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	<title>CULTURA | TViWeb</title>
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		<title>Vicenza, il turismo raccontato come invenzione: nuovo appuntamento alla Fondazione di Storia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue a Vicenza la rassegna “Vicenza. Storie di invenzioni”, ciclo di conferenze che anticipa il Vicenza Storia Festival. Il secondo dei cinque incontri in programma si terrà giovedì 2 aprile alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, ospitata a<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Prosegue a Vicenza la rassegna “Vicenza. Storie di invenzioni”, ciclo di conferenze che anticipa il Vicenza Storia Festival. Il secondo dei cinque incontri in programma si terrà giovedì 2 aprile alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, ospitata a Palazzo Giustiniani Baggio.</p>



<p>L’appuntamento sarà dedicato al tema <strong>“L’invenzione del turismo: visitare il Veneto e Vicenza”</strong> e vedrà gli interventi di Egidio Ivetic, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, e di Filiberto Agostini.</p>



<p>Oggi il turismo è percepito come un fenomeno di massa, ma non è sempre stato così. Nelle epoche precedenti, il viaggio – il celebre “Gran Tour” – era un’esperienza riservata alle élite. La nascita del turismo moderno è legata allo sviluppo dei trasporti, che nel tempo hanno reso gli spostamenti sempre più accessibili, contribuendo a una vera e propria democratizzazione del viaggio.</p>



<p>In questo contesto, Vicenza e il Veneto hanno storicamente rappresentato mete privilegiate per viaggiatori, studiosi e pellegrini. Un territorio che ha saputo mantenere e rinnovare nel tempo una forte tradizione di accoglienza, oggi declinata in una vasta gamma di strutture e modalità di ospitalità.</p>



<p>Non a caso il Veneto si conferma da anni la regione leader in Italia per presenze turistiche, segno di una capacità costante di innovazione da parte degli operatori del settore, chiamati a reinventarsi di fronte alle nuove sfide del turismo contemporaneo.</p>



<p>Per informazioni sull’evento è possibile consultare il sito del Comune di Vicenza.</p>
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		<title>Montecchio riscopre la figura dell’avvocato Lorenzoni: donato al Comune il fondo storico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Montecchio Maggiore ha ufficialmente concluso l’iter di acquisizione di un importante fondo documentale legato alla figura dell’avvocato Antonio Lorenzoni, illustre concittadino vissuto tra il Settecento e l’Ottocento. La cerimonia pubblica, organizzata nell’ambito delle iniziative di valorizzazione della memoria<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il Comune di Montecchio Maggiore ha ufficialmente concluso l’iter di acquisizione di un importante fondo documentale legato alla figura dell’avvocato Antonio Lorenzoni, illustre concittadino vissuto tra il Settecento e l’Ottocento. La cerimonia pubblica, organizzata nell’ambito delle iniziative di valorizzazione della memoria storica della Città, si è svolta sabato 28 marzo 2026 nella sala del Consiglio comunale del Municipio, alla presenza degli eredi di Lorenzoni, che hanno effettuato la donazione, e delle autorità istituzionali.</p>



<p>Antonio Lorenzoni nacque a Montecchio Maggiore nel 1755 e, dopo gli studi universitari a Padova, si dedicò all’avvocatura presso il Foro di Vicenza, dove si distinse per competenza e autorevolezza. La sua fama si consolidò grazie alla pubblicazione di importanti opere giuridiche, tra cui “Istituzioni del diritto civile privato per la provincia vicentina” del 1781 e “Istituzioni del Diritto Pubblico Interno per il Regno Lombardo-Veneto” del 1835, testi che per lungo tempo costituirono un punto di riferimento per gli amministratori della giustizia. Accanto all’attività giuridica, coltivò una passione per la musica, pubblicando un saggio dedicato al flauto traverso e alla storia musicale. A lui si deve la costruzione di Villa Lorenzoni nel centro della città, attualmente sede del Museo Civico “G. Zannato”, dove morì il 13 settembre 1842 all’età di 87 anni. In segno della grande stima di cui godeva, la Municipalità di Vicenza volle che la sua salma fosse trasportata nella tomba dedicata ai personaggi illustri nel cimitero cittadino del capoluogo.</p>



<p>Anche Montecchio Maggiore ne ha custodito nel tempo il ricordo: nel 1876 l’amministrazione comunale gli dedicò un busto, tuttora collocato nella Sala del Consiglio. La recente donazione, avvenuta grazie al tramite del professor Enrico Coden che ha condotto studi storici sulla pubblicazione di Lorenzoni in ambito musicale, comprende un ritratto dell’avvocato e un’antica libreria con oltre cento tra volumi e documenti archivistici, ora collocati nella sala del Consiglio comunale in Municipio. Il percorso acquisitivo, avviato lo scorso anno, ha previsto sopralluoghi e verifiche condotte dall’Ufficio Cultura per appurare il valore storico del materiale.</p>



<p>«Questa donazione ci permette di portare nuova luce su un nostro illustre concittadino. Inoltre, riaccende il bisogno di ricordare e tramandare le vite dei montecchiani che si sono contraddistinti in passato e che troppo spesso vengono dimenticati sotto la “polvere” della storia», dichiara l’assessore alla cultura della Città di Montecchio Maggiore, Andrea Palma, ringraziando tutti i soggetti coinvolti nella donazione. «Spesso menzioniamo distrattamente il loro nome solo per motivi toponomastici senza però interrogarci a fondo su chi erano. L’intento è quello di richiamare l’attenzione sulle loro vite e su quanto essi fecero, per non dimenticare».</p>



<p></p>



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		<title>Le domeniche vicentine di una volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano Le domeniche di una volta a Vicenza avevano una forma precisa, quasi rituale. Non era scritto da nessuna parte, eppure tutti lo sapevano: si usciva di casa vestiti bene, si andava a messa e poi si scendeva<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Di Alessandro Cammarano</p>



<p>Le domeniche di una volta a Vicenza avevano una forma precisa, quasi rituale. Non era scritto da nessuna parte, eppure tutti lo sapevano: si usciva di casa vestiti bene, si andava a messa e poi si scendeva verso il centro. Il resto della giornata, in fondo, era già deciso.</p>



<p>La città si metteva lentamente in moto tra le pietre antiche del centro storico. Dalle chiese – il Duomo, Santa Corona, San Lorenzo, i Servi – uscivano famiglie intere: padri con il cappotto buono, madri con la borsetta stretta al braccio, bambini che avevano già capito quale sarebbe stata la ricompensa per la pazienza dimostrata durante la funzione. La ricompensa aveva un nome molto semplice: le pastine.</p>



<p>Era il primo rito della domenica.</p>



<p>Bastava fare pochi passi verso piazza dei Signori, sotto la grande ombra della Basilica palladiana, perché l’aria cambiasse. Il profumo di caffè tostato si mescolava a quello del burro e della crema pasticcera. Le vetrine delle pasticcerie brillavano come piccoli altari laici: file di bignè, diplomatici, cannoncini, tartellette alla frutta disposte con una precisione quasi teatrale.</p>



<p>Tra i luoghi più frequentati c’era la Pasticceria Venezia, nata nei primi anni del Novecento e da allora presenza stabile nel cuore della città. Generazioni di vicentini hanno imparato a riconoscerne la vetrina e l’odore inconfondibile che usciva dalla porta ogni domenica mattina. Ancora oggi è uno dei simboli della tradizione dolciaria cittadina, sopravvissuta a guerre, cambiamenti sociali e trasformazioni urbane.</p>



<p>A pochi passi, in piazzetta Palladio, stava – e fortunatamente sta tuttora – la Pasticceria Sorarù, una di quelle istituzioni cittadine che sembrano appartenere da sempre al paesaggio urbano. Il locale, attivo da generazioni, è rimasto per decenni uno dei punti d’incontro della borghesia vicentina: il posto dove fermarsi per un caffè dopo la messa e scambiare qualche parola sul tempo, sul lavoro o, più spesso, sul Lanerossi.</p>



<p>La domenica mattina quei locali erano pieni ma mai rumorosi. Si entrava con una certa compostezza, quasi con rispetto. Il padre ordinava il caffè, la madre sceglieva due o tre pastine dal vassoio, i bambini osservavano il piattino arrivare come se contenesse qualcosa di prezioso. Bastava poco: un bignè alla crema, una diplomatica, un cannoncino. Era festa.</p>



<p>Il centro, però, non viveva solo di pasticcerie. C’erano anche botteghe che oggi sopravvivono soprattutto nella memoria cittadina, ma che per decenni hanno segnato la geografia affettiva della città, osservando rigorosamente il turno di chiusura festiva: le Sorelle Beltramello, Morbin, Nardini-Impiumi, Geremia; quanti ricordi…</p>



<p>Tornando ai dispensatori di dolcezza in contrà Santa Barbara si trovava la pasticceria Rudatis, un nome che molti vicentini ricordano ancora con affetto. Il locale era noto soprattutto per una specialità semplice ma irresistibile: la treccia, una brioche intrecciata ricca di burro e zucchero che per anni è stata una presenza quasi obbligata sulle tavole domenicali. Chi usciva dal centro con il pacchetto di Rudatis legato con lo spago sapeva di portare a casa qualcosa che faceva parte delle piccole certezze della città.</p>



<p>Sempre nel tessuto antico del centro storico c’era anche La Meneghina, una delle più antiche offellerie cittadine – oggi convertita in champagneria –, la cui origine risale addirittura al Settecento. Per oltre due secoli è stata un punto di riferimento per i dolci della tradizione vicentina e per le colazioni lente della domenica mattina.</p>



<p>Dopo il rito delle pastine, la domenica vicentina entrava nel suo secondo atto, forse il più caratteristico: le “vasche”.</p>



<p>Il palcoscenico era corso Palladio. Oggi diremmo che era una passeggiata, ma il termine locale dice molto di più: fare le vasche significava camminare avanti e indietro lungo la via principale senza un vero scopo, se non quello di esserci.</p>



<p>La città intera sembrava muoversi dentro quel corridoio di portici. Si partiva dalla piazza, si arrivava verso piazza Castello, e poi si tornava indietro. Un flusso continuo e lento, quasi come una marea.</p>



<p>Le famiglie procedevano con calma, guardando le vetrine. I ragazzi invece si muovevano in piccoli gruppi, seguendo traiettorie invisibili e strategiche. Le vasche erano anche un gigantesco sistema di comunicazione sentimentale: uno sguardo incrociato, un saluto improvvisato, un cambio di direzione studiato con attenzione.</p>



<p>Lungo il percorso c’erano le soste obbligate. Il Caffè Commercio, il Bar Borsa sotto la Basilica, il Garibaldi e altri bar del centro erano luoghi dove la città si fermava a discutere di politica, di calcio o semplicemente della vita quotidiana.</p>



<p>Il rumore delle scarpe sul pavimento dei portici, il tintinnio delle tazzine, il profumo che usciva dalle pasticcerie: tutto contribuiva a creare quell’atmosfera che oggi sembra appartenere a un’altra epoca.</p>



<p>Verso il tardo pomeriggio la folla cominciava lentamente a diradarsi. I bambini venivano trascinati via con la promessa di una merenda a casa; gli adulti rientravano con il pacchetto di dolci sotto braccio. Le luci delle vetrine si spegnevano una dopo l’altra.</p>



<p>Eppure restava qualcosa nell’aria.</p>



<p>Forse l’odore di crema e caffè che continuava a galleggiare tra le pietre del centro storico. O forse la sensazione – difficile da spiegare oggi – che per qualche ora la città intera si fosse ritrovata nello stesso posto.</p>



<p>Camminando lentamente avanti e indietro lungo una strada.</p>



<p>Proprio come in un vecchio film di memoria collettiva, dove la trama non è fatta di grandi eventi ma di piccoli riti: una pastina alla crema, un caffè al banco, una passeggiata sotto i portici.</p>



<p>E la certezza che, la domenica, Vicenza fosse tutta lì.</p>



<p></p>
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		<title>All&#8217;Odeon di Vicenza proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo” con la regista Zanella, l&#8217;autrice Gazzola e l&#8217;attore Bosca (il trailer)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/allodeon-di-vicenza-proiezione-speciale-del-film-non-e-la-fine-del-mondo-con-la-regista-zanella-lautrice-gazzola-e-lattore-bosca-il-trailer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 2 aprile alle ore 20.30 il Cinema Odeon di Vicenza ospiterà una proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo”, diretto da Valentina Zanella e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Alessia Gazzola. All’evento saranno presenti in sala<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Mercoledì 2 aprile alle ore 20.30 il Cinema Odeon di Vicenza ospiterà una <strong>proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo”</strong>, diretto da <strong>Valentina Zanella</strong> e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice <strong>Alessia Gazzola</strong>.</p>



<p>All’evento saranno presenti in sala la regista <strong>Valentina Zanella</strong>, l’autrice <strong>Alessia Gazzola</strong> e l’attore <strong>Andrea Bosca</strong>, protagonisti del film, che dialogheranno con il pubblico prima della proiezione.</p>



<p>Il cast del film comprende <strong>Fotinì Peluso, Andrea Bosca, Paolo Ruffini, Paolo Rossi, Ivana Lotito</strong> e vede la partecipazione speciale di <strong>Barbara Bouchet</strong>.</p>



<p>Distribuito nelle sale italiane dal <strong>26 marzo da KPlus Film</strong>, il film è stato selezionato in concorso nella sezione <strong>“Per il cinema italiano”</strong> della 17ª edizione del <strong>Bari International Film &amp; TV Festival</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sinossi</h3>



<p>Emma, con i suoi capelli ribelli e gli occhi dolci, è un’eterna stagista che si trova a dover ricominciare tutto da capo. Nella Roma sognante e caotica, da precaria invisibile, Emma affronta la vita con leggerezza tra equivoci, romanzi Harmony e il villino dei suoi desideri. Solo mettendo in gioco se stessa capirà che è arrivato il momento di smettere di leggere la vita degli altri per iniziare a scrivere la sua. E che <strong>Pietro Scalzi</strong>, produttore tenebroso, non è il cattivo della storia, ma l’eroe inatteso: perché il vero lieto fine è solo l’inizio.</p>



<p>L’appuntamento al <strong>Cinema Odeon di Vicenza</strong> mercoledì 2 aprile alle 20.30 rappresenta un’occasione unica per incontrare dal vivo regista, autrice e attore protagonisti del film.</p>



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		<title>Vicenza &#8211; Guido Harari: cinquant’anni di incontri fotografici in Basilica Palladiana</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-guido-harari-cinquantanni-di-incontri-fotografici-in-basilica-palladiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, la Basilica Palladiana di Vicenza ospita “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”, un’esposizione che attraversa mezzo secolo di carriera del fotografo, con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati e memorabilia. Promossa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, la Basilica Palladiana di Vicenza ospita <strong>“Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”</strong>, un’esposizione che attraversa mezzo secolo di carriera del fotografo, con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati e memorabilia. Promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con Rjma progetti culturali e Wall of Sound Gallery, la mostra non celebra solo una carriera: racconta il significato profondo del fotografare, inteso come incontro con l’altro.</p>



<p>La fotografia di Harari è come musica: jazz e rock insieme, improvvisazione e struttura, libertà e rigore. Nei suoi ritratti, da Bob Dylan a persone comuni, emerge l’unicità di chi si trova davanti all’obiettivo. Attraverso la musica, la cultura, la scienza e la vita quotidiana, Harari ha costruito un archivio di incontri che va oltre la rappresentazione: un racconto di relazioni e autenticità.</p>



<p>L’allestimento, curato dagli architetti Giorgio e Giulio Simioni, dialoga con la monumentalità del Salone dei Cinquecento, organizzando le sezioni come ambienti distinti ma interconnessi, in un percorso che guida il visitatore attraverso la storia della fotografia come si attraversa una partitura musicale. La mostra si apre con la stanza dell’adolescenza, dove poster, riviste e memorabilia raccontano l’inizio dello sguardo di Harari, per poi condurre al palco dei concerti e dietro le quinte, dove i grandi artisti – da David Bowie a Vasco Rossi, da Lou Reed a Kate Bush – vengono catturati nel momento in cui abbassano la guardia.</p>



<p>Molte immagini nascono dall’improvvisazione, in pochi minuti e nei contesti più improbabili: nei backstage, negli alberghi, per strada. Il ritratto, come spiega Harari, diventa allora “il buon tempo” della fotografia: un incontro carico di attenzione, desiderio e curiosità, lontano dall’intellettualizzazione e vicino all’emozione. Progressivamente, la musica lascia spazio ad altri mondi: scrittori, cineasti, coreografi, scienziati e attivisti entrano nell’inquadratura come interlocutori. Nasce così il progetto <strong>“Italians”</strong>, un censimento delle eccellenze italiane nel mondo, da Margherita Hack a Rita Levi Montalcini, da Ennio Morricone a Roberto Benigni, che continua da trent’anni a espandersi.</p>



<p>A completare il percorso, un Pantheon sospeso di 24 ritratti di grande formato – da George Harrison a Jane Goodall, da Lou Reed a Laurie Anderson – celebra i volti più significativi della carriera di Harari. La visita può essere arricchita da un’audioguida con la voce dello stesso fotografo, da filmati d’epoca, videointerviste e dal documentario <strong>“Guido Harari. Sguardi randagi”</strong>, prodotto da Tekla Films per RaiDoc e proiettato il 27 marzo al cinema Odeon.</p>



<p>Al centro della mostra, la <strong>Caverna Magica</strong> permette al pubblico di diventare protagonista: su prenotazione, chiunque può farsi ritrarre da Harari in uno spazio libero da copioni e sovrastrutture. I ritratti realizzati vengono esposti in tempo reale lungo le pareti dell’esposizione, dando vita a <strong>“Occhi di Vicenza”</strong>, una mostra nella mostra. L’esperienza è un invito a tornare umani, a fotografare come incontro, a restituire attenzione autentica senza invadere.</p>



<p>La mostra è stata presentata alla presenza del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dell’assessore alla Cultura, Turismo e Attrattività Ilaria Fantin, dello stesso Harari e di Shel Shapiro. Il sindaco ha sottolineato come la Basilica Palladiana diventi così un luogo vivo, capace di trasformarsi per accogliere proposte culturali sempre diverse. L’assessore Fantin ha evidenziato l’unicità dei ritratti di Harari: immagini che raccontano storie, emozioni e relazioni autentiche, superando la semplice celebrazione della celebrità.</p>



<p>In un’epoca in cui l’immagine è spesso merce di scambio e performance, <strong>“Guido Harari. Incontri”</strong> riafferma un principio fondamentale: fotografare significa incontrare, ascoltare e sollevare domande, non fornire risposte.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-guido-harari-cinquantanni-di-incontri-fotografici-in-basilica-palladiana/">Vicenza &#8211; Guido Harari: cinquant’anni di incontri fotografici in Basilica Palladiana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Villa Contarini: aggiudicati i lavori per oltre 1,1 milioni di euro per il restauro delle sale interne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:26:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione del Veneto compie un nuovo passo concreto nella valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico: sono stati aggiudicati in via definitiva i lavori del secondo lotto di restauro di Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (PD), per un investimento complessivo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>La Regione del Veneto compie un nuovo passo concreto nella valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico: sono stati aggiudicati in via definitiva i lavori del secondo lotto di restauro di Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (PD), per un investimento complessivo di 1.146.621,07 euro.L’intervento riguarda in particolare il restauro delle superfici murarie decorate di alcune sale interne del complesso monumentale, uno degli esempi più prestigiosi di architettura veneta, e si inserisce nel più ampio piano di recupero e conservazione avviato dalla Regione.I lavori sono finanziati con risorse messe a disposizione dall’Istituto Regionale Ville Venete (IRVV), nell’ambito del programma di interventi destinati al consolidamento, restauro e valorizzazione del complesso monumentale.L’intervento si inserisce nel programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 e rappresenta un ulteriore tassello del piano straordinario di manutenzione e recupero dell’edificio, avviato per rispondere alla necessità di interventi conservativi urgenti e indifferibili.&#8221;Investire nella manutenzione e nel restauro di luoghi come Villa Contarini, di proprietà della Regione dal 2005, &#8211; dichiara l’assessore regionale al patrimonio Filippo Giacinti &#8211; significa preservare l’identità culturale del nostro territorio e trasmetterla alle future generazioni. Villa Contarini rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico, che non solo è testimonianza del passato, ma anche motore di sviluppo culturale, turistico ed economico. La bellezza va tutelata con continuità e visione. Questo intervento conferma l’impegno della Regione nel garantire una cura costante e valorizzazione programmata del proprio patrimonio&#8221;.  <a href="http://tracking.regve.it/track/qaR9ZwR0AGxlAQR0AQx2BQN2AGNlAPM5qzS4qaR9ZQblDN" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Caterina Guzzanti al Teatro Comunale di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 15:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo lei &#8211; di e con Caterina Guzzanti &#8211; in scena al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, giovedi 26 marzo Nella stagione diProsa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza è in programma un nuovo appuntamento di introspezione, ricco<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><em><strong>Secondo lei </strong></em><strong>&#8211; </strong><strong>di e con Caterina Guzzanti &#8211; in scena al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, giovedi 26 marzo</strong></p>



<p>Nella stagione diProsa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza è in programma un nuovo appuntamento di introspezione, ricco di sottile umorismo, focalizzato sulle dinamiche di coppia viste e interpretate da un’attrice e autrice di provato talento: <em><strong>Secondo lei</strong></em><strong>,</strong> scritto e portato in scena da <strong>Caterina Guzzanti</strong> con <strong>Federico Vigorito</strong>. Lo spettacolo, una nuova produzione Infinito e Argot produzioni, è in cartellone <strong>giovedì 26 marzo</strong> alle 20.45; propone un racconto sottile sul desiderio di accettazione che condiziona scelte di vita e relazioni interpersonali, nella vita a due, ma anche nel contesto sociale. I biglietti sono attualmente esauriti; eventuali disponibilità, solo in caso di rinuncia da parte dei possessori, saranno comunicate agli iscritti alla lista d’attesa disponibile sul sito del teatro.</p>



<p>Col suo primo testo di prosa e la sua prima regia, <em>Secondo lei</em>, Caterina Guzzanti affronta un tema universale e su cui il dibattito oggi è più aperto e vivo che mai; è prima di tutto uno spettacolo sulla fragilità, un lungo, intimo, delicato flusso di pensiero dal punto di vista femminile, una prospettiva di parte, ma aperta e mai giudicante, che in modo perentorio pone al centro una profonda riflessione sulla giustezza della coppia a tutti i costi.</p>



<p>L’amore idealizzato come luogo sicuro e salubre diventa negazione quotidiana e sistematica del bisogno e del desiderio altrui: un silenzioso campo di battaglia in cui fraintendimenti e necessità affondano goffamente in un pantano di aspettative tradite e promesse disattese, mentre il solo imbarazzante desiderio sarebbe quello di essere capiti, accettati e perdonati.</p>



<p><em>Secondo lei</em>è una storia sulla crisi tanto dell’uomo quanto della donna, nella quale dolore e ironia convivono nel paradosso della coppia, in cui ognuno riconoscerà tante storie. Il bisogno di realtà, di trovare una soluzione tangibile alla distanza creatasi, irrompe e rimbomba nella vita dei due protagonisti, condizionandone i pensieri e le scelte e lasciandoli sopraffatti da un sentimento di imbarazzo e di inadeguatezza.</p>



<p>Lo spettacolo è una storia che invita a riflettere su come la nostra cultura e la società in cui viviamo, malgrado la strada che sembra, almeno in apparenza, intrapresa, continuano a condizionare sia le donne che gli uomini nelle scelte principali della loro vita così come nelle relazioni, nei legami più intimi con l’altro e con noi stessi.</p>



<p>Da dove viene la sensazione che per diventare adulti ci si debba rifugiare nell’altra persona anziché investire nella propria indipendenza? La letteratura, 60 anni dopo l’esistenzialismo di Simone De Beauvoir, sembra l’unica forma capace di restituire proprio l’incomunicabile di cui parla <em>Secondo lei,</em> perché ancora oggi c’è bisogno di constatare che queste esperienze sono le stesse dei nostri simili, a prescindere dagli strumenti che si hanno a disposizione. È il linguaggio che ci reintegra nella società umana, come diceva lei stessa: “<em>un dolore che trova le parole per raccontarsi smette di essere esclusione radicale e si fa meno insostenibile”.</em></p>



<p><em>Secondo lei </em>è uno spettacolo scritto e diretto da <strong>Caterina Guzzanti </strong>con la collaborazione artistica di <strong>Paola Rota, </strong>luci di <strong>Cristian </strong>Zucaro, scene di <strong>Eleonora De Leo</strong>, effetti sonori di <strong>Angelo Elle</strong>, costumi a cura di <strong>Ziamame.</strong> È un progetto nato nell’ ambito di Scritture &#8211; Scuola di Drammaturgia diretta da Lucia Calamaro<strong>.</strong></p>



<p>Dopo lo spettacolo (durata 75 minuti senza intervallo),Caterina Guzzanti e Federico Vigorito incontreranno gli spettatori al Ridotto; la conversazione sarà condotta da Marco Ghiotto, giornalista, musicologo, ideatore e direttore editoriale del sito vicult.net.</p>



<p><strong>I biglietti </strong>per la Stagione di Prosa al Ridotto sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>I prezzi sono: 29 euro l’intero, 23 euro il ridotto over 65 e il ridotto under 30; per gli studenti universitari in possesso della VI-University Card è previsto un biglietto unico a 7 euro. È possibile comprare i biglietti anche con la Carta del Docente e le Carte della Cultura. Sono inoltre ancora in vendita le Gift Card.</p>



<p><strong>Informazioni</strong></p>



<p>Sito ufficiale: <a href="http://www.tcvi.it/">www.tcvi.it</a></p>



<p>Facebook: <a href="http://www.facebook.com/teatro.comunale">www.facebook.com/teatro.comunale</a></p>



<p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/tcvicenza">www.instagram.com/tcvicenza</a></p>



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		<title>Vicenza &#8211; Com&#8217;era la Sanità nella Repubblica di Venezia. Incontro nell&#8217;Odeo del Teatro Olimpico</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-comera-la-sanita-nella-repubblica-di-venezia-incontro-nellodeo-del-teatro-olimpico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sanità nella Repubblica di Venezia e Alessandro Massaria: giovedì 26 marzo, intuizioni ed errori nelle pestilenze del XVI-XVII secolo con Nelli Vanzan Marchini, Daniela Marrone e Gaetano Thiene Giovedì 26 marzo alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico, l’Accademia Olimpica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>La Sanità nella Repubblica di Venezia e Alessandro Massaria:</strong> <strong>giovedì 26 marzo, intuizioni ed errori nelle pestilenze del XVI-XVII secolo</strong> <strong>con Nelli Vanzan Marchini, Daniela Marrone e Gaetano Thiene</strong></p>



<p>Giovedì 26 marzo alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico, l’Accademia Olimpica propone una conferenza dal titolo <em>“La Sanità nella Repubblica di Venezia”</em>, un viaggio nel passato della gestione della salute pubblica guidato dalle storiche Nelli-Elena Vanzan Marchini e Daniela Marrone e dall’accademico olimpico Gaetano Thiene, professore emerito di Patologia cardiovascolare dell’Università di Padova.</p>



<p>Dopo un intervento di apertura del presidente dell’Accademia Olimpica, Giovanni Luigi Fontana, i relatori accompagneranno il pubblico alla scoperta di come nel XVI e nel XVII secolo la Serenissima, crocevia di imponenti attività mercantili, affrontava le problematiche legate alle epidemie, in particolare quelle di peste. Uno specifico focus, inoltre, sarà dedicato ad Alessandro Massaria, medico che, oltre ad essere tra i fondatori dell’Accademia Olimpica, nel 1576-1578 mise in atto nella sua Vicenza una serie di avanguardistici interventi preventivi e di controllo del contagio: un’esperienza che egli stesso riportò, nel 1579, nel <em>“De Peste”</em>, trattato che ancora oggi sorprende per le intuizioni e le modalità di intervento del brillante scienziato vicentino.</p>



<p>Nelli-Elena Vanzan Marchini, tra le più autorevoli studiose della storia della Serenissima, si soffermerà sul ruolo ricoperto dal Magistrato alla Sanità della Repubblica di Venezia e sulle forme di controllo delle pestilenze, con particolare attenzione all’epidemia del 1630, l’ultima a colpire la città nonostante il pieno fervore degli scambi commerciali: fu proprio per questo motivo che il sistema sanitario della Serenissima e il Magistrato divennero un “modello” anche ben oltre i confini della Repubblica, con il riconoscimento internazionale delle misure da esso introdotte, dai lazzaretti al monitoraggio dei focolai epidemici, fino alle misure di contumacia e di espurgo imposte a persone, animali e merci provenienti dall’estero.&nbsp;</p>



<p>Di Massaria e del <em>“De Peste”</em> parlerà Daniela Marrone, docente dell’Università di Padova. Composta probabilmente tra il 1577 e il 1578, l’opera rappresenta una cronaca dell’epidemia che in quegli anni colpì vari territori della Repubblica di Venezia, analizzata da un punto di vista sia teorico che pratico: dall’osservazione dei primi casi registrati a Vicenza alle modalità di diffusione del contagio, fino ai provvedimenti adottati dalle autorità cittadine per contenere l’epidemia, come l’isolamento dei malati nel Lazzaretto, la segregazione dei conviventi nel Campo Marzio e il confinamento obbligatorio della popolazione nelle proprie abitazioni.</p>



<p>Con Gaetano Thiene, infine, il pubblico scoprirà che durante quella pestilenza vennero chiamati a consulto i professori Girolamo Mercuriale e Girolamo Capodivacca dell’Università di Padova, che però sottostimarono la gravità dell’epidemia, nonostante le preoccupazioni espresse dai medici veneziani e dai provveditori alla Sanità. Il Senato veneziano diede purtroppo ascolto ai padovani, non attivando tempestivamente le misure di contenimento e causando un terribile aumento dei casi infetti e dei decessi. A Vicenza l’intervento del medico e accademico Alessandro Massaria limitò la mortalità a poche centinaia rispetto alle migliaia a Venezia. Per i suoi successi, Massaria venne chiamato ad esercitare la professione di medico a Venezia e dall’Università di Padova a ricoprire la Cattedra di Medicina Pratica, in sostituzione di Girolamo Mercuriale.</p>



<p>La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni scrivere a <a href="mailto:segreteria@accademiaolimpica.it">segreteria@accademiaolimpica.it</a>.</p>
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		<title>Selezionati i 15 semifinalisti del 31/o Campiello Giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[campiello giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati selezionati i 15 semifinalisti della 31/a edizione del Campiello Giovani, individuati dal Comitato di Selezione tra i 168 racconti pervenuti da tutta Italia e dall&#8217;estero. Il concorso, promosso dalla Fondazione Il Campiello &#8211; Confindustria Veneto con il sostegno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sono stati selezionati i 15 semifinalisti della 31/a edizione del Campiello Giovani, individuati dal Comitato di Selezione tra i 168 racconti pervenuti da tutta Italia e dall&#8217;estero.</p>



<p>Il concorso, promosso dalla Fondazione Il Campiello &#8211; Confindustria Veneto con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è rivolto agli aspiranti scrittori tra i 15 e i 21 anni.I 15 semifinalisti provengono: 2 dal Veneto, 5 dalla Lombardia, 3 dalla Sicilia, 1 dall&#8217; Emilia-Romagna, 1 dal Piemonte, 1 dalla Toscana, 1 dal Lazio, e 1 dalla Campania.<br>La dimensione internazionale del concorso si conferma anche in questa edizione grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha permesso di raccogliere racconti da: Germania, Romania, Cina, Iran, Turchia e Vietnam. Il 24 aprile al Teatro Ristori di Verona verranno annunciati i finalisti. Questa edizione segna l&#8217;avvio di una collaborazione tra la Fondazione Il Campiello e l&#8217;Università Luiss Guido Carli di Roma. L&#8217;alleanza muove dalla convinzione che la cultura possa essere un motore di sviluppo per il Paese, capace di generare valore tanto nelle aule universitarie quanto nel mondo delle imprese. Il progetto intende portare la letteratura fuori dai circuiti tradizionali, facendola incontrare con i luoghi della formazione e del lavoro, nell&#8217;incontro tra il saper fare e il saper narrare, con l&#8217;ambizione di contribuire alla formazione della futura classe dirigente italiana. La collaborazione si è già concretizzata in un calendario di eventi che accompagnerà l&#8217;intero anno, tra cui la presentazione della cinquina finalista del Premio Campiello 2026, in programma a giugno presso la sede Luiss. Il Campiello Giovani si articola in tre fasi: la prima vede il Comitato di Selezione selezionare i 15 semifinalisti. Nella seconda fase, la Giuria dei Letterati del Campiello Giovani individua i 5 finalisti. Il vincitore assoluto viene infine decretato dalla Giuria dei Letterati del Premio Campiello durante le cerimonie finali.<br>    Il Campiello Giovani si avvale della collaborazione dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dei Campionati di Italiano del Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito e della rete dei Giovani Imprenditori di Confindustria. ANSA VENETO<br>   </p>
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		<title>A Noventa la primavera arriva con la mostra &#8220;Di-Segno in Fiore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 14 marzo alle ore 18, presso la Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina, sarà inaugurata la mostra “DI-SEGNO IN FIORE – Sguardi gentili sulla natura”, esposizione collettiva di disegno e pittura che esplora il legame tra arte<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Sabato 14 marzo alle ore 18, presso la Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina, sarà inaugurata la mostra “DI-SEGNO IN FIORE – Sguardi gentili sulla natura”, esposizione collettiva di disegno e pittura che esplora il legame tra arte e natura.</p>



<p>La mostra presenta i lavori degli allievi dell’Associazione Culturale Il Ponte di Cristallo.</p>



<p>L’esposizione è curata dall’artista Marzia Bedeschi e sarà aperta fino al 29 marzo con questi orari: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 (tutti i sabati e le domeniche)</p>



