30 Aprile 2026 - 12.36

“Lisistrata” con Lella Costa chiude la Stagione di Prosa del Teatro Comunale

Sarà un grande classico l’ultimo titolo della stagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza, Lisistratada Aristofane, protagonista una grande Lella Costa in scena con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini, regia di Serena Sinigaglia, in programma mercoledì 6 e giovedì 7 maggio alle 20.45 in Sala Maggiore. Per le due date dello spettacolo ci sono ancora biglietti disponibili.

Lisistrata, una produzione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) con il Teatro Carcano, ha debuttato con grande successo al Teatro Greco di Siracusa nel giugno dello scorso anno e da allora è costantemente in tournée nei teatri in una nuova versione; è una commedia esilarante e lucidissima con il suo richiamo antico quanto il mondo: tocca alle donne ribellarsi per poter cambiare i destini della Storia. “È un testo ancora richiestissimo, perché è lo specchio di un mondo pieno di guerre”, afferma la protagonista in una recente intervista.

A presentare questa nuova versione di Lisistrata durante l’incontro a teatro in programma mercoledì 6 e giovedì 7 maggio alle 20.00, al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, sarà Nicoletta Martelletto, giornalista e caporedattrice del Giornale di Vicenza. La giornalista parlerà al pubblico di questa commedia antichissima eppure di sconvolgente attualità: un grande classico del teatro antico che esorta ad una riflessione contemporanea sul ruolo delle donne e sulla necessità di agire in una società straziata dalla guerra.

Scritta da Aristofane nel V secolo a.C., Lisistrata è una delle più celebri commedie dell’antichità, ma la sua forza satirica e il suo messaggio restano sorprendentemente attuali. Alla base, c’è un presupposto terribilmente serio: la guerra, la distruzione continua e ciclica dell’umanità, che sembra non trovare mai una fine. In un’Atene dove gli uomini sono tutti al fronte e la politica non sa o non vuole cambiare le cose, è una donna a proporre una rivoluzione: fermare la guerra con un’arma insospettabile. Uno sciopero del sesso finché non tornerà la pace. Un gesto forse assurdo, ma è proprio nell’assurdo che la grande commedia trova la sua forza: nel sovvertire l’ordine apparente per rivelare un’altra possibile realtà.

Lisistrata non è solo una commedia. È una provocazione, un atto di ribellione travestito da risata. L’eroina di Aristofane ha la statura di una figura tragica, determinata a riportare la vita dove regna la morte, l’amore dove impera l’odio. In un’epoca come la nostra, segnata da nuovi conflitti e vecchie tensioni, la sua voce torna a farsi sentire con prepotente urgenza.

E la grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze, grazie a visioni altre, magari poco probabili, ma forse possibili. 

Una commedia che parte da un presupposto di cui le notizie attuali ci rendono purtroppo ancor più consapevoli: la guerra è un dramma che affligge da sempre l’umanità e pare da sempre inarrestabile. Ma una voce si leva sulle altre: ci può essere una visione nuova? le donne che ruolo possono avere nel costruire la pace? E un’azione collettiva di resistenza e opposizione, per quanto radicale come lo sciopero del sesso, può cambiare le cose?

Con l’interpretazione di Lella Costa, osannata dalla critica, si ride, ma anche ci si interroga. A pagare le scelte e i giochi degli uomini sono però anche le donne: madri, mogli, sorelle di uomini mandati a morire da altri uomini. Aristofane con un’apertura mentale sorprendente intreccia le relazioni pubbliche e quelle private, e guarda a una parte dell’umanità spesso senza voce e diritti.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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