22 Febbraio 2019 - 12.11

ARZIGNANO – Il Parkinson Cafè compie tre anni

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Terzo compleanno per lo spazio di via A. Mastrotto ad Arzignano aperto a tutti malati di Parkinson

Il 2019 segna un anno di svolta per il Parkinson Cafè che in questi giorni, il 20 di febbraio ha festeggiato il suo terzo anniversario. Un progetto della Fondazione Silvana e Bruno, nato dalla volontà dei coniugi Silvana e Bruno Mastrotto e delle figlie, che ha saputo mettere radici nell’area dell’Alto Vicentino entrando in punta di piedi nelle vite dei malati di Parkinson e dei famigliari del territorio rispondendo ad un bisogno latente di accoglienza. Oggi sono oltre 50 gli ospiti che partecipano con entusiasmo ai vari appuntamenti e incontri a testimonianza che la strada imboccata il 20 febbraio 2016 dalla Fondazione era quella giusta.

“Nell’arco dei tre anni oltre un centinaio di persone, tra malati e famigliari, si sono avvicinate al nostro spazio e hanno potuto toccare con mano il beneficio derivante dalle attività proposte: prima fra tutte l’attività motoria regolare e specifica per i bisogni dei malati – afferma Giovanna Mastrotto Presidente della Fondazione Silvana e Bruno -. Da due corsi la settimana del 2016 siamo ormai a regime con sei corsi con il supporto di tre istruttori specializzati nel seguire persone con il Parkinson. Ma soprattutto gli ospiti hanno potuto apprezzare cosa significa poter uscire e condividere alcune ore della giornata insieme e partecipare ad incontri informativi sui vari aspetti della malattia Grazie alla rete preziosa di volontari che rende possibile l’operatività del Parkinson Cafè cerchiamo di raccogliere e cogliere input per nuove attività che possano, di fatto, migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti e delle loro famiglie”.

Nell’ultimo anno si è quindi rafforzata l’attività di servizio studiata intorno ai famigliari, ovvero coloro che rappresentano l’anello forte della catena dell’assistenza quotidiana. Un’assistenza spesso h24 che comporta un impegno totalizzante e che richiede quindi modalità di “ricarica” mirate. Da un lato abbiamo proposto gli incontri “Aiutarsi ad aiutare” con il supporto di uno psicoterapeuta, che rispondono proprio al bisogno latente di ascolto e confronto tra caregiver; dall’altro abbiamo affrontato il tema delicato del decadimento cognitivo, un sintomo che può purtroppo manifestarsi nel malato di Parkinson attraverso difficoltà nel linguaggio, nella memoria, nell’attenzione e che può appesantire la quotidianità del malato ma anche quella del caregiver. Il progetto “Ginnastica per la mente” con il supporto di uno specialista, offre agli ospiti e ai famigliari un percorso per capire se questo deficit è presente e in quale forma per poi attuare un aiuto mirato di stimolazione cognitiva.
“La collaborazione con le istituzioni del territorio, dal Comune di Arzignano alla Ulss 8 Berica è costante e positiva – conclude Giovanna Mastrotto – e ci aiuta a rompere quel muro dietro il quale spesso i malati si chiudono. E’ fondamentale continuare ad interagire con la comunità nella quale siamo inseriti per far capire che dal Parkinson, una malattia sempre più frequente, non ci si deve nascondere”.

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