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	<title>SALUTE e SANITÀ | TViWeb</title>
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		<title>Ulss 8 Berica, l&#8217;ospedale San Bortolo riferimento europeo per la mastocitosi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:45:21 +0000</pubDate>
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<p>VICENZA, 23 GIUGNO &#8211; Il “modello San Bortolo” fa scuola in Europa per il trattamento della mastocitosi, una malattia ematologica rara causata dall’accumulo e proliferazione incontrollata dei <strong>mastociti</strong>(cellule del sistema immunitario) in vari organi, come cute, midollo osseo, fegato e tratto gastrointestinale, con conseguenti sintomi cutanei (prurito, arrossamenti e orticaria), g<strong>astrointestinali (</strong>diarrea, crampi e nausea) e s<strong>istemici (</strong>mal di testa, stanchezza cronica e, nei casi più gravi, shock anafilattico).</p>



<p>Per la diagnosi e cura di questa patologia, all’ospedale di Vicenza è attiva una task force che vede collaborare insieme varie specialità e proprio questa esperienza è stata al centro del simposio tenuto a Istanbul, in occasione dell’annuale Congresso Europeo dell’Accademia di Allergologia, dalla dott.ssa Patrizia Bonadonna, direttore dell’U.O.C. di Allergologia dell’ospedale di Vicenza.</p>



<p><strong>La patologia</strong></p>



<p>«La mastocitosi è una malattia rara, con una diffusione di 1 caso ogni 10 mila persone &#8211; spiega la dott.ssa Bonadonna &#8211; e nella maggior parte dei casi i sintomi possono essere gestiti con un adeguato trattamento farmacologico, ma il rischio maggiore è dato dalla predisposizione a sviluppare reazioni allergiche gravi. Ad esempio l’allergia al veleno degli imenotteri. Infatti, se nella popolazione generale la mastocitosi è considerata una malattia rara, non è altrettanto rara nei soggetti con allergia grave al veleno di imenotteri. La sua prevalenza supera infatti il 20% tra coloro che, in seguito alla puntura di un imenottero, sviluppano una reazione sistemica grave (shock anafilattico). Inoltre, molti pazienti scoprono di essere affetti da mastocitosi proprio durante gli accertamenti eseguiti dopo una reazione così grave causata da una puntura di imenottero.</p>



<p>Non solo, a causa dell&#8217;eccesso e dell&#8217;iperattivazione dei mastociti, i pazienti affetti da mastocitosi sistemica sperimentano episodi di anafilassi con una frequenza del <strong>22-50% negli adulti</strong>e del <strong>6-9% nei bambini</strong>, percentuali enormemente superiori rispetto alla popolazione ordinaria. E ancora, circa il <strong>5-14% dei pazienti</strong> con mastocitosi sistemica sperimenta reazioni severe in seguito all&#8217;assunzione di farmaci, in particolar modo durante l&#8217;anestesia generale o l&#8217;uso di mezzi di contrasto radiologici. Da qui l’importanza di trattare in modo preventivo i pazienti affetti da mastocitosi con adeguati protocolli di desensibilizzazione, per i quali l’ospedale di Vicenza è oggi una struttura specializzata e con un’esperienza importante».</p>



<p><strong>Il San Bortolo e la ricerca europea</strong></p>



<p>Proprio la dott.ssa Bonadonna, durante il congresso europeo svoltosi a Istanbul, ha tenuto un simposio dedicato all’importanza dell’approccio multidisciplinare nella gestione della mastocitosi. In particolare, la direttrice dell’Allergologia del San Bortolo ha presentato il documento PRACTALL sulla gestione del paziente con Mastocitosi, un importante lavoro scientifico elaborato in collaborazione con quattro colleghi statunitensi e tre esperti europei di riferimento nel settore, che rappresenta un significativo contributo alla definizione delle migliori strategie diagnostiche e terapeutiche per la cura dei pazienti affetti da questa rara malattia.</p>



<p>Nel corso del suo intervento al Congresso Europeo dell’Accademia di Allergologia di Istanbul, la dottoressa Bonadonna ha sottolineato come la grande variabilità dei sintomi della mastocitosi renda indispensabile una stretta collaborazione tra numerosi specialisti. La malattia, infatti, può interessare diversi organi e apparati, manifestandosi con quadri clinici molto differenti tra loro e richiedendo pertanto un approccio integrato e coordinato.</p>



<p><strong>L’esperienza del Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi dell’Ospedale di Vicenza</strong></p>



<p>A questo riguardo, la dottoressa Bonadonna ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi dell’Ospedale di Vicenza, considerato un modello organizzativo di riferimento per la gestione di questi pazienti. All’interno del gruppo collaborano quotidianamente allergologi, ematologi, dermatologi, genetisti e specialisti del metabolismo osseo, garantendo una valutazione completa delle diverse manifestazioni della malattia.</p>



<p>Accanto all’attività clinica, un contributo fondamentale è fornito dai professionisti del laboratorio, che si occupano di biologia molecolare e citofluorimetria, nonché dagli specialisti di anatomia patologica, indispensabili per una diagnosi accurata e per il corretto inquadramento della patologia.</p>



<p>La gestione della mastocitosi richiede inoltre il coinvolgimento di ulteriori figure specialistiche. Non sono infatti rari i pazienti che presentano problematiche gastrointestinali, che rendono necessaria la collaborazione con i gastroenterologi, oppure disturbi cognitivi e psicologici che possono beneficiare del supporto dello psichiatra.</p>



<p>Inoltre particolare attenzione viene dedicata anche all’età pediatrica. A Vicenza è infatti attivo un percorso specifico per i bambini affetti da mastocitosi cutanea. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi pediatrici la malattia presenta un decorso benigno e tende a risolversi spontaneamente con la crescita, richiedendo soprattutto un adeguato monitoraggio e supporto alle famiglie.</p>



<p><strong>Il test genetico</strong></p>



<p>Da oltre un anno, presso l’Azienda ULSS 8 Berica di Vicenza, è attiva anche una collaborazione con l’Unità Operativa di Genetica per l’esecuzione di indagini mirate all’identificazione della triptasemia alfa ereditaria (Hereditary Alpha Tryptasemia, HαT), una condizione genetica recentemente riconosciuta che può presentare caratteristiche cliniche sovrapponibili ad altre patologie mastocitarie.</p>



<p>L’introduzione di questo test consente una più accurata diagnosi differenziale della mastocitosi, permettendo di indirizzare i pazienti verso il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.</p>



<p>Vicenza è uno dei soli tre centri in Italia in grado di eseguire questa specifica analisi genetica, un’attività che ha portato alla valutazione di pazienti provenienti anche da altre regioni d’Italia, confermando il ruolo di riferimento del San Bortolo in questo ambito altamente specialistico.</p>



<p>L’esperienza maturata dal Gruppo Multidisciplinare della Mastocitosi di Vicenza conferma dunque come la collaborazione tra competenze diverse rappresenti oggi la chiave per garantire ai pazienti percorsi diagnostici e terapeutici efficaci, personalizzati e in linea con le più recenti evidenze scientifiche internazionali.</p>



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		<title>Baby Little Home, la casa delle neomamme per la cura dei bambini in pieno centro storico a Bassano</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:39:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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<p>«Con l&#8217;apertura della Baby Little Home nel cuore del centro storico, diamo un segnale concreto di vicinanza e supporto alle famiglie e alla prima infanzia. In un periodo storico dove essere genitori comporta sempre maggiori sfide e criticità vogliamo dare un segnale di vicinanza a tutte le giovani famiglie potenziando le politiche di welfare cittadino anche con piccoli gesti, che insieme favoriscono lo sviluppo di una città sempre più inclusiva, accessibile e a misura di bambino».</p>



<p>Così il Sindaco Nicola Finco annuncia la prossima apertura di uno spazio pubblico dedicato all’allattamento, al cambio pannolini e alla cura dei bambini nel cuore di Bassano del Grappa, all’angolo tra Piazza Libertà e Via Matteotti, in un locale situato al piano terra del Palazzo della Loggia, sede municipale.</p>



<p>“Baby Little Home” sarà il nome del nuovo spazio, situato in una zona centrale e facilmente accessibile, dove le mamme potranno trovare una casa accogliente e confortevole durante il loro transito in centro storico con i loro piccoli. L’iniziativa è stata ideata, e sarà in parte finanziata dal Rotary Club Bassano.</p>



<p>«Sostenere la genitorialità – continua il Sindaco Finco – significa anche questo: abbattere le barriere e creare spazi protetti e confortevoli dove potersi prendere cura dei propri figli in totale serenità. Ringrazio sentitamente il Rotary Club Bassano per aver condiviso e sostenuto fin da subito questa visione, dimostrando ancora una volta il valore della sinergia tra amministrazione e realtà del territorio».</p>



<p>Il locale, ad oggi utilizzato come sede di quartiere, verrà adeguato alle nuove funzioni con una prima serie di interventi, per un investimento complessivo di 25 mila euro, che comprendono l’installazione di un nuovo sistema di climatizzazione, la sostituzione dei serramenti esistenti, l’applicazione di vetrofanie, l’installazione di una rampa di accesso in legno per il superamento dello scalino presente nella porta di ingresso. Successivamente saranno realizzate anche una nuova illuminazione, nuovi punti presa, una rimozione parziale della ringhiera esistente e alcune tinteggiature.</p>



<p>«Dopo la conclusione della fase progettuale e il parere favorevole della Soprintendenza, ormai è tutto pronto per l’avvio del primo step di interventi. Siamo pronti a consegnare alle neomamme uno spazio accogliente e confortevole, che permetta loro di prendersi cura dei bambini con la necessaria privatezza, anche in un luogo ad alta frequentazione» assicura l’Assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Viero.</p>
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		<title>ULSS 8 Berica: &#8220;Nessun taglio al budget per i farmaci oncologici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:13:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; In merito alle informazioni diffuse negli ultimi giorni da alcuni organi di informazione, la Direzione dell’ULSS 8 Berica smentisce con forza la notizia di presunti tagli al budget per la spesa farmaceutica, in particolare per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; In merito alle informazioni diffuse negli ultimi giorni da alcuni organi di informazione, la Direzione dell’ULSS 8 Berica smentisce con forza la notizia di presunti tagli al budget per la spesa farmaceutica, in particolare per quanto riguarda i farmaci destinati alle più avanzate terapie per i pazienti oncologici ed ematologici.</p>



<p>A riprova di questo, per il 2026 l’ULSS 8 Berica prevede un incremento di 7,2 milioni di euro di budget per la spesa farmaceutica (125 milioni di euro contro i 117,8 dello scorso anno, +6,3%).</p>



<p>Per quanto riguarda nello specifico le terapie Car-T, nel 2025 in ULSS 8 Berica sono stati trattati 40 pazienti con questi farmaci, con una media di 10 pazienti per trimestre. Tale andamento è stato confermato anche nel primo trimestre dell’anno e per l’intero 2026 la CRITE della Regione Veneto ha già assegnato all’ULSS 8 Berica risorse per trattare almeno 42 pazienti, dunque pre-autorizzando un incremento dell’utilizzo delle Car-T.</p>



<p>«Come si può vedere non c’è nessuna volontà di tagliare i farmaci per i pazienti oncologici &#8211; sottolinea il Direttore Generale Peter Assembergs -, al contrario questa Azienda è pronta anche a incrementare il numero dei pazienti trattati, con pieno sostegno della Regione del Veneto. Quanto alla figura del dott. Rigo, che ringrazio per il prezioso contributo che ha continuato ad assicurare fin dal mio arrivo a Vicenza, come già ribadito in altre occasioni vi sono dei contratti in essere ed è ferma intenzione di questa Direzione rispettarli. L’incontro avvenuto venerdì è stato un momento di confronto interno alla Direzione Strategica, incontro al quale con grande senso di responsabilità il dott. Rigo non si è sottratto pur essendo formalmente a riposo per motivi di salute».</p>
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		<title>Medici di medicina generale e Regione firmano accordo. Stefani: &#8220;Nasce il modello Veneto dell’assistenza territoriale&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:14:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><em>Venezia, 19 giugno 2026</em> A pochi giorni dall’intesa raggiunta lunedì scorso a Palazzo Molin, oggi è arrivata la firma dell’accordo fra rappresentanze sindacali dei Medici di medicina generale e la Regione del Veneto. Il documento sottoscritto fissa regole e impegni reciproci, con l’obiettivo di garantire la piena operatività delle Case di Comunità, rafforzare la medicina territoriale e assicurare ai medici condizioni di lavoro adeguate. “Dopo settimane di confronti, che ho seguito anche in prima persona, abbiamo centrato il risultato &#8211; dichiara il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani -. Primi in Italia, abbiamo dato vita ad un modello 100% veneto, che potrà essere esportato anche in altre regioni. Il prossimo passo è la ratifica da parte della Giunta regionale dell’accordo, che arriverà nell’ambito della prossima riunione prevista per martedì prossimo”. L’accordo disciplina come i Medici di medicina generale (MMG) del Veneto parteciperanno alle attività delle Case della Comunità fino al 31 dicembre 2026, come prima applicazione del nuovo ACN 2022-2024. I punti chiave riguardano anzitutto la presenza dei medici, che saranno coinvolti nelle case di Comunità Hub (copertura sanitaria h24, 7/7) e Spoke (h12, 6/7), soprattutto per attività diurne feriali (8-20), dove lavoreranno in équipe con altri professionisti sanitari per visite ambulatoriali a fronte di bisogni non urgenti, gestione della cronicità, monitoraggio di percorsi diagnostico-terapeutici, utilizzo di strumenti diagnostici di base (ECG, spirometro, ecografo, telemedicina). I turni nelle Case della Comunità sono affidati con priorità ai medici di ruolo unico più recentemente incaricati e ai medici dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) di riferimento.  Le attività sono previste dal lunedì al venerdì, 8:00–20:00, in turni di almeno 4 ore. Sarà previsto un compenso complessivo di circa 60 euro lordi/ora per l’attività nelle Case di Comunità, inclusi compensi orari e quote integrative regionali/obiettivi. “La sanità veneta guarda al futuro e con questa firma prende corpo un nuovo modello – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa -. Il punto sta tutto qui: oltre a quello già garantito dai medici di medicina generale che continueranno ad essere riferimento fondamentale della nostra salute, il Veneto sta progressivamente e concretamente delineando un servizio in più per i cittadini.  Un servizio integrato che consentirà di contare sempre su un riferimento sanitario nell’ambito delle Case di comunità. Un ringraziamento doveroso va a tutte le parti coinvolte nell’accordo oggi siglato e a tutti coloro si sono impegnati per il raggiungimento di questo obbiettivo”. <a href="http://tracking.regve.it/tracking-dcRCE/qaR9ZwR3BGV0AwplAwt5BGRmZQZ2BPM5qzS4qaR9ZQblIN" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Rischio ondate di calore. Assessore alla Sanità Gerosa, “Fondamentale seguire alcune semplici raccomandazioni”</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[caloire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia, 19 giugno 2026 Come già annunciato nei giorni scorsi, permane nel Veneto l’allerta per rischio ondate di calore, almeno fino a lunedì prossimo 22 giugno.“L’esposizione ad alte temperature per più giorni consecutivi, quale si verifica nelle ondate di calore, sottopone<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/rischio-ondate-di-calore-assessore-alla-sanita-gerosa-fondamentale-seguire-alcune-semplici-raccomandazioni/">Rischio ondate di calore. Assessore alla Sanità Gerosa, “Fondamentale seguire alcune semplici raccomandazioni”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><em>Venezia, 19 giugno 2026 </em>Come già annunciato nei giorni scorsi, permane nel Veneto l’allerta per rischio ondate di calore, almeno fino a lunedì prossimo 22 giugno.“L’esposizione ad alte temperature per più giorni consecutivi, quale si verifica nelle ondate di calore, sottopone l’organismo umano a grande stress, riducendo le capacità di compensazione che normalmente vengono messe in atto – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento della frequenza, intensità e durata degli eventi di calore estremo in tutto il bacino mediterraneo, con conseguente incremento del rischio per la salute della popolazione. L&#8217;impatto di questi eventi non si distribuisce in modo omogeneo, insistendo in modo sproporzionato su specifiche categorie a rischio aumentato, quali le persone anziane, persone in condizioni di isolamento sociale, popolazioni in specifici contesti urbani o isolati, o in situazione di fragilità socioeconomica”.“Seguire alcune semplici raccomandazioni è fondamentale e può salvare la vita sia del soggetto fragile ma anche del soggetto sano – sottolinea l’Assessore -. Infatti, soggetti con patologie croniche (malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete) e psichiatriche e/o l&#8217;assunzione di specifici farmaci (come ad esempio diuretici, antiipertensivi, che possono interferire con l&#8217;adattamento al calore), neonati e bambini piccoli (0-4 anni, che hanno una ridotta capacità di sudorazione), nonché le donne in gravidanza (a causa del maggior carico fisiologico per dissipare il calore) sono altamente suscettibili agli effetti del calore e devono essere considerati a rischio di sviluppare conseguenze gravi per la salute. Ma anche soggetti sani, se non adeguatamente protetti, possono andare incontro ad eventi gravi. Un’attenzione particolare dovrà essere posta per i lavoratori che esercitano attività all’esterno: per questi, oltre alle disposizioni emanate dalle Regione Veneto, si richiamano anche le indicazioni contenute nella recente ordinanza del presidente Alberto Stefani”.<strong>Di seguito sono riportate alcune utili indicazioni ai cittadini, redatte dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria della Regione del Veneto.</strong>Innanzitutto, evitare di uscire nelle ore centrali della giornata (11:00–18:00), pianificando attività all&#8217;aperto nelle ore serali o mattutine.È fondamentale idratarsi bevendo almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche in assenza di sete, evitando bevande alcoliche o ricche in caffeina, e bevande gassate zuccherate e ad alto contenuto calorico. Prediligere pasti leggeri, privilegiando alimenti a basso contenuto di grassi e di facile digeribilità, con adeguato apporto di carboidrati e proteine.Indossare abiti leggeri, ampi e di colore chiaro, preferibilmente in tessuti naturali (cotone, lino) che favoriscono la traspirazione e la dispersione del calore. Proteggere la testa dal sole con cappelli a tesa larga o berretti, cappellini con visiera nei bambini. Applicare crema solare con SPF adeguato sulle zone esposte, rinnovando l&#8217;applicazione ogni 2 ore in caso di esposizione prolungata. Non lasciare mai bambini, anziani o animali da compagnia in auto parcheggiata al sole (la temperatura interna può superare i 60°C in pochi minuti); inoltre, prima di entrare nell’abitacolo di un’auto parcheggiata al sole, si raccomanda di ventilare l&#8217;abitacolo aprendo gli sportelli prima di salire.Ulteriori utili informazioni possono essere reperite nella DGRV n. 378 del 19 maggio 2026 e nel suo allegato A “Piano di Prevenzione delle Ondate di Calore. Raccomandazioni per la Popolazione Generale con particolare riferimento ai fragili” (<a href="http://tracking.regve.it/tracking-dcRCE/qaR9ZwR3BGR4AQNlZmNmZGLkZGZ5ZvM5qzS4qaR9ZQbkDN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=583097</a>)Riguardo i lavoratori, fermo restando che il datore di lavoro deve mettere in atto misure per la gestione del rischio da calore anche avvalendosi degli strumenti presenti nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” (approvate in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nella seduta del 19 giugno 2025), particolarmente a rischio sono coloro che svolgono attività all’aperto, ai quali è raccomandato di non lavorare a torso nudo, di indossare abiti leggeri a trama fitta, traspirante e di colore non bianco, a meno che non si tratti di abbigliamento tecnico con certificata protezione dalla radiazione UV, fare pause in zone ombreggiate anche se non si è particolarmente stanchi.Altre importanti misure di protezione sono: limitare i tempi di esposizione mediante rotazione del personale; definire specifiche procedure aziendali; favorire l’acclimatamento quando esiste uno sbalzo termico fra ambienti diversi, ad esempio utilizzando ambienti di passaggio con condizioni termiche intermedie; indossare vestiario idoneo, comodo, di fibre naturali e con colori chiari; rendere disponibile acqua fresca sul posto di lavoro, con la raccomandazione che i lavoratori facciano la massima attenzione al loro stato di idratazione; adeguare l’alimentazione sia durante l’attività lavorativa che in previsione di condizioni termiche complesse.</td></tr><tr><td></td></tr><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/rischio-ondate-di-calore-assessore-alla-sanita-gerosa-fondamentale-seguire-alcune-semplici-raccomandazioni/">Rischio ondate di calore. Assessore alla Sanità Gerosa, “Fondamentale seguire alcune semplici raccomandazioni”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>San Bortolo, Maurizio De Luca nuovo direttore della Chirurgia Generale: ritorno a Vicenza dopo 12 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor Maurizio De Luca come nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di un ritorno significativo nel capoluogo berico per uno specialista che ha<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>L’ULSS 8 Berica ha ufficializzato la nomina del dottor Maurizio De Luca come nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Si tratta di un ritorno significativo nel capoluogo berico per uno specialista che ha già lavorato a lungo nella struttura vicentina, contribuendo alla crescita di alcuni dei principali settori chirurgici dell’ospedale.</p>



<p>Nato a Cercola, in provincia di Napoli, 59 anni, De Luca si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli, dove ha poi conseguito con lode la specializzazione in Chirurgia Generale a indirizzo oncologico. Nel corso della sua carriera ha ulteriormente ampliato la propria formazione ottenendo tre master universitari di secondo livello in Chirurgia Toracica Oncologica all’Università di Torino, Chirurgia Bariatrica e Metabolica all’Università di Napoli e Chirurgia Epato-Pancreatico-Biliare all’Università di Verona.</p>



<p>Il nuovo direttore della Chirurgia Generale del San Bortolo vanta inoltre importanti esperienze internazionali, grazie a fellowship svolte presso il Mount Sinai Hospital di New York e l’Hospital Saint Pierre di Bruxelles. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e ha partecipato come relatore a decine di corsi e congressi nazionali e internazionali, affiancando all’attività clinica anche quella di tutor per gli atenei di Padova e Verona.</p>



