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	<title>SALUTE e SANITÀ | TViWeb</title>
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		<title>Il dott. Tringali nuovo primario di Gastroenterologia a Vicenza</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:52:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incarico è stato affidato al dott. Alberto Tringali, specialista con una lunga esperienza in centri di livello nazionale e già direttore dell’U.O.C. Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano Nuovo direttore per l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Vicenza: l’ULSS 8 Berica ha formalizzato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>L’incarico è stato affidato al dott. Alberto Tringali, specialista con una lunga esperienza in centri di livello nazionale e già direttore dell’U.O.C. Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano</strong></p>



<p>Nuovo direttore per l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Vicenza: l’ULSS 8 Berica ha formalizzato l’incarico al dott. Alberto Tringali, risultato primo classificato a conclusione dell’apposito concorso indetto dall’Azienda socio-sanitaria vicentina.</p>



<p>Originario di Palermo, 56 anni, il dott. Tringali si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Palermo, dove ha conseguito anche la specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, per poi approfondire ulteriormente la sua formazione con due Master Universitari di II livello in Endoscopia Avanzata (presso l’Università di Bologna) e in Endoscopia Biliopancreatica (presso Humanitas University).</p>



<p>Nel suo curriculum vanta una lunga esperienza presso l’ospedale Niguarda di Milano, dove ha lavorato dal 2001 al 2019 inizialmente in Medicina d’Urgenza e successivamente nelle strutture complesse di Epatogastroenterologia e Endoscopia Digestiva ed Interventistica, fino ad assumere l’incarico di direttore della struttura semplice di Endoscopia Diagnostica. Nel 2019 si è trasferito professionalmente all’ULSS 2 Marca Trevigiana, dove per due anni ha diretto l’U.O.C. di Gastroenterologia dell’ospedale di Conegliano (TV), incarico ricoperto fino al 2021 e dal 2022 al 2025 con una parentesi nuovamente a Milano come direttore della struttura complessa di Endoscopia Digestiva presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori.</p>



<p>«Questo incarico rappresenta per me sicuramente un’opportunità di crescita professionale &#8211; commenta il dot. Tringali -, in quanto a Vicenza potrò occuparmi di casi anche molto complessi e guidare un reparto caratterizzato da volumi di attività molto elevati. Sono dunque onorato di entrare a far parte dell’ULSS 8 Berica in quanto ritengo l’ospedale di Vicenza un’eccellenza per tutto il bacino di utenza del Vicentino e non solo. Tra gli obiettivi che cercherò di sviluppare vi è sicuramente un ulteriore rafforzamento della collaborazione con la Gastroenterologia di Arzignano-Montecchio e l’integrazione sempre maggiore tra ospedale e territorio, anche con l’ausilio della telemedicina. Un altro obiettivo è l’incremento dell’attività endoscopica interventistica, che rappresenta un requisito importante per dare risposta ai pazienti che hanno necessità di cura per la patologia biliopancreatica, ma anche per la rimozione delle lesioni pre-neoplastiche del colon a seguito dell’attività di screening».</p>



<p>Infine un obiettivo da non sottovalutare sarà quello di proseguire l’attività scientifica intrapresa da molti anni, anche con collaborazioni internazionali, con molteplici pubblicazioni scientifiche che hanno comportato l’acquisizione della Abilitazione scientifica nazionale di Professore di II fascia di Gastroenterologia e il ruolo di coordinatore della commissione scientifica nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED). «L’attività scientifica svolgerà un ruolo importante per far si che la UOC di Gastroenterologia di Vicenza abbia sempre maggior rilievo nazionale ed internazionale, sottolinea il dott. Tringali».</p>



<p>«Do il benvenuto in Azienda al dott. Tringali &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs -. Arriva con un’esperienza significativa in centri di livello nazionale e avendo già ricoperto l’incarico di direttore di una unità operativa complessa, pertanto sono certo che potrà portare anche nella nostra Azienda un contributo importante sia sul piano clinico sia in termini di organizzazione di un reparto che è certamente di rilievo. A questo riguardo voglio sottolineare che la sua nomina conferma il percorso intrapreso come Direzione per bandire rapidamente le selezioni relative ai primariati che risultavano vacanti. A questo riguardo, l’arrivo del dott. Tringali conferma l’elevata capacità di attrazione dell’ospedale di Vicenza nei confronti di professionisti altamente qualificati».</p>
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		<title>Chemioterapia con &#8220;Fido&#8221;: il progetto pilota passa anche dal Veneto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:46:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Degenza in ospedale con il cane accanto e anche nelle sedute di chemioterapia. E&#8217; la nuova possibilità introdotta dall&#8217;azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni. A illustrarne le caratteristiche sono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Degenza in ospedale con il cane accanto e anche nelle sedute di chemioterapia. E&#8217; la nuova possibilità introdotta dall&#8217;azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni. A illustrarne le caratteristiche sono stati ieri il direttore generale, Giancarlo Bizzari, il direttore sanitario, Maria Caterina De Marco, e il responsabile del Servizio di Igiene urbana veterinaria del Dipartimento di prevenzione, Massimo Maiorano.<br>    Il piano sarà rivolto a tutti i pazienti che desiderano essere accompagnati dai propri animali d&#8217;affezione &#8211; non necessariamente cani &#8211; durante il percorso di cura, con la possibilità di chiederne la presenza anche durante le sedute di chemioterapia, oltre che nel corso della degenza. A questo proposito l&#8217;Ulss 2 lancerà un appello ai privati affinché supportino economicamente l&#8217;iniziativa, che richiede un locale e un infermiere dedicati durante la &#8216;pet infusion&#8217;.<br>    &#8220;L&#8217;umanizzazione delle cure non è uno slogan &#8211; sottolinea Bizzari &#8211; ma una direzione concreta su cui stiamo lavorando ogni giorno. Le famiglie sono radicalmente cambiate: sono sempre meno numerose, gli anziani sono più soli e gli animali da affezione sono parte, a tutti gli effetti, di un nucleo familiare sempre più ristretto. Dobbiamo tenerne conto, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, quando le persone affrontano la malattia.<br>    Si tratta di un progetto sperimentale &#8211; chiude &#8211; per finanziare il quale lanceremo un bando per la raccolta fondi e ci auguriamo che associazioni e privati rispondano positivamente all&#8217;appello&#8221;. ANSA VENETO</p>
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		<title>Ospedale di Asiago: nuovo test cardiopolmonare sotto sforzo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ospedale-di-asiago-nuovo-test-cardiopolmonare-sotto-sforzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago si è dotata di una nuova importante dotazione tecnica: un cicloergometro integrato con un&#160;analizzatore di gas respiratori, per effettuare il test della capacità cardiopolmonare. «L’esame &#8211; spiega il dott. Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>La Cardiologia Riabilitativa dell’ospedale di Asiago si è dotata di una nuova importante dotazione tecnica: un <strong>cicloergometro </strong>integrato con un&nbsp;<strong>analizzatore di gas respiratori</strong>, per effettuare il test della capacità cardiopolmonare.</p>



<p>«L’esame &#8211; spiega il dott. Gianluca Toffanin, responsabile della Cardiologia Riabilitativa di Asiago &#8211; consiste nella possibilità monitorare simultaneamente l&#8217;attività cardiaca tramite ECG, la pressione arteriosa e lo scambio di gas (l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta, ndr.), offrendo così una valutazione attendibile di quella che è appunto la capacità dell’apparato cardiovascolare e respiratorio sotto stress».</p>



<p>L’apparecchiatura, all’ospedale di Asiago, avrà una duplice funzione: «Innanzitutto andrà ad arricchire e completare quella che è la valutazione dei pazienti della Cardiologia Riabilitativa prima delle dimissioni &#8211; spiega ancora il dott. Toffanin -, aiutandoci così nel formulare con maggiore precisione le indicazioni per il paziente circa cosa potrà o non potrà fare una volta tornato a casa o anche per un eventuale proseguo del percorso riabilitativo in regime ambulatoriale o presso le Palestre della Salute. Allo stesso tempo, tramite questa apparecchiatura potremo fare un ulteriore approfondimento diagnostico anche sui pazienti affetti da grave scompenso cardiaco provenienti dalle Cardiologie di Bassano e Santorso».</p>



<p>Proprio su questo duplice utilizzo richiama l’attenzione il dott. Giovanni Carretta, Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana : «Questa apparecchiatura qualifica ulteriormente le dotazioni del polo riabilitativo presso l’ospedale di Asiago e allo stesso tempo rafforza la stretta collaborazione già in essere tra quello di Asiago e gli altri presidi ospedalieri aziendali, che garantiscono l’assistenza ai residenti nei rispettivi territori di riferimento e allo stesso tempo lavorano in rete per offrire percorsi di presa in carico altamente specializzati».</p>



<p>L’apparecchiatura, del valore di circa 35 mila euro, è stata donata all’ospedale di Asiago da una residente in Altopiano.</p>
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		<title>Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma, domenica l&#8217;evento con Vicenza Lilt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La cura della pelle diventa un appuntamento fisso. In occasione della neonata Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma (istituita ufficialmente dal Senato della Repubblica Italiana per il 2 maggio), la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Vicenza organizza per domenica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<p>La cura della pelle diventa un appuntamento fisso. In occasione della neonata <strong>Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma</strong> (istituita ufficialmente dal Senato della Repubblica Italiana per il 2 maggio), la <strong>LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Vicenza</strong> organizza per <strong>domenica 3 maggio 2026</strong> una giornata straordinaria di screening e sensibilizzazione presso la sede storica di Borgo Casale 84/86.</p>



<p><strong>Il programma della giornata</strong></p>



<p>Dalle ore&nbsp;09:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00, tre medici specialisti saranno a disposizione della cittadinanza per effettuare&nbsp;<strong>200 visite di controllo dei nei</strong>.</p>



<p>L’evento di quest’anno assume una sfumatura particolare in vista della Festa della Mamma: LILT Vicenza ha scelto di promuovere la cultura della prevenzione tra generazioni, offrendo un&nbsp;<strong>percorso gratuito di informazione e counseling dedicato alle ragazze tra i 13 e i 16 anni</strong>&nbsp;accompagnate dalle loro madri.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>ore 11.30</strong>, la sede ospiterà l’<strong>“Aperitivo di Prevenzione”</strong>: un momento di confronto informale aperto a tutti, dove sarà possibile dialogare con il&nbsp;<strong>Dott. Fortunato Cassalia</strong>, responsabile della branca di dermatologia di LILT Vicenza. Un momento di approfondimento sull’importanza della diagnosi precoce, della corretta esposizione al sole e della consapevolezza dei fattori di rischio.</p>



<p><em>La prenotazione per le visite è obbligatoria (fino a esaurimento posti) contattando il numero&nbsp;<strong>0444 513333</strong>.</em></p>



<p><strong>LILT Vicenza: i numeri di un impegno costante a disposizione di tutti, per la prevenzione</strong></p>



<p>L’iniziativa del 3 maggio è solo la punta di diamante di un’attività incessante sul territorio berico mirata a informare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.</p>



<p><strong>I dati del 2025:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Oltre&nbsp;<strong>5.500 visite</strong>&nbsp;di controllo effettuate.</li>



<li>Numerose serate informative nei comuni, eventi e collaborazioni con altre Associazioni del territorio</li>



<li>Interventi diretti nelle principali&nbsp;<strong>aziende del territorio</strong>&nbsp;per screening e formazione ai dipendenti.</li>
</ul>



<p><strong>Il bilancio (iniziale) del 2026:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Già superate le&nbsp;<strong>1.500 visite</strong>&nbsp;di controllo dei nei.</li>



<li><strong>Progetti speciali:</strong>&nbsp;Collaborazione con il Comando dei&nbsp;<strong>Vigili del Fuoco di Vicenza</strong>&nbsp;(oltre 100 visite gratuite offerte) e partnership con i comuni di&nbsp;<strong>Zanè</strong>&nbsp;(50 visite effettuate) e&nbsp;<strong>Valli del Pasubio</strong>&nbsp;(100 visite programmate).</li>



<li><strong>La prevenzione è per tutti:</strong> Campagna<strong> “Un goal contro il melanoma”</strong>, una giornata dedicata alla salute della pelle dedicata<strong> ai giocatori del L.R. Vicenza</strong>.</li>



<li><strong>Formazione e Rete:</strong>&nbsp;Grazie alla convenzione con<strong>&nbsp;Demeral</strong>, LILT sta formando i parrucchieri affinché diventino &#8220;sentinelle&#8221; capaci di individuare precocemente anomalie cutanee nei clienti.</li>



<li><strong>Presenza sul territorio:</strong>&nbsp;Dopo le serate informative a Posina, Valli del Pasubio, Monteviale e Malo, il 27 aprile con l’evento <strong>“Skin First”</strong>&nbsp;e la partecipazione del Dott. Cassalia si è dato avvio a un’importante collaborazione con Confartigianato Vicenza.</li>
</ul>



<p>“L’Istituzione della Giornata Nazionale del 2 maggio segna un passo avanti fondamentale per la cultura della salute in Italia,” dichiara il&nbsp;<strong>Presidente di LILT Vicenza, Giuseppe Galvanin</strong>. “Con l&#8217;iniziativa di domenica 3 maggio, vogliamo che la prevenzione diventi un gesto naturale, quasi un passaggio di testimone tra madri e figlie. I numeri del 2025 e i progetti già avviati nel 2026 dimostrano che il nostro territorio risponde con forza: il nostro obiettivo è non lasciare nessuno indietro, portando la diagnosi precoce direttamente nelle piazze, nelle aziende e tra le giovani generazioni.”</p>



<p>“Rispetto ad altre patologie oncologiche, nella prevenzione dei tumori cutanei abbiamo un vantaggio importante: la pelle è un organo completamente visibile. Questo rende l’auto-osservazione e i controlli periodici strumenti fondamentali per arrivare a una diagnosi precoce,” spiega il <strong>Dott. Fortunato Cassalia</strong>, responsabile della branca di dermatologia di LILT Vicenza. “Oltre alle 200 visite in programma, il nostro impegno è rivolto alla diffusione di messaggi di prevenzione primaria e secondaria: vogliamo che ogni persona impari a proteggere correttamente la propria pelle e a riconoscere i segnali che essa ci invia.”</p>



<p></p>
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		<title>Disagio giovanile in crescita, Girardi (Vicenza for Children): «Lo psicologo territoriale è ormai indispensabile»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rafforzamento dei servizi di supporto psicologico sul territorio è oggi una priorità non più rinviabile. Ne è convinto Alberto Girardi, presidente dell’Associazione Vicenza for Children, capofila e cofinanziatore nel Vicentino – insieme alla Fondazione Dalla Vecchia – del Polo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Il rafforzamento dei servizi di supporto psicologico sul territorio è oggi una priorità non più rinviabile. Ne è convinto Alberto Girardi, presidente dell’Associazione Vicenza for Children, capofila e cofinanziatore nel Vicentino – insieme alla Fondazione Dalla Vecchia – del Polo Bridge, realtà che sostiene bambini, adolescenti e famiglie in situazioni di fragilità mentale, in collaborazione con Ulss 8, scuole e associazioni locali.</p>



<p>«Considerata l’entità del fenomeno, riteniamo l’istituzione del servizio di psicologia territoriale in Veneto un atto ormai improcrastinabile», afferma Girardi, intervenendo nel dibattito sul progetto di legge regionale. «Non entro nel merito delle singole proposte, tra cui quella presentata dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani in quinta Commissione, ma auspico che si arrivi rapidamente a un testo condiviso che dia risposte concrete. Si tratta di un problema che, come Polo Bridge nel Vicentino – ma la situazione è simile in tutto il Veneto – e come aziende sanitarie, stiamo gestendo con crescente difficoltà».</p>



<p>A confermare la portata del fenomeno sono anche i dati dell’Ulss 8 Berica: la Neuropsichiatria infantile ha registrato negli ultimi anni un aumento significativo del malessere psicologico tra i giovani. Nel 2024 le prese in carico sono state 1.120, con un totale di utenti salito a 2.359 e 881 accessi adolescenziali.</p>



<p>In questo contesto, il progetto Bridge ha rappresentato un supporto concreto: nel 2025 ha seguito oltre 200 ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, alle prese con disturbi dell’umore, disturbi alimentari e difficoltà di regolazione emotiva, spesso legate anche ad abbandoni scolastici.</p>



<p>Il Polo Bridge si è confermato un nodo strategico nella presa in carico dei giovani con fragilità psicologiche e disturbi del comportamento alimentare, grazie a un modello integrato che coinvolge scuola, tutela minori, servizi sociali comunali e Ulss. Il team, composto da sette psicologhe e una dietista, opera in stretto coordinamento con la Neuropsichiatria infantile di Vicenza: tra febbraio e dicembre 2025 sono stati seguiti 844 pazienti, per un totale di quasi 2.000 colloqui. La dietista ha inoltre assistito 80 giovani, in sinergia con il Centro per i disturbi alimentari dell’Ulss 8.</p>



<p>«I numeri dimostrano che il Polo Bridge risponde a un bisogno reale del territorio – conclude Girardi – ma continuiamo ad avere liste d’attesa che non riusciamo a smaltire. Quest’anno, grazie alla collaborazione con la Fondazione Dalla Vecchia, siamo riusciti ad ampliare il servizio anche alla fascia di transizione tra i 18 e i 20 anni e a offrire un supporto psicologico aggiuntivo ai genitori, con l’obiettivo di migliorare la salute mentale e la qualità della vita di bambini e ragazzi».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/disagio-giovanile-in-crescita-girardi-vicenza-for-children-lo-psicologo-territoriale-e-ormai-indispensabile/">Disagio giovanile in crescita, Girardi (Vicenza for Children): «Lo psicologo territoriale è ormai indispensabile»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Ex obeso sfida i McDonald’s per dimagrire: 25.000 km in bici davanti a ogni fast food di Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta attraversando tutta la Francia, passando davanti a ogni ristorante McDonald’s del Paese.</p>



<p>Una scelta non casuale. I fast food rappresentano per lui un “contrasto”, un punto di riferimento lungo il percorso per raccontare la sua storia e lanciare un messaggio chiaro: l’obesità è una malattia e uno stile di vita attivo può aiutare a combatterla, mentre un’alimentazione scorretta può favorirla.</p>



<p>Thomas conosce bene questo problema. In passato ha sofferto di obesità grave, arrivando a pesare 157 chili. Sportivo da giovane — praticava pallamano e rugby — ha dovuto abbandonare l’attività fisica dopo un grave incidente durante un rally, che lo ha costretto a una lunga riabilitazione. Da lì è iniziato il periodo più difficile.</p>



<p>Negli anni successivi ha intrapreso un percorso di rinascita: un intervento chirurgico allo stomaco, il ritorno graduale allo sport e infine la trasformazione in allenatore sportivo. Oggi vuole condividere la sua esperienza per dimostrare che è possibile uscire dall’obesità, una condizione che colpisce milioni di persone.</p>



<p>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2022 una persona su otto nel mondo era obesa: circa 890 milioni di adulti e 160 milioni di bambini. In Francia, la percentuale riguarda il 18,1% degli adulti. Numeri in costante crescita, che secondo diversi studi sono legati soprattutto all’aumento dell’apporto calorico e al consumo di cibi ultra-processati, più che alla sola sedentarietà.</p>



<p>Proprio per questo Billot precisa di non voler demonizzare il fast food: «Non sono un attivista contro McDonald’s. In passato è stato un ostacolo per me, oggi lo uso come simbolo per migliorarmi», ha spiegato.</p>



<p>Il suo viaggio durerà circa cinque mesi e toccherà tutti i dipartimenti della Francia continentale. Una sfida estrema, ma soprattutto un messaggio forte: cambiare è possibile, anche partendo da una condizione difficile.</p>



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		<title>Boom di polmoniti in Veneto anche tra i giovani: ospedali pieni, medici parlano di “anomalia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un aumento anomalo di polmoniti sta interessando il Veneto in questo periodo primaverile, con numerosi ricoveri negli ospedali e reparti saturi. La notizia completa è riportata dal Corriere del Veneto. Secondo i medici, si tratta di un fenomeno insolito: le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un aumento anomalo di polmoniti sta interessando il Veneto in questo periodo primaverile, con numerosi ricoveri negli ospedali e reparti saturi. La notizia completa è riportata dal Corriere del Veneto.</p>



<p>Secondo i medici, si tratta di un fenomeno insolito: le polmoniti sono tipicamente stagionali e si concentrano tra novembre e gennaio, mentre quest’anno si registrano molti casi anche ad aprile. Colpiti non solo anziani, ma anche persone giovani e sane, tra i 30 e i 40 anni, con forme talvolta complicate.</p>



<p>I ricoveri sono aumentati in diverse strutture della regione, tra cui Padova, Treviso, Rovigo, Belluno e nel Vicentino, con reparti di Pneumologia, Medicina e Geriatria spesso pieni. Anche i Pronto Soccorso stanno registrando un forte incremento di accessi.</p>



<p>Le cause non sono ancora chiare: tra i possibili fattori ci sono batteri come lo pneumococco, diversi virus e anche l’effetto post-pandemia, con la circolazione di agenti patogeni meno diffusi negli ultimi anni a causa dell’uso delle mascherine.</p>



<p>Alcuni casi gravi hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, inclusi pazienti molto giovani. I medici sottolineano che la situazione è sotto controllo, ma invitano a monitorare con attenzione i sintomi respiratori, poiché alcune bronchiti potrebbero nascondere polmoniti.</p>