<p>Ingresso libero.</p>



<p></p>
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		<title>A CHIAMPO &#8216;LA RUPE DEI RE&#8217;: IL MUSICAL CHE INCANTA GRANDI E PICCOLI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 17:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 14 marzo, l&#8217;atmosfera magica della savana arriva a Chiampo! Non perdete l&#8217;occasione di vivere un&#8217;esperienza indimenticabile con &#8220;La Rupe dei Re&#8221;, un emozionante musical in due atti che vedrà protagonisti gli straordinari talenti di ABC &#8211; Attori Ballerini Cantanti.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/a-chiampo-la-rupe-dei-re-il-musical-che-incanta-grandi-e-piccoli/">A CHIAMPO &#8216;LA RUPE DEI RE&#8217;: IL MUSICAL CHE INCANTA GRANDI E PICCOLI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p><strong>Sabato 14 marzo</strong>, l&#8217;atmosfera magica della savana arriva a <strong>Chiampo</strong>! Non perdete l&#8217;occasione di vivere un&#8217;esperienza indimenticabile con <strong>&#8220;La Rupe dei Re&#8221;</strong>, un emozionante musical in due atti che vedrà protagonisti gli straordinari talenti di <strong>ABC &#8211; Attori Ballerini Cantanti</strong>.</p>



<p>L&#8217;appuntamento è alle <strong>ore 20.30</strong> presso l&#8217;<strong>Auditorium Comunale</strong>. Preparatevi a farvi travolgere dalla musica, dalle coreografie e da una storia che parla di coraggio e amicizia. L&#8217;ingresso è libero: un regalo perfetto per tutta la famiglia e per chiunque voglia lasciarsi trasportare dalla forza delle emozioni dal vivo.</p>
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		<title>Il Metodo Houdini&#8230; a teatro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eugenio Garibaldi, illusionista domestico di rara astuzia, ha escogitato una tecnica infallibile per godersi le sue scappatelle extraconiugali ipnotizzando la moglie Serena come un mago da salotto, per sgattaiolare fuori e rincorrere l’amore (o qualcosa che gli somiglia). Ma come ogni buon<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br><br>Eugenio Garibaldi, illusionista domestico di rara astuzia, ha escogitato una tecnica infallibile per godersi le sue scappatelle extraconiugali <strong>ipnotizzando la moglie Serena </strong>come un mago da salotto, per sgattaiolare fuori e rincorrere l’amore (o qualcosa che gli somiglia). Ma come ogni buon trucco di prestigio, <strong>basta un piccolo errore</strong> – una confessione imprudente, una finestra di troppo, un marito geloso – per mandare tutto all’aria e trasformare una perfetta messinscena in un cataclisma comico!Tra ipnosi, equivoci e piani acrobatici, “Il metodo Houdini” è una girandola di risate sul sottile confine tra verità, bugie e… amore.<br>Sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 alle ore 21.00 al Teatro Spazio Bixio, Vicenza.<br><br><strong>BIGLIETTI€ 15</strong> intero | <strong>€ 12</strong> ridotto (over 65, under 30, allievi di FOR.THE centro di formazione teatrale, FOR.THE. Compagnia teatrale, abbonati Teatro Comunale Città di Vicenza, Arci, Fadac, Delos)<br><strong>PRENOTAZIONI0444.322525 </strong>e<strong> <a href="javascript:window.mailto({mailto:'info%40theama.it', subject: ''})">info@theama.it</a></strong> – da lun a ven, ore 10 &#8211; 13 e 14 &#8211; 18<strong>392.1670914 </strong>– il giorno dello spettacolo, ore 10 &#8211; 18 ></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Mozart passa a Vicenza, dal 12 al 16 marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da giovedì 12 a lunedì 16 marzo la Società del Quartetto presenta la quinta edizione della rassegna Mozart passa a Vicenza, un mini-festival ispirato alla breve visita in città del giovane Wolfgang nel 1771. In programma quattro incontri musicali con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Da giovedì 12 a lunedì 16 marzo la Società del Quartetto presenta la quinta edizione della rassegna Mozart passa a Vicenza, un mini-festival ispirato alla breve visita in città del giovane Wolfgang nel 1771. In programma quattro incontri musicali con l&#8217;Ensemble Musagète in altrettanti spazi di Vicenza e un concerto sinfonico della OTO diretto da Giuseppe Mengoli al Comunale.</p>



<p></p>



<p>Le 48 ore trascorse a Vicenza, su invito del vescovo Corner, da Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart nel marzo del 1771 hanno ispirato un mini-festival che dal 2022 la <strong>Società del Quartetto</strong> propone in città per ricordare quella fugace visita della quale, in verità, si sa molto poco.</p>



<p>La quinta edizione di <strong>Mozart passa a Vicenza</strong> è in programma <strong>dal 12 al 16 marzo</strong> e ha per protagonisti i musicisti dell&#8217;<strong>Ensemble Musagète</strong> che si esibiranno alla Sala Dalla Pozza di Palazzo Cordellina, all&#8217;Odeo del Teatro Olimpico, alla Foresteria di Villa Valmarana ai Nani e alle Gallerie d&#8217;Italia-Palazzo Leoni Montanari. La rassegna si chiude <strong>lunedì 16</strong> marzo al Comunale di Vicenza con un concerto mozartiano dell&#8217;<strong>Orchestra del Teatro Olimpico</strong> diretto da Giuseppe Mengoli.</p>



<p>Apre la kermesse – <strong>giovedì 12</strong> alle 18,30 a <strong>Palazzo Cordellina</strong> – un quartetto a fiati del Musagète formato da Remo Peronato all&#8217;oboe, Luigi Marasca al clarinetto, Lara Eccher al corno e Paolo Guelfi al fagotto. Con la partecipazione di Gabriele Dal Santo al pianoforte, l&#8217;ensemble esegue il Quintetto K 452 e una versione per fiati e pianoforte della Sinfonia concertante K 297b.</p>



<p><strong>Venerdì</strong> all&#8217;<strong>Odeo del Teatro Olimpico</strong>, sempre alle 18,30, saranno proposti da Tommaso Luison al violino, Andrea Bellato al violoncello e Gabriele Dal Santo al pianoforte i Trii n. 4 in Si bemolle maggiore e n. 5 in Mi maggiore.</p>



<p>“Una notte nel giardino del conte” è il titolo del doppio appuntamento – alle 18,30 e alle 20,30 – di <strong>sabato 14</strong> a <strong>Villa Valmarana ai Nani</strong>. Clarinetti e corni di bassetto (Luigi Marasca, Angelica Pianegonda e Stefano Negro) dialogano fra di loro nell&#8217;Adagio K 410 e nel Divertimento n. 2 in Si bemolle maggiore per poi essere affiancati dalle voci dei soprani Nadia Caristi e Laura Fabris e del basso Marco Scavazza nell&#8217;interpretazione di due Notturni e di trascrizioni da arie tratte dalle opere Le nozze di Figaro e Così fan tutte.</p>



<p>Doppio concerto – alle 11 e alle 18 – anche <strong>domenica 15</strong> al Salone d&#8217;Apollo di Palazzo Leoni Montanari, sede vicentina delle Gallerie d&#8217;Italia di Intesa Sanpaolo, con protagonisti archi e fiati del Musagète. Dopo due perle di raro ascolto come il Duo per violino e viola K 423 (Tommaso Luison e Michele Sguotti) e la Sonata per fagotto e violoncello K 292 (Paolo Guelfi e Simone Tieppo), saranno proposte alcune arie dal Don Giovanni, con la partecipazione di Fabio Pupillo al flauto, arrangiate per quintetto da Luigi Marasca.</p>



<p>Nato nel 2001 dalla collaborazione con Giovanni Guglielmo, l’<strong>Ensemble Musagète</strong> si caratterizza per una ricerca che, accanto ai grandi classici, pone l’attenzione sulla riscoperta di tesori dimenticati e sulla produzione contemporanea. Fin dall’esordio ha potuto contare sul sostegno delle Gallerie d’Italia &#8211; Palazzo Leoni Montanari, che sono quindi diventate residenza ufficiale della formazione. L’Ensemble svolge anche un’intensa attività didattica e divulgativa nel Veneto con laboratori e percorsi interdisciplinari per bambini e ragazzi, ma anche per il pubblico adulto. Nel corso degli anni il gruppo ha trovato una delle sue vocazioni più caratteristiche nella trascrizione cameristica di partiture molto note della letteratura orchestrale.</p>



<p>Ingresso unico <strong>10 Euro</strong>. I biglietti si possono acquistare presso la sede della Società del Quartetto di Vicolo Cieco Retrone (0444 543729), online sul circuito VivaTicket e nei luoghi dei concerti, prima dell&#8217;inizio.</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Secondo appuntamento nelle sale con “I martedì al Cinema” a quattro euro. I film e dove vederli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 10 marzo&#160;torna nelle sale di&#160;Vicenza&#160;e&#160;provincia&#160;l’appuntamento con&#160;I Martedì al Cinema,&#160;l&#8217;iniziativa della&#160;Regione del Veneto&#160;realizzata con la&#160;Federazione Italiana Cinema d&#8217;Essai (FICE) delle Tre Venezie&#160;e l&#8217;Unione Interregionale Triveneta AGIS&#160;per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità. Il biglietto è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Martedì 10 marzo</strong>&nbsp;torna nelle sale di&nbsp;<strong>Vicenza&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>provincia</strong>&nbsp;l’appuntamento con&nbsp;<strong>I Martedì al Cinema,&nbsp;</strong>l&#8217;iniziativa della&nbsp;<strong>Regione del Veneto</strong>&nbsp;realizzata con la<strong>&nbsp;Federazione Italiana Cinema d&#8217;Essai (FICE) delle Tre Venezie</strong>&nbsp;e l&#8217;<strong>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong>&nbsp;per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità. Il biglietto è a<strong>&nbsp;4 euro</strong>&nbsp;per portare il pubblico verso opere di qualità, con la sala al centro della vita culturale del territorio.</p>



<p>Nella programmazione cittadina entra il ricco cartellone del Cinema Spazio Roma con ben quattro film in programma. Alle&nbsp;<strong>15.10</strong>&nbsp;si comincia con&nbsp;<strong>“La lezione”</strong>&nbsp;(Italia, 2025) di&nbsp;<strong>Stefano Mordini</strong>.&nbsp;Elisabetta, giovane e brillante avvocatessa triestina, dopo aver difeso dall’accusa di violenza sessuale un carismatico professore universitario, viene richiamata da lui per avviare una causa contro l’ateneo che, pur reintegrandolo, lo ha relegato a un ruolo marginale. Intanto il passato torna a incombere: segnali ambigui, presenze elusive e un senso di minaccia costante la spingono a temere che l’ex compagno, violento e già condannato per stalking, abbia ripreso a perseguitarla. Con il confine tra realtà e immaginazione sempre più fragile, Elisabetta sceglie di scoprire la verità, in un crescendo di tensione che la porterà a ritrovarsi sola e a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere. Alle&nbsp;<strong>17.05&nbsp;</strong>è il turno di&nbsp;<strong>“Rental Family &#8211; Nelle vite degli altri”&nbsp;</strong>(Giappone, USA, 2025) di&nbsp;<strong>Hikari</strong>. Ambientato nella Tokyo contemporanea, il film segue Philip Vandarpleog, attore americano in declino che vive in Giappone da anni, senza soldi né direzione, passando da un’audizione all’altra e lavorando come comparsa in cerimonie e eventi. Durante un finto funerale incontra Shinji, responsabile di Rental Family, un’agenzia che “affitta” attori per impersonare parenti o amici a chi è solo. Ingaggiato da Shinji, Philip entra in una successione di ruoli sempre più strani – padre, amico, compagno – in cui recitazione e vita reale si sovrappongono. Attraverso questi incontri, la finzione diventa un percorso di riscatto: Philip riscopre empatia, appartenenza e una nuova identità, trovando finalmente un senso autentico nelle relazioni che credeva solo simulate. Si prosegue, alle&nbsp;<strong>19.10</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>“Hamnet &#8211; Nel nome del figlio”</strong>&nbsp;(USA, 2025) di<strong>&nbsp;Chloé Zhao</strong>. Nell’Inghilterra del XVI secolo, Agnes e William Shakespeare crescono i loro tre figli finché la morte del piccolo Hamnet spezza la famiglia. Attraverso lo sguardo di Agnes, il film racconta il lutto e la resilienza, suggerendo come quella perdita possa riverberare nell’<em>Amleto</em>, in un tempo in cui Hamnet e Hamlet erano nomi quasi intercambiabili. Un ritratto intimo di amore, memoria e trasformazione del dolore in arte. Si chiude, infine, alle&nbsp;<strong>21.30</strong>, con la proiezione in<strong>&nbsp;versione originale sottotitolata</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>“La sposa!”</strong>&nbsp;(USA, 2026) di&nbsp;<strong>Maggie Gyllenhaal</strong>. Nella Chicago degli anni Trenta, il mostruoso Frank soffre di solitudine e per risolvere il problema chiede alla dottoressa Euphronious di creargli una moglie. La scienziata accetta e i due, per avere un corpo su cui lavorare, dissotterrano il cadavere di Ida, una donna che è stata uccisa perché alcuni uomini molto potenti la giudicavano scomoda. A esperimenti avvenuti con successo, Frank otterrà una compagna desiderosa di emanciparsi, e i due daranno il via a una feroce escalation di violenza.</p>



<p>Il<strong>&nbsp;Cinema Odeon</strong>&nbsp;punta invece, alle&nbsp;<strong>15.30</strong>,&nbsp;<strong>18.15</strong>&nbsp; e&nbsp;&nbsp;<strong>20.45</strong>, su&nbsp;<strong>“Il Mago del Cremlino &#8211; Le origini di Putin”&nbsp;</strong>(Francia, 2025) di&nbsp;<strong>Olivier Assayas</strong>.&nbsp;Russia, primi anni ’90: dopo il crollo dell’URSS, Vadim Baranov, ex artista d’avanguardia e produttore televisivo, si impone come mente brillante nel nuovo caos politico-mediatico. Diventa il braccio destro di un ex uomo del KGB destinato a prendere il potere assoluto, Vladimir Putin, e ne costruisce l’ascesa come spin doctor: scrive discorsi, orchestra scenari, modella percezioni e consenso. Ma l’incontro con Ksenia, donna libera e refrattaria ai meccanismi del controllo, incrina l’illusione di governare tutto. Anni dopo, Baranov riemerge dal silenzio e accetta di raccontare: le sue rivelazioni sfumano i confini tra verità e strategia, mostrando un sistema di potere dove ogni parola è un’arma e ogni narrazione un progetto.</p>



<p>Spostandosi in provincia, al&nbsp;<strong>Multisala Metropolis&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Bassano del Grappa</strong>&nbsp;troviamo, alle&nbsp;<strong>17.40</strong>&nbsp; e&nbsp;<strong>20.05</strong>, il film&nbsp;<strong>“Primavera”</strong>&nbsp;(Italia, Francia, 2025) di&nbsp;<strong>Damiano Michieletto</strong>. Primi del Settecento, Venezia: all’Ospedale della Pietà, grande orfanotrofio e fucina musicale, le orfane più talentuose vengono formate e l’orchestra è celebrata in tutta Europa. Cecilia, vent’anni, vive lì da sempre ed è una violinista straordinaria, ma la sua musica può risuonare solo all’interno dell’istituzione, dietro una grata, per i mecenati. La routine e i confini della Pietà vengono però scossi da un cambiamento improvviso: l’arrivo del nuovo insegnante di violino, Antonio Vivaldi, destinato a trasformare il suo percorso.</p>



<p>La proposta di questa settimana del&nbsp;<strong>Cinema Busnelli&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Dueville</strong>, alle&nbsp;<strong>15.30&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>20.45</strong>, è&nbsp;<strong>“Ultimo schiaffo”</strong>&nbsp;(Italia, 2025) di&nbsp;<strong>Matteo Oleotto</strong>. Nel gelo di un paesino di montagna, Petra e Jure vivono un Natale tutt’altro che rassicurante: per immaginare una via d’uscita serve solo una cosa, soldi. L’occasione arriva con la scomparsa del cane Marlowe e la promessa di una ricompensa, che li trascina in una catena di espedienti leciti e illeciti. Matteo Oleotto costruisce così un racconto “quasi” natalizio, sospeso tra commedia e tragedia, dove ogni personaggio innesca un effetto domino sempre più rovinoso.</p>



<p>Infine, si chiude alle&nbsp;<strong>21.10</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Multisala Starplex</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Marano Vicentino</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>“Hamnet &#8211; Nel nome del figlio”</strong>&nbsp;(USA, 2025) di<strong>&nbsp;Chloé Zhao</strong>. Nell’Inghilterra del XVI secolo, Agnes e William Shakespeare crescono i loro tre figli finché la morte del piccolo Hamnet spezza la famiglia. Attraverso lo sguardo di Agnes, il film racconta il lutto e la resilienza, suggerendo come quella perdita possa riverberare nell’<em>Amleto</em>, in un tempo in cui Hamnet e Hamlet erano nomi quasi intercambiabili. Un ritratto intimo di amore, memoria e trasformazione del dolore in arte.</p>



<p>Ogni settimana sarà possibile verificare quali opere sono in programmazione sul sito&nbsp;<a href="http://www.agistriveneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.agistriveneto.it</a>&nbsp;e sulla&nbsp;<strong>pagina facebook @agis.trevenezie</strong>.</p>



<p><strong>Il costo del biglietto è di 4 euro. La prenotazione dei posti è facoltà riservata alla gestione della sala.&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Per informazioni:<br>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong><br>Tel. 049 8750851<br><a href="javascript:window.mailto({mailto:'agis3ve@agistriveneto.it', subject: ''})">agis3ve@agistriveneto.it</a><br><a href="http://www.agistriveneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.agistriveneto.it</a><br><a href="http://www.facebook.com/agis.trevenezie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.facebook.com/agis.trevenezie/</a></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;QUELLA VOLTA IN CUI VIDI L&#8217;OLIMPICHETTO&#8230; ALL&#8217;OPERA&#8221;: IL MAESTRO DI CORO GIULIANO FRACASSO RACCONTA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano fracasso]]></category>
		<category><![CDATA[olimpichetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Basilica ha chiuso, dopo un ottimo successo di pubblico, la mostra sull&#8217;Olimpichetto, la riproduzione del celebre capolavoro palladiano. Ma c&#8217;è chi ha avuto modo di vedere l&#8217;Olimpichetto&#8230;all&#8217;opera, nel lontano 1991. Un&#8217;occasiona più unica che rara. Scopriamo tutti i dettagli<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>In Basilica ha chiuso, dopo un ottimo successo di pubblico, la mostra sull&#8217;Olimpichetto, la riproduzione del celebre capolavoro palladiano. Ma c&#8217;è chi ha avuto modo di vedere l&#8217;Olimpichetto&#8230;all&#8217;opera, nel lontano 1991. Un&#8217;occasiona più unica che rara. Scopriamo tutti i dettagli nell&#8217;intervista di Elisa Santucci al Maestro Giuliano Fracasso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/quella-volta-in-cui-vidi-lolimpichetto-allopera-il-maestro-di-coro-giuliano-fracasso-racconta/">&#8220;QUELLA VOLTA IN CUI VIDI L&#8217;OLIMPICHETTO&#8230; ALL&#8217;OPERA&#8221;: IL MAESTRO DI CORO GIULIANO FRACASSO RACCONTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Al Comunale di Vicenza il &#8216;Rigoletto&#8217; per bambini e ragazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 15:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rigoletto per bambini e ragazzi: arrivano al Teatro Comunale di Vicenza Gilda. Nel Gioco del Duca, l’8 marzo e il 9 marzo e Rigoletto. Il mistero del teatro, il 18 marzo Entra nel vivo la programmazione dei Progetti Formativi del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Rigoletto per bambini e ragazzi: arrivano al Teatro Comunale di Vicenza </strong><em><strong>Gilda. Nel Gioco del Duca, </strong></em><strong>l’8 marzo e il 9 marzo e </strong><em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em><strong>, il </strong><strong>18 marzo</strong></p>



<p>Entra nel vivo la programmazione dei Progetti Formativi del Teatro Comunale di Vicenza, la serie di percorsi educativi e di inclusione per favorire l’avvicinamento ai linguaggi teatrali, dedicati ad un pubblico senza limiti di età. Una particolare attenzione è riservata, da sempre, ai più piccoli e alle loro famiglie perché la formazione e l’educazione del pubblico del domani rientrano a pieno titolo nella mission della Fondazione.</p>



<p>Il primo appuntamento è in programma al Tcvi in doppia data con una recita per le famiglie, <strong>domenica 8 marzo </strong>alle <strong>17.00</strong>, e una per le scuole <strong>lunedì 9 marzo </strong>alle <strong>10.00, </strong>nella Sala del Ridotto: si tratta di <em><strong>Gilda. Nel gioco del Duca</strong></em>, uno spettacolo partecipativo di teatro musicale inserito nell’ambito di <strong>Opera kids, </strong>la sezione dei progetti formativi dedicati alla scuola dell’infanzia e alle famiglie con bambini dai 3 ai 6 anni, realizzato in collaborazione con <strong>AsLiCo </strong>(Associazione Lirico Concertistica Italiana) per la conoscenza e la diffusione e la pratica dell’opera lirica fin dalla più tenera età.</p>



<p>Lo spettacolo è realizzato a Vicenza grazie al sostegno della Camera di Commercio di Vicenza, di Banca delle Terre Venete e Rotary Club di Vicenza.</p>



<p><em><strong>Gilda. Nel gioco del Duca</strong></em>, regia di <strong>Alessio Boccuni</strong>, drammaturgia di <strong>Veronica Negrini</strong>, drammaturgia musicale di <strong>Anna Pedrazzini</strong>, scene e costumi di <strong>Beatrice Damiani</strong>, che ha debuttato al Teatro Sociale di Como il 26 febbraio, arriva al Teatro Comunale di Vicenza in una delle prime date della tournée; è uno spettacolo partecipativo in equilibrio fra opera e teatro in cui il giovane pubblico è invitato a cantare un&#8217;aria e a interagire con gli interpreti durante la messa in scena, con lavori preparati in classe o a casa. È un adattamento del&nbsp;<em>Rigoletto</em>&nbsp;pensato per bambini dai 3 ai 6 anni che riesce a trasformare l’opera di Verdi in un grande gioco teatrale. Il mondo di Mantova diventa un colorato gioco da tavolo dove i personaggi si muovono come pedine e il pubblico è invitato a partecipare attivamente: si canta, si gioca, si scopre. E Gilda, la protagonista di questa avventura, non è più solo una figura romantica, ma una ragazza che impara a fare le proprie scelte e a seguire la sua strada. Con leggerezza e fantasia, i bambini sono accompagnati in un viaggio dove anche il gioco diventa occasione per capire qualcosa in più su sé stessi, sugli altri e sul mondo.</p>



<p>Il secondo appuntamento, ideale prosecuzione del precedente, è previsto <strong>mercoledi 18 marzo </strong>alle <strong>9.00 </strong>e alle<strong> 11.30: </strong>è <em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em>, una r<em>ielaborazione musicale dal </em><em>Rigoletto </em><em>di Giuseppe Verdi a cura di</em><em> </em><strong>Massimo Fiocchi Malaspina</strong><strong>,</strong> <em>adattamento drammaturgico di</em>&nbsp;<strong>Manuel Renga</strong><strong>, una produzione </strong>AsLiCo per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, nell’ambito di <strong>Opera Domani</strong>, il fortunato progetto dell’Associazione che giunge quest’anno alla sua 30° edizione. Il progetto Opera Domani al Teatro Comunale di Vicenza è sostenuto dalla Camera di Commercio di Vicenza, da Emisfero e Famila del Gruppo Unicomm.</p>



<p><em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em> racconta come, attraverso il teatro, si possa creare magia: storie meravigliose e pericolose prendono vita con un semplice gioco di luci, proprio come una lucciola illumina il buio, e così ogni sera la Compagnia del Duca trasforma un palco vuoto in un mondo pieno di emozioni. Il gruppo di attori itineranti porta infatti in scena <em>Rigoletto</em> tra amori, inganni e vendette, dove tutto è finto, ma nulla è falso. La storia prende vita con il vecchio attore nei panni di Rigoletto, il buffone di corte segnato da una maledizione. Cerca di proteggere la figlia Gilda, ma lei si innamora del Duca, che la inganna: rapita e tradita, Gilda si sacrifica per amore, lasciando Rigoletto solo, nella tragedia.</p>



<p>Per la compagnia, ogni spettacolo è un rito: un gioco di finzione che parla di verità, di vita e di perdita, rinnovando ogni volta l’incanto del teatro.</p>



<p>Anche <em>Rigoletto. Il mistero del teatro</em> viene preceduto da un percorso didattico che lavora sulle sfaccettature dell’opera, creando collegamenti interdisciplinari diversificati per le fasce d’età degli spettatori, che vanno dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. Le tematiche affrontate durante il percorso sono la costruzione dell’identità, il travestimento e il desiderio di essere &#8220;altro da sé&#8221;, il rapporto padre-figlia e il sacrificio per amore.</p>



<p>In scena poi, pochi elementi e i segreti del teatro trasformano il palco in un nuovo mondo in cui ogni replica è un atto di creazione e sacrificio, dove la finzione diventa realtà, e il teatro si conferma un’arte eterna.</p>



<p><em>L’opera, direttore d’orchestra </em><strong>Giulio Arnofi</strong>, r<em>egia di</em><strong>Manuel Renga</strong>, <em>scene e costumi</em>&nbsp;di <strong>Aurelio Colombo</strong><strong>, con i musicisti dell’</strong><strong>Orchestra 1813</strong><strong>, ha debuttato il 6 febbraio</strong><strong> </strong>al Teatro Sociale di Como. I 30 anni di Opera domani, il format più longevo di Opera Education di AsLiCo, sono dunque celebrati con un grande titolo della tradizione, protagonista di progetti per tutte le età; ma <em>Rigoletto</em><em>&nbsp;</em>di è anche la sfida per avvicinare all’opera il pubblico di giovani e giovanissimi.</p>



<p>I <strong>biglietti </strong>per gli spettacoli per famiglie sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>Il prezzo dei biglietti per <em>Gilda. Nel gioco del Duca</em> è di 8,00 euro per adulti e di 6,00 euro per i bambini al di sotto dei 6 anni.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/al-comunale-di-vicenza-il-rigoletto-per-bambini-e-ragazzi/">Al Comunale di Vicenza il &#8216;Rigoletto&#8217; per bambini e ragazzi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>La mostra “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” in Basilica Palladiana chiude con oltre 55 mila visitatori</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 15:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[basilica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>55.128 visitatori hanno visitato “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, la mostra promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo e curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td></td></tr><tr><td>55.128 visitatori hanno visitato “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, la mostra promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo e curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio con Ivan Stefanutti, curatore. Inaugurata il 19 dicembre è stata aperta al pubblico dal 20 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026 e prorogata fino all’1 marzo.Grazie ad un lavoro di squadra che ha coinvolto numerose realtà è stato possibile esporre nuovamente la ricostruzione delle scene e delle prospettive del Teatro Olimpico realizzata a Vicenza nel 1948 per portare in tournée nel mondo l’Edipo Re di Sofocle, nello storico allestimento del regista Guido Salvini.In occasione del disallestimento della mostra in Basilica Palladiana, intervengono l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin e il vicedirettore Gallerie d’Italia – Vicenza Elena Milan.<br><br>«Olimpichetto in questi giorni sta lasciando gli spazi della Basilica Palladiana. E’ in corso infatti lo smontaggio dopo che le scene e la mostra collegata hanno attratto oltre 55 mila visitatori curiosi di conoscere le vicende che hanno caratterizzato la “vita” della straordinaria macchina scenica – sottolinea l’<strong>assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin</strong> -. Forum Cultura e Accademia Olimpica hanno amplificato la bellezza della storica scenografia tramite eventi e spettacoli di altissimo livello che hanno animato il palco di Olimpichetto, riscuotendo una positiva risposta del pubblico. Siamo appagati del lavoro fatto come amministrazione comunale e dai Musei civici e ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per ottenere questo risultato. Abbiamo montato Olimpichetto senza avete informazioni ed ora stiamo mettendo insieme gli elementi che lo compongono insieme ad una scheda tecnica che sarà utile per il trasporto e montaggio in altri luoghi. Sono infatti in corso dei contatti con alcune realtà che hanno dimostrato interesse ad accoglierlo».«E’ nostra intenzione, inoltre, raccogliere quanto ora ci è noto sulle vicende di Olimpichetto in un volume in fase di realizzazione» &#8211; ha concluso l’assessore.«La risposta del pubblico a “Olimpichetto. <br><br>Il ritorno di un ambasciatore” è stata per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio – ha<strong> commentato Elena Milan, Vicedirettore Gallerie d’Italia – Vicenza</strong> –. Questo progetto ha saputo restituire alla città una pagina importante della sua storia culturale, trasformando la Basilica Palladiana in uno spazio capace di unire memoria, spettacolo e ricerca. Il successo dell’esposizione conferma quanto sia fondamentale lavorare in sinergia con le istituzioni del territorio per valorizzare il patrimonio e renderlo accessibile a pubblici diversi, dalle scuole agli appassionati, fino ai visitatori provenienti da fuori regione. Gallerie d’Italia – Vicenza continua così il proprio impegno a sostegno di iniziative che rafforzano l’identità culturale della città e ne ampliano la proiezione nazionale e internazionale».Si è scelto di allestire Olimpichetto in Basilica Palladiana dove testimonianze storiche, materiali d’archivio, video e foto hanno dato modo allo spettatore di conosce l’affascinante storia della scenografia ha viaggiato in tutto il mondo.Inoltre il pubblico (6.002 persone) ha avuto modo di apprezzare da vicino Olimpichetto anche con un programma di 75 eventi che comprendono il calendario ufficiale promosso dall’organizzazione di Olimpichetto (53 eventi) e altri eventi collaterali e visite private.Gli eventi del calendario ufficiale di Olimpichetto comprendono “Il teatro Olimpico fuori di sé”, progetto di Accademia Olimpica di Vicenza ideato e diretto da Roberto Cuppone (7), “Appuntamenti all’Olimpichetto” organizzati da varie realtà (10), “Il Teatro in tasca: mettiamoci all’opera” visite guidate per bambini e famiglie ideate da Pallladio Museum, organizzate e condotte da Scatola Cultura, visite guidate con il curatore Ivan Stefanutti (3) con servizio in Lis, visite guidate a cura del Consorzio Vicenza è con le guide turistiche autorizzate (19).La gran parte degli eventi aperti al pubblico, la maggior parte ad ingresso gratuito o con biglietti di ingresso a prezzi contenuti, hanno registrato il tutto esaurito.Tornando agli ingressi, il giorno con maggior numero di visitatori è stato il 4 gennaio (2048). La media di presenze giornaliera è stata di 763 persone per 64 giorni di apertura (escluso il giorno dell’inaugurazione).I residenti in città e provincia, che entravano gratis in Basilica Palladiana per tutta la durata della mostra (escluso il pubblico degli eventi), sono stati 32.328, pari al 65,81% del totale, mentre i residenti fuori provincia, dall’Italia e dall’estero, sono stati 16.748 (34,19%).La maggior parte dei visitatori non residenti in provincia proviene da Veneto (38,80%, Lombardia (23,95%), Emilia Romagna (7,65%) e poi Piemonte, Toscana, Lazio, Friuli Venezia Giulia.Dall’estero, invece, lo stato più rappresentato è la Francia (13,50%), la Germania (12,49%), gli Stati Uniti (12,40%), la Spagna (9,11%).Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato: Intesa Sanpaolo, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio; Accademia Olimpica, che custodisce la memoria delle rappresentazioni all’Olimpico, Engim – Professioni del Restauro che ha restaurato Olimpichetto in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza; Adriano Pernigotti per il montaggio; l‘Università IUAV di Venezia, responsabile del rilievo dei diversi elementi che compongono Olimpichetto e di alcune analisi diagnositche; per l’attività di didattica, il Palladio Museum e Scatola CulturaI sostenitori: Confindustria Vicenza, Gemmo, LD72, Poste Italiane,Gli sponsor tecnici: Edilnoleggi Valente.Per il contributo offerto in Art Bonus: Amer Group, Cereal Docks, RM holding srl, OTB Foundation, Serenissima RistorazioneSi ringrazia anche TelwinProgetto di allestimento: Studio Gabbiani e associatiRealizzazione allestimento: ManalyLa luce è stata scritta da fondazionemarionanniProgetto grafico: Studio MamaAllestimento costumi: Paola GirardiPer servizi al pubblico della mostra: Pantarhei, Ombrerosse service, Consorzio Vicenza èVideo: Corrado Ceron e Alberto BedinForum Cultura: Vicenza in Lirica, Società del Quartetto, Mousikè Il Teatro armonico, Edoardo Billato, Wondering project, Edoardo BillatoFondazione Egri, Asa Studio.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Vicenza capitale del turismo religioso: dal 5 al 7 marzo in Fiera &#8220;Koinè Tourism Forum&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 14:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 5 al 7 marzo 2026 il quartiere fieristico di Italian Exhibition Group a Vicenza ospiterà la prima edizione del Koinè Tourism Forum (KTF), nuova manifestazione dedicata al turismo religioso, spirituale e culturale. L’evento si terrà al Vicenza Convention Centre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dal 5 al 7 marzo 2026 il quartiere fieristico di Italian Exhibition Group a Vicenza ospiterà la prima edizione del Koinè Tourism Forum (KTF), nuova manifestazione dedicata al turismo religioso, spirituale e culturale. L’evento si terrà al Vicenza Convention Centre ed è organizzato da IEG con la competenza e la cura di TTG, affiancata dalla BTRI – Borsa Turismo Religioso Internazionale.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale delle celebrazioni di “Monte Berico 600” e si svolge in concomitanza con l’apertura dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, rafforzando il legame tra la manifestazione e il territorio vicentino.</p>