<p>Una parte rilevante della sua carriera si è svolta proprio a Vicenza. Dal 2002 al 2014 ha infatti lavorato all’allora ULSS 6, distinguendosi in settori ad alta specializzazione come la chirurgia oncologica, la chirurgia toracica, la chirurgia d’urgenza e del trauma, la chirurgia metabolico-bariatrica e la chirurgia dei trapianti di rene.</p>



<p>Successivamente ha assunto incarichi di crescente responsabilità. Dal 2014 al 2021 è stato direttore della Chirurgia Generale dell’ospedale di Montebelluna, nell’ULSS 2 Marca Trevigiana, guidando contemporaneamente il Dipartimento Chirurgico Strutturale di Montebelluna e Castelfranco Veneto e ricoprendo anche la direzione ad interim della Chirurgia Generale di Castelfranco Veneto.</p>



<p>Dal 2021 a oggi ha invece diretto la Chirurgia Generale degli ospedali di Rovigo e Trecenta, nell’ULSS 5 Polesana, svolgendo parallelamente il ruolo di direttore del Dipartimento Chirurgico Strutturale che riunisce le aree chirurgiche di Rovigo, Trecenta e Adria.</p>



<p>A livello nazionale De Luca è considerato una figura di riferimento nel panorama chirurgico italiano, grazie ai numerosi incarichi di coordinamento, presidenza e docenza all’interno di network scientifici di eccellenza e alla costante presenza nei principali congressi dedicati alla chirurgia generale, oncologica e metabolica.</p>



<p>«Ritorno al San Bortolo con una grande motivazione, in un ospedale dove ho trascorso una parte molto importante della mia carriera e dove lavorano molti colleghi che già conosco – ha dichiarato il dottor De Luca –. La Chirurgia di Vicenza continuerà a investire sulla sua storica vocazione oncologica mini-invasiva, consolidando un modello fondato su qualità, appropriatezza, trasparenza e misurazione degli esiti clinici, nel pieno rispetto delle migliori evidenze scientifiche e delle linee guida internazionali. Al tempo stesso, il potenziamento dell’attività chirurgica riguarderà anche settori fondamentali come la chirurgia del trauma e delle urgenze, la chirurgia di parete e la chirurgia bariatrica-metabolica, per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute della popolazione».</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs: «Do il benvenuto a nome di tutta l’Azienda al dottor De Luca. Con la sua competenza clinica e le sue esperienze precedenti come primario saprà portare un contributo importante alla crescita della Chirurgia Generale del San Bortolo di Vicenza».</p>
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		<title>In Pediatria arrivano i visori virtuali: meno paura e meno dolore per i bambini del San Bortolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La realtà virtuale entra nella Pediatria dell’ospedale San Bortolo di Vicenza per aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con maggiore serenità esami, prelievi e procedure mediche. Grazie a una donazione dell’associazione ABAM ETS, il reparto può ora contare su tre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>La realtà virtuale entra nella Pediatria dell’ospedale San Bortolo di Vicenza per aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con maggiore serenità esami, prelievi e procedure mediche. Grazie a una donazione dell’associazione ABAM ETS, il reparto può ora contare su tre visori di ultima generazione progettati per ridurre stress, ansia e percezione del dolore durante il percorso di cura.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel costante impegno della Pediatria vicentina per rendere l’esperienza ospedaliera non solo efficace dal punto di vista clinico, ma anche più accogliente e a misura di bambino.</p>



<p>I dispositivi consentono ai piccoli pazienti di immergersi in giochi, storie interattive, musica e ambientazioni coinvolgenti durante prelievi, medicazioni e procedure diagnostiche. L’obiettivo è distrarre il bambino dall’esperienza medica, trasformando un momento spesso vissuto con timore in un’attività più serena e gestibile.</p>



<p>L’efficacia di questo approccio è confermata da numerosi studi internazionali, che evidenziano una riduzione del dolore percepito fino al 60% e dell’ansia legata alle procedure fino al 45%.</p>



<p>La tecnica della distrazione permette infatti di diminuire sia la percezione del dolore sia la componente emotiva associata alle cure. Attraverso la realtà virtuale i bambini possono esplorare ambienti nuovi, seguire racconti o guardare cartoni animati, allontanando per qualche minuto l’attenzione da aghi, camici e strumenti medici.</p>



<p>I benefici non riguardano soltanto i piccoli pazienti. Anche per medici, infermieri e famiglie la gestione delle procedure diventa più semplice, riducendo episodi di pianto, agitazione o rifiuto delle visite. Un aspetto importante per evitare che il ricovero o le cure lascino ricordi negativi o traumatici.</p>



<p>I visori scelti sono portatili, leggeri, facilmente sanificabili e dotati di una piattaforma con contenuti multimediali pensati per le diverse fasce d’età.</p>



<p>L’introduzione di questa tecnologia rappresenta un ulteriore tassello dei progetti dedicati all’umanizzazione delle cure portati avanti dal reparto.</p>



<p>«Ringrazio ABAM ETS per questa donazione – commenta il direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs – che dimostra una volta di più l’attenzione all’umanizzazione delle cure che fa parte della cultura del San Bortolo e più in generale di questa Azienda. Un obiettivo che deriva innanzitutto dalla sensibilità di tutto il personale sanitario e per il quale vi è una costante apertura verso la sperimentazione di nuove modalità e nuove tecnologie, come in questo caso con la realtà virtuale».</p>



<p>Soddisfazione anche da parte dell’associazione donatrice. «Anche attraverso le nostre precedenti donazioni, ABAM ha dimostrato una particolare attenzione all’innovazione – spiega Paolo Bassan, presidente di ABAM ETS –. Si tratta di supporti d&#8217;avanguardia per la Pediatria di Vicenza, una struttura già ampiamente riconosciuta come un’eccellenza. Con la nostra associazione cerchiamo, nel nostro piccolo, di offrire un valore aggiunto che coniughi tecnologia, comfort e serenità per i bambini e per le loro famiglie. Ricordo sempre che dietro un bambino che ha bisogno di cure mediche c’è anche una famiglia che affronta un momento difficile: mantenere questo focus umano per noi è fondamentale».</p>
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		<title>Al San Bortolo nuove tecnologie digitali per la radioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[radioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[San Bortolo]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 17 GIUGNO &#8211; La Radioterapia dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza compie un importante salto tecnologico con l’acquisizione di due nuovi software all’avanguardia: il primo per il posizionamento e il monitoraggio tridimensionale dei pazienti durante la radioterapia, il secondo per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>VICENZA, 17 GIUGNO &#8211; La Radioterapia dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza compie un importante salto tecnologico con l’acquisizione di due nuovi software all’avanguardia: il primo per il posizionamento e il monitoraggio tridimensionale dei pazienti durante la radioterapia, il secondo per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella identificazione dei volumi da trattare e degli organi da rispettare. I due sistemi sono frutto di una doppia donazione della Fondazione San Bortolo per un valore complessivo di circa 200 mila euro<s>.</s></p>



<p>I due sistemi permettono la massima accuratezza e sicurezza delle terapie, innalzando ulteriormente gli standard tecnologici di una struttura che il punto di riferimento per i pazienti oncologici di tutta la provincia, con circa 1.500 pazienti nuovi e 2.500 trattamenti eseguiti ogni anno.</p>



<p><strong>Controllo automatizzato del posizionamento dei pazienti</strong></p>



<p>Il primo software, che è in realtà non è semplicemente un programma ma un sistema completo di monitoraggio del paziente e controllo dell’irradiazione, utilizza una serie di telecamere 3D ad alta risoluzione per monitorare da angoli multipli la superficie corporea dei pazienti all’interno dell’acceleratore lineare, verificandone così con immediatezza il corretto posizionamento rispetto alla regione del corpo che sarà bersaglio delle radiazioni.</p>



<p>Tale monitoraggio, inoltre, avviene in tempo reale anche durante il trattamento, garantendo così la massima efficacia e sicurezza del trattamento: infatti il software, se rivela un movimento imprevisto, interrompe automaticamente le radiazioni, assicurando così che le radiazioni centrino il “bersaglio” e allo stesso tempo evitando che possano essere colpiti accidentalmente, anche per pochi secondi, tessuti e organi sani.</p>



<p>Inoltre, oltre alla garanzia di maggiore efficacia e sicurezza, la nuova tecnologia offre un importante vantaggio sul piano psicologico ed emotivo. Grazie al tracciamento 3D, infatti, è possibile evitare di applicare ai pazienti i tradizionali tatuaggi semipermanenti usati come riferimento per il centraggio dei fasci radianti. Per il paziente, significa eliminare i segni grafici che potrebbero rappresentare un promemoria costante della malattia, rispettando la sua immagine corporea ed evitando una procedura che può essere percepita come invasiva dai pazienti.</p>



<p>Inoltre, l’estrema precisione e l’intuitività del tracciamento semplificano le manovre di correzione, riducendo i tempi tecnici di preparazione di ogni singola seduta e accelerando l’avvio del trattamento<s>.</s></p>



<p><strong>L’Intelligenza Artificiale per la preparazione del piano terapeutico</strong></p>



<p>L’altra nuova dotazione della Radioterapia di Vicenza è un software di Intelligenza Artificiale (AI) dedicato alla identificazione dei volumi da trattare e degli organi da rispettare, che agevola in modo significativo l’attività degli specialisti in questa delicata fase preparatoria.</p>



<p>Fino a oggi i medici, utilizzando le immagini acquisite mediante TAC, dovevano tracciare manualmente i contorni della zona da trattare, mentre con il nuovo programma l’AI supporta lo specialista elaborando le immagini radiologiche di centramento in pochi minuti, individuando il bersaglio. Un procedimento che prima richiedeva dalle 3 alle 4 ore di lavoro manuale per lo specialista, oggi viene completato in pochi <s>3 </s>minuti con una precisione millimetrica.</p>



<p>Questo aiuto si rivela fondamentale soprattutto per lesioni situate in zone anatomiche complesse.</p>



<p>Il software permette inoltre di integrare la TC con altri esami (come la risonanza magnetica o la PET) per visualizzare dettagli altrimenti invisibili.</p>



<p><strong>I commenti</strong></p>



<p>«L’intelligenza artificiale &#8211; spiega la dott.ssa Cristina Baiocchi, Direttrice dell’U.O.C. Radioterapia dell&#8217;Ospedale San Bortolo di Vicenza &#8211; garantisce la massima precisione e standard qualitativi uniformemente elevati per tutti i pazienti, riducendo il rischio di errore e innalzando i livelli di sicurezza delle cure. In pochi minuti riusciamo a definire il piano terapeutico, il che significa per il medico avere più tempo da dedicare ai pazienti, che è una cosa fondamentale nel nostro lavoro. Il medico ovviamente mantiene il controllo completo della procedura, verificando la validità dei contorni anatomici proposti dall’AI, ma il supporto del software accorcia i tempi e aumenta la precisione, soprattutto quando si tratta di considerare zone molto piccole o dove l’immagine non è molto nitida, perché in quel caso l’esperienza dell’AI che racchiude in sé decine di migliaia di immagini diagnostiche è fondamentale».</p>



<p>«Si conferma lo status di eccellenza della Radioterapia di Vicenza &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs -. Come è stato illustrato, i benefici di questi nuovi sistemi sono molteplici, ma anche se parliamo di intelligenza artificiale, il focus è sempre e comunque la persona, ciò che ne deriva di positivo per i pazienti: maggiore efficacia e sicurezza nelle terapie, la possibilità di rimuovere dopo la guarigione anche i segni esteriori superficiali del percorso di cura attraversato e non da ultimo la possibilità per i nostri medici di dedicarsi maggiormente al dialogo e ascolto con i pazienti, che è un aspetto sempre fondamentale in qualsiasi percorso di cura. A nome dell’Azienda, ma anche di tutti i pazienti che si trovano e si troveranno a intraprendere un percorso di radioterapia nel nostro ospedale, ringrazio dunque la Fondazione San Bortolo per questo prezioso contributo».</p>



<p>Il presidente Franco Scanagatta spiega così il sostegno fornito dalla Fondazione San Bortolo: «Abbiamo percepito l’assoluta importanza di attuare questi due progetti negli interessi dei malati, ma anche per supportare i medici e gli infermieri, che svolgono un compito delicatissimo all’interno della Radioterapia».</p>



<p></p>
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		<title>Una valvola del cuore riparata e una sostituita in un solo intervento</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[riparata]]></category>
		<category><![CDATA[sanità Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[valvola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una seduta operatoria durata meno di due ore, l&#8217;équipe cardiologica di Mirano (Venezia) ha compiuto sul cuore di un paziente un intervento a due valvole, primo nel suo genere in Italia, realizzato senza l&#8217;utilizzo di mezzo di contrasto.Il paziente,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con una seduta operatoria durata meno di due ore, l&#8217;équipe cardiologica di Mirano (Venezia) ha compiuto sul cuore di un paziente un intervento a due valvole, primo nel suo genere in Italia, realizzato senza l&#8217;utilizzo di mezzo di contrasto.<br>Il paziente, 82 anni, residente nel territorio dell&#8217;Ulss 3 Serenissima, era affetto da un&#8217;insufficienza tricuspidalica torrenziale.Su questo paziente non risultavano praticabili le terapie chirurgiche tradizionali, ossia la riparazione della valvola in cardiochirurgia percutanea. Così, con il parere di emodinamisti e cardiochirurghi, si è optato per l&#8217;intervento innovativo, la sostituzione della valvola per via percutanea. Praticato un foro di pochi millimetri in una vena all&#8217;altezza dell&#8217;inguine, con sottili cateteri fino al cuore è stata raggiunta la valvola tricuspide, il cui diametro è superiore ai 5 centimetri, che è stata sostituita con una nuova&#8221;.<br>Ma nella stessa seduta operatoria l&#8217;équipe del dottor Saccà ha proceduto anche alla riparazione di un&#8217;altra delle valvole interne: &#8220;Risultava necessario intervenire sulla valvola mitrale &#8211; spiega &#8211; virata nell&#8217;ultimo mese a una grave insufficienza, ed abbiamo quindi proceduto a una riparazione percutanea &#8216;edge to edge&#8217;, cioè con la sutura diretta dei due lembi mitralici, per ridurne l&#8217;eccessiva apertura e garantirne il corretto funzionamento&#8221;.<br>L&#8217;équipe di Emodinamica di Mirano ogni anno gestisce oltre 3.000 ricoveri, effettua 2.000 interventi di cardiologia interventistica ed elettrofisiologia, oltre agli esami di diagnostica invasiva e oltre alle 26mila prestazioni ambulatoriali. L&#8217;intervento è stato eseguito dall&#8217;équipe di Saccà nelle sale dell&#8217;Ospedale di Mestre, con stand by della Cardiochirurgia dell&#8217;Angelo diretta da Domenico Mangino, e con la collaborazione preoperatoria del direttore della Radiologia di Mirano, Giuseppe Tropeano. ANSA VENETO</p>
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		<title>Caldo in arrivo, l’Ulss 8 attiva il piano anti-afa: assistenza potenziata per anziani e persone fragili</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della prima vera ondata di caldo dell’estate, l’Ulss 8 Berica ha attivato il piano anti-caldo per tutelare le persone più vulnerabili, in particolare anziani, malati cronici e cittadini in condizioni di fragilità socio-sanitaria. Dopo settimane caratterizzate da un’alternanza<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Con l’arrivo della prima vera ondata di caldo dell’estate, l’Ulss 8 Berica ha attivato il piano anti-caldo per tutelare le persone più vulnerabili, in particolare anziani, malati cronici e cittadini in condizioni di fragilità socio-sanitaria.</p>



<p>Dopo settimane caratterizzate da un’alternanza tra giornate afose, piogge e temperature più fresche, le previsioni indicano infatti l’arrivo di un periodo di caldo intenso che potrebbe provocare disagi e problemi di salute soprattutto nelle categorie più a rischio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una rete di assistenza attiva su tutto il territorio</h3>



<p>Il piano è stato predisposto con la collaborazione del Dipartimento di Prevenzione, delle Unità operative Disabilità e Non Autosufficienza e Cure Primarie dell’azienda sanitaria e prevede, come ogni anno, il potenziamento dell’assistenza territoriale e una stretta collaborazione tra servizi sanitari, medici di famiglia, pronto soccorso e amministrazioni comunali.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel programma regionale anti-caldo coordinato dalla Regione Veneto. Arpav monitora quotidianamente l’andamento meteorologico attraverso bollettini che integrano le previsioni del tempo con i dati relativi all’ozono, alla qualità dell’aria e all’indice di disagio fisico. In caso di previsione di disagio climatico prolungato, il Centro Funzionale Decentrato della Regione attiva l’allerta verso le aziende sanitarie.</p>



<p>Quando scatta l’allarme, l’Ulss 8 trasmette immediatamente le informazioni ai pronto soccorso, alle centrali operative territoriali, ai servizi di assistenza domiciliare integrata, ai medici di continuità assistenziale, ai distretti sanitari, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, alle strutture residenziali per anziani e ai Comuni, affinché possano attivare interventi a favore delle persone più esposte ai rischi del caldo.</p>



<p>Su richiesta del medico di famiglia sarà inoltre possibile attivare l’Assistenza Domiciliare Integrata o, nei casi necessari, l’inserimento temporaneo in strutture residenziali extraospedaliere per chi non può più essere assistito adeguatamente a casa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando chiamare il 118 e i numeri utili</h3>



<p>L’Ulss 8 ricorda che il 118 e il pronto soccorso devono essere utilizzati esclusivamente in situazioni di emergenza, come svenimenti, emorragie, forti dolori al petto, incidenti stradali, cadute dall’alto o altri eventi che possano mettere in pericolo la vita.</p>



<p>Per tutti gli altri problemi sanitari il primo riferimento resta il proprio medico di medicina generale. In alternativa è disponibile il numero unico <strong>116117</strong>, che orienta il cittadino verso il servizio più appropriato e può attivare, se necessario, anche servizi territoriali e assistenza domiciliare. Lo stesso numero permette di contattare la continuità assistenziale negli orari in cui il medico di famiglia non è in servizio.</p>



<p>Rimane inoltre attivo il numero verde regionale <strong>800 535535</strong>, istituito dalla Regione Veneto insieme al servizio di telesoccorso e telecontrollo per facilitare l’accesso alle informazioni e agli aiuti presenti sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sintomi da non sottovalutare</h3>



<p>L’esposizione al caldo può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea. I primi segnali di sofferenza possono essere affaticamento, perdita dell’appetito, insonnia, capogiri, svenimenti, crampi muscolari e palpitazioni.</p>



<p>Nei casi più gravi possono comparire febbre elevata, pelle calda e arrossata, stato confusionale, difficoltà respiratorie, nausea, vomito, mal di testa, ronzii alle orecchie e riduzione della diuresi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I consigli per affrontare le alte temperature</h3>



<p>L’Ulss raccomanda di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 18, e di limitare l’esposizione diretta al sole. È sconsigliata anche l’attività fisica intensa nelle ore centrali del giorno.</p>



<p>Per difendersi dal caldo è consigliabile restare negli ambienti più freschi della casa, utilizzare ventilatori o condizionatori senza creare eccessivi sbalzi termici, indossare abiti leggeri in fibre naturali, bere molta acqua ed evitare bevande alcoliche.</p>



<p>Particolare attenzione va prestata anche all’alimentazione, privilegiando pasti leggeri, frutta e verdura e limitando cibi grassi o particolarmente elaborati.</p>



<p>Le persone che assumono farmaci non devono modificare autonomamente le terapie e devono consultare il proprio medico per qualsiasi dubbio. È inoltre importante conservare correttamente i medicinali, proteggendoli dal calore e dall’esposizione diretta al sole.</p>



<p>L’Ulss richiama infine l’attenzione verso le categorie più fragili: anziani, persone allettate, bambini piccoli e animali domestici necessitano di controlli e attenzioni particolari durante le giornate più calde, affinché possano affrontare l’estate in sicurezza.</p>



<p></p>
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		<title>A Padova 100 trapianti di rene in 5 mesi. Stefani: “Un’eccellenza che rende orgoglioso il Veneto”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VENEZIA, 28 MAGGIO &#8211; &#8220;Il raggiungimento di cento trapianti di rene nei primi cinque mesi del 2026 rappresenta un risultato importante che conferma ancora una volta il ruolo di eccellenza nazionale e internazionale dell’Azienda Ospedale Università di Padova e del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td>VENEZIA, 28 MAGGIO &#8211; &#8220;Il raggiungimento di cento trapianti di rene nei primi cinque mesi del 2026 rappresenta un risultato importante che conferma ancora una volta il ruolo di eccellenza nazionale e internazionale dell’Azienda Ospedale Università di Padova e del Centro Trapianti Rene e Pancreas diretto dalla prof.ssa Lucrezia Furian. Questo traguardo è motivo di orgoglio per tutto il Veneto e conferma il valore di una sanità che continua a distinguersi per competenza e capacità di innovazione”.Così il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, esprime le proprie congratulazioni per il nuovo traguardo raggiunto dal Centro padovano, già primo in Italia nel 2025 con 224 interventi eseguiti.&#8221;Dietro questi numeri – prosegue il presidente – ci sono competenze mediche e scientifiche di altissimo livello, capacità organizzativa, lavoro di squadra e soprattutto una straordinaria attenzione verso i pazienti e le loro famiglie. Padova dimostra come il Veneto sappia investire con visione nella sanità pubblica, nella ricerca e nell’innovazione. Un sincero ringraziamento alla prof.ssa Lucrezia Furian, al Direttore Generale Paolo Fortuna, a tutti i professionisti sanitari, ai ricercatori e agli operatori coinvolti in questo percorso di eccellenza&#8221;.  </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Concentrazione di ozono elevata a Vicenza: invito alla cautela nelle ore più calde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:12:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Superata la soglia di informazione nella centralina di Quartiere Italia. L&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente raccomanda a anziani, bambini e soggetti fragili di evitare le attività all&#8217;aperto dalle 10 alle 18. VICENZA – Le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni, caratterizzate da un&#8217;ondata di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h3 class="wp-block-heading">Superata la soglia di informazione nella centralina di Quartiere Italia. L&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente raccomanda a anziani, bambini e soggetti fragili di evitare le attività all&#8217;aperto dalle 10 alle 18.</h3>