<p>Non si tratta di Covid, ma di un’ondata definita “anomala” che richiederà ulteriori studi per comprenderne le cause.</p>
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		<title>Eccezionale intervento al rene a Padova. Stefani: “Ancora un passo verso il futuro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[intervento]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“All’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova è stato compiuto un nuovo passo nel futuro. Con orgoglio mi complimento con i sanitari dell&#8217;Unità Operativa di Urologia diretta dal Professor Fabrizio Dal Moro. Tecnica robotica, un organo realizzato in 3D identico a quello<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>“All’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova è stato compiuto un nuovo passo nel futuro. Con orgoglio mi complimento con i sanitari dell&#8217;Unità Operativa di Urologia diretta dal Professor Fabrizio Dal Moro. Tecnica robotica, un organo realizzato in 3D identico a quello del paziente malato di tumore per studiare il miglior modo di intervenire, sanitari che hanno messo in campo tutta la loro eccellenza clinica proiettandosi senza remore in un territorio inesplorato. Bravi. Grazie anche a nome delle persone malate che potranno usufruire di questa svolta”. Cosi’ il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, si complimenta con i sanitari dell’Azienda Sanitaria Patavina che hanno varcato una nuova soglia nella cura chirurgica di un paziente colpito da un voluminoso tumore al rene. “Già l’intervento costituisce un qualcosa di eccezionale – aggiunge Stefani – ma a questo si aggiungono incredibili tempi di dimissione post operatoria. Un giorno è infatti bastato per tornare a casa. Quando a grandi medici si mettono a disposizione strumenti d’avanguardia nessun risultato è precluso in partenza. Questo accade sempre più spesso in Veneto dove abbinare le capacità umane alle alte tecnologie è sempre vincente”.<a href="http://tracking.regve.it/track-dcRCE/qaR9ZwR1BQR4AQHkBQL3AmV1BQV0ZPM5qzS4qaR9ZQblDD" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Padova, tumore al rene operato con robot: dimissioni in un giorno grazie al modello 3D</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:08:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un intervento innovativo, una degenza ridotta al minimo e un ritorno a casa in appena 24 ore. È quanto accaduto all’Azienda Ospedale Università di Padova, dove un paziente affetto da una complessa neoplasia renale è stato operato con successo grazie<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un intervento innovativo, una degenza ridotta al minimo e un ritorno a casa in appena 24 ore. È quanto accaduto all’Azienda Ospedale Università di Padova, dove un paziente affetto da una complessa neoplasia renale è stato operato con successo grazie a tecniche chirurgiche di ultima generazione.</p>



<p>Protagonista dell’operazione l’équipe guidata da Fabrizio Dal Moro, direttore dell’Unità Operativa di Urologia, che ha utilizzato la chirurgia robotica affiancata da un modello tridimensionale personalizzato del rene del paziente. Una combinazione che ha permesso un intervento estremamente preciso e meno invasivo rispetto alle tecniche tradizionali.</p>



<p>Il punto di svolta è stato proprio l’impiego del modello 3D, realizzato su misura per il caso clinico: uno strumento che ha consentito ai chirurghi di pianificare ogni fase dell’operazione in anticipo, riducendo i margini di rischio e ottimizzando i tempi. Il risultato è stato un decorso post-operatorio particolarmente rapido, tanto da consentire le dimissioni già il giorno successivo.</p>



<p>“Non è solo un caso riuscito – ha spiegato Dal Moro – ma un esempio concreto di medicina personalizzata. L’integrazione tra tecnologia avanzata e competenze cliniche permette oggi di offrire trattamenti sempre più mirati ed efficaci”.</p>



<p>Anche il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Paolo Fortuna, ha sottolineato il valore dell’intervento: “Questo risultato dimostra che innovazione e professionalità possono davvero migliorare la qualità delle cure e la vita dei pazienti. Non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso che punta a una sanità sempre più evoluta”.</p>



<p>La chirurgia robotica, ancora non diffusa in modo uniforme in tutte le strutture italiane, si conferma così una delle frontiere più promettenti per interventi complessi, con benefici evidenti sia in termini di precisione sia di recupero post-operatorio.</p>
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		<title>Fidas, donazioni stabili nel primo trimestre 2026</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FIDAS]]></category>
		<category><![CDATA[fidas vicena]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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<p>“Il 2025 ha segnato un lievissimo calo delle donazioni, a testimonianza del buon lavoro che le zone ed i gruppi Fidas Vicenza nel territorio stanno facendo con costanza ed impegno, sempre supportati dalla segreteria provinciale. Un’organizzazione efficiente e puntuale, resa possibile solo grazie al team di volontari affiatati che ogni giorno contribuiscono a ricordare ai donatori di compiere il loro straordinario atto di generosità. Basti pensare che, solo lo scorso anno, i volontari e responsabili associativi di Fidas Vicenza, hanno donato alla comunità oltre 16.600 ore. I 18.844 donatori attivi al 31 dicembre 2025, infatti, hanno effettuato 28.423 donazioni, 88 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Positivo il fatto che quasi un terzo dei donatori (9.250) hanno effettuato due o più donazioni di sangue nel corso dell’anno: un impegno che rappresenta la convinzione di essere attivi nell’Associazione e al servizio della società e del prossimo”. Con queste parole il presidente di Fidas Vicenza, Mariano Morbin, è intervenuto questa mattina in occasione dell’assemblea ordinaria dell’Associazione, al Centro Congressi di Confartigianato Vicenza, alla quale hanno portato il saluto anche il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, e l’assessore al Comune di Vicenza, Matteo Tosetto, evidenziando anche che il primo trimestre 2026 si è chiuso con 7.360 unità ematiche raccolte, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente.</p>



<p><strong>Il valore del volontariato</strong>. “Il lavoro che svolgono quotidianamente i nostri volontari è fondamentale nel promuovere il dono del sangue e nell’accompagnare i donatori nello svolgimento del loro gesto di altruismo. Per questo rivolgiamo un accorato appello a tutti i nostri responsabili associativi – ha spiegato il presidente Morbin &#8211; di attivarsi nella ricerca di nuovi volontari che possano supportarci nelle attività che Fidas deve sviluppare per continuare a promuovere il valore del dono. Il periodo storico che stiamo vivendo non facilita l’ingresso di nuovi volontari, ma anche un piccolo contributo può fare la differenza. Per questo è fondamentale che anche i Gruppi nel territorio lavorino in sinergia con le altre Associazioni di volontariato, con le amministrazioni locali e le parrocchie”. A suffragare tutto questo il riconoscimento consegnato a Luigi Cosaro, ex volontario e presidente di Zona di Fidas Vicenza, che ha recentemente spento le 100 candeline, nonché a Riccardo Larese Gortigo, per l’impegno di volontariato, a cui è andato il tesserino di socio sostenitore.</p>



<p><strong>Le necessità emerse dall’interlocuzione con il Dimt</strong>. “Il recente incontro con il direttore del Dipartimento di Medicina trasfusionale, Francesco Fiorin, che ha lodato il lavoro fatto dalle Associazioni del dono nella raccolta di plasma – ha proseguito il presidente Morbin – ha fatto emergere l’esigenza di aumentare ancora la raccolta di plasma poiché l’Italia ne importa circa il 30% dall’estero. Un appello che abbiamo subito raccolto, per senso civico e di responsabilità, ma non senza sottolineare alcune criticità. Chiediamo di essere messi nelle condizioni di esprimere il nostro dono del sangue in modo semplice e agevolato”.</p>



<p><strong>Progetto Scuole</strong>. Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 l’attività di sensibilizzazione e promozione della cultura del dono nelle scuole della provincia ha rappresentato uno degli ambiti più significativi dell’impegno associativo. “Attraverso incontri informativi, momenti di dialogo con gli studenti e iniziative educative dedicate – ha spiegato il presidente Morbin – è stato possibile coinvolgere un numero rilevante di giovani, contribuendo a diffondere i valori della solidarietà, della responsabilità e della donazione. I numeri sono importanti: 16 istituti superiori coinvolti e 16 ancora da incontrare. Nel complesso sono stati realizzati 20 incontri con 2.275 studenti coinvolti e 170 promesse di donazione raccolte”.</p>
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		<title>Fibrosi cistica: partita la Run4Hope Massigen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[fibrosi cistica]]></category>
		<category><![CDATA[Run4Hope Massigen]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle 11 di sabato 18 aprile da tutte le regioni italiane ha preso il via la la sesta edizione della Run4Hope Massigen, il giro d’Italia podistico solidale non competitivo articolato su venti staffette regionali attuate in contemporanea in tutta Italia. Beneficiaria dell’iniziativa sarà quest’anno la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Alle 11 di sabato 18 aprile da tutte le regioni italiane ha preso il via la la sesta edizione della Run4Hope Massigen, il giro d’Italia podistico solidale non competitivo articolato su venti staffette regionali attuate in contemporanea in tutta Italia.</p>



<p>Beneficiaria dell’iniziativa sarà quest’anno la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, capitanata da Matteo Marzotto, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori fondi per sostenere la ricerca microbiologica e farmacologica per contrastare l&#8217;antibiotico-resistenza.</p>



<p>Nel primo quinquennio (2021-2025) Run4Hope ha finanziato la ricerca promossa dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e AIL con complessivi 295.387 euro.</p>



<p>Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere con l’obiettivo di mettere in movimento migliaia di persone, dal nord al sud d&#8217;Italia. Ogni passo di corsa e ogni donazione, piccola o grande che sia, sarà fondamentale per sostenere la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, nel nome dello sport e della solidarietà.</p>



<p>I partecipanti corrono nelle loro città per una decina di km in forma sincronizzata con quelli delle località limitrofe; non avranno confronti cronometrici o agonistici quanto piuttosto l’obiettivo di promuovere e sostenere la ricerca mediante le loro donazioni. Run4Hope Italia Onlus garantisce la copertura dei costi organizzativi tramite i propri sponsor per far sì che quanto donato dai partecipanti giunga integralmente all’ente beneficiario.</p>



<p>L’iniziativa è possibile grazie all’impegno di 400 associazioni sportive prevalentemente affiliate alla Fidal, decine di reparti militari dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell&#8217;Aeronautica militare e di numerosi comandi del Corpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera, nonché di svariate sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri e di numerosi singoli runners, si prevede il coinvolgimento di almeno 40.000 podisti. Particolarmente impegnata anche l’Arma dei Carabinieri che allestirà un centinaio di infopoint nelle varie località nazionali di passaggio della staffetta con un impegno diretto della Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso che mobiliterà 500 unità.</p>



<p>L’iniziativa beneficia del Patrocinio, tra i tanti enti, di CONI, Fidal, Fitri, Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Capitanerie di Porto-Guardia Costiera; AIA, ANCI, ASI, AICS, CSI, FIASP, Assocalciatori, nonché di svariati enti territoriali tra Regioni, Province e Comuni. Hanno concesso l’utilizzo del logo i gruppi sportivi Fiamme Azzurre, Fiamme Oro e Fiamme Gialle.</p>



<p><strong>La staffetta inaugurale a Roma dalla Caserma Pio IX e arrivo in Piazza San Pietro</strong></p>



<p>A Roma la staffetta inaugurale nelle vie più centrali e simboliche è partita alle ore 11 dalla Caserma Pio IX° dell’Esercito Italiano ed è arrivata in Piazza San Pietro, concludendosi con la benedizione di Mons. Giuseppe Puppo, Canonico Vaticano.</p>



<p>A correre personale in rappresentanza di Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Marina Militare, Fiamme Azzurre, Associazione Italiana Arbitri, Athletica Vaticana e un gruppo aziendale AGIC.</p>



<p><strong>La Run4Hope in Italia</strong></p>



<p>Le venti staffette regionali (in alcuni casi articolate in eventi provinciali o locali) sono partite contemporaneamente alle ore 11 tendenzialmente dai capoluoghi di Regione. Nei prossimi giorni il testimone girerà di città in città in base al cronoprogramma pubblicato sul sito e definito in accordo con i partecipanti, attraverso tappe giornaliere che indicativamente andranno dai 20 ai 60 km. Le ultime tappe si svolgeranno domenica 26 aprile con l’arrivo contemporaneo alle ore 11. Il dettaglio dei percorsi si trova sul sito <a href="http://www.run4hope.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.run4hope.it</u></a> sezioni “corri con noi” e “la staffetta”, con indicazioni sulle varie tappe giornaliere.<br>Il testimone della Run4Hope Massigen 2026 passerà di mano in mano in tutto il territorio nazionale. Tra i molti luoghi di rilevante interesse si attraverseranno scenari unici come Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza San Babila a Milano, Piazza Bra a Verona, Piazza San Marco a Venezia, Piazza del Popolo a Ascoli, gli uliveti del Gargano in Puglia, la Valle di Comacchio in Emilia e la costa frastagliata della Sardegna, i sassi di Matera, la basilica di San Francesco di Assisi e Gemona del Friuli per il cinquantesimo anniversario del terremoto.</p>



<p>Ecco le località di partenza (18/4) e arrivo (26/4) delle staffette: Abruzzo, L’Aquila (p) &#8211; Sulmona (a); Basilicata, Metaponto (p) &#8211; Grassano (a) Matera (a); Calabria, Terranova di Sibari (p); Campania, Napoli (p/a); Emilia Romagna, Bologna (p) &#8211; Piacenza (a); Friuli-Venezia Giulia, Trieste (p) &#8211; Gemona del Friuli (a); Lazio: eventi locali/provinciali a Roma, Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina con sviluppi indipendenti; Lombardia, Como (p) &#8211; Milano (a); Liguria La Spezia (p) Sanremo-Ospedaletti (a); Marche: Pergola, Ascoli Piceno, Porto S.Giorgio-Civitanova (p) &#8211; Ancona (a); Piemonte: Torino (p) &#8211; Vercelli (a); Puglia: Spongano, Foggia (p) &#8211; Bari (a); Sardegna: Cagliari (p), Sassari (a); Sicilia: Palermo (p) – Messina (a); Toscana, Firenze (p) &#8211; Sinalunga (SI); Trentino Alto Adige, Bolzano (p) &#8211; Trento (a); Umbria: Città di Castello (p) &#8211; Assisi (a); Valle d’Aosta: Aosta (p) &#8211; Pont Saint Martin (a); Veneto: Vicenza (p) &#8211; Rogivo (a).</p>



<p><strong>La sostenibilità del progetto grazie ai partners</strong></p>



<p>Run4Hope Italia (ETS), promotrice dell’evento, ha scelto sin dalla prima edizione di farsi carico di tutti i costi organizzativi per instaurare un collegamento diretto tra i partecipanti-donatori e l’ente beneficiario. Per questo motivo va particolarmente elogiato il ruolo dei sostenitori privati a partire dal main sponsor Massigen, senza trascurare lo sponsor tecnico Givova, Old Wild West, Gruppo Cecchin, Magis, MA Impianti, Gemmo, Kamelia e Sorelle Ramonda. Partners che consentono quindi la sostenibilità economica del progetto per assicurare che le donazioni dei podisti vengano integralmente devolute a Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Coinvolti nelle partnership Correre, EvoData e Hassel Comunicazione.</p>



<p>Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Corpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera patrocinano la Run4Hope assieme all’Arma dei Carabinieri</p>



<p>L&#8217;Esercito Italiano, l’Aeronautica Militare, la Marina Militare, l’Arma dei Carabinieri e ilCorpo delle Capitanerie di Porto &#8211; Guardia Costiera hanno concesso il loro prestigioso patrocinio alla Run4Hope Massigen 2026 evidenziando l&#8217;importanza nazionale dell&#8217;iniziativa, grazie allo scopo solidale delle staffette regionali che di mano in mano porteranno il testimone in ogni angolo d’Italia, messaggio di altruismo e di impegno per Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.</p>



<p>Valori pienamente condivisi dalle Forze Armate nazionali che fanno del coraggio, della preparazione professionale, del senso del dovere, della responsabilità, della tenacia, dello spirito di corpo e dell’abnegazione i principi fondanti a cui ogni militare si ispira quotidianamente. Hanno concesso l’utilizzo del logo i Gruppi Sportivi&nbsp;<strong>Fiamme Azzurre</strong>,&nbsp;<strong>Fiamme Oro&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Fiamme Gialle</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Virus marino e salto di specie: allarme reale o caso sopravvalutato? Il punto degli esperti Istituto Zooprofilattico delle Venezie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 08:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[allarme sanitario]]></category>
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		<category><![CDATA[istituto zooprofilattico venezie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Legnaro (Padova) – Una recente pubblicazione scientifica su Nature Microbiology ha acceso l’attenzione della comunità scientifica internazionale su un possibile nuovo caso di trasmissione di un virus dagli organismi marini all’uomo. Secondo lo studio, un virus rilevato in Cina avrebbe<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Legnaro (Padova) – Una recente pubblicazione scientifica su <em>Nature Microbiology</em> ha acceso l’attenzione della comunità scientifica internazionale su un possibile nuovo caso di trasmissione di un virus dagli organismi marini all’uomo. Secondo lo studio, un virus rilevato in Cina avrebbe provocato lesioni oculari in alcuni pazienti, ipotizzando per la prima volta un potenziale “salto di specie” da animali acquatici a mammiferi.</p>



<p>La notizia, ripresa anche da diverse testate nazionali, ha sollevato interrogativi sui possibili rischi per la salute e sulla sicurezza dei prodotti ittici. Il virus coinvolto è il <strong>Covert Mortality Nodavirus (CMNV)</strong>, descritto per la prima volta nel 2014 in Cina, associato a patologie negli allevamenti di gamberi marini. Successivamente è stato rilevato anche in alcune specie di pesci, sia allevati che selvatici, nell’Est asiatico.</p>



<p>Secondo gli autori dello studio, il possibile contagio umano potrebbe essere avvenuto attraverso la manipolazione di gamberi infetti senza adeguate protezioni, oppure tramite il consumo di pesce o crostacei crudi. I casi descritti riguarderebbero soprattutto soggetti anziani o immunodepressi, con sintomi oculari anche gravi come ipertensione oculare e danni alla vista. Tuttavia, gli stessi ricercatori sottolineano che lo studio necessita di ulteriori conferme, vista la limitata casistica analizzata.</p>



<p>Un elemento fondamentale, evidenziano gli esperti, è che i <strong>Nodavirus</strong> costituiscono una famiglia molto ampia di virus che colpisce pesci, crostacei e anche insetti. Il CMNV, in particolare, non è mai stato rilevato in Europa e la sua diffusione al di fuori dell’Asia non è ancora documentata in modo significativo, così come il suo reale potenziale zoonosico.</p>



<p>A intervenire per fare chiarezza è l’<strong>Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)</strong>, che invita alla cautela nell’interpretazione dei dati.</p>



<p>“Considerata la rilevanza per la salute pubblica di un eventuale salto di specie da parte di un virus marino all’uomo, le informazioni riportate nello studio pubblicato non sono supportate da dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte”, spiega la dott.ssa <strong>Anna Toffan</strong>, veterinaria virologa e responsabile del Laboratorio di referenza WOAH per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l’IZSVe.</p>



<p>L’istituto sottolinea inoltre la necessità di non confondere il CMNV con i <strong>Betanodavirus</strong>, virus molto diffusi negli ambienti marini di tutto il mondo, incluso il Mar Mediterraneo. Questi agenti patogeni sono responsabili della cosiddetta <strong>encefalo-retinopatia virale (VNN)</strong> nei pesci allevati e selvatici.</p>



<p>“Da anni all’IZSVe studiamo e monitoriamo questi virus – aggiunge Toffan – in quanto laboratorio di referenza per l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (WOAH). Alla luce delle conoscenze attuali i Betanodavirus non possono infettare l’uomo in quanto non sono in grado di replicarsi alle temperature corporee dei mammiferi. Inoltre, il sistema dei controlli sanitari a livello nazionale garantisce la salubrità dei prodotti ittici e la sicurezza dei consumatori. Al momento non si configura alcun rischio reale in Italia legato al consumo di pesce e crostacei in relazione al CMNV”.</p>



<p>In sintesi, pur trattandosi di uno studio che apre nuovi interrogativi scientifici sul rapporto tra virus marini e salute umana, gli esperti invitano a non creare allarmismi: la ricerca è ancora preliminare e non esistono evidenze sufficienti per indicare un rischio concreto per i consumatori.</p>



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		<title>Valdagno, CSS Villa Serena: al via un progetto per la presa in carico dei caregiver famigliari</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CSS Villa Serena, Comuni, Ulss 8 e Veneto Lavoro insieme per “prendersi cura di chi si prende cura”. È stato presentato questa mattina nella sala consigliare del Centro Servizi Sociali Villa Serena a Valdagno un innovativo progetto sperimentale di presa in carico dei carigiver famigliari. L&#8217;iniziativa ha l&#8217;obiettivo di garantire<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>CSS Villa Serena, Comuni, Ulss 8 e Veneto Lavoro insieme per “prendersi cura di chi si prende cura”. È stato presentato questa mattina nella sala consigliare del Centro Servizi Sociali Villa Serena a Valdagno un innovativo progetto sperimentale di presa in carico dei carigiver famigliari. L&#8217;iniziativa ha l&#8217;obiettivo di garantire loro tutela e supporto sociale, offrendo servizi mirati in particolare per l’inserimento o reinserimento lavorativo, attraverso un percorso personalizzato che includa il bilancio delle competenze, nonché una valutazione dello stato psicofisico.</p>



<p>A illustrare il progetto sono stati i rappresentanti di tutti gli enti aderenti al protocollo: CSS Villa Serena, con la presidente Maria Trentin e la direttrice Silvia De Rizzo; i Comuni di Valdagno, Trissino, Recoaro Terme, Brogliano e Castelgomberto; Veneto Lavoro, con la presenza del direttore Dott. Tiziano Barone e della Dirigente Dott.ssa Lisa Lora; l&#8217;Azienda ULSS 8 Berica, con il Direttore ai Servizi sociali, Dott. Achille Di Falco.</p>



