Padova, spari dall’auto all’Arcella: arrestato 22enne nordafricano, caccia ai complici

Scene da far west nella tarda serata di ieri nel quartiere Arcella di Padova, dove alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi da un’automobile in corsa. La Polizia di Stato ha arrestato un 22enne padovano, cittadino italiano di origine marocchina, mentre sono ancora ricercati due complici riusciti a fuggire.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’allarme è scattato dopo la chiamata al 113 di una donna che aveva riferito di aver udito chiaramente degli spari provenienti dalla strada, nei pressi di un giardino comunale.
Le Volanti intervenute sul posto hanno accertato che i colpi sarebbero stati esplosi da una Opel Insignia grigia che procedeva zigzagando lungo le vie del quartiere. Gli inquirenti parlano di una dinamica riconducibile alla cosiddetta “stesa”, pratica intimidatoria tipica della criminalità campana utilizzata per rivendicare il controllo di un territorio.
Scattate immediatamente le ricerche, le pattuglie hanno intercettato l’auto con tre giovani a bordo. Alla vista dei poliziotti i ragazzi sono scesi dal veicolo e hanno tentato la fuga a piedi, cercando di nascondersi dietro un distributore di carburante. Uno di loro, il 22enne, è stato bloccato e arrestato; gli altri due sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Durante la fuga la vettura aveva urtato il muretto di un’abitazione, danneggiando anche una tubazione del gas. Accanto all’auto gli agenti hanno rinvenuto una Colt Python calibro 357 Magnum con matricola abrasa e canna da 4 pollici: nel tamburo erano presenti quattro cartucce e l’arma risultava armata con il cane alzato.
Nel corso della successiva perquisizione nell’abitazione del giovane è stata trovata anche una pistola scacciacani.
Il 22enne è stato arrestato in attesa del processo per direttissima. La Polizia Scientifica di Padova sta effettuando gli accertamenti tecnici per tentare di rigenerare la matricola abrasa della pistola e risalire alla sua provenienza.
Il questore di Padova, Marco Odorisio, ha sottolineato che «la tempestività ed immediatezza dell’intervento delle Volanti della Questura e dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio effettuati dalla Polizia di Stato, grazie anche alle segnalazioni dei cittadini, ha consentito di porre fine ad un gesto criminalistico attraverso il quale si vuole sottolineare una sorta di “marcatura del territorio”. A Padova non esistono zone franche, e il punto fermo di riferimento per tutti è il faro della legalità e del rispetto delle regole».















