21 Maggio 2026 - 16.03

Scandalo abusi su minori nel Padovano, ex educatore allontanato: chat degli studenti e indagini su anni di segnalazioni

AGGIORNAMENTO

Nuovi sviluppi nel caso che ha coinvolto Francesco Saviane, ex insegnante di religione e operatore in ambito parrocchiale nel Padovano, accusato di violenza sessuale aggravata su più minori. L’uomo, 37 anni, trevigiano, è stato trasferito “in fretta e furia” agli arresti domiciliari in una residenza privata fuori provincia di Padova.

Secondo quanto emerso, le accuse riguardano sette minori tra i 13 e i 17 anni, ma gli inquirenti avrebbero raccolto testimonianze di almeno cinquanta persone tra studenti e adulti, ascoltati negli ultimi mesi per ricostruire la rete di rapporti e frequentazioni dell’indagato.

Saviane, che aveva lavorato come insegnante di religione all’istituto paritario Barbarigo di Padova e come animatore in diverse parrocchie, nega le contestazioni. L’episodio più recente contestato risale al 1° marzo, quando avrebbe abusato di un ragazzo minorenne dopo averlo costretto a sdraiarsi su un letto matrimoniale.

Le chat degli studenti e le segnalazioni dal 2020

Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda le conversazioni tra studenti, in particolare chat WhatsApp risalenti già al 2020. Nei messaggi emergerebbero riferimenti espliciti a comportamenti ritenuti “inappropriati”, con alcuni ragazzi che lo definiscono con termini pesanti e che parlano della necessità di “farlo allontanare”.

Secondo gli investigatori, quindi, le presunte condotte non sarebbero state episodi isolati, ma oggetto di discussione tra i giovani già diversi anni prima delle denunce formali.

Il ruolo della parrocchia e le tensioni nella comunità

La vicenda ha avuto ripercussioni anche sul piano ecclesiastico e comunitario. È finito sotto pressione don Cesare Contarini, già rettore del Barbarigo e ora parroco della zona in cui Saviane si trovava ai domiciliari.

Il sacerdote, in una lettera aperta ai genitori, ha chiarito che l’ex educatore era stato licenziato dal centro infanzia dove lavorava come segretario e che non avrebbe mai avuto ruoli educativi diretti con i bambini. Ha inoltre invitato la comunità a non cedere a “sospetti ciechi e indistinti” e a mantenere un clima di dialogo.

Il vescovo: “Dolore e collaborazione con la magistratura”

Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, che ha espresso “profondo dolore” per quanto emerso, manifestando vicinanza alle famiglie e ai minori coinvolti.

La diocesi, ha spiegato, avrebbe attivato tempestivamente tutte le misure possibili non appena ricevute le informazioni disponibili, garantendo piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.

Cipolla ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare la prevenzione contro qualsiasi comportamento potenzialmente lesivo nei confronti di minori e persone vulnerabili, richiamando alla “verità e alla giustizia” come principi fondamentali per la comunità.

Indagini in corso

Le indagini proseguono per chiarire la portata delle accuse e ricostruire l’intera rete di relazioni dell’indagato. Gli inquirenti stanno analizzando materiale informatico, testimonianze e chat per verificare eventuali ulteriori episodi non ancora denunciati ufficialmente.

Nel frattempo, la comunità resta scossa da una vicenda che ha aperto un fronte delicato tra scuola, parrocchia e famiglie, e che continua ad alimentare tensioni e richieste di chiarimenti.

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Emergono nuovi dettagli sul 36enne finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata. La Diocesi di Padova ha precisato che l’uomo era già stato allontanato dagli incarichi religiosi e scolastici dopo un’indagine canonica interna avviata nel 2023.

Secondo quanto comunicato dalla Curia, al 36enne era stata revocata l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica e interrotta ogni collaborazione con l’istituto Barbarigo. Il vescovo Claudio Cipolla aveva inoltre disposto la sua esclusione da qualsiasi incarico ecclesiale, dichiarando piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.

La Diocesi ha chiarito anche che la permanenza dell’uomo in una canonica della provincia di Padova sarebbe avvenuta per iniziativa personale del parroco, nonostante indicazioni contrarie della stessa Curia.

Nel comunicato ufficiale viene espressa “forte amarezza” per la vicenda e vicinanza alle famiglie e ai minori coinvolti nelle indagini.

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Un ex insegnante di religione di 36 anni, originario del Trevigiano, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Padova con l’accusa di violenza sessuale aggravata su sette minorenni, tra ragazzi e ragazze. L’uomo, attivo anche come animatore in diverse parrocchie del Padovano, si trova ora agli arresti domiciliari in una canonica della provincia.

Le indagini sono partite a marzo dopo la confidenza di una delle presunte vittime a un altro professore dello stesso istituto scolastico. Da quel racconto gli investigatori hanno approfondito la vicenda, ricostruendo episodi che si sarebbero verificati tra il 2017 e il 2026.

Secondo gli inquirenti, il 36enne avrebbe sfruttato il rapporto di fiducia costruito con famiglie e adolescenti attraverso attività scolastiche, parrocchiali e ricreative. Tra gli episodi contestati figurano palpeggiamenti e comportamenti inappropriati durante incontri, gite e attività organizzate per i giovani.

L’arresto è stato disposto dal gip di Padova su richiesta della Procura, che ha evidenziato il rischio di reiterazione del reato. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare la presenza di altre possibili vittime.

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