gli attuali trattamenti odontoiatrici, che rappresentano spesso una soluzione temporanea. Le otturazioni, ad esempio, possono durare da cinque a vent&#8217;anni, ma richiedono spesso interventi successivi e non ripristinano il funzionamento biologico del dente, limitandosi a sostituire il tessuto danneggiato con materiali artificiali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La salute dei denti è fondamentale per tutto l&#8217;organismo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La salute orale ha effetti ben più ampi della semplice bocca. Le infezioni gengivali e i batteri responsabili delle malattie parodontali sono stati associati a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari, infezioni respiratorie e persino al morbo di Alzheimer. La perdita dei denti è inoltre correlata a un maggiore rischio di malattie, a una riduzione della qualità della vita e a un aumento della mortalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;aspetto psicologico è importante: perdere uno o più denti può compromettere la capacità di mangiare, parlare e sorridere, con conseguenze sul benessere sociale ed emotivo già a partire dall&#8217;infanzia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;idea delle &#8220;otturazioni viventi&#8221;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i filoni di ricerca più promettenti c&#8217;è quello portato avanti dalla biochimica Hannele Ruohola-Baker dell&#8217;Università di Washington.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studiando i denti del giudizio donati alla ricerca, il suo gruppo ha scoperto che le cellule responsabili della produzione dello smalto, chiamate ameloblasti, scompaiono una volta completata la crescita del dente. Per superare questo limite, i ricercatori stanno utilizzando cellule staminali, guidandole a trasformarsi sia in ameloblasti sia in odontoblasti, le cellule che producono la dentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Combinando queste cellule è stato possibile ottenere in laboratorio un organoide dentale capace di produrre autonomamente proteine dello smalto. In prospettiva, queste proteine potrebbero essere impiegate per realizzare &#8220;otturazioni viventi&#8221; o per riparare denti scheggiati. L&#8217;obiettivo finale è ancora più ambizioso: impiantare cellule ingegnerizzate nella bocca del paziente e lasciare che sia l&#8217;organismo a ricostruire un nuovo dente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Carie che si riparano da sole</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro filone di ricerca riguarda la dentina, il tessuto situato sotto lo smalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La professoressa Anne George, dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois di Chicago, studia le proteine che regolano la crescita, la mineralizzazione e l&#8217;autoriparazione della dentina. Il suo gruppo ha individuato uno dei geni fondamentali nella formazione di questo tessuto, aprendo la strada a possibili terapie capaci di stimolare il dente a produrre nuova dentina e riparare autonomamente le carie, senza ricorrere alle tradizionali otturazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché gli impianti non sono la soluzione perfetta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, quando un dente è gravemente compromesso, la soluzione più comune è l&#8217;estrazione seguita dall&#8217;inserimento di un impianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questa tecnologia presenta però alcuni limiti. Gli impianti non possiedono terminazioni nervose e non trasmettono le stesse sensazioni dei denti naturali durante la masticazione, aumentando il rischio di esercitare una forza eccessiva e danneggiarli. Inoltre possono essere colonizzati dai batteri, favorendo infezioni che mettono a rischio anche i denti sani vicini. Le corone artificiali, infine, devono essere sostituite dopo circa 15 anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Denti coltivati in laboratorio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra strada è quella dei denti interamente coltivati in laboratorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ana Angelova Volponi, direttrice dell&#8217;odontoiatria rigenerativa del King&#8217;s College di Londra, ritiene che una sostituzione biologica possa rappresentare una soluzione molto più duratura rispetto agli impianti tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo gruppo ha già ottenuto strutture dentali ibride combinando cellule gengivali umane con cellule dentali di topo, riuscendo a formare radici vitali in fase di sviluppo. L&#8217;obiettivo è ora riprodurre completamente il processo biologico utilizzando biomateriali capaci di guidare la formazione di un dente perfettamente funzionante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa insegnano squali e maiali</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca guarda anche al mondo animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza degli esseri umani, gli squali sostituiscono continuamente i denti per tutta la vita. Anche elefanti e canguri sviluppano più serie di molari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I maiali presentano una caratteristica particolarmente interessante: nelle loro mascelle sono presenti diversi abbozzi di denti permanenti non ancora erotti. Sfruttando questa peculiarità, un gruppo guidato dalla professoressa Pamela Yelick della Tufts School of Dental Medicine è riuscito a far crescere strutture simili a denti umani in maiali nani dello Yucatan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori hanno combinato cellule umane produttrici di dentina con cellule suine produttrici di smalto, coltivandole su un supporto bioingegnerizzato che riproduce l&#8217;ambiente naturale del dente. Dopo circa tre mesi si sono sviluppate strutture molto simili a denti naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo obiettivo sarà ottenere lo stesso risultato direttamente nella bocca di un paziente, eliminando completamente l&#8217;impiego di cellule animali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Serviranno ancora anni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i risultati ottenuti, gli esperti invitano alla prudenza. Prima di arrivare alle sperimentazioni cliniche sull&#8217;uomo saranno necessari ulteriori studi, test su modelli animali e anni di sviluppo tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conoscenze acquisite, tuttavia, potrebbero avere ricadute anche in altri settori della medicina rigenerativa, contribuendo alla ricostruzione di ossa, organi e altri tessuti complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli scienziati coinvolti, il futuro dell&#8217;odontoiatria sarà sempre meno orientato alla semplice riparazione dei danni e sempre più alla rigenerazione biologica dei tessuti. Sebbene il traguardo sia ancora lontano, le prospettive vengono considerate molto promettenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Reintegro dei medici no-vax, sale la protesta: «Norma sbagliata, va cancellata»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si alza la protesta degli Ordini dei medici contro la norma che apre alla possibilità di reintegrare negli Albi i sanitari radiati per vicende legate alla pandemia di Covid-19. A criticare duramente il provvedimento è il presidente dell&#8217;Ordine dei Medici<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/reintegro-dei-medici-no-vax-sale-la-protesta-norma-sbagliata-va-cancellata/">Reintegro dei medici no-vax, sale la protesta: «Norma sbagliata, va cancellata»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si alza la protesta degli Ordini dei medici contro la norma che apre alla possibilità di reintegrare negli Albi i sanitari radiati per vicende legate alla pandemia di Covid-19. A criticare duramente il provvedimento è il presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Roma, <strong>Antonio Magi</strong>, che definisce la scelta «non corretta» e auspica che il Senato elimini la disposizione durante l&#8217;iter parlamentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La norma è contenuta in un <strong>emendamento di Fratelli d&#8217;Italia</strong> al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Il testo prevede la possibilità di reiscrivere agli Albi medici e operatori sanitari radiati per fatti legati alla pandemia, a condizione che le condotte contestate non siano state giudicate dolose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Magi, la posizione degli Ordini professionali è «sicuramente negativa». Il presidente dell&#8217;Omceo di Roma sottolinea come molti dei procedimenti disciplinari non abbiano riguardato soltanto il rifiuto della vaccinazione anti-Covid, ma anche la diffusione di informazioni ritenute antiscientifiche e l&#8217;utilizzo, a propria difesa, di pubblicazioni pseudoscientifiche prive di fondamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Durante una pandemia con migliaia di morti – afferma Magi – la legge imponeva ai professionisti sanitari di vaccinarsi per tutelare la comunità. Era un obbligo previsto dalle norme e coerente con il ruolo professionale e deontologico del medico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente dell&#8217;Ordine romano evidenzia inoltre che diversi provvedimenti disciplinari sarebbero stati motivati anche da altri comportamenti ritenuti gravi, come la presentazione di documentazione inesistente, false citazioni o presunte pubblicazioni scientifiche utilizzate per sostenere tesi secondo cui i vaccini sarebbero stati dannosi. «Anche questo – osserva – rappresenta una violazione del codice deontologico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Magi esiste una contraddizione tra l&#8217;introduzione di norme finalizzate a garantire sicurezza e legalità e un provvedimento che, a suo giudizio, rischia di «coprire comportamenti contrari alle regole», penalizzando invece quei professionisti che, pur nutrendo dubbi personali, hanno rispettato la legge e gli obblighi previsti durante l&#8217;emergenza sanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento il presidente dell&#8217;Omceo Roma richiama anche il sacrificio dei sanitari che hanno perso la vita durante la pandemia: «Ancora più grave è il mancato rispetto nei confronti dei colleghi che sono morti cercando di salvare gli altri».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui l&#8217;appello al Parlamento. «Ci auguriamo che in Senato questa norma venga cancellata», conclude Magi, avvertendo che un eventuale via libera definitivo potrebbe rappresentare «un passo indietro» e alimentare ulteriore confusione tra i cittadini, già esposti negli ultimi anni a informazioni contrastanti sul tema della salute e delle vaccinazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/reintegro-dei-medici-no-vax-sale-la-protesta-norma-sbagliata-va-cancellata/">Reintegro dei medici no-vax, sale la protesta: «Norma sbagliata, va cancellata»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<item>
