Auto cinesi, boom delle ibride in Europa: Bruxelles valuta nuove misure per frenare l’avanzata

BRUXELLES – La crescita delle auto ibride prodotte in Cina sta accelerando rapidamente sul mercato europeo e comincia a preoccupare sia l’industria automobilistica del continente sia le istituzioni comunitarie. A fotografare il fenomeno è The Guardian, che evidenzia come le vendite siano aumentate in maniera esponenziale negli ultimi anni.
Nel 2022 nell’Unione Europea erano state vendute appena 659 auto full hybrid di produzione cinese. Nei primi sette mesi del 2026 il numero è salito a 160.662 unità. Ancora più consistente il mercato delle ibride plug-in: dalle 56.706 vetture del 2022 si è passati a 217.764 esemplari tra gennaio e luglio di quest’anno, secondo i dati Eurostat riportati dal quotidiano britannico.
L’accelerazione arriva dopo l’introduzione, nel 2024, dei dazi europei anti-sussidi sulle automobili completamente elettriche importate dalla Cina. Le ibride sono rimaste fuori da quelle misure e proprio questo segmento si è trasformato in uno dei principali canali di crescita delle case automobilistiche cinesi nel mercato europeo.
Secondo The Guardian, Bruxelles avrebbe chiesto alla Cina di ridurre volontariamente le esportazioni di vetture ibride verso l’Unione Europea. In assenza di un accordo potrebbero essere prese in considerazione misure di salvaguardia, tra cui eventuali quote alle importazioni. Anche l’industria automobilistica tedesca ha aperto alla possibilità di valutare nuovi strumenti commerciali, purché compatibili con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
Il peso delle motorizzazioni ibride, intanto, continua a crescere. I dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili indicavano già nel primo semestre del 2026 una quota del 37,3% per le ibride, contro il 20,7% delle elettriche a batteria.
A guadagnare terreno sono soprattutto BYD, Chery e Leapmotor, mentre Geely resta uno dei gruppi cinesi più presenti sul mercato europeo. BYD, in particolare, secondo i dati riportati dal Guardian ha registrato una crescita del 163% su base annua, arrivando a circa 177mila vetture vendute. Geely ha raggiunto circa 205mila unità nei primi otto mesi dell’anno.
I costruttori europei mantengono comunque una posizione dominante: il solo gruppo Volkswagen ha venduto circa due milioni di automobili nei primi otto mesi del 2026. Ma la velocità con cui i marchi cinesi stanno aumentando la propria presenza, soprattutto nel settore delle ibride, apre un nuovo fronte nel confronto commerciale tra Bruxelles e Pechino.
Il tema si inserisce infatti in un quadro più ampio di tensioni economiche tra Unione Europea e Cina. Il disavanzo commerciale europeo con Pechino ha raggiunto livelli che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito un “punto di svolta” non sostenibile. Un nuovo confronto tra il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič e il ministro cinese Wang Wentao è previsto per l’8 e il 9 ottobre.




















