20 Aprile 2026 - 9.39

La love story del momento. I Borbone, i Crociani e quell’elicottero al Circeo

Umberto Baldo

In Italia le famiglie nobili funzionano come le serie lunghe: non importa quante volte sembrino finite, tornano sempre. 

Ed ogni volta trovano un pubblico che va ben oltre i rotocalchi specializzati. 

Forsa sarà per nostalgia, per ironia, o per quella sottile convinzione che sotto la superficie repubblicana continui a scorrere una passione per titoli, casati e dinastie. 

È l’eterna sindrome di Cenerentola applicata alla geopolitica: siamo una Repubblica che, nel segreto dell’urna o del salotto, continua a sognare il “vissero felici e contenti” tra principi e principesse di sangue blu (o presunto tale). 

Così basta una fotografia, una copertina, un’apparizione al Gran Premio di Monaco, e la storia riparte.

Questa volta il titolo è già pronto: Maria Carolina di Borbone-Due Sicilie e Jordan Bardella, due “ragazzi” che potrebbero diventare la coppia destinata a ridisegnare la mappa del gossip politico europeo.

Tanto per dire, Paris Macht ha pubblicato un servizio di una vacanza dei due innamorati in Corsica, parlando di una relazione che «reinventa l’amore cortese in chiave XXI secolo» (sic!). 

Lei principessa, lui possibile futuro Presidente francese, qualora Marine Le Pen non potesse candidarsi per questioni giudiziarie.

Lei ventiduenne cresciuta tra Montecarlo e gli appuntamenti giusti; lui, lontane origini italo-algerine, prodotto politico della banlieue francese e dell’ascesa fulminea nel Front National. Quindi un personaggio senza cognomi pesanti alle spalle, se non quelli della politica contemporanea.

Già così, basterebbe.

Ma è quando si prova a “spiegare” Lei, Duchessa di Calabria, che la cronaca rosa prende una piega più interessante.

Dal lato paterno, tutto scorre secondo copione. 

Il padre è Carlo di Borbone, capo di uno dei rami della Casa di Borbone delle Due Sicilie. 

Un mondo fatto di ordini cavallereschi, contenziosi araldici e pretese dinastiche che sopravvivono all’Unità d’Italia come certe cause civili: non finiscono mai davvero, si aggiornano.

Sì perché la principessa è al centro di una disputa dinastica che si trascina da oltre un secolo. Rinfocolata da quando il padre Carlo, privo di figli maschi, abolì nel 2016 la legge Salica e la designò quale sua erede “al trono” (la ragazza è così diventata Sua Altezza Reale-S.A.R.). 

Una decisione che ha scatenato l’ira del ramo spagnolo della famiglia, guidato da Pedro di Borbone, che contesta la legittimità di Carlo, e rivendica la guida della Casata e dell’Ordine Costantiniano.

Da non sottovalutare il fatto che mentre le dispute nobiliari si consumano nelle aule dei tribunali, il consenso popolare ha preso un’altra direzione. 

Maria Carolina, insieme alla sorella Maria Chiara – ambassador Wwf per Italia e Francia – ed al resto della famiglia, è diventata un punto di riferimento per i movimenti monarchico-identitari del Sud, in particolare per i neoborbonici, mai del tutto scomparsi.

E ciò perché, a differenza dei cugini spagnoli, percepiti come lontani, il ramo francese dei Borbone è costantemente presente a Napoli e nel Mezzogiorno. 

Tra eventi ufficiali, iniziative benefiche e bagni di folla, molti legittimisti vedono nella giovane principessa l’unica erede autentica di Francesco II.

Fin qui la favola.  

Perché se il titolo nobiliare arriva dai Borbone, la ricchezza che sostiene la bella vita tra Monte Carlo, Parigi e Roma proviene dalla famiglia materna. 

Ed è qui che il registro cambia, e la storia assume i contorni di un romanzo dove, invece dei saloni borbonici, compaiono gli anni Settanta italiani.

Maria Carolina è infatti figlia di Camilla Crociani,  e nipote di Camillo Crociani, presidente di Finmeccanica negli anni ’70, e figura centrale nello scandalo Lockheed. 

Accusato di aver incassato tangenti, Crociani fuggì in elicottero nel 1976 e morì latitante in Messico. 

E’ stato uno degli uomini chiave dell’industria della difesa di quegli anni, che comprendeva anche Vitrociset, colosso dei sistemi radar e del traffico aereo. 

Dopo di lui, a tenere insieme l’impero di famiglia è stata la vedova Edoarda Edy Vessel, nonna materna della principessa: un passaggio nel cinema – anche in 8½ – e poi la regia vera, quella degli affari. 

Una figura che racconta meglio di molte genealogie cosa sia stata una certa Italia: metà mondanità, metà apparati.

Ed è qui che il contrasto diventa quasi letterario. 

Da una parte una nobiltà che continua a rivendicare, almeno simbolicamente, un trono scomparso nell’Ottocento. 

Dall’altra, una borghesia che quel prestigio, quel sangue blu, lo insegue, lo costruisce, lo compra, lo organizza.

Non a caso, nella saga familiare, accanto ai titoli altisonanti compaiono anche i trust nelle Channel Islands, le cause milionarie, le liti tra sorelle: la versione contemporanea in salsa borghese delle guerre dinastiche.

In mezzo, Maria Carolina: perfettamente a suo agio in entrambi i mondi. 

E forse è proprio questo che rende la storia così osservata: non è solo una relazione sentimentale, è un punto di contatto tra due forme diverse di potere e di legittimazione.

Poi c’è il dettaglio finale, che in un altro Paese sarebbe solo un paradosso, ma qui diventa quasi una tentazione narrativa. 

Perché la Francia è la Repubblica nata dalla Rivoluzione francese che mandò al patibolo Luigi XVI. 

Eppure oggi si ritrova ad osservare, con una certa curiosità, l’ipotesi che un’altra Borbone – sia pure per via sentimentale – possa avvicinarsi ai vertici del potere politico de “la République” assumendo il ruolo di “Première Dame de France”.

Non sarebbe un ritorno della Monarchia, ovviamente.

Non più troni, ma copertine. Non più incoronazioni, ma relazioni.
Ma è abbastanza per ricordare che certe storie, più che finire, cambiano semplicemente forma.
E che la Repubblica nata per tagliare teste reali potrebbe ritrovarsi, due secoli dopo, a fotografarle sulle copertine.

Umberto Baldo

PS: per gli amanti della Rete,  vi informo che S.A.R Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie ha un proprio sito su Facebook.  Un sito chiaramente costruito per illustrare la bellezza e la vita dorata della Nobildonna.  Un sito che ad un repubblicano incallito come me fa prudere le mani, ma che probabilmente farà impazzire chi ama gossip, begli abiti, e location da favola. 

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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