		<title>Tumore al seno, in Italia sopravvivono 9 donne su 10: lo studio Iov-Irccs con l&#8217;Oms su Nature Medicine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VENETO, 16 LUGLIO 2026 &#8211; Il medico oncologo Fabio Girardi, della Uoc Oncologia 2 dell&#8217;Istituto Oncologico Veneto Irccs, ha coordinato come consulente dell&#8217;Oms uno studio internazionale sulla sopravvivenza al tumore della mammella, pubblicato su Nature Medicine. La ricerca ha stimato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VENETO, 16 LUGLIO 2026 &#8211; Il medico oncologo Fabio Girardi, della Uoc Oncologia 2 dell&#8217;Istituto Oncologico Veneto Irccs, ha coordinato come consulente dell&#8217;Oms uno studio internazionale sulla sopravvivenza al tumore della mammella, pubblicato su Nature Medicine. La ricerca ha stimato la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi in tutti i 194 Stati membri dell&#8217;Oms, nel periodo 2017-2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati mostrano forti divari tra i Paesi: in Italia, grazie al Servizio Sanitario Nazionale e ai programmi di screening mammografico, quasi nove donne su dieci sono vive a cinque anni dalla diagnosi; in alcune aree dell&#8217;Africa la quota scende a circa tre su dieci, per la scarsa diffusione della diagnosi precoce e l&#8217;accesso limitato alle cure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Essere protagonisti di un lavoro pubblicato su Nature Medicine e sviluppato con l&#8217;Oms è motivo di grande orgoglio&#8221;, dichiara Patrizia Simionato, Direttore Generale dello Iov-Irccs. &#8220;La ricerca può tradursi in strumenti concreti per migliorare le politiche sanitarie, con ricadute positive per le pazienti in tutto il mondo.&#8221;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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		<title>All’anagrafe di Vicenza in distribuzione le Donocard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 12:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 16 LUGLIO 2026 &#8211; Ha preso il via all’ufficio anagrafe del Comune di Vicenza Donocard, la campagna di sensibilizzazione multilingua per la donazione degli organi promossa dall’Aido Veneto e sostenuta dal Comune di Vicenza.Da questa mattina, allo sportello dedicato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>VICENZA, 16 LUGLIO 2026 &#8211; </strong>Ha preso il via all’ufficio anagrafe del Comune di Vicenza Donocard, la campagna di sensibilizzazione multilingua per la donazione degli organi promossa dall’Aido Veneto e sostenuta dal Comune di Vicenza.Da questa mattina, allo sportello dedicato alle carte di identità, sono in distribuzione le cartoline pensate per informare i cittadini sull’opportunità di scegliere la donazione degli organi e di dichiarare la propria volontà al momento di chiedere la Cie.Le cartoline Donocard, che sono state realizzate in sei lingue oltre l’italiano (inglese, arabo, cinese, rumeno e albanese) sono state consegnate all’assessore alle politiche giovanili, alla digitalizzazione e all’innovazione Leonardo Nicolai e al presidente del consiglio comunale e delegato a salute e benessere Massimiliano Zaramella, da una delegazione Aido composta dal vicepresidente Aido Veneto Renato Vivian, dal presidente e dai consiglieri Aido Vicenza 6 Ernesto Nicente, Stefania Venturi e Alessandro Guerra, e dal presidente Aido Vicenza3 Matteo Schiavoi.Sin dal 2015 il Comune di Vicenza ha aderito al progetto “Una scelta in comune” che permette ai cittadini maggiorenni di dichiarare la propria volontà sulla donazione degli organi al momento di richiedere la carta di identità. Da allora, sono state raccolte circa 50 mila dichiarazioni, di cui il 70 per cento di cittadini favorevoli e il 30 per cento di cittadini contrari, ma quasi il 35 per cento dei richiedenti non si è espresso.Di qui le iniziative come “Generoso il Veneto”, ideato dal coordinamento regionale trapianti con le Donocard distribuite ai Comuni del Veneto per dare ai cittadini informazioni sulla dichiarazione di volontà, che può essere espressa sulla carta di identità o anche direttamente all’Aido per poi confluire nel Sit, Sistema informativo trapianti, che è accessibile da tutti gli ospedali. </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/6/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2NpdHRhZGl2aWNlbnphLw?_d=B6F&amp;_c=958d6fe4" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/7/aHR0cHM6Ly90d2l0dGVyLmNvbS9DaXR0YWRpVmljZW56YQ?_d=B6F&amp;_c=4fb26503" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/8/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQv?_d=B6F&amp;_c=3b6262ae" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/9/aHR0cHM6Ly90Lm1lL0NvbXVuZVZpY2VuemE?_d=B6F&amp;_c=85bceaff" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/10/aHR0cHM6Ly93d3cubGlua2VkaW4uY29tL2NvbXBhbnkvY29tdW5lLWRpLXZpY2VuemEtdWZmaWNpYWxl?_d=B6F&amp;_c=de392662" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/11/aHR0cHM6Ly93d3cuaW5zdGFncmFtLmNvbS9jb211bmVkaXZpY2VuemEv?_d=B6F&amp;_c=aeded7c2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/uf/12/aHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS5jb20vdXNlci9jaXR0YWRpdmljZW56YQ?_d=B6F&amp;_c=ccdfaf8d" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>             </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" src="https://app.mailrouter.it/nl/pmcne9/hjcr5b/xjrze0/lf/mon.gif?_t=9dc3980b" alt=""></p>
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		<title>Medici di famiglia, negli ultimi 4 anni in Veneto il 40% è andato in pensione: “La sfida è rendere la professione più attrattiva”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fimmg Padova lancia l’allarme sul ricambio generazionale nella medicina territoriale. Andrea Dini: “Le Case della Comunità sono un’opportunità, ma devono integrarsi con la rete dei medici di famiglia” Tra il 2021 e il 2025 in Veneto è andato in pensione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fimmg Padova lancia l’allarme sul ricambio generazionale nella medicina territoriale. Andrea Dini: “Le Case della Comunità sono un’opportunità, ma devono integrarsi con la rete dei medici di famiglia”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2021 e il 2025 in Veneto è andato in pensione il <strong>40% dei medici di medicina generale</strong>. Un ricambio generazionale senza precedenti che mette sotto pressione la sanità territoriale e rende urgente una riflessione sul futuro della professione. A sottolinearlo è stato <strong>Andrea Dini, segretario provinciale di Fimmg Padova</strong>, intervenuto al convegno promosso da <strong>Anap Confartigianato Veneto</strong> dedicato ai servizi per gli anziani e alle prospettive della sanità territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La riorganizzazione della sanità territoriale non nasce dalle Case della Comunità o dal Pnrr – ha spiegato Dini – ma dal fatto che è cambiata la popolazione e sono cambiati i suoi bisogni di salute. Servono quindi nuovi modelli organizzativi, ma soprattutto professionisti che scelgano di lavorare sul territorio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato sul pensionamento dei medici di famiglia viene definito dal segretario di Fimmg Padova “impressionante”. “Da una parte abbiamo assistito al pensionamento di un’intera generazione di medici di famiglia, dall’altra sempre meno giovani scelgono la Medicina Generale. Non basta aumentare gli accessi alla facoltà di Medicina: servono condizioni di lavoro che rendano nuovamente attrattiva questa professione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Dini, per affrontare la carenza di medici è necessario intervenire sull’organizzazione del lavoro, riducendo il peso della burocrazia, investendo sul personale di supporto e creando una rete realmente integrata sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro il segretario provinciale di Fimmg ha parlato anche delle <strong>Case della Comunità</strong>, definite “una grande opportunità”, ma non il punto esclusivo del nuovo modello sanitario. “Sono uno strumento, non il modello stesso – ha precisato – e il loro successo dipenderà dalla capacità di integrarsi con la rete capillare degli studi dei medici di medicina generale, evitando duplicazioni e valorizzando il lavoro di tutti i professionisti della sanità territoriale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sanità di prossimità sta vivendo una fase di profonda trasformazione, legata anche ai cambiamenti demografici. “Aumentano la cronicità e la fragilità – ha spiegato Dini – e dobbiamo costruire una rete capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il medico di medicina generale, secondo Fimmg Padova, continuerà comunque a rappresentare il punto di riferimento dei cittadini, mantenendo il valore del rapporto fiduciario costruito negli anni, ma integrandolo con un’organizzazione più moderna e collaborativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La vera sfida non è costruire nuove strutture – ha concluso Dini – ma una sanità territoriale capace di prendersi cura delle persone in modo continuativo, integrato e vicino ai loro bisogni”.</p>
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		<title>Coldiretti porta il cibo che fa bene negli ospedali del Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VENETO, 8 LUGLIO 2026 &#8211; Agricoltori, medici, ricercatori e dirigenti sanitari uniti per promuovere la prevenzione attraverso un&#8217;alimentazione sana e di qualità. Il Veneto aderisce al primo Patto nazionale per la salute dei cittadini, promosso da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<p class="wp-block-paragraph">VENETO, 8 LUGLIO 2026 &#8211; Agricoltori, medici, ricercatori e dirigenti sanitari uniti per promuovere la prevenzione attraverso un&#8217;alimentazione sana e di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Veneto aderisce al primo Patto nazionale per la salute dei cittadini, promosso da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, dando vita ad un&#8217;alleanza tra il mondo agricolo e quello sanitario con un obiettivo comune: promuovere la prevenzione attraverso il cibo e diffondere una maggiore consapevolezza sulle corrette scelte alimentari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I produttori a kmzero entreranno all&#8217;Ospedale San Bortolo di Vicenza, al Borgo Trento di Verona, alla Città della Speranza di Padova e all&#8217;Ospedale dell&#8217;Angelo di Mestre, trasformando per un giorno questi luoghi di cura in spazi dedicati anche all&#8217;educazione alimentare. Un&#8217;occasione per ribadire che la salute si costruisce ogni giorno, a partire dalla tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa fa parte della mobilitazione nazionale che coinvolgerà oltre settanta ospedali italiani con l&#8217;allestimento di mercati contadini e momenti di approfondimento dedicati ai benefici di un&#8217;alimentazione genuina, tracciabile e legata ai territori. L&#8217;obiettivo è valorizzare i prodotti agricoli italiani e contrastare il