<p>Realizzato in collaborazione con PromoNU, KTF nasce con una chiara vocazione strategica: offrire al comparto uno spazio altamente specializzato per il confronto e lo sviluppo commerciale. Il format, dinamico e orientato al B2B, punta a intercettare le trasformazioni di un mercato in crescita, sempre più connesso ai trend del turismo lento e dei cammini. All’interno della rassegna troverà spazio anche la BTRI – Borsa Turismo Religioso Internazionale.</p>



<p>Sono attesi circa 50 buyer italiani e internazionali specializzati in cammini, pellegrinaggi, viaggi spirituali e turismo culturale. Un segmento che si fonda su dati significativi: si stima infatti che circa il 70% del patrimonio artistico nazionale sia custodito in siti religiosi, a conferma dell’importanza strategica del comparto sotto il profilo culturale, economico e sociale.</p>



<p>Tra i momenti più significativi del programma, venerdì sera i buyer parteciperanno a una visita riservata al Santuario di Santuario di Monte Berico, resa possibile grazie alla collaborazione con i Servi di Maria. La valorizzazione delle risorse e delle destinazioni locali rappresenta infatti una delle leve centrali della manifestazione, anche grazie alla presenza tra i seller di operatori pubblici e privati in rappresentanza del territorio.</p>



<p>Il calendario prevede un articolato programma di convegni e seminari, pensati come spazi di confronto trasversale. L’iniziativa non è rivolta esclusivamente agli operatori del settore, ma anche a stakeholder e cittadini interessati: dal comparto turistico al mondo della scuola, fino alle realtà parrocchiali e al terzo settore. Un’occasione di approfondimento su tematiche attuali, con l’obiettivo di favorire sinergie concrete tra i diversi attori coinvolti.</p>



<p>L’apertura ufficiale della rassegna, giovedì 5 marzo alle 16.30, vedrà gli interventi del presidente di IEG Maurizio Ermeti, del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, del vicepresidente e assessore al Turismo della Regione Veneto Lucas Pavanetto, del consigliere provinciale Francesco Enrico Gonzo e del direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali Rev. Don Enrico Posenato.</p>



<p>«Questo evento &#8211; sottolinea il presidente IEG, Maurizio Ermeti &#8211; nasce con l’obiettivo di rilanciare il marchio Koinè in un contesto inedito, interamente dedicato al turismo religioso e spirituale. L&#8217;iniziativa si avvale del solido e riconosciuto know-how di TTG, eccellenza nel nostro portafoglio fiere. Si tratta di un format innovativo volto a intercettare un segmento di mercato in forte espansione, vitale per il sistema turistico italiano e, in particolare, per il territorio vicentino. Non a caso, questa prima edizione si svolge in concomitanza con le celebrazioni di Monte Berico 600 sottolineando il profondo legame con il territorio. Desidero ringraziare tutte le istituzioni per il supporto e la sinergia offerti per dare vita a un appuntamento di effettivo rilievo».</p>



<p>«Siamo orgogliosi che Italian Exhibition Group abbia scelto di portare Koinè Tourism Forum a Vicenza proprio nell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, un momento di straordinaria significatività per la nostra comunità, che celebra anche i 600 anni dalla prima apparizione della Madonna a Santuario di Monte Berico &#8211; aggiunge il sindaco Giacomo Possamai -. È una scelta che dimostra attenzione e sensibilità verso il nostro territorio e che ci onora profondamente. Per tre giorni Vicenza diventerà punto di riferimento per il turismo religioso, spirituale e culturale, con incontri e occasioni di confronto che contribuiranno a valorizzare ulteriormente la città e a rafforzarne il ruolo nel panorama nazionale e internazionale. Ringrazio IEG, TTG e la Borsa del Turismo Religioso Internazionale per questa sinergia preziosa, che rappresenta una concreta opportunità di crescita e promozione per Vicenza».</p>



<p>«Questo evento speciale &#8211; aggiunge Leone Zilio, assessore ai grandi eventi del Comune di Vicenza e presidente della cabina di regia per l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita &#8211; offre un’importante occasione di promozione per il territorio ampliando l’ambito giubilare e integrando le tematiche della devozione religiosa in connessione con il territorio e il turismo al fine di valorizzare il patrimonio spirituale, culturale ed identitario della comunità. Koinè Tourism Forum si propone di diventare un punto di riferimento internazionale per il turismo religioso, riunendo in un unico format B2B operatori qualificati e professionisti del settore. Grazie alla collaborazione con IEG, il forum propone una formula dinamica, ottimizzata per business e networking, con al centro la Borsa Turismo Religioso Internazionale, piattaforma consolidata di incontro tra domanda e offerta specializzata. Sono convinto che Koinè confermi il suo ruolo di crocevia tra fede, cultura e sviluppo economico, capace di coniugare tradizione e visione strategica per la nostra città».</p>



<p>Koinè Tourism Forum è patrocinato dal Comune di Vicenza, dalla Provincia di Vicenza, dalla Diocesi di Vicenza, dalla Camera di Commercio di Vicenza e dalla Regione Veneto.</p>



<p>Per informazioni e accrediti è possibile scrivere a: <a>koinetourismforum@iegexpo.it</a>.</p>



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		<title>Cinema a 4 euro a Vicenza e provincia: al via &#8220;I Martedì al Cinema&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 3 marzo tornano &#8220;I Martedì al Cinema&#8221;, con biglietto a 4 euro nelle sale di Vicenza e provincia aderenti. Un&#8217;iniziativa per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità, in cinque appuntamenti: ogni martedì, dal 3<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/cinema-a-4-euro-a-vicenza-e-provincia-al-via-i-martedi-al-cinema/">Cinema a 4 euro a Vicenza e provincia: al via &#8220;I Martedì al Cinema&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p><strong>Martedì 3 marzo</strong> tornano <strong>&#8220;I Martedì al Cinema&#8221;</strong>, con <strong>biglietto a 4 euro</strong> nelle sale di <strong>Vicenza e provincia </strong>aderenti. Un&#8217;iniziativa per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità, in cinque appuntamenti: ogni martedì, dal 3 al 31 marzo.</p>



<p>Il progetto pluriennale della <strong>Regione del Veneto</strong> realizzato in collaborazione con la <strong>Federazione Italiana Cinema d&#8217;Essai (FICE) delle Tre Venezie</strong> e l&#8217;<strong>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong>, sostiene le sale radicate sul territorio e accompagna il pubblico alla scoperta di opere di qualità, anche attraverso titoli percepiti talvolta come meno immediati, rimettendo al centro la sala come presidio culturale e luogo di comunità.</p>



<p>L&#8217;assessore alla Cultura della Regione del Veneto <strong>Valeria Mantovan</strong> sottolinea il ruolo della sala come spazio culturale accessibile a tutti e la &#8220;fame&#8221; di cinema di qualità dimostrata dal pubblico, soprattutto dai più giovani. <strong>Manuele Sangalli</strong>, Delegato Interregionale FICE delle Tre Venezie, ricorda come l&#8217;iniziativa abbia portato in sala decine di migliaia di spettatori, diventando un&#8217;occasione preziosa per titoli di qualità che faticano a trovare continuità.</p>



<p>In città, <strong>Cinema Odeon</strong> inaugura l’edizione 2026 de &#8220;I Martedì al Cinema&#8221; con <strong>“Song Sung Blue &#8211; Una melodia d&#8217;amore” </strong>(USA, 2025) di<strong> Craig Brewer</strong>. Mike, veterano del Vietnam che vive di lavoretti e nostalgia, incontra Claire durante una serata di cover, quando lei si esibisce nei panni di Patty Cline. Tra i due nasce un amore che diventa anche un progetto musicale: si sposano e, sul palco, formano un duo che omaggia Neil Diamond, conquistando pubblico e occasioni sempre più grandi, fino ad aprire un concerto dei Pearl Jam. Proprio quando sembra arrivare la svolta, però, il destino li colpisce all’improvviso e travolge la loro storia. (ore <strong>15.30</strong>, <strong>18.00</strong> e <strong>20.30</strong>)</p>



<p>In provincia, al <strong>Multisala Metropolis</strong> di <strong>Bassano del Grappa </strong>troviamo, alle <strong>17.30</strong> e alle <strong>20.00</strong>, il film <strong>“Sirāt”</strong> (Spagna, Francia, 2025) di <strong>Oliver Laxe</strong>, premio della giuria a Cannes. Un padre e suo figlio giungono a un remoto rave nelle profondità delle montagne del Marocco meridionale. Stanno cercando Mar, figlia e sorella, scomparsa cinque mesi prima durante una di queste feste interminabili. Immersi nella musica elettronica e in una libertà selvaggia a loro estranea, diffondono instancabilmente le foto della ragazza. La speranza svanisce, ma i due persistono e seguono un gruppo di raver verso un’ultima festa nel deserto. Mentre si addentrano sempre più nell’immensità ardente, il viaggio li mette di fronte ai propri limiti.</p>



<p>Il <strong>Cinema Busnelli</strong> di <strong>Dueville</strong> propone, alle <strong>15.30</strong> e <strong>20.45</strong>, <strong>“Marty Supreme”</strong> (USA, 2025) di <strong>Josh Safdie</strong>. Marty Mauser è un giovane ossessionato dal ping pong e convinto di essere destinato alla gloria. Dalla New York degli anni ’50 alle capitali del mondo, attraversa una vita fatta di truffe, scommesse e passioni proibite, inseguendo un sogno più grande di lui. Josh Safdie firma un film frenetico e visionario, un ritratto ironico e magnetico di un antieroe moderno.</p>



<p>Infine, il <strong>Multisala Starplex</strong> di <strong>Marano Vicentino</strong> punta, alle <strong>21.20</strong>, su <strong>“Missione Shelter” </strong>(Gran Bretagna, USA, 2026) di <strong>Ric Roman Waugh</strong>. Mason è un uomo solitario e schivo che vive su una remota isola costiera. Quando salva una giovane ragazza da una tempesta mortale, è costretto a uscire dall’isolamento che si è imposto. Quel gesto li trascina in una spirale di azione e pericolo, in cui Mason deve affrontare un passato violento e irrisolto mentre lotta per proteggerla. Ne nasce un viaggio teso e implacabile, dove la sopravvivenza diventa una prova e la redenzione ha un prezzo.</p>



<p>Ogni settimana sarà possibile verificare quali opere sono in programmazione sul sito <a href="http://www.agistriveneto.it">www.agistriveneto.it</a> e sulla <strong>pagina facebook @agis.trevenezie</strong>.</p>



<p><strong>Il costo del biglietto è di 4 euro. Nel caso di Multisala verificare preventivamente quali proiezioni sono a 4 euro. La prenotazione dei posti è facoltà riservata alla gestione della sala.</strong></p>



<p><strong>Per informazioni:</strong><strong>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong><br>Tel. 049 8750851<br>agis3ve@agistriveneto.it<br><a href="http://www.agistriveneto.it">www.agistriveneto.it</a><br><a href="http://www.facebook.com/agis.trevenezie/">www.facebook.com/agis.trevenezie/</a></p>
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		<title>Il Festival di Sanremo ai tempi di Trump e Netanyahu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanremo è quella cosa per cui milioni di italiani si convincono, una volta l’anno, di essere critici musicali, esperti di luci, e già che ci siamo, anche raffinati costumisti.Un miracolo antropologico.Sono mattiniero, lo sapete.Appena apro gli occhi accendo un canale<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sanremo è quella cosa per cui milioni di italiani si convincono, una volta l’anno, di essere critici musicali, esperti di luci, e già che ci siamo, anche raffinati costumisti.<br>Un miracolo antropologico.<br>Sono mattiniero, lo sapete.<br>Appena apro gli occhi accendo un canale di news per capire se il mondo è ancora in piedi o se durante la notte qualcuno ha deciso di raderlo al suolo.<br>Questa mattina, dopo certe premesse internazionali di ieri, mi aspettavo quasi che Carlo Conti si fosse presentato in smoking e avesse annunciato: “Il Festival di Sanremo è stato vinto dal duo Trump-Netanyahu con il brano “La guerra di Donald e Bibi”.<br>Standing ovation, fuochi d’artificio, orchestra che attacca una marcia trionfale.<br>Invece no.<br>I titoli dei giornali erano tutti per i nuovi Simon &amp; Garfunkel, Ike &amp; Tina Turner, Bob Dylan &amp; Joan Baez, del Medio Oriente.<br>Un duo che la “musica” la impone sul serio, altro che Ariston.<br>E del Festival, l’evento che dovrebbe paralizzare la nazione, incollando metà degli italiani davanti allo schermo tv, inaspettatamente sulle aperture non c’è quasi traccia.<br>Delle performance geopolitiche dei due “chansonniers” non parlo.<br>La tournée è in corso, la polvere deve ancora posarsi, e dare giudizi affrettati è il modo più rapido per scrivere sciocchezze solenni.<br>Torniamo quindi alle scale dell’Ariston, che almeno lì la scenografia è finta ma dichiarata.<br>Premessa doverosa: l’ultimo Sanremo che ho seguito con una certa disciplina è quello del 1989, quando vinsero Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò”.<br>Dopo di allora ho scelto l’astinenza.<br>Quell’atmosfera programmaticamente allegra, le discese rituali dalla scalinata come se fosse il Sinai, i cambi d’abito degni di una settimana della moda, le gag studiate al millimetro e vendute come improvvisazione geniale… non facevano per me.<br>Mi irritavano. E quando una cosa ti irrita in modo costante, forse è lei che ha un problema.<br>O forse sei tu che hai superato l’età dell’illusione collettiva.<br>Questo non significa che io detesti la musica. Anzi.<br>Le belle canzoni le ascolto volentieri, soprattutto in auto, quando nessuno mi obbliga a guardare vestiti improbabili o coreografie da villaggio turistico.<br>E guarda caso, spesso le canzoni migliori sono quelle che non salgono neppure sul podio dell’Ariston.<br>Pur non avendo seguito una sola serata, gli echi del Festival arrivano lo stesso.<br>I social sono un altoparlante permanente.<br>Così, incuriosito dagli “esperti” da divano, ho ascoltato in Rete Patty Pravo con “Opera” ed Ermal Meta con “Stella Stellina”.<br>Confesso che altri brani li ho intercettati alla radio, ma non sono mai riuscito ad arrivare in fondo. Canzoni che, se non fossero mai state scritte, la storia della musica non ne avrebbe risentito. Nessun lutto nazionale.<br>Opera, invece, ha un’altra stoffa.<br>Al di là dell’interpretazione inimitabile di Nicoletta Strambelli, il testo richiama certe suggestioni alla Battiato, con un impianto musicale armonioso e coerente.<br>Patty Pravo non poteva vincere. Lei gioca in un campionato diverso. È come invitare un professore universitario a una gara di spelling alle medie.<br>Del brano di Meta, al di là del testo palesemente politico, mi hanno colpito le musicalità balcaniche, che tradiscono con eleganza le sue origini. Un pezzo con una cifra riconoscibile, e già questo, in mezzo al mare delle basi tutte uguali, è una notizia.<br>Il vincitore, però, mi ha sorpreso.<br>“Per sempre sì” è un manifesto sentimentale, un inno all’amore eterno, con il matrimonio come apoteosi del racconto.<br>Un brano che non ha paura di essere dichiaratamente romantico.<br>Da Vinci è un artista napoletano versatile, figlio di una tradizione che porta dentro e che si sente.<br>Io ci avverto echi meroliani, una vena neomelodica che non chiede scusa a nessuno.<br>E forse è questo il punto. In mezzo a performer che spesso sembrano più recitatori su basi intercambiabili che cantanti, Sanremo 2026 ci dice che lo stile “Zappatore” non è morto.<br>Anzi. Resiste, prospera e conquista.<br>La morale? Mentre il mondo sembra diretto da una coppia di capi orchestra con il dito sempre sul grilletto, noi discutiamo di scale, outfit e acuti.<br>È un meccanismo di autodifesa collettivo. E in fondo, forse, è anche tenero.<br>Purché nessuno provi davvero a candidare Trump e Netanyahu tra i Big.<br>Lì temo che nemmeno l’orchestra di Sanremo riuscirebbe a coprire il rumore.</p>
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		<title>&#8220;Shakespeare non abita più qui&#8221;: il debutto del nuovo spettacolo di Bruno Scorsone è già sold-out</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà dove mai sarà andato a finire il celebrato Shakespeare, ma quello che s’è presentato in nuove vesti al Teatro Cut-Off, a Vicenza in Corso SS Felice e Fortunato 255, è riuscito a fare il sold out. E per il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Chissà dove mai sarà andato a finire il celebrato Shakespeare, ma quello che s’è presentato in nuove vesti al Teatro Cut-Off, a Vicenza in Corso SS Felice e Fortunato 255, è riuscito a fare il sold out. E per il debutto dello spettacolo teatrale “Shakespeare non abita più qui” produzione della Compagnia Teatrale “La Bottega Pappamondo” del regista e attore Bruno Scorsone è stata successo en plen. Era annunciato uno spettacolo come una commedia o &#8220;qualcosa di più di una commedia&#8221;, che riflette sul senso del teatro contemporaneo e dei classici, e lo si è capito benissimo dall’effetto calamita che ha avuto sul pubblico con l’interpretazione della attrice protagonista, la ballerina Marina Ambroso, e della efficace presenza del talentuoso tredicenne Liam Tarcus nelle vesti di servo-scena di Bruno Scorsone. Il testo di Bruno Scorsone è profondamente intriso di pirandellismo, non tanto come citazione didascalica, quanto come struttura concettuale. </p>



<p>I riferimenti principali si concentrano su tre aspetti. Il Teatro nel Teatro, come nei <em>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore</em>, la commedia vive nella dimensione della &#8220;Grande Prova&#8221;. I confini tra attore e personaggio sfumano, rendendo lo spettatore testimone di un processo creativo che è, allo stesso tempo, l&#8217;opera stessa. A seguire c’è La Maschera e l&#8217;Identità ovvero l&#8217;opera esplora la condanna dell&#8217;attore a essere &#8220;altro&#8221; da sé. Il riferimento a Luigi Pirandello emerge nel modo in cui i protagonisti cercano una verità profonda attraverso la finzione, suggerendo che solo sul palco, nel buio della sala, si possa essere autentici. Emerge anche L&#8217;Assenza del Genio perché il titolo stesso suggerisce un tema caro a Pirandello: l&#8217;impossibilità di replicare il passato. Se Shakespeare &#8220;non abita più qui&#8221;, resta solo la responsabilità dell&#8217;attore di farsi carico di quella memoria, trasformando il testo classico in teatro consapevole e vivo per il presente. In breve, Scorsone utilizza Pirandello come bussola per navigare il vuoto lasciato dai classici, trasformando la nostalgia in un&#8217;azione scenica presente e vitale.</p>



<p>La commedia &#8220;Shakespeare non abita più qui&#8221; di Bruno Scorsone è un&#8217;opera di metateatro che supera i confini della farsa tradizionale per esplorare la condizione dell&#8217;attore e l&#8217;eredità dei classici nella contemporaneità. I contenuti principali dell&#8217;opera si articolano attorno a tre temi cardine. Il Declino e la Speranza: l&#8217;opera mette in scena il contrasto generazionale e artistico tra un vecchio attore che avverte il peso del proprio declino e una spalla giovane che lo accompagna (il giovane talento Liam Tarcus). Questo rapporto non è solo professionale, ma rappresenta un passaggio di testimone necessario per mantenere in vita l&#8217;arte teatrale. Il Metateatro e la &#8220;Grande Prova&#8221;: lo spettacolo viene presentato come una &#8220;Grande Prova&#8221;, un momento sospeso in cui il teatro aspetta ancora di essere celebrato nonostante l&#8217;apparente assenza del &#8220;genio&#8221; (Shakespeare). I personaggi riflettono sul senso del recitare oggi, utilizzando riferimenti che spaziano da Shakespeare a Pirandello, sottolineando come la finzione scenica sia l&#8217;unico strumento per arrivare a verità profonde. A tutto tondo il coinvolgimento del pubblico perché uno dei messaggi centrali dell&#8217;opera è che, sebbene Shakespeare non &#8220;abiti&#8221; più fisicamente nel teatro, egli può essere riportato in vita dallo spettatore consapevole. Il pubblico non è un osservatore passivo, ma il soggetto necessario affinché il rito teatrale si compia nel buio della platea. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="762" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-1024x762.jpg" alt="" class="wp-image-359530" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-1024x762.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-560x417.jpg 560w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-1536x1143.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-100x74.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-846x630.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048-1184x881.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0048.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Fra gli elementi qualitativi dello spettacolo s’è rivelata la definizione: l&#8217;autore la definisce &#8220;qualcosa di più di una commedia&#8221;, un&#8217;esperienza di &#8220;teatro consapevole&#8221;. Accanto c’è pure l’atmosfera. Si muove tra il respiro della storia vissuta e l&#8217;urgenza di dire ciò che le parole quotidiane non sanno più pronunciare. Poi esiste pure un obiettivo, ricordare che la memoria non è un atto del passato, ma un&#8217;azione viva che riguarda il presente.  Sono messi in risalto la profondità e l&#8217;impatto emotivo dell&#8217;interpretazione di Bruno Scorsone in <em>&#8220;Shakespeare non abita più qui&#8221;</em>. Per intensità drammatica Scorsone merita lodi per la sua capacità di incarnare l&#8217;anima di un &#8220;vecchio attore&#8221; che affronta il declino. La sua prova è descritta come il &#8220;respiro di una storia vissuta&#8221;, capace di trasmettere un senso di nostalgia misto a una persistente urgenza artistica. Ma emerge in Scorsone pure una capacità metateatrale per come l&#8217;attore gestisca il gioco del teatro nel teatro, rendendo la sua recitazione &#8220;consapevole&#8221; e capace di creare un legame diretto con il pubblico, definito come l&#8217;elemento necessario per riportare in vita il genio di Shakespeare nel buio della platea. C’è anche in questo Shakespeare una alchimia con il cast perché viene sottolineata l&#8217;efficacia del contrasto scenico tra la maturità di Scorsone e la &#8220;scintilla nuova&#8221; rappresentata dalla spalla giovane (Liam Tarcus), un&#8217;interazione che conferisce allo spettacolo un barlume di speranza e vitalità. La bravura di Scorsone s’è confermata “indistinguibile&#8221; e il suo lavoro è stato così accolto giustamente con entusiasmo per la capacità di emozionare e coinvolgere profondamente gli spettatori. In sintesi, l&#8217;interpretazione di Scorsone va vista non solo come una performance attoriale, ma come un&#8217;operazione di &#8220;teatro consapevole&#8221; che invita alla riflessione sul ruolo dell&#8217;artista oggi.</p>



<p>L’interpretazione di Marina Ambroso in <em>&#8220;Shakespeare non abita più qui&#8221;</em> è stata accolta con grande favore, venendo spesso descritta come il perfetto contrappunto alla figura centrale di Bruno Scorsone. Marina Ambroso porta in scena una vitalità che contrasta con il senso di declino del vecchio attore. La sua interpretazione è definita come necessaria per la sopravvivenza dell&#8217;arte teatrale. Nella intesa scenica viene lodata la naturalezza del dialogo e l&#8217;alchimia con Scorsone, elementi che rendono credibile e toccante il rapporto tra i due personaggi, sospesi tra realtà e finzione durante la &#8220;Grande Prova&#8221;. La sua presenza scenica è costante e incisiva, capace di sostenere il ritmo di una commedia che richiede un&#8217;attenzione profonda. In sintesi, la Ambroso è non solo una spalla, ma una co-protagonista essenziale per trasmettere il messaggio di &#8220;teatro consapevole&#8221; caro alla regia di Scorsone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-359529" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-1024x768.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-556x417.jpg 556w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-1536x1152.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-100x75.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-846x635.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045-1184x888.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0045.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La “tripla esibizione” della armoniosa ed elegante Marina Ambroso nello spettacolo <em>Shakespeare non abita più qui</em> si basa sull’idea che tre figure femminili shakespeariane vengano incarnate non con la parola, ma soprattutto attraverso corpo, gesto e danza, come tre “stati” diversi dell’animo. C’è Desdemona (da <em>Otello</em>) &#8211; L’innocenza travolta: è la moglie fedele e amorosa, vittima di gelosia e violenza. Si traduce in danza con movimenti morbidi e aperti, spesso “offerti” verso l’altro (gesti di fiducia). Una qualità leggera e lirica, come se il corpo cercasse armonia e contatto. E’ progressiva trasformazione: da una danza “piena” a una danza interrotta, spezzata. La sensazione scenica mette in mostra la figura della purezza che non viene creduta, dell’amore che non basta a salvarla. Cordelia (da <em>Re Lear</em>) – La dignità del silenzio: è la figlia che ama davvero, ma rifiuta di adulare il padre con parole false. Nella danza si traduce con gesto più sobrio e controllato rispetto a Desdemona. Spiccano verticalità e postura “pulita”: il corpo comunica fermezza, non seduzione. Pause, sospensioni, immobilità: la danza sembra dire “io non mi vendo”. E la sensazione scenica dice che Cordelia è la verità che non grida, la forza che sta nella misura. Ofelia (da <em>Amleto</em>) – La frattura e lo smarrimento: è la giovane che viene schiacciata dal potere e dalla manipolazione, fino alla follia. Nella danza si traduce in movimento frammentato, nervoso, talvolta “fuori asse”. In passaggi repentini: da dolcezza a scatto a vuoto. E uso del corpo come se fosse spinto e tirato da forze esterne (instabilità emotiva). Nella sensazione scenica è la figura della mente che si spezza, dell’identità che si dissolve.</p>



<p>Il senso della “tripla esibizione” va letto nella forza del lavoro che sta nel fatto che Marina Ambroso non “cambia solo personaggio”: cambia energia, peso, ritmo, come se attraversasse tre destini femminili: Desdemona (fiducia, amore, / vittima), Cordelia (integrità / verità / resistenza), Ofelia (fragilità / disorientamento / crollo). In scena il passaggio tra una e l’altra può essere percepito come una sorta di “metamorfosi” continua: la danza diventa un modo per mostrare tre modi diversi di essere donna dentro la tragedia.</p>



<p>In&nbsp;<em>&#8220;Shakespeare non abita più qui&#8221;</em>, il ruolo di&nbsp;Liam Tarcus&nbsp;completa la triade di attori protagonista della vicenda metateatrale.&nbsp;Sebbene la narrazione sia incentrata sul dialogo tra il &#8220;vecchio attore&#8221; (Scorsone) e la &#8220;spalla giovane&#8221; (Tarcus), il contributo di Tarcus è fondamentale per l&#8217;equilibrio scenico in quanto la sua presenza contribuisce a quel clima di&nbsp;&#8220;Grande Prova&#8221;&nbsp;che caratterizza l&#8217;intero spettacolo, fungendo da elemento di raccordo nella struttura corale della commedia. C’è poi la dinamica d&#8217;attore perché insieme alla Ambroso, Tarcus rappresenta la componente energica e vitale che si confronta con il peso della tradizione classica e della memoria teatrale. Non ultima la versatilità. Il cast è chiamato a interpretare personaggi consapevoli della propria finzione, e Tarcus si inserisce in questo gioco di specchi che riflette sulla condizione dell&#8217;artista contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-359532" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-731x1024.jpg 731w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-298x417.jpg 298w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-1096x1536.jpg 1096w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-100x140.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050-846x1185.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/IMG-20260225-WA0050.jpg 1142w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
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		<title>A Bassano grande successo per Segantini, in attesa di Salgado</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 15:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[bassano]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono&#160;108.211&#160;le persone che, dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026, hanno visitato la mostra&#160;“Giovanni Segantini”&#160;che i Musei Civici di Bassano del Grappa hanno dedicato a uno dei massimi esponenti del Divisionismo. L’esposizione curata da&#160;Niccolò D’Agati, tra i maggiori studiosi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sono&nbsp;<strong>108.211&nbsp;</strong>le persone che, dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026, hanno visitato la mostra&nbsp;<strong>“Giovanni Segantini”&nbsp;</strong>che i Musei Civici di Bassano del Grappa hanno dedicato a uno dei massimi esponenti del Divisionismo.</p>



<p>L’esposizione curata da&nbsp;<strong>Niccolò D’Agati</strong>, tra i maggiori studiosi di Segantini, è stata promossa e organizzata dal&nbsp;<strong>Comune&nbsp;</strong>e dai&nbsp;<strong>Musei Civici di Bassano del Grappa</strong>, all’interno del Programma Regionale per la promozione dei Grandi Eventi e con il Patrocinio di&nbsp;<strong>Regione del Veneto,&nbsp;</strong>nell’ambito dell’<strong>Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026</strong>, con il contributo del&nbsp;<strong>Club Alpino Italiano&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank</strong>, con il supporto del&nbsp;<strong>Segantini Museum di St. Moritz&nbsp;</strong>e della&nbsp;<strong>Galleria Civica G. Segantini di Arco</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Regione Lombardia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Dario Cimorelli Editore</strong>.</p>



<p>“Il successo della mostra dedicata a Giovanni Segantini al Museo Civico di Bassano del Grappa rende orgoglioso l’intero Veneto” dichiara&nbsp;<strong>Alberto Stefani, Presidente della Regione del Veneto</strong>. “La mostra ha registrato oltre 100.000 visitatori, a dimostrazione della forza di un progetto scientifico di alto profilo, che raggiunge un pubblico internazionale e si integra pienamente nel contesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Bassano del grappa conferma ancora una volta il suo status di città d’arte, capace di attrarre visitatori grazie alla sua capacità di produrre valore culturale, economico e turistico, con conseguenti vantaggi concreti per il territorio. La Regione ha dato pieno sostegno a questo progetto, mentre continueremo a finanziare eventi di qualità che sviluppino la nostra identità, connettendo la cultura al territorio e promuovendo il Veneto in Italia e all’estero”.</p>



<p>“L’Olimpiade Culturale è uno spazio di dialogo tra le arti, i territori e le persone, pensato per accompagnare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con un racconto corale della nostra identità culturale” afferma&nbsp;<strong>Domenico De Maio, Education and Culture Director di Milano Cortina 2026</strong>. “La mostra dedicata a Giovanni Segantini rappresenta un tassello prezioso di questo mosaico: un progetto che unisce rigore scientifico e visione internazionale, capace di restituire al grande pubblico la forza poetica di un artista che ha saputo interpretare la natura come luogo di bellezza, spiritualità e appartenenza. Siamo orgogliosi che questa iniziativa sia parte del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026”.</p>



<p>“La mostra dedicata a Giovanni Segantini è stata un successo straordinario, lo dicono i numeri e i riscontri di pubblico e di critica. Siamo orgogliosi della qualità della proposta, dell’interesse che ha suscitato e dell’accoglienza che Bassano ha saputo riservare alle migliaia di persone giunte da noi da ogni parte dell’Italia e dall’estero” dichiara&nbsp;<strong>Nicola Ignazio Finco, Sindaco di Bassano del Grappa</strong>. “Forti di questo apprezzamento, del sostegno e delle professionalità su cui possiamo contare, guardiamo già ai nuovi obiettivi e ai nuovi traguardi che ci siamo posti e sui quali siamo da tempo al lavoro, primo tra tutti la candidatura a Capitale Italiana della Cultura”.</p>



<p>La rassegna che ha saputo legare qualità scientifica e richiamo di pubblico di tutte le età, alcuni dei quali sono tornati più volte, ha visto una media di&nbsp;<strong>698 visitatori al giorno&nbsp;</strong>con un&nbsp;<strong>picco di 2.414 visite raggiunte visite raggiunte nella giornata del 14 febbraio 2026</strong>, sono state svolte&nbsp;<strong>170 attività didattiche&nbsp;</strong>per un&nbsp;<strong>totale di 3.750 alunni&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>sono stati venduti 4.054 cataloghi della mostra</strong>.</p>



<p>L’<strong>audioguida gratuita</strong>, disponibile in italiano, inglese e tedesco – realizzata in collaborazione con&nbsp;<strong>Audiogiro&nbsp;</strong>– è stata ascoltata da oltre&nbsp;<strong>45.267 visitatori in italiano, 1.297 in inglese&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>881 in tedesco</strong>, per un&nbsp;<strong>totale complessivo di 47.445 utenti.</strong></p>



<p>Numerosi i turisti, italiani e stranieri, che in questi mesi hanno raggiunto Bassano del Grappa&nbsp;<strong>proprio con l’intenzione di vedere il Museo Civico (ben il 78% dei visitatori), ed in particolare per visitare la mostra (48%)</strong>. Un pubblico proveniente dalle provincie di&nbsp;<strong>Venezia, Vicenza, Padova, Treviso, Trieste, Trento, Milano, Genova, Modena, Bologna</strong>,&nbsp;<strong>Firenze e Roma&nbsp;</strong>ma che ha visto anche arrivi dal resto del mondo, compresi visitatori dalla&nbsp;<strong>Francia, Germania&nbsp;</strong>e dalla&nbsp;<strong>Svizzera</strong>.</p>



<p>“Il successo della mostra&nbsp;<em>Giovanni Segantini&nbsp;</em>è la testimonianza di come la cultura sia un volano assolutamente strategico per il turismo e l’economia di una città” afferma&nbsp;<strong>Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa</strong>.&nbsp;<strong>“</strong>Sapere valorizzare il proprio patrimonio, ma anche aprirsi a nuove proposte ed idee, significa attrarre nuovi pubblici facendo conoscere le tante bellezze di cui il nostro territorio è così ricco. Lavorare insieme, fare squadra tra pubblico e privato, stringere collaborazioni per creare proposte attrattive è il modo migliore per avere dei risultati lusinghieri e, soprattutto, apprezzati e graditi dal pubblico”.</p>



