3 Aprile 2026 - 16.21

Un ministro veneto per il Turismo: Mazzi prende il posto di Santanchè

Nuovo volto alla guida del Ministero del Turismo: Gianmarco Mazzi è pronto ad assumere ufficialmente l’incarico lasciato vacante dopo le dimissioni di Daniela Santanchè.

La nomina diventerà operativa nella mattinata di oggi, venerdì 3 aprile, con il giuramento previsto alle 10:15 al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Attualmente sottosegretario al Ministero della Cultura, Mazzi è stato scelto per raccogliere il testimone dopo che Santanchè aveva rassegnato le dimissioni lo scorso 25 marzo, lasciando scoperto il dicastero.

Con il giuramento odierno, il nuovo ministro entrerà subito nel pieno delle sue funzioni, in un momento delicato per il settore turistico, strategico per l’economia italiana.

Dagli esordi nel mondo dello spettacolo fino agli scranni di Montecitorio, passando per la lunga esperienza nel settore culturale e televisivo: è questo il percorso che ha portato Gianmarco Mazzi a diventare il nuovo ministro del Turismo. Nato a Verona il 1° luglio 1960, 65 anni, Mazzi è stato eletto nel 2022 con Fratelli d’Italia, tra i più vicini alla premier Giorgia Meloni, entrando a far parte della Commissione Cultura. Successivamente ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero della Cultura con delega all’Unesco, prima durante il breve mandato di Gennaro Sangiuliano e poi con Alessandro Giuli. La nomina arriva dopo le dimissioni di Daniela Santanchè.

Durante l’esperienza di governo, Mazzi ha avuto un ruolo chiave nel rinnovo del contratto dei lavoratori delle Fondazioni liriche, firmato lo scorso novembre dopo oltre vent’anni di attesa, seppur tra polemiche. Si è inoltre impegnato nel percorso per il riconoscimento Unesco di alcune eccellenze italiane, tra cui la cucina nazionale, e sta lavorando al nuovo Codice dello Spettacolo, con scadenza per i decreti attuativi fissata al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di riorganizzare l’intero comparto.

Laureato in Giurisprudenza, Mazzi si avvicina molto presto al mondo dello spettacolo. Nel 1981, insieme a Mogol, Gianni Morandi e Gianluca Pecchini, contribuisce alla nascita della Nazionale Cantanti, progetto solidale che porterà alla creazione della Partita del Cuore, in onda su Rai1 dal 1992 e capace di raccogliere oltre 50 milioni di euro per fini benefici.

Negli anni Ottanta e Novanta lavora a stretto contatto con grandi nomi della musica e dello spettacolo: affianca Caterina Caselli nella promozione di giovani talenti, tra cui Luciano Ligabue, collabora con Fabrizio De André e i Pooh, partecipa al progetto Dalla-Morandi e segue l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano, contribuendo a programmi come “Francamente me ne infischio” e “RockPolitik”. Tra il 2018 e il 2020 prende parte anche al progetto del film d’animazione “Adrian”.

Con gli anni Duemila arriva il legame con il Festival di Sanremo. Nel 2003 entra nell’organizzazione come consigliere del direttore generale Rai e nel 2005 diventa direttore artistico dell’edizione condotta da Paolo Bonolis. Un ruolo che ricoprirà per sei edizioni, lavorando con Giorgio Panariello, ancora Bonolis, Antonella Clerici e nuovamente Morandi. In seguito lancia il progetto SanremoYoung e collabora con Amadeus nelle edizioni più recenti del Festival.

Negli anni collabora anche con Dario Fo fino alla sua scomparsa e nel 2015 organizza lo spettacolo inaugurale di Expo Milano. Lavora inoltre a numerosi progetti televisivi con artisti come Zucchero, Andrea Bocelli e Massimo Giletti. Nel 2017 firma “La notte di Vasco”, evento record con oltre 230mila spettatori al Modena Park.

Veronese doc, Mazzi ha legato il suo nome anche all’Arena di Verona, contribuendo a trasformarla in un grande palcoscenico per concerti e spettacoli televisivi. Dal 2017 al 2022 è stato direttore artistico e amministratore delegato della società che gestisce gli eventi nell’anfiteatro. Tra i progetti più significativi anche il musical “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante e i grandi eventi televisivi dedicati all’opera lirica.

Più recentemente si è impegnato anche sul fronte della memoria storica, lavorando affinché gli atti processuali relativi alla tragedia del Vajont restassero custoditi a Belluno. Un percorso articolato e trasversale che ora approda al vertice del Ministero del Turismo.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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