consumo di alimenti ultra-processati e di prodotti privi di una filiera trasparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Patto nasce anche dalla crescente attenzione verso i rischi connessi al consumo di alimenti ottenuti da materie prime di origine incerta o sottoposte a pratiche non consentite in Italia, come il grano trattato con glifosate in pre-raccolta in alcuni Paesi extra UE, o di prodotti ultra-processati, che numerosi studi scientifici collegano all&#8217;aumento del rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari, disturbi metabolici e altre patologie croniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa consapevolezza prende forma una collaborazione stabile tra agricoltori, medici e ricercatori per promuovere la Dieta Mediterranea, incentivare il consumo di prodotti freschi e di stagione e sensibilizzare i cittadini sui benefici di un&#8217;alimentazione equilibrata, riducendo il ricorso a cibi ricchi di additivi chimici, zuccheri e ingredienti altamente trasformati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata inaugurale prenderà il via alle 9.30 al Policlinico Gemelli e all&#8217;Ospedale Isola Tiberina di Roma, mentre alle 10.30, nell&#8217;Aula Brasca del Gemelli, si terrà l&#8217;incontro istituzionale con i rappresentanti delle fondazioni promotrici, di Coldiretti e delle istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche negli ospedali veneti saranno organizzati momenti di informazione e sensibilizzazione dedicati ai principi della Dieta Mediterranea, riconosciuta come uno dei modelli alimentari più efficaci nella prevenzione delle principali malattie croniche. Nei mercati sarà possibile conoscere e acquistare olio extravergine di oliva, legumi, cereali, pasta di qualità, frutta, verdura, frutta secca e altri prodotti simbolo di un&#8217;alimentazione salutare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio che Coldiretti lancia insieme al mondo della sanità è semplice e concreto: la prevenzione inizia dalle scelte quotidiane. Scegliere prodotti agricoli italiani, genuini e di qualità significa investire nella propria salute, sostenere il territorio e contribuire a costruire un futuro più sano per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8212;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Matteo Crestani</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giornalista</p>
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		<title>Powassan, il virus delle zecche che corre più veloce della prevenzione: record di casi tra USA, Canada e Russia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti il 2025 segna un nuovo punto critico per le malattie trasmesse dalle zecche: sono stati registrati 76 casi di infezione da virus Powassan, il numero più alto mai rilevato su base annua. Di questi, 27 si concentrano<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli Stati Uniti il 2025 segna un nuovo punto critico per le malattie trasmesse dalle zecche: sono stati registrati 76 casi di infezione da virus Powassan, il numero più alto mai rilevato su base annua. Di questi, 27 si concentrano nella sola area della Nuova Inghilterra. Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), il totale rappresenta un picco storico rispetto ai 397 casi complessivi notificati nell’intero decennio 2016-2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. Anche Canada e Russia, dove il virus è considerato endemico, stanno registrando un incremento dei contagi, alimentando l’attenzione della sorveglianza sanitaria internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il virus Powassan prende il nome da una località dell’Ontario, in Canada, dove fu identificato per la prima volta, ed è trasmesso principalmente dalla zecca Ixodes scapularis, la cosiddetta zecca dalle zampe nere o “zecca dei cervi”, diffusa nel nord-est degli Stati Uniti e nella regione dei Grandi Laghi. Si tratta di un flavivirus che si distingue per una caratteristica particolarmente insidiosa: può essere trasmesso in tempi molto brevi dopo la puntura, anche più rapidamente rispetto alla malattia di Lyme, riducendo drasticamente la finestra utile per la rimozione preventiva della zecca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo di incubazione varia generalmente tra una e cinque settimane. Molti contagi decorrono senza sintomi, ma nei casi più gravi l’infezione può evolvere in forme neuroinvasive come encefalite, meningite o meningoencefalite. Le conseguenze neurologiche persistono in circa la metà dei pazienti sopravvissuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei quadri clinici più severi si osservano febbre e un progressivo peggioramento neurologico, con possibili alterazioni dello stato di coscienza, convulsioni, afasia, paresi, disturbi motori e paralisi dei nervi cranici. Nei casi che richiedono ricovero ospedaliero, il trattamento è esclusivamente sintomatico: non esiste infatti né un vaccino né una terapia specifica contro il virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi il CDC ha confermato nuovi casi in diverse aree degli Stati Uniti, tra cui un’infezione in un residente della contea di Penobscot, nel Maine, il 23 giugno. Pochi giorni prima, l’11 giugno, un caso grave era stato segnalato a Concord, nel New Hampshire, con un paziente ricoverato in condizioni critiche dopo la puntura di una zecca. Un’ulteriore infezione è stata registrata anche nel Rhode Island, in un uomo sulla sessantina della contea di Providence, con sintomi comparsi già nel mese di maggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La progressione dei contagi nelle aree endemiche, insieme ai nuovi dati nordamericani, conferma una tendenza in crescita che riguarda anche Canada e Russia, già oggetto di analisi epidemiologiche recenti che segnalano una diffusione più ampia del virus rispetto al passato.</p>
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		<title>Caldo infernale è allarme totale: 12 mila morti in Europa secondo l’Economist</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ondata di calore che sta attraversando l’Europa continua ad avanzare verso est e assume dimensioni sempre più allarmanti. Oggi almeno 193 milioni di persone nel continente, di cui circa 75 milioni soltanto in Germania, sperimenteranno temperature superiori ai 35 gradi.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’ondata di calore che sta attraversando l’Europa continua ad avanzare verso est e assume dimensioni sempre più allarmanti. Oggi almeno 193 milioni di persone nel continente, di cui circa 75 milioni soltanto in Germania, sperimenteranno temperature superiori ai 35 gradi. A indicarlo sono i calcoli dell’agenzia France Presse, basati sulle previsioni del Servizio meteorologico tedesco e sulle proiezioni demografiche 2025 del Centro comune di ricerca. Si tratta di un ulteriore aumento rispetto al 26 giugno, quando la massa d’aria rovente interessava ancora soprattutto l’Europa occidentale, prima di spostarsi progressivamente verso Germania, Polonia e altri Paesi dell’area centro-orientale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Germania è ora tra i Paesi più esposti. Nelle scorse ore è stata registrata una temperatura provvisoria di 41,3 gradi nei pressi di Saarbrücken, mentre le autorità hanno diffuso allerte per caldo estremo, invitato la popolazione a ridurre i consumi d’acqua e adottato misure preventive anche sui trasporti. Le alte temperature stanno infatti mettendo sotto pressione non solo la salute pubblica, ma anche infrastrutture, ferrovie, strade, agricoltura e servizi essenziali. Disagi e provvedimenti analoghi sono stati segnalati anche in Italia, Francia, Regno Unito, Svizzera e in altri Paesi europei, dove il caldo ha già provocato chiusure di scuole, cancellazioni di eventi e difficoltà per ospedali e servizi di emergenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato più preoccupante riguarda però l’impatto sulla mortalità. Secondo un’analisi pubblicata da The Economist, in soli tre giorni, tra il 24 e il 26 giugno, il caldo estremo potrebbe aver causato circa 12mila decessi in eccesso in Europa. La stima si basa sulle temperature medie previste in 854 città europee e su un modello sviluppato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine per valutare il rapporto tra temperatura e mortalità. Non si tratta quindi di un bilancio ufficiale già consolidato, ma di una proiezione statistica che misura quante morti potrebbero verificarsi oltre il livello normalmente atteso in assenza di un evento estremo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti sottolineano che il caldo estremo è particolarmente pericoloso per anziani, bambini, persone con malattie croniche e lavoratori esposti all’aperto, ma anche per chi vive in abitazioni poco isolate o in aree urbane dove l’asfalto e il cemento trattengono il calore. A rendere più grave la situazione sono anche le notti tropicali, quando le temperature non scendono abbastanza da permettere all’organismo di recuperare. In diverse città europee le minime notturne hanno raggiunto valori record, aumentando il rischio di stress termico prolungato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organizzazione meteorologica mondiale ha definito l’ondata di calore di fine giugno un evento intenso e diffuso, con effetti rilevanti su salute, ecosistemi, agricoltura, infrastrutture e produttività del lavoro. Secondo gli scienziati di World Weather Attribution, il riscaldamento globale ha reso le ondate di calore europee molto più severe: un episodio simile, nel giugno del 1976, sarebbe stato circa 3,5 gradi più fresco rispetto a quello attuale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa si trova così di fronte a una crisi che non riguarda più soltanto le temperature record, ma la capacità dei sistemi sanitari, urbani e produttivi di adattarsi a un clima che cambia rapidamente. Le raccomandazioni restano quelle di evitare l’esposizione nelle ore più calde, bere frequentemente, controllare le persone fragili e seguire le indicazioni delle autorità locali. Ma l’ondata di questi giorni mostra anche un problema più profondo: senza interventi strutturali su città, case, sanità, lavoro e riduzione delle emissioni, eventi di questo tipo rischiano di diventare sempre più frequenti, estesi e letali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’Italia nella morsa del caldo africano, con temperature in ulteriore aumento e afa intensa da Nord a Sud. L’ondata di calore che sta investendo il Paese raggiunge il suo picco nel weekend, con valori che in diverse zone possono arrivare fino a 38-45 gradi e condizioni difficili soprattutto nelle città, dove l’effetto dell’asfalto e del cemento rende l’aria ancora più pesante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il bollettino del ministero della Salute, restano numerose le città da bollino rosso, il livello massimo di allerta per il caldo, che indica un rischio per la salute non solo di anziani, bambini e persone fragili, ma anche della popolazione sana. Tra i centri più esposti figurano grandi città del Centro-Nord e del Centro-Sud, con Firenze, Bologna, Roma, Milano, Torino, Venezia, Verona, Perugia, Pescara e Bari tra le aree più sotto pressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere spesso, limitare l’attività fisica all’aperto e prestare attenzione alle persone più vulnerabili. Il caldo sta creando disagi anche sul lavoro, nei trasporti e nei servizi pubblici, mentre in alcune città si moltiplicano gli interventi per fronteggiare l’emergenza. La tregua, al momento, non appare immediata: l’anticiclone continua a mantenere alte le temperature e l’Italia resta stretta in una delle fasi più roventi dell’estate.