<p>Ad accompagnare le&nbsp;<strong>recensioni positive dei quotidiani e delle testate di settore</strong>, sono stati i&nbsp;<strong>commenti positivi dei visitatori</strong>: “Una delle più belle mostre del 2025 perché veramente ben curata. Le opere esposte sono di una bellezza straordinaria che fa bene al cuore”;&nbsp;<strong>“Complimenti per il bellissimo allestimento con audioguida scaricabile gratuitamente. Meravigliosa scoperta anche il Museo Civico”</strong>; “Visitata oggi. Emotivamente toccante! Culturalmente significativa. Prima che finisca tornerò a rivedere le opere di questo grande pittore”;&nbsp;<strong>“Opere bellissime valorizzate dalla perfetta esposizione e dall’audioguida che accompagna nel percorso”</strong>.</p>



<p>“Il successo di questa mostra mi dà una grande gioia e non mi stupisce affatto: i commenti di tutti i nostri visitatori e visitatrici, che avevano visto l’esposizione a Bassano prima di venire a St. Moritz, sono stati entusiastici” afferma&nbsp;<strong>Mirella Carbone, Direttrice artistica del Segantini Museum di St. Moritz.&nbsp;</strong>“Anche la Radio e Televisione della Svizzera italiana, informata sui contenuti e sui fini della mostra, si è subito decisa a dedicarle vari servizi. Sono molto grata a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto”.</p>



<p>“Con grande soddisfazione e grande piacere abbiamo seguito lo svolgersi di questo evento e visto il successo enorme – e pienamente meritato – della bellissima mostra di Bassano” dichiara&nbsp;<strong>Giancarla Tognoni, Direttrice della Galleria Civica G. Segantini di Arco.&nbsp;</strong>“Ad Arco, dove tutto quello che riguarda Segantini è guardato con affetto e con attenzione, l’eco che questa mostra ha suscitato, è stata motivo di orgoglio per l’intera città. Siamo grati ed orgogliosi di aver preso parte a questo straordinario progetto, che sarà sicuramente un punto di riferimento importante nel panorama degli eventi culturali del nostro Paese e nell’ambito degli studi e delle ricerche relative alla pittura segantiniana”.</p>



<p>Tutto esaurito anche per le tutte le attività a corollario della mostra, progettate in collaborazione con&nbsp;<strong>Daniele Fraccaro</strong>, docente di mediazione e pedagogia dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e sostenute da&nbsp;<strong>Fondazione Cariverona</strong>, Mecenate in Art bonus per il progetto didattico “Lassù, sulle vette con Segantini”.</p>



<p>“Il successo di questa mostra non si misura solo nei numeri, ma nella qualità dell’esperienza che ha saputo offrire, soprattutto ai più giovani. Il progetto didattico&nbsp;<em>Lassù, sulle vette con Segantini,&nbsp;</em>che abbiamo sostenuto in Art Bonus, ha dimostrato come l’arte possa diventare uno strumento attivo: non solo una visita, ma un percorso che allena lo sguardo, stimola domande, mette in relazione opere, paesaggio e vita quotidiana, e accompagna studenti e famiglie a una maggiore consapevolezza del rapporto con la natura e con il territorio” afferma&nbsp;<strong>Bruno Giordano, Presidente di Fondazione Cariverona.&nbsp;</strong>“Come Fondazione Cariverona crediamo che investire in iniziative di questo tipo significhi contribuire in modo concreto alla crescita culturale delle comunità e delle nuove generazioni”.</p>



<p>Un successo condiviso anche con i main sponsor della mostra&nbsp;<strong>Ceccato Automobili S.p.A., F.lli Campagnolo S.p.A.&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Mevis S.p.A.,&nbsp;</strong>lo sponsor V<strong>ortex Hydra Dams &#8211; Hydromechanical Equipment and Valves&nbsp;</strong>il partner&nbsp;<strong>FIAVET &#8211; Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo</strong>, i media partner&nbsp;<strong>Il Giornale di Vicenza, Radio Birikina&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Rete Veneta</strong>, i mecenati in Art bonus a sostegno della mostra&nbsp;<strong>Alban Giacomo S.p.A., Baxi S.p.A., Chrysos S.p.A.. Distilleria Nardini S.p.A., ETRA S.p.A. Società benefit&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Vimar S.p.A.</strong>, che hanno supportato la mostra durante tutto il periodo di apertura.</p>



<p>“Questa mostra ha dimostrato come i Musei Civici di Bassano del Grappa non siano solo custodi di un patrimonio artistico di straordinario valore, ma sappiano essere, nel solco della loro tradizione, un polo espositivo di riferimento, capace di progetti culturali di ampio respiro che uniscono qualità e attrattività” conclude&nbsp;<strong>Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa</strong>. “Mostre come occasioni di conoscenza e di valorizzazione del territorio, capaci di unire idealmente luoghi e persone, istituzioni e artisti apparentemente lontani ma legati da affinità elettive come Giovanni Segantini e Jacopo Bassano, le Alpi e la catena pedemontana del Grappa. Un tale risultato non sarebbe stato possibile senza il supporto di istituzioni, aziende, associazioni e di tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo bellissimo e appassionante viaggio nella luce e nel colore”.</p>



<p>Inoltre, visto il successo di&nbsp;<strong>“Riccardo Guasco. Free solo”</strong>, a cura di&nbsp;<strong>Riccardo Toffanin</strong>, l’esposizione monografica, dedicata all’illustratore e pittore italiano,&nbsp;<strong>continuerà ad essere visitabile al piano nobile del Museo Civico di Bassano del Grappa fino al 25 maggio 2026</strong>.</p>



<p>Ma non solo, in primavera,&nbsp;<strong>dal 24 aprile 2026 al 27 settembre 2026&nbsp;</strong>aprirà al pubblico&nbsp;<strong>“Olivetti: l’arte di comunicare”&nbsp;</strong>a cura di&nbsp;<strong>Giorgio Cedolin&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Fiorella Bulegato</strong>, ospitata nelle magnifiche sale affrescate di&nbsp;<strong>Palazzo Sturm.</strong></p>



<p><strong>La mostra si lega profondamente alla storia e alle ricche collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini</strong>, situato al piano terra di Palazzo Sturm e dedicato alla tipografia e calcografia della&nbsp;<strong>celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi</strong>, racconta il fenomeno industriale che varcò i confini del vecchio continente per giungere fino alle Americhe.</p>



<p>È in questo contesto storico-artistico che si inserisce la mostra&nbsp;<strong>“Olivetti: l’arte di comunicare”</strong>, racconterà attraverso un’esperienza unica la straordinaria eredità, quella olivettiana, che ha saputo unire innovazione tecnologica, visione sociale e avanguardia nelle strategie comunicative.</p>



<p>La mostra è promossa e organizzata da&nbsp;<strong>Comune e Musei Civici di Bassano del Grappa</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Ronzani Editore&nbsp;</strong>e con il patrocinio di&nbsp;<strong>Archivio Storico Olivetti di Ivrea</strong>.</p>



<p>In autunno, dopo le retrospettive dedicate a&nbsp;<strong>Ruth Orkin, Dorothea Lange e Brassaï</strong>, la grande fotografia tornerà protagonista a Bassano del Grappa.</p>



<p><strong>Dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027&nbsp;</strong>il&nbsp;<strong>Museo Civico di Bassano del Grappa&nbsp;</strong>omaggia un altro artista il cui “sguardo” ha fatto la storia di questa forma d’arte cambiando, di fatto, il modo di vedere il mondo:&nbsp;<strong>“Sebastião Salgado. Collezione della Maison Européenne de la Photographie, Parigi”.</strong></p>



<p>La mostra a cura di&nbsp;<strong>Pascal Hoël</strong>, Responsabile delle collezioni della MEP, è promossa e organizzata dal&nbsp;<strong>Comune&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Musei Civici di Bassano del Grappa&nbsp;</strong>con&nbsp;<strong>Silvana Editoriale&nbsp;</strong>, ed è realizzata in collaborazione con la&nbsp;<strong>MEP di Parigi</strong>, che la ha ideata.</p>



<p>La mostra è la prima in Italia a ripercorrere oggi, attraverso&nbsp;<strong>una selezione di oltre 160 scatti</strong>, l’opera del grande fotografo che per venticinque anni ha affrontato il caos del mondo, rivelandone in seguito la bellezza primordiale.</p>



<p>Un protagonista che, a un anno dalla sua scomparsa, rimane immortale.</p>



<p>La mostra è resa possibile grazie all’importante donazione che&nbsp;<strong>Sebastião&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Lélia Wanick Salgado&nbsp;</strong>hanno destinato alla&nbsp;<strong>MEP &#8211; Maison Européenne de la Photographie di Parigi</strong>, che raccoglie l’intero corpus della sua opera e testimonia quarant’anni di strette e calorose relazioni.</p>



<p>La mostra sarà accompagnata dall’<strong>omonimo catalogo&nbsp;</strong>in lingua italiana e inglese.</p>
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		<title>Al Comunale di Vicenza prima nazionale imperdibile: “Paradisum”, di Recirquel</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora una prima nazionale nella stagione di Circo del Teatro Comunale di Vicenza: Paradisum della Recirquel Cirque Dance, in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio Una doppia data per una nuova importante prima nazionale al Teatro Comunale di Vicenza:<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Ancora una prima nazionale </strong><strong>nella stagione di Circo del</strong><strong> Teatro Comunale di Vicenza: </strong><em><strong>Paradisum </strong></em><strong>della Recirquel Cirque Dance, in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio</strong></p>



<p>Una doppia data per una nuova importante <strong>prima nazionale </strong>al Teatro Comunale di Vicenza: <strong>sabato 21 febbraio </strong>e<strong> domenica 22 febbraio </strong>alle <strong>20.45</strong> è in programma in Sala Maggiore l’ultima straordinaria produzione della <strong>Recirquel Cirque Danse</strong>, la compagnia ungherese di fama internazionale diretta dal coreografo <strong>Bence Vági</strong>, con il nuovissimo spettacolo <em><strong>Paradisum</strong></em>. Si tratta di una affascinante creazione che esplora il mito della rinascita dopo il silenzio di un mondo distrutto, in cui il corpo diventa l’unico mezzo di comunicazione e il movimento il linguaggio per raggiungere lo spirito universale del mondo, in un percorso sensoriale e poetico che anela alla bellezza.</p>



<p>Lo spettacolo di circo contemporaneo è inserito anche nella stagione di prosa del Teatro Comunale; come di consuetudine si svolgerà dunque l’incontro a teatro, <strong>sabato 21 febbraio </strong>e<strong> domenica 22 febbraio </strong>alle <strong>20.00 </strong>al Ridotto. L’incontro con il pubblico sarà condotto da <strong>Alessandro Serena</strong>, autore, regista, produttore e docente di Storia dello spettacolo circense e di strada all’Università degli Studi di Milano, anima e fondatore del progetto Open Circus, una serie di iniziative per la diffusione della cultura circense orientate alla formazione del pubblico e al ricambio generazionale.</p>



<p><strong>Recirquel Cirque Dance</strong>,la raffinata compagnia ungherese che ha scelto proprio il Teatro Comunale di Vicenza per il suo debutto in Italia (2017) con lo straordinario <em>Night Circus,</em> inizia il suo tour 2026 partendo da Vicenza, un omaggio e un riconoscimento agli organizzatori e al nostro pubblico. Dopo il Tcvi, <em><strong>Paradisum</strong></em> sarà in scena al Teatro Toniolo di Mestre e al Teatro Verdi di Gorizia. Per le due date dello spettacolo al Tcvi restano ancora dei biglietti.</p>



<p><em><strong>Paradisum</strong></em>&#8211; diretto e coreografato da <strong>Bence Vági</strong> &#8211; esplora il mito di un mondo nuovo, in cui le creature emergono dalle forze naturali in perenne mutamento, danzando nel vortice pulsante del tessuto della vita che le avvolge. Attraverso scene di purificazione, nascita, risveglio e rituale, le figure si elevano fino a raggiungere lo spirito universale del mondo. Lo spettacolo esplora &#8211; in puro stile Recirquel &#8211; le infinite possibilità del <em>cirque danse</em>, un genere che fonde la danza contemporanea con le arti circensi, alla ricerca di un linguaggio etereo del movimento capace di esprimere le inquietudini dell’umanità.</p>



<p>Dopo <em>My Land</em> (2018), che attingeva alla forza della terra natia, <em>Solus Amor</em> (2020), che narrava l’amore oltre i confini del tempo e dello spazio (entrambi gli spettacoli sono andati in scena a Vicenza) e <em>IMA</em> (2022), che evocava il potere creativo del silenzio, <em>Paradisum,</em> intreccia il tessuto della vita nel mondo naturale, dando vita a esseri privi di memoria, dolore o credenze, mossi unicamente dall’istinto, in grado di sperimentare la forza della comunità e creare un equilibrio armonioso fondato su amore puro e fiducia assoluta.</p>



<p>La coreografia attinge sia alle discipline aeree che a quelle terrestri delle arti circensi, attraverso il linguaggio della danza contemporanea, portando il <em>cirque danse</em> &#8211; tratto distintivo delle produzioni Recirquel degli ultimi anni &#8211; verso nuove, affascinanti dimensioni.</p>



<p>Gli straordinari artisti in scena sono: <strong>Demissie Efraim, Ádám Fehér ,Yevhen Havrylenko, Ivett Ignácz, Kateryna Larina, Andrii Maslov, Sergii Materynskyi, Eszter Seguí-Fábián.</strong></p>



<p>La regia e coreografia dello spettacolo sono di Bence Vági, le scene sono firmate da Bence Vági e Emese Kasza, le musiche da Edina Szirtes, mentre i costumi sono di Emese Kasza e le luci di Attila Lenzsér. Lo spettacolo dura un’ora, senza intervallo.</p>



<p><strong>Recirquel Cirque Danse </strong>è una delle compagnie più importanti di circo contemporaneo a livello mondiale, fondata in Ungheria nel 2012 dal coreografo Bence Vàgi con l’obiettivo di attualizzare la tradizione circense mitteleuropea, avvicinando generi come il teatro fisico, la danza e il circo, per presentare spettacoli contemporanei di grande fascino.</p>



<p>Considerata pioniera del <em>cirque danse</em>, Recirquel ha conquistato una reputazione internazionale grazie a spettacoli che uniscono virtuosismo acrobatico, teatro visivo e narrazione evocativa.</p>



<p>Dagli esordi ha continuato a proporre i suoi spettacoli in molti paesi europei ed americani, presentandoli su palcoscenici prestigiosi, da Parigi ad Avignone, da Bogotà a Montréal, fino a New York, riscuotendo successo anche in festival e appuntamenti prestigiosi, tra cui il Festival di Edimburgo e la Biennale di Venezia. Le creazioni di Recirquel esplorano temi universali come la connessione con la natura, l’amore e la spiritualità, caratterizzandosi per un’estetica onirica e un uso innovativo della scenografia e della musica.</p>



<p>Oggi la compagnia continua a innovare il panorama del <em>nouveau cirque</em>, portando il suo stile unico in tournée internazionali e confermandosi tra le realtà artistiche più influenti della scena contemporanea.</p>



<p>I<strong> biglietti </strong>per la Stagione di Circo Contemporaneo sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>I biglietti per lo spettacolo <em>Paradisum </em>del 21 e 22 febbraio costano: 37 euro l’intero, 25 euro il ridotto over 65 e 16 euro il ridotto under 30. Per gli studenti universitari in possesso della VI-University Card è previsto un biglietto unico a 7 euro. È possibile comprare i biglietti anche con la Carta del Docente e le Carte della Cultura. Sono ancora in vendita le Gift Card e il Carnet libero per 6 spettacoli.</p>



<p><strong>Informazioni</strong></p>



<p>Sito ufficiale: <a href="http://www.tcvi.it/">www.tcvi.it</a></p>



<p>Facebook: <a href="http://www.facebook.com/teatro.comunale">www.facebook.com/teatro.comunale</a></p>



<p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/tcvicenza">www.instagram.com/tcvicenza</a></p>



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		<title>Vicenza, torna un grande assente: nel 2027 riaprirà l&#8217;ex cinema Corso dopo 35 anni e sarà il tempio delle Culture del Contemporaneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 15:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi trent’anni di silenzio, l’ex Cinema Corso torna protagonista. Nel 2027 riaprirà come CORSO – Culture del Contemporaneo, un laboratorio culturale nel cuore della città storica di Vicenza, pronto a trasformare uno degli edifici simbolo del Novecento in una<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dopo quasi trent’anni di silenzio, l’ex Cinema Corso torna protagonista. Nel 2027 riaprirà come <strong>CORSO – Culture del Contemporaneo</strong>, un laboratorio culturale nel cuore della città storica di Vicenza, pronto a trasformare uno degli edifici simbolo del Novecento in una nuova infrastruttura dedicata alla sperimentazione artistica e alle nuove generazioni.</p>



<p>Il progetto vincitore del concorso internazionale di architettura promosso dalla Fondazione Giuseppe Roi porta la firma del raggruppamento guidato da AltraLinea s.r.l. s.t.p. (mandatario, ing. Pierluigi Capobianchi) con Sparch s.r.l. (mandante, arch. Riccardo Coccia). La proposta è stata selezionata per la solidità dell’impianto architettonico, la coerenza funzionale degli spazi e la capacità di integrare rigore tecnico, sostenibilità gestionale e visione culturale.</p>



<p>Non si tratta di una semplice riqualificazione edilizia, ma di un intervento strategico per la città: restituire al centro storico una funzione produttiva e contemporanea, capace di dialogare con l’eredità palladiana senza esserne schiacciata, colmando un vuoto nel sistema culturale locale dedicato alla sperimentazione.</p>



<p>Il progetto è stato presentato il 16 febbraio 2026 in sala Stucchi a Palazzo Trissino dal sindaco Giacomo Possamai, dall’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin, dall’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai, dalla presidente della Fondazione Giuseppe Roi ETS Francesca Lazzari, dal presidente dell’Ordine degli Architetti Romolo Balasso e dal presidente di Banca Terre Venete Gianfranco Sasso. L’illustrazione tecnica è stata affidata a Mariangela Vertuani (Sparch) e Francesco Scialdone (AltraLinea).</p>



<p>Il sindaco Possamai ha parlato di “ambizione e un pizzico di follia” necessari per trasformare il Cinema Corso in un’occasione di rinascita urbana, sottolineando anche la scelta di spostare l’ingresso verso il liceo Pigafetta e il liceo Lioy, contribuendo così a ridare slancio a un’intera porzione del centro storico. L’intervento si inserisce in un più ampio percorso di recupero che comprende la futura sede della Biblioteca Bertoliana nell’edificio Giuriolo, l’ex Macello, l’ex carcere di San Biagio con il nuovo giardino e la prospettiva di rilancio dell’area accanto alla Camera di Commercio.</p>



<p>Per l’assessore Fantin, uno spazio dedicato al contemporaneo rappresenta una ricchezza straordinaria, capace di intercettare le energie dei giovani e diventare catalizzatore per cittadini, turisti e visitatori, grazie anche alla posizione a pochi passi dai principali monumenti. Nicolai ha evidenziato come i giovani siano stati il motore del progetto fin dalla fase di ideazione, parlando di politiche giovanili trasversali e della necessità di creare sinergie con altre realtà cittadine come la Centrale.</p>



<p>La presidente Lazzari ha spiegato la scelta di indire un concorso internazionale anonimo in due fasi, pur non essendovi obbligo di legge, con commissione nominata, verbali pubblici e gestione su piattaforma nazionale: un metodo per affermare che la qualità architettonica è una responsabilità pubblica anche quando l’iniziativa è privata.</p>



<p>Alla prima fase hanno partecipato 125 proposte provenienti dall’Italia e da quattro Paesi europei. Cinque i raggruppamenti ammessi alla fase finale. Oltre al team vincitore guidato da AltraLinea con Sparch, hanno partecipato: il raggruppamento guidato da Chorus s.r.l. (arch. Niccolò Suraci) con arch. Marcello Carpino, arch. Nicola Campri, arch. Giacomo Ardesio e Prodim S.r.l. (secondo classificato); il raggruppamento guidato da Archisbang s.r.l. (arch. Silvia Minutolo, arch. Marco Giai Via, arch. Eugenio Chironna, arch. Marica Torreggiani) con Sintecna s.r.l. e Orbyta Engineering s.r.l. (terzo classificato); il team composto da arch. Federico Bertolo, arch. Tommaso Bisogno e Milan Ingegneria S.p.A. (quarto classificato); il raggruppamento guidato da SDV S.r.l. (arch. Sossio De Vita) con arch. Giuseppe Chiariello e Superspatial S.r.l. (quinto classificato).</p>



<p>La giuria era composta da Eva Fabbris, direttrice del Madre – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Ippolito Pestellini Laparelli, architetto ed ex presidente della giuria della Biennale Architettura; Antonio Atripaldi, progettista con esperienza museale; Nicola Tracanzan per l’Ordine degli Architetti PPC di Vicenza; e Francesca Lazzari.</p>



<p>Il costo stimato dell’opera è di 2,8 milioni di euro oltre IVA. Nei prossimi mesi sarà perfezionato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE), passaggio decisivo per rendere realizzabile e sostenibile l’intervento.</p>



<p>Dal punto di vista architettonico, il progetto adotta un approccio stratigrafico: niente gesti invasivi, ma riordino e chiarificazione degli spazi esistenti. La facciata su corso Fogazzaro, vincolata e identitaria, sarà preservata come soglia urbana. L’interno verrà trasformato in organismo flessibile. La storica sala trapezoidale diventerà il fulcro di un sistema modulare capace di ospitare platea, spazio performativo, ambiente espositivo o sala immersiva.</p>



<p>Previsto un aggiornamento strutturale e impiantistico integrato, con infrastrutture tecnologiche avanzate, efficienza energetica e riuso consapevole dell’esistente. Comfort, sicurezza, accessibilità universale e adattabilità futura sono elementi centrali dell’intervento. Accanto alla sala principale nasceranno spazi per coworking creativo, residenze temporanee e laboratori, in una logica di permeabilità tra produzione culturale e pubblico.</p>



<p>La storia del Cinema Corso affonda le radici nel 21 febbraio 1948, quando fu inaugurato con “I miserabili” di Riccardo Freda. Progettato dall’architetto Giuseppe Morseletto, con facciata decorata da tre sculture raffiguranti le muse dell’arte, realizzate dal Laboratorio Morseletto, disponeva di 600 posti a sedere e di un soffitto apribile, soluzione innovativa per garantire freschezza nei mesi estivi. Fu a lungo uno dei cinema più eleganti e prestigiosi della città, punto di riferimento per la programmazione internazionale e per il cinema americano. Il 1° maggio 1996 chiuse a causa delle difficoltà di adeguamento alle nuove normative sull’agibilità.</p>



<p>Oggi rinasce come CORSO: non solo edificio restaurato, ma sistema culturale. Residenze artistiche under 35, mostre site-specific, festival multidisciplinari, laboratori, progetti di welfare culturale e collaborazioni con università, istituzioni e imprese comporranno una programmazione interdisciplinare e intergenerazionale. L’obiettivo è costruire un presidio stabile per il contemporaneo, capace di generare valore culturale, sociale ed economico, trattenere talenti e attivare nuove competenze nel territorio.</p>



<p>Parallelamente, nel 2026 verrà costituita una nuova Fondazione di partecipazione per una governance condivisa e sostenibile nel lungo periodo.</p>



<p>Nei prossimi mesi i progetti finalisti saranno esposti nelle sale Ipogee di Palazzo Thiene; sarà perfezionato il PFTE e avviato l’iter per il finanziamento e l’inizio dei lavori. L’inaugurazione è prevista per l’autunno 2027.</p>



<p>L’ex Cinema Corso si prepara così a riaprire le porte non come semplice sala restaurata, ma come architettura contemporanea capace di produrre cultura nel cuore storico di Vicenza.</p>



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		<title>A Montecchio Maggiore arriva Diego Dalla Palma con lo spettacolo &#8220;Perché no?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stagione Teatrale 2025/2026 di Montecchio Maggiore, curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, prosegue venerdì 20 febbraio 2026, alle 21, con lo spettacolo Perché no? di Diego Dalla Palma, al Cinema Teatro San Pietro di Corso Matteotti a Montecchio Maggiore. <span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>La Stagione Teatrale 2025/2026 di Montecchio Maggiore, curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, prosegue venerdì 20 febbraio 2026, alle 21, con lo spettacolo <em>Perché no?</em> di Diego Dalla Palma, al Cinema Teatro San Pietro di Corso Matteotti a Montecchio Maggiore. </p>



<p>Dalla Palma, creativo dai molti talenti, possiede un dono naturale per la comunicazione, un carisma magnetico e un calore umano che lo avvicinano istintivamente al pubblico. “Studioso di bellezza”, come ama definirsi, è uno dei più noti esperti e creativi nel campo della cosmetica a livello internazionale, costumista per la Rai e per il teatro, conduttore televisivo, imprenditore, scrittore e opinionista molto seguito, che ha sempre fatto della sua vita uno strumento di vicinanza con il suo pubblico. E&nbsp;<em>Perché no?</em>&nbsp;– drammaturgia di Paolo Gioia e Dalla Palma, regia di Marco Iacomelli e Costanza Filaroni – non è infatti un monologo, ma un dialogo costante con gli spettatori: un invito a riflettere, ridere e commuoversi insieme, rompendo le barriere tra palco e platea in un viaggio emozionale attraverso ironia, sconfitte e riflessioni profonde. Diego Dalla Palma si pone come coraggioso compagno di viaggio degli spettatori che verranno accompagnati verso le tappe di una vita vissuta intensamente. Il titolo suggerisce una riflessione: perché non lasciarsi andare, non osare, non vivere a pieno? Ogni capitolo è un invito alla condivisione, alla consapevolezza e alla libertà. Il titolo dello spettacolo sembra una domanda, ma è in realtà un atto di fede.&nbsp;<em>«È il momento preciso in cui non ti proteggi più. In cui smetti di rimandare e finalmente ti muovi»</em>, spiega<strong>&nbsp;Dalla Palma.</strong>&nbsp;<em>«Perché no? È la frase che divide la prudenza dal coraggio. Questo spettacolo vuole essere una lezione d’amore a cuore e coscienza aperti per far capire che ogni sconfitta può essere un trionfo, affrontando l’attualità, ma anche esperienze personali anticonvenzionali, spesso provocatorie, a volte scabrose e crude, ma sempre sincere e sentite visceralmente»</em>.</p>



<p>I biglietti sono in vendita al costo di 18 euro per la platea, 15 euro per la galleria e 10 euro per gli studenti, acquistabili online su&nbsp;<a href="http://www.vivaticket.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.vivaticket.it</a>&nbsp;oppure rivolgendosi all’Ufficio Cultura del Comune.</p>



<p>La stagione teatrale di Montecchio Maggiore proseguirà il 6 marzo con Alice Mangione in<em>&nbsp;Cruda e nuda</em>&nbsp;e il 25 marzo con il Centro Teatrale Da Ponte in<em>&nbsp;Cyrano de Bergerac</em>. Gli appuntamenti avranno inizio alle 21.</p>



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		<title>“La mia fotografia a tutto volume”. Alla Basilica Palladiana la mostra “Guido Harari. Incontri”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Se la fotografia di Guido Harari fosse musica, sarebbe da ascoltare a tutto volume. Una ballata rock, o un’improvvisazione jazz, capace di attraversare il rumore del mondo per riportarci alla nostra dimensione più umana. In una carriera lunga oltre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td> <br><br></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Se la fotografia di Guido Harari fosse musica, sarebbe da ascoltare a tutto volume. Una ballata rock, o un’improvvisazione jazz, capace di attraversare il rumore del mondo per riportarci alla nostra dimensione più umana. In una carriera lunga oltre cinquant’anni, Harari ha fotografato musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, protagonisti della cultura, fino ad arrivare alle persone comuni ritratte nella sua Caverna Magica, trasformando la fotografia in uno strumento capace di generare relazioni e restituire l’irriducibile valore dell’essere unici.<br>Da qui prende forma <strong>“Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”</strong>, la mostra antologica che attraversa mezzo secolo di fotografia come pratica umanistica prima ancora che visiva, in programma alla <strong>Basilica Palladiana dal 27 marzo al 26 luglio.</strong><br>Annunciata in occasione della conferenza stampa, che si è svolta questa mattina a Palazzo Trissino, in sala Stucchi, alla presenza del sindaco Giacomo Possamai, dell’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, il fotografo Guido Harari, Giorgio e Giulio Simioni dello Studio Tres Architettura Ingegneria,  la mostra  è organizzata da Comune di Vicenza e Musei civici di Vicenza in collaborazione con Rjma progetti culturali e con Wall of sound Gallery è promossa dal Comune di Vicenza, in collaborazione con New Conversations – Vicenza Jazz.<br>Presenta oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che raccontano tutte le fasi di una carriera eclettica: dagli esordi negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale, ai ritratti intesi come luoghi di prossimità e ascolto, fino a un lavoro che nel tempo ha attraversato editoria, pubblicità, moda e reportage.<br>«Con questa nuova esposizione che sta per arrivare in Basilica avremo modo di vivere un’ “esperienza” grazie agli scatti di Guido Harari valorizzati dall’allestimento – è intervenuto il <strong>sindaco Giacomo Possamai</strong> -. La proposta è molto diversa da quanto si vede di solito in Basilica dove abbiamo già proposto di recente una mostra di fotografia, tema che desideriamo approfondire e su cui stiamo sviluppando numerose progettualità per implementare la qualità della vita culturale della città. La mostra “Guido Harari. Incontri” sarà in grado di intercettare pubblici differenti, che normalmente non frequentano la Basilica palladiana, raggiungendo quindi uno degli obiettivi che ci siamo dati &#8211; sviluppato con il filone dei Tre capolavori e con Olimpichetto -: trasformare la Basilica in un’agorà, un luogo dove i vicentini possano trascorrere del tempo. Quindi una Basilica Palladiana come cuore della vita culturale della città».<br>«“La mostra Guido Harari. Incontri”, ospitata in Basilica Palladiana, presenta oltre trecento fotografie che raccontano non solo i protagonisti della musica e della cultura contemporanea, ma anche l’intensità degli incontri umani che Guido Harari ha saputo costruire nel corso della sua carriera – ha spiegato <strong>l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin</strong> -. All’interno di questo percorso si inserisce anche il dialogo con il Vicenza Jazz Festival, che nel 2026 celebra il suo trentennale, occasione che abbiamo voluto valorizzare. Inolte abbiamo attivato anche la collaborazione con il Cinema Odeon dove la mostra verrà antipata da alcune proiezioni che daranno modo di conoscere Guido Harari. Sono particolarmente contenta – ha commnetato infine Fantin &#8211; che l’artista abbia scelto come immagine simbolo della mostra il ritratto di David Bowie, un omaggio intenso che ci permette di ricordarlo a dieci anni dalla sua scomparsa».<br>La musica, del resto, per Guido Harari non è solo un soggetto privilegiato, ma una vera e propria grammatica dello sguardo. Fin dagli esordi ha rappresentato una sorta di “Internet ante litteram”: un sistema di connessioni capace di spalancare mondi, linguaggi e visioni, trasformando il ritratto in un esercizio di relazione, ascolto e presenza. È questa matrice musicale a dare forma alle immagini in mostra, concepite come variazioni, improvvisazioni controllate, incontri che si giocano nel tempo breve e intenso dello scatto.I ritratti si dispiegano come un grande spartito visivo, in cui musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, protagonisti della cultura e della società contemporanea e persone comuni non sono mai messi in scena come icone, ma restituiti in immagini che risuonano di umanità e unicità.<br>«La musica c’è sempre – afferma <strong>Guido Harari</strong> – perché il linguaggio del corpo, la gestualità, il ritmo delle parole, il tempo che si ha a disposizione, sono musica. Anche quando i soggetti non sono musicisti, l’approccio rimane lo stesso: ogni ritratto nasce come un ascolto reciproco, senza distinzione di genere o di ruolo. Tutti vengono percepiti e raccontati come se fossero rockstar, chiamati a entrare in una relazione viva, fisica, intensa. Sono fotografie da guardare a tutto volume!».Questo legame profondo con la musica entra in risonanza anche con la città di Vicenza e il suo territorio, attraverso le immagini, diverse delle quali mai esposte prima, dedicate al jazz e alla partnership con la trentesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz “Dalle trombe di Gerico al divino Miles” in programma dal 15 al 25 maggio 2026.<br>Il percorso espositivo, progettato dagli architetti Giorgio e Giulio Simioni in dialogo con le specificità architettoniche della Basilica Palladiana, mette in relazione figure centrali della cultura contemporanea. Dai musicisti agli artisti, dagli intellettuali agli scienziati, i ritratti costruiscono una costellazione di incontri che attraversa generazioni e linguaggi: da Fabrizio De André a Bob Dylan, Vasco Rossi, David Bowie – protagonista anche dell’immagine di copertina della mostra – Lou Reed e Kate Bush, da Paolo Conte a Ennio Morricone, da Wim Wenders a Renzo Piano, da Giorgio Armani a Carla Fracci, da Rita Levi Montalcini a Margherita Hack, da Anselm Kiefer a Dario F 1J o e Franca Rame, fino a Greta Thunberg, Zygmunt Bauman, Allen Ginsberg e José Saramago. Un insieme che restituisce l’ampiezza di un lavoro capace, nel tempo, di attraversare anche editoria, pubblicità, moda e reportage.<br>«Il nostro approccio progettuale per l’allestimento della mostra di Guido Harari &#8211; spiegano gli architetti<strong> Giorgio e Giulio Simioni</strong> &#8211; scaturisce dalla volontà di istituire una forma di dialogo consapevole con la monumentale spazialità del salone dei Cinquecento della Basilica Palladiana, nel tentativo di donare al pubblico un’esperienza di visita che renda leggibile e manifesta la relazione di reciproco rispetto e valorizzazione tra il ‘contenitore’ e il ‘contenuto’ Il progetto di allestimento organizza l’articolato percorso espositivo della produzione artistica dell’autore in una sequenza ordinata di sezioni che ricreano specifici “ambienti” ed “atmosfere” in relazione continua tra loro e con l’imponente architettura medievale del salone». </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Consiglio Veneto approva una risoluzione per le candidature Unesco di Bolca e delle uve della Valpolicella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 17:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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		<category><![CDATA[candidatura]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso della seduta pomeridiana del Consiglio regionale del Veneto, è stata approvata all’unanimità la Risoluzione n. 3, illustrata dal primo firmatario, il consigliere regionale Matteo Pressi (Capogruppo Stefani Presidente), “La Regione del Veneto rinnova il sostegno alle candidature UNESCO<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Nel corso della seduta pomeridiana del Consiglio regionale del Veneto, è stata approvata all’unanimità la Risoluzione n. 3, illustrata dal primo firmatario, il consigliere regionale Matteo Pressi (Capogruppo Stefani Presidente), “La Regione del Veneto rinnova il sostegno alle candidature UNESCO del sito geopaleontologico di Bolca e della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella”. Nelle more di un approfondimento condiviso, è stata rinviata in commissione, all’unanimità, su proposta avanzata dall’assessore regionale Zecchinato, la Mozione n. 5 “Nuove ombre sulla Pedemontana: non si ferma la contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) presso la galleria di Malo e Sant&#8217;Urbano e presso i siti di stoccaggio dei materiali di scavo. La Regione intervenga al più presto per scongiurare ogni rischio per la salute pubblica.”, di cui è primo firmatario la consigliera regionale Chiara Luisetto (Pd), sottoscritta da tutti i consiglieri Dem. Su proposta dell’assessore regionale Dario Bond, è stata rinviata all’unanimità in commissione, per ulteriori approfondimenti, anche la Mozione n. 8, presentata dai consiglieri regionali Sonia Brescacin (Gruppo Misto) e Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione), “Azioni urgenti a tutela degli allevatori veneti e del comparto lattiero-caseario a fronte del crollo del prezzo del &#8216;latte spot&#8217; e della crisi del reddito aziendale.”    </td></tr><tr><td> </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Noventa &#8211; Giorno del Ricordo 2026: a Villa Barbarigo una mostra fotografica per non dimenticare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Giorno del Ricordo 2026, ricorrenza istituita per mantenere viva la memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo di oltre 350.000 italiani istriani, giuliani e dalmati, la Sala Mostre di Villa Barbarigo ospiterà dal 10 al 15 febbraio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>In occasione del <strong>Giorno del Ricordo 2026</strong>, ricorrenza istituita per mantenere viva la memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo di oltre 350.000 italiani istriani, giuliani e dalmati, la <strong>Sala Mostre di Villa Barbarigo</strong> ospiterà dal <strong>10 al 15 febbraio 2026</strong> una <strong>mostra fotografica</strong> curata da Valentino Dalla Costa.</p>



