19 Maggio 2026 - 10.45

Ebola, caso di contagio di un cittadino USA in Congo: Stati Uniti rafforzano i controlli alle frontiere

Gli Stati Uniti hanno annunciato lunedì una serie di misure straordinarie di controllo alle frontiere per contenere il rischio legato al virus Ebola, dopo un caso di contagio che ha coinvolto un cittadino americano nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

Secondo quanto comunicato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), Washington introdurrà controlli sanitari per i passeggeri aerei provenienti dai Paesi africani interessati e limiterà temporaneamente il rilascio dei visti ai cittadini stranieri che abbiano viaggiato in Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. L’ambasciata statunitense a Kampala ha inoltre annunciato la sospensione temporanea di tutti i servizi per il rilascio dei visti, informando i richiedenti coinvolti.

Le restrizioni arrivano mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’epidemia di Ebola in RDC un’emergenza sanitaria internazionale. Il CDC ha comunque ribadito che il rischio immediato per la popolazione statunitense resta “basso”.

Nel fine settimana, l’agenzia ha confermato di essere impegnata nel “rimpatrio in sicurezza” di alcuni cittadini americani esposti al virus. Il cittadino USA contagiato, che lavorava nella Repubblica Democratica del Congo, ha sviluppato sintomi durante il weekend ed è risultato positivo domenica sera; è stato successivamente trasferito in Germania per ricevere cure. Il CDC sta inoltre organizzando l’evacuazione di almeno altri sei americani esposti.

L’agenzia sanitaria ha spiegato che continuerà a monitorare la situazione e potrà aggiornare le misure in base all’evoluzione del focolaio.

Sull’emergenza è intervenuto anche Donald Trump, che si è detto “preoccupato”, pur sottolineando che il virus sembra per ora circoscritto all’Africa.

Secondo gli ultimi dati, il Ministero della Salute della RDC ha segnalato almeno 91 morti e circa 350 casi sospetti, mentre altre fonti parlano di oltre 131 decessi e più di 513 casi sospetti. La maggior parte dei contagi riguarda persone tra i 20 e i 39 anni.

Il ceppo coinvolto è il virus Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini o cure specifiche approvate. Il CDC ribadisce che il rischio per gli Stati Uniti resta basso, ma ha rafforzato il sistema di sorveglianza e risposta sanitaria.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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