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Rimosso tumore gigante di oltre 20 chili: salvato il paziente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un intervento chirurgico di straordinaria complessità è stato portato a termine all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove un’équipe multidisciplinare ha asportato con successo un tumore maligno di oltre 20 chilogrammi da un paziente ottantaduenne. A sottolineare l’importanza del risultato raggiunto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un intervento chirurgico di straordinaria complessità è stato portato a termine all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove un’équipe multidisciplinare ha asportato con successo un tumore maligno di oltre 20 chilogrammi da un paziente ottantaduenne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sottolineare l’importanza del risultato raggiunto è il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso il proprio plauso ai professionisti coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A Treviso è stato portato a termine un complesso intervento chirurgico che è stato possibile grazie ad una forte intesa multidisciplinare tra le varie equipe coinvolte. La rimozione di un tumore di oltre 20 chili richiede grandi capacità operatorie che i chirurghi, gli urologi e gli anestesisti del Ca’ Foncello hanno dimostrato di possedere e saper mettere in campo a beneficio dei pazienti. Esprimo i miei complimenti ai primari Massani, Mangano, Zanatta e a tutti i loro collaboratori per l’importante risultato raggiunto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione ha richiesto il lavoro congiunto di diverse équipe specialistiche e si è conclusa con l’asportazione della massa tumorale particolarmente voluminosa, in un caso clinico di elevata complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Auguro al paziente di rimettersi presto dall’operazione – conclude Stefani -. Un augurio che si può fare grazie al buon lavoro condotto con una stretta sinergia tra professionisti di grande perizia. La rimozione di una massa di così grandi dimensioni non è un intervento comune ma sono fiero di constatare ancora una volta che nel Veneto possiamo contare su personale medico e infermieristico altamente preparato e qualificato. Professionisti a cui va la nostra gratitudine”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Regione ha quindi evidenziato il valore della collaborazione tra le diverse professionalità sanitarie coinvolte e la qualità delle competenze presenti nella sanità veneta, che hanno reso possibile il successo di un intervento eccezionale per difficoltà e dimensioni della massa rimossa.</p>
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		<title>West Nile, primo caso dell&#8217;anno in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 14:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Veneto ha confermato il primo caso umano della stagione di infezione da West Nile Virus. Il paziente è stato individuato nel comune di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, e la segnalazione è stata registrata il 22 giugno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Regione Veneto ha confermato il primo caso umano della stagione di infezione da West Nile Virus. Il paziente è stato individuato nel comune di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, e la segnalazione è stata registrata il 22 giugno dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare e Veterinaria della Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso arriva pochi giorni dopo il primo riscontro di positività nell’avifauna, rilevato il 19 giugno sempre nel territorio veronese, un segnale che aveva già indicato l’avvio della circolazione del virus nella regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito a quella prima positività, l’ULSS 9 Scaligera aveva già attivato le misure previste dal Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2026, aggiornato dalla Regione lo scorso aprile. In collaborazione con i Comuni interessati, sono stati intensificati i controlli e le attività di monitoraggio, con particolare attenzione alla ricerca di positività larvali e agli interventi di contrasto alla proliferazione delle zanzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione richiama ora l’attenzione dei cittadini sull’importanza della prevenzione nelle aree private, considerata una delle armi più efficaci contro la diffusione del virus. Tra le principali raccomandazioni figurano l’eliminazione dei ristagni d’acqua in sottovasi, secchi, annaffiatoi e altri contenitori, oltre alla corretta copertura di serbatoi e cisterne. È inoltre consigliato effettuare periodicamente trattamenti larvicidi nei tombini e nelle caditoie presenti nelle proprietà private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale anche la protezione personale, soprattutto dal tramonto all’alba, quando è maggiormente attiva la zanzara comune (<em>Culex pipiens</em>), principale vettore del West Nile Virus. Le autorità sanitarie suggeriscono l’utilizzo di repellenti cutanei contenenti principi attivi come DEET o Icaridina e l’installazione di zanzariere alle finestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione dei cittadini, sottolinea la Regione, è essenziale per limitare la diffusione delle zanzare e rendere più efficaci le misure di prevenzione e controllo messe in campo dalle autorità sanitarie.</p>
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		<title>Ospedale di Arzignano, riattivata in anticipo la risonanza magnetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone notizie per i pazienti dell’ospedale di Arzignano: da oggi è nuovamente operativa la Risonanza Magnetica della Radiologia, dopo il completamento delle operazioni di ripristino conclusesi in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti. L’ULSS 8 Berica ha comunicato che con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Buone notizie per i pazienti dell’ospedale di Arzignano: da oggi è nuovamente operativa la Risonanza Magnetica della Radiologia, dopo il completamento delle operazioni di ripristino conclusesi in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ULSS 8 Berica ha comunicato che con la riattivazione dell’apparecchiatura torna in vigore la normale organizzazione delle attività diagnostiche. Da oggi vengono quindi eseguiti regolarmente sia gli esami per i pazienti ricoverati sia tutte le prestazioni prenotate dagli utenti esterni, con conferma degli appuntamenti fissati a partire dalla data odierna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il periodo di manutenzione, tra il 18 e il 22 giugno, sono stati circa 40 gli esami programmati che hanno dovuto essere ripianificati. Gli utenti interessati sono già stati contattati dalla segreteria della Radiologia per concordare una nuova data.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna interruzione, invece, per gli esami dei pazienti ricoverati. Per garantire la continuità assistenziale, l’Azienda sanitaria ha infatti trasferito i pazienti presso la Radiologia dell’ospedale di Vicenza, organizzando il trasporto in ambulanza a proprio carico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il ritorno in funzione della risonanza magnetica, l’ospedale di Arzignano riprende quindi a pieno regime tutte le attività diagnostiche legate a questa importante apparecchiatura.</p>
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		<title>Ulss 8 Berica, l&#8217;ospedale San Bortolo riferimento europeo per la mastocitosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[mastocitosi]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[San Bortolo]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 23 GIUGNO &#8211; Il “modello San Bortolo” fa scuola in Europa per il trattamento della mastocitosi, una malattia ematologica rara causata dall’accumulo e proliferazione incontrollata dei mastociti(cellule del sistema immunitario) in vari organi, come cute, midollo osseo, fegato e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 23 GIUGNO &#8211; Il “modello San Bortolo” fa scuola in Europa per il trattamento della mastocitosi, una malattia ematologica rara causata dall’accumulo e proliferazione incontrollata dei <strong>mastociti</strong>(cellule del sistema immunitario) in vari organi, come cute, midollo osseo, fegato e tratto gastrointestinale, con conseguenti sintomi cutanei (prurito, arrossamenti e orticaria), g<strong>astrointestinali (</strong>diarrea, crampi e nausea) e s<strong>istemici (</strong>mal di testa, stanchezza cronica e, nei casi più gravi, shock anafilattico).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la diagnosi e cura di questa patologia, all’ospedale di Vicenza è attiva una task force che vede collaborare insieme varie specialità e proprio questa esperienza è stata al centro del simposio tenuto a Istanbul, in occasione dell’annuale Congresso Europeo dell’Accademia di Allergologia, dalla dott.ssa Patrizia Bonadonna, direttore dell’U.O.C. di Allergologia dell’ospedale di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La patologia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La mastocitosi è una malattia rara, con una diffusione di 1 caso ogni 10 mila persone &#8211; spiega la dott.ssa Bonadonna &#8211; e nella maggior parte dei casi i sintomi possono essere gestiti con un adeguato trattamento farmacologico, ma il rischio maggiore è dato dalla predisposizione a sviluppare reazioni allergiche gravi. Ad esempio l’allergia al veleno degli imenotteri. Infatti, se nella popolazione generale la mastocitosi è considerata una malattia rara, non è altrettanto rara nei soggetti con allergia grave al veleno di imenotteri. La sua prevalenza supera infatti il 20% tra coloro che, in seguito alla puntura di un imenottero, sviluppano una reazione sistemica grave (shock anafilattico). Inoltre, molti pazienti scoprono di essere affetti da mastocitosi proprio durante gli accertamenti eseguiti dopo una reazione così grave causata da una puntura di imenottero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo, a causa dell&#8217;eccesso e dell&#8217;iperattivazione dei mastociti, i pazienti affetti da mastocitosi sistemica sperimentano episodi di anafilassi con una frequenza del <strong>22-50% negli adulti</strong>e del <strong>6-9% nei bambini</strong>, percentuali enormemente superiori rispetto alla popolazione ordinaria. E ancora, circa il <strong>5-14% dei pazienti</strong> con mastocitosi sistemica sperimenta reazioni severe in seguito all&#8217;assunzione di farmaci, in particolar modo durante l&#8217;anestesia generale o l&#8217;uso di mezzi di contrasto radiologici. Da qui l’importanza di trattare in modo preventivo i pazienti affetti da mastocitosi con adeguati protocolli di desensibilizzazione, per i quali l’ospedale di Vicenza è oggi una struttura specializzata e con un’esperienza importante».