<p>L’esposizione propone oltre <strong>200 immagini</strong>, tra volti, storie ed emozioni, che guidano il visitatore in un percorso di riflessione su una delle pagine più dolorose e complesse della storia del Novecento. L’<strong>inaugurazione</strong> è prevista per <strong>martedì 10 febbraio alle ore 17.00</strong>.</p>



<p>Le iniziative dedicate al Giorno del Ricordo proseguiranno con due momenti aperti alla cittadinanza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Mercoledì 11 febbraio alle ore 20.45</strong>, nella Sala Paradiso di Villa Barbarigo, il <strong>reading musicale</strong> <em>“Raccontar di Ofelia. Storia di una famiglia. Storia di un esodo”</em>;</li>



<li><strong>Domenica 15 febbraio</strong>, il momento commemorativo con la <strong>Santa Messa in Duomo</strong>, seguita dalla cerimonia ufficiale.</li>
</ul>



<p>Un’occasione per partecipare, raccogliersi e condividere la memoria di chi ha vissuto il dramma delle foibe e dell’esodo, perché la storia non si perda nel tempo.</p>



<p>La cittadinanza è invitata a partecipare.</p>
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		<item>
		<title>“LIBERI DI OBBEDIRE”, POLITICA, FAMIGLIA E MANIPOLAZIONE: IL LIBRO CHE LEGGE IL POTERE TRA LE RIGHE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La manipolazione è il filo rosso che attraversa la politica, la famiglia, le relazioni di coppia e le amicizie, spesso in modo silenzioso e invisibile. È da questa consapevolezza che nasce “Liberi di obbedire”, il libro di Arrigo Abalti e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>manipolazione</strong> è il filo rosso che attraversa la politica, la famiglia, le relazioni di coppia e le amicizie, spesso in modo silenzioso e invisibile. È da questa consapevolezza che nasce <strong>“Liberi di obbedire”</strong>, il libro di <strong>Arrigo Abalti e Maria Cristina Strocchi</strong>, seconda produzione editoriale per Abalti, presentato come un viaggio lucido e provocatorio nei meccanismi del potere e dell’influenza. Un’opera che invita a una domanda scomoda: <em>quanto siamo davvero liberi e quanto, invece, stiamo semplicemente obbedendo?</em></p>



<p>Il volume intreccia riflessione politica e analisi psicologica, utilizzando accostamenti originali al linguaggio della musica per leggere la leadership contemporanea: <strong>Luca Zaia come un crooner</strong>, capace di raccontare la politica in modo semplice e mainstream; <strong>Possamai come un cantautore</strong>, più portato alla mediazione che allo scontro, vicino a Battisti più che a Guccini; <strong>Francesco Rucco</strong>, neomelodico rassicurante, abile nel contenere le tensioni. Parallelamente, Strocchi approfondisce il tema della manipolazione patologica, che nasce dalla paura dell’abbandono e si manifesta nel timore di essere criticati, esclusi, non visti o di perdere il controllo, ricordando come ciò che manca al manipolatore sia proprio la capacità di mediare.</p>
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		<title>Agugliaro &#8211; Grande partecipazione alla serata del Giorno del Ricordo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/agugliaro-grande-partecipazione-alla-serata-del-giorno-del-ricordo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico la serata dedicata al Giorno del Ricordo, svoltasi ad Agugliaro lunedì 9 febbraio 2026, con inizio alle 20.30, al padiglione multifunzionale. L’iniziativa, patrocinata dal Consiglio della Regione del Veneto e organizzata sotto l’egida del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>Ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico la serata dedicata al <strong>Giorno del Ricordo</strong>, svoltasi ad <strong>Agugliaro lunedì 9 febbraio 2026</strong>, con inizio alle <strong>20.30</strong>, al <strong>padiglione multifunzionale</strong>. L’iniziativa, patrocinata dal <strong>Consiglio della Regione del Veneto</strong> e organizzata sotto l’egida del <strong>Comitato provinciale di Vicenza dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia</strong>, ha confermato il forte coinvolgimento della comunità locale su un tema di grande valore civile e storico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-357967" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-1024x768.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-556x417.jpeg 556w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-100x75.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-846x635.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30-1184x888.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-10-at-09.38.30.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A sottolinearlo, a conclusione dell’evento, è stato il sindaco <strong>Roberto Andriolo</strong>, che ha parlato di una serata “di forte impatto civile e partecipazione, vista la delicatezza del tema affrontato e la qualità degli interventi proposti”.</p>



<p>Dopo i saluti istituzionali del primo cittadino e del <strong>vicepresidente vicario della Regione del Veneto, Francesco Rucco</strong>, quest’ultimo ha ricordato come “il 10 febbraio rappresenti un momento di profonda riflessione su una tragedia del Novecento per troppo tempo dimenticata. È un giorno di memoria, verità e rispetto. L’appello è quello di non dimenticare”.</p>



<p>Protagonista della serata è stato il giornalista <strong>Paolo Rolli</strong>, esule di seconda generazione, che ha aperto il suo intervento con la proiezione di un breve filmato dell’<strong>Istituto Luce</strong> dedicato alla devastante situazione in cui versava <strong>Pola</strong> nel dopoguerra. Visibilmente emozionato, Rolli — nipote e figlio di esuli zaratini — ha guidato il pubblico in un intenso approfondimento storico sul <strong>dramma delle foibe</strong>, sull’<strong>esodo giuliano, fiumano e dalmata</strong> e sulla complessa vicenda del <strong>confine orientale</strong>.</p>



<p>Attraverso le sue riflessioni sono stati ripercorsi alcuni dei momenti più tragici vissuti dalle popolazioni italiane dell’area durante la <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, dai <strong>bombardamenti di Zara</strong> fino alla strage di <strong>Vergarolla</strong>, la spiaggia istriana nei pressi di Pola dove l’esplosione di un ordigno bellico provocò la morte di circa un centinaio di persone.</p>



<p>Al termine dell’incontro, il sindaco Andriolo ha ribadito come “ricordare non sia un gesto simbolico, ma un dovere morale e civile verso migliaia di italiani uccisi, costretti all’esilio e cancellati dalla memoria collettiva. Difendere la loro memoria significa difendere identità, dignità e libertà del popolo italiano contro ogni forma di negazionismo. La storia è una”.</p>



<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Paolo Rolli</strong>, che ha ricordato una celebre frase di <strong>Indro Montanelli</strong>: “Gli esuli devono essere considerati italiani due volte, per nascita e per scelta”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/agugliaro-grande-partecipazione-alla-serata-del-giorno-del-ricordo/">Agugliaro &#8211; Grande partecipazione alla serata del Giorno del Ricordo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Olimpiadi, atleta ucraino onora i connazionali uccisi sul casco: “Alcuni erano miei amici”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 16:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CORTINA D’AMPEZZO – Un gesto carico di emozione e di memoria ha catturato l’attenzione alle Olimpiadi invernali: Vladyslav Heraskevych, 26 anni, atleta ucraino di skeleton, si è allenato indossando un casco decorato con le immagini di compatrioti uccisi durante la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p><strong>CORTINA D’AMPEZZO</strong> – Un gesto carico di emozione e di memoria ha catturato l’attenzione alle Olimpiadi invernali: <strong>Vladyslav Heraskevych</strong>, 26 anni, atleta ucraino di skeleton, si è allenato indossando un casco decorato con le immagini di compatrioti uccisi durante la guerra in Ucraina. L’iniziativa rientra nella promessa di sfruttare la vetrina olimpica per portare l’attenzione sul conflitto nel suo Paese.</p>



<p>“Alcuni di loro erano miei amici”, ha dichiarato Heraskevych al termine della sua sessione di allenamento al <strong>Centro di scivolamento di Cortina</strong>, sottolineando il significato personale e civile del gesto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I volti sul casco</h3>



<p>Tra le immagini sul casco dell’atleta figurano diversi sportivi e personalità ucraine: la sollevatrice di pesi adolescente <strong>Alina Perehudova</strong>, il pugile <strong>Pavlo Ischenko</strong>, il giocatore di hockey <strong>Oleksiy Loginov</strong>, l’attore e atleta <strong>Ivan Kononenko</strong>, l’allenatore e atleta di tuffi <strong>Mykyta Kozubenko</strong>, il tiratore <strong>Oleksiy Habarov</strong> e la ballerina <strong>Daria Kurdel</strong>.</p>



<p>Il casco, già segnalato al <strong>Comitato Olimpico Internazionale (CIO)</strong> dal Comitato Olimpico ucraino, è ancora sotto valutazione. “La questione è ancora in fase di elaborazione”, ha detto Heraskevych, che aveva già dimostrato sensibilità simile a <strong>Pechino 2022</strong>, esponendo un cartello con la scritta <em>“Nessuna guerra in Ucraina”</em> pochi giorni prima dell’invasione russa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il rispetto delle regole olimpiche</h3>



<p>La Carta Olimpica, all’articolo 50.2, vieta “qualsiasi tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale” all’interno dei siti e delle sedi olimpiche. Heraskevych ha spiegato di aver cercato di rispettare queste regole, garantendo al contempo che la difficile situazione del suo Paese fosse visibile durante i Giochi.</p>



<p>Al momento, <strong>né il CIO né il Comitato Olimpico ucraino hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali</strong> in merito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Contesto internazionale</h3>



<p>Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, agli atleti della Russia e della Bielorussia è stata in gran parte impedita la partecipazione alle competizioni internazionali. Tuttavia, il CIO ha sostenuto il loro <strong>graduale ritorno a condizioni rigorose</strong>, mentre la comunità sportiva continua a riflettere sul confine tra manifestazione politica e libertà di espressione in ambito olimpico.</p>
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		<title>Monte Berico 600, domenica viale X Giugno chiuso per la messa con il cardinale Parolin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 15:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Monte Berico 600, domenica 8 febbraio viale X Giugno chiuso alla circolazione dalle 13.15 alle 17.30 per la messa di apertura con il cardinale Parolin IL LINK AL Piano Mobilità Il santuario si potrà raggiungere con bus navetta gratuiti o<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p></p>



<h5 class="wp-block-heading">Monte Berico 600, domenica 8 febbraio viale X Giugno chiuso alla circolazione dalle 13.15 alle 17.30 per la messa di apertura con il cardinale Parolin</h5>



<p><a href="https://www.comune.vicenza.it/ocmultibinary/download/15847/279655/2/07933a8b38f7d374a03fcd84c6b1e903.pdf/file/piano%2Bmobilit%25C3%25A0%2B8%2Bfebbraio%2B2028%2Banno%2Bgiubilare%2Bmariano.pdf">IL LINK AL Piano Mobilità</a></p>



<p>Il santuario si potrà raggiungere con bus navetta gratuiti o a piedi. Transito consentito ai possessori di CUDE che potranno parcheggiare nel piazzale della Vittoria</p>



<p>La grande attenzione che la comunità vicentina e non solo sta riservando all’’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita ha reso necessarie alcune modifiche alla viabilità di accesso al santuario per domenica 8 febbraio, giorno della celebrazione di apertura presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.</p>



<p>Il piano della mobilità è stato presentato questa mattina dagli assessori comunali Cristiano Spiller (mobilità) e Leone Zilio (grandi eventi) assieme al priore di Monte Berico Carlo Maria Rossato e a suor Naike Borgo in rappresentanza della Diocesi.</p>



<p>«Il nostro obiettivo – ha detto l’assessore alla mobilità&nbsp;<strong>Crist</strong><strong>i</strong><strong>ano Spiller</strong>&nbsp;– è favorire il migliore accesso possibile delle persone a questo evento. Prevedendo l’arrivo di migliaia di cittadini e pellegrini abbiamo pertanto privilegiato il trasporto pubblico, con l’introduzione di navette gratuite dalla stazione al santuario e la valorizzazione dei percorsi pedonali attraverso i quali i vicentini e i pellegrini hanno tradizionalmente raggiunto Monte Berico. Importante sarà che tutti coloro che decidono di partecipare alla celebrazione delle 15 si muovano per tempo, soprattutto se desiderano utilizzare le navette gratuite in partenza ogni 15 minuti dalla stazione fin dalle 12.30».</p>



<p><strong>Chiusure stradali</strong><br>Nel dettaglio, dalle 13.15 alle 17.30 di domenica 8 febbraio saranno chiusi al transito viale Dante e viale X Giugno, da viale del Risorgimento Nazionale a strada della Commenda, e via Boccaccio.</p>



<p><strong>Circolazione consentita</strong><br>In quella fascia oraria potranno circolare solo i residenti, i titolari del Cude (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) per raggiungere il parcheggio di piazzale della Vittoria a loro riservato (fino ad esaurimento dei posti disponibili), i bus turistici per lasciare i pellegrini in prossimità del santuario, i taxi e ncc (noleggio con conducente) e i bus navetta di SVT.</p>



<p><strong>Bus navetta</strong><br>I bus navetta collegheranno la stazione ferroviaria con la basilica di Monte Berico.<br>Saranno gratuiti dalle 12.30 alle 17.30 con frequenza ogni 15 minuti.<br>Fino alle 12.30 e dalle 17.30 si potrà viaggiare con biglietto Svt (linea 18, frequenza ogni 30 minuti).</p>



<p><strong>Percorsi pedonali</strong><br>Il santuario di Monte Berico è facilmente raggiungibile dalla città attraverso la salita dei Portici di Monte Berico, quella delle Scalette e da via Tiepolo e via San Bastiano. È inoltre raggiungibile sempre a piedi lungo i Sentieri Urbani che attraversano il parco di Villa Bedin Aldighieri, via Mantovani, Valletta del Silenzio e il parco del Museo del Risorgimento e della Resistenza.</p>



<p>«La celebrazione di domenica presieduta dal cardinale Pietro Parolin – ha premesso padre&nbsp;<strong>Carlo Maria Rossato</strong>&nbsp;&#8211; è il coronamento di un lungo e complesso cammino condiviso da tutti i promotori dell’Anno Giubilare. In questi giorni abbiamo registrato un interesse crescente rispetto all’evento che ha reso necessario introdurre nuove disposizioni perché la liturgia sia seguita nel modo migliore possibile da tutti coloro che lo desiderano».</p>



<p>«Dopo la decisione di allestire il maxischermo sul piazzale della Vittoria per chi non riuscirà ad entrare in chiesa – ha aggiunto l’assessore ai grandi eventi&nbsp;<strong>Leone Zilio</strong>, coordinatore della cabina di regia di “Monte Berico 600” – interveniamo con questo piano della mobilità della cui rapida messa a punto ringrazio gli uffici comunali, ricordando che i varchi saranno presidiati dagli alpini, in particolare quelli del Gruppo Monte Berico, con il coordinamento della polizia locale».</p>



<p>«All’interno del Santuario – ha specificato suor&nbsp;<strong>Naike Borgo</strong>&nbsp;– saranno ammesse 500 persone sedute e circa 150 in piedi. Altre 150 potranno trovare posto tra la Sala del Quadro e il chiostro. All’esterno, dove sarà allestito il maxi schermo, oltre ai 500 posti a sedere si potrà assistere alla messa in piedi».</p>



<p>Tutti gli eventi dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita sono pubblicizzati nel sito www.monteberico600.org e sui canali social su Facebook (Monte Berico 600) e Instagram (monteberico_600).</p>


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		<title>Le vacanze di una volta: lente, sgangherate e indimenticabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano C’erano una volta le vacanze. Non “le ferie”, non “il ponte”, non “il weekend lungo”, ma proprio le vacanze, con l’articolo determinativo e il tono solenne delle cose che capitano una sola volta all’anno, come l’eclissi o<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>Di Alessandro Cammarano</p>



<p>C’erano una volta le vacanze. Non “le ferie”, non “il ponte”, non “il weekend lungo”, ma proprio le vacanze, con l’articolo determinativo e il tono solenne delle cose che capitano una sola volta all’anno, come l’eclissi o la maturità. Accadevano ad agosto, rigorosamente ad agosto, quando le città si svuotavano fino a sembrare scenografie abbandonate, con le serrande abbassate, i gatti padroni dei marciapiedi e l’edicola eroica che resisteva come un avamposto di civiltà. Era un esodo biblico ma senza GPS, senza app, senza tutor, senza notifiche: si partiva e basta, armati di pazienza, panini con la frittata e una carta Michelin che, una volta aperta, non sarebbe mai più tornata nella sua forma originaria, esattamente come la dignità dopo dodici ore in coda sotto il sole.</p>



<p>Oggi la ministra Santanché sogna di sovvertire il calendario scolastico per “ottimizzare” le vacanze, parola che tradotta significa renderle tutte uguali, tutte concentrate, tutte vendibili in pacchetto, possibilmente con braccialetto fluorescente al polso e buffet incluso. Ma le vacanze di una volta non si ottimizzavano: si subivano con gioia. Erano scomode, lente, sudate, spesso anche brutte, e proprio per questo memorabili. Altro che destagionalizzazione: la stagione era una, ed era sacra. Agosto. Punto.</p>



<p>Si sceglievano pensioncine dal nome rassicurante – “Aurora”, “Bellavista”, “Eden” – che di eden avevano giusto il basilico sul davanzale. Pensioni a conduzione familiare, dove la famiglia era davvero una famiglia: la nonna al forno, la figlia in sala, il marito al bar e il figlio adolescente condannato alla reception come a un Purgatorio stagionale. Il dolce della domenica era un evento liturgico: una teglia di crostata da cui la signora Maria, con gesto equanime e vagamente sovietico, attingeva con parsimonia, creando una fraternità gastronomica che oggi verrebbe bloccata da tre protocolli sanitari e un’incursione dei NAS.</p>



<p>Le stanze avevano l’odore inconfondibile del legno stantio e di lisoformio, i letti scricchiolavano come vecchi marinai e il ventilatore sul soffitto girava lentamente, più per dare speranza che per dare aria. Ma nessuno si lamentava davvero. O meglio, ci si lamentava continuamente, che è diverso: il lamento era parte integrante dell’esperienza, come il canto delle cicale o il traffico sulla statale Adriatica.</p>



<p>E poi c’erano le code in autostrada, monumenti nazionali mai dichiarati patrimonio UNESCO.</p>



<p>Ore immobili, finestre abbassate, bambini che litigavano sul sedile posteriore, madri che distribuivano succhi di frutta tiepidi come se fossero razioni di sopravvivenza, padri che consultavano la cartina con l’aria grave di un generale durante una campagna militare. “Secondo me abbiamo sbagliato uscita” era la frase che inaugurava il panico. Nessuno aveva idea di dove fosse realmente, ma tutti erano convinti che mancasse “poco”, concetto elastico che poteva significare venti minuti o due ore e mezza.</p>



<p>Le vacanze di una volta erano anche le colonie estive, quelle fabbriche di ricordi indelebili dove bambini di tutta Italia venivano parcheggiati in file ordinate, con cappellino uguale per tutti e crema solare distribuita come vernice industriale. Sveglia all’alba, inno mattutino, mare a turni, montagna a scaglioni, educatori con fischietto e pazienza monastica.</p>



<p>Si tornava a casa abbronzati a chiazze, con una nostalgia precoce e una cartolina obbligatoria scritta in stampatello: “Caro papà, cara mamma, sto bene. Qui si mangia tanto. Torno presto”.</p>



<p>C’era entusiasmo, sì, un entusiasmo ingenuo, quasi commovente. Si aspettava la partenza per mesi. Si contavano i giorni sul calendario con la biro rossa. La valigia veniva preparata e rifatta tre volte, sempre con dentro cose inutili e sempre senza quella indispensabile. Ma si partiva con l’idea che stesse per accadere qualcosa di importante, anche se non si sapeva bene cosa. Forse solo il diritto sacrosanto a non fare nulla, a stare seduti su una sedia di plastica a guardare il mare come se fosse una televisione in alta definizione ante litteram.</p>



<p>Oggi invece le vacanze sono diventate un format. Stesso villaggio, stesso programma di animazione, stesso aperitivo al tramonto fotografato da milioni di smartphone identici. Tutto efficiente, tutto prenotabile, tutto “esperienziale” ma stranamente privo di esperienza vera. E ora ci si mette anche la politica del turismo, che sogna calendari scolastici flessibili per facilitare flussi, incassi, occupazioni alberghiere, possibilmente negli stabilimenti griffati del potere balneare. Una vacanza modulare, seriale, in franchising: entri, consumi, esci, lasci la recensione.</p>



<p>Le vacanze di una volta erano un’altra cosa. Erano lente, imperfette, spesso un po’ miserelle, ma avevano un cuore. Erano il tempo sospeso in cui si facevano amicizie destinate a durare una settimana e a sembrare eterne, si flirtava con la ragazza dell’ombrellone accanto senza mai trovare il coraggio di chiederle il cognome, si mangiava troppo e si dormiva male, ma si tornava a casa con la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero.</p>



<p>Forse idealizziamo, certo. Forse eravamo solo più giovani e quindi tutto sembrava più grande: il mare più blu, le estati più calde, le attese più emozionanti. Ma una cosa è certa: quelle vacanze non erano un prodotto da scaffale. Erano un rito collettivo, sgangherato e magnifico, che iniziava con una coda in autostrada e finiva con la malinconia dell’ultimo giorno, quando si salutava la pensioncina, il barista, il vicino d’ombrellone, promettendo di tornare l’anno dopo, sapendo benissimo che non sarebbe successo.</p>



<p>Ecco, forse è questo che dà fastidio oggi: che le vacanze, per essere davvero tali, devono essere un po’ inutili, un po’ fuori controllo, un po’ irripetibili. Tutto il contrario delle vacanze “ottimizzate”, calendarizzate, brandizzate.</p>



<p>Quelle non sono vacanze: sono turni di consumo al mare. Le altre, quelle di una volta, erano vita in costume da bagno. E scusate se è poco.</p>



<p></p>
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		<title>Vicenza &#8211; Presentato il Danza in Rete Festival “Architetture del presente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 17:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata presentata oggi &#8211; giovedì 5 febbraio 2026 &#8211; al Teatro Comunale di Vicenza la nona edizione di Danza in Rete Festival “Architetture del presente”, l’evento diffuso che anima Vicenza e il suo territorio con una serie di spettacoli,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-presentato-il-danza-in-rete-festival-architetture-del-presente/">Vicenza &#8211; Presentato il Danza in Rete Festival “Architetture del presente&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stata presentata oggi &#8211; <strong>giovedì 5 febbraio 2026</strong> &#8211; al Teatro Comunale di Vicenza la <strong>nona edizione</strong> di <strong>Danza in Rete Festival</strong> <strong>“Architetture del presente”</strong>, l’evento diffuso che anima Vicenza e il suo territorio con una serie di spettacoli, performances, collaborazioni, approfondimenti e occasioni di incontro tra i protagonisti del Festival e la comunità, dedicato alla danza, alle sue molteplici evoluzioni e alla capacità di quest’arte di contaminare le altre forme espressive del contemporaneo ma anche la vita dei cittadini.</p>



<p>Il Festival, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali, si svolgerà <strong>dal 13 febbraio al 24 maggio 2026</strong>, nei teatri (<strong>Teatro Comunale, Teatro Astra, Teatro Olimpico, Teatro Civico di Schio</strong>), nei luoghi monumentali e storici della città (i palladiani Palazzo Chiericati e la Chiesa di Santa Maria Nova) e negli spazi urbani (Piazza dei Signori, il piazzale d’ingresso del Comunale); è sostenuto dal Ministero della Cultura fin dalla prima edizione.</p>



<p>La direzione artistica di Danza in Rete Festival è curata da <strong>Pier Giacomo Cirella</strong> in collaborazione con <strong>Loredana Bernardi</strong> per la stagione di danza e da <strong>Alessandro Bevilacqua</strong> per la sezione Off, i progetti di scouting, le masterclass.</p>



<p>Durante la presentazione si sono succeduti gli interventi del Presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Luca Trivellato, dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Attrattività della Città di Vicenza, Ilaria Fantin, del Vicesegretario Generale della Fondazione, Marianna Giollo, del Codirettore artistico di Danza in Rete Festival, Alessandro Bevilacqua e di Stefano Tomassini, docente di studi coreografici e di danza all’Università IUAV di Venezia, oltre ai saluti del Vice Presidente di BVR Banca Veneto Centrale, Flavio Stecca e del Vice Presidente di Fondazione BVR Banca Veneto Centrale, Edo Boldrin.</p>



<p><strong>“Architetture del presente”</strong> si presenta come una creatura dinamica, in costante espansione sia in termini di partecipazione che di struttura progettuale, fortemente orientata alla costruzione di una cultura di danza diffusa e consapevole. Il progetto artistico si configura come un sistema organico, costruito su scelte di alto profilo con una curatela di squadra volta a valorizzare la ricerca, l’innovazione e l’eccellenza creativa.&nbsp;</p>



<p>Una forte attenzione è riservata agli artisti italiani e alle loro esigenze, modulate a livello generazionale, e alle poetiche che il loro lavoro esprime; inoltre, accanto alla programmazione degli esiti performativi, il Festival mette in atto in modo sistematico azioni di sostegno fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei linguaggi della danza contemporanea.&nbsp;</p>



<p>La visione progettuale complessiva innesca un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando organismi di riconosciuto standing nazionale e internazionale, riconoscendo loro il peso storico ed estetico nei contesti che li hanno generati e per essere stati fondati da grandi maestri; i nomi celebri della danza internazionale sono affiancati da coreografi e compagnie emergenti che, con il loro apporto, contribuiscono a presentare gli orientamenti dei nuovi e nuovissimi linguaggi coreografici. &nbsp;</p>



<p>E i nomi degli artisti in programma lo evidenziano: la canadese <strong>Compagnie Marie Chouinard, Francesco Marilungo,</strong> la<strong> Compagnia Virgilio Sieni, </strong>la <strong>Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, </strong>la <strong>Compagnia Déjà Donné, </strong>la francese<strong> Compagnie Accrorap, Andrea Costanzo Martini</strong>, l’ungherese<strong> Szeged Contemporary Dance Company, </strong>la compagine sloveno-croata <strong>En-Knap Productions &amp; Zagreb Dance Company, </strong>lo<strong> Spellbound Contemporary Ballet,</strong> i <strong>Momix </strong>cittadini del mondo con base negli Stati Uniti, la britannica<strong>&nbsp; Hofesh Shechter Company &#8211; Shechter II, Mvula Sungani Physical Dance, </strong>protagonisti degli spettacoli di Danza in Rete, mentre le performance di Danza in Rete Off saranno portate in scena da <strong>Collettivo Jennifer Rosa, Matteo Maffesanti/Collettivo Elevator Bunker, Davide Tagliavini, Vidavé Company, Teodora Grano, Paola Bianchi/Valentina Bravetti, </strong>lo sloveno <strong>Jaz Roznam, Adriano Bolognino, Vittorio Pagani, </strong>i taiwanesi<strong> Shi-Hao Huang</strong> e <strong>Chih-Chia Huang, </strong>solo per citare i protagonisti delle principalisezioni del Festival.</p>



<p>Inoltre, se da un lato <strong>Danza in Rete</strong> testimonia la sua vocazione allo scouting, all’emersione di nuove tendenze e alla volontà di proporre innovazione, dall’altro conferma la sua peculiarità di ecosistema in grado&nbsp;</p>



<p>di creare occasioni reali di incontro con la danza, come testimoniano le esperienze di formazione che hanno generato fatti artistici o le attività di audience development ed engagement, tramutate in arte partecipata. Ma ribadisce anche la sua capacità di <strong>generare occasioni concrete per gli artisti</strong> e di essere volano per nuove e inedite opportunità, grazie alle molteplici esperienze di rete. L’esempio più significativo è quello della felice esperienza della NID Platform (la nuova piattaforma della danza contemporanea italiana), ospitata per la prima volta a Vicenza nell’autunno 2024. A confermare l’impatto sono i dati: nel 2025 l’attività di danza prodotta, con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza capofila, ha realizzato 52 messe in scena (41 in Italia e 11 all’estero), 3 residenze, 3 laboratori, 2 workshop, un risultato impensabile fino a qualche anno fa.</p>



<p>La Rete del Festival non è solo l’insieme delle collaborazioni di un network virtuoso in costante espansione, ma un <strong>sistema a servizio dell’intera comunità</strong> (artisti, creatori, operatori, pubblico) e contribuisce ad accreditare il valore sociale dell’esperienza artistica.</p>



<p>Danza in Rete continua ad essere quindi uno straordinario <strong>attivatore di connessioni</strong>, il generatore di una rete attiva costruita nel tempo grazie alle numerose partnership con istituzioni del territorio, ma anche con prestigiose realtà nazionali e internazionali di produzione della danza contemporanea e, ancora, con centri universitari di ricerca di alta specializzazione, per tessere una molteplicità di relazioni e costruire progetti condivisi con una ricaduta positiva sull&#8217;intera filiera produttiva, dalla dimensione locale a quella nazionale.&nbsp;</p>



<p>I Partner dell’edizione 2026 di Danza in Rete sono: Fondazione Teatro Civico di Schio, La Piccionaia-Centro di Produzione Teatrale, OperaEstate Festival Veneto, Arteven-Circuito Multidisciplinare Regionale, Theama Teatro, Orbita Spellbound-Centro Nazionale di Produzione della Danza, C.L.A.P.Spettacolodalvivo-Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, DanceHauspiù-Centro Nazionale di Produzione della Danza,&nbsp;Dance Well-Ricerca e&nbsp;movimento&nbsp;per il Parkinson, Università IUAV di Venezia, Beirut Physical Lab-Beirut, Belgrade Dance Festival, Live Arts Cultures, Fondazione San Bortolo Onlus, Vicenza È Convention &amp; Visitors Bureau,</p>



<p>New Conversations Vicenza Jazz.</p>



<p>Le Reti inoltre a cui il Festival partecipa, formate da operatori della danza e dello spettacolo dal vivo, consentono attraverso lo scambio di best practices e con l’attività comune, di consolidare l’intera filiera della produzione artistica e la formazione dei pubblici senza limiti generazionali. Sono: Pan-Adria, Area Pubblica (Rete Italiana dei festival e delle attività di danza e arti performative nello spazio pubblico, nel paesaggio e con le comunità), Move on, Solidarity in Motion, Rete Teatri Vi.Vi. il Network Anticorpi XL.</p>



<p><strong>“Architetture del presente”</strong> diventa un titolo emblematico in quanto il Festival intende costruire un futuro per la danza contemporanea italiana attraverso solide fondamenta e una forte vocazione all’internazionalizzazione, come dimostrano le numerose collaborazioni e i prestigiosi artisti stranieri presenti in cartellone; inoltre per presidiare questo obiettivo, entra nella squadra organizzativa del Festival Dominique Martin, consulente artistica per i progetti internazionali. Ma il titolo della nuova edizione si addentra anche nei contenuti, celebrando la danza come costruzione viva e collettiva: corpi e movimenti che modellano lo spazio, creano reti di significato e raccontano il nostro tempo.</p>



<p><strong>La nuova programmazione</strong></p>



<p><strong>L’ edizione 2026 del Festival</strong> presenta un programma estremamente articolato, con spettacoli ed eventi in programma <strong>dal 13 febbraio al 24 maggio: </strong>3 mesi di attività on e off stage, <strong>circa 80 appuntamenti di cui 31 spettacoli e performance </strong>&#8211; con <strong>9 prime nazionali, 2 anteprime nazionali</strong> e <strong>8 prime regionali </strong>&#8211; eventi di spettacolo che comprendono anche 3 appuntamenti per le scuole, 3 momenti site-specific (Danza Urbana) e 3 brevi esibizioni di giovani artisti (Progetto Supporter). Le attività di approfondimento e sostegno alla cultura di danza si articolano in 19 incontri con gli artisti e di approfondimento con i critici di danza e gli studiosi, 7 masterclass con i giovani e talentuosi coreografi italiani, 3 percorsi di audience development ed engagement differenziati a livello generazionale (Teatro con Vista, Spettatori Danzanti e Spettatori Danzanti&nbsp;</p>