<p>Nel contesto socio-sanitario attuale, il ruolo del caregiver familiare è sempre più centrale e delicato. Si tratta di persone che, spesso senza formazione specifica, si prendono cura quotidianamente di un familiare in condizione di fragilità al domicilio. Questa figura, pur essendo una risorsa fondamentale per il sistema di welfare, è spesso invisibile e poco sostenuta.</p>



<p>Sin dal  2022 Villa Serena sostiene l’impegno verso i caregiver familiari con l’organizzazione di progetti formativi dedicati. Ora con questo protocollo d’intesa si intende avviare un progetto sperimentale di presa in carico facilitata e privilegiata dei caregiver familiari. Il progetto si rivolge in particolare a coloro che, dopo aver svolto per anni questo ruolo, si trovano a non ricoprire più questa funzione e desiderano rientrare nel mondo del lavoro, spesso dopo un lungo periodo di assenza. È proprio in questo momento di transizione che emerge il bisogno di essere accompagnati, riconosciuti e sostenuti, affinché l’esperienza di cura non si traduca in esclusione sociale o lavorativa.</p>



<p>Il progetto intende anche consolidare le azioni di collaborazione tra Enti pubblici e territoriali, promuovendo una visione integrata del prendersi cura: non solo della persona fragile, ma anche di chi ha accudito ogni giorno con dedizione e, spesso, in solitudine.</p>



<p>Attraverso questa iniziativa ci si propone quindi di garantire sostegno concreto, prevenire situazioni di fragilità economica e favorire percorsi di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.</p>



<p>Tra le azioni, particolare rilievo assumono l’attivazione di percorsi personalizzati di accompagnamento, che includono orientamento, formazione e valorizzazione delle competenze maturate nell’attività di cura e l’avvio di équipe multidisciplinari per una presa in carico integrata e la promozione di percorsi formativi specifici collegati alle politiche attive del lavoro.</p>



<p>Il progetto intende promuovere anche azioni di supporto sociale e relazionale, come servizi di orientamento, iniziative di sollievo e percorsi di inclusione, oltre a campagne di sensibilizzazione rivolte alla comunità e al mondo del lavoro.</p>



<p></p>
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		<title>A Malo due incontri per genitori e figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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<p>Si terranno a Malo oggi 9 e il 16 aprile due incontri di formazione per i genitori di bambini da 0 a 6 anni, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Malo, la Biblioteca e il Servizio di Promozione alla Salute dell’ULSS 7 PEdemontana, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Bimbi in crescita!”, un percorso di approfondimento dedicato alla crescita e al benessere dei bambini rivolto ai genitori, ma anche a tutti gli adulti che hanno un ruolo significativo nella vita di bambini in questa fascia di età.</p>



<p>Più in dettaglio, l’incontro 9 aprile, intitolato “Il ritmo del cuore 0-6 anni”, punta ad aiutare i genitori ad allenare i bambini a riconoscere e vivere tutto ciò che emoziona i loro cuori e “nutre” il loro cervello: la lettura, la musica, la poesia, il movimento, un paesaggio, una semplice passeggiata, contribuendo alla nostra crescita più profonda. Relatrice dell’incontro sarà la dott.ssa Sabina Carrà, pediatra di libera scelta.</p>



<p>L’incontro del 16 aprile ha invece per titolo &#8220;Le emozioni 0-6 anni&#8221; e riguarda un altro aspetto fondamentale della crescita dei bambini. Imparare a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni aiuta infatti i più piccoli a comprendere se stessi e gli altri. Accompagnare un bambino significa trovare un equilibrio tra accoglienza emotiva e definizione di limiti chiari, aiutandolo a crescere in modo sereno, consapevole e responsabile. Relatrice sarà la dott.ssa Silvia Colbacchini, psicologa e psicoterapeuta.</p>



<p><strong><br></strong>Entrambi gli incontri sono a partecipazione gratuita e si terranno a partire dalle 17.30 presso la sala&nbsp; Consiliare San Bernardino a Malo.</p>



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		<title>Veneto &#8211; Primo caso di West Nile dell&#8217;anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della stagione calda, il territorio padovano si prepara a fronteggiare il ritorno delle zanzare e dei virus a esse collegati. Tra prevenzione ambientale e sorveglianza sanitaria, le istituzioni locali hanno già attivato le prime misure per contenere i<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Con l’arrivo della stagione calda, il territorio padovano si prepara a fronteggiare il ritorno delle zanzare e dei virus a esse collegati. Tra prevenzione ambientale e sorveglianza sanitaria, le istituzioni locali hanno già attivato le prime misure per contenere i rischi.</p>



<p>L’Ulss 6 Euganea ha infatti registrato il primo episodio del 2026 riconducibile al virus West Nile. Il caso, individuato lo scorso 19 marzo, riguarda un uomo rientrato da un viaggio in Thailandia. Il paziente si è presentato con sintomi come febbre, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, elementi che, uniti al recente soggiorno all’estero, hanno portato i medici a effettuare accertamenti specifici.</p>



<p>Secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, il virus West Nile è ormai considerato una presenza endemica anche nel territorio locale. La sua capacità di sopravvivere durante i mesi invernali, grazie alle zanzare che riescono a superare il freddo, rende possibile una ripresa della circolazione virale con l’arrivo delle temperature più miti. Resta però difficile prevedere con precisione l’intensità della diffusione nei mesi estivi.</p>



<p>A rafforzare l’attenzione contribuisce il ricordo del 2022, quando condizioni climatiche particolarmente favorevoli portarono a una diffusione significativa del virus nel Padovano, con numeri rilevanti anche a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, non è solo la siccità a favorire il fenomeno: anche periodi piovosi, con la formazione di ristagni d’acqua, possono creare ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare.</p>



<p>Parallelamente al monitoraggio sanitario, il Comune ha programmato una campagna di disinfestazione larvicida nelle aree pubbliche, che si svolgerà dal 13 al 30 aprile. Gli interventi partiranno dal quartiere di Brusegana e interesseranno progressivamente il resto della città, con l’obiettivo di ridurre la presenza degli insetti già nelle prime fasi del loro ciclo vitale.</p>



<p>Se per il West Nile la situazione appare oggi più gestibile grazie a una maggiore conoscenza del fenomeno, le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione su altre malattie trasmesse dalle zanzare, come Dengue e Chikungunya. In questi casi, infatti, anche un singolo episodio importato può dare origine a focolai locali. Per questo motivo, in presenza di casi sospetti o confermati, vengono attivate procedure straordinarie con trattamenti mirati nelle aree circostanti, così da contenere rapidamente ogni possibile diffusione.</p>



<p>Fondamentale resta anche il comportamento individuale, soprattutto per chi viaggia in Paesi tropicali, dove il rischio di contrarre queste infezioni è più elevato. L’invito degli esperti è quello di adottare adeguate misure di protezione, come l’uso di repellenti e indumenti adatti, per ridurre al minimo l’esposizione alle punture.</p>



<p>In vista dell’estate, dunque, prevenzione e consapevolezza si confermano le armi principali per limitare l’impatto dei virus trasmessi dalle zanzare.</p>



<p></p>
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		<title>Presentato lo Sportello Dislessia a Bassano del Grappa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 23:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato ieri mattina il nuovo Sportello Dislessia presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie di Bassano del Grappa. Attivato lo scorso anno in via sperimentale dai volontari dell’Associazione Italiana Dislessia presso una struttura privata, grazie alla collaborazione con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/presentato-lo-sportello-dislessia-a-bassano-del-grappa/">Presentato lo Sportello Dislessia a Bassano del Grappa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p>Presentato ieri mattina il nuovo Sportello Dislessia presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie di Bassano del Grappa. Attivato lo scorso anno in via sperimentale dai volontari dell’Associazione Italiana Dislessia presso una struttura privata, grazie alla collaborazione con l&#8217;Assessorato alla Famiglia è ora collocato in uno spazio comunale dove possono essere accolti al meglio le famiglie e i ragazzi che necessitano di consulenza.</p>



<p><strong>La rete vicentina</strong></p>



<p>In provincia esistono già diversi sportelli operativi: Valdagno, Arzignano e Chiampo offrono da tempo un servizio mensile gratuito alle famiglie, ospitati dalle biblioteche comunali o da strutture pubbliche. Questi punti di ascolto sono diventati riferimenti preziosi per centinaia di genitori che cercano orientamento su diagnosi, diritti scolastici e strumenti di studio.</p>



<p><strong>Perché Bassano del Grappa</strong></p>



<p>Bassano è un polo scolastico importante, con migliaia di studenti e decine di istituti. Avere uno sportello locale significa accorciare le distanze, non solo geografiche: un servizio pubblico e gratuito nel proprio comune è un segnale di prossimità e attenzione istituzionale.</p>



<p><strong>Cosa offre lo sportello</strong></p>



<p>Consulenza su diagnosi e certificazioni, orientamento sui diritti previsti dalla legge 170/2010, supporto nella scelta di strumenti compensativi, dialogo con le scuole. Il servizio è gratuito ed è gestito da volontari dell&#8217;Associazione Italiana Dislessia che conoscono queste difficoltà dall&#8217;interno: genitori, insegnanti, ragazzi.</p>



<p>Per informazioni e appuntamenti chiamare il numero 392 4859.675 o scrivere una mail a: vicenza@aiditalia.org</p>
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		<title>Veneto &#8211; Intervento da record, massa da 50 chili rimossa dall’addome: salvata una donna</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:12:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VERONA, 18 marzo 2026 – Un intervento chirurgico straordinario e ad altissimo rischio ha permesso di salvare una donna di 74 anni, arrivata in ospedale con una situazione ormai critica: una gigantesca cisti ovarica di circa 50 chili le comprimeva<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>VERONA, 18 marzo 2026 – Un intervento chirurgico straordinario e ad altissimo rischio ha permesso di salvare una donna di 74 anni, arrivata in ospedale con una situazione ormai critica: una gigantesca cisti ovarica di circa 50 chili le comprimeva gli organi vitali, mettendo in pericolo la respirazione e la funzionalità renale.</p>



<p>L’operazione è stata eseguita all’ospedale di Borgo Trento di Verona da un’équipe multidisciplinare, che ha affrontato il caso con un approccio in più fasi, data la complessità e i rischi legati a un intervento immediato.</p>



<p>La paziente si era presentata al pronto soccorso con un addome fortemente disteso e gravi difficoltà respiratorie. Gli esami diagnostici hanno rivelato una massa enorme, estesa a tutta la cavità addominale, in grado di comprimere diaframma, organi interni e persino ostacolare la circolazione sanguigna verso gli arti inferiori.</p>



<p>Per evitare pericolosi squilibri emodinamici, i medici hanno inizialmente ridotto gradualmente il volume della cisti aspirando il liquido al suo interno. Solo successivamente si è proceduto con la delicata fase di separazione della massa dagli organi addominali, resa complessa dalle numerose aderenze.</p>



<p>Una volta completata la rimozione della cisti, l’équipe ha eseguito anche un’isterectomia totale e l’asportazione dell’altro ovaio, a scopo precauzionale.</p>



<p>Fondamentale anche la fase post-operatoria: la paziente è stata monitorata in terapia intensiva prima del trasferimento in reparto, dove ha iniziato il percorso di recupero delle funzionalità e della mobilità.</p>



<p>All’intervento hanno partecipato specialisti di ginecologia oncologica, chirurgia dell’esofago e dello stomaco, anestesia e rianimazione, a conferma della complessità di un’operazione che rappresenta uno dei casi più rilevanti trattati negli ultimi anni nella struttura veronese.</p>
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		<title>Disturbi alimentari, il Veneto sempre in prima fila per supportare pazienti e famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:50:00 +0000</pubDate>
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<p>Ieri 15 marzo si è celebrata la Giornata nazionale dei Disturbi alimentari (DCA). In Veneto, oltre 20 anni fa, è nato il primo Centro specializzato pubblico, la &#8220;Casa delle farfalle&#8221; a Portogruaro. Oggi la nostra Regione dispone di una rete specifica di strutture, a cominciare dai due Centri regionali di riferimento a Padova e Verona, fino a quelli provinciali presso le Ulss 2 Marca Trevigiana, 4 Veneto Orientale e 8 Berica, e a tutta una serie di strutture specialistiche presenti in ogni Azienda sanitaria.<br>I numeri indicano un’incidenza in crescita con esordi sempre più precoci su ragazzi e adolescenti. Ogni anno la rete territoriale prende in carico 3.000 casi; intorno al migliaio sono i ricoveri specialmente per anoressia nervosa e bulimia. Chi soffre di questa patologia, può trovare anche il sostegno di associazioni impegnate nel settore. Perché i DCA non riguardano solo il singolo malato, bensì anche la sua famiglia.<br>Tutte le info qui: https://salute.regione.veneto.it/disturbi-del-comportamento-alimentari</p>
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		<title>Ortosomnia, quando l’ossessione per il sonno perfetto finisce per disturbare le notti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e insonnia: sempre più persone lamentano un peggioramento della qualità del sonno negli ultimi anni e molti si svegliano al mattino già stanchi. I disturbi del sonno riguardano ormai una parte significativa della popolazione, un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e insonnia: sempre più persone lamentano un peggioramento della qualità del sonno negli ultimi anni e molti si svegliano al mattino già stanchi. I disturbi del sonno riguardano ormai una parte significativa della popolazione, un segnale che preoccupa gli esperti e che invita a riflettere non solo sugli aspetti fisiologici ma anche su quelli psicologici legati al riposo notturno.</p>



<p>Negli ultimi anni, infatti, il rapporto con il sonno è cambiato profondamente anche a causa della diffusione di tecnologie dedicate al monitoraggio delle nostre notti. App per smartphone, smartwatch, sensori e sistemi di analisi del ciclo del sonno promettono di misurare la qualità del riposo e fornire punteggi e dati dettagliati. Questa continua ricerca della “notte perfetta” ha dato origine a un fenomeno sempre più diffuso chiamato <strong>ortosomnia</strong>, cioè l’ossessione per il sonno ideale e per i numeri che lo descrivono.</p>



<p>Secondo la psichiatra Isabelle Poirot, specialista nei disturbi del sonno, non esiste però una formula universale per dormire bene. In generale gli studi suggeriscono che un adulto dovrebbe dormire tra le sei e le nove ore a notte, ma la quantità ideale varia da persona a persona: c’è chi ha bisogno di dormire meno e chi di più. Dormire stabilmente meno di sei ore o più di nove, tuttavia, non è considerato salutare. Anche alcune convinzioni diffuse, come quella secondo cui le ore di sonno prima di mezzanotte sarebbero più benefiche, non trovano conferma scientifica: il ciclo del sonno segue gli stessi meccanismi indipendentemente dall’orario in cui ci si corica.</p>



<p>Le persone definite “ortosomniache”, spesso molto attente alla propria salute, tendono invece a fissare regole rigide sull’orario di andare a letto, sulla durata del riposo e sulle abitudini serali. Con oltre 500 applicazioni dedicate al monitoraggio del sonno disponibili sugli smartphone, controllare continuamente i dati notturni è diventato semplice e diffuso. Il rischio è che la ricerca della notte perfetta finisca per trasformarsi in una fonte di stress.</p>



<p>Tra i segnali che possono indicare una preoccupazione eccessiva per il sonno ci sono, ad esempio, la rinuncia a uscire con amici o andare al cinema per non interrompere la routine serale, oppure il controllo compulsivo dei dati registrati dai dispositivi appena svegli o più volte durante la giornata. In questi casi il sonno non è più solo un bisogno fisiologico, ma diventa un obiettivo da ottimizzare e controllare.</p>



<p>Il paradosso è che questa pressione psicologica può produrre l’effetto opposto: generare ansia e rendere più difficile addormentarsi. «Per dormire bene bisogna smettere di pensarci», spiegano gli specialisti, sottolineando come il sonno sia un processo naturale e in parte imprevedibile. Pensarci troppo, invece, può portare proprio a quella insonnia che si cerca di evitare.</p>



<p>Un altro aspetto da considerare riguarda l’affidabilità dei dispositivi connessi. Questi strumenti non sono dispositivi medici e basano spesso le loro analisi sui movimenti del corpo durante la notte: più movimenti vengono registrati, peggiore viene considerata la qualità del sonno. Tuttavia il riposo è un fenomeno complesso e non può essere valutato solo con questo parametro, soprattutto quando il sonno è già disturbato.</p>



<p>Gli esperti consigliano quindi di utilizzare smartwatch e app soprattutto per monitorare l’attività fisica durante il giorno, uno dei pilastri fondamentali per dormire meglio. In caso di problemi persistenti, la soluzione più efficace resta sempre quella di parlarne con il proprio medico, evitando di affidarsi esclusivamente ai numeri registrati dai dispositivi digitali.</p>
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		<title>Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, Stefani: “Inaccettabile ogni aggressione contro chi cura”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Una visita per dire grazie a chi ogni giorno è in prima linea nella cura dei cittadini e per ribadire che ogni forma di violenza contro chi cura è inaccettabile. In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari, il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani si è recato oggi al pronto soccorso dell’ospedale di Camposampiero.Accompagnato dalla direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea Patrizia Benini, il presidente ha visitato anche l’Ospedale di Comunità, già operativo, e la Casa della Comunità di Camposampiero, struttura i cui lavori sono ormai in fase di ultimazione e che andrà a rafforzare la rete territoriale dei servizi sanitari.“L’aggressività e la violenza non sono mai la soluzione ai problemi – ha dichiarato Stefani – ma diventano ancora più odiose quando le vittime sono medici, infermieri o operatori sociosanitari, professionisti che ogni giorno si prendono cura dei pazienti. In questi anni – ha aggiunto il presidente – abbiamo dovuto purtroppo in più di un&#8217;occasione condannare episodi di aggressione nei confronti dei nostri professionisti della sanità. Ma non ci siamo limitati alle parole di condanna o alla solidarietà: abbiamo voluto dare un segnale concreto di attenzione al personale sanitario”.Il riferimento è al provvedimento approvato dalla Giunta regionale che destina oltre 60 milioni di euro alle indennità per il personale dell’emergenza-urgenza. Una misura che coinvolgerà circa 3.200 lavoratori del sistema sanitario regionale – tra infermieri, operatori sociosanitari, autisti soccorritori e personale amministrativo – riconoscendo la particolare gravosità del lavoro svolto nei pronto soccorso, tra i servizi più esposti a carichi di lavoro elevati e, purtroppo, anche al fenomeno delle aggressioni.“Valorizzare il personale sanitario – ha concluso Stefani – è una priorità per rafforzare il nostro sistema di cura e assistenza. In una giornata come questa ho voluto essere qui per ribadire concretamente la vicinanza e il rispetto della Regione verso chi ogni giorno garantisce salute e sicurezza ai cittadini”.<a href="http://tracking.regve.it/track/qaR9ZwR0ZmDjAGR4AmNmAGxkAQV0ZPM5qzS4qaR9ZQblIt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Ospedale di Santorso, consegnate tre nuove ambulanze e una seconda automedica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[automediche]]></category>
		<category><![CDATA[consegnate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono arrivati all’ospedale di Santorso quattro nuovi mezzi di soccorso per le situazioni di emergenza: si tratta di tre ambulanze e una nuova automedica, acquistate nell’ambito del maxi piano di rinnovo dei mezzi di soccorso finanziato dalla Regione del Veneto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sono arrivati all’ospedale di Santorso quattro nuovi mezzi di soccorso per le situazioni di emergenza: si tratta di tre ambulanze e una nuova automedica, acquistate nell’ambito del maxi piano di rinnovo dei mezzi di soccorso finanziato dalla Regione del Veneto e coordinato come centrale unica di acquisto da Azienda Zero.</p>



<p>Più in dettaglio, le nuove ambulanze sostituiscono mezzi più datati e prevedono al loro interno tutte le dotazioni utili per un soccorso tempestivo ed efficace nei diversi scenari possibili, ma si distinguono anche per un’attenzione particolare per l’attività dei soccorritori: sono infatti tutte dotate di barelle elettriche, che permettono di spostare, alzare e caricare i pazienti riducendo i carichi di lavoro, e dunque l’affaticamento fisico e il rischio di infortuni. Inoltre, le tre ambulanze sono basate sullo stesso veicolo e presentano un allestimento identico: in questo modo, qualsiasi sia il mezzo utilizzato, i soccorritori possono memorizzare più facilmente l’esatta collocazione di ogni strumento e dotazione, velocizzando così al massimo le operazioni di soccorso.</p>



<p>L’automedica, invece, si affianca a quella già in servizio all’ospedale di Santorso, che era stata donata due anni fa dalla Fondazione FabbricareSalute, rispetto alla quale avrà funzione di mezzo di scorta per garantire sempre e comunque la piena operatività del servizio anche durante gli interventi di manutenzione del mezzo già in servizio.</p>