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il San Bortolo e la ricerca europea</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio la dott.ssa Bonadonna, durante il congresso europeo svoltosi a Istanbul, ha tenuto un simposio dedicato all’importanza dell’approccio multidisciplinare nella gestione della mastocitosi. In particolare, la direttrice dell’Allergologia del San Bortolo ha presentato il documento PRACTALL sulla gestione del paziente con Mastocitosi, un importante lavoro scientifico elaborato in collaborazione con quattro colleghi statunitensi e tre esperti europei di riferimento nel settore, che rappresenta un significativo contributo alla definizione delle migliori strategie diagnostiche e terapeutiche per la cura dei pazienti affetti da questa rara malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del suo intervento al Congresso Europeo dell’Accademia di Allergologia di Istanbul, la dottoressa Bonadonna ha sottolineato come la grande variabilità dei sintomi della mastocitosi renda indispensabile una stretta collaborazione tra numerosi specialisti. La malattia, infatti, può interessare diversi organi e apparati, manifestandosi con quadri clinici molto differenti tra loro e richiedendo pertanto un approccio integrato e coordinato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’esperienza del Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi dell’Ospedale di Vicenza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo riguardo, la dottoressa Bonadonna ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi dell’Ospedale di Vicenza, considerato un modello organizzativo di riferimento per la gestione di questi pazienti. All’interno del gruppo collaborano quotidianamente allergologi, ematologi, dermatologi, genetisti e specialisti del metabolismo osseo, garantendo una valutazione completa delle diverse manifestazioni della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto all’attività clinica, un contributo fondamentale è fornito dai professionisti del laboratorio, che si occupano di biologia molecolare e citofluorimetria, nonché dagli specialisti di anatomia patologica, indispensabili per una diagnosi accurata e per il corretto inquadramento della patologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione della mastocitosi richiede inoltre il coinvolgimento di ulteriori figure specialistiche. Non sono infatti rari i pazienti che presentano problematiche gastrointestinali, che rendono necessaria la collaborazione con i gastroenterologi, oppure disturbi cognitivi e psicologici che possono beneficiare del supporto dello psichiatra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre particolare attenzione viene dedicata anche all’età pediatrica. A Vicenza è infatti attivo un percorso specifico per i bambini affetti da mastocitosi cutanea. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi pediatrici la malattia presenta un decorso benigno e tende a risolversi spontaneamente con la crescita, richiedendo soprattutto un adeguato monitoraggio e supporto alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il test genetico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da oltre un anno, presso l’Azienda ULSS 8 Berica di Vicenza, è attiva anche una collaborazione con l’Unità Operativa di Genetica per l’esecuzione di indagini mirate all’identificazione della triptasemia alfa ereditaria (Hereditary Alpha Tryptasemia, HαT), una condizione genetica recentemente riconosciuta che può presentare caratteristiche cliniche sovrapponibili ad altre patologie mastocitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione di questo test consente una più accurata diagnosi differenziale della mastocitosi, permettendo di indirizzare i pazienti verso il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vicenza è uno dei soli tre centri in Italia in grado di eseguire questa specifica analisi genetica, un’attività che ha portato alla valutazione di pazienti provenienti anche da altre regioni d’Italia, confermando il ruolo di riferimento del San Bortolo in questo ambito altamente specialistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza maturata dal Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi di Vicenza conferma dunque come la collaborazione tra competenze diverse rappresenti oggi la chiave per garantire ai pazienti percorsi diagnostici e terapeutici efficaci, personalizzati e in linea con le più recenti evidenze scientifiche internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ulss-8-berica-lospedale-san-bortolo-riferimento-europeo-per-la-mastocitosi/">Ulss 8 Berica, l&#8217;ospedale San Bortolo riferimento europeo per la mastocitosi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<item>
		<title>Baby Little Home, la casa delle neomamme per la cura dei bambini in pieno centro storico a Bassano</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:39:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">«Con l&#8217;apertura della Baby Little Home nel cuore del centro storico, diamo un segnale concreto di vicinanza e supporto alle famiglie e alla prima infanzia. In un periodo storico dove essere genitori comporta sempre maggiori sfide e criticità vogliamo dare un segnale di vicinanza a tutte le giovani famiglie potenziando le politiche di welfare cittadino anche con piccoli gesti, che insieme favoriscono lo sviluppo di una città sempre più inclusiva, accessibile e a misura di bambino».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così il Sindaco Nicola Finco annuncia la prossima apertura di uno spazio pubblico dedicato all’allattamento, al cambio pannolini e alla cura dei bambini nel cuore di Bassano del Grappa, all’angolo tra Piazza Libertà e Via Matteotti, in un locale situato al piano terra del Palazzo della Loggia, sede municipale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Baby Little Home” sarà il nome del nuovo spazio, situato in una zona centrale e facilmente accessibile, dove le mamme potranno trovare una casa accogliente e confortevole durante il loro transito in centro storico con i loro piccoli. L’iniziativa è stata ideata, e sarà in parte finanziata dal Rotary Club Bassano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sostenere la genitorialità – continua il Sindaco Finco – significa anche questo: abbattere le barriere e creare spazi protetti e confortevoli dove potersi prendere cura dei propri figli in totale serenità. Ringrazio sentitamente il Rotary Club Bassano per aver condiviso e sostenuto fin da subito questa visione, dimostrando ancora una volta il valore della sinergia tra amministrazione e realtà del territorio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il locale, ad oggi utilizzato come sede di quartiere, verrà adeguato alle nuove funzioni con una prima serie di interventi, per un investimento complessivo di 25 mila euro, che comprendono l’installazione di un nuovo sistema di climatizzazione, la sostituzione dei serramenti esistenti, l’applicazione di vetrofanie, l’installazione di una rampa di accesso in legno per il superamento dello scalino presente nella porta di ingresso. Successivamente saranno realizzate anche una nuova illuminazione, nuovi punti presa, una rimozione parziale della ringhiera esistente e alcune tinteggiature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dopo la conclusione della fase progettuale e il parere favorevole della Soprintendenza, ormai è tutto pronto per l’avvio del primo step di interventi. Siamo pronti a consegnare alle neomamme uno spazio accogliente e confortevole, che permetta loro di prendersi cura dei bambini con la necessaria privatezza, anche in un luogo ad alta frequentazione» assicura l’Assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Viero.</p>
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		<title>ULSS 8 Berica: &#8220;Nessun taglio al budget per i farmaci oncologici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; In merito alle informazioni diffuse negli ultimi giorni da alcuni organi di informazione, la Direzione dell’ULSS 8 Berica smentisce con forza la notizia di presunti tagli al budget per la spesa farmaceutica, in particolare per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; In merito alle informazioni diffuse negli ultimi giorni da alcuni organi di informazione, la Direzione dell’ULSS 8 Berica smentisce con forza la notizia di presunti tagli al budget per la spesa farmaceutica, in particolare per quanto riguarda i farmaci destinati alle più avanzate terapie per i pazienti oncologici ed ematologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A riprova di questo, per il 2026 l’ULSS 8 Berica prevede un incremento di 7,2 milioni di euro di budget per la spesa farmaceutica (125 milioni di euro contro i 117,8 dello scorso anno, +6,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda nello specifico le terapie Car-T, nel 2025 in ULSS 8 Berica sono stati trattati 40 pazienti con questi farmaci, con una media di 10 pazienti per trimestre. Tale andamento è stato confermato anche nel primo trimestre dell’anno e per l’intero 2026 la CRITE della Regione Veneto ha già assegnato all’ULSS 8 Berica risorse per trattare almeno 42 pazienti, dunque pre-autorizzando un incremento dell’utilizzo delle Car-T.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Come si può vedere non c’è nessuna volontà di tagliare i farmaci per i pazienti oncologici &#8211; sottolinea il Direttore Generale Peter Assembergs -, al contrario questa Azienda è pronta anche a incrementare il numero dei pazienti trattati, con pieno sostegno della Regione del Veneto. Quanto alla figura del dott. Rigo, che ringrazio per il prezioso contributo che ha continuato ad assicurare fin dal mio arrivo a Vicenza, come già ribadito in altre occasioni vi sono dei contratti in essere ed è ferma intenzione di questa Direzione rispettarli. L’incontro avvenuto venerdì è stato un momento di confronto interno alla Direzione Strategica, incontro al quale con grande senso di responsabilità il dott. Rigo non si è sottratto pur essendo formalmente a riposo per motivi di salute».</p>