<p>Young), il laboratorio di welfare community di ricerca e movimento per il Parkinson Dance Well, le lezioni di danza classica per i pazienti oncologici e non solo del progetto “I dance the way i feel”.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, entra nel vivo in questa edizione l’attività dell’<strong>Artista in Rete </strong>(per il triennio 2025-2027 il pluripremiato <strong>Adriano Bolognino</strong>, scelto per essere uno dei coreografi della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026), che presenterà al Festival due lavori in prima e in anteprima nazionale; <strong><em>Last movement of hope &#8211; II capitolo &#8211; organi</em></strong> e <strong><em>Nella neve </em></strong>nascono all’interno del percorso di residenza creativa di Adriano Bolognino al Teatro Comunale di Vicenza e rappresentano il risultato concreto di un sostegno produttivo che ha offerto tempo, spazio e risorse alla ricerca coreografica, accompagnando lo sviluppo delle opere dalle prime fasi di studio fino alla loro piena realizzazione scenica e confermando l’impegno del Festival nella promozione e nel sostegno delle nuove creazioni.</p>



<p><strong>I protagonisti</strong></p>



<p>Gli interpreti del Festival, nella sezione mainstream (Danza in Rete) sono prestigiosi compagini internazionali e italiane, le compagnie dei grandi maestri che hanno segnato in modo indelebile la scena di danza contemporanea (Compagnie Marie Chouinard, Compagnia Virgilio Sieni, Hofesh Shechter Company-Shechter II), ma anche le scuole della grande tradizione come la Scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala; gruppi stranieri con matrici e connotazioni di forte originalità (Compagnie Accrorap per l’hip hop, Szeged Contemporary Dance Company per il teatro-danza, En-Knap Productions &amp; Zagreb Dance Company con la riproposizione di un maestoso capolavoro come il <em>Bolero </em>di Ravel).&nbsp;</p>



<p>Ma anche compagnie ed interpreti italiani in sicura ascesa come l’immaginifico Francesco Marilungo con le sue produzioni di ricerca in ambito folklorico e l’irriverente Andrea Costanzo Martini con le sue creazioni orientate al new pop, la Compagnia Déjà Donné impegnata su Ravel in un’inedita relazione con le sonorità della musica rave, l’acclamato Spellbound Contemporary Ballet diretto da Mauro Astolfi, con una versione contemporanea della <em>Bella Addormentata </em>a rappresentare le tendenze autodistruttive del potere e la compagnia Mvula Sungani Physical Dance che presenterà una celebrazione del mood partenopeo e della cultura mediterranea. E ancora gli evergreen Momix, con una rutilante versione di <em>Botanica</em>, decennale cult di ispirazione ambientalista.</p>



<p>Il dialogo incessante tra espressioni e linguaggi coreografici anche molto diversi, cifra “abituale” del Festival, prosegue nella sezione Danza in Rete Off in cui si confrontano giovani artisti e realtà italiane, grazie all’originalità dei loro lavori, perlopiù in prima nazionale; i loro nomi sono Collettivo Jennifer Rosa, Matteo Maffesanti/Collettivo Elevator Bunker, Davide Tagliavini, Vidavé Company, Teodora Grano, Paola Bianchi/Valentina Bravetti, Vittorio Pagani, oltre naturalmente all’Artista in Rete Adriano Bolognino. Ma lo sguardo alle nuove tendenze del contemporaneo si amplia a livello internazionale, presentando in prima nazionale i lavori di artisti emergenti di altri paesi come lo sloveno Jaz Roznam ei taiwanesiHuang Shi-Hao, Chih-Chia Huang, progetti nati grazie alle residenze internazionali della Nid Platform 2024, realizzati in collaborazione con il Shinehouse Theatre / Want To Dance Festival di Taipei.&nbsp;</p>



<p>Nomi significativi nel cartellone di Danza in Rete Festival sono anche quelli degli interpreti delle performance di Danza Urbana, con la Compagnie Marie Chouinard impegnata in un site-specific a Palazzo Chiericati, l’artista multidisciplinare Gaetano Palermo e il Collettivo Parini Secondo che utilizza la coreografia per sublimare tendenze pop. Gli interpreti del Progetto Supporter sono invece il neonato Balletto di Vicenza, il danz’autore catanese Claudio Scalia e il vincitore della borsa di studio Roi, Davide Cancelliero.</p>



<p><strong>Il palinsesto</strong></p>



<p>A rappresentare questa dimensione plurale dei linguaggi artistici e di sperimentazione contribuiscono tutte, a diverso titolo, le sezioni che compongono il cartellone del Festival. <strong>Danza in Rete</strong>, con i nomi più conosciuti di artisti e coreografi e la vocazione internazionale del Festival, una fisiologica evoluzione dello spin-off della Stagione di Danza del Comunale da cui prende vita; <strong>Danza in Rete Off</strong> che dà voce alle diverse espressioni del contemporaneo, spesso presentando la danza in contaminazione con altre arti, proponendo estetiche “fuori-luogo”; <strong>I</strong> <strong>primi passi a teatro</strong>,uno spazio rivolto alle giovani e giovanissime generazioni, con spettacoli per le scuole e le famiglie, portati in scena da compagnie e artisti di riconosciuto livello;&nbsp; <strong>Danza Urbana</strong>, ovvero lo sconfinamento del palcoscenico di danza in luoghi monumentali o spazi alternativi della città; le <strong>Masterclass</strong>, sempre più numerose, con i protagonisti della scena di danza italiana; l’esperienza di <strong>Dance Well</strong>, che consente la pratica della danza contemporanea e l’incontro con la comunità delle persone con il Parkinson; il progetto <strong>I dance the way i feel</strong>,una pratica artistica di danza rivolta prevalentemente, ma non esclusivamente, a pazienti ed ex pazienti oncologici; gli <strong>Incontri con gli Artisti</strong> dopo le performances di Danza in Rete Off e al Ridotto del Tcvi; gli <strong>Incontri con la Danza</strong> che precedono gli appuntamenti della stagione, tenuti da critici, studiosi, giornalisti, per avvicinare anche i non addetti ai lavori alle diverse esperienze coreutiche; i percorsi guidati di <strong>Audience Development ed Engagement</strong>, un progetto di partecipazione attiva alla creazione, personalizzato per fasce generazionali (Teatro con Vista 14-18 anni, Spettatori Danzanti over 20, Spettatori Danzanti Young 14-19 anni) guidato da esperti.&nbsp;</p>



<p><strong>I numeri e i sostenitori</strong></p>



<p>La nuova edizione di Danza in Rete Festival conferma la vocazione del Teatro Comunale di Vicenza come palcoscenico di eccellenza della danza contemporanea in Italia e il ruolo della Fondazione come promotore accreditato: una rete di esperienze e competenze cresciuto costantemente, con un know how consolidato anche grazie alla felice esperienza della NID Platform. I dati dell’edizione 2025 del Festival indicano questa tendenza, con un’audience molto fidelizzata di oltre 10.000 spettatori e partecipanti alle performance e ai progetti di avvicinamento, un pubblico giovane in costante crescita, 22 compagnie presenti in cartellone, 150 artisti in scena.&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un’operazione importante anche in termini economici (un investimento complessivo di circa 400.000 euro), che può essere portata a compimento grazie alla fitta rete di interventi pubblici e privati, di sostegno al Festival. A vario titolo, contribuiscono alla realizzazione di Danza in Rete, i sostenitori istituzionali, ovvero i soci della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza (il Comune di Vicenza, la Regione del Veneto, Fondazione Cariverona e Intesa Sanpaolo) e il Ministero della Cultura; i sostenitori corporate BVR Banca Veneto Centrale, Mecc Alte, Rigoni Franceschetti e Emisfero del Gruppo Unicomm, in particolare per il sostegno al progetto Spettatori Danzanti Young. Sono media partnership il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza. Ma, oltre a partner istituzionali e aziendali, anche gli spettatori sono coinvolti nel sostegno economico al Festival; Danza in Retepuò infatti essere sostenuto con l’Art Bonus, l’incentivo fiscale previsto dal Ministero della Cultura per favorire il mecenatismo culturale, attraverso il quale il donatore, azienda o privato, può recuperare in 3 anni il 65% della cifra destinata al progetto.</p>



<p><strong>Le contaminazioni</strong></p>



<p>Il Festival si è confermato, nei suoi nove anni di attività, non solo come un fatto artistico e un evento culturale riconosciuto, ma un generatore di connessioni che ha prodotto una rete reale attraverso originali progetti di partnership e collaborazioni attivate per sostenere, indagare e praticare la danza ma anche il welfare dei cittadini, promuovendo logiche di inclusione e di superamento delle barriere in diversi ambiti (generazionale, di ruolo, di genere, contro lo svantaggio fisico, psichico e psicologico). Sicuramente una buona pratica e un esempio virtuoso di contaminazione tra arte e realtà. E questa connessione, diventa anche un invito al cambiamento, ad una presa in carico di istanze artistiche per cercare di migliorare il mondo in cui viviamo.&nbsp; Sono illuminanti a questo proposito le parole del Direttore della Biennale Danza, il coreografo e regista britannico Wayne Mc Gregor: <em>La creazione è una genesi; suggerisce e presenta una versione della realtà̀ attraverso l’attenzione, la percezione, la cognizione, l’emozione e le tecniche di comunicazione. Questo processo consente agli individui di lasciarsi alle spalle il loro sé attuale per esplorare nuovi campi. Per il pubblico, cʼè la speranza che l’impatto della creazione possa provocare un cambiamento, proponendo nuovi modi di vedere, essere e comprendere, avviando così un viaggio personale L’arte invita spettatori, ascoltatori, lettori e attori &#8211; ognuno un cosmo creativo a sé stante &#8211; a sperimentare, sentire, interpretare e rispondere.&nbsp;</em></p>



<p>Ed è questo l’augurio degli organizzatori per la nuova edizione di Danza in Rete che prenderà vita tra qualche giorno.</p>



<p><strong>Biglietti e abbonamenti</strong> per Danza in Rete Festival sono <strong>in vendita da</strong> oggi, <strong>giovedì 5 febbraio 2026</strong>,online e alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza, anche per gli eventi in programma a Schio.</p>



<p>www.festivaldanzainrete.it</p>



<p>www.facebook.com/festivaldanzainrete</p>



<p>www.instagram.com/festival_danzainrete</p>



<p><strong>Il programma&nbsp;</strong></p>



<p><strong>&gt;DANZA IN RETE</strong></p>



<p>sabato 14 febbraio ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>COMPAGNIE MARIE CHOUINARD</strong></p>



<p>MAGNIFICAT <em>prima nazionale</em> &#8211; LE SACRE DU PRINTEMPS</p>



<p>domenica 15 febbraio ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Palco della Sala Maggiore</p>



<p><strong>FRANCESCO MARILUNGO</strong></p>



<p>CANI LUNARI <em>prima regionale</em></p>



<p>sabato 28 febbraio ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>COMPAGNIA VIRGILIO SIENI</strong></p>



<p>SONATE BACH di fronte al dolore degli altri</p>



<p>sabato 7 marzo ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>SCUOLA DI BALLO DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA</strong></p>



<p>divertissement da PAQUITA &#8211; ROSSINI CARDS &#8211; BOLERO X <em>prima regionale</em></p>



<p>sabato 14 marzo ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>COMPAGNIA DÉJÀ DONNÉ</strong></p>



<p>RAVE.L</p>



<p>venerdì 27 marzo ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>COMPAGNIE ACCRORAP&nbsp;</strong></p>



<p>PRÉLUDE <em>prima ed esclusiva regionale</em></p>



<p>sabato 28 marzo ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>ANDREA COSTANZO MARTINI</strong></p>



<p>LIFE IN LYCRA &#8211; PAS DE CHEVAL&nbsp;</p>



<p>sabato 11 aprile ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>SZEGED CONTEMPORARY DANCE COMPANY&nbsp;</strong></p>



<p>CARMINA BURANA</p>



<p>martedì 21 aprile ore 20.45</p>



<p>Teatro Olimpico di Vicenza</p>



<p><strong>EN-KNAP PRODUCTIONS &amp; ZAGREB DANCE COMPANY</strong></p>



<p>GRAN BOLERO <em>prima regionale</em></p>



<p>domenica 26 aprile ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET&nbsp;</strong></p>



<p>THE SLEEPING QUEEN<em>prima nazionale</em></p>



<p>martedì 12 maggio ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>MOMIX</strong></p>



<p>BOTANICA SEASON 2</p>



<p>domenica 17 maggio ore 20.45</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>HOFESH SHECHTER COMPANY &#8211; SHECHTER II &nbsp;</strong></p>



<p>IN THE BRAIN<em>prima ed esclusiva regionale</em></p>



<p>domenica 24 maggio ore 21.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>MVULA SUNGANI PHYSICAL DANCE</strong></p>



<p>NEAPOLIS MANTRA</p>



<p><em>evento realizzato in collaborazione con New Conversations – Vicenza Jazz&nbsp;</em></p>



<p><strong>&gt;DANZA IN RETE OFF</strong></p>



<p>domenica 1 marzo ore 17.00-18.00-19.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Palco della Sala Maggiore</p>



<p><strong>COLLETTIVO JENNIFER ROSA&nbsp;</strong></p>



<p>PER PRIMA COSA ATTENZIONE AL LUOGO<em>prima nazionale</em></p>



<p>sabato 14 marzo ore 19.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Palco della Sala Maggiore</p>



<p><strong>MATTEO MAFFESANTI / COLLETTIVO ELEVATOR BUNKER</strong></p>



<p>WHERE IS OLGA?<em>prima regionale</em></p>



<p>sabato 21 marzo ore 21.00</p>



<p>Teatro Astra di Vicenza&nbsp;</p>



<p><strong>*DAVIDE TAGLIAVINI</strong> THAT’S ALL <em>prima regionale</em></p>



<p><strong>VIDAVÈ COMPANY</strong> INSOMNIE <em>prima nazionale</em></p>



<p><em>*evento organizzato da La Piccionaia in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza</em></p>



<p>sabato 28 marzo ore 19.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Palco della Sala Maggiore</p>



<p><strong>TEODORA GRANO</strong></p>



<p>GRINDHOUSE <em>prima nazionale</em></p>



<p>venerdì 10 aprile ore 21.00</p>



<p>Palco del Teatro Civico di Schio&nbsp;</p>



<p><strong>PAOLA BIANCHI/VALENTINA BRAVETTI</strong></p>



<p>BRAVE&nbsp;</p>



<p>sabato 18 aprile ore 19.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Palco della Sala Maggiore</p>



<p><strong>JAN ROZMAN</strong></p>



<p>WETWARE <em>prima regionale</em></p>



<p>sabato 18 aprile ore 21.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>ADRIANO BOLOGNINO</strong></p>



<p>LAST MOVEMENT OF HOPE &#8211; II capitolo – organi <em>prima nazionale</em></p>



<p>NELLA NEVE <em>anteprima nazionale</em></p>



<p>sabato 25 aprile ore 17.30</p>



<p>Chiesa di Santa Maria Nova di Vicenza</p>



<p><strong>VITTORIO PAGANI</strong></p>



<p>RECORDS <em>anteprima nazionale e coproduzione</em></p>



<p>sabato 25 aprile ore 21.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>SHI-HAO</strong> <strong>HUANG </strong>RAVEN + LIGHTS <em>prime nazionali</em></p>



<p><strong>CHIH-CHIA HUANG</strong> MARY 李 / 瑪麗 LI<em> prima nazionale</em></p>



<p><strong>&gt;I PRIMI PASSI A TEATRO</strong></p>



<p><em>Rassegna di danza per le scuole realizzata in collaborazione con La Piccionaia centro di Produzione Teatrale di Vicenza</em></p>



<p>venerdì 13 febbraio ore 10.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>GRUPPO IBRIDO</strong></p>



<p>POLLICINO SHOW</p>



<p>mercoledì 25 febbraio ore 10.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>GRUPPO IBRIDO</strong></p>



<p>AIAIAI PINOCCHIO!</p>



<p>venerdì 6 marzo ore 10.00</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala del Ridotto</p>



<p><strong>SOSTA PALMIZI/DIMITRI-CANESSA</strong></p>



<p>CUOR DI CONIGLIO</p>



<p><strong>&gt;DANZA URBANA</strong></p>



<p>domenica 15 febbraio ore 17.00</p>



<p>Palazzo Chiericati Vicenza&nbsp;</p>



<p><strong>COMPAGNIE MARIE CHOUINARD</strong></p>



<p>IN MUSEUM</p>



<p>sabato 21 marzo ore 18.00</p>



<p>Piazza dei Signori</p>



<p><strong>GAETANO PALERMO</strong></p>



<p>SWAN</p>



<p>sabato 25 aprile ore 18.30</p>



<p>Piazzale d’ingresso del Teatro Comunale di Vicenza</p>



<p><strong>PARINI SECONDO</strong></p>



<p>HIT OUT</p>



<p><strong>&gt;PROGETTO SUPPORTER</strong></p>



<p>sabato 14 febbraio ore 20.45 / prima di <em>Magnificat &#8211; Le Sacre du Printemps</em> | Compagnie Marie Chouinard</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>NUOVO BALLETTO DI VICENZA</strong></p>



<p>ME, MYSELF AND WE</p>



<p>venerdì 27 marzo ore 20.45 / prima di <em>Prélude</em> | Compagnie Accrorap</p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>CLAUDIO SCALIA / compagniazappalàdanza2</strong></p>



<p>LIF (studio)</p>



<p>domenica 26 aprile ore 20.45/ prima di <em>The Sleeping Queen</em> | Spellbound Contemporary Ballet<strong>&nbsp;</strong></p>



<p>Teatro Comunale di Vicenza | Sala Maggiore</p>



<p><strong>DAVIDE CANCELLIERO</strong></p>



<p>A PLACE I AM</p>



<p><strong>&gt;MASTERCLASS</strong></p>



<p>sabato 14 febbraio ore 18.30-20.00&nbsp;</p>



<p><strong>FRANCESCO MARILUNGO</strong></p>



<p>EPIFANIE ANATOMICHE</p>



<p><em>aperto a tutti a partire dai 14 anni</em></p>



<p>sabato 28 febbraio ore 16.00-18.00&nbsp;</p>



<p><strong>VIRGILIO SIENI</strong></p>



<p>LEZIONE SUL GESTO</p>



<p><em>aperto a tutti a partire dai 14 anni</em></p>



<p>sabato 14 marzo con ore 11.30-13.00</p>



<p><strong>VIRGINIA SPALLAROSSA&nbsp;</strong></p>



<p>ABITARE LA PELLE</p>



<p><em>aperto a tutti a partire dai 14 anni</em></p>



<p>venerdì 27 marzo 19.00-20.15</p>



<p><strong>ANDREA COSTANZO MARTINI</strong></p>



<p>MASTERCLASS MARTINI</p>



<p><em>per gli allievi della rete No-Limit-Action e ad esterni interessati a partire dai 16 anni</em></p>



<p>STOP BEING DUMB! sul comporre in danza</p>



<p><em>rivolto a studenti del Laboratorio integrato di Coreografia nell’ambito della laurea magistrale in Teatro e Arti performative dell’Università IUAV di Venezia</em></p>



<p>sabato 14 marzo ore 10-14 | <strong>ADRIANA BORRIELLO</strong>&nbsp;</p>



<p>sabato 21 marzo ore 10-14 | <strong>DANIELE ALBANESE</strong>&nbsp;</p>



<p>sabato 28 marzo ore 10-14 | <strong>GINEVRA PANZETTI ED ENRICO TICCONI</strong></p>



<p><strong>&gt;DANCE WELL &#8211; RICERCA E MOVIMENTO PER IL PARKINSON</strong></p>



<p>dal 13 febbraio al 24 maggio</p>



<p>Teatro Civico di Schio</p>



<p>tutti i giovedì dalle 17.00 alle 18.00</p>



<p><strong>Informazioni, biglietti e abbonamenti&nbsp;</strong></p>



<p>I prezzi dei biglietti variano, dai 7 euro (biglietto unico) degli appuntamenti di Danza in Rete Off, per arrivare ai 39 euro (biglietto intero) degli spettacoli in Sala Maggiore al Teatro Comunale di Vicenza.&nbsp;</p>



<p>Sono previste due formule di abbonamento:&nbsp;<strong>Luoghi del Contemporaneo Danza</strong>, tutti e 5 gli spettacoli della programmazione al prezzo di 75 euro l’intero e 50 euro il ridotto (under 30 e over 65) e <strong>Mini Danza</strong>, 3 spettacoli in Sala Maggiore (<em>Paquita-Rossini Cards-Bolero X, Prélude, The Sleeping Queen</em>) al prezzo di 90 euro l’intero, 75 euro il ridotto over 65 e 51 euro il ridotto under 30. Sono attive promozioni per le Scuole di Danza, per le ultime file degli spettacoli in Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza e biglietti a prezzi scontati per alcuni spettacoli di Danza in Rete Off per coloro che acquistano spettacoli in Sala Maggiore e spettacoli dei Luoghi del Contemporaneo Danza.</p>



<p>La sezione&nbsp;<em>I primi passi a teatro</em>&nbsp;prevede un biglietto a&nbsp;4,50 euro&nbsp;per alunni e insegnanti delle Scuole dell’Infanzia e Primarie.&nbsp;</p>



<p><strong>Biglietti e abbonamenti (in vendita da giovedì 5 febbraio 2026)&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p>Sono disponibili in tutte le sedi degli spettacoli, a partire da un’ora prima dell’inizio;</p>



<p>alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza, in Viale Mazzini 39 (biglietteria@tcvi.it, tel. 0444.324442), aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, online sul sito&nbsp;www.festivaldanzainrete.it;</p>



<p>alla biglietteria del Teatro Civico di Schio per lo spettacolo <em>Brave</em>, in Via P. Maraschin 19 (info@teatrocivicoschio.it, tel. 0445 525577), aperta dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00, il sabato dalle 10.00 alle 12.00, il giovedì anche dalle 16.00 alle 18.30.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-presentato-il-danza-in-rete-festival-architetture-del-presente/">Vicenza &#8211; Presentato il Danza in Rete Festival “Architetture del presente&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Monte Berico 600, l’Anno Giubilare si apre con il cardinale Parolin: maxi schermo e piano sicurezza per l’arrivo dei fedeli</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 14:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA – Sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere domenica 8 febbraio alle ore 15 la celebrazione liturgica che aprirà ufficialmente l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, nell’ambito delle iniziative di “Monte Berico 600”,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/monte-berico-600-lanno-giubilare-si-apre-con-il-cardinale-parolin-maxi-schermo-e-piano-sicurezza-per-larrivo-dei-fedeli/">Monte Berico 600, l’Anno Giubilare si apre con il cardinale Parolin: maxi schermo e piano sicurezza per l’arrivo dei fedeli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p>VICENZA – Sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere domenica 8 febbraio alle ore 15 la celebrazione liturgica che aprirà ufficialmente l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, nell’ambito delle iniziative di “Monte Berico 600”, a 600 anni dalla prima apparizione della Madonna.</p>



<p>La cerimonia si svolgerà al Santuario di Monte Berico e, considerata l’ampia partecipazione attesa, potrà essere seguita anche dall’esterno grazie a un maxi schermo che verrà installato sul piazzale della Vittoria. Qui sarà allestita una platea con 500 posti a sedere, collocata all’accesso del piazzale, a ridosso del muro del ristorante “Al Pellegrino”, a cura della Diocesi di Vicenza, per garantire la comunione spirituale con la celebrazione liturgica.</p>



<p>In vista dell’evento, l’amministrazione comunale invita i cittadini a raggiungere Monte Berico a piedi, percorrendo il suggestivo cammino dei portici. «L’invito a non utilizzare l’auto ha una doppia ragione – spiega Leone Zilio, assessore ai grandi eventi e coordinatore della cabina di regia di “Monte Berico 600” –: da un lato evitare criticità alla mobilità, dall’altro vivere l’inizio del Giubileo come un vero pellegrinaggio, nella forma del cammino».</p>



<p>Il Comune di Vicenza ha inoltre predisposto un piano di modifiche temporanee alla circolazione e alla sosta. In particolare, nel tratto di strada antistante il monumento ai Caduti, è prevista la soppressione temporanea di alcuni stalli di sosta e l’istituzione di una corsia a doppio senso di marcia nel tratto iniziale di piazzale della Vittoria, così da consentire l’ingresso e l’uscita dall’area principale del parcheggio, che resterà sempre utilizzabile.</p>



<p>Per garantire la sicurezza dei partecipanti, l’intera area della platea sarà transennata e il servizio di accoglienza sarà assicurato dalla Sezione Alpini di Vicenza Monte Pasubio.</p>



<p>L’organizzazione delle celebrazioni per il seicentenario della prima apparizione mariana e il supporto a un evento di grande rilievo turistico, religioso e culturale sono coordinati da una cabina di regia istituita tramite un Accordo quadro sottoscritto nel 2024 dall’allora presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dal presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, dal vescovo della Diocesi di Vicenza monsignor Giuliano Brugnotto e dal priore del Convento Basilica di Santa Maria di Monte Berico, padre Carlo Rossato dell’Ordine dei Servi di Maria.</p>



<p>Tutti gli eventi dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita sono consultabili sul sito ufficiale monteberico600.org e sui canali social Facebook “Monte Berico 600” e Instagram “monteberico_600”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/monte-berico-600-lanno-giubilare-si-apre-con-il-cardinale-parolin-maxi-schermo-e-piano-sicurezza-per-larrivo-dei-fedeli/">Monte Berico 600, l’Anno Giubilare si apre con il cardinale Parolin: maxi schermo e piano sicurezza per l’arrivo dei fedeli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>“Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare” debutta al Castello di Thiene</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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<p>La pluripremiata compagnia leonicena L’Archibugio ha scelto il Castello di Thiene per debuttare con una delle sue quattro nuove produzioni previste nel 2026: “Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare”, per la regia di Giovanni Florio, è uno spettacolo dedicato al sentimento fondante delle nostre esistenze raccontato fondendo abilmente ben quattro capolavori shakespeariani e dunque “Otello”, “Il mercante di Venezia”, “La bisbetica domata” e “Romeo e Giulietta”; l’ambiziosa operazione artistica, avvalendosi della modalità “site specific”, offre al pubblico una visita immersiva nelle stanze più misteriose e affascinanti del castello Quattrocentesco. L’evento itinerante si terrà domenica 15 febbraio in ben cinque repliche &#8211; ore 15, 16:30, 18, 19:30 e 21 &#8211; nelle suggestive sale del Castello di Thiene in Corso Giuseppe Garibaldi 2 a Thiene, provincia di Vicenza, luogo carico di storia e fascino che nel 2004 è stato teatro per alcune riprese di un’altra trasposizione cinematografica shakespeariana, “Il mercante di Venezia”, con protagonisti Al Pacino e Jeremy Irons.</p>



<p>&nbsp;“Si consolida sempre più la collaborazione con la direzione artistica del Castello di Thiene &#8211; sottolinea Florio, in veste di regista &#8211; nel giorno seguente alla festa degli innamorati offriremo al pubblico un appassionato medley di scene iconiche che hanno l’amore per soggetto in una coinvolgente forma immersiva: prenderemo per mano gli spettatori accompagnandoli in un&#8217;altra epoca, quella di Shakespeare e delle ville venete. Questa è, a ben guardare, l’origine de L’Archibugio, compagnia fondata nel 2009 ma che, fino al 2012, non si è mai esibita sui palcoscenici dei teatri tradizionali, preferendogli luoghi intrisi di storia come ville, castelli e giardini di conturbante bellezza”.</p>



<p>“Il lavoro sviluppato con la compagnia L’Archibugio si inserisce nel percorso culturale del Castello &#8211; evidenzia Francesca di Thiene, comproprietaria del Castello &#8211; il teatro site specific mette in relazione testi e architettura, atmosfera e racconto, e permette al pubblico di attraversare le sale in modo nuovo. E poi c’è Shakespeare, che al Veneto ha affidato alcune delle sue storie più intense: un Veneto immaginato che, in occasione di San Valentino, torna a prendere forma nelle stanze del Castello di Thiene con un progetto pensato in modo rispettoso e coerente con l’identità del luogo”.</p>



<p>Biglietto intero euro 18, ridotto euro 10 (dai 12 a 18 anni) acquistabile al link <a href="https://www.castellodithiene.com/it/eventi/storie-damore-nel-veneto-di-shakespeare">https://www.castellodithiene.com/it/eventi/storie-damore-nel-veneto-di-shakespeare</a></p>



<p><em>Necessario presentarsi alla location 15 minuti prima dell’inizio dell’orario prescelto.</em></p>



<p><strong>Per informazioni e prenotazioni</strong><br><a href="mailto:info@castellodithiene.com">info@castellodithiene.com</a><br><a href="http://www.castellodithiene.com">www.castellodithiene.com</a></p>
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		<title>&#8220;Si fa presto a dire Cenerentola&#8221; per Le domeniche a Teatro 2025/26</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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<p>Nuovo appuntamento al<strong>&nbsp;Cinema Teatro San Pietro&nbsp;</strong>di Corso Matteotti con<strong>&nbsp;Le domeniche a Teatro 2025/26</strong>, la rassegna per bambini e famiglie che affianca la<strong>&nbsp;Stagione Teatrale di Montecchio Maggiore,</strong>&nbsp;curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven. La prossima rappresentazione è in programma<strong>&nbsp;alle 16 di domenica 8 febbraio</strong>&nbsp;con protagonista la compagnia<strong>&nbsp;Gli Alcuni&nbsp;</strong>in<em>&nbsp;</em><strong><em>Si fa presto a dire Cenerentola</em></strong>.</p>



<p>Lo spettacolo di Sergio Manfio, con Tullia Dalle Carbonare e Simone Babetto, per la regia di Manfio e Laura Fintina, è una divertente rilettura della fiaba di Cenerentola. In scena Polpetta e Frollino insieme ai Cuccioli che dovranno fare i conti con Maga Baracca, la quale fa irruzione sul palco con le figlie Genoveffa e Anastasia. Grazie a divertenti canzoni in rima che punteggiano la narrazione, si scoprirà il piano del trio malevolo per impedire a Cenerentola di incontrare il Principe Azzurro, alias il coniglio Cilindro. Consigliata a un pubblico dai 3 anni, la rappresentazione a lieto fine mescola teatro d’attore, pupazzi e momenti musicali coinvolgendo i giovani spettatori nella narrazione. Lo spettacolo si è aggiudicato il Premio del Pubblico alla XVIII edizione dell’EuroPuppet Festival 2025 ed è candidato al Premio Arteven Pierluca Donin.</p>



<p>Il calendario della rassegna proseguirà il 1° marzo con il circo contemporaneo di Nando e Maila in<em>&nbsp;Sonata per tubi</em>. Il 15 marzo andrà in scena<em>&nbsp;Luna e Zenzero&nbsp;</em>di Teatro Giovani Teatro Pirata, mentre la chiusura è in programma il 29 marzo con la compagnia Gruppo Ibrido che proporrà<em>&nbsp;Aiaiai Pinocchio!</em>&nbsp;Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 16. I biglietti sono disponibili a 5 euro, rivolgendosi all’Ufficio Cultura del Comune di Montecchio Maggiore oppure online su&nbsp;<a href="http://www.vivaticket.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vivaticket.com</a>&nbsp;e nei relativi punti vendita.&nbsp;</p>



<p><strong>Per informazioni:</strong></p>



<p>Ufficio Cultura &#8211; via Roma 5, Montecchio Maggiore</p>



<p>Tel. 0444 705768 &#8211;&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'cultura@comune.montecchio-maggiore.vi.it', subject: ''})">cultura@comune.montecchio-maggiore.vi.it</a></p>



<p><a href="https://www.comune.montecchio-maggiore.vi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.comune.montecchio-maggiore.vi.it</a></p>



<p><strong class="">Marco Billo</strong></p>



<p><a class="" href="javascript:window.mailto({mailto:'molon@hassel.it', subject: ''})">billo@hassel.it</a></p>



<p>+39 346 2276020</p>
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		<title>Inziative speciale e aperture straordinarie per le ultime settimane della mostra su Segantini</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Siamo pronti a concludere nel migliore dei modi questa avventura. Prima della chiusura estenderemo gli orari di visita con aperture straordinarie e rilanceremo un’offerta speciale per dare a tutti la possibilità di un’esperienza imperdibile”. Il Sindaco di Bassano del Grappa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>“Siamo pronti a concludere nel migliore dei modi questa avventura. Prima della chiusura estenderemo gli orari di visita con aperture straordinarie e rilanceremo un’offerta speciale per dare a tutti la possibilità di un’esperienza imperdibile”. Il Sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco scalda i motori in vista della volata finale di “Giovanni Segantini”, la mostra di successo che resterà aperta ai Museo Civici fino al 22 febbraio. E lo fa annunciando due importanti novità.</p>



<p>Sabato 14 febbraio 2026, nel giorno di San Valentino, tutti gli innamorati dell&#8217;arte potranno usufruire della&nbsp;speciale promozione&nbsp;2&#215;1:&nbsp;basterà essere in due per visitare, con un unico biglietto, la mostra&nbsp;che ha riscosso un successo di pubblico e critica unanimi, e le&nbsp;collezioni permanenti del Museo Civico e di Palazzo Sturm.</p>



<p>&nbsp;<br>Sempre in occasione di San Valentino la mostra&nbsp;“<a href="https://www.museibassano.it/it/mostra/giovanni-segantini">Giovanni Segantini</a>” e le collezioni permanenti del Museo Civico di Bassano del Grappa saranno&nbsp;straordinariamente visitabili fino alle 22.00, con ultimo accesso alle ore 21.00, e sarà disponibile una visita guidata aggiuntiva alle ore 20.20.</p>