<p><strong>VICENZA</strong> – Le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni, caratterizzate da un&#8217;ondata di caldo con temperature massime che hanno superato i 30 gradi, hanno favorito un sensibile innalzamento delle concentrazioni di ozono nell&#8217;aria.</p>



<p>A Vicenza, la centralina di monitoraggio situata nel <strong>Quartiere Italia</strong> ha già registrato un primo superamento della soglia di informazione, fissata a 180 $\mu\text{g/m}^3$.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le raccomandazioni dell&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente</h3>



<p>In via precauzionale, e in previsione di un possibile aggravamento dell&#8217;inquinamento da ozono, l&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente del Comune di Vicenza richiama l&#8217;attenzione della cittadinanza sulle cautele da adottare.</p>



<p>Il consiglio di <strong>evitare prolungate esposizioni all&#8217;aperto</strong>, specialmente nella fascia oraria più calda della giornata (<strong>indicativamente dalle ore 10:00 alle ore 18:00</strong>), è rivolto in particolar modo ai soggetti più vulnerabili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Anziani e bambini</li>



<li>Donne in gravidanza</li>



<li>Persone affette da patologie respiratorie, polmonari e cardiache</li>



<li>Chiunque svolga attività lavorativa o fisica intensa all&#8217;aperto</li>
</ul>



<p>Per queste categorie di cittadini si raccomanda inoltre di ridurre al minimo lo svolgimento di attività fisiche affaticanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come monitorare i dati in tempo reale</h3>



<p>Per seguire l&#8217;evoluzione dei livelli di ozono durante il periodo estivo, i cittadini possono consultare i dati in diretta e i bollettini di previsione aggiornati quotidianamente dall&#8217;ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) nelle sezioni dedicate: <em>Previsione Ozono</em> e <em>Qualità dell&#8217;aria &#8211; Dati in diretta</em>.</p>



<p>Tutte le informazioni di dettaglio e le linee guida complete sulle cautele da adottare sono disponibili sul sito istituzionale del Comune al link: <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.comune.vicenza.it/Novita/Avvisi/Cautele-da-adottare-contro-l-ozono-estivo">Comune di Vicenza &#8211; Cautele ozono estivo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Verso la nuova Casa della Comunità di Valdagno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[casa della comunità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Valdagno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VALDAGNO, 26 MAGGIO &#8211; Entrerà a regime alla fine di giugno e segnerà una svolta nel modello organizzativo dei servizi sanitari e socio-sanitari nell’alta Valle dell’Agno: è la nuova Casa della Comunità di Valdagno, ospitata presso il vecchio ospedale e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<p>VALDAGNO, 26 MAGGIO &#8211; Entrerà a regime alla fine di giugno e segnerà una svolta nel modello organizzativo dei servizi sanitari e socio-sanitari nell’alta Valle dell’Agno: è la nuova Casa della Comunità di Valdagno, ospitata presso il vecchio ospedale e frutto di un investimento di circa 4,7 milioni di euro, di cui 4 milioni tramite fondi PNRR.</p>



<p>Per spiegare in anteprima le caratteristiche e i servizi della struttura, si è svolto ieri presso il municipio di Valdagno un incontro tra l’Azienda socio-sanitaria &#8211; rappresentata dal Direttore Generale Peter Assembergs e dal Direttore dei Servizi Socio-Sanitari Achille Di Falco &#8211; e i Sindaci e Assessori dei Comuni del territorio.</p>



<p>La nuova struttura si svilupperà al piano terra e primo piano della porzione di edificio che un tempo ospitava la facciata principale del vecchio ospedale, oltre ad un piano interrato dedicato ai locali di servizio. Nell’ambito dei lavori, è stato sottolineato, di particolare rilievo è stato l’intervento antisismico condotto su tutto l’edificio, che consentirà così di poter contare nel territorio di Valdagno su una struttura sanitaria conforme ai più moderni standard di sicurezza in caso di terremoto.</p>



<p>Il focus dell’incontro, comunque, più che sugli aspetti strutturali si è concentrato sui servizi e i percorsi per i cittadini. La nuova Casa della Comunità di Valdagno offrirà tutti i servizi previsti da questo innovativo format, a partire dal Punto Unico di Accesso (PUA), che vedrà una gestione in stretta collaborazione tra l’Azienda socio-sanitaria (per le figure amministrative e infermieristiche) e le Amministrazioni Comunali (per gli assistenti sociali) e consentirà una presa in carico completa e personalizzata dei bisogni del cittadino.</p>



<p>Di rilievo sarà anche il ruolo del futuro Infermiere di Famiglia, una figura innovativa per la quale l’ULSS 8 Berica metterà a disposizione dei professionisti specificamente formati attraverso il Master in Infermiere di Famiglia e Comunità organizzato nella sede di Vicenza dall’Università di Verona proprio in collaborazione con l’Ulss 8 Berica.</p>



<p>Il tutto con una particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti cronici con patologie cardiovascolari, pneumologiche e neurologiche o affetti da diabete, garantendo così a queste categorie di malati percorsi assistenziali più efficaci nel prevenire eventuali acutizzazioni, più accessibili in quanto vicino a casa e più appropriati, evitando ospedalizzazioni non necessarie.</p>



<p>Proprio su questi aspetti ha richiamo l’attenzione il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs, evidenziando quello che sarà il vero valore aggiunto per la popolazione: «A Valdagno esisteva già un’offerta specialistica significativa, ma gli elementi di novità riguardano sia il modello organizzativo sia le risorse messe in campo. Nel corso degli anni progressivamente ospedale e territorio si erano allontanati, mentre le Case della Comunità fungeranno da cerniera di collegamento, portando gli specialisti ospedalieri a lavorare nel territorio e con il territorio, fianco a fianco con le cure primarie. Perché il tema non è semplicemente offrire delle visite in una sede differente rispetto all’ospedale, ma garantire l’integrazione e la continuità della presa in carico, prevenendo forme di riacutizzazione e ricoveri inappropriati. Per raggiungere questo obiettivo, ed è il secondo aspetto, andremo a potenziare in modo importante le dotazioni di professionisti della sanità che operano nel territorio e per il territorio, incrementando le dotazioni di medici, infermieri e altre figure. Perché le Care della Comunità non sono solo un nuovo modello organizzativo, ma sono un’operazione di sostanza».</p>



<p>Il tutto in un contesto demografico e sociale delicato, come ha sottolineato il sindaco di Valdagno Maurizio Zordan: «Sicuramente l’invecchiamento della popolazione sta portando ad una crescita dei bisogni assistenziali e anche in questa prospettiva la nuova Casa della Comunità promette di essere una risorsa importante. Il nostro territorio è da sempre particolarmente sensibile al tema della sanità e come Amministrazione seguiremo con particolare attenzione questo passaggio, anche lavorando insieme all’ULSS 8 Berica, con l&#8217;obiettivo di garantire servizi accessibili, efficienti e di qualità ai cittadini dell&#8217;intera area e affinché i cittadini siano informati e comprendano i cambiamenti e i nuovi percorsi introdotti con la nuova Casa della Comunità».</p>
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		<item>
		<title>Santorso, primo intervento in Veneto con impianto combinato di iride e cristallino artificiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 13:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importante traguardo medico all’ospedale di Santorso, dove per la prima volta in Veneto è stato eseguito con successo un intervento chirurgico per l’impianto combinato di iride artificiale e cristallino artificiale. L’operazione è stata effettuata dall’équipe guidata dal dottor Antonio Toso,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Importante traguardo medico all’ospedale di Santorso, dove per la prima volta in Veneto è stato eseguito con successo un intervento chirurgico per l’impianto combinato di iride artificiale e cristallino artificiale.</p>



<p>L’operazione è stata effettuata dall’équipe guidata dal dottor Antonio Toso, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’ospedale Alto Vicentino, su un paziente residente nel territorio dell’ULSS 7 Pedemontana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Grave trauma all’occhio e vista compromessa</h3>



<p>Il paziente aveva riportato quattro anni fa un grave trauma all’occhio sinistro, con la perdita del cristallino e un importante danno all’iride, che aveva provocato una forte compromissione della capacità visiva.</p>



<p>L’intervento ha permesso di ricostruire la funzionalità dell’occhio attraverso una tecnica altamente specialistica disponibile soltanto in pochi centri in Italia e in Europa.</p>



<p>La procedura richiede infatti un’elevata precisione chirurgica: i due impianti devono essere collegati tra loro tramite microsuture realizzate con fili sottilissimi, dello spessore di un capello. Successivamente vengono posizionati all’interno del bulbo oculare e fissati stabilmente mediante particolari ancore interne, il tutto attraverso un’incisione di appena 6,5 millimetri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Intervento durato due ore</h3>



<p>L’operazione, svolta in anestesia generale, è durata circa due ore.</p>



<p>«Di fatto siamo andati a ricostruire il bulbo oculare e a ripristinare la funzionalità della pupilla», ha spiegato il dottor Toso, ricordando come l’iride regoli il passaggio della luce attraverso la pupilla mentre il cristallino mette a fuoco le immagini sulla retina.</p>



<p>Il medico ha sottolineato che senza cristallino e iride la vista risultava gravemente compromessa e che grazie all’intervento il paziente potrà ottenere un significativo recupero visivo. Importante anche il risultato estetico e psicologico, dato che l’occhio ha riacquistato un aspetto del tutto normale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Conferma dell’eccellenza dell’Oculistica di Santorso”</h3>



<p>Sull’intervento è intervenuto anche il direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, che ha evidenziato il valore clinico e tecnologico dell’operazione.</p>



<p>«Questo intervento rappresenta una conferma della qualità dell’Oculistica dell’ospedale di Santorso e dell’offerta sanitaria dell’Ulss 7 più in generale», ha dichiarato, congratulandosi con il dottor Toso e con tutta l’équipe per il risultato raggiunto.</p>
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		<item>
		<title>Barbecue e caldo estivo: gli errori da evitare per cucinare in sicurezza ed evitare sostanze tossiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 09:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo delle prime giornate di caldo intenso, cresce la voglia di grigliate all’aperto, un’abitudine sempre più diffusa durante la stagione estiva. Tuttavia, alcune pratiche comuni durante la cottura alla brace possono comportare rischi per la salute, legati alla formazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Con l’arrivo delle prime giornate di caldo intenso, cresce la voglia di grigliate all’aperto, un’abitudine sempre più diffusa durante la stagione estiva. Tuttavia, alcune pratiche comuni durante la cottura alla brace possono comportare rischi per la salute, legati alla formazione di sostanze nocive e alla contaminazione degli alimenti.</p>



<p>Uno dei principali problemi riguarda il contatto diretto tra grasso e fiamma. Quando il grasso della carne cade sulle braci incandescenti, si genera del fumo che risale e si deposita sugli alimenti. In questo processo si possono formare <strong>composti potenzialmente tossici</strong> che finiscono sulla superficie della carne. Per ridurre il rischio, è consigliabile eliminare il grasso in eccesso prima della cottura e, quando possibile, utilizzare barbecue progettati in modo da evitare che il grasso coli direttamente sulla fonte di calore.</p>



<p>Un altro aspetto critico è il contatto diretto tra fiamma e cibo. La presenza di fiammate durante la cottura può portare alla formazione di uno strato superficiale sulla carne considerato non salutare. Per prevenire questo fenomeno è importante mantenere una distanza adeguata tra alimento e brace: le indicazioni tecniche suggeriscono che la griglia dovrebbe essere posizionata a una distanza sufficiente dalle braci per evitare il contatto diretto con le fiamme. Nei modelli dotati di coperchio, l’utilizzo dello stesso aiuta a stabilizzare la temperatura e a limitare la formazione di fiammate.</p>



<p>Particolare attenzione va posta anche al tipo di combustibile utilizzato. Il carbone più adatto è quello purificato, che produce meno fumo e contiene meno residui. L’utilizzo di legna non idonea, soprattutto se trattata o verniciata, è sconsigliato perché può rilasciare sostanze chimiche durante la combustione che rischiano di trasferirsi agli alimenti.</p>



<p>Anche gli accendifuoco richiedono attenzione: sia solidi che liquidi o in gel devono essere completamente consumati prima di iniziare la cottura, per evitare contaminazioni del cibo.</p>



<p>Infine, un errore frequente riguarda la gestione degli utensili e delle superfici di lavoro. L’uso degli stessi strumenti per carne cruda e cotta o lo stesso piatto per entrambe le fasi può favorire la contaminazione incrociata. È quindi fondamentale separare sempre gli strumenti utilizzati per gli alimenti crudi da quelli destinati al cibo già cotto, riducendo il rischio di intossicazioni alimentari dovute alla presenza di batteri o virus.</p>



<p>La corretta gestione della grigliata, quindi, non riguarda solo il gusto ma anche la sicurezza alimentare, soprattutto nei periodi di caldo intenso in cui le abitudini all’aperto diventano più frequenti.</p>
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		<title>Gonorrea e sifilide ai massimi storici in Europa: record di contagi, allarme degli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo allarme sanitario in Europa per le infezioni sessualmente trasmissibili. Secondo quanto riportato dalla BBC, gonorrea e sifilide hanno raggiunto nel 2024 i livelli più alti degli ultimi dieci anni, con numeri record che preoccupano le autorità sanitarie europee. I<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Nuovo allarme sanitario in Europa per le infezioni sessualmente trasmissibili. Secondo quanto riportato dalla BBC, gonorrea e sifilide hanno raggiunto nel 2024 i livelli più alti degli ultimi dieci anni, con numeri record che preoccupano le autorità sanitarie europee.</p>



<p>I dati arrivano dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, European Centre for Disease Prevention and Control, che parla di una crescita costante delle infezioni e di “crescenti lacune nei test e nella prevenzione”.</p>



<p>La gonorrea ha registrato 106.331 casi nel 2024, con un aumento del 303% rispetto al 2015. Anche la sifilide è in forte crescita: i casi confermati sono saliti a 45.557, più del doppio rispetto a dieci anni fa.</p>



<p>Secondo l’ECDC, queste malattie possono provocare conseguenze molto serie se non curate. Tra le complicazioni segnalate ci sono infertilità, dolore cronico e, nel caso della sifilide, problemi neurologici e cardiovascolari.</p>



<p>Bruno Ciancio, responsabile dell’unità Malattie Trasmissibili e Vaccinabili dell’ECDC, ha spiegato che preoccupa soprattutto l’aumento dei casi di sifilide congenita, trasmessa dalla madre al neonato durante la gravidanza. Tra il 2023 e il 2024 i casi sarebbero quasi raddoppiati.</p>



<p>L’agenzia sanitaria europea invita quindi a rafforzare prevenzione e controlli: utilizzo del preservativo, test frequenti e diagnosi precoce restano gli strumenti principali per limitare la diffusione delle infezioni.</p>



<p>La Spagna è risultata il Paese europeo con il maggior numero di casi segnalati: 37.169 infezioni da gonorrea e 11.556 da sifilide nel solo 2024.</p>



<p>L’ECDC evidenzia inoltre che gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini restano il gruppo maggiormente colpito, ma cresce anche il numero di casi tra donne eterosessuali in età fertile.</p>



<p>La clamidia continua invece a essere l’infezione batterica sessualmente trasmissibile più diffusa in Europa, con 213.443 casi registrati nel 2024, anche se in lieve calo (-6%) rispetto al 2015.</p>



<p>Anche il Regno Unito, pur non partecipando più alla ricerca europea dopo la Brexit, segnala numeri elevati. Secondo i dati dell’agenzia sanitaria britannica, nel 2024 in Inghilterra sono stati registrati 71.802 casi di gonorrea, 9.535 di sifilide e 168.889 di clamidia.</p>



<p>Proprio il Regno Unito nel 2025 ha avviato la prima campagna vaccinale al mondo contro la gonorrea, dopo il record di oltre 85 mila casi registrato nel 2023.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sintomi da non sottovalutare</h3>



<p>La gonorrea può causare dolore, perdite anomale e infiammazioni dei genitali, anche se in molti casi non presenta sintomi evidenti.</p>



<p>La sifilide invece può manifestarsi con ulcere nella zona genitale o della bocca, eruzioni cutanee, perdita di capelli e sintomi simili all’influenza. In entrambe le malattie i sintomi possono comparire e scomparire nel tempo, rendendo più difficile una diagnosi immediata.</p>



<p>Secondo il sistema sanitario britannico, National Health Service, entrambe le infezioni possono essere prevenute con l’uso corretto del preservativo e curate efficacemente con antibiotici, soprattutto se diagnosticate in fase precoce.</p>
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		<title>Verso la nuova Casa della Comunità di Sandrigo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 13:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[nuova casa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SANDRIGO, 20 MAGGIO &#8211; La Direzione dell’ULSS 8 Berica prosegue il percorso di incontri con le amministrazioni locali per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori e i servizi delle nuove Case della Comunità, nell’imminenza della loro attivazione. Si è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>SANDRIGO, 20 MAGGIO &#8211; La Direzione dell’ULSS 8 Berica prosegue il percorso di incontri con le amministrazioni locali per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori e i servizi delle nuove Case della Comunità, nell’imminenza della loro attivazione.</p>



<p>Si è svolto infatti ieri, presso il municipio di Sandrigo, l’incontro tra l’Azienda socio-sanitaria &#8211; rappresentata dal Direttore Generale Peter Assembergs e dal Direttore dei Servizi Socio-Sanitari Achille Di Falco &#8211; e i Sindaci e Assessori dei Comuni del territorio, dedicato appunto alla Casa della Comunità che sta sorgendo in piazza Zanella, all’interno della struttura che già ospita il Centro sanitario polifunzionale e l’Ospedale di Comunità.</p>



<p>Più in dettaglio, la nuova Casa della Comunità troverà collocazione nell’ala ovest, dove un tempo era collocato il Suem 118. Si svilupperà su due piani, per un totale di 1.188 mq. Un’ampia superficie che consentirà di allestire 14 ambulatori e ospitare in parallelo tutti i servizi che caratterizzano il format delle Case della Comunità. Il tutto con un investimento complessivo di 2,8 milioni di euro.</p>



<p>Un particolare focus durante l’incontro è stato dedicato proprio agli elementi di novità salienti che saranno introdotti nell’offerta assistenziale grazie alla nuova struttura.</p>



<p>Un primo aspetto innovativo sarà il Punto Unico di Accesso (PUA), che vedrà una gestione in stretta collaborazione tra l’Azienda socio-sanitari (per le figure amministrative e infermieristiche) e le Amministrazioni Comunali (per gli assistenti sociali) e consentirà una presa in carico completa e personalizzata dei bisogni del cittadino.</p>



<p>Di rilievo sarà anche il ruolo del futuro Infermiere di Famiglia, una figura innovativa per la quale l’ULSS 8 Berica metterà a disposizione dei professionisti specificamente formati attraverso il Master in Infermiere di Famiglia e Comunità organizzato nella sede di Vicenza dall’Università di Verona proprio in collaborazione con l’Ulss 8 Berica.</p>



<p>Il tutto con una particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti cronici con patologie cardiovascolari, pneumologiche e neurologiche o affetti da diabete, garantendo così a queste categorie di malati percorsi assistenziali più efficaci nel prevenire eventuali acutizzazioni, più accessibili in quanto vicino a casa e più appropriati, evitando ospedalizzazioni non necessarie.</p>



<p>«Stiamo proseguendo il nostro ciclo di incontri con i Sindaci e gli Assessori, con l’obiettivo di entrare nel merito di quella che sarà la futura offerta territoriale che andrà a definirsi con le Case della Comunità &#8211; commenta il <strong>Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs</strong> -. Anche per quella di Sandrigo organizzeremo un open day per la popolazione nell’imminenza della sua apertura, perché è fondamentale che i cittadini conoscano quelli che saranno i futuri percorsi di presa in carico».</p>



<p><br>«Sandrigo &#8211; commenta il <strong>Sindaco Marica Rigon</strong> &#8211; si conferma un polo centrale per la salute, offrendo servizi socio-sanitari a oltre 50.000 utenti. Questo progetto restituisce finalmente la fondamentale dimensione della territorialità nella cura: curarsi non significa solo andare in ospedale, ma trovare risposte vicino a casa valorizzando e mantenendo così la prossimità assistenziale. Grazie a questa struttura, i cittadini potranno usufruire attraverso il punto unico di accesso (PUA) orientamento e continuità assistenziale oltre a innovativi servizi socio-sanitari ottenendo risposte concrete ai bisogni di cura. Ringrazio la Direzione Sanitaria per l’impegno e la proficua collaborazione profusi».</p>
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		<title>Ospedale San Bassiano, primi trapianti di cornea con tecnica ultra-mininvasiva: eseguiti 4 interventi con DMEK</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’Ospedale San Bassiano sono stati eseguiti con successo, nei giorni scorsi, i primi trapianti dell’endotelio corneale mediante una tecnica ultra-mininvasiva, segnando un importante avanzamento nella chirurgia oculistica. Si tratta di quattro interventi realizzati con metodica DMEK (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty),<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>All’Ospedale San Bassiano sono stati eseguiti con successo, nei giorni scorsi, i primi trapianti dell’endotelio corneale mediante una tecnica ultra-mininvasiva, segnando un importante avanzamento nella chirurgia oculistica. Si tratta di quattro interventi realizzati con metodica DMEK (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty), utilizzata solo in pochi centri altamente selezionati, che consente un recupero più rapido e una minore probabilità di rigetto.</p>



<p>La procedura rappresenta un’evoluzione significativa nel trattamento delle patologie dell’endotelio corneale, lo strato più interno della cornea. Come spiegato dal dott. Pietro Viola, direttore dell’U.O.C. di Oculistica dell’ospedale e tra i maggiori esperti nazionali della tecnica con oltre 500 interventi all’attivo, la DMEK permette di sostituire esclusivamente il tessuto malato. Il trapianto riguarda infatti uno strato di cellule dello spessore di circa 15 micron, pari a 15 millesimi di millimetro, preservando le restanti strutture sane della cornea.</p>



