VICENZA – Esplosione al bar Calypso, svolta nelle indagini?
Potrebbe esserci una svolta clamorosa nelle indagini della squadra mobile di Vicenza dopo l’esplosione al bar Calypso di contrà San Marcello, laterale di corso Fogazzaro, dello scorso 1 settembre.
Nel pomeriggio di quel giorno una deflagrazione aveva distrutto il bar che pochi giorni prima era stato teatro di una violenta rissa fra italiani e nordafricani. L’esplosione era avvenuta poco prima delle 15 e 30 quando il bar era ancora chiuso. Apre infatti alle 17 e 30 per chiudere nella notte. Fortunatamente non vi fu alcun ferito. Secondo i primi rilievi tecnici dei vigili del fuoco (sul posto anche la polizia scientifica), l’origine sarebbe in un condizionatore, il cui motore è stato divelto. Sul posto furono trovate tracce di liquido infiammabile e fu chiara l’origine dolosa dell’incendio-scoppio. Inizialmente l’episodio venne collegato alla rissa di qualche giorno prima, si pensò ad una ritorsione, ma le successive indagini confuterebbero questa tesi. Il gestore del bar, Mattia Concato, 26 enne di Caldogno, che al tempo dichiarò di essere sicuro che si trattasse di una ritorsione.
La squadra mobile fa sapere che le indagini sono state portate avanti su un duplice fronte. Quello della rissa del week end precedente (nella quale era stata rubata la borsa con documenti soldi e cellulare ad una ragazza ed era comparso anche un machete. Una ragazza marocchina era stata denunciata ed erano scattate le ricerche di altri amici nordafricani della ragazza, dileguatisi dopo l’intervento delle volanti) e quello dell’esplosione, che non sarebbero collegati.
“Siamo ad un punto di svolta”, ha dichiarato il dirigente capo della Squadra Mobile di Vicenza, Davide Corazzini. “Da allora abbiamo lavorato al caso e siamo ormai prossimi alla soluzione. E’ stato nominato un ingegnere esperto di fuochi ed esplosioni con il compito di ricostruire tecnicamente quanto accaduto e per accertare anche se la deflagrazione sia andata al di là delle intenzioni di chi l’ha provocata. Abbiamo una pista ben tracciata -continua Corazzini- e ritengo che la procura (pm Pecori) sia vicina alla soluzione”.


