<p>Il valore complessivo della fornitura dei tre mezzi è pari a circa 510 mila euro interamente finanziati dalla Regione del Veneto: «Vorrei sottolineare l’importanza per il territorio, ma anche per gli operatori del Pronto Soccorso, di poter contare su questi nuovi mezzi, sempre più efficienti e allo stesso tempo attenti anche alle esigenze degli operatori &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana dott. Giovanni Carretta -. Ringrazio dunque la Regione del Veneto per l’attenzione che ha dimostrato ancora una volta verso questa Azienda».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ospedale-di-santorso-consegnate-tre-nuove-ambulanze-e-una-seconda-automedica/">Ospedale di Santorso, consegnate tre nuove ambulanze e una seconda automedica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Tre nuove &#8220;palestre della salute&#8221; nel distretto di Bassano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bassano]]></category>
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		<category><![CDATA[palestre]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Thiene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri la cerimonia di consegna della targa di riconoscimento in qualità di “Palestre della Salute” per tre strutture che hanno ottenuto l’apposita certificazione, dimostrando dunque di rispettare i severi requisiti individuati dalla Regione del Veneto con la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Si è svolta ieri la cerimonia di consegna della targa di riconoscimento in qualità di “Palestre della Salute” per tre strutture che hanno ottenuto l’apposita certificazione, dimostrando dunque di rispettare i severi requisiti individuati dalla Regione del Veneto con la DGR 549/2023.</p>



<p>Più in dettaglio si tratta di due strutture con sede a Cassola (l’Istituto Attività Motorie e il Centro Kinesi) e una con sede a Thiene (Poliambulatorio San Gaetano), che si aggiungono alle 4 già presenti nel territorio dell’ULSS 7 Pedemontana (2 nel Distretto di Bassano e 2 nell’Alto Vicentino).</p>



<p>Come noto, la definizione di “Palestre della Salute” non è un semplice slogan, ma identifica sedi in possesso di specifici requisiti strutturali, tecnici organizzativi, tali da essere idonee ad ospitare, oltre alle normali attività di palestra, anche cittadini con patologie croniche non trasmissibili stabilizzate (cardiopatici, broncopneumopatici, diabetici, nefropatici&#8230;) per lo svolgimento di programmi di esercizio fisico prescritti dal medico. Non si tratta, dunque, di un&#8217;attività riabilitativa, ma della possibilità di fare esercizio fisico tarato alla propria condizione con caratteristiche che lo rendono idoneo ad ottimizzarne i benefici ricavati in termini di salute e, soprattutto, minimizzando i possibili rischi.</p>



<p>Proprio per l’importanza di questo ruolo, è previsto che il Dipartimento di Prevenzione, ed in particolare l’U.O.S.D. Attività Motorie, verifichi con periodicità almeno biennale e, comunque, ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, l&#8217;accertamento del mantenimento dei requisiti richiesti.</p>
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		<title>Casa della Comunità di Romano d&#8217;Ezzelino: finiti i lavori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ULSS 7 Pedemontana ha completato i lavori in anticipo rispetto alla scadenza prevista dal PNRR. La struttura ospiterà tutti i principali servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità per i cittadini Sono stati ufficialmente dichiarati conclusi i lavori per la costruzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>L’ULSS 7 Pedemontana ha completato i lavori in anticipo rispetto alla scadenza prevista dal PNRR.</strong></p>



<p><strong>La struttura ospiterà tutti i principali servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità per i cittadini</strong></p>



<p>Sono stati ufficialmente dichiarati conclusi i lavori per la costruzione della nuova Casa della Comunità a Romano d’Ezzelino, frutto di un investimento di oltre 3,9 milioni di euro finanziato tramite fondi PNRR.</p>



<p>La nuova struttura sorge al civico 4 di via Gioberti, dunque in posizione centrale, in un’area messa a disposizione dall’Amministrazione di Romano d’Ezzelino, al posto dello stabile che un tempo ospitava l’Ufficio Tecnico e la Polizia Locale.</p>



<p><a></a>L’opera è dunque il risultato di un intervento completo di demolizione e ricostruzione, iniziato nell’aprile 2024, che ha portato alla realizzazione di un edificio che si sviluppa su due piani per una superficie totale di 1.064,5 mq. Al piano terra è previsto un punto informazioni, all’ingresso, dal quale si accederà all’area di attesa, con un Punto Unico di Accesso organizzato in open-space e in diretto contatto con l’ufficio amministrativo. Sul lato sud del piano saranno collocati invece tutti i servizi delle cure primarie, dunque con la presenza di medici e infermieri, mentre sul lato nord troverà spazio l’ufficio amministrativo e una sala polivalente. Sul lato opposto rispetto all’ingresso principale saranno collocati invece i locali per il Centro di Salute Mentale e il Ser.D, garantendo così una maggiore privacy agli utenti del servizio.</p>



<p>Al primo piano, invece, sarà collocato il Consultorio Familiare, il Servizio Tutela per i Minori, la Neuropsichiatria Infantile e altri 6 ambulatori specialistici.</p>



<p>Conclusi i lavori, l’Azienda socio-sanitaria completerà ora l’iter per il collaudo e gli allacciamenti, con l’obiettivo di attivare la nuova Casa della Comunità di Romano d’Ezzelino già nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Tumori tra i Vigili del Fuoco, USB attacca: “Troppi colleghi malati e morti, servono dati completi sui PFAS”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[biomonitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione sostanze tossiche]]></category>
		<category><![CDATA[malattie professionali]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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		<category><![CDATA[tumori Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[USB Vigili del Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[vigili del fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindacato USB Vigili del Fuoco denuncia con forza quello che definisce l’ennesimo tentativo di affrontare con superficialità e scarsa trasparenza il problema sanitario che colpisce il personale del Corpo nazionale. Un tema che, sottolinea l’organizzazione sindacale, non può essere<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il sindacato USB Vigili del Fuoco denuncia con forza quello che definisce <strong>l’ennesimo tentativo di affrontare con superficialità e scarsa trasparenza il problema sanitario che colpisce il personale del Corpo nazionale</strong>. Un tema che, sottolinea l’organizzazione sindacale, non può essere ridotto a convegni o presentazioni accademiche, ma riguarda <strong>una realtà drammatica fatta di vigili del fuoco che si ammalano e muoiono</strong>.</p>



<p>Secondo USB, negli ultimi anni all’interno del Corpo nazionale si registra <strong>un numero crescente di operatori colpiti da patologie oncologiche</strong>. Una situazione che, evidenzia il sindacato, si inserisce in un contesto scientifico preciso: <strong>l’attività operativa dei vigili del fuoco è classificata come cancerogena di classe 1</strong>, a causa delle ripetute esposizioni a sostanze tossiche e cancerogene durante gli interventi su incendi, incidenti industriali e in ambienti contaminati. Tra queste sostanze rientrano anche i <strong>PFAS</strong>, composti chimici persistenti e potenzialmente pericolosi.</p>



<p>Per USB Vigili del Fuoco, quella che per alcuni continua a essere trattata con cautela comunicativa rappresenta <strong>una vera emergenza sanitaria</strong>.</p>



<p>In questo quadro si inserisce <strong>lo studio di biomonitoraggio sull’esposizione ai PFAS condotto dall’Università di Bologna</strong> sul personale del Corpo. Proprio per valutare nel dettaglio il lavoro svolto, il sindacato ha presentato <strong>una formale richiesta di accesso agli atti</strong> per ottenere tutta la documentazione relativa alla ricerca.</p>



<p>La risposta ricevuta, però, secondo quanto denunciato da USB, si sarebbe limitata <strong>alla trasmissione di una semplice presentazione in formato PowerPoint</strong>. Una modalità che il sindacato considera insufficiente per affrontare un problema di tale portata.</p>



<p>“È questo il livello di trasparenza con cui si pensa di affrontare il tema dei tumori tra i Vigili del Fuoco?”, si chiede l’organizzazione, ribadendo che <strong>una questione sanitaria così grave richiede rigore scientifico, dati completi e piena accessibilità alle informazioni</strong>.</p>



<p>Per questo USB ha richiesto formalmente la trasmissione integrale della documentazione dello studio, in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>progetto completo della ricerca</strong>, con obiettivi, disegno metodologico, criteri di inclusione ed esclusione dei partecipanti, tipologia di analisi effettuate e outcome considerati;</li>



<li><strong>tutti i materiali supplementari</strong>, tra cui protocollo dello studio, strumenti utilizzati, allegati tecnici e documentazione metodologica;</li>



<li>i <strong>risultati anonimizzati in forma analitica e tabellare</strong>, necessari per valutare in modo indipendente l’impatto dell’esposizione ai PFAS sul personale;</li>



<li>una <strong>descrizione dettagliata dei metodi analitici utilizzati</strong>, comprese tecniche strumentali, standard di riferimento, limiti di rilevabilità e quantificazione, procedure di controllo qualità, eventuali validazioni interlaboratorio e l’indicazione dell’accreditamento del laboratorio che ha effettuato le analisi.</li>
</ul>



<p>Il sindacato annuncia inoltre che, <strong>qualora lo studio dell’Università di Bologna venga reso pubblico nelle prossime settimane</strong>, pretenderà che siano divulgati <strong>tutti i dati, l’intera metodologia scientifica e ogni elemento utile a consentire verifiche indipendenti</strong>.</p>



<p>USB chiarisce che <strong>non accetterà studi incompleti, rassicurazioni generiche o operazioni di facciata</strong>, mentre il personale continua a pagare con la propria salute.</p>



<p>La battaglia del sindacato su questo tema, viene ricordato, <strong>non nasce oggi</strong>. Da oltre dieci anni USB denuncia pubblicamente i rischi sanitari legati all’esposizione ai PFAS, chiedendo <strong>studi epidemiologici seri, programmi di biomonitoraggio indipendenti, dispositivi di protezione e procedure di decontaminazione adeguati</strong>, oltre al pieno riconoscimento delle <strong>malattie professionali</strong>.</p>



<p>Nel corso degli anni sono state promosse <strong>iniziative pubbliche, denunce e mobilitazioni</strong>, oltre a momenti di confronto istituzionale. Tra le iniziative più rilevanti viene ricordata <strong>la conferenza stampa organizzata nel giugno 2025 alla Camera dei Deputati</strong>, durante la quale è stato portato all’attenzione delle istituzioni il tema del rischio oncologico per i vigili del fuoco.</p>



<p>In quell’occasione è stato presentato anche <strong>uno studio indipendente basato sull’analisi di campioni di siero di alcuni operatori presso l’ospedale universitario di Aachen, in Germania</strong>, insieme ai risultati delle analisi sui <strong>composti PFAS presenti nei dispositivi di protezione individuale</strong>, effettuate presso un’azienda specializzata di Prato.</p>



<p>All’incontro avevano partecipato anche <strong>rappresentanti di Greenpeace</strong>, la <strong>professoressa Claudia Marcolungo dell’Università di Padova</strong> e la <strong>dottoressa Vitalia Murgia di ISDE – Medici per l’Ambiente</strong>, che avevano contribuito a evidenziare con dati scientifici la gravità delle esposizioni a cui è sottoposto il personale.</p>



<p>La battaglia, sottolinea USB, prosegue oggi anche <strong>sul piano legale e della trasparenza amministrativa</strong>, grazie al supporto dello <strong>Studio legale Dini e Saltalamacchia</strong> e dell’associazione <strong>Generazioni Future</strong>, coinvolti nelle iniziative legate agli accessi agli atti, alla verifica delle procedure e alla tutela dei lavoratori.</p>



<p>“Chi entra nel fuoco per salvare la vita degli altri non può essere lasciato solo quando paga quel servizio con la propria salute”, conclude il sindacato, ribadendo che <strong>i vigili del fuoco italiani meritano verità, tutela e giustizia</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Quanti obesi ci sono in Veneto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 16:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia metabolica]]></category>
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		<category><![CDATA[obesità Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto, l’obesità colpisce circa il 12% degli adulti e il 6% dei bambini, mentre il sovrappeso riguarda il 29% degli adulti e il 17% dei più piccoli. Oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, le Unità operative delle aziende<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>In Veneto, l’obesità colpisce circa il 12% degli adulti e il 6% dei bambini, mentre il sovrappeso riguarda il 29% degli adulti e il 17% dei più piccoli. Oggi, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, le Unità operative delle aziende sanitarie e ospedaliere hanno organizzato un punto informativo nella hall del polo Confortini di Verona, con l’iniziativa “Obesità senza pregiudizi: ascoltare, comprendere, curare”, promossa dalla sezione Triveneto della Società italiana dell’obesità insieme a università e associazioni di pazienti.</p>



<p>L’obesità è una malattia cronica, complessa e recidivante, causata da fattori biologici, ambientali e psico-sociali. Spesso percepita come una colpa, può essere trattata efficacemente, soprattutto se la prevenzione inizia precocemente: molti bambini obesi presentano già alterazioni glicemiche e problemi cardiovascolari.</p>



<p>In Veneto, il percorso terapeutico è multidisciplinare: per i bambini, l’Uoc Pediatria B del professor Maffeis; per adulti e anziani, l’Uoc Endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo guidata dal professor Bonadonna e la Geriatria B diretta dal professor Mauro Zamboni, con focus sull’obesità sarcopenica, caratterizzata da aumento della massa grassa e perdita di quella magra. La chirurgia metabolica, coordinata dal dottor Marco Battistoni, completa il percorso specialistico, affiancata da dietisti, nutrizionisti e infermieri.</p>



<p>L’iniziativa sottolinea l’importanza di un approccio integrato per prevenire e curare l’obesità, puntando sulla diagnosi precoce, l’informazione e il supporto continuo per tutte le fasce d’età.</p>
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		<title>Valdagno celebra l’8 marzo: tra arte, cinema e benessere “la cura” diventa protagonista al femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(sotto: le locandine informative) Valdagno &#8211; La cura, come attenzione verso di sé, corpo e spirito, verso le proprie aspirazioni e vocazioni, verso le relazioni. È questo il filo conduttore del programma dedicato alla&#160;Giornata Internazionale della Donna 2026, che si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(sotto: le locandine informative)</p>



<p>Valdagno &#8211; La cura, come attenzione verso di sé, corpo e spirito, verso le proprie aspirazioni e vocazioni, verso le relazioni. È questo il filo conduttore del programma dedicato alla&nbsp;<strong>Giornata Internazionale della Donna 2026</strong>, che si apre&nbsp;<strong>venerdì 6 marzo a Valdagno</strong>. Un filo che connette linguaggi e approcci diversi –&nbsp;<strong>arte, cinema, musica, nutrizione, mindfulness, salute e prevenzione</strong>&nbsp;– per ricordare che il benessere femminile è un valore sociale, culturale e comunitario. La rassegna, coordinata e promossa dalla&nbsp;<strong>Commissione Pari Opportunità del Comune di Valdagno</strong>, è resa possibile grazie alla partecipazione di associazioni e realtà culturali del territorio:&nbsp;<strong>la Biblioteca Civica Villa Valle, ProValdagno, il Cinema Teatro Super, il Centro Servizi Sociali Villa Serena</strong>.</p>



<p>&#8220;<em>Il programma</em>&nbsp;&#8211; sottolineano le promotrici &#8211;&nbsp;<em>celebra la donna e ne valorizza la complessità, promuovendo una cultura di rispetto, cura e crescita personale. Attraverso diversi linguaggi vogliamo offrire dei momenti per stare insieme e, allo stesso tempo,&nbsp;degli strumenti e spunti concreti dedicati al benessere, all’espressione e alla consapevolezza femminile. La collaborazione tra enti, associazioni e servizi del territorio è il segno di una comunità che si mobilita davvero e con impegno per la promozione delle pari opportunità</em>&#8220;.</p>



<p>Ad aprire il programma è la mostra grafica&nbsp;<strong>“La Cura” di Carolina Guiotto nelle Serre del Parco La Favorita</strong>. L&#8217;esposizione, che&nbsp;propone un viaggio visivo, tra resilienza, delicatezza e forza femminile,&nbsp;sarà inaugurata venerdì 6 marzo alle 20.30 con una serata di presentazione che vedrà l&#8217;autrice dialogare con la presidente della Commissione Pari Opportunità Anna Centomo.&nbsp;La mostra esplora il mondo delle emozioni e degli stati d&#8217;animo, trattato con forza gentile: attraverso ritratti di donne, la mostra è un viaggio che accomuna tutti, nei delicati passaggi dagli stati d&#8217;animo più difficili, a quelli di trasformazione, fino alla rinascita. Le opere parlano del coraggio di rifiorire, prendendosi cura di sé.&nbsp;Il linguaggio visivo, potente e diretto, crea uno spazio di riflessione all&#8217;interno di un allestimento, le Serre appunto,&nbsp;che rafforza il rimando a un luogo di crescita e protezione. La mostra, organizzata da Provaldagno, è visitabile sabato 7 e domenica 8 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; domenica 15 marzo dalle 10 alle 12.30.</p>



<p>Sabato 7 marzo, alle ore 17.00, Sala Soster di Palazzo Festari ospiterà invece&nbsp;<strong>“Armonia al femminile: nutrizione, mindfulness e musica”</strong>. Organizzato dalla Commissione Pari Opportunità, l&#8217;incontro è dedicato al benessere globale della donna, alla cura di sé come primo atto d’amore. La nutrizionista Lisa Battistin e l&#8217;esperta di mindfulness e thetahealing Giordana Ruzzolini offriranno&nbsp;strumenti concreti per nutrire corpo, mente ed emozioni. Elli De Mon, One Woman Band, accompagnerà&nbsp;l’evento con “Note dell’Essere”, un percorso musicale che dà voce alle storie di autenticità e coraggio femminile. Sarà presente in sala un&#8217;esposizione libraria a tema a cura della Biblioteca Civica. L&#8217;evento è pensato per essere occasione di cura e consapevolezza per le donne, ma rappresenta anche un’occasione preziosa per tutti gli uomini che desiderano avvicinarsi – con sensibilità e interesse autentico – all’universo femminile.</p>



<p>Sabato 7, alle 20.30, e domenica 8 marzo, alle 18.00, al Super verrà proiettato&nbsp;<strong>il film “Anna” – Ritratto di Anna Magnani di Monica Guerritore</strong>. Un omaggio a una figura simbolo della forza femminile nel cinema e nella cultura italiana a cura di Cinema Teatro Super. Un&#8217;esposizione libraria a tema della Biblioteca Civica proporrà una selezione di libri e dvd dedicati alla vita, all’arte e all’eredità di Anna Magnani e anche alla regista Monica Guerritore, per favorire un approfondimento culturale e storico.</p>



<p>A chiudere la rassegna, giovedì 12 marzo alle 20.30 nella Sala del Centro Diurno di Villa Serena, sarà l&#8217;incontro&nbsp;<strong>“Il pavimento pelvico: il sostegno invisibile per il nostro benessere”</strong>, un momento informativo dedicato a un tema fondamentale per la salute femminile. L’iniziativa offre un contributo significativo di prevenzione e sensibilizzazione con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, conoscenza e autonomia. Intervengono Emiliana Molinari, fisioterapista esperta in riabilitazione pelvi-perinale, e Silvia Venanzi, medico chirurgo specializzata in ginecologia ostetricia. Serata a cura di Villa Serena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-359891" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-725x1024.jpg 725w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-295x417.jpg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-1087x1536.jpg 1087w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-846x1196.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001-1184x1673.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/villa_Serena_page-0001.jpg 1241w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-359892" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-724x1024.jpg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-295x417.jpg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-1086x1536.jpg 1086w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile-846x1197.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/armonia_al_femminile.jpg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



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		<title>Il San Bassiano si rinnova, al via il maxi progetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato definito il progetto di adeguamento antisismico e antincendio che prevedeanche il rifacimento del blocco operatorio e la realizzazione di un nuovo polo endoscopico.L’investimento complessivo sarà di 25 milioni di euro: i lavori partiranno a inizio 2027 e dureranno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>È stato definito il progetto di adeguamento antisismico e antincendio che prevede<br>anche il rifacimento del blocco operatorio e la realizzazione di un nuovo polo endoscopico.<br>L’investimento complessivo sarà di 25 milioni di euro: i lavori partiranno a inizio 2027 e dureranno circa 2 anni</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="479" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1024x479.jpg" alt="" class="wp-image-359303" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1024x479.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-626x293.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-100x47.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-846x396.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento-1184x554.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/aree-intervento.jpg 1319w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’ospedale San Bassiano si appresta a cambiare volto, anche se la grande maggioranza degli utenti non coglierà le differenze esternamente: l’ULSS 7 Pedemontana ha definito il progetto relativo al maxi piano di riqualificazione che prevede da una parte un significativo miglioramento della resistenza antisismica della struttura, dall’altra il rifacimento del gruppo operatorio e la creazione di un nuovo polo endoscopico. Il tutto per un investimento complessivo stimato di 25 milioni di euro finanziato in base ad un accordo di programma tra la Regione del Veneto e i Ministeri della Salute e delle Finanze, con inizio dei lavori previsto indicativamente all’inizio del prossimo anno e durata stimata di circa 2 anni.</p>



<p>«Il San Bassiano è un ospedale relativamente giovane, ma ha comunque oltre 40 anni e in sanità l’innovazione corre veloce &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza -. In questo arco di tempo sono cambiati i modelli organizzativi, le tecnologie e anche e esigenze assistenziali, pensiamo al grande sviluppo della day e week surgery e della chirurgia mininvasiva, ma anche all’attenzione rispetto alla circolazione di virus e batteri. Abbiamo dunque voluto cogliere l’opportunità data dal maxi piano di intervento antisismico per un importante aggiornamento del gruppo operatorio, e allo stesso tempo per la creazione di un nuovo polo endoscopico. In questo modo andremo ad sostenere l’ulteriore crescita qualitativa e quantitativa dell’attività chirurgica svolta al San Bassiano, già all’avanguardia per la grande tradizione nella chirurgia robotica, creando allo stesso tempo un polo di eccellenza per le procedure in endoscopia, anche in considerazione dello sviluppo di questa metodica sia sul piano diagnostico che interventistico. Il San Bassiano sarà dunque un ospedale sempre all’avanguardia, in linea con gli standard dei nosocomi di nuova generazione, ma soprattutto un ospedale dove in nostri medici potranno lavorare al meglio per il bene dei pazienti e allo stesso tempo sempre più attrattivo per gli specializzanti e i giovani specialisti».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="342" height="456" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano.jpg" alt="" class="wp-image-359305" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano.jpg 342w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano-313x417.jpg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/risveglio-pazienti-san-bassiano-100x133.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px" /></figure>