<p>Secondo Viola, questo approccio richiede una formazione altamente specialistica e grande precisione, ma offre vantaggi rilevanti: recupero visivo più rapido, migliore qualità della visione finale e riduzione significativa del rischio di rigetto, grazie alla minima quantità di tessuto trapiantato.</p>



<p>L’introduzione della tecnica conferma il livello di eccellenza della chirurgia oculistica del San Bassiano. Il reparto si inserisce in una tradizione consolidata, che negli anni ha visto la presenza di figure di rilievo nazionale come il prof. Ferraris De Gaspare, il dott. Toso, il dott. Galan, il dott. Altafini e la dott.ssa Morselli, contribuendo alla crescita della scuola oculistica bassanese e al suo riconoscimento a livello regionale e nazionale.</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, che ha sottolineato come l’introduzione di questa metodica rappresenti un valore aggiunto sia per i pazienti direttamente trattati sia per l’intera attività oculistica dell’ospedale. Fondamentale, in questo contesto, anche la collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, inserita nella rete regionale delle eccellenze.</p>



<p>Il dott. Antonio Di Caprio, direttore sanitario dell’ULSS 7 Pedemontana, ha spiegato che l’intervento dura circa 15-20 minuti, viene eseguito in regime di day hospital con paziente sedato ma vigile, e consente la dimissione già nella stessa giornata. I tempi di recupero variano tra i 10 e i 30 giorni. La tecnica è indicata per pazienti affetti da patologie dell’endotelio corneale, come la distrofia di Fuchs, che compromette progressivamente la vista in entrambi gli occhi.</p>



<p>L’endotelio corneale svolge un ruolo essenziale nel mantenere la trasparenza della cornea, regolando i liquidi e impedendo il gonfiore del tessuto. Quando è compromesso, la visione diventa progressivamente offuscata, spesso descritta come quella attraverso un vetro satinato, con peggioramento al mattino. Se non trattata, la patologia può evolvere fino alla cecità e colpisce prevalentemente persone oltre i 50 anni, con maggiore incidenza tra i 65 e gli 80.</p>



<p>L’innovazione non si ferma ai trapianti corneali. Il dott. Viola ha annunciato futuri sviluppi, tra cui l’introduzione dell’impianto di endotelio artificiale per i casi più complessi e lo sviluppo di nuove tecniche di sutura più efficaci, oggetto anche di progetti scientifici con altri centri.</p>



<p>Parallelamente, il reparto sta potenziando anche la chirurgia vitreoretinica, affrontando patologie come il distacco di retina e le malattie maculari (pucker e fori maculari) con strumenti mini-invasivi di ultima generazione, con calibri fino a 0,4 mm. Questa tecnologia riduce il trauma oculare, accelera la guarigione, limita il dolore post-operatorio e diminuisce il rischio di complicanze, confermando l’orientamento del San Bassiano verso l’innovazione e l’eccellenza clinica nelle specialità oculistiche più avanzate.</p>
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		<title>Veneto allarme Hantavirus: quattro passeggeri del volo KLM transitati da Roma: coinvolta la nostra regione!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 11:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hantavirus, quattro passeggeri del volo KLM transitati da Roma: coinvolto anche il Veneto Quattro persone che si trovavano a bordo del volo KLM sul quale viaggiava una donna poi deceduta a causa dell’hantavirus sono transitate da Roma. A renderlo noto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Hantavirus, quattro passeggeri del volo KLM transitati da Roma: coinvolto anche il Veneto</p>



<p>Quattro persone che si trovavano a bordo del volo KLM sul quale viaggiava una donna poi deceduta a causa dell’hantavirus sono transitate da Roma. A renderlo noto è stato il Ministero della Salute italiano, che ha comunicato l’attivazione delle verifiche previste in casi di possibile esposizione a patogeni infettivi.</p>



<p>Secondo quanto emerso, le autorità sanitarie italiane sono state informate della presenza sul volo di alcuni passeggeri che, dopo l’arrivo in Europa, avrebbero proseguito il proprio viaggio passando anche per il territorio italiano. Tra le regioni interessate dalle attività di monitoraggio figura anche il Veneto.</p>



<p>Il Ministero ha precisato che la situazione è seguita con attenzione dalle strutture competenti, in raccordo con le autorità sanitarie regionali. L’obiettivo è ricostruire gli spostamenti delle persone coinvolte e valutare eventuali misure di sorveglianza sanitaria, come previsto dai protocolli.</p>



<p>L’hantavirus è un’infezione virale generalmente trasmessa all’uomo attraverso il contatto con escrementi, urine o saliva di roditori infetti. La trasmissione da persona a persona è considerata rara e dipende dal tipo di virus coinvolto. Per questo motivo, al momento, l’attenzione delle autorità è concentrata soprattutto sull’identificazione dei contatti e sulla valutazione del rischio effettivo.</p>



<p>Non risultano, al momento, indicazioni di allarme per la popolazione. Le autorità sanitarie invitano comunque a mantenere alta l’attenzione e a seguire eventuali comunicazioni ufficiali che dovessero essere diffuse nelle prossime ore.</p>



<p>Il caso resta sotto osservazione, mentre proseguono gli accertamenti sui passeggeri transitati in Italia e sui possibili collegamenti con il territorio veneto.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Ragazza parla solo con l’algoritmo: primo caso di dipendenza da intelligenza artificiale in cura al SerD</title>
		<link>https://www.tviweb.it/veneto-ragazza-parla-solo-con-lalgoritmo-primo-caso-di-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-in-cura-al-serd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una dipendenza che non nasce da sostanze, ma da una relazione digitale con un algoritmo. A Venezia una giovane donna di circa 20 anni è stata presa in carico dal Servizio per le Dipendenze (SerD) dell’Ulss 3 Serenissima per quello<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Una dipendenza che non nasce da sostanze, ma da una relazione digitale con un algoritmo. A Venezia una giovane donna di circa 20 anni è stata presa in carico dal Servizio per le Dipendenze (SerD) dell’Ulss 3 Serenissima per quello che viene descritto come il primo caso di “dipendenza comportamentale da intelligenza artificiale”.</p>



<p>La notizia è stata riportata da <em>Il Gazzettino</em>, che evidenzia come finora, nell’esperienza dei SerD, le dipendenze comportamentali fossero legate soprattutto a gioco d’azzardo, shopping compulsivo, uso di smartphone, social network o videogiochi. In questo caso, invece, il legame patologico riguarda un’interazione continuativa con un sistema di intelligenza artificiale, diventato per la paziente un punto di riferimento esclusivo.</p>



<p>A raccontare il fenomeno è la primaria del SerD, Laura Suardi, che parla di una situazione “come la punta di un iceberg” all’interno di un servizio storicamente associato alle tossicodipendenze. Secondo la specialista, il caso non rappresenta una sorpresa assoluta, ma l’evoluzione di fenomeni già osservati nelle dipendenze comportamentali.</p>



<p>Nel rapporto con l’intelligenza artificiale, spiega Suardi, si sviluppa un meccanismo particolare: “l’algoritmo, man mano che impara a conoscerti, sa dare risposte che corrispondono a quanto vorresti sentire, anche più di una persona reale, rafforzando progressivamente quella che sembra una relazione amicale”. Un processo che può diventare critico quando la tecnologia diventa “un unico orizzonte di riferimento”.</p>



<p>Il caso della giovane rientra in quella che viene definita una dipendenza comportamentale, non legata a sostanze ma a attività e relazioni digitali. Una condizione che, secondo gli operatori, si manifesta quando il rapporto con lo strumento tecnologico sostituisce progressivamente le relazioni reali.</p>



<p>Sul fronte terapeutico, la responsabile del SerD sottolinea che non è sufficiente imporre limiti all’uso dei dispositivi digitali. L’intervento richiede un approccio multidisciplinare: competenze psicologiche, psichiatriche e il coinvolgimento della famiglia, considerata centrale nel percorso di cura.</p>



<p>Il SerD dell’Ulss 3 veneziana segue circa quattromila pazienti, tra cui anche altri giovani con dipendenze legate all’uso di videogiochi e smartphone. Il nuovo caso apre quindi uno scenario inedito per i servizi territoriali, chiamati a confrontarsi con forme di dipendenza sempre più legate al mondo digitale e all’interazione con sistemi di intelligenza artificiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/veneto-ragazza-parla-solo-con-lalgoritmo-primo-caso-di-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-in-cura-al-serd/">Veneto &#8211; Ragazza parla solo con l’algoritmo: primo caso di dipendenza da intelligenza artificiale in cura al SerD</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera: quanto dovremmo preoccuparci?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:31:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un focolaio di hantavirus scoppiato a bordo di una nave da crociera con passeggeri provenienti da diversi Paesi sta spingendo le autorità sanitarie internazionali a un vasto lavoro di tracciamento dei contatti. La situazione viene definita seria, ma gli esperti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Un focolaio di hantavirus scoppiato a bordo di una nave da crociera con passeggeri provenienti da diversi Paesi sta spingendo le autorità sanitarie internazionali a un vasto lavoro di tracciamento dei contatti. La situazione viene definita seria, ma gli esperti ribadiscono che il rischio per la popolazione generale resta basso.</p>



<p>L’imbarcazione era partita dall’Argentina circa un mese fa e, nel corso del viaggio, tre passeggeri sono morti a bordo o dopo lo sbarco. Altre quattro persone sono state evacuate per ricevere cure mediche. Intanto, è in corso un’operazione internazionale per rintracciare tutti i passeggeri che hanno già fatto ritorno nei propri Paesi, tra cui Regno Unito, Sudafrica, Paesi Bassi, Stati Uniti e Svizzera.</p>



<p>Secondo l’ultimo aggiornamento sanitario, sono stati identificati otto casi complessivi tra le persone a bordo: tre confermati e cinque sospetti. Non è ancora chiaro quale sia stata l’origine dell’epidemia.</p>



<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che non si tratta di una minaccia paragonabile a Covid o influenza. “Non è l’inizio di una pandemia”, ha spiegato la dottoressa Maria Van Kerkhove, sottolineando che il virus si diffonde in modo molto diverso e meno efficiente rispetto a patogeni altamente contagiosi.</p>



<p>L’hantavirus, in generale, si trasmette dai roditori all’uomo attraverso l’inalazione di particelle contaminate presenti in urina, feci o saliva degli animali. Il ceppo coinvolto nell’epidemia, noto come ceppo andino, può in alcuni casi trasmettersi anche da persona a persona, ma con modalità molto meno efficienti rispetto ad altri virus respiratori.</p>



<p>Gli esperti ipotizzano che il contagio iniziale possa essere avvenuto prima dell’imbarco o durante scali in aree remote ricche di fauna selvatica. Successivamente, alcuni contagi potrebbero essersi verificati a bordo, dove condizioni di vita ravvicinate, cabine condivise e spazi comuni possono favorire la trasmissione tra persone.</p>



<p>Tra i casi segnalati figura anche una donna olandese sbarcata all’isola di Sant’Elena il 24 aprile, mentre il marito era deceduto a bordo l’11 aprile. Non è ancora confermato se anche lui rientri tra i casi di hantavirus.</p>



<p>Le autorità sanitarie britanniche sottolineano però che il virus non si diffonde tramite contatti casuali o ambienti pubblici come scuole, negozi o luoghi di lavoro. I sintomi, che compaiono generalmente tra due e quattro settimane dall’esposizione ma possono emergere anche dopo più di un mese, includono febbre, affaticamento, dolori muscolari e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie e disturbi gastrointestinali.</p>



<p>Non esiste una cura specifica, ma il trattamento ospedaliero tempestivo può migliorare le probabilità di sopravvivenza.</p>



<p>Il tracciamento dei contatti è descritto dagli esperti come uno sforzo “colossale” ancora in corso. Alcuni passeggeri sono già stati sottoposti ad autoisolamento precauzionale di 45 giorni, in particolare nel Regno Unito.</p>



<p>Le autorità sanitarie ribadiscono che, per chi non è stato direttamente coinvolto nell’evento, il rischio rimane “trascurabile”. Le persone esposte vengono comunque monitorate attentamente, inclusi i passeggeri dei voli di rientro e chi ha avuto contatti ospedalieri.</p>



<p>La nave, nel frattempo, ha lasciato l’area vicino a Capo Verde ed è diretta verso le Isole Canarie. A bordo sono stati effettuati controlli sanitari e una pulizia approfondita in vista delle evacuazioni programmate.</p>



<p>Secondo quanto comunicato dalla compagnia di navigazione, nessuno tra i passeggeri ancora a bordo presenta sintomi. Le autorità continuano a coordinare il rientro nei Paesi d’origine e il monitoraggio dei contatti in diversi Stati, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, dove alcuni passeggeri sono già sotto osservazione pur non mostrando segni di malattia.</p>
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		<title>Thiene, attivo da oggi il nuovo Centro di Raccolta delle donazioni di sangue</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 15:02:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>   6 MAGGIO, THIENE &#8211; È attivo da oggi presso il Centro Sanitario Polifunzionale Boldrini il nuovo Centro di Raccolta delle donazioni di sangue e plasma di Thiene, nei locali che già ospitavano il servizio e che negli ultimi mesi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><br> <br><br> <br>6 MAGGIO, THIENE &#8211; È attivo da oggi presso il Centro Sanitario Polifunzionale Boldrini il nuovo Centro di Raccolta delle donazioni di sangue e plasma di Thiene, nei locali che già ospitavano il servizio e che negli ultimi mesi sono stati oggetto di una completa ristrutturazione, avviata all’inizio di dicembre e conclusa nei giorni scorsi.<br>L’intervento di riqualificazione, che si è sviluppato su una superficie complessiva di circa 350 metri quadri, ha visto il completo rifacimento dei rivestimenti e degli arredi, oltre ad un adeguamento impiantistico.<br>Il nuovo Centro Raccolta di Thiene si compone di un nuovo locale di accettazione e di uno spazio per la compilazione dei questionari di salute da parte dei donatori, che possono così contare ora su una maggiore privacy, una sala donazione con 6 poltrone, uno studio medico e un nuovo locale ristoro.<br> <br>Nel 2025, il Centro Raccolta di Thiene ha registrato 6.450 donazioni, da parte di circa 4.100 donatori. Va sottolineato a questo riguardo che, nonostante i lavori di ristrutturazione, l’attività non è mai stata interrotta, grazie al trasferimento temporaneo in altri locali sempre all’interno del Boldrini.<br> <br>«Vorrei ringraziare tutto il personale tecnico-infermieristico e amministrativo, il coordinatore dott. Salvatore Del Colle e i volontari che si sono prodigati per l’attivazione e la riapertura della nuova sede &#8211; commenta la dott.ssa Anna Colpo, che ha assunto proprio nella giornata odierna l’incarico di nuovo direttore dell’U.O.C. di Medicina Trasfusionale dell’ULSS 7 Pedemontana &#8211; e la dott.ssa Dragone che mi ha preceduto alla direzione della Medicina Trasfusionale e che ha personalmente seguito il progetto».<br> <br>«Il rinnovo del Centro di Raccolta di Thiene &#8211; sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana dott. Giovanni Carretta &#8211; conferma l’attenzione dell’Azienda per la donazione di sangue e l’impegno a sostenere i donatori, anche mettendo loro a disposizione locali più accoglienti e funzionali. Il territorio di Thiene è da sempre particolarmente sensibile sul tema e sono certo che questo nuovo intervento consentirà di rafforzare ulteriormente la collaborazione con i volontari».<br>I lavori sono stati realizzati nell’ambito di un più ampio intervento finanziato dal fondo PNRR che ha interessato il Boldrini per complessivi 1.480.000 mila euro, che aveva già visto il completamento della riqualificazione al secondo piano dell’area che ora ospita la Fisiokinesi Terapia e, al piano terra, la riqualificazione del Punto Prelievi.<br> <br> <br>Ufficio Stampa Azienda ULSS 7 Pedemontana</p>
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		<title>Il dott. Tringali nuovo primario di Gastroenterologia a Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:52:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incarico è stato affidato al dott. Alberto Tringali, specialista con una lunga esperienza in centri di livello nazionale e già direttore dell’U.O.C. Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano Nuovo direttore per l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Vicenza: l’ULSS 8 Berica ha formalizzato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>L’incarico è stato affidato al dott. Alberto Tringali, specialista con una lunga esperienza in centri di livello nazionale e già direttore dell’U.O.C. Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano</strong></p>



<p>Nuovo direttore per l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Vicenza: l’ULSS 8 Berica ha formalizzato l’incarico al dott. Alberto Tringali, risultato primo classificato a conclusione dell’apposito concorso indetto dall’Azienda socio-sanitaria vicentina.</p>



<p>Originario di Palermo, 56 anni, il dott. Tringali si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Palermo, dove ha conseguito anche la specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, per poi approfondire ulteriormente la sua formazione con due Master Universitari di II livello in Endoscopia Avanzata (presso l’Università di Bologna) e in Endoscopia Biliopancreatica (presso Humanitas University).</p>



<p>Nel suo curriculum vanta una lunga esperienza presso l’ospedale Niguarda di Milano, dove ha lavorato dal 2001 al 2019 inizialmente in Medicina d’Urgenza e successivamente nelle strutture complesse di Epatogastroenterologia e Endoscopia Digestiva ed Interventistica, fino ad assumere l’incarico di direttore della struttura semplice di Endoscopia Diagnostica. Nel 2019 si è trasferito professionalmente all’ULSS 2 Marca Trevigiana, dove per due anni ha diretto l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano (TV), incarico ricoperto fino al 2021 e dal 2022 al 2025 con una parentesi nuovamente a Milano come direttore della struttura complessa di Endoscopia Digestiva presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori.</p>



<p>«Questo incarico rappresenta per me sicuramente un’opportunità di crescita professionale &#8211; commenta il dot. Tringali -, in quanto a Vicenza potrò occuparmi di casi anche molto complessi e guidare un reparto caratterizzato da volumi di attività molto elevati. Sono dunque onorato di entrare a far parte dell’ULSS 8 Berica in quanto ritengo l’ospedale di Vicenza un’eccellenza per tutto il bacino di utenza del Vicentino e non solo. Tra gli obiettivi che cercherò di sviluppare vi è sicuramente un ulteriore rafforzamento della collaborazione con la Gastroenterologia di Arzignano-Montecchio e l’integrazione sempre maggiore tra ospedale e territorio, anche con l’ausilio della telemedicina. Un altro obiettivo è l’incremento dell’attività endoscopica interventistica, che rappresenta un requisito importante per dare risposta ai pazienti che hanno necessità di cura per la patologia biliopancreatica, ma anche per la rimozione delle lesioni pre-neoplastiche del colon a seguito dell’attività di screening».</p>



<p>Infine un obiettivo da non sottovalutare sarà quello di proseguire l’attività scientifica intrapresa da molti anni, anche con collaborazioni internazionali, con molteplici pubblicazioni scientifiche che hanno comportato l’acquisizione della Abilitazione scientifica nazionale di Professore di II fascia di Gastroenterologia e il ruolo di coordinatore della commissione scientifica nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED). «L’attività scientifica svolgerà un ruolo importante per far si che la UOC di Gastroenterologia di Vicenza abbia sempre maggior rilievo nazionale ed internazionale, sottolinea il dott. Tringali».</p>



<p>«Do il benvenuto in Azienda al dott. Tringali &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs -. Arriva con un’esperienza significativa in centri di livello nazionale e avendo già ricoperto l’incarico di direttore di una unità operativa complessa, pertanto sono certo che potrà portare anche nella nostra Azienda un contributo importante sia sul piano clinico sia in termini di organizzazione di un reparto che è certamente di rilievo. A questo riguardo voglio sottolineare che la sua nomina conferma il percorso intrapreso come Direzione per bandire rapidamente le selezioni relative ai primariati che risultavano vacanti. A questo riguardo, l’arrivo del dott. Tringali conferma l’elevata capacità di attrazione dell’ospedale di Vicenza nei confronti di professionisti altamente qualificati».</p>
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		<title>Chemioterapia con &#8220;Fido&#8221;: il progetto pilota passa anche dal Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:46:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Degenza in ospedale con il cane accanto e anche nelle sedute di chemioterapia. E&#8217; la nuova possibilità introdotta dall&#8217;azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni. A illustrarne le caratteristiche sono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
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<p>Degenza in ospedale con il cane accanto e anche nelle sedute di chemioterapia. E&#8217; la nuova possibilità introdotta dall&#8217;azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni. A illustrarne le caratteristiche sono stati ieri il direttore generale, Giancarlo Bizzari, il direttore sanitario, Maria Caterina De Marco, e il responsabile del Servizio di Igiene urbana veterinaria del Dipartimento di prevenzione, Massimo Maiorano.<br>    Il piano sarà rivolto a tutti i pazienti che desiderano essere accompagnati dai propri animali d&#8217;affezione &#8211; non necessariamente cani &#8211; durante il percorso di cura, con la possibilità di chiederne la presenza anche durante le sedute di chemioterapia, oltre che nel corso della degenza. A questo proposito l&#8217;Ulss 2 lancerà un appello ai privati affinché supportino economicamente l&#8217;iniziativa, che richiede un locale e un infermiere dedicati durante la &#8216;pet infusion&#8217;.<br>    &#8220;L&#8217;umanizzazione delle cure non è uno slogan &#8211; sottolinea Bizzari &#8211; ma una direzione concreta su cui stiamo lavorando ogni giorno. Le famiglie sono radicalmente cambiate: sono sempre meno numerose, gli anziani sono più soli e gli animali da affezione sono parte, a tutti gli effetti, di un nucleo familiare sempre più ristretto. Dobbiamo tenerne conto, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, quando le persone affrontano la malattia.<br>    Si tratta di un progetto sperimentale &#8211; chiude &#8211; per finanziare il quale lanceremo un bando per la raccolta fondi e ci auguriamo che associazioni e privati rispondano positivamente all&#8217;appello&#8221;. ANSA VENETO</p>
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		<title>Ospedale di Asiago: nuovo test cardiopolmonare sotto sforzo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ospedale-di-asiago-nuovo-test-cardiopolmonare-sotto-sforzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago si è dotata di una nuova importante dotazione tecnica: un cicloergometro integrato con un&#160;analizzatore di gas respiratori, per effettuare il test della capacità cardiopolmonare. «L’esame &#8211; spiega il dott. Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>La Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago si è dotata di una nuova importante dotazione tecnica: un <strong>cicloergometro </strong>integrato con un&nbsp;<strong>analizzatore di gas respiratori</strong>, per effettuare il test della capacità cardiopolmonare.</p>