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		<title>Medici di medicina generale e Regione firmano accordo. Stefani: &#8220;Nasce il modello Veneto dell’assistenza territoriale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia, 19 giugno 2026 A pochi giorni dall’intesa raggiunta lunedì scorso a Palazzo Molin, oggi è arrivata la firma dell’accordo fra rappresentanze sindacali dei Medici di medicina generale e la Regione del Veneto. Il documento sottoscritto fissa regole e impegni reciproci,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><em>Venezia, 19 giugno 2026</em> A pochi giorni dall’intesa raggiunta lunedì scorso a Palazzo Molin, oggi è arrivata la firma dell’accordo fra rappresentanze sindacali dei Medici di medicina generale e la Regione del Veneto. Il documento sottoscritto fissa regole e impegni reciproci, con l’obiettivo di garantire la piena operatività delle Case di Comunità, rafforzare la medicina territoriale e assicurare ai medici condizioni di lavoro adeguate. “Dopo settimane di confronti, che ho seguito anche in prima persona, abbiamo centrato il risultato &#8211; dichiara il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani -. Primi in Italia, abbiamo dato vita ad un modello 100% veneto, che potrà essere esportato anche in altre regioni. Il prossimo passo è la ratifica da parte della Giunta regionale dell’accordo, che arriverà nell’ambito della prossima riunione prevista per martedì prossimo”. L’accordo disciplina come i Medici di medicina generale (MMG) del Veneto parteciperanno alle attività delle Case della Comunità fino al 31 dicembre 2026, come prima applicazione del nuovo ACN 2022-2024. I punti chiave riguardano anzitutto la presenza dei medici, che saranno coinvolti nelle case di Comunità Hub (copertura sanitaria h24, 7/7) e Spoke (h12, 6/7), soprattutto per attività diurne feriali (8-20), dove lavoreranno in équipe con altri professionisti sanitari per visite ambulatoriali a fronte di bisogni non urgenti, gestione della cronicità, monitoraggio di percorsi diagnostico-terapeutici, utilizzo di strumenti diagnostici di base (ECG, spirometro, ecografo, telemedicina). I turni nelle Case della Comunità sono affidati con priorità ai medici di ruolo unico più recentemente incaricati e ai medici dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) di riferimento.  Le attività sono previste dal lunedì al venerdì, 8:00–20:00, in turni di almeno 4 ore. Sarà previsto un compenso complessivo di circa 60 euro lordi/ora per l’attività nelle Case di Comunità, inclusi compensi orari e quote integrative regionali/obiettivi. “La sanità veneta guarda al futuro e con questa firma prende corpo un nuovo modello – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa -. Il punto sta tutto qui: oltre a quello già garantito dai medici di medicina generale che continueranno ad essere riferimento fondamentale della nostra salute, il Veneto sta progressivamente e concretamente delineando un servizio in più per i cittadini.  Un servizio integrato che consentirà di contare sempre su un riferimento sanitario nell’ambito delle Case di comunità. Un ringraziamento doveroso va a tutte le parti coinvolte nell’accordo oggi siglato e a tutti coloro si sono impegnati per il raggiungimento di questo obbiettivo”. <a href="http://tracking.regve.it/tracking-dcRCE/qaR9ZwR3BGV0AwplAwt5BGRmZQZ2BPM5qzS4qaR9ZQblIN" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Rischio ondate di calore. Assessore alla Sanità Gerosa, “Fondamentale seguire alcune semplici raccomandazioni”</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia, 19 giugno 2026 Come già annunciato nei giorni scorsi, permane nel Veneto l’allerta per rischio ondate di calore, almeno fino a lunedì prossimo 22 giugno.“L’esposizione ad alte temperature per più giorni consecutivi, quale si verifica nelle ondate di calore, sottopone<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><em>Venezia, 19 giugno 2026 </em>Come già annunciato nei giorni scorsi, permane nel Veneto l’allerta per rischio ondate di calore, almeno fino a lunedì prossimo 22 giugno.“L’esposizione ad alte temperature per più giorni consecutivi, quale si verifica nelle ondate di calore, sottopone l’organismo umano a grande stress, riducendo le capacità di compensazione che normalmente vengono messe in atto – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento della frequenza, intensità e durata degli eventi di calore estremo in tutto il bacino mediterraneo, con conseguente incremento del rischio per la salute della popolazione. L&#8217;impatto di questi eventi non si distribuisce in modo omogeneo, insistendo in modo sproporzionato su specifiche categorie a rischio aumentato, quali le persone anziane, persone in condizioni di isolamento sociale, popolazioni in specifici contesti urbani o isolati, o in situazione di fragilità socioeconomica”.“Seguire alcune semplici raccomandazioni è fondamentale e può salvare la vita sia del soggetto fragile ma anche del soggetto sano – sottolinea l’Assessore -. Infatti, soggetti con patologie croniche (malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete) e psichiatriche e/o l&#8217;assunzione di specifici farmaci (come ad esempio diuretici, antiipertensivi, che possono interferire con l&#8217;adattamento al calore), neonati e bambini piccoli (0-4 anni, che hanno una ridotta capacità di sudorazione), nonché le donne in gravidanza (a causa del maggior carico fisiologico per dissipare il calore) sono altamente suscettibili agli effetti del calore e devono essere considerati a rischio di sviluppare conseguenze gravi per la salute. Ma anche soggetti sani, se non adeguatamente protetti, possono andare incontro ad eventi gravi. Un’attenzione particolare dovrà essere posta per i lavoratori che esercitano attività all’esterno: per questi, oltre alle disposizioni emanate dalle Regione Veneto, si richiamano anche le indicazioni contenute nella recente ordinanza del presidente Alberto Stefani”.<strong>Di seguito sono riportate alcune utili indicazioni ai cittadini, redatte dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria della Regione del Veneto.</strong>Innanzitutto, evitare di uscire nelle ore centrali della giornata (11:00–18:00), pianificando attività all&#8217;aperto nelle ore serali o mattutine.È fondamentale idratarsi bevendo almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche in assenza di sete, evitando bevande alcoliche o ricche in caffeina, e bevande gassate zuccherate e ad alto contenuto calorico. Prediligere pasti leggeri, privilegiando alimenti a basso contenuto di grassi e di facile digeribilità, con adeguato apporto di carboidrati e proteine.Indossare abiti leggeri, ampi e di colore chiaro, preferibilmente in tessuti naturali (cotone, lino) che favoriscono la traspirazione e la dispersione del calore. Proteggere la testa dal sole con cappelli a tesa larga o berretti, cappellini con visiera nei bambini. Applicare crema solare con SPF adeguato sulle zone esposte, rinnovando l&#8217;applicazione ogni 2 ore in caso di esposizione prolungata. Non lasciare mai bambini, anziani o animali da compagnia in auto parcheggiata al sole (la temperatura interna può superare i 60°C in pochi minuti); inoltre, prima di entrare nell’abitacolo di un’auto parcheggiata al sole, si raccomanda di ventilare l&#8217;abitacolo aprendo gli sportelli prima di salire.Ulteriori utili informazioni possono essere reperite nella DGRV n. 378 del 19 maggio 2026 e nel suo allegato A “Piano di Prevenzione delle Ondate di Calore. Raccomandazioni per la Popolazione Generale con particolare riferimento ai fragili” (<a href="http://tracking.regve.it/tracking-dcRCE/qaR9ZwR3BGR4AQNlZmNmZGLkZGZ5ZvM5qzS4qaR9ZQbkDN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=583097</a>)Riguardo i lavoratori, fermo restando che il datore di lavoro deve mettere in atto misure per la gestione del rischio da calore anche avvalendosi degli strumenti presenti nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” (approvate in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nella seduta del 19 giugno 2025), particolarmente a rischio sono coloro che svolgono attività all’aperto, ai quali è raccomandato di non lavorare a torso nudo, di indossare abiti leggeri a trama fitta, traspirante e di colore non bianco, a meno che non si tratti di abbigliamento tecnico con certificata protezione dalla radiazione UV, fare pause in zone ombreggiate anche se non si è particolarmente stanchi.Altre importanti misure di protezione sono: limitare i tempi di esposizione mediante rotazione del personale; definire specifiche procedure aziendali; favorire l’acclimatamento quando esiste uno sbalzo termico fra ambienti diversi, ad esempio utilizzando ambienti di passaggio con condizioni termiche intermedie; indossare vestiario idoneo, comodo, di fibre naturali e con colori chiari; rendere disponibile acqua fresca sul posto di lavoro, con la raccomandazione che i lavoratori facciano la massima attenzione al loro stato di idratazione; adeguare l’alimentazione sia durante l’attività lavorativa che in previsione di condizioni termiche complesse.</td></tr><tr><td></td></tr><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>San Bortolo, Maurizio De Luca nuovo direttore della Chirurgia Generale: ritorno a Vicenza dopo 12 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor Maurizio De Luca come nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di un ritorno significativo nel capoluogo berico per uno specialista che ha<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">L’ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor Maurizio De Luca come nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di un ritorno significativo nel capoluogo berico per uno specialista che ha già lavorato a lungo nella struttura vicentina, contribuendo alla crescita di alcuni dei principali settori chirurgici dell’ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Cercola, in provincia di Napoli, 59 anni, De Luca si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli, dove ha poi conseguito con lode la specializzazione in Chirurgia Generale a indirizzo oncologico. Nel corso della sua carriera ha ulteriormente ampliato la propria formazione ottenendo tre master universitari di secondo livello in Chirurgia Toracica Oncologica all’Università di Torino, Chirurgia Bariatrica e Metabolica all’Università di Napoli e Chirurgia Epato-Pancreatico-Biliare all’Università di Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo direttore della Chirurgia Generale del San Bortolo vanta inoltre importanti esperienze internazionali, grazie a fellowship svolte presso il Mount Sinai Hospital di New York e l’Hospital Saint Pierre di Bruxelles. