Olimpiadi invernali, bufera sulla cabinovia di Cortina: perquisizioni in cinque città per un’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti

Sono in corso perquisizioni a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d’Ampezzo (Belluno) nell’ambito di un’indagine per turbata libertà degli incanti, ipotesi di reato legata alla gara d’appalto per i lavori della cabinovia Apollonio-Socrepes, l’impianto a fune di Cortina destinato — nelle intenzioni iniziali — a essere operativo prima dell’avvio delle Olimpiadi invernali.
L’operazione è stata resa nota dalla Procura di Belluno, che coordina le indagini.
Le perquisizioni hanno riguardato le sedi di due società coinvolte nel progetto, Simico (committente) e Graffer (impresa esecutrice dei lavori), oltre a perquisizioni personali e informatiche eseguite nei confronti degli indagati.
Secondo quanto riferito dal procuratore capo di Belluno, Massimo De Bortoli, le persone formalmente iscritte nel registro degli indagati sono tre. Tra queste figura anche l’amministratore delegato di Simico, Fabio Massimo Saldini. Al momento non è prevista la loro convocazione: gli inquirenti stanno infatti completando l’acquisizione di documentazione, anche digitale, ritenuta utile alla ricostruzione dei fatti.
L’ipotesi investigativa è che eventuali accordi collusivi o modalità ritenute fraudolente possano aver favorito l’assegnazione dei lavori alla società esecutrice, nonostante una possibile incompatibilità dei tempi di realizzazione con la scadenza fissata per l’apertura dell’impianto in vista dei Giochi olimpici.
Le attività investigative sono condotte dalla Squadra Mobile di Belluno con il supporto dello SCO (Servizio Centrale Operativo).













