2 Marzo 2026 - 12.03

Bloccati a Dubai tra esplosioni e missili: giovani veneti sperano di tornare a casa (video)

Un gruppo di studenti e giovani veneti si trova ancora bloccato a Dubai, nel caos generato dalla chiusura dello spazio aereo dopo l’attacco statunitense e israeliano all’Iran e la conseguente ritorsione iraniana. Tra i passeggeri impossibilitati a partire ci sono sia studenti minorenni, in viaggio con programmi di scambio o studio, sia giovani lavoratori in trasferta.

Tra loro c’è Daniele Bovo, veronese di 21 anni, arrivato a Dubai il 24 febbraio per motivi di lavoro. Racconta: «Sembrava irreale, una cosa lontana, che improvvisamente ti passa sopra la testa. Fino al 27 febbraio l’atmosfera era tranquilla, poi nel tardo pomeriggio del 28 le prime esplosioni. Siamo usciti dal ristorante e abbiamo sentito due botti fortissime; guardando il cielo abbiamo visto le nuvole di fumo dei missili intercettati».

Le immagini girate con i cellulari mostrano tre missili attraversare il cielo sopra la Dubai Marina, lasciando lunghe scie infuocate prima di essere abbattuti. «Sembrava che venissero verso di noi», aggiunge Bovo. Alcuni detriti sono caduti in diverse zone della città, provocando incendi. I telefoni hanno inviato allarmi con l’invito a rimanere chiusi e lontani dalle finestre. Con il gruppo di lavoro, Bovo ha preparato le valigie e si è spostato verso Fujairah, mentre il volo di rientro in Italia veniva cancellato. «Adesso possiamo solo aspettare indicazioni per tornare», conclude il giovane.

Anche cinque sedicenni dell’Istituto Calvi di Padova sono tra gli studenti bloccati, insieme a ragazzi provenienti da Mestre e Venezia. Il preside Giuseppe Turetta rassicura: «I ragazzi sono spaventati, ma stanno bene». Tra loro, anche una diciassettenne di Cavallino-Treporti, studentessa dell’Istituto Alberti di San Donà di Piave, rimasta in hotel vicino all’aeroporto. La connessione internet permette un contatto costante con i genitori, ma al momento non ci sono indicazioni precise sul rientro.

Oltre agli studenti, sono coinvolti anche giovani lavoratori e imprenditori locali, come Alberto Boato di Venezia, che riferisce di aver udito esplosioni e di aver ricevuto indicazioni dalle autorità di non uscire. La cooperante Anna Chiara Sarto racconta l’escalation di esplosioni e la preparazione degli zaini di emergenza.

Il governatore del Veneto, Alberto Stefani, ha confermato che la Regione sta monitorando la situazione insieme alla Farnesina e alla Direzione Relazioni Internazionali, con l’obiettivo di fornire risposte rapide e assistenza ai familiari. Il numero totale di veneti bloccati resta ancora incerto, complici registrazioni incomplete all’AIRE e la mancata segnalazione sul sito “Viaggiare Sicuri” della Farnesina.

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