Frode sul GPL nella Bassa Padovana: sequestrate 5 autobotti e 26mila litri di combustibile

La Guardia di Finanza di Padova ha scoperto e smantellato un sistema di frode nel commercio di GPL sfuso destinato al riscaldamento domestico nella Bassa Padovana. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, ha portato al sequestro di cinque autobotti modificate e di oltre 26mila litri di combustibile.
L’indagine è partita da un controllo di routine eseguito dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Padova presso un distributore stradale di carburanti, dove venivano vendute bombole di GPL a prezzi particolarmente bassi. I finanzieri hanno inoltre riscontrato la presenza di tappi-sigillo di garanzia contraffatti applicati alle bombole.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di risalire al fornitore, un operatore con sede nel Rodigino autorizzato esclusivamente alla vendita di GPL sfuso per impianti privati, ma non al riempimento e alla commercializzazione di bombole.
Nel corso delle perquisizioni disposte dalla Procura di Rovigo, i militari hanno rinvenuto bombole di diverse marche, sigilli contraffatti appartenenti ad altre aziende e attrezzature utilizzate per il riempimento abusivo, tra cui raccordi metallici e una bilancia di precisione fissata al pavimento.
L’inchiesta si è poi concentrata sulle autobotti utilizzate per il trasporto e la consegna del GPL. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, su ciascuno dei cinque mezzi era stato installato un bypass secondario nascosto sotto la struttura e collocato a valle del contalitri. Il sistema consentiva di far rientrare nella cisterna parte del GPL formalmente erogato.
In questo modo, i clienti – perlopiù famiglie e aziende agricole – ricevevano una quantità di combustibile inferiore rispetto a quella indicata nelle ricevute di consegna. L’autista attivava infatti il bypass tramite una leva nascosta, mentre il sistema di misurazione continuava a registrare quantitativi maggiori.
Il GPL sottratto agli acquirenti veniva poi destinato a vendite in nero o utilizzato per riempire abusivamente bombole appartenenti ad altri operatori del settore, generando guadagni illeciti e danni sia all’Erario sia alla concorrenza.
Al termine delle attività, le Fiamme Gialle hanno sequestrato le cinque autobotti modificate e denunciato due persone per frode in commercio, appropriazione indebita, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e imbottigliamento abusivo di bombole GPL, in violazione delle norme di sicurezza previste dal decreto legislativo n. 128 del 2006.
La Guardia di Finanza sottolinea che le attività rientrano nel più ampio piano di contrasto alle illegalità economiche e di tutela dei consumatori, con l’obiettivo di garantire trasparenza nei prezzi e correttezza nella commercializzazione dei prodotti energetici.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.