<p>Per quanto riguarda l’adeguamento antisismico, l’intervento riguarderà alcune aree del 2° (dove ha sede il blocco operatorio), 3° (in uno spazio terrazzato ora inutilizzato) e 4° (dove vi è la day e week surgery), oltre al primo piano interrato (in corrispondenza del polo endoscopico).</p>



<p>I lavori inizieranno dal piano interrato e dal 4° piano, e parallelamente si procederà anche agli interventi sull’area terrazzata al 3° piano, dove sarà realizzato un nuovo locale tecnico all’interno del quale saranno collocate le nuove Unità di Trattamento Aria a servizio delle sale operatorie; successivamente avverrà la cantierizzazione del blocco operatorio al 2° secondo, che avverrà in più fasi allo scopo di garantire la continuità dell’attività del blocco operatorio, permettendo di avere almeno 4 sale operatorie sempre funzionanti.</p>



<p>Ma come detto il focus dell’intervento non riguarda solo la sicurezza in caso di terremoto: infatti l’Azienda ha voluto cogliere l’occasione di lavori che sarebbero stati comunque molto significativi e invasivi per migliorare anche la funzionalità di alcune aree nell’ottica di sostenere un ammodernamento e potenziamento futuro della struttura.</p>



<p>In questa prospettiva, al 2° piano sarà completamente rinnovato il blocco operatorio, che potrà contare su 7 nuove sale operatorie, oltre alla sala ibrida di recente realizzazione che non sarà oggetto di interventi; tra queste, una sala sarà studiata con accortezze specifiche per i pazienti infetti. Il progetto prevede inoltre ampie aree preparazione in prossimità dell’accesso alle sale; recovery room con 5 posti letto; ampi spogliatoi per il personale ed ambienti di servizio ed accessori; aree ordinate di sosta per le attrezzature in prossimità di ogni sala.</p>



<p>Il tutto potendo contare sulle tecnologie più evolute e sui più avanzati standard di sicurezza: infatti tutte le nuove sale operatorie di chirurgia, insieme ai relativi sistemi impiantistici, sono state progettate per garantire una classe di pulizia dell’aria ISO 5 (la più elevata per le sale operatorie), grazie ad un adeguamento completo degli impianti di ventilazione e filtraggio dell’aria.</p>



<p>Particolare attenzione è stata posta anche alla scelta delle finiture del nuovo blocco operatorio, studiate per coniugare estetica, funzionalità e durata nel tempo.</p>



<p>Completamente rinnovata sarà anche l’area per la Day e Week Surgery, al 4° piano, dove saranno realizzate 4 sale operatorie (ora sono 3) più 2 nuovi ambulatori chirurgici e un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti con 7 postazioni, oltre ad un ulteriore locale per l’osservazione dei pazienti con altre 4 postazioni. Anche in questo caso una particolare attenzione sarà posta alla sicurezza, con l’adeguamento a standard più elevati per quanto riguarda la pulizia dell’aria (in questo caso le sale saranno di classe ISO 7)</p>



<p>Un altro intervento di grande rilievo sul piano funzionale riguarda la realizzazione, al primo piano interrato, di un maxi polo endoscopico, riunendo e potenziando così l’attività endoscopica finora svolta in vari ambulatori all’interno delle diverse unità operative. Il nuovo polo endoscopico infatti potrà contare su 5 sale di endoscopia, 4 ambulatori e 2 ulteriori locali per il colloquio con i pazienti, oltre ad un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti in grado di ospitare fino a 10 postazioni e ulteriori vani di servizio.</p>



<p><a></a>Un progetto destinato quindi a rivoluzionare per certi versi il San Bassiano: «Credo che questo progetto &#8211; conclude il Direttore Generale Carlo Bramezza -, del quale il San Bassiano e i suoi pazienti beneficeranno per molti anni, sia la migliore risposta a quanti hanno voluto attribuire a questa Direzione una scarsa attenzione nei confronti dell’ospedale di Bassano, al quale destineremo invece l’investimento più grande mai fatto nella storia di questa Azienda».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="337" height="439" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano.jpg" alt="" class="wp-image-359306" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano.jpg 337w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano-320x417.jpg 320w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/sala-operatoria-san-bassiano-100x130.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px" /></figure>
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		<title>Torri &#8211; Inaugurata la nuova sede di SE.FA.MO. (laboratorio analisi) e Butterfly Lab</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torri di Quartesolo – Sabato 21 febbraio è stata inaugurata la nuova sede del Laboratorio di Analisi SE.FA.MO., storico punto di riferimento per la diagnostica di laboratorio a Vicenza da oltre cinquant’anni, che ospita anche Butterfly Lab, network di punti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Torri di Quartesolo – Sabato 21 febbraio è stata inaugurata la nuova sede del <strong>Laboratorio di Analisi SE.FA.MO.</strong>, storico punto di riferimento per la diagnostica di laboratorio a Vicenza da oltre cinquant’anni, che ospita anche <strong>Butterfly Lab</strong>, network di punti prelievo dedicato alla diagnostica di prossimità.</p>



<p>La struttura, estesa su 2000 metri quadrati, rappresenta un significativo investimento in termini di innovazione tecnologica, organizzazione e qualità del servizio. I nuovi spazi, più ampi e funzionali, e i macchinari completamente rinnovati sono stati progettati per rispondere in modo sempre più efficiente alle esigenze della popolazione e del territorio.</p>



<p>Durante il momento istituzionale, <strong>l’ing. Guido Griguol</strong>, Amministratore di SE.FA.MO., ha ripercorso con un intervento sentito la storia del laboratorio, ricordando le tappe principali che ne hanno segnato la crescita e l’affermazione come realtà sanitaria di riferimento a Vicenza, basata su competenza, affidabilità e attenzione costante all’innovazione.</p>



<p>All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità istituzionali, a testimonianza del valore che SE.FA.MO. e Butterfly Lab rivestono per la sanità locale e il sistema dei servizi territoriali, nonché del riconoscimento del loro ruolo a favore della comunità nel corso degli anni. Tra i presenti: <strong>il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin</strong>, il <strong>consigliere provinciale e comunale Marco Zocca</strong>, il <strong>Presidente del Consiglio comunale Massimiliano Zaramella</strong>, oltre al <strong>Sindaco Gianluca Ghirigatto</strong> e alla <strong>Giunta comunale di Torri di Quartesolo</strong>.</p>



<p>Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo di SE.FA.MO. come presidio sanitario di riferimento per il territorio, capace di coniugare lunga esperienza professionale con costante attenzione all’innovazione e alla qualità. In questo percorso si inserisce <strong>Butterfly Lab</strong>, che rafforza il modello di sanità di prossimità, rendendo l’accesso agli esami diagnostici più capillare e vicino ai cittadini.</p>



<p>La cerimonia si è conclusa con una visita guidata alla nuova struttura e un momento conviviale, occasione di confronto e condivisione tra istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti della rete dei laboratori.</p>
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		<item>
		<title>San Bassiano, nuovo EBUS da 120mila euro: diagnosi più precise contro il tumore al polmone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 09:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il reparto è stato dotato di uno speciale broncoscopio con sonda ecografica integratadel valore di circa 120 mila euro La Pneumologia del San Bassiano è stata dotata di una nuova strumentazione per la diagnosi delle neoplasie polmonari. Si tratta di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il reparto è stato dotato di uno speciale broncoscopio con sonda ecografica integrata<br>del valore di circa 120 mila euro</strong></p>



<p>La Pneumologia del San Bassiano è stata dotata di una nuova strumentazione per la diagnosi delle neoplasie polmonari. Si tratta di un EBUS (Endobronchial Ultrasound), uno speciale broncoscopio che integra una sonda ecografica, del valore circa 120 mila euro.</p>



<p>A spiegarne il funzionamento e l’utilità è il dott. Massimiliano Cavenaghi, Direttore dell’U.O.C. Pneumologia dell’ospedale di Bassano: « L’EBUS-TBNA è una metodica ampiamente utilizzata per la diagnosi delle neoplasie polmonari quando è presente un coinvolgimento dei linfonodi toracici o in presenza di lesioni polmonari extra-bronchiali; è inoltre fondamentale per la cosiddetta stadiazione della malattia, cioè la valutazione del livello di diffusione del tumore, passaggio indispensabile per definire con il gruppo oncologico multidisciplinare il percorso terapeutico più appropriato per ogni paziente. Attraverso l’inserimento di un ago dedicato, possiamo eseguire biopsie linfonodali sotto guida ecografica in tempo reale: posizionando il broncoscopio sulle pareti dei bronchi, visualizziamo con precisione i linfonodi e dirigiamo il prelievo in modo mirato, aumentando l’accuratezza diagnostica, la sicurezza e riducendo il rischio di campioni non adeguati. Si tratta di una tecnica disponibile da molti anni e oggi rappresenta uno standard di cura consolidato a livello internazionale, raccomandato dalle principali linee guida. La sua introduzione consente di garantire anche nel nostro ospedale un’assistenza moderna, appropriata ed equa a tutti i pazienti con sospetta o accertata patologia oncologica polmonare».</p>



<p>«Questa nuova dotazione &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza &#8211; conferma l’impegno dell’Azienda a investire nelle tecnologie più avanzate, per offrire ai pazienti percorsi sempre più efficaci di presa in carico. Una volta di più inoltre si conferma il binomio tra l’utilizzo di nuove tecnologie e la valorizzazione delle competenze del personale, in particolare dei giovani medici che sempre di più trovano nel San Bassiano e negli altri ospedali della nostra Azienda opportunità di crescita e valorizzazione professionale».</p>



<p>La nuova apparecchiatura, infatti, sarà utilizzata in particolare dalla dott.ssa Elena De Zorzi, medico pneumologo che ha recentemente completato un Master in Pneumologia Interventistica presso l’Università di Firenze.</p>
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		<title>&#8220;Lavoratori a pesci in faccia&#8221;: prosegue la protesta dei lavoratori dell’AUlss 8</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 09:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dopo la sospensione dello stato di agitazione a seguito del tentativo di raffreddamento svoltosi ieri in Prefettura a Vicenza, dove una Direzione generale con la valigia in mano ha assunto impegni che difficilmente potrà onorare e che lascerà in eredità<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>“Dopo la sospensione dello stato di agitazione a seguito del tentativo di raffreddamento svoltosi ieri in Prefettura a Vicenza, dove una Direzione generale con la valigia in mano ha assunto impegni che difficilmente potrà onorare e che lascerà in eredità alla nuova Amministrazione, il personale del comparto intende ribadire la propria totale contrarietà sull’operato della Direzione uscente, in cui la mortificazione e la tutela del proprio personale non è mai stato il faro illuminante della conduzione organizzativa”. Con queste parole il segretario provinciale del Nursind di Vicenza, Andrea Gregori, interviene a seguito del tentativo di raffreddamento svoltosi ieri in Prefettura a Vicenza.</p>



<p>“La questione dei parcheggi è solamente la punta dell’iceberg di un disinteresse assoluto verso i lavoratori. Le amministrazioni precedenti – spiega il segretario Gregori – hanno sempre cercato di trovare soluzioni alternative per andare incontro ai disagi dei propri dipendenti, con atti concreti che hanno portato ad un aumento dei posti a disposizione. Oggi, ci troviamo in una situazione in cui tutto quello che è stato possibile togliere è stato tolto ed anche le azioni più semplici come la disponibilità a soluzioni alternative esistenti e richieste da decine di lavoratori come il park Cricoli non hanno ricevuto risposta. Viceversa, l’amministrazione comunale ha dato tempestive risposte alle richieste dei lavoratori in merito alla sicurezza del park Cricoli, in particolare relativamente all’illuminazione, già potenziata, e con altri interventi che verranno esposti in assemblea”.</p>



<p>Ma non è tutto. Altri elementi che hanno contraddistinto l’avversità di questa Direzione verso i propri dipendenti riguardano gli accordi contrattuali messi a disposizione dalle precedenti amministrazioni nel merito dello sviluppo professionale, che di fatto ha trovato un ostracismo fuori luogo in questa Direzione. “Riteniamo ci siano due modalità di raggiungere gli obiettivi da parte di un’azienda sanitaria – conclude il segretario Gregori &#8211; la prima è insieme ai propri dipendenti, la seconda contro di essi. Ed è proprio quest’ultima modalità ad aver mortificato il lavoro di tutti. Riteniamo, quindi, giunto il momento di aggregarci e far sentire la nostra voce ad un’amministrazione che ha governato più con la prepotenza che con la riconoscenza verso i propri dipendenti”.</p>



<p>A fine assemblea si svolgerà una conferenza stampa.</p>
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		<title>Santorso: rimosso senza bisturi un tumore allo stomaco</title>
		<link>https://www.tviweb.it/santorso-rimosso-senza-bisturi-un-tumore-allo-stomaco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bisturi]]></category>
		<category><![CDATA[rimozione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[santoros]]></category>
		<category><![CDATA[senza]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro importante traguardo per la sanità dell’Alto Vicentino e di tutta l’ULSS 7 Pedemontana: per la prima volta in un ospedale vicentino, presso l’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Santorso, è stata eseguita l’asportazione di un tumore gastrico<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<p>Un altro importante traguardo per la sanità dell’Alto Vicentino e di tutta l’ULSS 7 Pedemontana: per la prima volta in un ospedale vicentino, presso l’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Santorso, è stata eseguita l’asportazione di un tumore gastrico senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, bensì grazie all’utilizzo della Dissezione Sottomucosa Endoscopica (ESD), una procedura d’avanguardia che permette di eliminare i tumori precoci, quindi in stadio non avanzato, del tratto gastrointestinale preservando pienamente l’integrità e la funzionalità degli organi.&nbsp;</p>



<p>Il tutto con l’utilizzo di uno strumento dedicato, con il diametro di un ago, che passa all’interno dell’endoscopio e, come un bisturi, permette di incidere la mucosa sana, asportando la lesione limitatamente alla sua localizzazione.</p>



<p>La procedura è stata eseguita su un paziente di 40 anni a cui era stata diagnosticata una neoplasia gastrica a seguito di accertamenti per anemia. Gli ulteriori esami endoscopici ed in particolare la ecoendoscopia gastrica, hanno evidenziato che il tumore era allo stadio iniziale: il paziente era quindi un candidato perfetto secondo le Linee Guida internazionali, per la dissezione endoscopica.</p>



<p>«La premessa fondamentale è che si tratta di una metodica all’avanguardia, utilizzata in pochissimi centri in Veneto, che può essere applicata solo su pazienti selezionati &#8211; sottolinea il dott. Lucio Cuoco, direttore dell’UOC Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Santorso -, ma dove è possibile applicarla si tratta di una grande innovazione, perché in precedenza l’unica via per curare questi tumori era la sala operatoria, dunque un intervento molto più invasivo e demolitivo. Oggi invece, grazie al progresso scientifico, possiamo offrire una cura radicale e definitiva con una tecnica minimamente invasiva che consente di rimuovere porzioni di tessuto anche ampie e garantisce ai pazienti selezionati importanti vantaggi.&nbsp; Un intervento di tipo tradizionale infatti comporta una degenza ben superiore, con la necessità di ritornare poi in ospedale per controllare le ferite chirurgiche e almeno per alcune settimane i pazienti possono sperimentare una sensazione di sazietà precoce e altri disturbi minori. Con la dissezione sottomucosa per via endoscopica, invece, il paziente può mangiare la sera stessa dell’intervento e andare a casa già il giorno dopo, senza ulteriori disagi. Il tutto con la garanzia comunque di rimuovere completamente il tessuto malato, quindi con piena efficacia terapeutica anche a lungo termine per il paziente. Tutto ciò è possibile solo a condizione che la struttura sia dotata di strumentazione dedicata e che il personale medico e infermieristico sia adeguatamente formato sul campo».&nbsp;</p>



<p>«Questo risultato &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS S7 Pedemontana Carlo Bramezza &#8211; rappresenta un ulteriore elemento di crescita e valorizzazione dell’Endoscopia dell’ospedale di Santorso, che è oggi uno dei centri più avanzati a livello regionale. Soprattutto, rappresenta un passo in avanti significativo per i pazienti. Voglio dunque complimentarmi con tutta l’équipe che ha eseguito l’intervento per questo importante risultato e con il dott. Cuoco per l’attenzione costante nell’implementazione delle metodiche più avanzate al servizio dei pazienti, perché quest’ultimo intervento non è un caso isolato ma si inserisce in un percorso di innovazione continua nell’Endoscopia di Santorso che ha già visto l’introduzione recente di altre metodiche all’avanguardia».</p>



<p>La procedura, durata circa un’ora e mezza, è stata eseguita in prima persona dal dott. Lorenzo Brozzi coadiuvato dal suo tutor di formazione (dr. Alessandro Gubbiotti) e dall’équipe infermieristica della Endoscopia Digestiva, con il paziente in sedazione profonda grazie all’assistenza anestesiologica garantita dal dott. Luigi Ongaro, direttore dell’UOC Anestesia e Rianimazione. La procedura è stata resa possibile soprattutto grazie alla formazione che il dott. Brozzi ha sostenuto presso l’ospedale Sant’Antonio di Padova, un centro di eccellenza nel campo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>«Ringrazio in particolare il dott. Alessandro Gubbiotti ed il dott. Erik Rosa Rizzotto dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova per il training che hanno offerto alla nostra équipe ed in particolare al dott. Brozzi», conclude il dott. Cuoco.</p>
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		<title>SIEME contro l’HPV: istituzioni e università unite per la prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 18:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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<p>Roma – La prevenzione contro il Papilloma Virus Umano (HPV) torna al centro del dibattito scientifico e istituzionale con l’evento “SIEME contro l’HPV: l’università al servizio della scienza e della salute”, in programma il 4 marzo alle ore 15:00 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in via di Santa Maria in Via 37/B.</p>



<p>L’iniziativa si propone di rafforzare il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e professionisti della sanità, promuovendo una cultura della prevenzione fondata su evidenze scientifiche e strategie condivise.</p>



<p>Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, insieme all’Assessore regionale Luisa Regimenti, al Vicepresidente della Commissione Sanità Angelo Tripodi, al Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi e alla Presidente dell’Associazione Donne in Europa Stefania Arciello. Madrina dell’evento sarà la professoressa Brunella Orecchio Tajani.</p>



<p>Il primo approfondimento, dalle 15:30 alle 16:00, sarà dedicato al “Ruolo dei Direttori Generali ASL nella promozione della prevenzione HPV”, con un focus sulle strategie territoriali per incrementare l’adesione alle campagne vaccinali e migliorare l’accesso all’informazione.</p>



<p>Seguirà, dalle 16:00 alle 16:30, il panel “Scuola, università e prevenzione”, incentrato sull’importanza della formazione e della comunicazione scientifica tra i giovani. L’obiettivo è rafforzare il legame tra istituzioni educative e sistema sanitario, riconoscendo alla scuola e all’università un ruolo chiave nella diffusione della cultura della salute.</p>



<p>Dalle 16:30 alle 17:10 spazio al tema “Il ruolo strategico del farmacista nella profilassi vaccinale dell’HPV”. Esperti in strategie vaccinali, farmacovigilanza e discipline regolatorie analizzeranno il contributo delle farmacie come presidi di prossimità nella promozione delle campagne di immunizzazione.</p>



<p>La sessione conclusiva, dalle 17:10 alle 18:00, affronterà il tema del monitoraggio e della prevenzione dell’HPV da una prospettiva multidisciplinare. Tra gli argomenti in programma: prevenzione in età pediatrica, tumori HPV-correlati, implicazioni sulla fertilità, patologie benigne e salute orale, con particolare attenzione alla diagnosi precoce.</p>



<p>L’evento, realizzato con la collaborazione dell’Associazione Donne in Europa, si inserisce nel più ampio impegno delle istituzioni regionali e nazionali per rafforzare le politiche di prevenzione e sensibilizzazione, sottolineando come la vaccinazione e l’informazione corretta rappresentino strumenti fondamentali per la tutela della salute pubblica.</p>



<p>Per partecipare è necessario inviare una richiesta all’indirizzo assessor atouniversita@regione.lazio.it, indicando nome, cognome, luogo e data di nascita.</p>
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		<title>Ulss 8 Berica, proclamato lo stato di agitazione delle Rsu: “Preoccupazione per i medici delle cooperative nei pronto soccorso”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 08:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stato di agitazione proclamato all’unanimità dalle Rsu dell’AUlss 8 Berica. La decisione, votata il 4 febbraio 2026, riguarda in modo specifico la somministrazione di personale medico fornito da cooperative e impiegato nei pronto soccorso dell’azienda sanitaria vicentina. A renderlo noto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Stato di agitazione proclamato all’unanimità dalle Rsu dell’AUlss 8 Berica. La decisione, votata il 4 febbraio 2026, riguarda in modo specifico la somministrazione di personale medico fornito da cooperative e impiegato nei pronto soccorso dell’azienda sanitaria vicentina.</p>