<p>«L’esame &#8211; spiega il dott. Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia Riabilitativa di Asiago &#8211; consiste nella possibilità monitorare simultaneamente l&#8217;attività cardiaca tramite ECG, la pressione arteriosa e lo scambio di gas (l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta, ndr.), offrendo così una valutazione attendibile di quella che è appunto la capacità dell’apparato cardiovascolare e respiratorio sotto stress».</p>



<p>L’apparecchiatura, all’ospedale di Asiago, avrà una duplice funzione: «Innanzitutto andrà ad arricchire e completare quella che è la valutazione dei pazienti della Cardiologia Riabilitativa prima delle dimissioni &#8211; spiega ancora il dott. Toffanin -, aiutandoci così nel formulare con maggiore precisione le indicazioni per il paziente circa cosa potrà o non potrà fare una volta tornato a casa o anche per un eventuale proseguo del percorso riabilitativo in regime ambulatoriale o presso le Palestre della Salute. Allo stesso tempo, tramite questa apparecchiatura potremo fare un ulteriore approfondimento diagnostico anche sui pazienti affetti da grave scompenso cardiaco provenienti dalle Cardiologie di Bassano e Santorso».</p>



<p>Proprio su questo duplice utilizzo richiama l’attenzione il dott. Giovanni Carretta, Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana : «Questa apparecchiatura qualifica ulteriormente le dotazioni del polo riabilitativo presso l’ospedale di Asiago e allo stesso tempo rafforza la stretta collaborazione già in essere tra quello di Asiago e gli altri presidi ospedalieri aziendali, che garantiscono l’assistenza ai residenti nei rispettivi territori di riferimento e allo stesso tempo lavorano in rete per offrire percorsi di presa in carico altamente specializzati».</p>



<p>L’apparecchiatura, del valore di circa 35 mila euro, è stata donata all’ospedale di Asiago da una residente in Altopiano.</p>
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		<title>Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma, domenica l&#8217;evento con Vicenza Lilt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[lilt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cura della pelle diventa un appuntamento fisso. In occasione della neonata Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma (istituita ufficialmente dal Senato della Repubblica Italiana per il 2 maggio), la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Vicenza organizza per domenica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>La cura della pelle diventa un appuntamento fisso. In occasione della neonata <strong>Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma</strong> (istituita ufficialmente dal Senato della Repubblica Italiana per il 2 maggio), la <strong>LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Vicenza</strong> organizza per <strong>domenica 3 maggio 2026</strong> una giornata straordinaria di screening e sensibilizzazione presso la sede storica di Borgo Casale 84/86.</p>



<p><strong>Il programma della giornata</strong></p>



<p>Dalle ore&nbsp;09:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00, tre medici specialisti saranno a disposizione della cittadinanza per effettuare&nbsp;<strong>200 visite di controllo dei nei</strong>.</p>



<p>L’evento di quest’anno assume una sfumatura particolare in vista della Festa della Mamma: LILT Vicenza ha scelto di promuovere la cultura della prevenzione tra generazioni, offrendo un&nbsp;<strong>percorso gratuito di informazione e counseling dedicato alle ragazze tra i 13 e i 16 anni</strong>&nbsp;accompagnate dalle loro madri.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>ore 11.30</strong>, la sede ospiterà l’<strong>“Aperitivo di Prevenzione”</strong>: un momento di confronto informale aperto a tutti, dove sarà possibile dialogare con il&nbsp;<strong>Dott. Fortunato Cassalia</strong>, responsabile della branca di dermatologia di LILT Vicenza. Un momento di approfondimento sull’importanza della diagnosi precoce, della corretta esposizione al sole e della consapevolezza dei fattori di rischio.</p>



<p><em>La prenotazione per le visite è obbligatoria (fino a esaurimento posti) contattando il numero&nbsp;<strong>0444 513333</strong>.</em></p>



<p><strong>LILT Vicenza: i numeri di un impegno costante a disposizione di tutti, per la prevenzione</strong></p>



<p>L’iniziativa del 3 maggio è solo la punta di diamante di un’attività incessante sul territorio berico mirata a informare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.</p>



<p><strong>I dati del 2025:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Oltre&nbsp;<strong>5.500 visite</strong>&nbsp;di controllo effettuate.</li>



<li>Numerose serate informative nei comuni, eventi e collaborazioni con altre Associazioni del territorio</li>



<li>Interventi diretti nelle principali&nbsp;<strong>aziende del territorio</strong>&nbsp;per screening e formazione ai dipendenti.</li>
</ul>



<p><strong>Il bilancio (iniziale) del 2026:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Già superate le&nbsp;<strong>1.500 visite</strong>&nbsp;di controllo dei nei.</li>



<li><strong>Progetti speciali:</strong>&nbsp;Collaborazione con il Comando dei&nbsp;<strong>Vigili del Fuoco di Vicenza</strong>&nbsp;(oltre 100 visite gratuite offerte) e partnership con i comuni di&nbsp;<strong>Zanè</strong>&nbsp;(50 visite effettuate) e&nbsp;<strong>Valli del Pasubio</strong>&nbsp;(100 visite programmate).</li>



<li><strong>La prevenzione è per tutti:</strong> Campagna<strong> “Un goal contro il melanoma”</strong>, una giornata dedicata alla salute della pelle dedicata<strong> ai giocatori del L.R. Vicenza</strong>.</li>



<li><strong>Formazione e Rete:</strong>&nbsp;Grazie alla convenzione con<strong>&nbsp;Demeral</strong>, LILT sta formando i parrucchieri affinché diventino &#8220;sentinelle&#8221; capaci di individuare precocemente anomalie cutanee nei clienti.</li>



<li><strong>Presenza sul territorio:</strong>&nbsp;Dopo le serate informative a Posina, Valli del Pasubio, Monteviale e Malo, il 27 aprile con l’evento <strong>“Skin First”</strong>&nbsp;e la partecipazione del Dott. Cassalia si è dato avvio a un’importante collaborazione con Confartigianato Vicenza.</li>
</ul>



<p>“L’Istituzione della Giornata Nazionale del 2 maggio segna un passo avanti fondamentale per la cultura della salute in Italia,” dichiara il&nbsp;<strong>Presidente di LILT Vicenza, Giuseppe Galvanin</strong>. “Con l&#8217;iniziativa di domenica 3 maggio, vogliamo che la prevenzione diventi un gesto naturale, quasi un passaggio di testimone tra madri e figlie. I numeri del 2025 e i progetti già avviati nel 2026 dimostrano che il nostro territorio risponde con forza: il nostro obiettivo è non lasciare nessuno indietro, portando la diagnosi precoce direttamente nelle piazze, nelle aziende e tra le giovani generazioni.”</p>



<p>“Rispetto ad altre patologie oncologiche, nella prevenzione dei tumori cutanei abbiamo un vantaggio importante: la pelle è un organo completamente visibile. Questo rende l’auto-osservazione e i controlli periodici strumenti fondamentali per arrivare a una diagnosi precoce,” spiega il <strong>Dott. Fortunato Cassalia</strong>, responsabile della branca di dermatologia di LILT Vicenza. “Oltre alle 200 visite in programma, il nostro impegno è rivolto alla diffusione di messaggi di prevenzione primaria e secondaria: vogliamo che ogni persona impari a proteggere correttamente la propria pelle e a riconoscere i segnali che essa ci invia.”</p>



<p></p>
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		<title>Disagio giovanile in crescita, Girardi (Vicenza for Children): «Lo psicologo territoriale è ormai indispensabile»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rafforzamento dei servizi di supporto psicologico sul territorio è oggi una priorità non più rinviabile. Ne è convinto Alberto Girardi, presidente dell’Associazione Vicenza for Children, capofila e cofinanziatore nel Vicentino – insieme alla Fondazione Dalla Vecchia – del Polo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il rafforzamento dei servizi di supporto psicologico sul territorio è oggi una priorità non più rinviabile. Ne è convinto Alberto Girardi, presidente dell’Associazione Vicenza for Children, capofila e cofinanziatore nel Vicentino – insieme alla Fondazione Dalla Vecchia – del Polo Bridge, realtà che sostiene bambini, adolescenti e famiglie in situazioni di fragilità mentale, in collaborazione con Ulss 8, scuole e associazioni locali.</p>



<p>«Considerata l’entità del fenomeno, riteniamo l’istituzione del servizio di psicologia territoriale in Veneto un atto ormai improcrastinabile», afferma Girardi, intervenendo nel dibattito sul progetto di legge regionale. «Non entro nel merito delle singole proposte, tra cui quella presentata dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani in quinta Commissione, ma auspico che si arrivi rapidamente a un testo condiviso che dia risposte concrete. Si tratta di un problema che, come Polo Bridge nel Vicentino – ma la situazione è simile in tutto il Veneto – e come aziende sanitarie, stiamo gestendo con crescente difficoltà».</p>



<p>A confermare la portata del fenomeno sono anche i dati dell’Ulss 8 Berica: la Neuropsichiatria infantile ha registrato negli ultimi anni un aumento significativo del malessere psicologico tra i giovani. Nel 2024 le prese in carico sono state 1.120, con un totale di utenti salito a 2.359 e 881 accessi adolescenziali.</p>



<p>In questo contesto, il progetto Bridge ha rappresentato un supporto concreto: nel 2025 ha seguito oltre 200 ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, alle prese con disturbi dell’umore, disturbi alimentari e difficoltà di regolazione emotiva, spesso legate anche ad abbandoni scolastici.</p>



<p>Il Polo Bridge si è confermato un nodo strategico nella presa in carico dei giovani con fragilità psicologiche e disturbi del comportamento alimentare, grazie a un modello integrato che coinvolge scuola, tutela minori, servizi sociali comunali e Ulss. Il team, composto da sette psicologhe e una dietista, opera in stretto coordinamento con la Neuropsichiatria infantile di Vicenza: tra febbraio e dicembre 2025 sono stati seguiti 844 pazienti, per un totale di quasi 2.000 colloqui. La dietista ha inoltre assistito 80 giovani, in sinergia con il Centro per i disturbi alimentari dell’Ulss 8.</p>



<p>«I numeri dimostrano che il Polo Bridge risponde a un bisogno reale del territorio – conclude Girardi – ma continuiamo ad avere liste d’attesa che non riusciamo a smaltire. Quest’anno, grazie alla collaborazione con la Fondazione Dalla Vecchia, siamo riusciti ad ampliare il servizio anche alla fascia di transizione tra i 18 e i 20 anni e a offrire un supporto psicologico aggiuntivo ai genitori, con l’obiettivo di migliorare la salute mentale e la qualità della vita di bambini e ragazzi».</p>
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		<title>Ex obeso sfida i McDonald’s per dimagrire: 25.000 km in bici davanti a ogni fast food di Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta attraversando tutta la Francia, passando davanti a ogni ristorante McDonald’s del Paese.</p>



<p>Una scelta non casuale. I fast food rappresentano per lui un “contrasto”, un punto di riferimento lungo il percorso per raccontare la sua storia e lanciare un messaggio chiaro: l’obesità è una malattia e uno stile di vita attivo può aiutare a combatterla, mentre un’alimentazione scorretta può favorirla.</p>



<p>Thomas conosce bene questo problema. In passato ha sofferto di obesità grave, arrivando a pesare 157 chili. Sportivo da giovane — praticava pallamano e rugby — ha dovuto abbandonare l’attività fisica dopo un grave incidente durante un rally, che lo ha costretto a una lunga riabilitazione. Da lì è iniziato il periodo più difficile.</p>



<p>Negli anni successivi ha intrapreso un percorso di rinascita: un intervento chirurgico allo stomaco, il ritorno graduale allo sport e infine la trasformazione in allenatore sportivo. Oggi vuole condividere la sua esperienza per dimostrare che è possibile uscire dall’obesità, una condizione che colpisce milioni di persone.</p>



<p>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2022 una persona su otto nel mondo era obesa: circa 890 milioni di adulti e 160 milioni di bambini. In Francia, la percentuale riguarda il 18,1% degli adulti. Numeri in costante crescita, che secondo diversi studi sono legati soprattutto all’aumento dell’apporto calorico e al consumo di cibi ultra-processati, più che alla sola sedentarietà.</p>



<p>Proprio per questo Billot precisa di non voler demonizzare il fast food: «Non sono un attivista contro McDonald’s. In passato è stato un ostacolo per me, oggi lo uso come simbolo per migliorarmi», ha spiegato.</p>



<p>Il suo viaggio durerà circa cinque mesi e toccherà tutti i dipartimenti della Francia continentale. Una sfida estrema, ma soprattutto un messaggio forte: cambiare è possibile, anche partendo da una condizione difficile.</p>



<p></p>
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		<title>Boom di polmoniti in Veneto anche tra i giovani: ospedali pieni, medici parlano di “anomalia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un aumento anomalo di polmoniti sta interessando il Veneto in questo periodo primaverile, con numerosi ricoveri negli ospedali e reparti saturi. La notizia completa è riportata dal Corriere del Veneto. Secondo i medici, si tratta di un fenomeno insolito: le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un aumento anomalo di polmoniti sta interessando il Veneto in questo periodo primaverile, con numerosi ricoveri negli ospedali e reparti saturi. La notizia completa è riportata dal Corriere del Veneto.</p>



<p>Secondo i medici, si tratta di un fenomeno insolito: le polmoniti sono tipicamente stagionali e si concentrano tra novembre e gennaio, mentre quest’anno si registrano molti casi anche ad aprile. Colpiti non solo anziani, ma anche persone giovani e sane, tra i 30 e i 40 anni, con forme talvolta complicate.</p>



<p>I ricoveri sono aumentati in diverse strutture della regione, tra cui Padova, Treviso, Rovigo, Belluno e nel Vicentino, con reparti di Pneumologia, Medicina e Geriatria spesso pieni. Anche i Pronto Soccorso stanno registrando un forte incremento di accessi.</p>



<p>Le cause non sono ancora chiare: tra i possibili fattori ci sono batteri come lo pneumococco, diversi virus e anche l’effetto post-pandemia, con la circolazione di agenti patogeni meno diffusi negli ultimi anni a causa dell’uso delle mascherine.</p>



<p>Alcuni casi gravi hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, inclusi pazienti molto giovani. I medici sottolineano che la situazione è sotto controllo, ma invitano a monitorare con attenzione i sintomi respiratori, poiché alcune bronchiti potrebbero nascondere polmoniti.</p>



<p>Non si tratta di Covid, ma di un’ondata definita “anomala” che richiederà ulteriori studi per comprenderne le cause.</p>
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		<title>Eccezionale intervento al rene a Padova. Stefani: “Ancora un passo verso il futuro”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:04:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[intervento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“All’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova è stato compiuto un nuovo passo nel futuro. Con orgoglio mi complimento con i sanitari dell&#8217;Unità Operativa di Urologia diretta dal Professor Fabrizio Dal Moro. Tecnica robotica, un organo realizzato in 3D identico a quello<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>“All’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova è stato compiuto un nuovo passo nel futuro. Con orgoglio mi complimento con i sanitari dell&#8217;Unità Operativa di Urologia diretta dal Professor Fabrizio Dal Moro. Tecnica robotica, un organo realizzato in 3D identico a quello del paziente malato di tumore per studiare il miglior modo di intervenire, sanitari che hanno messo in campo tutta la loro eccellenza clinica proiettandosi senza remore in un territorio inesplorato. Bravi. Grazie anche a nome delle persone malate che potranno usufruire di questa svolta”. Cosi’ il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, si complimenta con i sanitari dell’Azienda Sanitaria Patavina che hanno varcato una nuova soglia nella cura chirurgica di un paziente colpito da un voluminoso tumore al rene. “Già l’intervento costituisce un qualcosa di eccezionale – aggiunge Stefani – ma a questo si aggiungono incredibili tempi di dimissione post operatoria. Un giorno è infatti bastato per tornare a casa. Quando a grandi medici si mettono a disposizione strumenti d’avanguardia nessun risultato è precluso in partenza. Questo accade sempre più spesso in Veneto dove abbinare le capacità umane alle alte tecnologie è sempre vincente”.<a href="http://tracking.regve.it/track-dcRCE/qaR9ZwR1BQR4AQHkBQL3AmV1BQV0ZPM5qzS4qaR9ZQblDD" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Padova, tumore al rene operato con robot: dimissioni in un giorno grazie al modello 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:08:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un intervento innovativo, una degenza ridotta al minimo e un ritorno a casa in appena 24 ore. È quanto accaduto all’Azienda Ospedale Università di Padova, dove un paziente affetto da una complessa neoplasia renale è stato operato con successo grazie<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/padova-tumore-al-rene-operato-con-robot-dimissioni-in-un-giorno-grazie-al-modello-3d/">Padova, tumore al rene operato con robot: dimissioni in un giorno grazie al modello 3D</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p>Un intervento innovativo, una degenza ridotta al minimo e un ritorno a casa in appena 24 ore. È quanto accaduto all’Azienda Ospedale Università di Padova, dove un paziente affetto da una complessa neoplasia renale è stato operato con successo grazie a tecniche chirurgiche di ultima generazione.</p>



<p>Protagonista dell’operazione l’équipe guidata da Fabrizio Dal Moro, direttore dell’Unità Operativa di Urologia, che ha utilizzato la chirurgia robotica affiancata da un modello tridimensionale personalizzato del rene del paziente. Una combinazione che ha permesso un intervento estremamente preciso e meno invasivo rispetto alle tecniche tradizionali.</p>



<p>Il punto di svolta è stato proprio l’impiego del modello 3D, realizzato su misura per il caso clinico: uno strumento che ha consentito ai chirurghi di pianificare ogni fase dell’operazione in anticipo, riducendo i margini di rischio e ottimizzando i tempi. Il risultato è stato un decorso post-operatorio particolarmente rapido, tanto da consentire le dimissioni già il giorno successivo.</p>



<p>“Non è solo un caso riuscito – ha spiegato Dal Moro – ma un esempio concreto di medicina personalizzata. L’integrazione tra tecnologia avanzata e competenze cliniche permette oggi di offrire trattamenti sempre più mirati ed efficaci”.</p>



<p>Anche il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Paolo Fortuna, ha sottolineato il valore dell’intervento: “Questo risultato dimostra che innovazione e professionalità possono davvero migliorare la qualità delle cure e la vita dei pazienti. Non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso che punta a una sanità sempre più evoluta”.</p>



<p>La chirurgia robotica, ancora non diffusa in modo uniforme in tutte le strutture italiane, si conferma così una delle frontiere più promettenti per interventi complessi, con benefici evidenti sia in termini di precisione sia di recupero post-operatorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/padova-tumore-al-rene-operato-con-robot-dimissioni-in-un-giorno-grazie-al-modello-3d/">Padova, tumore al rene operato con robot: dimissioni in un giorno grazie al modello 3D</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Fidas, donazioni stabili nel primo trimestre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FIDAS]]></category>
		<category><![CDATA[fidas vicena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il 2025 ha segnato un lievissimo calo delle donazioni, a testimonianza del buon lavoro che le zone ed i gruppi Fidas Vicenza nel territorio stanno facendo con costanza ed impegno, sempre supportati dalla segreteria provinciale. Un’organizzazione efficiente e puntuale, resa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>“Il 2025 ha segnato un lievissimo calo delle donazioni, a testimonianza del buon lavoro che le zone ed i gruppi Fidas Vicenza nel territorio stanno facendo con costanza ed impegno, sempre supportati dalla segreteria provinciale. Un’organizzazione efficiente e puntuale, resa possibile solo grazie al team di volontari affiatati che ogni giorno contribuiscono a ricordare ai donatori di compiere il loro straordinario atto di generosità. Basti pensare che, solo lo scorso anno, i volontari e responsabili associativi di Fidas Vicenza, hanno donato alla comunità oltre 16.600 ore. I 18.844 donatori attivi al 31 dicembre 2025, infatti, hanno effettuato 28.423 donazioni, 88 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Positivo il fatto che quasi un terzo dei donatori (9.250) hanno effettuato due o più donazioni di sangue nel corso dell’anno: un impegno che rappresenta la convinzione di essere attivi nell’Associazione e al servizio della società e del prossimo”. Con queste parole il presidente di Fidas Vicenza, Mariano Morbin, è intervenuto questa mattina in occasione dell’assemblea ordinaria dell’Associazione, al Centro Congressi di Confartigianato Vicenza, alla quale hanno portato il saluto anche il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, e l’assessore al Comune di Vicenza, Matteo Tosetto, evidenziando anche che il primo trimestre 2026 si è chiuso con 7.360 unità ematiche raccolte, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente.</p>



<p><strong>Il valore del volontariato</strong>. “Il lavoro che svolgono quotidianamente i nostri volontari è fondamentale nel promuovere il dono del sangue e nell’accompagnare i donatori nello svolgimento del loro gesto di altruismo. Per questo rivolgiamo un accorato appello a tutti i nostri responsabili associativi – ha spiegato il presidente Morbin &#8211; di attivarsi nella ricerca di nuovi volontari che possano supportarci nelle attività che Fidas deve sviluppare per continuare a promuovere il valore del dono. Il periodo storico che stiamo vivendo non facilita l’ingresso di nuovi volontari, ma anche un piccolo contributo può fare la differenza. Per questo è fondamentale che anche i Gruppi nel territorio lavorino in sinergia con le altre Associazioni di volontariato, con le amministrazioni locali e le parrocchie”. A suffragare tutto questo il riconoscimento consegnato a Luigi Cosaro, ex volontario e presidente di Zona di Fidas Vicenza, che ha recentemente spento le 100 candeline, nonché a Riccardo Larese Gortigo, per l’impegno di volontariato, a cui è andato il tesserino di socio sostenitore.</p>



