Shock in Francia: babysitter accusata di aver violentato18 bambini (aveva già una condanna)

Shock a Tourcoing, nel nord della Francia, dove una babysitter di 36 anni è accusata di aver abusato sessualmente di diversi bambini molto piccoli affidati alle sue cure tramite una piattaforma online dedicata all’assistenza all’infanzia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, tra marzo 2023 e dicembre 2025 la donna avrebbe accudito complessivamente 58 bambini. Di questi, almeno 18 sarebbero presunte vittime di violenze e abusi sessuali.
La vicenda ha sconvolto l’intero quartiere. “È orribile, mi terrorizza”, ha raccontato una residente ai media francesi. “Siamo arrabbiati, senza parole”, ha aggiunto un’altra donna della zona.
A rendere ancora più grave il caso è il passato giudiziario della sospettata. La 36enne era già stata condannata nel 2020 a cinque anni di carcere per violenza sessuale nei confronti di una minorenne. In seguito a quella sentenza le era stato vietato di svolgere attività professionali a contatto con minori, divieto che avrebbe però violato lavorando comunque come babysitter.
Nel maggio 2025 un vicino di casa aveva già segnalato la situazione alle autorità. L’uomo ha raccontato all’emittente TF1 di aver deciso di avvisare la polizia dopo che la donna gli aveva confidato di lavorare come babysitter. “Conoscendo il suo passato, ho pensato fosse necessario intervenire”, ha spiegato.
La prima segnalazione, tuttavia, non avrebbe portato a sviluppi immediati. L’inchiesta ha preso una svolta soltanto nel dicembre successivo, quando una madre ha denunciato la babysitter accusandola di aver violentato il proprio figlio.
Il caso ha acceso il dibattito in Francia sui controlli effettuati dalle piattaforme online che mettono in contatto famiglie e babysitter. Molti siti promettono sicurezza e affidabilità, ma attualmente non sono obbligati a verificare direttamente il casellario giudiziale delle persone registrate.
Le piattaforme possono chiedere agli utenti di fornire un certificato penale, ma la richiesta non è obbligatoria e chi si iscrive può anche rifiutarsi di presentarlo.
“Possiamo domandare alla persona di mostrarci il certificato penale, ma non abbiamo il diritto di richiederlo direttamente agli uffici competenti”, ha spiegato Martine Brousse, cofondatrice dell’associazione francese “La Voix de l’Enfant”.
Intanto in Francia è stata avanzata una proposta di legge per rendere obbligatorio il controllo dei precedenti penali per tutti gli operatori che lavorano nel settore dell’assistenza ai minori.













