17 ottobre 2018 - 14.09

VENEZIA – Donazzan contro l’utero in affitto, minacciata di morte: “Codardi”

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L’Assessore Regionale del Veneto Elena Donazzan commenta così gli attacchi di cui è stata vittima dopo aver condiviso sui suoi profili social la campagna di Provita Onlus e Generazione Famiglia contro l’utero in affitto: “Stamattina, al mio risveglio, ho trovato il mio profilo Instagram zeppo di insulti e minacce per la mia adesione alla campagna #stoputeroinaffitto. Offese contro di me e contro i Veneti, offese contro chi la pensa come me, e dunque contro la stragrande maggioranza di chi ragiona in maniera sensata: non bastasse ciò, pure alcune minacce”.

“La campagna di Provita Onlus e Generazione Famiglia pone l’accento sulla pratica dell’utero in affitto: altro non è che un business e a farne le spese sono le donne, trattate da schiave, e i bambini, vittime indifese di questo scempio. La campagna tuona ‘due uomini non fanno una madre’: è ciò che penso, è ciò che ci dice pure la natura ed il buonsenso, che qualcuno vorrebbe sopraffare per accontentare l’egoismo dei ricchi committenti” continua Donazzan.

Da una prima analisi delle interazioni, l’azione ha avuto inizio dopo la condivisione da parte di Generazione Famiglia della instagram-story di Donazzan (attualmente non più disponibile): ad attaccare il profilo dell’Assessore Regionale sono stati principalmente haters di quest’ultima associazione, soliti nel pubblicare le proprie opinioni in maniera offensiva.

“Da quale pulpito viene la predica! Dagli esperti di democrazia, di diritti, di amore e di pace… che al primo pensiero diverso dal loro si manifestano per ciò che sono, leoni da tastiera, odiatori seriali, figli viziati di una società buonista. Non mi lascio intimidire da questi individui. Ho rimosso i loro commenti perchè non posso accettare offese in cambio dell’esternazione di un mio pensiero: non ho costretto nessuno di loro a seguirmi, se non condividono le mie idee sono ben liberi di seguire qualcun altro, ma non certo di offendermi. E a chi ha minacciato di ammazzarmi a fucilate rispondo: ti aspetto dove vuoi visto che i codardi siete voi, non di certo io!” conclude l’Assessore Regionale.

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