“I Tribunali sono a rischio!”. A Vicenza il confronto sulla riforma del Governo

Domani a Vicenza confronto sul Ddl 2646 e la revisione della geografia giudiziaria
Si terrà domani a Vicenza, presso il Palazzo di Giustizia, l’iniziativa “A difesa dei nostri tribunali”, dedicata al dibattito sulla riforma della geografia giudiziaria prevista dal Ddl 2646 presentato dal Ministro della Giustizia.
Il disegno di legge prevede una revisione delle circoscrizioni giudiziarie e delega al Governo la riforma complessiva del sistema. Nell’ambito di tale intervento è prevista l’istituzione del tribunale di Bassano del Grappa, ma senza una definizione puntuale dell’organico necessario al suo funzionamento.
Nel mese di giugno, presso la 2ª Commissione Permanente Giustizia della Camera dei deputati, si sono svolte alcune audizioni nell’ambito dell’iter parlamentare. In quella sede è stata richiamata un’ipotesi tecnica provvisoria secondo cui il nuovo circondario, riferito all’area dell’Alta Padovana e della Pedemontana Veneta, con un bacino di circa 523 mila abitanti e 72 comuni, richiederebbe 26 giudici, 10 pubblici ministeri, 84 unità di personale amministrativo per il tribunale e 36 per la procura.
Una stima che, se confermata, viene considerata dai promotori dell’iniziativa come potenzialmente critica per l’equilibrio complessivo del sistema giudiziario territoriale. Per garantire la piena operatività del nuovo ufficio, infatti, si renderebbe necessario sottrarre risorse ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso, con riduzioni stimate pari al 33%, 9% e 20% dei magistrati giudicanti e al 29%, 11% e 21% dei requirenti.
All’incontro interverranno rappresentanti del mondo forense del territorio. Sono previsti gli interventi di Alessandro Moscatelli, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, di Francesco Rossi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Padova, e di Diego Casonato, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Treviso.
Il confronto si inserisce nel più ampio dibattito sulla riorganizzazione della giustizia territoriale e sulle possibili ricadute operative che la riforma potrebbe avere sugli uffici giudiziari già esistenti.
















