19 Maggio 2026 - 11.20

UE al Regno Unito: niente trattamenti speciali in caso di ritorno, “solo condizioni normali”

Secondo diversi ex funzionari coinvolti nei negoziati sulla Brexit, l’Unione Europea non sarebbe disposta a concedere alcun accordo “su misura” al Regno Unito qualora decidesse in futuro di rientrare nel blocco europeo. L’eventuale ritorno di Londra, spiegano, avverrebbe in un clima “caloroso e accogliente”, ma accompagnato da una linea “inflessibile” e senza deroghe speciali.

Le dichiarazioni arrivano mentre nel dibattito politico britannico, soprattutto in ambito laburista, si moltiplicano le ipotesi su un possibile riavvicinamento all’UE. Tuttavia, gli ex negoziatori avvertono che le condizioni del passato non sarebbero ripetibili.

Georg Riekeles, ex consigliere della task force UE sulla Brexit, ha spiegato che gli Stati membri adotterebbero un atteggiamento positivo ma fermo: “Non c’è la volontà di riaprire le porte a decenni di eccezionalismo britannico. Il prezzo del rientro sarebbe l’adesione a condizioni normali”.

Durante i suoi 47 anni di appartenenza all’Unione, il Regno Unito aveva infatti ottenuto numerose deroghe, tra cui l’esclusione dall’euro, dallo spazio Schengen e uno sconto sul bilancio europeo, costruendo uno status unico all’interno dell’UE.

Sulla stessa linea Sandro Gozi, già ministro italiano per gli Affari europei e oggi eurodeputato, ha chiarito che eventuali negoziati ripartirebbero dalle regole standard: “Non si può più parlare di un abito su misura. Il Regno Unito dovrebbe affrontare tutte le condizioni previste per qualsiasi Paese candidato”.

Anche Radosław Sikorski, ministro degli Esteri polacco, ha escluso un ritorno a un modello “à la carte”, ricordando che nell’UE i vantaggi derivano dalla condivisione della sovranità.

Secondo Riekeles, l’Unione accoglierebbe favorevolmente un’eventuale richiesta britannica, ma solo in presenza di un consenso politico stabile a Londra: “Serve la prova che il Regno Unito abbia davvero cambiato idea”.

Nel dibattito interno britannico, alcune figure politiche hanno riaperto la discussione sul rapporto con Bruxelles, ma senza un indirizzo condiviso. Anche all’interno delle istituzioni europee, tuttavia, prevale una linea prudente: cooperazione sì, ma senza tornare alle eccezioni del passato.

La Commissione europea, attraverso la portavoce Paula Pinho, ha infine evitato commenti sulle ipotesi di negoziato, sottolineando che le discussioni attuali riguardano solo un rafforzamento della cooperazione in vista del prossimo vertice UE-Regno Unito.

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