<p>L’offerta 2&#215;1 è&nbsp;valida solo acquistando un biglietto di ingresso a tariffa intera, direttamente presso le biglietterie dei musei,&nbsp;indipendentemente dall&#8217;appartenenza a categorie aventi diritto di riduzione. La promozione non si applica per la quota delle attività didattiche previste per la giornata.</p>



<p>Vista la grande affluenza alla mostra, inoltre, il Museo Civico di Bassano del Grappa sarà straordinariamente aperto martedì 3, 10 e 17 febbraio dalle 10.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.00. Inoltre, si estenderà l’orario di visita mercoledì 4 febbraio, venerdì 6 febbraio, sabato 7 febbraio, domenica 8 febbraio, mercoledì 11 febbraio, mercoledì 18 febbraio fino alle 20.00, con ultimo ingesso alle 19.00, domenica 15 febbraio, venerdì 20 febbraio e sabato 21 febbraio fino alle 22.00, con ultimo ingresso alle 21.00, e domenica 22 febbraio, in occasione della chiusura della mostra, fino alle 00.00, con ultimo ingresso alle 23.00.</p>



<p>“I Musei civici – commenta l’Assessore alla Cultura e al Turismo Giada Pontarollo– offrono a tutte le coppie, in occasione di San Valentino, la possibilità di condividere uno spazio e un racconto espositivo fatto di bellezza grazie alla mostra Giovanni Segantini, che in questi mesi ha raccolto un successo sorprendente. Una bellezza che si unisce a quella della nostra città, per trascorrere insieme una giornata da ricordare”</p>



<p>Infine, i Musei Civici rendono noto che domenica 15 febbraio, in occasione della sfilata dei carri allegorici di Carnevale che interesserà il centro storico di Bassano del Grappa,&nbsp;dalle ore 14.00 alle ore 18.00 potrebbero esserci dei disagi nel raggiungere l&#8217;ingresso principale del Museo&nbsp;in Piazza Garibaldi 34.&nbsp;</p>



<p><br><em>Foto in allegato: Giovanni Segantini,&nbsp;“Idillio”, 1899.&nbsp;©&nbsp;Collezione privata&nbsp;</em></p>
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		<title>Giorno del Ricordo 2026, fino al 2 marzo Vicenza commemora le vittime delle foibe e l&#8217;esodo giuliano-dalmata</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Vicenza, in collaborazione con la Biblioteca civica Bertoliana e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), propone un calendario di eventi per commemorare il Giorno del Ricordo 2026, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/giorno-del-ricordo-2026-fino-al-2-marzo-vicenza-commemora-le-vittime-delle-foibe-e-lesodo-giuliano-dalmata/">Giorno del Ricordo 2026, fino al 2 marzo Vicenza commemora le vittime delle foibe e l&#8217;esodo giuliano-dalmata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Il Comune di Vicenza, in collaborazione con la Biblioteca civica Bertoliana e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), propone un calendario di eventi per commemorare il Giorno del Ricordo 2026, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, che si celebra il 10 febbraio.Le iniziative sono state presentate oggi a Palazzo Trissino dalla vicesindaca Isabella Sala, dal presidente della Biblioteca Civica Bertoliana Alberto Galla e dalla presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.<br><br>«Ricordare non significa solo guardare al passato, significa assumersi una responsabilità nel presente; la memoria non è mai neutra: è una scelta e un impegno – dichiara la vicesindaca Isabella Sala -. <br>Per questo l’Amministrazione comunale di Vicenza, insieme alla Biblioteca civica Bertoliana e all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha promosso un articolato calendario di iniziative in occasione del Giorno del Ricordo: occasioni preziose per tutta la cittadinanza, con una attenzione particolare rivolta alle giovani generazioni. È necessario e doveroso continuare indefessamente a costruire ogni anno, insieme, una memoria comune di una delle pagine più dolorose della nostra storia, troppo a lungo dimenticata. È una storia che riguarda tutte e tutti noi; una memoria che dobbiamo alle centinaia di migliaia di esuli costretti a lasciare la propria terra e a chi, fra loro, ha iniziato una nuova vita nella nostra città, con enormi fatiche, strazianti ricordi e una grande, grandissima forza».<br>«Per anni gli stessi esuli non hanno rivelato i dettagli della sofferenza che ha generato l’abbandono delle loro terre, per una forma di protezione nei confronti dei figli – ha spiegato la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza – a testimonianza del fatto che essere stati sradicati dai luoghi in cui avevano creato la loro rete di conoscenze, amicizie e affetti ha provocato in loro un dolore profondo. Partiti dalle loro case con un bagaglio minimo si sono rifugiati in campi profughi, spesso ricoveri non certo confortevoli, dove le famiglie si trovavano a condividere gli spazi e queste situazioni spesso si protraevano per anni. Queste vicende verranno raccontate in una mostra all’ex Collegio Cordellina che aprirà subito dopo la cerimonia del 3 febbraio e che ricostruirà con pannelli interattivi la storia dei territori dell’Adriatico orientale fino all’esilio».<br>«Il Giorno del Ricordo ci aiuta a riflette sulle conseguenze folli e perverse delle guerre in cui, purtroppo, anche oggi ci troviamo totalmente immersi. Quello giuliano dalmata è stato un esodo particolarmente doloroso di cui dobbiamo parlare sempre – sottolinea il presidente della Biblioteca Civica Bertoliana Alberto Galla -. In Bertoliana abbiamo dedicato una vetrina a volumi che parlano del Giorno del Ricordo e di quello della Memoria, invitando alla riflessione su due momenti storici che hanno generato sofferenza e dolore immensi. Il programma prevede poi la presentazione del libro della 94enne Erminia Dionis Bernobi “Una vita appesa ad un filo” che ha un doppio significato: fa riferimento infatti ad una vita da esodata, cambiando città e perdendo appunto ogni riferimento, e poi perché l’autrice era una sarta e quindi il filo inteso come strumento per cucire».<br><br>Il programma si apre martedì 3 febbraio alle 10 all&#8217;ex Collegio Cordellina in contra’ Santa Maria Nova 7, con una cerimonia in memoria degli esuli italiani che il 3 febbraio 1947 trovarono rifugio nell&#8217;ex convento. L’evento si terrà alla presenza della vicesindaca Isabella Sala, del viceprefetto vicario Teresa Inglese e della presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.A seguire verrà inaugurata la mostra espositiva storica e documentale dal titolo &#8220;Dedicata al ricordo&#8221;, aperta nei giorni 3, 4, 5, 6, 9 e 10 febbraio dalle 15 alle 17.30 ad ingresso libero, nel chiostro della scuola secondaria Giuriolo in contra’ Mure San Rocco 41. <br><br>La mostra, a cura di Emanuele Bugli, consigliere nazionale ANVGD &#8211; Comitato provinciale di Vicenza, è organizzata dal Comitato di Vicenza dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche. Il cuore della mostra è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta, spesso obbligata, dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita.<br><br>La cerimonia istituzionale si terrà martedì 10 febbraio alle 10.30 al Cimitero Maggiore in viale Trieste, al Monumento vittime delle foibe, con la cerimonia ufficiale nel Giorno del Ricordo, alla presenza del sindaco Giacomo Possamai, del prefetto Filippo Romano e la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.Venerdì 13 febbraio alle 17.30 nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino, in corso Palladio 98, si terrà l’incontro “Giorno del Ricordo: dalle tragedie del Novecento al recupero di una identità oltre i confini” con Davide Rossi, docente all’Università di Trieste e vice Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.Giovedì 19 febbraio alle 17 a Palazzo Cordellina, in contra’ Riale 12, la Biblioteca civica Bertoliana, in collaborazione con l’associazione Anvgd, presenterà il libro curato da Rossana Mondoni “Una vita appesa a un filo” alla presenza dell’autrice, Erminia Dionis Bernobi.Il programma prevede anche lo spettacolo “11° Non dimenticare”, organizzato dal Comune di Vicenza sempre in collaborazione con l’associazione Anvgd, che si terrà all’Odeo del Teatro Olimpico, stradella del Teatro Olimpico 8: domenica 1 marzo alle 16 per i cittadini (ingresso libero, prenotazioni e informazioni <a href="javascript:window.mailto({mailto:'infocultura%40comune.vicenza.it', subject: ''})">infocultura@comune.vicenza.it</a>) e lunedì 2 marzo alle 9.30 e alle 11.30 per le scolaresche. Un viaggio teatrale nel Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, dove le masserizie dell’esodo istriano-fiumano-dalmata tornano a parlare e, guidati da Giovanna Penna, trasformano la memoria delle foibe, dell’esilio e della strage di Vergarolla in un’esperienza di profonda coscienza civile.Infine fino al 10 febbraio Palazzo San Giacomo (contra&#8217; Riale 5) ospita la vetrina espositiva &#8220;Ricordare nella complessità: memoria, storia e responsabilità&#8221;, curata dalla Biblioteca civica Bertoliana. L&#8217;esposizione presenta alcuni volumi dei più accreditati studiosi dell&#8217;argomento, promuovendo una riflessione approfondita e rigorosa sul rapporto tra storia, memoria e responsabilità civile nel Novecento. La vetrina è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 12.30 (info: <a href="javascript:window.mailto({mailto:'consulenza.bertoliana%40comune.vicenza.it', subject: ''})">consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it</a>, 0444 578211).Tutti gli eventi sono a ingresso libero e rappresentano un’importante occasione per la comunità vicentina di riflettere su una pagina dolorosa della nostra storia e di onorare la memoria di chi ha vissuto le tragedie del confine orientale. <br><br><strong>Approfondimenti</strong><br><strong>Mostra &#8220;Dedicata al Ricordo&#8221;</strong>La mostra espositiva storica e documentaria affronta una delle vicende più complesse e dolorose della storia italiana del Novecento: l’esodo forzato delle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.Come la precedente “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliano-dalmati alla fine del Secondo Conflitto Mondiale” dell’edizione 2015 del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, la mostra è pensata per accompagnare il visitatore, anche privo di conoscenze preliminari, nella comprensione del contesto storico, geografico e umano in cui si svilupparono questi eventi. Tale imponente rassegna è stata ospitata in formato ridotto dal 5 all’8 febbraio 2019 nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles. Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche, e prosegue attraverso le profonde trasformazioni politiche del Novecento, segnate da guerre mondiali, ideologie contrapposte e cambiamenti dei confini nazionali.Il cuore dell’esposizione è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta – spesso obbligata – dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita. <br>L’esposizione è strutturata mediante una serie di pannelli espositivi per rendere più immediata la comprensione degli eventi. Sono esposti i vari momenti delle vicende del Confine Orientale, come quelli dei campi profughi, che consentono di cogliere non solo i fatti storici, ma anche le emozioni, le difficoltà e la dignità delle persone coinvolte. Una particolare attenzione è riservata anche a chi rimase nei territori ceduti, nonché al ruolo svolto dalle associazioni degli esuli nel mantenere viva la memoria di queste vicende.La mostra non ha finalità polemiche o revisioniste, ma si propone come strumento di conoscenza, memoria e riflessione civile. Il suo obiettivo è aiutare i più giovani a comprendere come le decisioni politiche e i conflitti possano incidere profondamente sulla vita delle persone e delle comunità, e perché il rispetto dei diritti umani, della convivenza tra i popoli e della memoria storica siano valori fondamentali.Questa esposizione riveste un’importanza particolare perché contribuisce a colmare un vuoto nella conoscenza storica, offrendo un racconto documentato e accessibile di eventi che per lungo tempo sono rimasti ai margini della coscienza collettiva. Inserita oggi in un contesto europeo fondato sulla cooperazione e sul dialogo tra Stati, la mostra invita a guardare al passato con consapevolezza, per costruire un futuro basato sulla pace, sulla comprensione reciproca e sul rispetto delle identità culturali.Il calendario completo è pubblicato in Viva<a href="https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Giorno-del-ricordo-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Giorno-del-ricordo-2026</a>   </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/3/aHR0cHM6Ly9ubC11ZmZpY2lvc3RhbXBhLmNvbXVuZS52aWNlbnphLml0L3JzcC9wbWNuZTkvY29udGVudC9naW9ybm9fZGVsX3JpY29yZG9fY2FsZW5kYXJpb19ldmVudGkub2R0P19kPUIxMSZfYz00Y2Y5MzYyMw?_d=B11&amp;_c=e6f48dcb" rel="noreferrer noopener"><strong>Scarica il comunicato stampa</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/4/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQvTm92aXRhL0NvbXVuaWNhdGkvR2lvcm5vLWRlbC1SaWNvcmRvLTIwMjYtZGFsLTMtZmViYnJhaW8tYWwtMi1tYXJ6by1WaWNlbnphLWNvbW1lbW9yYS1sZS12aXR0aW1lLWRlbGxlLWZvaWJlLWUtbC1lc29kby1naXVsaWFuby1kYWxtYXRh?_d=B11&amp;_c=5fe95e41" rel="noreferrer noopener"><strong>Scarica materiali (foto/video/grafiche&#8230;)</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Ufficio Stampa<br></strong>corso Andrea Palladio 98 &#8211;&nbsp;36100 Vicenza<br>tel. 0444 221226<br><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/5/bWFpbHRvOnVmZnN0YW1wYUBjb211bmUudmljZW56YS5pdA?_d=B11&amp;_c=14f3a25e" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="broken_link">uffstampa@comune.vicenza.it</a><br><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/6/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2NpdHRhZGl2aWNlbnphLw?_d=B11&amp;_c=7561c22d" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/7/aHR0cHM6Ly90d2l0dGVyLmNvbS9DaXR0YWRpVmljZW56YQ?_d=B11&amp;_c=7c74fafa" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/8/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQv?_d=B11&amp;_c=4c905336" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/9/aHR0cHM6Ly90Lm1lL0NvbXVuZVZpY2VuemE?_d=B11&amp;_c=892a3a18" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/10/aHR0cHM6Ly93d3cubGlua2VkaW4uY29tL2NvbXBhbnkvY29tdW5lLWRpLXZpY2VuemEtdWZmaWNpYWxl?_d=B11&amp;_c=96f09b8a" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/11/aHR0cHM6Ly93d3cuaW5zdGFncmFtLmNvbS9jb211bmVkaXZpY2VuemEv?_d=B11&amp;_c=1944efa3" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/12/aHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS5jb20vdXNlci9jaXR0YWRpdmljZW56YQ?_d=B11&amp;_c=6f57688c" rel="noreferrer noopener"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Email inviata a&nbsp;<a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/qhl3e3/xjrze0/uf/13/bWFpbHRvOnJlZGF6aW9uZUB0dml3ZWIuaXQ?_d=B11&amp;_c=d9542fff" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="broken_link">redazione@tviweb.it</a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/upr/pmcne9/xjrze0/unsubscribe?_m=qhl3e3&amp;_d=B11&amp;_t=015cefac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disiscriviti</a></td></tr></tbody></table></figure>



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		<title>A Padova torna &#8220;Donne nella Scienza&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 15:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA - UNIVERSITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 11 febbraio ricorre la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, e come ogni anno – da otto anni a questa parte – Università di Padova e VIMM la celebrano con un evento nato per approfondire e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Mercoledì 11 febbraio ricorre la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, e come ogni anno – da otto anni a questa parte – Università di Padova e VIMM la celebrano con un evento nato per approfondire e sottolineare il ruolo e il contributodelle donne nella ricerca, nella medicina e nell’imprenditoria.</p>



<p>L’appuntamento &#8211; aperto al pubblico e sempre molto atteso e partecipato, sia per celebrare che per incentivare la partecipazione femminile nelle discipline STEM &#8211; si chiama “Donne nella Scienza” e quest’anno si terrà a partire dalle 11.00 presso la Sala dei Giganti dell’Università di Padova.</p>



<p>Apriranno la mattinata i saluti della Magnifica Rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli, della ProRettrice e Delegata alle politiche per le pari opportunità dell’Università di Padova Gaya Spolverato e della Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata Giustina Destro, che sottolineeranno l’importanza dell’appuntamento e della giornata in cui si inserisce.</p>



<p>Seguirà la tradizionale tavola rotonda di discussione e riflessione sui temi della giornata, visti e interpretati da diverse angolazioni e prospettive, dal mondo della ricerca a quello dell’università fino a quello dell’impresa: cinque racconti e testimonianze al femminile, introdotte e moderate dallo scrittore e giornalista Francesco Chiamulera, Direttore Artistico di <em>“Una Montagna di Libri”.</em></p>



<p>Le protagoniste di questa edizione saranno Chiara Briani, Professoressa Associata di Neurologia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, Maria Pennuto, Principal Investigator del VIMM e Professoressa Ordinaria di Biologia Molecolare del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, Francesca Sofia, Direttrice Generale di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, e le due Alfiere del Lavoro e Studentesse di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova Serena Affaitati e Giada Baratto.</p>



<p>Le conclusioni saranno affidate a Nicola Elvassore, Direttore Scientifico del VIMM e Professore Ordinario di Ingegneria Chimica del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.</p>



<p>«Iniziative come Donne nella Scienza sono fondamentali perché rendono visibili modelli femminili credibili e autorevoli, capaci di ispirare le giovani generazioni e di dimostrare che passione, competenza e leadership possono convivere pienamente nei percorsi scientifici e accademici – dice Gaya Spolverato, delegata alle Politiche per le pari opportunità dell’Università di Padova -. Promuovere il talento femminile nella ricerca e nella medicina non è solo una questione di equità, ma un investimento concreto nella qualità dell’innovazione e del futuro della scienza.»</p>



<p>«Donne nella Scienza è un appuntamento a cui sono molto affezionata perché offre a tutti &#8211; e soprattutto alle ragazze e a coloro che si stanno formando &#8211; la testimonianza di donne che hanno saputo trasformare una passione in una professione o in un percorso di studi e di vita che ha aperto nuove strade e nuovi modi di studiare e comprendere il nostro mondo– ha aggiunto Giustina Destro, Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM – Sono sicura che le ospiti di quest’anno sapranno entusiasmare il pubblico e appassionare al favoloso mondo della scienza e della ricerca».</p>



<p></p>



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<p></p>
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		<title>Agugliaro commemora il dramma del Confine Orientale</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Giorno del Ricordo, il Comune di Agugliaro ospita un evento di approfondimento storico e civile dedicato alla tragedia delle foibe e all&#8217;esodo giuliano-dalmata. L&#8217;iniziativa, che gode del patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto, si pone l&#8217;obiettivo di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>In occasione del Giorno del Ricordo, il Comune di Agugliaro ospita un evento di approfondimento storico e civile dedicato alla tragedia delle foibe e all&#8217;esodo giuliano-dalmata. L&#8217;iniziativa, che gode del patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto, si pone l&#8217;obiettivo di mantenere viva la memoria su una delle pagine più dolorose della storia nazionale del Novecento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dettagli dell&#8217;incontro</h3>



<p>L&#8217;appuntamento è fissato per <strong>lunedì 9 febbraio 2026, alle ore 20:30</strong>, presso il <strong>Padiglione Multifunzionale</strong> sito in via Umberto I, n. 28, ad Agugliaro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Interventi e Relatori</h3>



<p>La serata si aprirà con i saluti istituzionali delle autorità locali e regionali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Roberto Andriolo</strong>, Sindaco di Agugliaro.</li>



<li><strong>Francesco Rucco</strong>, Vice Presidente Vicario della Regione del Veneto.</li>
</ul>



<p>Il nucleo centrale dell&#8217;evento sarà l&#8217;intervento di <strong>Paolo Rolli</strong>, giornalista ed esule di seconda generazione, che offrirà una testimonianza diretta e un&#8217;analisi storica sul dramma vissuto dagli italiani del confine orientale nel secondo dopoguerra.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Scheda dell&#8217;evento</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Titolo:</strong> Confine Orientale, Esodo e Foibe – Il dramma degli esuli giuliano-dalmati.</li>



<li><strong>Data:</strong> 9 febbraio 2026.</li>



<li><strong>Orario:</strong> 20:30.</li>



<li><strong>Luogo:</strong> Padiglione Multifunzionale, Via Umberto I n. 28, Agugliaro.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10-731x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-357400" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10-731x1024.jpeg 731w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10-298x417.jpeg 298w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10-100x140.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10-846x1184.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.42.10.jpeg 1075w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
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		<title>Quando bastava accendere la TV per essere felici: il pomeriggio perduto dei cartoni animati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 08:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la TV era un altare e il pomeriggio una promessa: cartoni animati, antenne storte e un’infanzia in technicolor C’era un tempo in cui la televisione non era uno schermo personale ma un oggetto totemico, piazzato in salotto come un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Quando la TV era un altare e il pomeriggio una promessa: cartoni animati, antenne storte e un’infanzia in technicolor</strong></p>



<p>C’era un tempo in cui la televisione non era uno schermo personale ma un oggetto totemico, piazzato in salotto come un altare domestico, con le manopole che facevano “clac” e l’immagine che arrivava dopo qualche secondo di esitazione, tremolante, a volte ancora in bianco e nero; il pomeriggio aveva un ritmo preciso e quasi liturgico, si correva a casa buttando lo zaino in un angolo, si accendeva il televisore e si aspettava che iniziasse la messa laica dei cartoni animati, un rito collettivo e sincronizzato che milioni di bambini vivevano senza saperlo come una fondazione identitaria.</p>



<p>Prima vennero gli americani, i Looney Tunes, Bugs Bunny con la sua ironia sorniona e irrimediabilmente adulta, Gatto Silvestro condannato a una sconfitta perpetua dal canarino più stronzo della storia dell’animazione, Willy il Coyote, martire universale della fisica applicata e metafora esistenziale ante litteram; era una comicità feroce e poetica insieme, uno slapstick di precisione chirurgica in cui si imparavano la gravità, il fallimento e la resilienza prima ancora delle tabelline, il tutto accompagnato da una musica colta e sfacciata che citava Rossini e Wagner senza chiedere permesso.</p>



<p>Poi arrivò il Giappone, e non fu un semplice cambio di palinsesto ma una vera frattura culturale; quando Goldrake comparve sugli schermi italiani alla fine degli anni Settanta, entrò come un corpo estraneo carico di malinconia, guerra, perdita e senso del sacrificio, portando con sé un’idea nuova di eroe, fragile, tormentato, segnato dal passato, e trasformando il pomeriggio televisivo in una sorta di tragedia classica in salsa fantascientifica.</p>



<p>Dopo Goldrake arrivarono Jeeg, Mazinga, Daitarn 3, Zambot, Gundam, una teoria di robot giganteschi che combattevano battaglie cosmiche ma soprattutto battaglie interiori, tra amici che morivano, pianeti distrutti e responsabilità troppo grandi per spalle così giovani; parallelamente si apriva un altro fronte, apparentemente più gentile ma emotivamente devastante, quello di Heidi con la sua nostalgia alpina, di Candy Candy che piangeva con la regolarità di un metronomo melodrammatico, di Lady Oscar e Georgie, feuilleton sentimentali travestiti da cartoni per bambini, capaci di impartire lezioni di educazione emotiva e sessuale più efficaci di qualsiasi discorso pedagogico.</p>



<p>In mezzo a tutto questo cambiava anche la tecnologia, e il passaggio dal bianco e nero al colore fu una rivoluzione percettiva di cui oggi si fatica a cogliere la portata; improvvisamente il rosso delle tute spaziali, il blu dei cieli giapponesi e il verde delle montagne di Heidi sembravano più reali del mondo fuori dalla finestra, come se la televisione avesse deciso di prendersi una rivincita sulla realtà.</p>



<p>Ma il vero miracolo sociologico di quegli anni si consumò sulle frequenze laterali, nelle pieghe anarchiche dell’etere, con l’esplosione delle televisioni locali dei primi anni Ottanta; Tele Alto Veneto, Canale 68, TeleRoma sperimentale, Telenord, Telenorba agli albori, una costellazione di emittenti regionali nate con antenne sbilenche sui tetti e una fiducia incrollabile nell’improvvisazione, capaci di costruire palinsesti che oggi definiremmo folli ma che allora erano semplicemente il frutto di una televisione fatta a mano.</p>



<p>Su quei canali succedeva letteralmente di tutto, e il passaggio da un contenuto all’altro avveniva senza alcuna mediazione logica; si poteva assistere a una cartomante che parlava in dialetto strettissimo promettendo ritorni d’amore “entro tre lune”, subito seguita da un venditore di termocoperte miracolose o da un’asta di tappeti persiani dall’autenticità dubbia, e senza neppure una sigla di separazione partire un cartone animato di provenienza misteriosa, come se fosse la cosa più naturale del mondo.</p>



<p>Era in quel momento che facevano la loro comparsa le gemme della bruttezza animata, una fauna visiva che comprendeva Il piccolo guerriero coreano dai movimenti rigidi come soldatini di piombo, Gigi la trottola in versioni apocrife animate a scatti, La banda dei ranocchi con personaggi che sembravano disegnati su un tovagliolo di carta, certi Pinocchio giapponesi low budget in cui il burattino aveva lo sguardo perennemente traumatizzato, i cechi Pat e Mat con il loro minimalismo surreale, Topo Gigio dell’Est dall’espressione spaesata, e una teoria interminabile di produzioni jugoslave, spagnole e franco-belghe di terza fascia che sembravano finite in Italia per un errore di spedizione culturale.</p>



<p>Erano cartoni brutti, senza attenuanti, bidimensionali, poveri nei colori, ripetitivi nelle animazioni e spesso accompagnati da colonne sonore improbabili; eppure, esercitavano un fascino magnetico, quasi antropologico, perché apparivano esotici, alieni, provenienti da mondi ideologici ed estetici che non capivamo ma che ci ipnotizzavano, inserendosi perfettamente nel rito pomeridiano della televisione selvaggia, non ancora addomesticata da target, algoritmi e strategie di branding.</p>



<p>Quelle televisioni locali erano una sorta di Netflix anarchico ante litteram, prive di linea editoriale, di pubblico di riferimento e di qualsiasi forma di coerenza, ma proprio per questo capaci di sorprendere continuamente; non si sapeva mai cosa sarebbe arrivato dopo, e quell’incertezza faceva parte del piacere, come un’avventura quotidiana a basso rischio e ad alto tasso di immaginazione.</p>



<p>Il giorno dopo, a scuola, si commentava tutto in modo indistinto, l’ultima puntata di Goldrake, l’ennesima tragedia sentimentale di Candy, ma anche “quel cartone stranissimo visto ieri su Canale 68”, perché la visione era collettiva, simultanea, e perdere una puntata significava perdere un pezzo di mondo, senza possibilità di recupero, senza repliche, senza archivi digitali.</p>



<p>Rivedere oggi quei cartoni produce un cortocircuito emotivo potente, perché alla nostalgia si affianca la scoperta delle cuciture, dei fondali riciclati, dei doppiaggi teatrali, delle animazioni ripetute; ed è proprio in quelle imperfezioni che si annida il loro fascino più profondo, quello di prodotti umani, non ottimizzati, non guidati da algoritmi ma da mani, errori e tentativi.</p>



<p>Forse è per questo che continuano a parlarci, perché raccontano un’epoca in cui la televisione non era un supermercato infinito di contenuti ma un focolare collettivo, un luogo di incontro simbolico, in cui nello spazio di mezz’ora si poteva passare da una cartomante veneta a Goldrake, da un venditore di pentole a Heidi, senza che nessuno trovasse la cosa strana; e basta oggi una sigla che parte, un jingle elettronico anni Ottanta, un’immagine sgranata, per ritrovarsi di nuovo lì, seduti sul tappeto del salotto, con la merenda in mano, il pomeriggio ancora lungo davanti e quella sensazione, ormai rarissima, che per mezz’ora il mondo fosse semplice, abitabile, perfino gentile.</p>
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		<title>Venezia, trent’anni fa l’incendio che distrusse il Teatro La Fenice. La fotogallery dei vigili del fuoco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 09:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era la notte del 29 gennaio 1996 quando un violento incendio devastò il Teatro La Fenice, uno dei simboli più amati di Venezia e tempio della cultura musicale italiana ed europea. Le fiamme distrussero gran parte dello storico edificio, lasciando<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Era la notte del <strong>29 gennaio 1996</strong> quando un violento incendio devastò il <strong>Teatro La Fenice</strong>, uno dei simboli più amati di Venezia e tempio della cultura musicale italiana ed europea. Le fiamme distrussero gran parte dello storico edificio, lasciando un segno profondo nella memoria della città e del mondo della lirica.</p>



<p>I <strong>Vigili del fuoco</strong> operarono senza sosta per tutta la notte, impegnati in un intervento complesso e delicatissimo: domare l’incendio e impedire che si propagasse alle strutture circostanti, nel cuore del centro storico veneziano.</p>



<p>A <strong>trent’anni da quella notte</strong>, un video ripercorre le fasi di quell’intervento storico attraverso le testimonianze di <strong>David Andrea e Riccardo Bonesso</strong>, capi reparto e tra i primi a giungere sul posto nelle fasi iniziali del rogo. Un racconto diretto che restituisce la drammaticità di quelle ore e l’impegno dei soccorritori di fronte a una delle pagine più dolorose della storia recente di Venezia.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/IMG_4599.mp4"></video></figure>
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		<title>Torna il coccodrillo al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 09:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 30 gennaio alle 12 il museo festeggia con la cittadinanza il restauro del calco e la nuova collocazione Ritorna al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza il coccodrillo fossile risalente a circa 40 milioni di anni fa (Eocene) e lungo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Venerdì 30 gennaio alle 12 il museo festeggia con la cittadinanza il restauro del calco e la nuova collocazione</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://flyimg.opencityitalia.it/upload/rf_1,o_auto,w_2500,h_2500/https%3A%2F%2Fs3-eu-west-1.amazonaws.com%2Fstatic.opencity.opencontent.it%2Fvar%2Fopencityvicenza%2Fstorage%2Fimages%2Fmedia%2Fimages%2Fcoccodrillo%2F277843-1-ita-IT%2FCoccodrillo_reference.jpg" alt="" title=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Ritorna al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza il coccodrillo fossile risalente a circa 40 milioni di anni fa (Eocene) e lungo più di due metri.</p>



<p>Si tratta del calco dell’originale proveniente dalla Purga di Bolca (Verona) andato distrutto nel bombardamento del Museo Civico di Vicenza durante la seconda guerra mondiale.</p>



<p>Venerdì 30 gennaio alle 12 il museo festeggerà il ritorno dell’esemplare dopo il restauro a cura del restauratore Paolo Reggiani (Paleostudy di Piove di Sacco, Padova), possibile grazie al contributo della Regione del Veneto (LR 17/2019).</p>



<p>Saranno presenti l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, la direttrice dei Musei civici di Vicenza Valeria Cafà, la conservatrice della sezione naturalistica del museo Viviana Frisone, Letizia Del Favero del Museo della Natura e dell’Uomo di Padova e Paolo Mietto, che ha fatto parte del Dipartimento di Geoscienze di Padova.</p>



<p>Saranno anche presenti dei componenti della famiglia Lioy. Infatti l’originale è stato descritto dal naturalista vicentino Paolo Lioy nel 1865 e rappresentava un olotipo, esemplare unico sul quale è stata descritta la nuova specie Crocodilus vicetinus.</p>



<p>«Il coccodrillo fossile di Bolca descritto dal naturalista ottocentesco Paolo Lioy è un pezzo iconico del Museo. La distruzione dell’originale durante i bombardamenti su Vicenza del 1945 è fra le pagine più dolorose della storia del Museo. Il restauro del suo calco in gesso e la sua esposizione permanente al pubblico consente di restituire alla cittadinanza questo fondamentale reperto» &#8211; spiega l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città&nbsp;<strong>Ilaria Fantin.</strong></p>



<p>I presenti all’evento vedranno il coccodrillo collocato all’interno di una teca appositamente costruita dalla ditta Archi&amp;Media S.r.l di Quinto di Treviso, ora posizionata nella sezione naturalistica del Museo.</p>



<p>Ingresso libero</p>



<p>Informazioni:&nbsp;<a href="http://www.museicivicivicenza.it/">www.museicivicivicenza.it</a></p>



<p></p>
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		<title>Satira al Teatro Comunale: Arianna Porcelli Safonov porta “Omeophonie” a Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 11:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La satira di Arianna Porcelli Safonov al Teatro Comunale di Vicenza, venerdì 30 gennaio va in scena Omeophonie &#8211; Favole omeopatiche per adulti Fa capolino nella ricca offerta di spettacoli fuori abbonamento del Teatro Comunale di Vicenza la satira, con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>La satira di Arianna Porcelli Safonov al Teatro Comunale di Vicenza, venerdì 30 gennaio va in scena</strong></p>



<p><em><strong>Omeophonie &#8211; Favole omeopatiche per adulti</strong></em></p>



<p>Fa capolino nella ricca offerta di spettacoli fuori abbonamento del Teatro Comunale di Vicenza la satira, con la proposta originale di un’artista, scrittrice, attrice e podcaster seguita sui social da oltre 120 mila follower: si tratta di <em><strong>Omeophonie &#8211; Favole omeopatiche per adulti</strong></em>, un irriverente monologo accompagnato da raffinata musica dal vivo,in scena <strong>venerdì 30 gennaio </strong>alle 20.45 in Sala Maggiore, presentato da <strong>Arianna Porcelli Safonov </strong>con l’accompagnamento musicale di <strong>Michele Staino </strong>e <strong>Renato Cantini</strong>. Per lo spettacolo restano ancora dei biglietti.</p>



<p><em><strong>Omeophonie &#8211; Favole omeopatiche per adulti</strong></em> è un monologo costruito e presentato in un’inedita ricetta di satira, jazz e musica elettronica, uno spettacolo dedicato alla rappresentazione dei diversi tipi di umanità, restituiti come pillole di saggezza per stare meglio, perché ridere di coloro che stanno peggio è la forma terapeutica più antica che esista, è la vera omeopatia. Caustica, diretta, irriverente, Arianna Porcelli Safonov sta portando in giro per il Paese non un solo spettacolo ma diversi testi per le diverse location: a Vicenza, al Teatro Comunale, porterà queste otto favole desiderose di curare dalla decadenza contemporanea, otto sfoghi quotidiani scritti ed interpretati da lei e impreziositi dalle musiche dal vivo di <strong>Renato Cantini</strong> e <strong>Michele Staino</strong>, due giovani compositori crossover, in scena con venti strumenti acustici ed elettronici.</p>