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e ha partecipato come relatore a decine di corsi e congressi nazionali e internazionali, affiancando all’attività clinica anche quella di tutor per gli atenei di Padova e Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una parte rilevante della sua carriera si è svolta proprio a Vicenza. Dal 2002 al 2014 ha infatti lavorato all’allora ULSS 6, distinguendosi in settori ad alta specializzazione come la chirurgia oncologica, la chirurgia toracica, la chirurgia d’urgenza e del trauma, la chirurgia metabolico-bariatrica e la chirurgia dei trapianti di rene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente ha assunto incarichi di crescente responsabilità. Dal 2014 al 2021 è stato direttore della Chirurgia Generale dell’ospedale di Montebelluna, nell’ULSS 2 Marca Trevigiana, guidando contemporaneamente il Dipartimento Chirurgico Strutturale di Montebelluna e Castelfranco Veneto e ricoprendo anche la direzione ad interim della Chirurgia Generale di Castelfranco Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2021 a oggi ha invece diretto la Chirurgia Generale degli ospedali di Rovigo e Trecenta, nell’ULSS 5 Polesana, svolgendo parallelamente il ruolo di direttore del Dipartimento Chirurgico Strutturale che riunisce le aree chirurgiche di Rovigo, Trecenta e Adria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello nazionale De Luca è considerato una figura di riferimento nel panorama chirurgico italiano, grazie ai numerosi incarichi di coordinamento, presidenza e docenza all’interno di network scientifici di eccellenza e alla costante presenza nei principali congressi dedicati alla chirurgia generale, oncologica e metabolica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ritorno al San Bortolo con una grande motivazione, in un ospedale dove ho trascorso una parte molto importante della mia carriera e dove lavorano molti colleghi che già conosco – ha dichiarato il dottor De Luca –. La Chirurgia di Vicenza continuerà a investire sulla sua storica vocazione oncologica mini-invasiva, consolidando un modello fondato su qualità, appropriatezza, trasparenza e misurazione degli esiti clinici, nel pieno rispetto delle migliori evidenze scientifiche e delle linee guida internazionali. Al tempo stesso, il potenziamento dell’attività chirurgica riguarderà anche settori fondamentali come la chirurgia del trauma e delle urgenze, la chirurgia di parete e la chirurgia bariatrica-metabolica, per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute della popolazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs: «Do il benvenuto a nome di tutta l’Azienda al dottor De Luca. Con la sua competenza clinica e le sue esperienze precedenti come primario saprà portare un contributo importante alla crescita della Chirurgia Generale del San Bortolo di Vicenza».</p>
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		<title>In Pediatria arrivano i visori virtuali: meno paura e meno dolore per i bambini del San Bortolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La realtà virtuale entra nella Pediatria dell’ospedale San Bortolo di Vicenza per aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con maggiore serenità esami, prelievi e procedure mediche. Grazie a una donazione dell’associazione ABAM ETS, il reparto può ora contare su tre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà virtuale entra nella Pediatria dell’ospedale San Bortolo di Vicenza per aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con maggiore serenità esami, prelievi e procedure mediche. Grazie a una donazione dell’associazione ABAM ETS, il reparto può ora contare su tre visori di ultima generazione progettati per ridurre stress, ansia e percezione del dolore durante il percorso di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si inserisce nel costante impegno della Pediatria vicentina per rendere l’esperienza ospedaliera non solo efficace dal punto di vista clinico, ma anche più accogliente e a misura di bambino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dispositivi consentono ai piccoli pazienti di immergersi in giochi, storie interattive, musica e ambientazioni coinvolgenti durante prelievi, medicazioni e procedure diagnostiche. L’obiettivo è distrarre il bambino dall’esperienza medica, trasformando un momento spesso vissuto con timore in un’attività più serena e gestibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’efficacia di questo approccio è confermata da numerosi studi internazionali, che evidenziano una riduzione del dolore percepito fino al 60% e dell’ansia legata alle procedure fino al 45%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica della distrazione permette infatti di diminuire sia la percezione del dolore sia la componente emotiva associata alle cure. Attraverso la realtà virtuale i bambini possono esplorare ambienti nuovi, seguire racconti o guardare cartoni animati, allontanando per qualche minuto l’attenzione da aghi, camici e strumenti medici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I benefici non riguardano soltanto i piccoli pazienti. Anche per medici, infermieri e famiglie la gestione delle procedure diventa più semplice, riducendo episodi di pianto, agitazione o rifiuto delle visite. Un aspetto importante per evitare che il ricovero o le cure lascino ricordi negativi o traumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I visori scelti sono portatili, leggeri, facilmente sanificabili e dotati di una piattaforma con contenuti multimediali pensati per le diverse fasce d’età.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione di questa tecnologia rappresenta un ulteriore tassello dei progetti dedicati all’umanizzazione delle cure portati avanti dal reparto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ringrazio ABAM ETS per questa donazione – commenta il direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs – che dimostra una volta di più l’attenzione all’umanizzazione delle cure che fa parte della cultura del San Bortolo e più in generale di questa Azienda. Un obiettivo che deriva innanzitutto dalla sensibilità di tutto il personale sanitario e per il quale vi è una costante apertura verso la sperimentazione di nuove modalità e nuove tecnologie, come in questo caso con la realtà virtuale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione anche da parte dell’associazione donatrice. «Anche attraverso le nostre precedenti donazioni, ABAM ha dimostrato una particolare attenzione all’innovazione – spiega Paolo Bassan, presidente di ABAM ETS –. Si tratta di supporti d&#8217;avanguardia per la Pediatria di Vicenza, una struttura già ampiamente riconosciuta come un’eccellenza. Con la nostra associazione cerchiamo, nel nostro piccolo, di offrire un valore aggiunto che coniughi tecnologia, comfort e serenità per i bambini e per le loro famiglie. Ricordo sempre che dietro un bambino che ha bisogno di cure mediche c’è anche una famiglia che affronta un momento difficile: mantenere questo focus umano per noi è fondamentale».</p>
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		<title>Al San Bortolo nuove tecnologie digitali per la radioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[radioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[San Bortolo]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 17 GIUGNO &#8211; La Radioterapia dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza compie un importante salto tecnologico con l’acquisizione di due nuovi software all’avanguardia: il primo per il posizionamento e il monitoraggio tridimensionale dei pazienti durante la radioterapia, il secondo per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 17 GIUGNO &#8211; La Radioterapia dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza compie un importante salto tecnologico con l’acquisizione di due nuovi software all’avanguardia: il primo per il posizionamento e il monitoraggio tridimensionale dei pazienti durante la radioterapia, il secondo per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella identificazione dei volumi da trattare e degli organi da rispettare. I due sistemi sono frutto di una doppia donazione della Fondazione San Bortolo per un valore complessivo di circa 200 mila euro<s>.</s></p>



<p class="wp-block-paragraph">I due sistemi permettono la massima accuratezza e sicurezza delle terapie, innalzando ulteriormente gli standard tecnologici di una struttura che il punto di riferimento per i pazienti oncologici di tutta la provincia, con circa 1.500 pazienti nuovi e 2.500 trattamenti eseguiti ogni anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Controllo automatizzato del posizionamento dei pazienti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo software, che è in realtà non è semplicemente un programma ma un sistema completo di monitoraggio del paziente e controllo dell’irradiazione, utilizza una serie di telecamere 3D ad alta risoluzione per monitorare da angoli multipli la superficie corporea dei pazienti all’interno dell’acceleratore lineare, verificandone così con immediatezza il corretto posizionamento rispetto alla regione del corpo che sarà bersaglio delle radiazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale monitoraggio, inoltre, avviene in tempo reale anche durante il trattamento, garantendo così la massima efficacia e sicurezza del trattamento: infatti il software, se rivela un movimento imprevisto, interrompe automaticamente le radiazioni, assicurando così che le radiazioni centrino il “bersaglio” e allo stesso tempo evitando che possano essere colpiti accidentalmente, anche per pochi secondi, tessuti e organi sani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, oltre alla garanzia di maggiore efficacia e sicurezza, la nuova tecnologia offre un importante vantaggio sul piano psicologico ed emotivo. Grazie al tracciamento 3D, infatti, è possibile evitare di applicare ai pazienti i tradizionali tatuaggi semipermanenti usati come riferimento per il centraggio dei fasci radianti. Per il paziente, significa eliminare i segni grafici che potrebbero rappresentare un promemoria costante della malattia, rispettando la sua immagine corporea ed evitando una procedura che può essere percepita come invasiva dai pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’estrema precisione e l’intuitività del tracciamento semplificano le manovre di correzione, riducendo i tempi tecnici di preparazione di ogni singola seduta e accelerando l’avvio del trattamento<s>.