<p>A renderlo noto è il Coordinamento Rsu, composto da Andrea Gregori (Nursind), Federico Zanin (Cisl Fp) e Roberto Rossato (Nursing Up), che sottolinea come la scelta sia maturata dopo assemblee e incontri con il personale del comparto coinvolto. Le criticità, spiegano i rappresentanti sindacali, erano già state segnalate più volte alla Direzione dell’AUlss 8 Berica, sia durante incontri formali sia attraverso documentazione ufficiale.</p>



<p>Al centro della protesta vi è la “preoccupazione quotidiana” per l’affidabilità tecnico-professionale dei medici inviati dalle cooperative a copertura dei turni nei pronto soccorso della provincia. Durante la delegazione trattante del 3 dicembre 2025, la Direzione generale ha comunicato che, nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 2 dicembre 2025, sono state registrate 32 segnalazioni: 2 al pronto soccorso di Arzignano, 9 a Valdagno, 3 al punto di primo intervento di Lonigo e 18 al pronto soccorso di Vicenza.</p>



<p>Secondo le Rsu, si tratterebbe di dati sottostimati. La maggior parte delle segnalazioni riguarderebbe aspetti comportamentali, le restanti criticità di natura professionale. A seguito di tali episodi, una decina di medici delle cooperative risulterebbero attualmente allontanati.</p>



<p>Particolarmente delicata, secondo il Coordinamento, la situazione nelle strutture di Arzignano, Valdagno, Lonigo e Noventa Vicentina, dove i medici vengono assegnati anche alle ambulanze per il soccorso su strada. In questi contesti si sarebbero verificati diversi casi di difficoltà nella gestione delle emergenze.</p>



<p>Le Rsu segnalano inoltre che gli episodi più critici sono stati riportati attraverso il sistema di incident reporting, con l’obiettivo di attivare audit clinici. Tuttavia, evidenziano, i medici delle cooperative coinvolti non avrebbero mai partecipato agli incontri di verifica.</p>



<p>Ritenendo la situazione “inaccettabile”, il Coordinamento ha dunque proclamato lo stato di agitazione. L’incontro di conciliazione e raffreddamento è fissato per lunedì 16 febbraio alle 15.30 in Prefettura a Vicenza.</p>
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		<title>Ospedale di Arzignano &#8211; Montecchio: attivati i primi laboratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 14:06:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri è iniziato il trasferimento dell’attività ambulatoriale della Breast Unit (senologia) nel nuovo ospedale, che inizia così ufficialmente l’attività sanitaria.Lo spostamento consentirà inoltre la realizzazione della Casa della Comunità di Montecchio Maggiore È iniziato nella giornata di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Nella giornata di ieri è iniziato il trasferimento dell’attività ambulatoriale della Breast Unit</strong> (senologia) <strong>nel nuovo ospedale, che inizia così ufficialmente l’attività sanitaria.<br>Lo spostamento consentirà inoltre la realizzazione della Casa della Comunità di Montecchio Maggiore</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-358391" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-1024x576.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-626x352.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-1536x864.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-100x56.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-846x476.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4-1184x666.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/breast-unit4.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È iniziato nella giornata di ieri il graduale trasferimento dell’attività ambulatoriale della Breast Unit nel nuovo ospedale di Arzignano-Montecchio Maggiore, dove sono state eseguite le prime visite e medicazioni delle pazienti.</p>



<p>I nuovi ambulatori, accessibili dall’ingresso B, segnano così l’inizio dell’attività sanitaria nel nuovo ospedale e offriranno al personale sanitario e alle utenti un ambiente estremamente luminoso e accogliente.</p>



<p>Una volta ultimato &#8211; la conclusione dei lavori è prevista entro il 2027 &#8211; il nuovo ospedale si svilupperà su una superficie complessiva di 49 mila mq, articolati su 8 piani (di cui 6 con attività sanitaria e due dedicati ad aree tecniche). I posti letto ordinari saranno 225, così come previsto da DGR 614/2019, di cui 32 camere singole e i rimanenti in camere doppie; a questi si aggiungono 10 posti letto per l’Osservazione Breve Intensiva in Pronto Soccorso; 12 per il Servizio di Dialisi, 6 per l’OBI pediatrico e ostetrico, 18 culle in Pediatria, oltre a 12 posti letto di Ospedale di Comunità.</p>



<p>Particolare attenzione sarà posta al comfort per i degenti, con stanze dotate esclusivamente di uno o due letti e la disponibilità di connessione Internet e TV via cavo.</p>



<p>«Inizia ufficialmente l’attività del nuovo ospedale &#8211; commenta la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica -. Come preannunciato sarà un’attivazione graduale, compatibilmente con i tempi tecnici, nel frattempo i lavori del secondo stralcio stanno proseguendo rapidamente. Questo primo trasferimento inoltre è propedeutico anche alla realizzazione della Casa della Comunità di Montecchio Maggiore, che sarà completata secondo il cronoprogramma, entro la fine di marzo».</p>



<p>Infatti la nuova Casa della Comunità sorgerà al piano terra dell’ala ovest del vecchio ospedale, lasciata libera dagli ambulatori della Breast Unit trasferiti nel nuovo ospedale: trattandosi di un’area ambulatoriale di fatto sempre rimasta attiva, i lavori per la riconversione degli spazi saranno in questo caso molto limitati, consentendo di rispettare la scadenza del 30 marzo.</p>



<p>Conformemente a quanto previsto dal DM 77, la nuova Casa della Comunità di Montecchio ospiterà studi per i Medici di Medicina Generale, la Continuità Assistenziale e l’assistenza infermieristica territoriale, oltre ad una serie di prestazioni specialistiche territoriali, la centrale dell’ADI e il Punto Unico di Accesso.&nbsp;</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Pronto Soccorso: personale in stato di agitazione: “Sistema a rischio”. Luisetto: &#8220;Serve strategia seria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi dei Pronto Soccorso non è più solo un tema nazionale. Anche in provincia di Vicenza, e in particolare nell’ULSS 8 Berica, la situazione viene descritta come sempre più critica, al punto da mettere in discussione la tenuta dell’intero<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-pronto-soccorso-personale-in-stato-di-agitazione-sistema-a-rischio-luisetto-serve-strategia-seria/">Vicenza &#8211; Pronto Soccorso: personale in stato di agitazione: “Sistema a rischio”. Luisetto: &#8220;Serve strategia seria&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p>La crisi dei Pronto Soccorso non è più solo un tema nazionale. Anche in provincia di Vicenza, e in particolare nell’ULSS 8 Berica, la situazione viene descritta come sempre più critica, al punto da mettere in discussione la tenuta dell’intero sistema dell’emergenza-urgenza e la qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.</p>



<p>Per questo la FP CGIL Vicenza ha proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario in servizio in tutte le Unità Operative di Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica, chiedendo contestualmente l’attivazione della procedura di raffreddamento prevista dalla Legge 146/1990.</p>



<p>Alla base della decisione c’è una forte preoccupazione per la gestione dell’attività nei Pronto Soccorso e nel servizio di emergenza territoriale 118. Secondo il sindacato, una parte crescente dei turni viene coperta da medici provenienti da cooperative esterne, chiamati a operare anche in situazioni di emergenza senza adeguati percorsi di inserimento e affiancamento.</p>



<p>Le criticità, viene sottolineato, sarebbero state segnalate all’Azienda già da oltre un anno: turni particolarmente gravosi, carichi di lavoro non sostenibili, aumento dello stress, peggioramento del clima interno e crescita del rischio clinico. A questo si aggiungono episodi di aggressione ai danni del personale sanitario, indice di un contesto lavorativo sempre più complesso.</p>



<p>Parallelamente si registra, secondo la FP CGIL, una progressiva fuoriuscita di medici strutturati dai Pronto Soccorso, professionisti con competenze specifiche nell’area dell’urgenza-emergenza, messi a dura prova da ritmi di lavoro ritenuti incompatibili con una normale vita professionale e personale. Il risultato sarebbe un turn-over elevato e la perdita di competenze consolidate.</p>



<p>A sostenere il sistema, sempre più spesso, sarebbero infermieri e altre professioni sanitarie, chiamati a supportare medici esterni talvolta non ancora pienamente integrati nei protocolli, nei software e nell’organizzazione complessa del servizio, con un conseguente aumento di responsabilità e pressione professionale.</p>



<p>La FP CGIL Vicenza evidenzia come, nonostante dodici mesi di confronto, non siano arrivate soluzioni strutturali. Anzi, la situazione sarebbe peggiorata, anche alla luce dei dati demografici che indicano nei prossimi anni un incremento dei bisogni di salute e quindi una maggiore pressione sui servizi di emergenza.</p>



<p>“La richiesta dei lavoratori è chiara ed essenziale: rispetto, riconoscimento delle professionalità, supporto e investimenti reali nei Pronto Soccorso, attraverso il potenziamento degli organici, la tutela della sicurezza, la riduzione dei carichi di lavoro e politiche capaci di rendere nuovamente attrattivo lavorare nell’emergenza-urgenza”, ha dichiarato Lara Donati, segretaria della Funzione Pubblica della CGIL di Vicenza con delega alla sanità. “Il Pronto Soccorso rappresenta il primo punto di accesso al sistema sanitario ed è un presidio fondamentale per il diritto alla salute della collettività. Ignorarne la sofferenza significa mettere a rischio non solo i professionisti che vi operano, ma l’intero sistema sanitario pubblico”.</p>



<p>Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della CGIL di Vicenza, Giancarlo Puggioni: “La CGIL sostiene la vertenza promossa dal personale sanitario del Pronto Soccorso perché siamo estremamente preoccupati per la tenuta pubblica del servizio, per la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Le persone hanno bisogno di una sanità pubblica efficiente e di qualità. In questo contesto servono azioni concrete per garantire un organico con le competenze fondamentali nell’ambito dell’urgenza-emergenza, assicurando al personale ritmi di lavoro sostenibili e una maggiore valorizzazione professionale”.</p>



<p>In assenza di risposte ritenute adeguate, FP CGIL e CGIL Vicenza annunciano il coinvolgimento dei sindaci del territorio e dei cittadini, riservandosi ulteriori iniziative di sensibilizzazione sulla carenza di personale nei servizi di emergenza.</p>



<p>“La situazione nei Pronto Soccorso del territorio è ormai critica. Da tempo vengono segnalati turni insostenibili, carichi di lavoro eccessivi, aumento dello stress e un clima sempre più difficile, aggravato anche da episodi di aggressione. A questo si aggiunge la fuga di medici strutturati e il ricorso crescente a personale esterno. Non può essere questa la soluzione alle criticità del sistema. Bisogna elaborare una strategia concreta e trovare soluzioni strutturali”.&nbsp;Con queste parole la consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Luisetto, esprime solidarietà al personale dei Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione da parte della FP CGIL Vicenza.<br></p>



<p>“Ad oggi, &#8211; prosegue Luisetto &#8211; il sistema si regge sempre più spesso su infermieri e professionisti sanitari, chiamati a sopportare responsabilità crescenti senza adeguato supporto. È una condizione che mette a rischio sia i lavoratori, sia la qualità dell’assistenza ai cittadini. Nelle scorse settimane, – fa presente Luisetto -, ho chiesto di&nbsp;poter visionare gli atti relativi alla situazione del personale del Pronto Soccorso dell&#8217;ULSS 8 Berica per capire quale sia lo stato dell&#8217;arte, in particolare in riferimento al ricorso a personale di cooperativa. Parallelamente il tema sicurezza e la necessità di un presidio di polizia permanente h24 che tuteli sanitari e pazienti rimane una questione aperta, nel quadro di un disagio purtroppo palpabile. Le richieste sono chiare: rispetto, sicurezza, organici adeguati e investimenti reali nell’emergenza-urgenza. Diamo ascolto al personale sanitario e diamo loro risposte concrete. Basta soluzioni di emergenza”, conclude Luisetto.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-pronto-soccorso-personale-in-stato-di-agitazione-sistema-a-rischio-luisetto-serve-strategia-seria/">Vicenza &#8211; Pronto Soccorso: personale in stato di agitazione: “Sistema a rischio”. Luisetto: &#8220;Serve strategia seria&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Da oggi al 16 febbraio ritorna nelle farmacie vicentine la raccolta di farmaci contro la povertà sanitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:26:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende il via oggi in tutta Italia la settimana della “Giornata Nazionale della Raccolta del Farmaco”, la manifestazione organizzata a livello nazionale dalla Fondazione Banco Farmaceutico con il sostegno di Federfarma con l’obiettivo di fornire un aiuto concreto contro il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Prende il via oggi in tutta Italia la settimana della “Giornata Nazionale della Raccolta del Farmaco”, la manifestazione organizzata a livello nazionale dalla Fondazione Banco Farmaceutico con il sostegno di Federfarma con l’obiettivo di fornire un aiuto concreto contro il fenomeno della povertà sanitaria.</p>



<p>Quest’anno sono ben 51 le farmacie vicentine aderenti in tutta la provincia, due in più rispetto allo scorso anno: da oggi fino domenica 16 febbraio in ognuna di loro sarà possibile acquistare dei farmaci da banco per i meno fortunati, con la certezza per i cittadini che il loro gesto di generosità avrà una ricaduta concreta nel proprio territorio.</p>



<p>I farmaci raccolti saranno infatti destinati esclusivamente a realtà del sociale attive in ambito locale, che sono state selezionate direttamente dalla Fondazione Banco Farmaceutico in collaborazione con Federfarma Vicenza.</p>



<p>Sono state proprio queste associazioni, nelle scorse settimane, a indicare il numero e la tipologia di farmaci dei quali vi è necessità e che i cittadini saranno invitati a donare: soprattutto antinfluenzali e medicinali pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antifebbrili e antistaminici, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.</p>



<p>Momento clou dell’iniziativa sarà sabato 14 febbraio, giornata in cui nelle farmacie saranno direttamente presenti i volontari del Banco Farmaceutico, al fine di illustrare l’iniziativa e sensibilizzare i cittadini sulla sua importanza.</p>



<p>«Ma sarà possibile acquistare e donare un farmaco per tutta la settimana &#8211; specifica la dott.ssa Daniela Giovanetti, presidente di Federfarma Vicenza -. Lo scorso anno nelle farmacie vicentine sono state donate 4.647 confezioni per un controvalore di quasi 42 mila euro. Si tratta di un risultato di rilievo, che auspichiamo di riuscire anche a superare quest’anno, perché il tema della povertà sanitaria è qualcosa con cui come farmacisti dobbiamo purtroppo confrontarci quasi quotidianamente: sono sempre più numerosi i cittadini per i quali si intuisce che l’acquisto dei farmaci per far fronte ad una malattia rappresenta una spesa imprevista che ha un impatto sull’equilibrio del bilancio familiare, e voglio ricordare che stiamo parlando di farmaci per i quali non è la farmacia a fissare il prezzo, che è imposto. Anche quest’anno siamo dunque orgogliosi di poter offrire il nostro supporto alla campagna, sia mettendo a disposizione le nostre farmacie, sia con un contributo diretto, perchétutte le farmacie aderenti si impegnano in prima persona a effettuare una donazione».<strong>Ufficio Stampa Federfarma Vicenza<br></strong>Giovanni Bregant &#8211; <a href="mailto:info@gbcomunicazione.com">info@gbcomunicazione.com</a> &#8211; cell</p>
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		<title>Lotta al cancro, Stefani e Gerosa Incontrano il Dr. Alessandro Gava</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, che si celebra oggi 4 febbraio, il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani e l’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, hanno incontrato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, il dottor<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td> In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, che si celebra oggi 4 febbraio, il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani e l’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, hanno incontrato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, il dottor Alessandro Gava, notissimo oncologo e radioterapista, oggi Coordinatore della Lega Italiana Lotta ai Tumori (LILT) del Veneto, per promuovere e sensibilizzare i contenuti della Giornata, che ha come focus principale la cura incentrata sulla persona, riconoscendo che ogni percorso di malattia è unico e richiede risposte personalizzate che vadano oltre il semplice trattamento clinico. Per Regione Veneto e Lilt, la Giornata serve a ricordare che la lotta al tumore è una responsabilità condivisa, che coinvolge Istituzioni, Sanità, i cittadini e le loro Associazioni, con la prevenzione come arma fondamentale. Ogni anno, in Veneto, si registrano circa 34.000 nuovi tumori, e attualmente sono circa 300 mila i cittadini in vita che hanno vissuto l’esperienza della lotta a un tumore. “Per questo, l’alleanza con la Lilt – ha detto Stefani – è strategica per promuovere su tutto il territorio la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, strumenti fondamentali nella lotta contro il cancro. Al fianco della diagnosi precoce e delle cure – aggiunge Stefani – consideriamo fondamentale anche l’aspetto dell’umanizzazione perché il paziente è prima di tutto una persona e merita tutte le possibili attenzioni anche sul piano non prettamente clinico”. L’incontro, il dottor Alessandro Gava ha illustrato a Stefani e Gerosa il “Manifesto per l’Umanizzazione delle Cure del Paziente Oncologico”, che bene interpreta il focus principale della Giornata Mondiale di quest’anno.</td></tr><tr><td>AGENZIA VENETO NOTIZIEUfficio Stampa della Giunta Regionale del VenetoPalazzo Balbi, Dorsoduro 3901 &#8211; 30123 Venezia &#8211; tel. 041 279 2910 / 041 279 3395e-mail:&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'ufficiostampa%40regione.veneto.it', subject: ''})">ufficiostampa@regione.veneto.it</a>&nbsp;&#8211;<a href="http://www.regione.veneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;www.regione.veneto.it</a></td></tr><tr><td><img decoding="async" src="https://ci3.googleusercontent.com/mail-sig/AIorK4zy-mQJbegrp_qHbyheHPDS-6XTRuhlOV94yTw9NZ8gAng-VUSVQthotBvsmJCyLoESh59gxjI" width="460" alt=""></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Calvizie: questi ricercatori irlandesi hanno scoperto una cura &#8220;miracolosa&#8221;?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 14:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[alopecia androgenetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Breezula: nuovi dati clinici promettono ricrescita capelli nel trattamento della calvizie Breezula (clascoterone 5%) mostra miglioramenti significativi nella fase III dei trial contro l’alopecia androgenetica. Potrebbe diventare il primo nuovo trattamento topico in oltre 30 anni. Un laboratorio irlandese ha<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Breezula: nuovi dati clinici promettono ricrescita capelli nel trattamento della calvizie</p>



<p>Breezula (clascoterone 5%) mostra miglioramenti significativi nella fase III dei trial contro l’alopecia androgenetica. Potrebbe diventare il primo nuovo trattamento topico in oltre 30 anni.</p>



<p>Un laboratorio irlandese ha annunciato risultati preliminari su un trattamento sperimentale contro la caduta dei capelli che potrebbe rappresentare una svolta per milioni di uomini. Il farmaco, denominato <strong>Breezula</strong>, avrebbe dimostrato la capacità di <strong>aumentare fino a cinque volte la densità dei capelli in sei mesi</strong>, secondo i primi dati disponibili. </p>



<p>Il trattamento agirebbe <strong>per applicazione locale</strong>, con un meccanismo antiormonale mirato. Breezula, infatti, proteggerebbe direttamente il follicolo pilifero dall’azione degli ormoni responsabili della caduta dei capelli, risultando potenzialmente efficace contro l’<strong>alopecia androgenetica</strong>, la forma più comune di calvizie maschile. Breezula è una soluzione topica di <strong>clascoterone al 5%</strong>, un <strong>inibitore del recettore degli androgeni</strong> che agisce bloccando localmente l’effetto del diidrotestosterone (DHT) sui follicoli piliferi del cuoio capelluto. L’obiettivo è <strong>proteggere i capelli dagli “attacchi” ormonali</strong> che ne causano l’assottigliamento e la caduta, favorendo la ricrescita in aree che si stanno diradando.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Risultati promettenti ma ancora preliminari</h3>



<p>Gli esperti invitano però alla cautela. I dati finora diffusi sono <strong>iniziali</strong> e saranno necessari ulteriori studi nei prossimi mesi per confermare <strong>efficacia e sicurezza</strong> del farmaco. Un aspetto considerato positivo è la modalità di somministrazione topica, che comporterebbe un <strong>minore assorbimento sistemico</strong> rispetto ai trattamenti orali.</p>



<p>Breezula non sarebbe comunque destinato a chi presenta una calvizie avanzata. L’obiettivo del trattamento è favorire la <strong>ricrescita nelle aree diradate</strong>, piuttosto che ripristinare completamente una chioma ormai compromessa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le terapie già disponibili contro la caduta dei capelli</h3>



<p>In attesa di un’eventuale commercializzazione del nuovo farmaco, restano disponibili diverse opzioni terapeutiche già utilizzate contro la calvizie. Tra queste c’è il <strong>Minoxidil</strong>, applicato direttamente sul cuoio capelluto, che favorisce la ricrescita aumentando l’afflusso di sangue e nutrienti ai follicoli.</p>



<p>Un’altra alternativa è la <strong>Finasteride</strong>, farmaco assunto per via orale che riduce la caduta dei capelli e ne stimola la ricrescita. Tuttavia, l’uso di Finasteride è stato oggetto di attenzione a livello europeo per i possibili <strong>effetti collaterali</strong>, tra cui calo della libido e disturbi dell’umore. Per limitare questi rischi è stata sviluppata una versione topica del principio attivo, commercializzata come <strong>Fincrenzo</strong>.</p>