<p><strong>Le necessità emerse dall’interlocuzione con il Dimt</strong>. “Il recente incontro con il direttore del Dipartimento di Medicina trasfusionale, Francesco Fiorin, che ha lodato il lavoro fatto dalle Associazioni del dono nella raccolta di plasma – ha proseguito il presidente Morbin – ha fatto emergere l’esigenza di aumentare ancora la raccolta di plasma poiché l’Italia ne importa circa il 30% dall’estero. Un appello che abbiamo subito raccolto, per senso civico e di responsabilità, ma non senza sottolineare alcune criticità. Chiediamo di essere messi nelle condizioni di esprimere il nostro dono del sangue in modo semplice e agevolato”.</p>



<p><strong>Progetto Scuole</strong>. Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 l’attività di sensibilizzazione e promozione della cultura del dono nelle scuole della provincia ha rappresentato uno degli ambiti più significativi dell’impegno associativo. “Attraverso incontri informativi, momenti di dialogo con gli studenti e iniziative educative dedicate – ha spiegato il presidente Morbin – è stato possibile coinvolgere un numero rilevante di giovani, contribuendo a diffondere i valori della solidarietà, della responsabilità e della donazione. I numeri sono importanti: 16 istituti superiori coinvolti e 16 ancora da incontrare. Nel complesso sono stati realizzati 20 incontri con 2.275 studenti coinvolti e 170 promesse di donazione raccolte”.</p>
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		<title>Fibrosi cistica: partita la Run4Hope Massigen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[fibrosi cistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle 11 di sabato 18 aprile da tutte le regioni italiane ha preso il via la la sesta edizione della Run4Hope Massigen, il giro d’Italia podistico solidale non competitivo articolato su venti staffette regionali attuate in contemporanea in tutta Italia. Beneficiaria dell’iniziativa sarà quest’anno la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Alle 11 di sabato 18 aprile da tutte le regioni italiane ha preso il via la la sesta edizione della Run4Hope Massigen, il giro d’Italia podistico solidale non competitivo articolato su venti staffette regionali attuate in contemporanea in tutta Italia.</p>



<p>Beneficiaria dell’iniziativa sarà quest’anno la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, capitanata da Matteo Marzotto, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori fondi per sostenere la ricerca microbiologica e farmacologica per contrastare l&#8217;antibiotico-resistenza.</p>



<p>Nel primo quinquennio (2021-2025) Run4Hope ha finanziato la ricerca promossa dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e AIL con complessivi 295.387 euro.</p>



<p>Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere con l’obiettivo di mettere in movimento migliaia di persone, dal nord al sud d&#8217;Italia. Ogni passo di corsa e ogni donazione, piccola o grande che sia, sarà fondamentale per sostenere la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, nel nome dello sport e della solidarietà.</p>



<p>I partecipanti corrono nelle loro città per una decina di km in forma sincronizzata con quelli delle località limitrofe; non avranno confronti cronometrici o agonistici quanto piuttosto l’obiettivo di promuovere e sostenere la ricerca mediante le loro donazioni. Run4Hope Italia Onlus garantisce la copertura dei costi organizzativi tramite i propri sponsor per far sì che quanto donato dai partecipanti giunga integralmente all’ente beneficiario.</p>



<p>L’iniziativa è possibile grazie all’impegno di 400 associazioni sportive prevalentemente affiliate alla Fidal, decine di reparti militari dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell&#8217;Aeronautica militare e di numerosi comandi del Corpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera, nonché di svariate sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri e di numerosi singoli runners, si prevede il coinvolgimento di almeno 40.000 podisti. Particolarmente impegnata anche l’Arma dei Carabinieri che allestirà un centinaio di infopoint nelle varie località nazionali di passaggio della staffetta con un impegno diretto della Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso che mobiliterà 500 unità.</p>



<p>L’iniziativa beneficia del Patrocinio, tra i tanti enti, di CONI, Fidal, Fitri, Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Capitanerie di Porto-Guardia Costiera; AIA, ANCI, ASI, AICS, CSI, FIASP, Assocalciatori, nonché di svariati enti territoriali tra Regioni, Province e Comuni. Hanno concesso l’utilizzo del logo i gruppi sportivi Fiamme Azzurre, Fiamme Oro e Fiamme Gialle.</p>



<p><strong>La staffetta inaugurale a Roma dalla Caserma Pio IX e arrivo in Piazza San Pietro</strong></p>



<p>A Roma la staffetta inaugurale nelle vie più centrali e simboliche è partita alle ore 11 dalla Caserma Pio IX° dell’Esercito Italiano ed è arrivata in Piazza San Pietro, concludendosi con la benedizione di Mons. Giuseppe Puppo, Canonico Vaticano.</p>



<p>A correre personale in rappresentanza di Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Marina Militare, Fiamme Azzurre, Associazione Italiana Arbitri, Athletica Vaticana e un gruppo aziendale AGIC.</p>



<p><strong>La Run4Hope in Italia</strong></p>



<p>Le venti staffette regionali (in alcuni casi articolate in eventi provinciali o locali) sono partite contemporaneamente alle ore 11 tendenzialmente dai capoluoghi di Regione. Nei prossimi giorni il testimone girerà di città in città in base al cronoprogramma pubblicato sul sito e definito in accordo con i partecipanti, attraverso tappe giornaliere che indicativamente andranno dai 20 ai 60 km. Le ultime tappe si svolgeranno domenica 26 aprile con l’arrivo contemporaneo alle ore 11. Il dettaglio dei percorsi si trova sul sito <a href="http://www.run4hope.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.run4hope.it</u></a> sezioni “corri con noi” e “la staffetta”, con indicazioni sulle varie tappe giornaliere.<br>Il testimone della Run4Hope Massigen 2026 passerà di mano in mano in tutto il territorio nazionale. Tra i molti luoghi di rilevante interesse si attraverseranno scenari unici come Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza San Babila a Milano, Piazza Bra a Verona, Piazza San Marco a Venezia, Piazza del Popolo a Ascoli, gli uliveti del Gargano in Puglia, la Valle di Comacchio in Emilia e la costa frastagliata della Sardegna, i sassi di Matera, la basilica di San Francesco di Assisi e Gemona del Friuli per il cinquantesimo anniversario del terremoto.</p>



<p>Ecco le località di partenza (18/4) e arrivo (26/4) delle staffette: Abruzzo, L’Aquila (p) &#8211; Sulmona (a); Basilicata, Metaponto (p) &#8211; Grassano (a) Matera (a); Calabria, Terranova di Sibari (p); Campania, Napoli (p/a); Emilia Romagna, Bologna (p) &#8211; Piacenza (a); Friuli-Venezia Giulia, Trieste (p) &#8211; Gemona del Friuli (a); Lazio: eventi locali/provinciali a Roma, Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina con sviluppi indipendenti; Lombardia, Como (p) &#8211; Milano (a); Liguria La Spezia (p) Sanremo-Ospedaletti (a); Marche: Pergola, Ascoli Piceno, Porto S.Giorgio-Civitanova (p) &#8211; Ancona (a); Piemonte: Torino (p) &#8211; Vercelli (a); Puglia: Spongano, Foggia (p) &#8211; Bari (a); Sardegna: Cagliari (p), Sassari (a); Sicilia: Palermo (p) – Messina (a); Toscana, Firenze (p) &#8211; Sinalunga (SI); Trentino Alto Adige, Bolzano (p) &#8211; Trento (a); Umbria: Città di Castello (p) &#8211; Assisi (a); Valle d’Aosta: Aosta (p) &#8211; Pont Saint Martin (a); Veneto: Vicenza (p) &#8211; Rogivo (a).</p>



<p><strong>La sostenibilità del progetto grazie ai partners</strong></p>



<p>Run4Hope Italia (ETS), promotrice dell’evento, ha scelto sin dalla prima edizione di farsi carico di tutti i costi organizzativi per instaurare un collegamento diretto tra i partecipanti-donatori e l’ente beneficiario. Per questo motivo va particolarmente elogiato il ruolo dei sostenitori privati a partire dal main sponsor Massigen, senza trascurare lo sponsor tecnico Givova, Old Wild West, Gruppo Cecchin, Magis, MA Impianti, Gemmo, Kamelia e Sorelle Ramonda. Partners che consentono quindi la sostenibilità economica del progetto per assicurare che le donazioni dei podisti vengano integralmente devolute a Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Coinvolti nelle partnership Correre, EvoData e Hassel Comunicazione.</p>



<p>Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Corpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera patrocinano la Run4Hope assieme all’Arma dei Carabinieri</p>



<p>L&#8217;Esercito Italiano, l’Aeronautica Militare, la Marina Militare, l’Arma dei Carabinieri e ilCorpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera hanno concesso il loro prestigioso patrocinio alla Run4Hope Massigen 2026 evidenziando l&#8217;importanza nazionale dell&#8217;iniziativa, grazie allo scopo solidale delle staffette regionali che di mano in mano porteranno il testimone in ogni angolo d’Italia, messaggio di altruismo e di impegno per Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.</p>



<p>Valori pienamente condivisi dalle Forze Armate nazionali che fanno del coraggio, della preparazione professionale, del senso del dovere, della responsabilità, della tenacia, dello spirito di corpo e dell’abnegazione i principi fondanti a cui ogni militare si ispira quotidianamente. Hanno concesso l’utilizzo del logo i Gruppi Sportivi&nbsp;<strong>Fiamme Azzurre</strong>,&nbsp;<strong>Fiamme Oro&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Fiamme Gialle</strong>.</p>



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		<title>Virus marino e salto di specie: allarme reale o caso sopravvalutato? Il punto degli esperti Istituto Zooprofilattico delle Venezie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 08:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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		<category><![CDATA[istituto zooprofilattico venezie]]></category>
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<p></p>



<p>Legnaro (Padova) – Una recente pubblicazione scientifica su <em>Nature Microbiology</em> ha acceso l’attenzione della comunità scientifica internazionale su un possibile nuovo caso di trasmissione di un virus dagli organismi marini all’uomo. Secondo lo studio, un virus rilevato in Cina avrebbe provocato lesioni oculari in alcuni pazienti, ipotizzando per la prima volta un potenziale “salto di specie” da animali acquatici a mammiferi.</p>



<p>La notizia, ripresa anche da diverse testate nazionali, ha sollevato interrogativi sui possibili rischi per la salute e sulla sicurezza dei prodotti ittici. Il virus coinvolto è il <strong>Covert Mortality Nodavirus (CMNV)</strong>, descritto per la prima volta nel 2014 in Cina, associato a patologie negli allevamenti di gamberi marini. Successivamente è stato rilevato anche in alcune specie di pesci, sia allevati che selvatici, nell’Est asiatico.</p>



<p>Secondo gli autori dello studio, il possibile contagio umano potrebbe essere avvenuto attraverso la manipolazione di gamberi infetti senza adeguate protezioni, oppure tramite il consumo di pesce o crostacei crudi. I casi descritti riguarderebbero soprattutto soggetti anziani o immunodepressi, con sintomi oculari anche gravi come ipertensione oculare e danni alla vista. Tuttavia, gli stessi ricercatori sottolineano che lo studio necessita di ulteriori conferme, vista la limitata casistica analizzata.</p>



<p>Un elemento fondamentale, evidenziano gli esperti, è che i <strong>Nodavirus</strong> costituiscono una famiglia molto ampia di virus che colpisce pesci, crostacei e anche insetti. Il CMNV, in particolare, non è mai stato rilevato in Europa e la sua diffusione al di fuori dell’Asia non è ancora documentata in modo significativo, così come il suo reale potenziale zoonosico.</p>



<p>A intervenire per fare chiarezza è l’<strong>Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)</strong>, che invita alla cautela nell’interpretazione dei dati.</p>



<p>“Considerata la rilevanza per la salute pubblica di un eventuale salto di specie da parte di un virus marino all’uomo, le informazioni riportate nello studio pubblicato non sono supportate da dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte”, spiega la dott.ssa <strong>Anna Toffan</strong>, veterinaria virologa e responsabile del Laboratorio di referenza WOAH per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l’IZSVe.</p>



<p>L’istituto sottolinea inoltre la necessità di non confondere il CMNV con i <strong>Betanodavirus</strong>, virus molto diffusi negli ambienti marini di tutto il mondo, incluso il Mar Mediterraneo. Questi agenti patogeni sono responsabili della cosiddetta <strong>encefalo-retinopatia virale (VNN)</strong> nei pesci allevati e selvatici.</p>



<p>“Da anni all’IZSVe studiamo e monitoriamo questi virus – aggiunge Toffan – in quanto laboratorio di referenza per l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (WOAH). Alla luce delle conoscenze attuali i Betanodavirus non possono infettare l’uomo in quanto non sono in grado di replicarsi alle temperature corporee dei mammiferi. Inoltre, il sistema dei controlli sanitari a livello nazionale garantisce la salubrità dei prodotti ittici e la sicurezza dei consumatori. Al momento non si configura alcun rischio reale in Italia legato al consumo di pesce e crostacei in relazione al CMNV”.</p>



<p>In sintesi, pur trattandosi di uno studio che apre nuovi interrogativi scientifici sul rapporto tra virus marini e salute umana, gli esperti invitano a non creare allarmismi: la ricerca è ancora preliminare e non esistono evidenze sufficienti per indicare un rischio concreto per i consumatori.</p>



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		<title>Valdagno, CSS Villa Serena: al via un progetto per la presa in carico dei caregiver famigliari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
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		<category><![CDATA[Valdagno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CSS Villa Serena, Comuni, Ulss 8 e Veneto Lavoro insieme per “prendersi cura di chi si prende cura”. È stato presentato questa mattina nella sala consigliare del Centro Servizi Sociali Villa Serena a Valdagno un innovativo progetto sperimentale di presa in carico dei carigiver famigliari. L&#8217;iniziativa ha l&#8217;obiettivo di garantire<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/valdagno-css-villa-serena-al-via-un-progetto-per-la-presa-in-carico-dei-caregiver-famigliari/">Valdagno, CSS Villa Serena: al via un progetto per la presa in carico dei caregiver famigliari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p>CSS Villa Serena, Comuni, Ulss 8 e Veneto Lavoro insieme per “prendersi cura di chi si prende cura”. È stato presentato questa mattina nella sala consigliare del Centro Servizi Sociali Villa Serena a Valdagno un innovativo progetto sperimentale di presa in carico dei carigiver famigliari. L&#8217;iniziativa ha l&#8217;obiettivo di garantire loro tutela e supporto sociale, offrendo servizi mirati in particolare per l’inserimento o reinserimento lavorativo, attraverso un percorso personalizzato che includa il bilancio delle competenze, nonché una valutazione dello stato psicofisico.</p>



<p>A illustrare il progetto sono stati i rappresentanti di tutti gli enti aderenti al protocollo: CSS Villa Serena, con la presidente Maria Trentin e la direttrice Silvia De Rizzo; i Comuni di Valdagno, Trissino, Recoaro Terme, Brogliano e Castelgomberto; Veneto Lavoro, con la presenza del direttore Dott. Tiziano Barone e della Dirigente Dott.ssa Lisa Lora; l&#8217;Azienda ULSS 8 Berica, con il Direttore ai Servizi sociali, Dott. Achille Di Falco.</p>



<p>Nel contesto socio-sanitario attuale, il ruolo del caregiver familiare è sempre più centrale e delicato. Si tratta di persone che, spesso senza formazione specifica, si prendono cura quotidianamente di un familiare in condizione di fragilità al domicilio. Questa figura, pur essendo una risorsa fondamentale per il sistema di welfare, è spesso invisibile e poco sostenuta.</p>



<p>Sin dal  2022 Villa Serena sostiene l’impegno verso i caregiver familiari con l’organizzazione di progetti formativi dedicati. Ora con questo protocollo d’intesa si intende avviare un progetto sperimentale di presa in carico facilitata e privilegiata dei caregiver familiari. Il progetto si rivolge in particolare a coloro che, dopo aver svolto per anni questo ruolo, si trovano a non ricoprire più questa funzione e desiderano rientrare nel mondo del lavoro, spesso dopo un lungo periodo di assenza. È proprio in questo momento di transizione che emerge il bisogno di essere accompagnati, riconosciuti e sostenuti, affinché l’esperienza di cura non si traduca in esclusione sociale o lavorativa.</p>



<p>Il progetto intende anche consolidare le azioni di collaborazione tra Enti pubblici e territoriali, promuovendo una visione integrata del prendersi cura: non solo della persona fragile, ma anche di chi ha accudito ogni giorno con dedizione e, spesso, in solitudine.</p>



<p>Attraverso questa iniziativa ci si propone quindi di garantire sostegno concreto, prevenire situazioni di fragilità economica e favorire percorsi di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.</p>



<p>Tra le azioni, particolare rilievo assumono l’attivazione di percorsi personalizzati di accompagnamento, che includono orientamento, formazione e valorizzazione delle competenze maturate nell’attività di cura e l’avvio di équipe multidisciplinari per una presa in carico integrata e la promozione di percorsi formativi specifici collegati alle politiche attive del lavoro.</p>



<p>Il progetto intende promuovere anche azioni di supporto sociale e relazionale, come servizi di orientamento, iniziative di sollievo e percorsi di inclusione, oltre a campagne di sensibilizzazione rivolte alla comunità e al mondo del lavoro.</p>



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		<title>A Malo due incontri per genitori e figli</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:34:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terranno a Malo oggi 9 e il 16 aprile due incontri di formazione per i genitori di bambini da 0 a 6 anni, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Malo, la Biblioteca e il Servizio di Promozione alla<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Si terranno a Malo oggi 9 e il 16 aprile due incontri di formazione per i genitori di bambini da 0 a 6 anni, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Malo, la Biblioteca e il Servizio di Promozione alla Salute dell’ULSS 7 PEdemontana, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Bimbi in crescita!”, un percorso di approfondimento dedicato alla crescita e al benessere dei bambini rivolto ai genitori, ma anche a tutti gli adulti che hanno un ruolo significativo nella vita di bambini in questa fascia di età.</p>



<p>Più in dettaglio, l’incontro 9 aprile, intitolato “Il ritmo del cuore 0-6 anni”, punta ad aiutare i genitori ad allenare i bambini a riconoscere e vivere tutto ciò che emoziona i loro cuori e “nutre” il loro cervello: la lettura, la musica, la poesia, il movimento, un paesaggio, una semplice passeggiata, contribuendo alla nostra crescita più profonda. Relatrice dell’incontro sarà la dott.ssa Sabina Carrà, pediatra di libera scelta.</p>



<p>L’incontro del 16 aprile ha invece per titolo &#8220;Le emozioni 0-6 anni&#8221; e riguarda un altro aspetto fondamentale della crescita dei bambini. Imparare a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni aiuta infatti i più piccoli a comprendere se stessi e gli altri. Accompagnare un bambino significa trovare un equilibrio tra accoglienza emotiva e definizione di limiti chiari, aiutandolo a crescere in modo sereno, consapevole e responsabile. Relatrice sarà la dott.ssa Silvia Colbacchini, psicologa e psicoterapeuta.</p>



<p><strong><br></strong>Entrambi gli incontri sono a partecipazione gratuita e si terranno a partire dalle 17.30 presso la sala&nbsp; Consiliare San Bernardino a Malo.</p>



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		<title>Veneto &#8211; Primo caso di West Nile dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della stagione calda, il territorio padovano si prepara a fronteggiare il ritorno delle zanzare e dei virus a esse collegati. Tra prevenzione ambientale e sorveglianza sanitaria, le istituzioni locali hanno già attivato le prime misure per contenere i<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Con l’arrivo della stagione calda, il territorio padovano si prepara a fronteggiare il ritorno delle zanzare e dei virus a esse collegati. Tra prevenzione ambientale e sorveglianza sanitaria, le istituzioni locali hanno già attivato le prime misure per contenere i rischi.</p>



<p>L’Ulss 6 Euganea ha infatti registrato il primo episodio del 2026 riconducibile al virus West Nile. Il caso, individuato lo scorso 19 marzo, riguarda un uomo rientrato da un viaggio in Thailandia. Il paziente si è presentato con sintomi come febbre, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, elementi che, uniti al recente soggiorno all’estero, hanno portato i medici a effettuare accertamenti specifici.</p>



<p>Secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, il virus West Nile è ormai considerato una presenza endemica anche nel territorio locale. La sua capacità di sopravvivere durante i mesi invernali, grazie alle zanzare che riescono a superare il freddo, rende possibile una ripresa della circolazione virale con l’arrivo delle temperature più miti. Resta però difficile prevedere con precisione l’intensità della diffusione nei mesi estivi.</p>



<p>A rafforzare l’attenzione contribuisce il ricordo del 2022, quando condizioni climatiche particolarmente favorevoli portarono a una diffusione significativa del virus nel Padovano, con numeri rilevanti anche a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, non è solo la siccità a favorire il fenomeno: anche periodi piovosi, con la formazione di ristagni d’acqua, possono creare ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare.</p>



<p>Parallelamente al monitoraggio sanitario, il Comune ha programmato una campagna di disinfestazione larvicida nelle aree pubbliche, che si svolgerà dal 13 al 30 aprile. Gli interventi partiranno dal quartiere di Brusegana e interesseranno progressivamente il resto della città, con l’obiettivo di ridurre la presenza degli insetti già nelle prime fasi del loro ciclo vitale.</p>



<p>Se per il West Nile la situazione appare oggi più gestibile grazie a una maggiore conoscenza del fenomeno, le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione su altre malattie trasmesse dalle zanzare, come Dengue e Chikungunya. In questi casi, infatti, anche un singolo episodio importato può dare origine a focolai locali. Per questo motivo, in presenza di casi sospetti o confermati, vengono attivate procedure straordinarie con trattamenti mirati nelle aree circostanti, così da contenere rapidamente ogni possibile diffusione.</p>



