14 Settembre 2021 - 10.49

Ue, Prosecco o Prosek ? Battaglia tra Italia e Croazia per la tutela del nome

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea è comparsa ieri la richiesta, avanzata dalla Croazia, di protezione della menzione tradizionale Prosek: ciò significa che l’Ue di fatto formalizza l’avvio del riconoscimento della denominazione del vino che richiama l’italiano Prosecco. Una decisione che non piace all’Italia, che si appresta a contestare. “La decisione della Commissione Europea sul riconoscimento dell’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek è sbagliata. Il Ministero si è già opposto a questo riconoscimento e utilizzerà ogni argomentazione utile per respingere la domanda di registrazione promossa dalla Croazia, anche appellandosi ai principi di tutela espressi dalla Corte di Giustizia in casi analoghi, come ad esempio avvenuto nel recentissimo caso dello Champanillo spagnolo”. Così il ministero delle Politiche agricole in una nota.  La Commissione europea ha tuttavia valutato “la conformità ai requisiti di ammissibilità e validità” della “domanda di protezione della menzione tradizionale Prosek presentata dalla Croazia” e “procederà ora alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea”.  In ogni caso, “tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata”, ha affermato il commissario all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, nella risposta a un’interrogazione parlamentare presentata da oltre venti eurodeputati, quasi tutti italiani ed esponenti di diversi partiti. I parlamentari si sono rivolti alla Commissione lo scorso 15 luglio in quanto preoccupati dalla somiglianza tra i nomi Prosek e Prosecco, che potrebbe trarre in inganno i consumatori e danneggiare il vino Made in Italy. Prima del riconoscimento finale del vino Igp, la Commissione “analizzerà le eventuali obiezioni ricevute e adotterà una decisione finale sulla domanda tenendo conto di tutti gli elementi a sua disposizione”.      Tuttavia, ha precisato il commissario all’Agricoltura, “la sola omonimia non è ritenuta un motivo sufficiente per respingere una domanda”, ha ricordato il commissario, e “due termini omonimi possono coesistere a determinate condizioni, in particolare tenendo debitamente conto degli usi locali e tradizionali e del rischio che il consumatore possa confondersi”. Secondo Wojciechowski, “le norme garantiscono correttezza ed equità tra tutte le parti e mirano ad evitare etichettature che inducano in errore i consumatori”.    Luca Zaia: a che serve l’Europa? “Non ho parole per commentare quanto accaduto. Di questa Europa non sappiamo cosa farcene. Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, un’Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco”. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta la notizia della pubblicazione della richiesta della Croazia di protezione della menzione tradizionale “Prosek”, Consorzio Prosecco: non è finita “La faccenda non è affatto conclusa: da quando l’istanza giunta dal Prosek verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea avremo 60 giorni per presentare le nostre osservazioni”: lo sottolinea Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc in merito alla vicenda relativa alla richiesta di riconoscimento avanzata alla Ue da parte del Prosek croato.

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