<p>Gli specialisti ricordano infine che, per Minoxidil e Finasteride, <strong>l’interruzione del trattamento comporta generalmente una nuova caduta dei capelli</strong>, rendendo necessaria una terapia continuativa.</p>
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		<title>Il virus Nipah spaventa l’Asia: fino al 75% di mortalità e nessuna cura. I turisti devono preoccuparsi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un virus raro ma devastante, capace di uccidere fino a tre persone su quattro e di riaccendere l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali. Il virus Nipah è tornato al centro delle preoccupazioni dopo la conferma di nuovi casi in India, con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un virus raro ma devastante, capace di uccidere fino a tre persone su quattro e di riaccendere l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali. Il <strong>virus Nipah</strong> è tornato al centro delle preoccupazioni dopo la conferma di nuovi casi in <strong>India</strong>, con misure di emergenza attivate in diversi Paesi asiatici. Sebbene il rischio globale resti contenuto, l’elevata incidenza di decessi e l’assenza di cure specifiche rendono questa infezione una delle più temute dall’Organizzazione mondiale della sanità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il virus Nipah e perché è così pericoloso</h3>



<p>Il Nipah è un <strong>virus zoonotico</strong>, trasmesso dagli animali all’uomo e, in alcuni casi, anche tra persone. È stato identificato per la prima volta nel 1999 in Malesia, durante un’epidemia tra allevatori di suini. Il suo serbatoio naturale sono i <strong>pipistrelli della frutta</strong> del genere <em>Pteropus</em>, diffusi nel Sud-est asiatico.</p>



<p>A rendere il virus particolarmente allarmante è il suo <strong>tasso di letalità</strong>, stimato tra il <strong>40 e il 75%</strong>, che varia a seconda dei focolai e delle capacità sanitarie locali. Nei casi più gravi provoca <strong>encefalite</strong> e insufficienza respiratoria, spesso fatali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sintomi e decorso dell’infezione</h3>



<p>Dopo un periodo di incubazione che va in genere da <strong>4 a 21 giorni</strong>, la malattia esordisce con sintomi simili all’influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari e vomito. In una parte dei pazienti la situazione peggiora rapidamente, con polmonite e soprattutto <strong>infiammazione del cervello</strong>, che può portare a coma e morte. Anche chi sopravvive può riportare <strong>danni neurologici permanenti</strong>, convulsioni o cambiamenti della personalità. In rari casi sono state documentate <strong>ricadute a distanza di mesi o anni</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dove circola e perché l’attenzione è alta</h3>



<p>Le epidemie di Nipah sono state registrate esclusivamente nell’<strong>Asia meridionale e sud-orientale</strong>. I Paesi più colpiti sono <strong>Bangladesh</strong> (con casi quasi annuali dal 2001) e <strong>India</strong>, in particolare negli Stati del Kerala e, recentemente, nel <strong>Bengala Occidentale</strong>. Focolai si sono verificati anche in <strong>Malesia, Singapore e Filippine</strong>.</p>



<p>Nonostante anticorpi del virus siano stati rilevati in pipistrelli anche in Africa, <strong>non si sono mai verificati casi umani fuori dall’Asia</strong>. Nel <strong>Regno Unito</strong>, così come in Europa, non è mai stato segnalato alcun contagio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si trasmette</h3>



<p>Il contagio avviene principalmente tramite il <strong>consumo di frutta o linfa di palma da datteri</strong> contaminata da saliva o urine di pipistrelli infetti. È possibile anche la trasmissione diretta da animali malati e quella <strong>da persona a persona</strong>, soprattutto tra familiari o operatori sanitari a stretto contatto con i pazienti, in particolare se presentano sintomi respiratori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nessun vaccino e solo cure di supporto</h3>



<p>Ad oggi <strong>non esistono vaccini approvati né terapie specifiche</strong> contro il virus Nipah. Il trattamento dei pazienti gravi si basa esclusivamente su cure di supporto intensive. Diverse terapie sperimentali e vaccini sono in fase di studio, tanto che l’OMS ha inserito il Nipah tra le <strong>minacce epidemiche prioritarie</strong> che richiedono interventi urgenti di ricerca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le contromisure e il rischio per i viaggiatori</h3>



<p>Dopo i recenti casi in India, Paesi come <strong>Singapore, Thailandia e Malesia</strong> hanno introdotto controlli sanitari negli aeroporti, con screening della temperatura e monitoraggi rafforzati. Anche Nepal e Cina hanno innalzato il livello di allerta per il rischio di casi importati.</p>



<p>Secondo le autorità sanitarie, <strong>il rischio per i turisti resta molto basso</strong>, a patto di evitare pratiche a rischio come il consumo di linfa di palma cruda e il contatto con animali selvatici. Tuttavia, l’elevato numero di decessi associati al virus continua a far temere che, in caso di diffusione più ampia, il Nipah possa trasformarsi in una delle emergenze sanitarie più gravi degli ultimi decenni.</p>



<p></p>
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		<title>Ospedale di Vicenza, arriva il nuovo primario di Medicina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[arriva]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho preso servizio ieri all’ospedale di Vicenza, in qualità di nuovo direttore dell’U.O.C. Medicina Generale, il dott. Alberto Mazza, proveniente dall’ULSS 5 Polesana, dove negli ultimi 3 anni ha ricoperto l’incarico di direttore della Medicina Generale. Padovano, 58 anni, il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Ho preso servizio ieri all’ospedale di Vicenza, in qualità di nuovo direttore dell’U.O.C. Medicina Generale, il dott. Alberto Mazza, proveniente dall’ULSS 5 Polesana, dove negli ultimi 3 anni ha ricoperto l’incarico di direttore della Medicina Generale.</p>



<p>Padovano, 58 anni, il dott. Mazza si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova, dove ha ottenuto anche una doppia specializzazione in Medicina Interna (nel 1998) e in Scienza dell’Alimentazione (nel 2008).</p>



<p>L’arrivo del dott. Mazza segna una tappa di rilievo nel percorso più ampio già avviato dalla Direzione aziendale per il potenziamento degli organici, con particolare riferimento anche alle figure apicali.</p>



<p>Da novembre 2024 sono stati infatti portati a termine i concorsi per 7 diversi primariati che risultavano vacanti al San Bortolo (Neurochirurgia, Cardiologia, Microbiologia, Medicina Nucleare, Fisica Sanitaria, Medicina Interna e Chirurgia Maxillo-Facciale), tutti affidati a figure di alto profilo. Seguiranno quindi i concorsi per i primariati di Oncologia e Ortopedia, che sono già in programma.</p>



<p>Per quanto riguarda i primariati di Chirurgia Generale e Urologia, inoltre, l’iter per la nomina è già in fase avanzata, tanto è vero che le candidature sono già state presentate. È importante sottolineare che, per i posti di primariato vacanti, la Direzione garantisce sempre e comunque la copertura del ruolo con un direttore facente funzione.</p>



<p>«Stiamo ricostruendo una rete di eccellenze mediche solida, capace di dialogare con il territorio e di gestire le complessità del post-pandemia con visione e competenza &#8211; commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Patrizia Simionato -. Nel caso specifico l’arrivo del nuovo primario non rappresenta solo il completamento di un tassello fondamentale nell’organico dell’area medica, ma funge da volano per consolidare la sinergia tra ospedale e territorio. L’obiettivo strategico è rafforzare i flussi di comunicazione e collaborazione con la medicina territoriale, garantendo ai cittadini vicentini una continuità assistenziale sempre più efficace tra la fase acuta in ospedale e le cure di prossimità».</p>
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		<item>
		<title>Ovest Vicentino &#8211; In arrivo il collare anti-aggressione per medici e operatori a domicilio</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ovest-vicentino-in-arrivo-il-collare-anti-aggressione-per-medici-e-operatori-a-domicilio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 15:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ULSS 8 Berica ha introdotto un dispositivo di chiamata di emergenza per gli operatoridell’Assistenza Domiciliare Integrata dell’Ovest Vicentino e alcuni medici della Continuità Assistenziale. Il sistema sarà prossimamente esteso anche agli operatori del Distretto Est Continua l’impegno dell’ULSS 8 Berica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>L’ULSS 8 Berica ha introdotto un dispositivo di chiamata di emergenza per gli operatori<br>dell’Assistenza Domiciliare Integrata dell’Ovest Vicentino e alcuni medici della Continuità Assistenziale.</strong></p>



<p><strong>Il sistema sarà prossimamente esteso anche agli operatori del Distretto Est</strong></p>



<p>Continua l’impegno dell’ULSS 8 Berica per la tutela degli operatori sanitari, con riguardo anche a quanti svolgono la propria attività nei servizi del territorio. In questa prospettiva l’Azienda ha dotato in via sperimentale gli operatori dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) nell’Ovest Vicentino di un innovativo dispositivo che consente ai sanitari, in caso di necessità, di chiedere aiuto con immediatezza.</p>



<p>Il sistema &#8211; denominato May Day GPS &#8211; prevede un collare con un pulsante, attraverso il quale è possibile chiedere aiuto direttamente alla centrale di un servizio di vigilanza privata, che se vicino all’operatore può verificare direttamente con il proprio personale la situazione, oppure richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine. Inoltre il microfono e l’altoparlante consentono di spiegare la natura dell’emergenza.</p>



<p>Lo stesso dispositivo è già stato fornito in dotazione anche ai medici della Continuità Assistenziale nelle sedi di Valdagno e Sandrigo.</p>



<p>«Il fenomeno del rischio aggressioni &#8211; commenta il direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Patrizia Simionato &#8211; non riguarda solo gli ospedali, ma è presente anche nei servizi territoriali. Questo è forse un aspetto meno noto, ma per la nostra Azienda è fondamentale che tutto il nostro personale si senta al sicuro nello svolgimento delle proprie mansioni, incluso chi svolge la funzione essenziale di assistere i pazienti direttamente a domicilio o di garantire la Continuità Assistenziale. L’introduzione di questo dispositivo rappresenta un elemento di rilievo, sia sul piano pratico per il miglioramento che garantisce sul piano della sicurezza, sia come testimonianza dell’attenzione e impegno dell’Azienda nei confronti degli operatori. Lo abbiamo introdotto in via sperimentale nel territorio dell’Ovest Vicentino, ma i primi riscontri positivi già ci consentono di affermare che presto sarà esteso anche agli operatori del Distretto Est».</p>
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		<title>Influenza senza tregua in Veneto, ospedali sotto pressione e pronto soccorso affollati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 14:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VENEZIA, 7 gennaio 2026, 15:12 L’influenza continua a colpire duramente il Veneto: da ottobre a oggi si stima che oltre 624 mila persone abbiano contratto il virus, con circa 63 mila nuovi casi registrati soltanto nell’ultima settimana. In pratica, un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>VENEZIA, 7 gennaio 2026, 15:12</p>



<p>L’influenza continua a colpire duramente il Veneto: da ottobre a oggi si stima che oltre 624 mila persone abbiano contratto il virus, con circa 63 mila nuovi casi registrati soltanto nell’ultima settimana. In pratica, un veneto su otto è stato costretto a fare i conti con sintomi influenzali.</p>



<p>Il picco dell’epidemia è stato raggiunto tra il 15 e il 21 dicembre, quando l’incidenza ha toccato quota 18,8 casi ogni mille residenti, uno dei valori più alti mai rilevati dal sistema di sorveglianza regionale. Da quel momento, in quasi tutti gli ospedali si è assistito a un aumento marcato degli accessi ai pronto soccorso per problemi respiratori, con numeri superati solo durante la fase più critica della pandemia da Covid-19.</p>



<p>Nelle ultime settimane si è osservata una lieve flessione dei contagi, ma la Regione invita alla cautela. Secondo la Direzione prevenzione, il rientro a scuola di bambini e adolescenti potrebbe infatti determinare una nuova risalita dei casi, mentre il periodo festivo potrebbe aver inciso sulla capacità di rilevazione dei dati.</p>



<p>Sono 25 i casi gravi segnalati al Sistema nazionale di sorveglianza: si tratta di pazienti con infezione polmonare, ricoverati in terapia intensiva per grave insufficienza respiratoria. L’età media è di 66 anni e nella maggior parte dei casi erano presenti patologie pregresse. Gli episodi più severi si sono concentrati nella seconda metà di dicembre.</p>



<p>Sul fronte della prevenzione, da ottobre sono state somministrate quasi 900 mila dosi di vaccino antinfluenzale, oltre a 19 mila dosi di anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale destinate ai neonati.</p>
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		<title>Pronto soccorso, ovvero il grande alibi nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 14:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano C’è un luogo in Italia dove tutto confluisce: dolori veri e dolori immaginati, febbri serie e febbricole emotive, traumi reali e traumi da motore di ricerca. È il pronto soccorso. Non più presidio dell’emergenza, ma discarica ordinata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p><strong>Di Alessandro Cammarano</strong></p>



<p>C’è un luogo in Italia dove tutto confluisce: dolori veri e dolori immaginati, febbri serie e febbricole emotive, traumi reali e traumi da motore di ricerca. È il pronto soccorso. Non più presidio dell’emergenza, ma discarica ordinata delle paure collettive. Lì finisce ciò che altrove non trova risposta. E altrove, ormai, è quasi ovunque.</p>



<p>I numeri sono noti e per questo non fanno più scandalo: circa 19 milioni di accessi l’anno. Una cifra che racconta un Paese che ha smesso di distinguere tra urgenza e inquietudine. Ma il dettaglio davvero rivelatore è che oltre il 65–70% di questi accessi riguarda codici bianchi e verdi. Non emergenze. Non rischio di vita. Piuttosto, rischio di non essere ascoltati.</p>



<p>Si parla di ipocondria cronica degli italiani con un certo compiacimento moralistico. Ma l’ipocondria, in questo contesto, è spesso una risposta razionale a un sistema irrazionale. Se il medico di base non risponde, se l’appuntamento arriva tra dieci giorni, se la guardia medica è una leggenda metropolitana, il pronto soccorso diventa l’unico luogo dove qualcuno deve guardarti in faccia.</p>



<p>Il cittadino medio non corre in PS perché ama le barelle nei corridoi. Ci corre perché sa che lì, prima o poi, qualcuno lo visiterà. Il problema è che il pronto soccorso non è progettato per questo uso. E quando lo si forza a diventare un ambulatorio universale, il sistema collassa. Puntualmente.</p>



<p>Nei pronto soccorso mancano almeno 3.500 medici, ma il verbo giusto non è “mancano”: scappano. Turni massacranti, aggressioni verbali e fisiche, responsabilità enormi, stipendi che non compensano il logorio. Il risultato è che quasi il 40% degli organici è scoperto, e in prospettiva un pronto soccorso su quattro rischia di lavorare con meno della metà del personale necessario.</p>



<p>Questa non è una crisi improvvisa: è una scelta politica protratta nel tempo. Si è deciso che l’emergenza può reggere anche sotto stress continuo. Che la vocazione può sostituire l’organizzazione. Che il sacrificio individuale può tappare i buchi strutturali. Finché il sistema, prevedibilmente, si rompe.</p>



<p>La medicina territoriale: il filtro che non filtra</p>



<p>Ma il pronto soccorso è solo l’ultima diga. Il vero disastro è a monte. La medicina di base è diventata il grande buco nero della sanità pubblica. In dieci anni sono spariti oltre 6.000 medici di famiglia. Quelli rimasti hanno carichi di lavoro incompatibili con qualsiasi idea di cura: 1.500, 1.700 pazienti a testa, quando va bene.</p>



<p>Il medico di base, che dovrebbe essere il perno del sistema, è diventato una figura irraggiungibile, oberata, spesso prossima alla pensione. Così il filtro salta. E quando il filtro salta, tutto passa. Anche ciò che non dovrebbe.</p>



<p>Si stima che circa 4 milioni di accessi l’anno siano impropri. È una parola comoda, “impropri”, perché sposta la colpa verso il cittadino. Ma improprio rispetto a cosa? A un sistema che non offre alternative? A un territorio che non assiste? A una sanità che funziona solo quando il problema è già esploso?</p>



<p>L’accesso improprio non è un abuso: è spesso una resa. È il cittadino che dice: non so più dove andare, quindi vado dove so che qualcuno, prima o poi, mi vedrà. Che poi questo paralizzi l’intero sistema è una conseguenza, non la causa.</p>



<p>Nel pronto soccorso finisce anche ciò che non è strettamente medico: disagio psichico, solitudine, panico, richieste di aiuto che non trovano altri canali. Perché in Italia la salute mentale resta marginale finché non diventa ingestibile. E quando diventa ingestibile, la si scarica sull’unico presidio sempre aperto.</p>



<p>Il pronto soccorso è diventato così un luogo ibrido: metà ospedale, metà confessionale, metà sportello sociale. Tre metà che non stanno insieme, ma che continuano a essere stipate nello stesso spazio.</p>



<p>Il paradosso finale è questo: tutti rivendicano il diritto alla cura, ma nessuno difende il dovere dell’organizzazione. Si pretende l’intervento immediato, ma si accetta che il sistema territoriale venga progressivamente svuotato. Si applaude il medico eroe, ma si tollera che lavori in condizioni indegne.</p>



<p>Così il pronto soccorso resta l’ultimo alibi nazionale: per lo Stato che non investe, per la politica che rinvia, per una collettività che ha smesso di distinguere tra stare male e temere di stare male.</p>



<p>Finché non si ricostruirà una medicina di base vera, accessibile e autorevole; finché il lavoro in pronto soccorso non tornerà a essere sostenibile; finché non si smetterà di chiamare “emergenza” ciò che è normalità mal gestita, continueremo a fare quello che sappiamo fare meglio: correre quando è troppo tardi. Tutti insieme. Verso la stessa porta. Sempre più stretta.</p>



<p></p>
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		<title>Nausea, malessere, mal di stomaco&#8230; Perché alcune persone soffrono di &#8220;mal di sci&#8221; sulle piste?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 10:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti conoscono la cinetosi: quella sensazione di nausea, mal di stomaco, sudori freddi e pallore che colpisce alcune persone durante i viaggi in auto, in nave o in aereo. Meno noto è il fatto che disturbi simili possano manifestarsi anche<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Tutti conoscono la cinetosi: quella sensazione di nausea, mal di stomaco, sudori freddi e pallore che colpisce alcune persone durante i viaggi in auto, in nave o in aereo. Meno noto è il fatto che disturbi simili possano manifestarsi anche sciando. In questo caso si parla di “mal di sci”, una particolare forma di cinetosi che va distinta dal mal di montagna acuto, legato invece all’esposizione ad altitudini molto elevate.</p>



<p>Il mal di sci è dovuto principalmente a una risposta inappropriata del cervello, causata da un conflitto tra le informazioni visive e quelle provenienti dal sistema vestibolare, l’organo dell’equilibrio situato nell’orecchio interno e composto dai canali semicircolari e da due piccole cavità. A spiegarlo è l’Assicurazione sanitaria nazionale francese, che sottolinea come questa discrepanza sensoriale possa provocare i classici sintomi della cinetosi anche in assenza di un vero e proprio mezzo di trasporto.</p>



<p>Uno studio scientifico pubblicato nel 2001 sulla rivista <em>Science and Sports</em> si è concentrato in modo specifico sul mal di sci, sebbene su un campione molto limitato di undici persone. I ricercatori hanno evidenziato come alcuni fattori possano aumentare il rischio di sviluppare questo disturbo, tra cui lo sci in slalom su terreni sconnessi e particolari condizioni meteorologiche, come le giornate di “whiteout”, caratterizzate da nebbia e visibilità estremamente ridotta.</p>



<p>Un secondo studio, condotto nel 2009 da un gruppo di ricercatori iraniani, ha rafforzato il legame tra mal di sci e problemi visivi. Dopo aver osservato 162 sciatori adolescenti, gli studiosi hanno rilevato che chi soffriva di mal di sci presentava più frequentemente disturbi della vista, come miopia, ipermetropia o astigmatismo, rispetto ai coetanei che non manifestavano sintomi. Lo studio del 2001 suggerisce inoltre l’esistenza di un fattore psicologico: stress, paura o una sensazione di disagio durante la discesa sembrano rendere alcune persone più predisposte a questo tipo di disturbo.</p>



<p>Per quanto fastidioso, il mal di sci tende generalmente ad attenuarsi in breve tempo una volta terminata l’attività e, in alcuni casi, i sintomi diminuiscono con l’abitudine. Al momento non esistono cure scientificamente validate, ma sono state proposte alcune strategie di gestione. William Emond, dottorando che si occupa di cinetosi, ha suggerito su <em>The Conversation</em> l’importanza di una corretta correzione visiva per chi soffre di difetti come miopia, ipermetropia o astigmatismo. Anche l’uso di maschere da sci può aiutare, migliorando la percezione della profondità soprattutto in condizioni di nebbia. Tra le possibili soluzioni viene citata infine l’agopressione, tramite appositi braccialetti che esercitano pressione su un punto del polso, già utilizzati da alcune persone contro la cinetosi tradizionale.</p>



<p>In attesa di ulteriori studi, riconoscere il problema e adottare accorgimenti mirati può aiutare gli appassionati di sport invernali a ridurre il disagio e continuare a godersi le piste in sicurezza.</p>
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		<title>Influenza record in Veneto: 68 mila contagi e 400 ricoveri in una settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 15:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Veneto è travolto dall’influenza: nelle ultime settimane si registra un’impennata di casi che ha già coinvolto circa 68 mila persone solo dal 15 al 21 dicembre, pari a oltre 14 nuovi casi ogni 1000 residenti, secondo la Direzione Prevenzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Veneto è travolto dall’influenza: nelle ultime settimane si registra un’impennata di casi che ha già coinvolto circa 68 mila persone solo dal 15 al 21 dicembre, pari a oltre 14 nuovi casi ogni 1000 residenti, secondo la Direzione Prevenzione della Regione. Il picco stagionale dello scorso anno è già stato raggiunto e i numeri potrebbero crescere ulteriormente nei prossimi giorni.</p>