<p><em>Omeophonie </em>include otto racconti “precisi come radiografie” come spiega l’autrice: il designer, il radical-chic, l&#8217;animatore di feste per bambini, la moglie di, il maschio maltrattato, quello che ascolta il jazz e altri ancora, otto sfoghi quotidiani scritti e interpretati da <strong>Arianna Porcelli Safonov. </strong>Come tanto tempo fa, quando le fiabe venivano cantate, <em>Omeophonie </em>è un piccolo scrigno consegnato a chi ascolta, un forziere musicale denso di voci e di pulsioni febbricitanti, di cinismi e morali profonde che oggi suonano come ingiurie alla modernità ma che un tempo, alla fine delle fiabe, insegnavano qualcosa di grande ed imperituro.</p>



<p>Otto favole che raccontano microcosmi umani ricchi di sensazioni, otto piccole storie che raccontano caratteri quotidiani potenti e psicotici. Si ride molto, ma non solo. La morale torna ad insegnare facendo ridere e così si dimostra curativa.</p>



<p>Con ironia e ferocia, Arianna Porcelli Safonov attraversa le contraddizioni del presente, della memoria collettiva e dell’identità, ricordandoci con maestria che l’umorismo sa affrontare i grandi temi che attraversano e costruiscono l’esistenza umana, piuttosto che abbrutirla.</p>



<p><strong>Arianna Porcelli Safonov </strong>è romana, ma per sbaglio (madre ligure, padre russo); è scrittrice, attrice e podcaster che oscilla tra satira, critica sociale, provocazione e pensiero scorretto. È seguitissima sui social per i suoi monologhi irriverenti e la sua voce calma e serafica; è diventata famosa alla televisione spagnola e, rientrata in Italia, si è dedicata alla carriera di storyteller satirica.</p>



<p>Al suo attivo ci sono numerosi spettacoli (<em>Picchiamoci, Alimentire, Fiabafobia, Transumansia, Gli sforzi inutili con cui la vita cerca di imitare l’arte,</em> oltre a <em>Omeophonie</em>), tre libri, <em>Fottuta campagna (</em>2016), <em>Storie di matti</em> (2017) e <em>Nostalgia dei dinosauri</em> (2025).</p>



<p>Da ottobre scorso è disponibile su raiplaysound.it il suo nuovo podcast <em>Famiglia ed altre cose velenose</em>, realizzato con il contributo psicoterapeutico di Ilaria Cadorin e le musiche originali di Gigi Funcis. Otto puntate, ciascuna dedicata a un membro della famiglia, che resta il contesto sociale più potente e anche pericoloso, perché dimostra che tutto si crea e tutto si distrugge, una sorta di manuale di sopravvivenza dedicato al contenitore sociale più impegnativo che sia mai stato inventato: la famiglia.</p>



<p>I <strong>biglietti </strong>per gli spettacoli fuori abbonamento sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it. È possibile comprare i biglietti degli spettacoli fuori abbonamento anche con la Carta del Docente e le Carte della Cultura.</p>



<p>I prezzi dei biglietti per lo spettacolo<em> Omeophonie </em>di e con Arianna Porcelli Safonov sono: 35 euro il biglietto intero, 29 euro il biglietto ridotto over 65 e 25 euro il ridotto under 30. Sono ancora in vendita le Gift Card e il Carnet libero per 6 spettacoli.</p>



<p></p>
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		<title>Tutti a teatro! La carica degli 8 mila studenti a Schio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 11:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studenti di tutte le età abitano lo storico Teatro Civico di Schio (VI) per una rassegna interamente dedicata a loro. La rassegna “Teatro Scuola 2026”, curata dalla&#160;Fondazione Teatro Civico&#160;con il sostegno del&#160;Comune di Schio&#160;e la collaborazione di&#160;Arteven Circuito Multidisciplinare<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-356898" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-626x352.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-100x56.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-846x476.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2-1184x666.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/01/TeatroScuola_phLuigiDeFrenza-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Gli studenti di tutte le età abitano lo storico Teatro Civico di Schio (VI) per una rassegna interamente dedicata a loro. La rassegna “<strong>Teatro Scuola 2026</strong>”, curata dalla<strong>&nbsp;Fondazione Teatro Civico</strong>&nbsp;con il sostegno del&nbsp;<strong>Comune di Schio&nbsp;</strong>e la collaborazione di&nbsp;<strong>Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale</strong>, raccoglie per quest&#8217;anno&nbsp;<strong>oltre 7.800 studenti dai 3 ai 19 anni</strong>&nbsp;provenienti da 20 istituti scolastici pubblici e privati di 6 comuni del territorio (Schio, S. Vito di Leguzzano, Santorso, Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Tonezza del Cimone). La rassegna prende forma grazie al dialogo tra lo staff del teatro e i docenti referenti dall’infanzia alle scuole secondarie di II grado sulla base delle proposte incontrate ai festival nazionali dedicati al teatro ragazzi. L’obiettivo delle proposte è di affrontare le sfide della contemporaneità attraverso la rilettura dei grandi classici e i nuovi linguaggi della scena.<br>Sono&nbsp;<strong>10</strong>&nbsp;le&nbsp;<strong>compagnie</strong>&nbsp;di teatro ragazzi del panorama nazionale che si esibiranno sul palcoscenico del Teatro Civico, per un totale di 13 spettacoli e&nbsp;<strong>27 repliche</strong>. Tra gli appuntamenti sono presenti anche alcuni spettacoli programmati nella stagione serale che propongono repliche straordinarie per gli studenti delle scuole secondarie di II grado. Alla fine di ogni appuntamento gli studenti sono invitati a partecipare a momenti di incontro e dibattito con le compagnie per approfondire le tematiche degli spettacoli e l&#8217;arte teatrale.<br>La rassegna è stata inaugurata con due appuntamenti a novembre e dicembre 2025:&nbsp;&nbsp;l’associazione&nbsp;<strong>Crescere in Musica</strong>&nbsp;con lo spettacolo musicale dedicato a Salieri per le primarie e le secondarie di I grado, e i veneziani&nbsp;<strong>Malmadur</strong>&nbsp;con il dispositivo scenico interattivo “<strong>La più grande tragedia dell&#8217;umanità</strong>” per le scuole secondarie di II grado. Dopo questo primo appuntamento, per gli studenti dai 14 ai 19 anni il 29 e 30 gennaio sono previste tre repliche di “<strong>In fondo al buio</strong>” che vede&nbsp;<strong>Giulia Briata</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giancarlo Previati</strong>&nbsp;portare in scena la storia vera di Matteo Toffanin, vittima di mafia a Padova nel 1992 per un tragico scambio di persona: un racconto universale che interroga la memoria collettiva e la fragilità di ciascuno di noi.<br>Il 24 febbraio è il turno della compagnia milanese&nbsp;<strong>Teatro del Buratto</strong>&nbsp;con lo spettacolo in inglese, in doppia replica, “<strong>Romeo and Juliet (are dead)</strong>” che racconta la celebre storia shakespeariana alternando brani originali e commenti attraverso gli occhi di Mercuzio. La rilettura dei grandi classici prosegue con le tre repliche di “<strong>Iliade. Il coraggio dei codardi</strong>” (2 e 3 marzo) con&nbsp;<strong>Francesco Wolf&nbsp;</strong>per la regia di&nbsp;<strong>Tindaro Granata</strong>&nbsp;e la produzione de&nbsp;<strong>La Piccionaia</strong>. Tersite racconta la guerra di Troia dalla prospettiva di un uomo che rifiuta il mito dell’eroe classico. La pièce esplora temi di forte rilevanza come la vergogna nel sentirsi inadeguati e la ricerca della propria identità in un mondo dominato dalla violenza. Il 18 e 19 marzo torna il&nbsp;<strong>Teatro del Buratto</strong>&nbsp;con quattro repliche di “<strong>Fashion Victims</strong>”, che tratta il tema dell&#8217;industria tessile e del&nbsp;<em>fast fashion</em>&nbsp;attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall&#8217;altra parte un altro mondo, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. A seguire,&nbsp;<strong>Stivalaccio Teatro</strong>&nbsp;porta in scena due spettacoli: il 21 marzo due repliche di “<strong>Pasta Madre</strong>”,che racconta l’infanzia di Fernanda durante la Seconda Guerra Mondiale, tra fame, paura e coraggio delle madri romane, e celebra la resistenza e la memoria storica; il 16 aprile “<strong>La Mandragola</strong>” porta in scena il celebre testo di Machiavelli attraverso il linguaggio della Commedia dell&#8217;Arte.<br>Gli studenti delle scuole secondarie di I grado assisteranno allo spettacolo “Fashion Victims” e allo spettacolo “<strong>Storia di un no</strong>” (27 gennaio in doppia replica) della&nbsp;<strong>Compagnia</strong>&nbsp;<strong>Arione De Falco</strong>, che tratta il delicato tema dell&#8217;affettività e del consenso nelle relazioni sentimentali raccontando la storia di due adolescenti alle prese con i primi amori.</p>



<p>Il programma per le scuole primarie si suddivide tra i due cicli di età. Gli studenti del primo ciclo assisteranno a due spettacoli: “<strong>Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici</strong>” della&nbsp;<strong>Compagnia Arione De Falco</strong>&nbsp;(5 marzo in doppia replica), una delicata narrazione che insegna a superare la diffidenza verso gli altri e ad affrontare con curiosità e coraggio le avventure della vita; “<strong>Il ripostiglio di Mastro Geppetto</strong>” di&nbsp;<strong>Armamaxa Teatro</strong>&nbsp;(25 febbraio) in cui rivivono i personaggi e gli oggetti di Pinocchio tra clown, teatro di figura e racconto. Il secondo ciclo delle scuole primarie parteciperà allo spettacolo “<strong>Lumache</strong>” della compagnia&nbsp;<strong>Teatro Città Murata</strong>&nbsp;(12 marzo in doppia replica): due storie parallele in cui, dopo avventure e incontri speciali, il ragazzino protagonista e la sua amica lumaca scopriranno il valore della lentezza e l&#8217;importanza delle proprie qualità. Infine, è prevista anche la partecipazione delle scuole dell&#8217;infanzia per un appuntamento ideato per i bambini dai 2 ai 5 anni: la compagnia&nbsp;<strong>Catalyst</strong>&nbsp;porta in scena “<strong>Oh – Gli straordinari racconti di un Grande Libro Bianco</strong>”, uno spettacolo interattivo e partecipativo che porta i bambini a sviluppare l’immaginazione, valorizzando le potenzialità espressive del gioco e dell’utilizzo della fantasia.</p>



<p>La rassegna si inserisce all&#8217;interno della programmazione educativa della Fondazione Teatro Civico che da anni coinvolge le giovani generazioni in percorsi, laboratori e iniziative con l&#8217;obiettivo di rendere il Teatro Civico uno spazio culturale accogliente e sicuro in cui sperimentare, stringere relazioni e fare esperienze rilevanti per la propria crescita come cittadini del presente e del futuro.<br>Tutto ciò è possibile grazie alla rete di sostenitori della Fondazione Teatro Civico che, insieme all&#8217;ente culturale scledense e all’amministrazione comunale, promuovono le arti performative e le pratiche culturali per i più giovani: i soci sostenitori&nbsp;<strong>BVR Banca Veneto Centrale</strong>,&nbsp;<strong>De Pretto Industrie</strong>,&nbsp;<strong>OMC Collareda</strong>,&nbsp;<strong>Vallortigara Servizi Ambientali</strong>&nbsp;e gli sponsor dei progetti educativi&nbsp;<strong>Velvet Lenses</strong>,&nbsp;<strong>Lions Club Schio</strong>,&nbsp;<strong>Avis Altovicentino</strong>,&nbsp;<strong>Giuseppe Luca Firrarello</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Marco Giordan Fideuram Private Banker</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Farmacia Alla Madonna dr. Traballi</strong>.<strong></strong></p>



<p><strong>CALENDARIO COMPLETO:<br></strong><strong><br></strong><strong>Scuola dell’infanzia</strong><br><br>Mercoledì 8 aprile 2026 ore 10 e ore 13.30<br>Catalyst &#8211; „Oh – Gli straordinari racconti di un Grande Libro Bianco“<br><strong><br></strong><strong>Scuola primaria</strong><br><br>Venerdì 28 novembre 2025 ore 9 e ore 11<br>Crescere in musica &#8211; “Prima la musica e poi le parole”</p>



<p>Mercoledì 25 febbraio 2026 ore 10<br>Armamaxa Teatro &#8211; “Il ripostiglio di Mastro Geppetto”</p>



<p>Giovedì 5 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>Compagnia Arione De Falco &#8211; “Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici”</p>



<p>Giovedì 12 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>Teatro della Città Murata &#8211; “Lumache”<br><br><strong></strong></p>



<p><strong>Scuola secondaria di primo grado</strong><strong><br></strong></p>



<p>Venerdì 28 novembre 2025 ore 9 e ore 11<br>Crescere in musica &#8211; “Prima la musica e poi le parole”</p>



<p>Martedì 27 gennaio 2026 ore 9 e ore 11<br>Compagnia Arione De Falco &#8211; “Storia di un no”</p>



<p>Mercoledì 18 marzo 2026 e giovedì 19 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>Teatro del Buratto &#8211; “Fashion Victims”</p>



<p><strong>Scuola secondaria di secondo grado</strong><strong><br></strong></p>



<p>Venerdì 12 dicembre 2025 ore 11<br>Malmadur &#8211; “La più grande tragedia dell&#8217;umanità”</p>



<p>Giovedì 29 gennaio 2026 ore 9.30 e ore 11.45 e venerdì 30 gennaio 2026 ore 11<br>Giulia Briata e Giancarlo Previati “In fondo al buio”</p>



<p>Martedì 24 febbraio 2026 ore 9 e ore 11<br>Teatro del Buratto &#8211; “Romeo and Juliet (are dead)”</p>



<p>Lunedì 2 marzo 2026 ore 11 e martedì 3 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>La Piccionaia &#8211; “Iliade. Il coraggio dei codardi”</p>



<p>Martedì 17 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>Stivalaccio Teatro &#8211; “Pasta madre”</p>



<p>Mercoledì 18 marzo 2026 e giovedì 19 marzo 2026 ore 9 e ore 11<br>Teatro del Buratto &#8211; “Fashion Victims”</p>



<p>Giovedì 16 aprile 2026 ore 11<br>Stivalaccio Teatro &#8211; “La Mandragola”</p>



<p></p>
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		<title>Vicenza ricorda la Shoah: Michele Sarfatti in conferenza alla Fondazione di Storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 10:20:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 26 gennaio 2026 – In occasione della Giornata internazionale della Memoria, la Fondazione di Storia di Vicenza organizza giovedì 29 gennaio alle 17.00 la conferenza “La Shoah in Italia: storia e memoria”, con lo storico Michele Sarfatti, già direttore<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Vicenza, 26 gennaio 2026 – In occasione della Giornata internazionale della Memoria, la Fondazione di Storia di Vicenza organizza giovedì 29 gennaio alle 17.00 la conferenza “La Shoah in Italia: storia e memoria”, con lo storico Michele Sarfatti, già direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. L’incontro si terrà nella sede della Fondazione a Palazzo Giustiniani Baggio, in contra’ San Francesco 41.</p>



<p>L’iniziativa, realizzata con la collaborazione del Circolo Toni Giuriolo e del Movimento Federalista Europeo di Vicenza, rientra nelle numerose attività promosse in città per commemorare le vittime dell’Olocausto. La conferenza sarà aperta dal presidente del Comitato scientifico della Fondazione di Storia, Egidio Ivetic, mentre Sarfatti dialogherà con la vicepresidente del Circolo Giuriolo, Sonia Residori.</p>



<p>«Shoah in lingua ebraica significa catastrofe, distruzione, un avvenimento devastante che colpisce all’improvviso – spiega Sarfatti – ma quando è scritta con la S maiuscola indica la persecuzione antiebraica avvenuta in gran parte d’Europa tra la metà degli anni Trenta e il 1945, in particolare durante la Seconda guerra mondiale. In Italia, le campagne antisemite e la legislazione antiebraica iniziarono nel 1938, mentre lo sterminio sistematico cominciò nel settembre 1943 nell’Italia centro-settentrionale».</p>



<p>Michele Sarfatti, componente di numerose Commissioni governative e Comitati scientifici sul tema dell’ebraismo, fa attualmente parte del comitato scientifico e d’onore della Fondazione Museo della Shoah di Roma. È autore di diversi saggi e volumi, tra cui <em>Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi</em> (Einaudi), <em>Gli ebrei nell’Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione</em> (Einaudi) e <em>La Shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo</em> (Mondadori, 2025).</p>
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		<title>La televisione oggi compie 100 anni! Da un volto sfuocato a Londra agli schermi di tutto il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 15:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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<p>Un secolo di immagini, innovazioni e rivoluzioni tecnologiche. La televisione, oggi presente nella quasi totalità delle case, celebra il suo centenario: era il 26 gennaio 1926 quando a Londra lo scozzese John Logie Baird presentò per la prima volta al pubblico il funzionamento della sua “televisione”. In una stanza apparve il volto di un uomo, distorto ma riconoscibile, proiettato da un ambiente adiacente: un evento destinato a cambiare per sempre la storia della comunicazione.</p>



<p>Due giorni dopo, il quotidiano britannico <em>The Times</em> raccontò la dimostrazione a cui avevano assistito i membri della Royal Institution, definendola un “test riuscito”. Il giornale descrisse nel dettaglio la macchina emittente, composta da un grande disco di legno rotante con lenti, un otturatore anch’esso rotante e una cella fotosensibile. Grazie a questo sistema, l’immagine di persone o oggetti posti davanti all’apparecchio poteva essere proiettata rapidamente sulla cella, rendendo possibile la trasmissione visiva.</p>



<p>La prima immagine televisiva in movimento, però, non fu quella di un essere umano, bensì di un pupazzo da ventriloquo. Come riportò ancora <em>The Times</em>, il pupazzo venne utilizzato come soggetto sperimentale, anche se fu trasmesso pure un volto umano. I visitatori poterono distinguere i movimenti della testa e udire la voce di una persona. L’immagine risultava debole e spesso sfocata, ma dimostrava che era possibile trasmettere e riprodurre istantaneamente non solo il movimento, ma anche le sfumature delle espressioni facciali.</p>



<p>Sebbene Baird sia passato alla storia come il pioniere della televisione, non fu il primo in assoluto a tentare la trasmissione di immagini in movimento. Come ricorda il sito Passerelle(s) della Biblioteca Nazionale di Francia, l’americano Charles Francis Jenkins aveva già organizzato una dimostrazione pubblica nel giugno del 1925. Tuttavia, John Logie Baird resta il primo ad aver prodotto un’immagine televisiva in movimento funzionante e a sviluppare una tecnologia decisiva per il futuro del mezzo. Fu infatti la sua invenzione a rendere possibile, nel 1928, la trasmissione con successo del primo segnale televisivo transatlantico tra Londra e New York.</p>



<p>Mentre nel Regno Unito la televisione muoveva i primi passi concreti, in Francia la ricerca era ancora in fase embrionale. Come ricorda l’Istituto Nazionale dell’Audiovisivo (INA), la prima trasmissione televisiva francese avvenne solo nel 1935, grazie a un trasmettitore installato sulla Torre Eiffel. Le immagini vennero diffuse sul canale Radio-PTT Vision, che nel 1964 divenne il primo canale dell’ORTF, l’Ufficio Francese della Radiodiffusione e della Televisione. In Italia, le prime sperimentazioni televisive iniziarono poco dopo. Le prime trasmissioni sperimentali risalgono agli anni Trenta, quando l’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) avviò test tecnici a Torino e a Roma. Tuttavia, a causa della Seconda guerra mondiale, lo sviluppo della televisione subì una lunga battuta d’arresto. Bisognerà attendere il dopoguerra perché il mezzo inizi a diffondersi concretamente: il 3 gennaio 1954 la Rai inaugurò ufficialmente il servizio televisivo regolare, con la prima trasmissione trasmessa dal Centro di Produzione di Milano. All’epoca i televisori erano ancora pochi e costosi, ma nel giro di pochi anni la TV divenne un elemento centrale della vita quotidiana degli italiani, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della lingua italiana, all’unificazione culturale del Paese e alla trasformazione delle abitudini sociali.</p>



<p>L’ORTF venne sciolto negli anni Settanta e definitivamente sostituito il 6 gennaio 1975, segnando l’inizio di una nuova era per la televisione francese. Da allora, il mezzo ha continuato a evolversi, passando dal bianco e nero all’alta definizione, fino allo streaming e alle piattaforme digitali. Ma tutto ebbe inizio quel 26 gennaio 1926, con un volto sfuocato che aprì la strada a cento anni di storia televisiva.</p>



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		<title>Il “palazzo maledetto” di Venezia conquista il Guardian: Ca’ Dario torna sul mercato tra leggende nere e milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il Guardian a riportare sotto i riflettori internazionali uno degli edifici più enigmatici di Venezia: Palazzo Ca’ Dario, affacciato sul Canal Grande e noto da secoli come il “palazzo maledetto”. Il prestigioso quotidiano britannico dedica un lungo approfondimento alla<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>È il <strong>Guardian</strong> a riportare sotto i riflettori internazionali uno degli edifici più enigmatici di Venezia: <strong>Palazzo Ca’ Dario</strong>, affacciato sul Canal Grande e noto da secoli come il “palazzo maledetto”. Il prestigioso quotidiano britannico dedica un lungo approfondimento alla storia dell’edificio, rimasto vuoto per anni e circondato da una fama sinistra fatta di morti premature, tragedie e superstizioni, mentre ora tenta nuovamente di trovare un acquirente.</p>



<p>Costruito alla fine del Quattrocento e situato a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim, Ca’ Dario è uno dei più riconoscibili esempi di architettura rinascimentale veneziana. Nove camere da letto, otto bagni, grandi saloni affrescati e una terrazza loggiata che si affaccia sull’acqua: sulla carta, il sogno di qualsiasi agente immobiliare. Eppure, nonostante un valore stimato attorno ai <strong>20 milioni di euro</strong>, la vendita si è rivelata negli anni un’impresa complicata.</p>



<p>Secondo le leggende locali, rilanciate dal quotidiano inglese, il palazzo sarebbe legato ad almeno <strong>sette morti premature</strong>, alcune delle quali violente. La più nota risale al 1970, quando il conte Filippo Giordano delle Lanze venne ucciso all’interno dell’edificio dal suo compagno, che fuggì a Londra e fu a sua volta assassinato tempo dopo. Episodi che hanno alimentato la reputazione di edificio “portatore di sfortuna”.</p>



<p>Tra i proprietari celebri figura anche <strong>Christopher “Kit” Lambert</strong>, storico manager degli Who, che acquistò Ca’ Dario nel 1971. Pur dichiarandosi scettico sulla presunta maledizione, avrebbe confidato agli amici di non dormire mai nel palazzo per timore dei fantasmi. Negli anni successivi la sua vita fu segnata da problemi di droga, difficoltà economiche e dalla morte nel 1981, dopo una caduta dalle scale a Londra.</p>



<p>Negli anni Ottanta l’edificio passò al finanziere <strong>Raul Gardini</strong>, coinvolto in uno dei più noti scandali di corruzione italiani e suicidatosi nel 1993. Anche personaggi solo marginalmente legati al palazzo sono entrati nel racconto nero: il tenore <strong>Mario Del Monaco</strong>, che rinunciò all’acquisto dopo un grave incidente stradale mentre si recava a visitarlo, e <strong>John Entwistle</strong>, bassista degli Who, morto negli Stati Uniti una settimana dopo averlo affittato.</p>



<p>Dal 2006 Ca’ Dario è di proprietà di un soggetto rimasto anonimo, tramite una società americana. Da allora è rimasto vuoto, contribuendo ad alimentare ulteriormente le voci. Ora, dopo una ristrutturazione, la vendita è stata affidata a <strong>Christie’s International Real Estate</strong> ed <strong>Engel &amp; Völkers</strong>, che lo descrivono come un “gioiello architettonico” situato in una zona tranquilla del sestiere di Dorsoduro.</p>



<p>Gli operatori immobiliari, tuttavia, evitano di menzionare le storie oscure. «Ai veneziani piace raccontare storie, soprattutto ai turisti», osserva Arnaldo Fusello, direttore generale di Christie’s a Venezia, ricordando come nel corso dei secoli centinaia di persone abbiano vissuto nel palazzo fino a tarda età, incluso il suo primo proprietario Giovanni Dario, morto ottantenne per cause naturali.</p>



<p>Secondo lo storico veneziano <strong>Davide Busato</strong>, le voci sulla maledizione si diffusero soprattutto dopo il caso Gardini, trasformandosi in un vero fenomeno mediatico. «I veneziani sono pragmatici, ma amano stupire chi viene da fuori», spiega, paragonando la leggenda di Ca’ Dario a quella dell’isola di Poveglia.</p>



<p>Nonostante tutto, l’interesse non manca. «Questo è un luogo dove la storia vive», conclude Fusello. «Chi lo acquisterà dovrà accettare il suo passato, ma anche impegnarsi a tenerlo vivo». Resta da vedere se, questa volta, il fascino del Canal Grande riuscirà a battere la fama di palazzo “maledetto”.</p>
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		<title>La Centrale più viva che mai: al via il calendario con 75 proposte per un totale di più di 300 eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 09:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Centrale apre le porte con 75 progetti che faranno vivere l’edificio di via Medici da fine gennaio al 31 maggio. Per tutti i giorni della settimana, per i prossimi cinque mesi, è previsto un fitto calendario, che comprende proposte<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>La Centrale apre le porte con 75 progetti che faranno vivere l’edificio di via Medici da fine gennaio al 31 maggio. Per tutti i giorni della settimana, per i prossimi cinque mesi, è previsto un fitto calendario, che comprende proposte per tutti i gusti e tutte le età realizzate da 60 soggetti tra realtà cittadine, gruppi informali e singoli cittadini. Più di 300 gli appuntamenti in programma, che nel primo mese prevedono laboratori di pittura e ceramica, bookclub, corsi di ballo, canto e mindfulness, conferenze e incontri informativi, gaming, una ciclofficina, mostre, opere collettive, trasmissioni radio, serate elettroniche, poetry slam e anche un festival.Il calendario di iniziative è stato presentato dall’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai con Silvia Corsara di Arci servizio civile Vicenza e Matteo Brambilla per From e Est, tra i partner del progetto.«Da fine gennaio a maggio la Centrale, questa la nuova denominazione dell’ex Centrale del latte, sarà più viva che mai – dichiara l’assessore alle politiche giovanili <strong>Leonardo Nicolai</strong> &#8211; Abbiamo bisogno di spazi di crescita collettiva, luoghi che ci permettano di unirci come comunità, e la straordinaria partecipazione all&#8217;open call “Attiva la Centrale” è la conferma che stiamo andando nella direzione giusta. Alla Centrale stiamo mostrando un nuovo modo di lavorare con la comunità: con un vero coinvolgimento, in maniera orizzontale. E se in questi mesi abbiamo già attivato gli spazi con attività ed eventi, ora diamo un ulteriore risposta, anche al quartiere, con una programmazione più strutturata, aprendo gli spazi sempre più da mattina a sera. Lo facciamo con un pensiero complessivo: il Comune stesso infatti promuoverà da qui a maggio, in collaborazione con il Villaggio Sos, l&#8217;apertura pomeridiana degli spazi a coworking e aula studio, con la presenza attiva di un&#8217;educatrice. Gli usi temporanei ci stanno dando quindi modo di andare sempre più verso un’apertura continuata. Gli eventi in programma fino a maggio saranno un’ulteriore occasione per testare il più possibile attività e spazi in vista della pubblicazione in primavera dell&#8217;avviso per affidare la gestione che, come previsto dal progetto Anci con un finanziamento di 350 mila euro, andrà ad una realtà con un direttivo formato a maggioranza da under 35».<strong>L’open call “Attiva la Centrale”<br></strong>Il calendario è il frutto dell’open call “Attiva la Centrale” aperta dal Comune di Vicenza per coinvolgere direttamente gruppi informali, associazioni e altri enti del terzo settore, istituzioni sociali e culturali del territorio, e singoli cittadini con progetti volti a far vivere l’ex Centrale del Latte.Nel dettaglio, le proposte arrivate sono state 79, di cui 75 ammesse e 4 scartate perché non conformi ai criteri di ammissione. Tra i 75 progetti accettati, 29 sono stati formulati da realtà under 35 e 46 da persone singole o gruppi informali. 15 i Comuni, anche da fuori Provincia, di provenienza delle proposte.<strong>Gli appuntamenti<br></strong>La programmazione da gennaio a maggio vedrà attiva la Centrale tutti i giorni della settimana e nel weekend con svariate proposte culturali.In partenza tra gennaio e la prima metà di febbraio ci sono alcuni corsi e laboratori, il bookclub a tema Palestina, due mostre, la ciclofficina, la radio, la sala gaming, un percorso di formazione per giovani sull&#8217;organizzazione di eventi.A fine gennaio è previsto anche “Fare Centrale”, un percorso gratuito in due moduli per chi vuole fare cultura, acquisire competenze e immaginare nuovi modi di abitare la città e i suoi spazi. Tra i relatori ci saranno esperti del settore che gestiscono e animano spazi culturali affini alla Centrale in diverse città italiane.Nel corso dei cinque mesi la programmazione si articolerà quindi in attività e laboratori indirizzati alle scuole, mostre fotografiche e artistiche, laboratori creativi (autocostruzione, arte partecipata, arte e artigianato, cinematografia), corsi continuativi (danza contemporanea, tango, mindfulness, meditazione, arteterapia), festival multidisciplinari, rassegne e talk su diverse tematiche (resistenza vicentina, paesaggio vicentino, benessere giovanile, Slowfood, abitare).Inoltre, saranno presenti in Centrale una ciclofficina, una radio e una sala per gaming.Spazio anche alla sperimentazione musicale con un percorso formativo sull&#8217;industria musicale, laboratori sulla cultura rap e hip hop, corsi di dj, concerti e djset, residenze artistiche per gruppi musicali emergenti e un percorso interattivo sulla musica elettronica.<strong>Maggiori informazioni</strong><br>Le attività sono prevalentemente gratuite o prevedono, in alcuni casi, una quota di partecipazione simbolica e accessibile.Per restare aggiornati sulle attività della Centrale è possibile seguire la pagina Instagram @centrale.vicenza e consultare Viva, l&#8217;agenda eventi del Comune di Vicenza (<a href="http://eventi.comune.vicenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">eventi.comune.vicenza.it</a>/).</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/3/aHR0cHM6Ly9ubC11ZmZpY2lvc3RhbXBhLmNvbXVuZS52aWNlbnphLml0L3JzcC9wbWNuZTkvY29udGVudC9jZW50cmFsZV9wcmVzZW50YXppb25lX2NhbGVuZGFyaW9fZXZlbnRpLm9kdD9fZD1CMEkmX2M9MjcxMTc5MDk?_d=B0I&amp;_c=c76be0c4" rel="noreferrer noopener" class="broken_link"><strong>Scarica il comunicato stampa</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/4/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQvTm92aXRhL0NvbXVuaWNhdGkvTGEtQ2VudHJhbGUtcGl1LXZpdmEtY2hlLW1haS1hbC12aWEtaWwtY2FsZW5kYXJpby1jb24tNzUtcHJvcG9zdGUtcGVyLXVuLXRvdGFsZS1kaS1waXUtZGktMzAwLWV2ZW50aS1maW5vLWEtZmluZS1tYWdnaW8?_d=B0I&amp;_c=74b8f716" rel="noreferrer noopener"><strong>Scarica materiali (foto/video/grafiche&#8230;)</strong></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Ufficio Stampa<br></strong>corso Andrea Palladio 98 &#8211;&nbsp;36100 Vicenza<br>tel. 0444 221226<br><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/5/bWFpbHRvOnVmZnN0YW1wYUBjb211bmUudmljZW56YS5pdA?_d=B0I&amp;_c=294b8ac1" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="broken_link">uffstampa@comune.vicenza.it</a><br><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/6/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2NpdHRhZGl2aWNlbnphLw?_d=B0I&amp;_c=e94b0de4" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/7/aHR0cHM6Ly90d2l0dGVyLmNvbS9DaXR0YWRpVmljZW56YQ?_d=B0I&amp;_c=878e2d30" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/8/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQv?_d=B0I&amp;_c=28a45764" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/9/aHR0cHM6Ly90Lm1lL0NvbXVuZVZpY2VuemE?_d=B0I&amp;_c=188c3b9f" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/10/aHR0cHM6Ly93d3cubGlua2VkaW4uY29tL2NvbXBhbnkvY29tdW5lLWRpLXZpY2VuemEtdWZmaWNpYWxl?_d=B0I&amp;_c=4f96b55a" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/11/aHR0cHM6Ly93d3cuaW5zdGFncmFtLmNvbS9jb211bmVkaXZpY2VuemEv?_d=B0I&amp;_c=c394fd12" rel="noreferrer noopener"></a><a target="_blank" href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/12/aHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS5jb20vdXNlci9jaXR0YWRpdmljZW56YQ?_d=B0I&amp;_c=a18cee4e" rel="noreferrer noopener"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Email inviata a&nbsp;<a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/khxxwk/xjrze0/uf/13/bWFpbHRvOnJlZGF6aW9uZUB0dml3ZWIuaXQ?_d=B0I&amp;_c=9fbacb10" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="broken_link">redazione@tviweb.it</a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/upr/pmcne9/xjrze0/unsubscribe?_m=khxxwk&amp;_d=B0I&amp;_t=6b202a62" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disiscriviti</a></td></tr></tbody></table></figure>



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