<p>Fondamentale resta anche il comportamento individuale, soprattutto per chi viaggia in Paesi tropicali, dove il rischio di contrarre queste infezioni è più elevato. L’invito degli esperti è quello di adottare adeguate misure di protezione, come l’uso di repellenti e indumenti adatti, per ridurre al minimo l’esposizione alle punture.</p>



<p>In vista dell’estate, dunque, prevenzione e consapevolezza si confermano le armi principali per limitare l’impatto dei virus trasmessi dalle zanzare.</p>



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		<title>Presentato lo Sportello Dislessia a Bassano del Grappa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 23:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato ieri mattina il nuovo Sportello Dislessia presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie di Bassano del Grappa. Attivato lo scorso anno in via sperimentale dai volontari dell’Associazione Italiana Dislessia presso una struttura privata, grazie alla collaborazione con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Presentato ieri mattina il nuovo Sportello Dislessia presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie di Bassano del Grappa. Attivato lo scorso anno in via sperimentale dai volontari dell’Associazione Italiana Dislessia presso una struttura privata, grazie alla collaborazione con l&#8217;Assessorato alla Famiglia è ora collocato in uno spazio comunale dove possono essere accolti al meglio le famiglie e i ragazzi che necessitano di consulenza.</p>



<p><strong>La rete vicentina</strong></p>



<p>In provincia esistono già diversi sportelli operativi: Valdagno, Arzignano e Chiampo offrono da tempo un servizio mensile gratuito alle famiglie, ospitati dalle biblioteche comunali o da strutture pubbliche. Questi punti di ascolto sono diventati riferimenti preziosi per centinaia di genitori che cercano orientamento su diagnosi, diritti scolastici e strumenti di studio.</p>



<p><strong>Perché Bassano del Grappa</strong></p>



<p>Bassano è un polo scolastico importante, con migliaia di studenti e decine di istituti. Avere uno sportello locale significa accorciare le distanze, non solo geografiche: un servizio pubblico e gratuito nel proprio comune è un segnale di prossimità e attenzione istituzionale.</p>



<p><strong>Cosa offre lo sportello</strong></p>



<p>Consulenza su diagnosi e certificazioni, orientamento sui diritti previsti dalla legge 170/2010, supporto nella scelta di strumenti compensativi, dialogo con le scuole. Il servizio è gratuito ed è gestito da volontari dell&#8217;Associazione Italiana Dislessia che conoscono queste difficoltà dall&#8217;interno: genitori, insegnanti, ragazzi.</p>



<p>Per informazioni e appuntamenti chiamare il numero 392 4859.675 o scrivere una mail a: vicenza@aiditalia.org</p>
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		<title>Veneto &#8211; Intervento da record, massa da 50 chili rimossa dall’addome: salvata una donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:12:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[caso medico eccezionale]]></category>
		<category><![CDATA[cisti ovarica gigante]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA VERONA]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia oncologica]]></category>
		<category><![CDATA[intervento chirurgico Verona]]></category>
		<category><![CDATA[operazione complessa]]></category>
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		<category><![CDATA[salute donna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VERONA, 18 marzo 2026 – Un intervento chirurgico straordinario e ad altissimo rischio ha permesso di salvare una donna di 74 anni, arrivata in ospedale con una situazione ormai critica: una gigantesca cisti ovarica di circa 50 chili le comprimeva<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>VERONA, 18 marzo 2026 – Un intervento chirurgico straordinario e ad altissimo rischio ha permesso di salvare una donna di 74 anni, arrivata in ospedale con una situazione ormai critica: una gigantesca cisti ovarica di circa 50 chili le comprimeva gli organi vitali, mettendo in pericolo la respirazione e la funzionalità renale.</p>



<p>L’operazione è stata eseguita all’ospedale di Borgo Trento di Verona da un’équipe multidisciplinare, che ha affrontato il caso con un approccio in più fasi, data la complessità e i rischi legati a un intervento immediato.</p>



<p>La paziente si era presentata al pronto soccorso con un addome fortemente disteso e gravi difficoltà respiratorie. Gli esami diagnostici hanno rivelato una massa enorme, estesa a tutta la cavità addominale, in grado di comprimere diaframma, organi interni e persino ostacolare la circolazione sanguigna verso gli arti inferiori.</p>



<p>Per evitare pericolosi squilibri emodinamici, i medici hanno inizialmente ridotto gradualmente il volume della cisti aspirando il liquido al suo interno. Solo successivamente si è proceduto con la delicata fase di separazione della massa dagli organi addominali, resa complessa dalle numerose aderenze.</p>



<p>Una volta completata la rimozione della cisti, l’équipe ha eseguito anche un’isterectomia totale e l’asportazione dell’altro ovaio, a scopo precauzionale.</p>



<p>Fondamentale anche la fase post-operatoria: la paziente è stata monitorata in terapia intensiva prima del trasferimento in reparto, dove ha iniziato il percorso di recupero delle funzionalità e della mobilità.</p>



<p>All’intervento hanno partecipato specialisti di ginecologia oncologica, chirurgia dell’esofago e dello stomaco, anestesia e rianimazione, a conferma della complessità di un’operazione che rappresenta uno dei casi più rilevanti trattati negli ultimi anni nella struttura veronese.</p>
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		<title>Disturbi alimentari, il Veneto sempre in prima fila per supportare pazienti e famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[dca]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri 15 marzo si è celebrata la Giornata nazionale dei Disturbi alimentari (DCA). In Veneto, oltre 20 anni fa, è nato il primo Centro specializzato pubblico, la &#8220;Casa delle farfalle&#8221; a Portogruaro. Oggi la nostra Regione dispone di una rete<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Ieri 15 marzo si è celebrata la Giornata nazionale dei Disturbi alimentari (DCA). In Veneto, oltre 20 anni fa, è nato il primo Centro specializzato pubblico, la &#8220;Casa delle farfalle&#8221; a Portogruaro. Oggi la nostra Regione dispone di una rete specifica di strutture, a cominciare dai due Centri regionali di riferimento a Padova e Verona, fino a quelli provinciali presso le Ulss 2 Marca Trevigiana, 4 Veneto Orientale e 8 Berica, e a tutta una serie di strutture specialistiche presenti in ogni Azienda sanitaria.<br>I numeri indicano un’incidenza in crescita con esordi sempre più precoci su ragazzi e adolescenti. Ogni anno la rete territoriale prende in carico 3.000 casi; intorno al migliaio sono i ricoveri specialmente per anoressia nervosa e bulimia. Chi soffre di questa patologia, può trovare anche il sostegno di associazioni impegnate nel settore. Perché i DCA non riguardano solo il singolo malato, bensì anche la sua famiglia.<br>Tutte le info qui: https://salute.regione.veneto.it/disturbi-del-comportamento-alimentari</p>
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		<title>Ortosomnia, quando l’ossessione per il sonno perfetto finisce per disturbare le notti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e insonnia: sempre più persone lamentano un peggioramento della qualità del sonno negli ultimi anni e molti si svegliano al mattino già stanchi. I disturbi del sonno riguardano ormai una parte significativa della popolazione, un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e insonnia: sempre più persone lamentano un peggioramento della qualità del sonno negli ultimi anni e molti si svegliano al mattino già stanchi. I disturbi del sonno riguardano ormai una parte significativa della popolazione, un segnale che preoccupa gli esperti e che invita a riflettere non solo sugli aspetti fisiologici ma anche su quelli psicologici legati al riposo notturno.</p>



<p>Negli ultimi anni, infatti, il rapporto con il sonno è cambiato profondamente anche a causa della diffusione di tecnologie dedicate al monitoraggio delle nostre notti. App per smartphone, smartwatch, sensori e sistemi di analisi del ciclo del sonno promettono di misurare la qualità del riposo e fornire punteggi e dati dettagliati. Questa continua ricerca della “notte perfetta” ha dato origine a un fenomeno sempre più diffuso chiamato <strong>ortosomnia</strong>, cioè l’ossessione per il sonno ideale e per i numeri che lo descrivono.</p>



<p>Secondo la psichiatra Isabelle Poirot, specialista nei disturbi del sonno, non esiste però una formula universale per dormire bene. In generale gli studi suggeriscono che un adulto dovrebbe dormire tra le sei e le nove ore a notte, ma la quantità ideale varia da persona a persona: c’è chi ha bisogno di dormire meno e chi di più. Dormire stabilmente meno di sei ore o più di nove, tuttavia, non è considerato salutare. Anche alcune convinzioni diffuse, come quella secondo cui le ore di sonno prima di mezzanotte sarebbero più benefiche, non trovano conferma scientifica: il ciclo del sonno segue gli stessi meccanismi indipendentemente dall’orario in cui ci si corica.</p>



<p>Le persone definite “ortosomniache”, spesso molto attente alla propria salute, tendono invece a fissare regole rigide sull’orario di andare a letto, sulla durata del riposo e sulle abitudini serali. Con oltre 500 applicazioni dedicate al monitoraggio del sonno disponibili sugli smartphone, controllare continuamente i dati notturni è diventato semplice e diffuso. Il rischio è che la ricerca della notte perfetta finisca per trasformarsi in una fonte di stress.</p>



<p>Tra i segnali che possono indicare una preoccupazione eccessiva per il sonno ci sono, ad esempio, la rinuncia a uscire con amici o andare al cinema per non interrompere la routine serale, oppure il controllo compulsivo dei dati registrati dai dispositivi appena svegli o più volte durante la giornata. In questi casi il sonno non è più solo un bisogno fisiologico, ma diventa un obiettivo da ottimizzare e controllare.</p>



<p>Il paradosso è che questa pressione psicologica può produrre l’effetto opposto: generare ansia e rendere più difficile addormentarsi. «Per dormire bene bisogna smettere di pensarci», spiegano gli specialisti, sottolineando come il sonno sia un processo naturale e in parte imprevedibile. Pensarci troppo, invece, può portare proprio a quella insonnia che si cerca di evitare.</p>



<p>Un altro aspetto da considerare riguarda l’affidabilità dei dispositivi connessi. Questi strumenti non sono dispositivi medici e basano spesso le loro analisi sui movimenti del corpo durante la notte: più movimenti vengono registrati, peggiore viene considerata la qualità del sonno. Tuttavia il riposo è un fenomeno complesso e non può essere valutato solo con questo parametro, soprattutto quando il sonno è già disturbato.</p>



<p>Gli esperti consigliano quindi di utilizzare smartwatch e app soprattutto per monitorare l’attività fisica durante il giorno, uno dei pilastri fondamentali per dormire meglio. In caso di problemi persistenti, la soluzione più efficace resta sempre quella di parlarne con il proprio medico, evitando di affidarsi esclusivamente ai numeri registrati dai dispositivi digitali.</p>
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		<title>Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, Stefani: “Inaccettabile ogni aggressione contro chi cura”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una visita per dire grazie a chi ogni giorno è in prima linea nella cura dei cittadini e per ribadire che ogni forma di violenza contro chi cura è inaccettabile. In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Una visita per dire grazie a chi ogni giorno è in prima linea nella cura dei cittadini e per ribadire che ogni forma di violenza contro chi cura è inaccettabile. In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari, il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani si è recato oggi al pronto soccorso dell’ospedale di Camposampiero.Accompagnato dalla direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea Patrizia Benini, il presidente ha visitato anche l’Ospedale di Comunità, già operativo, e la Casa della Comunità di Camposampiero, struttura i cui lavori sono ormai in fase di ultimazione e che andrà a rafforzare la rete territoriale dei servizi sanitari.“L’aggressività e la violenza non sono mai la soluzione ai problemi – ha dichiarato Stefani – ma diventano ancora più odiose quando le vittime sono medici, infermieri o operatori sociosanitari, professionisti che ogni giorno si prendono cura dei pazienti. In questi anni – ha aggiunto il presidente – abbiamo dovuto purtroppo in più di un&#8217;occasione condannare episodi di aggressione nei confronti dei nostri professionisti della sanità. Ma non ci siamo limitati alle parole di condanna o alla solidarietà: abbiamo voluto dare un segnale concreto di attenzione al personale sanitario”.Il riferimento è al provvedimento approvato dalla Giunta regionale che destina oltre 60 milioni di euro alle indennità per il personale dell’emergenza-urgenza. Una misura che coinvolgerà circa 3.200 lavoratori del sistema sanitario regionale – tra infermieri, operatori sociosanitari, autisti soccorritori e personale amministrativo – riconoscendo la particolare gravosità del lavoro svolto nei pronto soccorso, tra i servizi più esposti a carichi di lavoro elevati e, purtroppo, anche al fenomeno delle aggressioni.“Valorizzare il personale sanitario – ha concluso Stefani – è una priorità per rafforzare il nostro sistema di cura e assistenza. In una giornata come questa ho voluto essere qui per ribadire concretamente la vicinanza e il rispetto della Regione verso chi ogni giorno garantisce salute e sicurezza ai cittadini”.<a href="http://tracking.regve.it/track/qaR9ZwR0ZmDjAGR4AmNmAGxkAQV0ZPM5qzS4qaR9ZQblIt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Ospedale di Santorso, consegnate tre nuove ambulanze e una seconda automedica</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono arrivati all’ospedale di Santorso quattro nuovi mezzi di soccorso per le situazioni di emergenza: si tratta di tre ambulanze e una nuova automedica, acquistate nell’ambito del maxi piano di rinnovo dei mezzi di soccorso finanziato dalla Regione del Veneto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Sono arrivati all’ospedale di Santorso quattro nuovi mezzi di soccorso per le situazioni di emergenza: si tratta di tre ambulanze e una nuova automedica, acquistate nell’ambito del maxi piano di rinnovo dei mezzi di soccorso finanziato dalla Regione del Veneto e coordinato come centrale unica di acquisto da Azienda Zero.</p>



<p>Più in dettaglio, le nuove ambulanze sostituiscono mezzi più datati e prevedono al loro interno tutte le dotazioni utili per un soccorso tempestivo ed efficace nei diversi scenari possibili, ma si distinguono anche per un’attenzione particolare per l’attività dei soccorritori: sono infatti tutte dotate di barelle elettriche, che permettono di spostare, alzare e caricare i pazienti riducendo i carichi di lavoro, e dunque l’affaticamento fisico e il rischio di infortuni. Inoltre, le tre ambulanze sono basate sullo stesso veicolo e presentano un allestimento identico: in questo modo, qualsiasi sia il mezzo utilizzato, i soccorritori possono memorizzare più facilmente l’esatta collocazione di ogni strumento e dotazione, velocizzando così al massimo le operazioni di soccorso.</p>



<p>L’automedica, invece, si affianca a quella già in servizio all’ospedale di Santorso, che era stata donata due anni fa dalla Fondazione FabbricareSalute, rispetto alla quale avrà funzione di mezzo di scorta per garantire sempre e comunque la piena operatività del servizio anche durante gli interventi di manutenzione del mezzo già in servizio.</p>



<p>Il valore complessivo della fornitura dei tre mezzi è pari a circa 510 mila euro interamente finanziati dalla Regione del Veneto: «Vorrei sottolineare l’importanza per il territorio, ma anche per gli operatori del Pronto Soccorso, di poter contare su questi nuovi mezzi, sempre più efficienti e allo stesso tempo attenti anche alle esigenze degli operatori &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana dott. Giovanni Carretta -. Ringrazio dunque la Regione del Veneto per l’attenzione che ha dimostrato ancora una volta verso questa Azienda».</p>
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		<title>Tre nuove &#8220;palestre della salute&#8221; nel distretto di Bassano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bassano]]></category>
		<category><![CDATA[cassola]]></category>
		<category><![CDATA[palestre]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri la cerimonia di consegna della targa di riconoscimento in qualità di “Palestre della Salute” per tre strutture che hanno ottenuto l’apposita certificazione, dimostrando dunque di rispettare i severi requisiti individuati dalla Regione del Veneto con la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Si è svolta ieri la cerimonia di consegna della targa di riconoscimento in qualità di “Palestre della Salute” per tre strutture che hanno ottenuto l’apposita certificazione, dimostrando dunque di rispettare i severi requisiti individuati dalla Regione del Veneto con la DGR 549/2023.</p>



<p>Più in dettaglio si tratta di due strutture con sede a Cassola (l’Istituto Attività Motorie e il Centro Kinesi) e una con sede a Thiene (Poliambulatorio San Gaetano), che si aggiungono alle 4 già presenti nel territorio dell’ULSS 7 Pedemontana (2 nel Distretto di Bassano e 2 nell’Alto Vicentino).</p>



<p>Come noto, la definizione di “Palestre della Salute” non è un semplice slogan, ma identifica sedi in possesso di specifici requisiti strutturali, tecnici organizzativi, tali da essere idonee ad ospitare, oltre alle normali attività di palestra, anche cittadini con patologie croniche non trasmissibili stabilizzate (cardiopatici, broncopneumopatici, diabetici, nefropatici&#8230;) per lo svolgimento di programmi di esercizio fisico prescritti dal medico. Non si tratta, dunque, di un&#8217;attività riabilitativa, ma della possibilità di fare esercizio fisico tarato alla propria condizione con caratteristiche che lo rendono idoneo ad ottimizzarne i benefici ricavati in termini di salute e, soprattutto, minimizzando i possibili rischi.</p>



<p>Proprio per l’importanza di questo ruolo, è previsto che il Dipartimento di Prevenzione, ed in particolare l’U.O.S.D. Attività Motorie, verifichi con periodicità almeno biennale e, comunque, ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, l&#8217;accertamento del mantenimento dei requisiti richiesti.</p>
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		<title>Casa della Comunità di Romano d&#8217;Ezzelino: finiti i lavori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ULSS 7 Pedemontana ha completato i lavori in anticipo rispetto alla scadenza prevista dal PNRR. La struttura ospiterà tutti i principali servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità per i cittadini Sono stati ufficialmente dichiarati conclusi i lavori per la costruzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’ULSS 7 Pedemontana ha completato i lavori in anticipo rispetto alla scadenza prevista dal PNRR.</strong></p>



<p><strong>La struttura ospiterà tutti i principali servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità per i cittadini</strong></p>



<p>Sono stati ufficialmente dichiarati conclusi i lavori per la costruzione della nuova Casa della Comunità a Romano d’Ezzelino, frutto di un investimento di oltre 3,9 milioni di euro finanziato tramite fondi PNRR.</p>



<p>La nuova struttura sorge al civico 4 di via Gioberti, dunque in posizione centrale, in un’area messa a disposizione dall’Amministrazione di Romano d’Ezzelino, al posto dello stabile che un tempo ospitava l’Ufficio Tecnico e la Polizia Locale.</p>



<p><a></a>L’opera è dunque il risultato di un intervento completo di demolizione e ricostruzione, iniziato nell’aprile 2024, che ha portato alla realizzazione di un edificio che si sviluppa su due piani per una superficie totale di 1.064,5 mq. Al piano terra è previsto un punto informazioni, all’ingresso, dal quale si accederà all’area di attesa, con un Punto Unico di Accesso organizzato in open-space e in diretto contatto con l’ufficio amministrativo. Sul lato sud del piano saranno collocati invece tutti i servizi delle cure primarie, dunque con la presenza di medici e infermieri, mentre sul lato nord troverà spazio l’ufficio amministrativo e una sala polivalente. Sul lato opposto rispetto all’ingresso principale saranno collocati invece i locali per il Centro di Salute Mentale e il Ser.D, garantendo così una maggiore privacy agli utenti del servizio.</p>



<p>Al primo piano, invece, sarà collocato il Consultorio Familiare, il Servizio Tutela per i Minori, la Neuropsichiatria Infantile e altri 6 ambulatori specialistici.</p>



<p>Conclusi i lavori, l’Azienda socio-sanitaria completerà ora l’iter per il collaudo e gli allacciamenti, con l’obiettivo di attivare la nuova Casa della Comunità di Romano d’Ezzelino già nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Tumori tra i Vigili del Fuoco, USB attacca: “Troppi colleghi malati e morti, servono dati completi sui PFAS”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[biomonitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione sostanze tossiche]]></category>
		<category><![CDATA[malattie professionali]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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		<category><![CDATA[tumori Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[USB Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[vigili del fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindacato USB Vigili del Fuoco denuncia con forza quello che definisce l’ennesimo tentativo di affrontare con superficialità e scarsa trasparenza il problema sanitario che colpisce il personale del Corpo nazionale. Un tema che, sottolinea l’organizzazione sindacale, non può essere<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Il sindacato USB Vigili del Fuoco denuncia con forza quello che definisce <strong>l’ennesimo tentativo di affrontare con superficialità e scarsa trasparenza il problema sanitario che colpisce il personale del Corpo nazionale</strong>. Un tema che, sottolinea l’organizzazione sindacale, non può essere ridotto a convegni o presentazioni accademiche, ma riguarda <strong>una realtà drammatica fatta di vigili del fuoco che si ammalano e muoiono</strong>.</p>



<p>Secondo USB, negli ultimi anni all’interno del Corpo nazionale si registra <strong>un numero crescente di operatori colpiti da patologie oncologiche</strong>. Una situazione che, evidenzia il sindacato, si inserisce in un contesto scientifico preciso: <strong>l’attività operativa dei vigili del fuoco è classificata come cancerogena di classe 1</strong>, a causa delle ripetute esposizioni a sostanze tossiche e cancerogene durante gli interventi su incendi, incidenti industriali e in ambienti contaminati. Tra queste sostanze rientrano anche i <strong>PFAS</strong>, composti chimici persistenti e potenzialmente pericolosi.</p>



<p>Per USB Vigili del Fuoco, quella che per alcuni continua a essere trattata con cautela comunicativa rappresenta <strong>una vera emergenza sanitaria</strong>.</p>



<p>In questo quadro si inserisce <strong>lo studio di biomonitoraggio sull’esposizione ai PFAS condotto dall’Università di Bologna</strong> sul personale del Corpo. Proprio per valutare nel dettaglio il lavoro svolto, il sindacato ha presentato <strong>una formale richiesta di accesso agli atti</strong> per ottenere tutta la documentazione relativa alla ricerca.</p>



