Neonata morta a Vicenza, i genitori: “Pretendiamo la verità”

A una settimana dalla morte della piccola Shira, la neonata di soli 19 giorni deceduta lo scorso 10 aprile all’ospedale di Vicenza, emergono i primi dettagli della vicenda, mentre si attendono gli esiti dell’autopsia per chiarire le cause del decesso.
A parlare sono i genitori della bambina, assistiti da Giesse Risarcimento Danni, che chiedono chiarezza su quanto accaduto.
“Siamo senza parole. È difficile spiegare come si possa sperimentare in poco tempo la gioia più grande e il dolore più profondo. Ora pretendiamo la verità”, ha dichiarato il padre della piccola, M.T.
Shira era nata il 22 marzo 2026, con parto naturale e senza complicazioni: parametri vitali nella norma e nessuna sofferenza perinatale, tanto che madre e figlia erano state trasferite al Nido per il normale decorso post-partum.
Il padre racconta le ore successive alla nascita:
“Sono rimasto con loro fino alle 14, poi sono tornato a casa a riposare. Dopo circa mezz’ora mi avvisano che nostra figlia è stata trasferita in un altro reparto per accertamenti medici, ma senza dare motivazioni”.
Rientrato in ospedale, l’uomo riceve spiegazioni che parlano di un “ittero neonatale” e viene rassicurato sulle condizioni della bambina, definite stabili. Tuttavia, poco dopo arriva una nuova chiamata: la situazione è peggiorata e deve tornare immediatamente.
La neonata viene infatti ricoverata in Terapia intensiva neonatale.
“Mi è stato detto che mentre si trovava al Nido, nostra figlia ha avuto un arresto respiratorio. Pare, inoltre, che il personale medico si sia accorto tardi dell’apnea in corso, rendendo necessari interventi urgenti per limitare i danni neurologici. Purtroppo, non è bastato”, prosegue il padre.
Nei giorni successivi le condizioni della piccola si aggravano ulteriormente fino al decesso.
Nel frattempo, i genitori hanno nominato, insieme all’avvocato Pettenuzzo, il medico legale Marco Filippo Scaglione per seguire l’accertamento tecnico irripetibile legato all’autopsia, eseguita nella giornata di ieri.
A intervenire è anche Massimo Gottardo, referente di Giesse Vicenza:
“I genitori di Shira stanno vivendo un dolore inimmaginabile che avrebbero voluto tenere celato. Se hanno deciso di esporsi è perché hanno letto gli articoli usciti ieri sulla stampa locale con il nome di loro figlia e varie ipotesi su quanto accaduto. Naturalmente, nessuno vuole puntare il dito contro il personale sanitario ma è necessario, per il rispetto che si deve ai genitori della piccola, accertare la verità dei fatti e capire se ci sono eventuali responsabilità. Siamo certi che la magistratura analizzerà ogni aspetto della vicenda, senza tralasciare nulla”.
L’inchiesta resta aperta, in attesa degli esiti degli accertamenti medico-legali che potranno fare luce su una tragedia che ha profondamente colpito la comunità vicentina.