<p>Da settembre ad oggi sono circa 400 i ricoveri, soprattutto tra gli over 65. Di questi, 13 casi sono stati classificati come gravi dall’Istituto Superiore di Sanità, con pazienti in terapia intensiva per complicanze respiratorie, concentrati soprattutto nel mese in corso.</p>



<p>La fascia più colpita resta quella dei bambini sotto i cinque anni, con oltre 43 nuovi casi ogni 1000 residenti. Crescono però anche i contagi tra i ragazzi fino ai 14 anni (23 nuovi casi ogni 1000 residenti), negli adulti fino a 64 anni (15 nuovi casi ogni 1000) e tra gli over 65 (5 nuovi casi ogni 1000).</p>



<p>I virus circolanti sono diversi: il più diffuso è l’influenzale di tipo A, soprattutto A (H3N2) con prevalenza del subclade K, seguito da rhinovirus, virus sinciziale e Sars-CoV-2.</p>



<p>La Direzione Prevenzione ricorda l’importanza della vaccinazione per proteggere i soggetti a rischio, dei più piccoli contro il Virus respiratorio sinciziale, e delle misure igieniche di base: lavaggio regolare delle mani, utilizzo di soluzioni idroalcoliche, starnuti nella piega del gomito, mascherina e distanziamento dai malati.</p>
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		<title>Arzignano, Vicenza e Valdagno: ospedali riconosciuti come &#8216;Punti Nascita per l&#8217;Allattamento&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 14:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prestigioso riconoscimento è stato ottenuto dagli ospedali di Vicenza, Arzignano e Valdagno nell’ambito di un progetto nazionale per la promozione dell’allattamento al seno Tutti i punti nascita dell’ULS S8 Berica, dunque gli ospedali di Vicenza, Arzignano e Valdagno, hanno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il prestigioso riconoscimento è stato ottenuto dagli ospedali di Vicenza, Arzignano e Valdagno nell’ambito di un progetto nazionale per la promozione dell’allattamento al seno</strong></p>



<p>Tutti i punti nascita dell’ULS S8 Berica, dunque gli ospedali di Vicenza, Arzignano e Valdagno, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Punti Nascita per l’Allattamento” nell’ambito del progetto nazionale Politica Aziendale sull’Allattamento promosso dalle principali società scientifiche nell’ambito della salute materno-infantile (SIN, SIP, SIGO, SINUPE, AOGOI, FNOPO, FNOPI, SININF, SIPINF e Vivere Onlus) con l’obiettivo di sensibilizzare le strutture sanitarie e l’opinione pubblica sull’importanza dell’allattamento al seno.</p>



<p>«Questo risultato &#8211; sottolinea la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica &#8211; conferma l’attenzione della nostra Azienda per la salute dei bambini e delle mamme e in generale per i servizi e percorsi a sostegno della maternità. Il tutto anche in un’ottica di forte attenzione alla prevenzione, perché come dimostrano gli studi clinici l’allattamento ha effetti benefici a lungo termine sulla salute del bambino e anche della madre. Inoltre avere ottenuto questo riconoscimento per tutti gli ospedali della nostra Azienda in cui è presente un punto nascita dimostra l’impegno a garantire i medesimi elevati standard assistenziali in tutte le sedi ospedaliere e in tutto il territorio di competenza».</p>



<p>Il riconoscimento “Punti Nascita per l’Allattamento” è stato conferito in occasione dell’annuale Congresso della Società Italiana di Neonatologia e assegnato sulla base di una serie di indicatori oggettivi, quali la presenza di un gruppo di lavoro locale multidisciplinare per la politica aziendale sull’allattamento (GdL-L-PAA), composto da almeno 4diverse figure professionali d’area perinatale (ginecologo, pediatria, ostetrica e infermiera), la formazione di almeno l’80% del personale dedicato alla diade madre-neonato, la presenza di una policy aziendale sull’allattamento, l’adozione del contatto pelle a pelle tra madre e neonato per almeno un’ora dopo la nascita per almeno il 60% delle donne che hanno partorito naturalmente a termine, l’adozione del rooming-in estensivo per almeno l’80% delle coppie madre-neonato, l’utilizzo esclusivo del latte materno per l’alimentazione durante tutto il ricovero di almeno il 50% dei nati oltre le 37 settimane gestazionali con peso alla nascita superiore a 2500 g, oltre all’adozione a livello aziendale dei protocolli sull’allattamento previsti dal progetto.</p>



<p>«Questo risultato &#8211; commenta la dott.ssa Silvia Bonato, responsabile dell’U.O.S. Nido Neonatologia &#8211; è il riconoscimento ad un progetto accolto con entusiasmo nel 2023, supportato dalla Direzione strategica e dal dott. Bellettato, reso possibile da tutto il personale sanitario che quotidianamente assiste i genitori e i neonati con l&#8217;obiettivo di favorire l&#8217;avvio e il sostegno dell’allattamento fin dai primi istanti di vita. Per far ciò occorre dare alle famiglie l’opportunità di vivere l’esperienza del parto-nascita in un contesto assistenziale formato e sensibile alle esigenze di vicinanza intima e affettuosa delle mamme e dei loro neonati attraverso le buone pratiche previste dal progetto. Gli obiettivi richiesti dal progetto sono stati ampiamente superati e quest’esperienza ci fornisce lo slancio per proseguire in un’ottica di futuro continuo miglioramento e di lavoro di squadra, necessario perché il supporto offerto alle famiglie sia efficace».</p>



<p><a></a> «Questo accreditamento &#8211; commenta il dott. Massimo Bellettato, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ULSS 8 Berica &#8211; è frutto di un lungo lavoro e dell’impegno in particolare della dott.ssa Bonato insieme a tutto il gruppo della Neonatologia aziendale, e avvalora ulteriormente la qualità dell’assistenza che viene garantita in tutti i punti nascita aziendali. Proprio per l’importanza che ha per la salute del bambino e anche della donna, l’attenzione all’allattamento materno è uno degli elementi caratterizzanti dei nostri reparti e un valore arricchente per tutti i bambini e le bambine che vengono alla luce nei nostri ospedali, nonché per le loro mamme».</p>



<p>Tanta attenzione al tema è motivata dal fatto che numerose ricerche dimostrano che l’allattamento è in grado di condizionare fin dalle prime ore di vita la salute del bambino ottimizzandone la qualità di crescita e lo sviluppo cognitivo-comportamentale e proteggendolo da tutti i tipi di infezioni e dal rischio di morte improvvisa in culla ed influenza anche la sua salute nell’età adulta attraverso la prevenzione di malattie che si potrebbero sviluppare negli anni successivi come l’obesità, il diabete, le allergie, l’asma e persino alcune neoplasie.</p>



<p>Inoltre ha un importante ruolo anche per la salute della mamma sia a breve termine (minore incidenza di sanguinamento e depressione post-partum, migliore relazione con il neonato) sia a medio-lungo termine (minore incidenza di neoplasie, ipertensione e diabete).</p>



<p>Per queste ragioni la promozione dell’allattamento al seno viene oggi inquadrata come vera e propria attività di prevenzione ed è entrata di diritto tra gli obiettivi specificamente previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025 che mira al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arzignano-vicenza-e-valdagno-ospedali-riconosciuti-come-punti-nascita-per-lallattamento/">Arzignano, Vicenza e Valdagno: ospedali riconosciuti come &#8216;Punti Nascita per l&#8217;Allattamento&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>L&#8217;influenza minaccia le feste: i consigli per limitare l&#8217;epidemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 15:25:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, la stagione influenzale entra nel vivo. In Italia, a metà dicembre, i casi di influenza e di sindromi respiratorie simil-influenzali sono in netto aumento: dall’inizio della stagione si stima che oltre tre milioni di persone<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, la stagione influenzale entra nel vivo. In Italia, a metà dicembre, i casi di influenza e di sindromi respiratorie simil-influenzali sono in netto aumento: dall’inizio della stagione si stima che <strong>oltre tre milioni di persone</strong> siano già state colpite, con <strong>centinaia di migliaia di nuovi casi ogni settimana</strong>. L’incidenza continua a crescere e il <strong>picco è atteso tra il 25 dicembre e i primi giorni di gennaio</strong>, in coincidenza con viaggi, riunioni familiari e un intenso mescolamento tra generazioni.</p>



<p>I più colpiti restano i <strong>bambini piccoli</strong>, ma l’attenzione è massima anche per anziani e persone fragili, che rischiano complicanze più serie. In questo contesto, la protezione individuale e collettiva diventa fondamentale, soprattutto durante le feste.</p>



<p>La <strong>vaccinazione antinfluenzale</strong> resta lo strumento più efficace: non è troppo tardi per vaccinarsi e gli sforzi devono proseguire anche dopo il picco epidemico, perché la circolazione del virus continuerà per settimane. Alla vaccinazione vanno affiancate misure preventive semplici ma decisive.</p>



<p>L’uso della <strong>mascherina</strong> torna ad avere un ruolo importante, in particolare quando si è malati o si hanno sintomi respiratori. Non conta solo il luogo, ma anche il numero di persone presenti: più è affollato l’ambiente, maggiore è il rischio di contagio. Per le persone vulnerabili, indossare una mascherina riduce in modo significativo la probabilità di infezione. L’impegno a utilizzarla durante tutto il periodo delle vacanze scolastiche può contribuire a contenere il picco.</p>



<p>Fondamentale anche la <strong>ventilazione degli ambienti chiusi</strong>: nonostante il freddo, è consigliabile arieggiare i locali per almeno 10 minuti ogni ora e, quando possibile, organizzare gli spazi in modo da mantenere una certa distanza tra gli ospiti.</p>



<p>Se compaiono <strong>sintomi prima o dopo le feste</strong>, è bene evitare contatti con persone fragili, anche se si indossa la mascherina. I test possono essere utili, ma non escludono del tutto l’infezione. In caso di malattia comparsa subito dopo le festività, è un gesto di responsabilità avvisare le persone con cui si sono trascorsi i giorni di festa, per limitare ulteriori contagi.</p>



<p>Il periodo natalizio sarà cruciale: prudenza, prevenzione e attenzione agli altri possono fare la differenza.</p>
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		<title>Mieloma, la cura del futuro è già qui: al San Bortolo risultati mai visti con le Car-T</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 14:15:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rispetto ai farmaci chemioterapici, la nuova terapia consente remissioni più duraturee una qualità di vita molto migliore, senza più la necessità di periodici accessi ospedalieri All’ospedale San Bortolo di Vicenza è stata somministrata con successo nei giorni scorsi, per la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Rispetto ai farmaci chemioterapici, la nuova terapia consente remissioni più durature<br>e una qualità di vita molto migliore, senza più la necessità di periodici accessi ospedalieri</strong></p>



<p>All’ospedale San Bortolo di Vicenza è stata somministrata con successo nei giorni scorsi, per la prima volta in Veneto, la terapia Car-T su un paziente affetto da mieloma, estendendo così l’ambito di applicazione di questa metodica all’avanguardia, fino a oggi utilizzata con successo per la cura di alcuni linfomi aggressivi e della leucemia linfoblastica acuta del bambino e giovane adulto.</p>



<p>«L’applicazione delle Car-T rappresenta una vera e propria svolta nel trattamento dei mielomi &#8211; spiega il dott. Alberto Tosetto, direttore dell’U.O.C. di Ematologia dell’ospedale di Vicenza -. Non solo, c’è anche un importante beneficio in termini di qualità della vita, perché con le Car-T non sono più necessari per i pazienti in cura gli accessi costanti in ospedale, ogni 10-15 giorni, per il mantenimento della terapia. Questi risultati sono possibili grazie non solo alla “precisione” delle terapie Car-T, ma anche alla loro maggiore efficacia: per rendere l’idea, si può dire che riescano a eliminare il 99,999% delle cellule malate».</p>



<p>«Questo risultato &#8211; sottolinea la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica &#8211; è il frutto della grande esperienza maturata al San Bortolo nell’utilizzo delle terapie Car-T. Un progetto all’avanguardia avviato ancora 5 anni fa e che è stato progressivamente implementato negli ultimi anni, grazie anche alla stretta collaborazione multidisciplinare tra i diversi reparti e servizi coinvolti, in primis l’Ematologia, la Medicina Trasfusionale, la Terapia Intensiva, la Neurologia e la Farmacia Ospedaliera. Si conferma così l’impegno a mettere a disposizione dei nostri pazienti le terapie più all’avanguardia, in linea con gli standard dei migliori centri nazionali e internazionali».</p>



<p>In questa prima fase, l’utilizzo delle terapie Car-T sui pazienti affetti da mieloma avviene su casi selezionati, con la prospettiva però di una progressiva estensione del suo utilizzo: «Attualmente viene utilizzata in pazienti già sottoposti a trapianto di midollo e che presentano una ricaduta precoce della malattia &#8211; conclude il dott. Tosetto &#8211; ma per il futuro è lecito attendersi che i pazienti oggi candidati al trapianto possano passare direttamente alle Car-T, come alternativa dunque al trapianto di midollo in molte situazioni».</p>



<p>NOTE:</p>



<p><strong>Il mieloma</strong></p>



<p>Il mieloma (o mieloma multiplo) è un tumore del sangue che origina da un tipo di globulo bianco chiamato plasmacellula, che in condizioni normali ha la funzione di produrre gli anticorpi. Quando queste cellule degenerano, diventando maligne, si accumulano nel midollo osseo e producono una proteina anomala. Questo accumulo danneggia l&#8217;osso, causa anemia, danni alle vertebre e indebolisce il sistema immunitario.</p>



<p>Il mieloma multiplo non è ancora considerato una malattia guaribile, ma negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi per trattare la malattia, allungando l’aspettativa di vita dei pazienti e migliorando la loro qualità di vita.</p>



<p><strong>La terapia Car-T</strong></p>



<p>In termini semplici, la terapia CAR-T è un tipo di immunoterapia personalizzata che prevede l’utilizzo di cellule immunitarie del paziente modificate per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Il processo è articolato in 4 passaggi chiave: vengono prelevati dal sangue del paziente i linfociti T, un tipo di globulo bianco fondamentale per il sistema immunitario; in un laboratorio specializzato, i linfociti T prelevati vengono modificati geneticamente così da riconoscere in modo estremamente specifico una proteina (un &#8220;bersaglio&#8221;) presente sulla superficie delle cellule tumorali; le nuove cellule modificate vengono moltiplicate in laboratorio fino a ottenerne milioni e quindi vengono infuse per via endovenosa nel paziente. Una volta nell&#8217;organismo, sono pronte a cercare, agganciarsi e distruggere le cellule cancerose che portano il bersaglio specifico che è stato loro insegnato a riconoscere.</p>



<p><strong>L’esperienza del San Bortolo nella terapia Car-T</strong></p>



<p>L’ospedale di Vicenza nel 2020 è stato, all’epoca, il primo centro autorizzato AIFA in tutto il Nord per l’utilizzo delle terapie Car-T e ad oggi è il centro con la maggiore casistica a livello nazionale, avendo superato le 100 infusioni.</p>



<p>L’ospedale di Vicenza opera nell’ambito di una rete clinica regionale e in questo contesto al San Bortolo sono stati valutati oltre 250 pazienti per il trattamento mediante CAR-T provenienti principalmente dal Veneto; gli altri centri autorizzati nella nostra regione sono l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona e il reparto di Oncoematologia Pediatrica di Padova.</p>



<p></p>
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		<title>Naso che cola, prurito alla gola, occhi rossi&#8230; E se non si trattasse di un raffreddore ma della &#8220;sindrome dell&#8217;albero di Natale&#8221;?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 14:45:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occhi arrossati, tosse, mal di gola e naso che cola sono sintomi che spesso vengono associati a un comune raffreddore. Tuttavia, quando questi disturbi compaiono in coincidenza con l’arrivo dell’albero di Natale in casa, potrebbero essere il segnale della cosiddetta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Occhi arrossati, tosse, mal di gola e naso che cola sono sintomi che spesso vengono associati a un comune raffreddore. Tuttavia, quando questi disturbi compaiono in coincidenza con l’arrivo dell’albero di Natale in casa, potrebbero essere il segnale della cosiddetta “sindrome dell’albero di Natale”.</p>



<p>Il campanello d’allarme più evidente è la stretta correlazione tra i sintomi e la presenza dell’albero: se i disturbi iniziano subito dopo averlo addobbato, se si manifestano entrando in soggiorno ma non in altre stanze, oppure se si ripresentano puntualmente ogni anno nello stesso periodo, è probabile che la causa sia di natura allergica.</p>



<p>Questa sindrome è infatti legata a diverse possibili fonti di irritazione. Gli alberi di Natale naturali, quando si trovano all’aperto, possono sviluppare sulla loro superficie funghi microscopici. Una volta portati in casa, l’ambiente caldo e secco favorisce la crescita di muffe, che rilasciano nell’aria particelle in grado di irritare le vie respiratorie. A questo si aggiunge il polline che può essersi depositato sugli aghi prima del taglio dell’albero e che, una volta in ambiente chiuso, può provocare reazioni allergiche.</p>



<p>Un ulteriore fattore è rappresentato dai composti aromatici rilasciati naturalmente dall’albero, che in alcune persone possono risultare irritanti per il sistema respiratorio. Anche le decorazioni natalizie possono contribuire al problema, soprattutto se non vengono pulite di anno in anno e accumulano polvere.</p>



<p>In caso di sindrome dell’albero di Natale, alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre i sintomi. È consigliabile pulire l’albero vero prima di portarlo in casa, lavandolo all’esterno e lasciandolo asciugare completamente. È altrettanto importante pulire accuratamente le decorazioni per eliminare polvere e allergeni e arieggiare frequentemente gli ambienti domestici per migliorare la qualità dell’aria.</p>



<p>Per chi è particolarmente sensibile, può essere utile ricorrere a farmaci antistaminici da banco. In alternativa, come soluzione definitiva, si può optare per un albero artificiale: meno suggestivo di quello vero, ma sicuramente più sicuro per chi soffre di allergie stagionali legate al periodo natalizio.</p>
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		<title>Attivata a Santorso la chirurgia maxillo-facciale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 09:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viene così potenziata l’attività già presente con l’ambulatorio chirurgico, con la possibilità d’ora in avanti di svolgere anche procedure più complesse in sala operatoria L’ULSS 7 Pedemontana potenzia l’attività di Chirurgia Maxillo-Facciale all’ospedale di Santorso, attivando l’attività chirurgica in sala<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Viene così potenziata l’attività già presente con l’ambulatorio chirurgico,</strong> <strong>con la possibilità d’ora in avanti di svolgere anche procedure più complesse in sala operatoria</strong></p>



<p>L’ULSS 7 Pedemontana potenzia l’attività di Chirurgia Maxillo-Facciale all’ospedale di Santorso, attivando l’attività chirurgica in sala operatoria in aggiunta a quella di chirurgia ambulatoriale già presente da circa due anni.</p>



<p>«In questo modo &#8211; spiega il dott. Michele Garofolin, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ULSS 7 Pedemontana &#8211; d’ora in avanti potremo operare i pazienti dell’Alto Vicentino nell’ospedale a loro più vicino. Questo grazie anche alla collaborazione con i colleghi delle altre specialità presenti nell’ospedale Alto Vicentino, in particolare Anestesia e Rianimazione ovviamente, ma anche l’Otorinolaringoiatria, l’Oculistica e la Chirurgia Plastica, con i quali tratteremo molti casi con un lavoro d’équipe multidisciplinare. Il tutto grazie anche alla sensibilità della Direzione, che ha messo a disposizione le risorse per acquistare la necessaria strumentazione chirurgica. Fondamentale, naturalmente, sarà anche il supporto degli infermieri di sala e degli strumentisti in servizio a Santorso, mentre l’équipe dei chirurghi è unica per gli ospedali di Santorso e Bassano, dove la Chirurgia Maxillo-Facciale è presente già da molti anni, garantendo così per tutti i pazienti i medesimi elevati standard di competenze ed esperienza. Siamo solo all’inizio, ma la prospettiva è quella di una crescita graduale, magari evolvendo verso specializzazioni tendenzialmente complementari tra i due ospedali».</p>



<p>«Questo risultato &#8211; sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza &#8211; conferma l’impegno dell’Azienda a potenziare l’ospedale di Santorso e in generale l’offerta di servizi negli ospedali più vicini per i pazienti, offrendo a tutti i cittadini standard assistenziali uniformi e di elevata qualità. Allo stesso tempo, si conferma l&#8217;importanza di lavorare e ragionare come un ospedale unico: storicamente la Chirurgia Maxillo-Facciale aveva sempre avuto sede al San Bassiano, ma c’è stato subito grande entusiasmo e piena condivisione quando è stata avanzata l’idea di estendere l’attività anche all’ospedale di Santorso. Anzi tra i promotori di questo progetto vi è stato proprio il dott. Garofolin, che ringrazio per il suo impegno».</p>



<p>Un risultato che rappresenta l’evoluzione di un progetto avviato ormai quattro anni fa, prima con il potenziamento di organico della Chirurgia Maxillo-Facciale al San Bassiano e quindi, dal febbraio 2024, con l’attivazione per la prima volta di un Ambulatorio di Chirurgia Maxillo-Facciale anche all’ospedale di Santorso, rispetto al quale l’avvio dell’attività chirurgica in sala operatoria rappresenta un ulteriore sviluppo, con la possibilità dunque di svolgere nell’ospedale Alto Vicentino anche procedure più complesse.</p>
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