<p>La risposta ricevuta, però, secondo quanto denunciato da USB, si sarebbe limitata <strong>alla trasmissione di una semplice presentazione in formato PowerPoint</strong>. Una modalità che il sindacato considera insufficiente per affrontare un problema di tale portata.</p>



<p>“È questo il livello di trasparenza con cui si pensa di affrontare il tema dei tumori tra i Vigili del Fuoco?”, si chiede l’organizzazione, ribadendo che <strong>una questione sanitaria così grave richiede rigore scientifico, dati completi e piena accessibilità alle informazioni</strong>.</p>



<p>Per questo USB ha richiesto formalmente la trasmissione integrale della documentazione dello studio, in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>progetto completo della ricerca</strong>, con obiettivi, disegno metodologico, criteri di inclusione ed esclusione dei partecipanti, tipologia di analisi effettuate e outcome considerati;</li>



<li><strong>tutti i materiali supplementari</strong>, tra cui protocollo dello studio, strumenti utilizzati, allegati tecnici e documentazione metodologica;</li>



<li>i <strong>risultati anonimizzati in forma analitica e tabellare</strong>, necessari per valutare in modo indipendente l’impatto dell’esposizione ai PFAS sul personale;</li>



<li>una <strong>descrizione dettagliata dei metodi analitici utilizzati</strong>, comprese tecniche strumentali, standard di riferimento, limiti di rilevabilità e quantificazione, procedure di controllo qualità, eventuali validazioni interlaboratorio e l’indicazione dell’accreditamento del laboratorio che ha effettuato le analisi.</li>
</ul>



<p>Il sindacato annuncia inoltre che, <strong>qualora lo studio dell’Università di Bologna venga reso pubblico nelle prossime settimane</strong>, pretenderà che siano divulgati <strong>tutti i dati, l’intera metodologia scientifica e ogni elemento utile a consentire verifiche indipendenti</strong>.</p>



<p>USB chiarisce che <strong>non accetterà studi incompleti, rassicurazioni generiche o operazioni di facciata</strong>, mentre il personale continua a pagare con la propria salute.</p>



<p>La battaglia del sindacato su questo tema, viene ricordato, <strong>non nasce oggi</strong>. Da oltre dieci anni USB denuncia pubblicamente i rischi sanitari legati all’esposizione ai PFAS, chiedendo <strong>studi epidemiologici seri, programmi di biomonitoraggio indipendenti, dispositivi di protezione e procedure di decontaminazione adeguati</strong>, oltre al pieno riconoscimento delle <strong>malattie professionali</strong>.</p>



<p>Nel corso degli anni sono state promosse <strong>iniziative pubbliche, denunce e mobilitazioni</strong>, oltre a momenti di confronto istituzionale. Tra le iniziative più rilevanti viene ricordata <strong>la conferenza stampa organizzata nel giugno 2025 alla Camera dei Deputati</strong>, durante la quale è stato portato all’attenzione delle istituzioni il tema del rischio oncologico per i vigili del fuoco.</p>



<p>In quell’occasione è stato presentato anche <strong>uno studio indipendente basato sull’analisi di campioni di siero di alcuni operatori presso l’ospedale universitario di Aachen, in Germania</strong>, insieme ai risultati delle analisi sui <strong>composti PFAS presenti nei dispositivi di protezione individuale</strong>, effettuate presso un’azienda specializzata di Prato.</p>



<p>All’incontro avevano partecipato anche <strong>rappresentanti di Greenpeace</strong>, la <strong>professoressa Claudia Marcolungo dell’Università di Padova</strong> e la <strong>dottoressa Vitalia Murgia di ISDE – Medici per l’Ambiente</strong>, che avevano contribuito a evidenziare con dati scientifici la gravità delle esposizioni a cui è sottoposto il personale.</p>



<p>La battaglia, sottolinea USB, prosegue oggi anche <strong>sul piano legale e della trasparenza amministrativa</strong>, grazie al supporto dello <strong>Studio legale Dini e Saltalamacchia</strong> e dell’associazione <strong>Generazioni Future</strong>, coinvolti nelle iniziative legate agli accessi agli atti, alla verifica delle procedure e alla tutela dei lavoratori.</p>



<p>“Chi entra nel fuoco per salvare la vita degli altri non può essere lasciato solo quando paga quel servizio con la propria salute”, conclude il sindacato, ribadendo che <strong>i vigili del fuoco italiani meritano verità, tutela e giustizia</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Quanti obesi ci sono in Veneto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 16:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia metabolica]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesità infantile]]></category>
		<category><![CDATA[obesità Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione obesità]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappeso bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto, l’obesità colpisce circa il 12% degli adulti e il 6% dei bambini, mentre il sovrappeso riguarda il 29% degli adulti e il 17% dei più piccoli. Oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, le Unità operative delle aziende<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>In Veneto, l’obesità colpisce circa il 12% degli adulti e il 6% dei bambini, mentre il sovrappeso riguarda il 29% degli adulti e il 17% dei più piccoli. Oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, le Unità operative delle aziende sanitarie e ospedaliere hanno organizzato un punto informativo nella hall del polo Confortini di Verona, con l’iniziativa “Obesità senza pregiudizi: ascoltare, comprendere, curare”, promossa dalla sezione Triveneto della Società italiana dell’obesità insieme a università e associazioni di pazienti.</p>



<p>L’obesità è una malattia cronica, complessa e recidivante, causata da fattori biologici, ambientali e psico-sociali. Spesso percepita come una colpa, può essere trattata efficacemente, soprattutto se la prevenzione inizia precocemente: molti bambini obesi presentano già alterazioni glicemiche e problemi cardiovascolari.</p>



<p>In Veneto, il percorso terapeutico è multidisciplinare: per i bambini, l’Uoc Pediatria B del professor Maffeis; per adulti e anziani, l’Uoc Endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo guidata dal professor Bonadonna e la Geriatria B diretta dal professor Mauro Zamboni, con focus sull’obesità sarcopenica, caratterizzata da aumento della massa grassa e perdita di quella magra. La chirurgia metabolica, coordinata dal dottor Marco Battistoni, completa il percorso specialistico, affiancata da dietisti, nutrizionisti e infermieri.</p>



<p>L’iniziativa sottolinea l’importanza di un approccio integrato per prevenire e curare l’obesità, puntando sulla diagnosi precoce, l’informazione e il supporto continuo per tutte le fasce d’età.</p>
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		<title>Valdagno celebra l’8 marzo: tra arte, cinema e benessere “la cura” diventa protagonista al femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(sotto: le locandine informative) Valdagno &#8211; La cura, come attenzione verso di sé, corpo e spirito, verso le proprie aspirazioni e vocazioni, verso le relazioni. È questo il filo conduttore del programma dedicato alla&#160;Giornata Internazionale della Donna 2026, che si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(sotto: le locandine informative)</p>



<p>Valdagno &#8211; La cura, come attenzione verso di sé, corpo e spirito, verso le proprie aspirazioni e vocazioni, verso le relazioni. È questo il filo conduttore del programma dedicato alla&nbsp;<strong>Giornata Internazionale della Donna 2026</strong>, che si apre&nbsp;<strong>venerdì 6 marzo a Valdagno</strong>. Un filo che connette linguaggi e approcci diversi –&nbsp;<strong>arte, cinema, musica, nutrizione, mindfulness, salute e prevenzione</strong>&nbsp;– per ricordare che il benessere femminile è un valore sociale, culturale e comunitario. La rassegna, coordinata e promossa dalla&nbsp;<strong>Commissione Pari Opportunità del Comune di Valdagno</strong>, è resa possibile grazie alla partecipazione di associazioni e realtà culturali del territorio:&nbsp;<strong>la Biblioteca Civica Villa Valle, ProValdagno, il Cinema Teatro Super, il Centro Servizi Sociali Villa Serena</strong>.</p>



<p>&#8220;<em>Il programma</em>&nbsp;&#8211; sottolineano le promotrici &#8211;&nbsp;<em>celebra la donna e ne valorizza la complessità, promuovendo una cultura di rispetto, cura e crescita personale. Attraverso diversi linguaggi vogliamo offrire dei momenti per stare insieme e, allo stesso tempo,&nbsp;degli strumenti e spunti concreti dedicati al benessere, all’espressione e alla consapevolezza femminile. La collaborazione tra enti, associazioni e servizi del territorio è il segno di una comunità che si mobilita davvero e con impegno per la promozione delle pari opportunità</em>&#8220;.</p>



<p>Ad aprire il programma è la mostra grafica&nbsp;<strong>“La Cura” di Carolina Guiotto nelle Serre del Parco La Favorita</strong>. L&#8217;esposizione, che&nbsp;propone un viaggio visivo, tra resilienza, delicatezza e forza femminile,&nbsp;sarà inaugurata venerdì 6 marzo alle 20.30 con una serata di presentazione che vedrà l&#8217;autrice dialogare con la presidente della Commissione Pari Opportunità Anna Centomo.&nbsp;La mostra esplora il mondo delle emozioni e degli stati d&#8217;animo, trattato con forza gentile: attraverso ritratti di donne, la mostra è un viaggio che accomuna tutti, nei delicati passaggi dagli stati d&#8217;animo più difficili, a quelli di trasformazione, fino alla rinascita. Le opere parlano del coraggio di rifiorire, prendendosi cura di sé.&nbsp;Il linguaggio visivo, potente e diretto, crea uno spazio di riflessione all&#8217;interno di un allestimento, le Serre appunto,&nbsp;che rafforza il rimando a un luogo di crescita e protezione. La mostra, organizzata da Provaldagno, è visitabile sabato 7 e domenica 8 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; domenica 15 marzo dalle 10 alle 12.30.</p>



<p>Sabato 7 marzo, alle ore 17.00, Sala Soster di Palazzo Festari ospiterà invece&nbsp;<strong>“Armonia al femminile: nutrizione, mindfulness e musica”</strong>. Organizzato dalla Commissione Pari Opportunità, l&#8217;incontro è dedicato al benessere globale della donna, alla cura di sé come primo atto d’amore. La nutrizionista Lisa Battistin e l&#8217;esperta di mindfulness e thetahealing Giordana Ruzzolini offriranno&nbsp;strumenti concreti per nutrire corpo, mente ed emozioni. Elli De Mon, One Woman Band, accompagnerà&nbsp;l’evento con “Note dell’Essere”, un percorso musicale che dà voce alle storie di autenticità e coraggio femminile. Sarà presente in sala un&#8217;esposizione libraria a tema a cura della Biblioteca Civica. L&#8217;evento è pensato per essere occasione di cura e consapevolezza per le donne, ma rappresenta anche un’occasione preziosa per tutti gli uomini che desiderano avvicinarsi – con sensibilità e interesse autentico – all’universo femminile.</p>



<p>Sabato 7, alle 20.30, e domenica 8 marzo, alle 18.00, al Super verrà proiettato&nbsp;<strong>il film “Anna” – Ritratto di Anna Magnani di Monica Guerritore</strong>. Un omaggio a una figura simbolo della forza femminile nel cinema e nella cultura italiana a cura di Cinema Teatro Super. Un&#8217;esposizione libraria a tema della Biblioteca Civica proporrà una selezione di libri e dvd dedicati alla vita, all’arte e all’eredità di Anna Magnani e anche alla regista Monica Guerritore, per favorire un approfondimento culturale e storico.</p>



<p>A chiudere la rassegna, giovedì 12 marzo alle 20.30 nella Sala del Centro Diurno di Villa Serena, sarà l&#8217;incontro&nbsp;<strong>“Il pavimento pelvico: il sostegno invisibile per il nostro benessere”</strong>, un momento informativo dedicato a un tema fondamentale per la salute femminile. L’iniziativa offre un contributo significativo di prevenzione e sensibilizzazione con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, conoscenza e autonomia. Intervengono Emiliana Molinari, fisioterapista esperta in riabilitazione pelvi-perinale, e Silvia Venanzi, medico chirurgo specializzata in ginecologia ostetricia. Serata a cura di Villa Serena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-359891" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-725x1024.jpg 725w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-295x417.jpg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-1087x1536.jpg 1087w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-846x1196.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-1184x1673.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001.jpg 1241w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-359892" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-724x1024.jpg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-295x417.jpg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-1086x1536.jpg 1086w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-846x1197.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile.jpg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="727" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura-727x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-359893" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura-727x1024.jpeg 727w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura-296x417.jpeg 296w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura-100x141.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura-846x1192.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/la_cura.jpeg 1060w" sizes="(max-width: 727px) 100vw, 727px" /></figure>
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		<title>Il San Bassiano si rinnova, al via il maxi progetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato definito il progetto di adeguamento antisismico e antincendio che prevedeanche il rifacimento del blocco operatorio e la realizzazione di un nuovo polo endoscopico.L’investimento complessivo sarà di 25 milioni di euro: i lavori partiranno a inizio 2027 e dureranno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>È stato definito il progetto di adeguamento antisismico e antincendio che prevede<br>anche il rifacimento del blocco operatorio e la realizzazione di un nuovo polo endoscopico.<br>L’investimento complessivo sarà di 25 milioni di euro: i lavori partiranno a inizio 2027 e dureranno circa 2 anni</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="479" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1024x479.jpg" alt="" class="wp-image-359303" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1024x479.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-626x293.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-100x47.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-846x396.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1184x554.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento.jpg 1319w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’ospedale San Bassiano si appresta a cambiare volto, anche se la grande maggioranza degli utenti non coglierà le differenze esternamente: l’ULSS 7 Pedemontana ha definito il progetto relativo al maxi piano di riqualificazione che prevede da una parte un significativo miglioramento della resistenza antisismica della struttura, dall’altra il rifacimento del gruppo operatorio e la creazione di un nuovo polo endoscopico. Il tutto per un investimento complessivo stimato di 25 milioni di euro finanziato in base ad un accordo di programma tra la Regione del Veneto e i Ministeri della Salute e delle Finanze, con inizio dei lavori previsto indicativamente all’inizio del prossimo anno e durata stimata di circa 2 anni.</p>



<p>«Il San Bassiano è un ospedale relativamente giovane, ma ha comunque oltre 40 anni e in sanità l’innovazione corre veloce &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza -. In questo arco di tempo sono cambiati i modelli organizzativi, le tecnologie e anche e esigenze assistenziali, pensiamo al grande sviluppo della day e week surgery e della chirurgia mininvasiva, ma anche all’attenzione rispetto alla circolazione di virus e batteri. Abbiamo dunque voluto cogliere l’opportunità data dal maxi piano di intervento antisismico per un importante aggiornamento del gruppo operatorio, e allo stesso tempo per la creazione di un nuovo polo endoscopico. In questo modo andremo ad sostenere l’ulteriore crescita qualitativa e quantitativa dell’attività chirurgica svolta al San Bassiano, già all’avanguardia per la grande tradizione nella chirurgia robotica, creando allo stesso tempo un polo di eccellenza per le procedure in endoscopia, anche in considerazione dello sviluppo di questa metodica sia sul piano diagnostico che interventistico. Il San Bassiano sarà dunque un ospedale sempre all’avanguardia, in linea con gli standard dei nosocomi di nuova generazione, ma soprattutto un ospedale dove in nostri medici potranno lavorare al meglio per il bene dei pazienti e allo stesso tempo sempre più attrattivo per gli specializzanti e i giovani specialisti».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="342" height="456" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano.jpg" alt="" class="wp-image-359305" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano.jpg 342w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano-313x417.jpg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano-100x133.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px" /></figure>



<p>Per quanto riguarda l’adeguamento antisismico, l’intervento riguarderà alcune aree del 2° (dove ha sede il blocco operatorio), 3° (in uno spazio terrazzato ora inutilizzato) e 4° (dove vi è la day e week surgery), oltre al primo piano interrato (in corrispondenza del polo endoscopico).</p>



<p>I lavori inizieranno dal piano interrato e dal 4° piano, e parallelamente si procederà anche agli interventi sull’area terrazzata al 3° piano, dove sarà realizzato un nuovo locale tecnico all’interno del quale saranno collocate le nuove Unità di Trattamento Aria a servizio delle sale operatorie; successivamente avverrà la cantierizzazione del blocco operatorio al 2° secondo, che avverrà in più fasi allo scopo di garantire la continuità dell’attività del blocco operatorio, permettendo di avere almeno 4 sale operatorie sempre funzionanti.</p>



<p>Ma come detto il focus dell’intervento non riguarda solo la sicurezza in caso di terremoto: infatti l’Azienda ha voluto cogliere l’occasione di lavori che sarebbero stati comunque molto significativi e invasivi per migliorare anche la funzionalità di alcune aree nell’ottica di sostenere un ammodernamento e potenziamento futuro della struttura.</p>



<p>In questa prospettiva, al 2° piano sarà completamente rinnovato il blocco operatorio, che potrà contare su 7 nuove sale operatorie, oltre alla sala ibrida di recente realizzazione che non sarà oggetto di interventi; tra queste, una sala sarà studiata con accortezze specifiche per i pazienti infetti. Il progetto prevede inoltre ampie aree preparazione in prossimità dell’accesso alle sale; recovery room con 5 posti letto; ampi spogliatoi per il personale ed ambienti di servizio ed accessori; aree ordinate di sosta per le attrezzature in prossimità di ogni sala.</p>



<p>Il tutto potendo contare sulle tecnologie più evolute e sui più avanzati standard di sicurezza: infatti tutte le nuove sale operatorie di chirurgia, insieme ai relativi sistemi impiantistici, sono state progettate per garantire una classe di pulizia dell’aria ISO 5 (la più elevata per le sale operatorie), grazie ad un adeguamento completo degli impianti di ventilazione e filtraggio dell’aria.</p>



<p>Particolare attenzione è stata posta anche alla scelta delle finiture del nuovo blocco operatorio, studiate per coniugare estetica, funzionalità e durata nel tempo.</p>



<p>Completamente rinnovata sarà anche l’area per la Day e Week Surgery, al 4° piano, dove saranno realizzate 4 sale operatorie (ora sono 3) più 2 nuovi ambulatori chirurgici e un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti con 7 postazioni, oltre ad un ulteriore locale per l’osservazione dei pazienti con altre 4 postazioni. Anche in questo caso una particolare attenzione sarà posta alla sicurezza, con l’adeguamento a standard più elevati per quanto riguarda la pulizia dell’aria (in questo caso le sale saranno di classe ISO 7)</p>



<p>Un altro intervento di grande rilievo sul piano funzionale riguarda la realizzazione, al primo piano interrato, di un maxi polo endoscopico, riunendo e potenziando così l’attività endoscopica finora svolta in vari ambulatori all’interno delle diverse unità operative. Il nuovo polo endoscopico infatti potrà contare su 5 sale di endoscopia, 4 ambulatori e 2 ulteriori locali per il colloquio con i pazienti, oltre ad un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti in grado di ospitare fino a 10 postazioni e ulteriori vani di servizio.</p>



<p><a></a>Un progetto destinato quindi a rivoluzionare per certi versi il San Bassiano: «Credo che questo progetto &#8211; conclude il Direttore Generale Carlo Bramezza -, del quale il San Bassiano e i suoi pazienti beneficeranno per molti anni, sia la migliore risposta a quanti hanno voluto attribuire a questa Direzione una scarsa attenzione nei confronti dell’ospedale di Bassano, al quale destineremo invece l’investimento più grande mai fatto nella storia di questa Azienda».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="337" height="439" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano.jpg" alt="" class="wp-image-359306" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano.jpg 337w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano-320x417.jpg 320w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano-100x130.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px" /></figure>
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		<title>Torri &#8211; Inaugurata la nuova sede di SE.FA.MO. (laboratorio analisi) e Butterfly Lab</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torri di Quartesolo – Sabato 21 febbraio è stata inaugurata la nuova sede del Laboratorio di Analisi SE.FA.MO., storico punto di riferimento per la diagnostica di laboratorio a Vicenza da oltre cinquant’anni, che ospita anche Butterfly Lab, network di punti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Torri di Quartesolo – Sabato 21 febbraio è stata inaugurata la nuova sede del <strong>Laboratorio di Analisi SE.FA.MO.</strong>, storico punto di riferimento per la diagnostica di laboratorio a Vicenza da oltre cinquant’anni, che ospita anche <strong>Butterfly Lab</strong>, network di punti prelievo dedicato alla diagnostica di prossimità.</p>



<p>La struttura, estesa su 2000 metri quadrati, rappresenta un significativo investimento in termini di innovazione tecnologica, organizzazione e qualità del servizio. I nuovi spazi, più ampi e funzionali, e i macchinari completamente rinnovati sono stati progettati per rispondere in modo sempre più efficiente alle esigenze della popolazione e del territorio.</p>



<p>Durante il momento istituzionale, <strong>l’ing. Guido Griguol</strong>, Amministratore di SE.FA.MO., ha ripercorso con un intervento sentito la storia del laboratorio, ricordando le tappe principali che ne hanno segnato la crescita e l’affermazione come realtà sanitaria di riferimento a Vicenza, basata su competenza, affidabilità e attenzione costante all’innovazione.</p>



<p>All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità istituzionali, a testimonianza del valore che SE.FA.MO. e Butterfly Lab rivestono per la sanità locale e il sistema dei servizi territoriali, nonché del riconoscimento del loro ruolo a favore della comunità nel corso degli anni. Tra i presenti: <strong>il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin</strong>, il <strong>consigliere provinciale e comunale Marco Zocca</strong>, il <strong>Presidente del Consiglio comunale Massimiliano Zaramella</strong>, oltre al <strong>Sindaco Gianluca Ghirigatto</strong> e alla <strong>Giunta comunale di Torri di Quartesolo</strong>.</p>



<p>Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo di SE.FA.MO. come presidio sanitario di riferimento per il territorio, capace di coniugare lunga esperienza professionale con costante attenzione all’innovazione e alla qualità. In questo percorso si inserisce <strong>Butterfly Lab</strong>, che rafforza il modello di sanità di prossimità, rendendo l’accesso agli esami diagnostici più capillare e vicino ai cittadini.</p>



<p>La cerimonia si è conclusa con una visita guidata alla nuova struttura e un momento conviviale, occasione di confronto e condivisione tra istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti della rete dei laboratori.</p>
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