</s></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Intelligenza Artificiale per la preparazione del piano terapeutico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altra nuova dotazione della Radioterapia di Vicenza è un software di Intelligenza Artificiale (AI) dedicato alla identificazione dei volumi da trattare e degli organi da rispettare, che agevola in modo significativo l’attività degli specialisti in questa delicata fase preparatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a oggi i medici, utilizzando le immagini acquisite mediante TAC, dovevano tracciare manualmente i contorni della zona da trattare, mentre con il nuovo programma l’AI supporta lo specialista elaborando le immagini radiologiche di centramento in pochi minuti, individuando il bersaglio. Un procedimento che prima richiedeva dalle 3 alle 4 ore di lavoro manuale per lo specialista, oggi viene completato in pochi <s>3 </s>minuti con una precisione millimetrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aiuto si rivela fondamentale soprattutto per lesioni situate in zone anatomiche complesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il software permette inoltre di integrare la TC con altri esami (come la risonanza magnetica o la PET) per visualizzare dettagli altrimenti invisibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I commenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’intelligenza artificiale &#8211; spiega la dott.ssa Cristina Baiocchi, Direttrice dell’U.O.C. Radioterapia dell&#8217;Ospedale San Bortolo di Vicenza &#8211; garantisce la massima precisione e standard qualitativi uniformemente elevati per tutti i pazienti, riducendo il rischio di errore e innalzando i livelli di sicurezza delle cure. In pochi minuti riusciamo a definire il piano terapeutico, il che significa per il medico avere più tempo da dedicare ai pazienti, che è una cosa fondamentale nel nostro lavoro. Il medico ovviamente mantiene il controllo completo della procedura, verificando la validità dei contorni anatomici proposti dall’AI, ma il supporto del software accorcia i tempi e aumenta la precisione, soprattutto quando si tratta di considerare zone molto piccole o dove l’immagine non è molto nitida, perché in quel caso l’esperienza dell’AI che racchiude in sé decine di migliaia di immagini diagnostiche è fondamentale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si conferma lo status di eccellenza della Radioterapia di Vicenza &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs -. Come è stato illustrato, i benefici di questi nuovi sistemi sono molteplici, ma anche se parliamo di intelligenza artificiale, il focus è sempre e comunque la persona, ciò che ne deriva di positivo per i pazienti: maggiore efficacia e sicurezza nelle terapie, la possibilità di rimuovere dopo la guarigione anche i segni esteriori superficiali del percorso di cura attraversato e non da ultimo la possibilità per i nostri medici di dedicarsi maggiormente al dialogo e ascolto con i pazienti, che è un aspetto sempre fondamentale in qualsiasi percorso di cura. A nome dell’Azienda, ma anche di tutti i pazienti che si trovano e si troveranno a intraprendere un percorso di radioterapia nel nostro ospedale, ringrazio dunque la Fondazione San Bortolo per questo prezioso contributo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Franco Scanagatta spiega così il sostegno fornito dalla Fondazione San Bortolo: «Abbiamo percepito l’assoluta importanza di attuare questi due progetti negli interessi dei malati, ma anche per supportare i medici e gli infermieri, che svolgono un compito delicatissimo all’interno della Radioterapia».</p>



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		<title>Una valvola del cuore riparata e una sostituita in un solo intervento</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[riparata]]></category>
		<category><![CDATA[sanità Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una seduta operatoria durata meno di due ore, l&#8217;équipe cardiologica di Mirano (Venezia) ha compiuto sul cuore di un paziente un intervento a due valvole, primo nel suo genere in Italia, realizzato senza l&#8217;utilizzo di mezzo di contrasto.Il paziente,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con una seduta operatoria durata meno di due ore, l&#8217;équipe cardiologica di Mirano (Venezia) ha compiuto sul cuore di un paziente un intervento a due valvole, primo nel suo genere in Italia, realizzato senza l&#8217;utilizzo di mezzo di contrasto.<br>Il paziente, 82 anni, residente nel territorio dell&#8217;Ulss 3 Serenissima, era affetto da un&#8217;insufficienza tricuspidalica torrenziale.Su questo paziente non risultavano praticabili le terapie chirurgiche tradizionali, ossia la riparazione della valvola in cardiochirurgia percutanea. Così, con il parere di emodinamisti e cardiochirurghi, si è optato per l&#8217;intervento innovativo, la sostituzione della valvola per via percutanea. Praticato un foro di pochi millimetri in una vena all&#8217;altezza dell&#8217;inguine, con sottili cateteri fino al cuore è stata raggiunta la valvola tricuspide, il cui diametro è superiore ai 5 centimetri, che è stata sostituita con una nuova&#8221;.<br>Ma nella stessa seduta operatoria l&#8217;équipe del dottor Saccà ha proceduto anche alla riparazione di un&#8217;altra delle valvole interne: &#8220;Risultava necessario intervenire sulla valvola mitrale &#8211; spiega &#8211; virata nell&#8217;ultimo mese a una grave insufficienza, ed abbiamo quindi proceduto a una riparazione percutanea &#8216;edge to edge&#8217;, cioè con la sutura diretta dei due lembi mitralici, per ridurne l&#8217;eccessiva apertura e garantirne il corretto funzionamento&#8221;.<br>L&#8217;équipe di Emodinamica di Mirano ogni anno gestisce oltre 3.000 ricoveri, effettua 2.000 interventi di cardiologia interventistica ed elettrofisiologia, oltre agli esami di diagnostica invasiva e oltre alle 26mila prestazioni ambulatoriali. L&#8217;intervento è stato eseguito dall&#8217;équipe di Saccà nelle sale dell&#8217;Ospedale di Mestre, con stand by della Cardiochirurgia dell&#8217;Angelo diretta da Domenico Mangino, e con la collaborazione preoperatoria del direttore della Radiologia di Mirano, Giuseppe Tropeano. ANSA VENETO</p>
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		<title>Caldo in arrivo, l’Ulss 8 attiva il piano anti-afa: assistenza potenziata per anziani e persone fragili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della prima vera ondata di caldo dell’estate, l’Ulss 8 Berica ha attivato il piano anti-caldo per tutelare le persone più vulnerabili, in particolare anziani, malati cronici e cittadini in condizioni di fragilità socio-sanitaria. Dopo settimane caratterizzate da un’alternanza<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo della prima vera ondata di caldo dell’estate, l’Ulss 8 Berica ha attivato il piano anti-caldo per tutelare le persone più vulnerabili, in particolare anziani, malati cronici e cittadini in condizioni di fragilità socio-sanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo settimane caratterizzate da un’alternanza tra giornate afose, piogge e temperature più fresche, le previsioni indicano infatti l’arrivo di un periodo di caldo intenso che potrebbe provocare disagi e problemi di salute soprattutto nelle categorie più a rischio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una rete di assistenza attiva su tutto il territorio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano è stato predisposto con la collaborazione del Dipartimento di Prevenzione, delle Unità operative Disabilità e Non Autosufficienza e Cure Primarie dell’azienda sanitaria e prevede, come ogni anno, il potenziamento dell’assistenza territoriale e una stretta collaborazione tra servizi sanitari, medici di famiglia, pronto soccorso e amministrazioni comunali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si inserisce nel programma regionale anti-caldo coordinato dalla Regione Veneto. Arpav monitora quotidianamente l’andamento meteorologico attraverso bollettini che integrano le previsioni del tempo con i dati relativi all’ozono, alla qualità dell’aria e all’indice di disagio fisico. In caso di previsione di disagio climatico prolungato, il Centro Funzionale Decentrato della Regione attiva l’allerta verso le aziende sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando scatta l’allarme, l’Ulss 8 trasmette immediatamente le informazioni ai pronto soccorso, alle centrali operative territoriali, ai servizi di assistenza domiciliare integrata, ai medici di continuità assistenziale, ai distretti sanitari, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, alle strutture residenziali per anziani e ai Comuni, affinché possano attivare interventi a favore delle persone più esposte ai rischi del caldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su richiesta del medico di famiglia sarà inoltre possibile attivare l’Assistenza Domiciliare Integrata o, nei casi necessari, l’inserimento temporaneo in strutture residenziali extraospedaliere per chi non può più essere assistito adeguatamente a casa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando chiamare il 118 e i numeri utili</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Ulss 8 ricorda che il 118 e il pronto soccorso devono essere utilizzati esclusivamente in situazioni di emergenza, come svenimenti, emorragie, forti dolori al petto, incidenti stradali, cadute dall’alto o altri eventi che possano mettere in pericolo la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti gli altri problemi sanitari il primo riferimento resta il proprio medico di medicina generale. In alternativa è disponibile il numero unico <strong>116117</strong>, che orienta il cittadino verso il servizio più appropriato e può attivare, se necessario, anche servizi territoriali e assistenza domiciliare. Lo stesso numero permette di contattare la continuità assistenziale negli orari in cui il medico di famiglia non è in servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane inoltre attivo il numero verde regionale <strong>800 535535</strong>, istituito dalla Regione Veneto insieme al servizio di telesoccorso e telecontrollo per facilitare l’accesso alle informazioni e agli aiuti presenti sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sintomi da non sottovalutare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’esposizione al caldo può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea. I primi segnali di sofferenza possono essere affaticamento, perdita dell’appetito, insonnia, capogiri, svenimenti, crampi muscolari e palpitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei casi più gravi possono comparire febbre elevata, pelle calda e arrossata, stato confusionale, difficoltà respiratorie, nausea, vomito, mal di testa, ronzii alle orecchie e riduzione della diuresi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I consigli per affrontare le alte temperature</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Ulss raccomanda di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 18, e di limitare l’esposizione diretta al sole. È sconsigliata anche l’attività fisica intensa nelle ore centrali del giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per difendersi dal caldo è consigliabile restare negli ambienti più freschi della casa, utilizzare ventilatori o condizionatori senza creare eccessivi sbalzi termici, indossare abiti leggeri in fibre naturali, bere molta acqua ed evitare bevande alcoliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione va prestata anche all’alimentazione, privilegiando pasti leggeri, frutta e verdura e limitando cibi grassi o particolarmente elaborati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone che assumono farmaci non devono modificare autonomamente le terapie e devono consultare il proprio medico per qualsiasi dubbio. È inoltre importante conservare correttamente i medicinali, proteggendoli dal calore e dall’esposizione diretta al sole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Ulss richiama infine l’attenzione verso le categorie più fragili: anziani, persone allettate, bambini piccoli e animali domestici necessitano di controlli e attenzioni particolari durante le giornate più calde, affinché possano affrontare l’estate in sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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