Europa e Canada più vicini e Trump, sempre più isolato, monta su tutte le furie

L’asse tra Europa e Canada si stringe e da Washington arriva una reazione durissima. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di trasformare il Canada nel primo “membro associato” dell’Unione europea, una formula finora inesistente nell’architettura comunitaria e i cui contenuti dovranno ancora essere definiti.
L’annuncio è arrivato a Strasburgo durante il discorso sullo Stato dell’Unione, alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney. L’obiettivo dichiarato è portare i rapporti tra Bruxelles e Ottawa a un livello mai raggiunto prima, costruendo una vera e propria “alleanza per il futuro” che vada ben oltre l’attuale accordo commerciale CETA.
Sul tavolo ci sono difesa, energia, materie prime critiche, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, cybersicurezza, batterie e cooperazione industriale. Von der Leyen ha ricordato che gli scambi di merci tra Canada e Unione europea sono cresciuti del 75% in meno di dieci anni grazie al CETA.
Carney, da parte sua, non sta chiedendo l’ingresso del Canada nell’Unione nel senso tradizionale del termine. Nei giorni scorsi aveva parlato della necessità di costruire con l’Europa una “alleanza unica”, mentre Ottawa cerca di ridurre una dipendenza economica dagli Stati Uniti diventata particolarmente delicata dopo la nuova escalation commerciale con Washington. Circa il 70% delle esportazioni canadesi continua infatti ad avere come destinazione il mercato americano.
Ed è proprio da Donald Trump che è arrivata la reazione più pesante. Il presidente americano ha definito “ridicola” l’ipotesi di un Canada associato all’Unione europea e ha ventilato la possibilità di considerare l’operazione un atto ostile nei confronti degli Stati Uniti. Se Washington dovesse interpretare l’avvicinamento tra Ottawa e Bruxelles in questo modo, Trump ha minacciato nuovi dazi molto pesanti contro l’Europa e persino restrizioni commerciali più radicali.
La tensione non nasce però oggi. L’amministrazione americana ha già adottato nelle ultime settimane nuove misure commerciali contro il Canada. L’8 settembre la Casa Bianca ha, tra l’altro, confermato dazi aggiuntivi del 50% su alcune categorie di prodotti canadesi e annunciato restrizioni su diversi beni, comprese misure che interessano il settore automobilistico e quello delle bevande alcoliche.
Il progressivo allontanamento di Ottawa da Washington sta così accelerando un riassetto delle alleanze. Il Canada ha anche presentato domanda per entrare nella Joint Expeditionary Force, la coalizione militare di reazione rapida guidata dal Regno Unito, mentre sta intensificando la collaborazione con l’Europa nel settore della difesa.
Resta da capire cosa significhi concretamente diventare “membro associato” dell’Ue. Lo status, al momento, non esiste nei trattati europei e qualsiasi soluzione strutturata richiederebbe l’accordo degli Stati membri e una complessa definizione giuridica. Alcuni diplomatici europei hanno già manifestato perplessità sulla formula e sui suoi effettivi contenuti.
Il significato politico del messaggio, tuttavia, è chiaro: Canada e Unione europea vogliono rendere molto più stretta la loro collaborazione economica e strategica. Von der Leyen ha precisato che l’intesa non sarebbe costruita “contro” altri Paesi, ma per rafforzare interessi e sicurezza comuni. La prospettiva, però, arriva proprio mentre i rapporti fra Ottawa e Washington attraversano una delle fasi più tese degli ultimi anni.


















