Trasporto scolastico a Vicenza, confronto acceso. Colombara: “Servono dati e verifiche concrete”

Il tema del trasporto scolastico nel Vicentino resta al centro del dibattito istituzionale. L’incontro svoltosi in Prefettura ha messo in luce due posizioni diverse ma complementari: da un lato la disponibilità al dialogo ribadita da SVT, dall’altro la richiesta di maggiore chiarezza e dati concreti avanzata dal consigliere comunale di maggioranza Raffaele Colombara.
Da parte di SVT, l’azienda ha confermato il proprio impegno a monitorare costantemente il servizio, in particolare rispetto alle esigenze degli studenti. Durante il confronto è stata sottolineata la piena apertura al dialogo, purché questo avvenga all’interno dei tavoli istituzionali già attivi, che coinvolgono anche rappresentanti dei genitori e delle istituzioni locali.
L’azienda ha inoltre rivendicato la massima trasparenza sul proprio operato, evidenziando come i principali indicatori qualitativi e quantitativi siano già accessibili pubblicamente attraverso bilanci e Carta dei Servizi, dove sono riportati anche i risultati delle indagini annuali sulla soddisfazione degli utenti.
Non è mancato un passaggio polemico: SVT ha ricordato come un precedente momento di confronto, avvenuto in Commissione consiliare a Vicenza, non abbia visto la partecipazione dello stesso Colombara.
Uno dei nodi centrali resta quello della cosiddetta “settimana corta”. L’azienda ha chiarito che si tratta di una scelta autonoma degli istituti scolastici, già adottata da circa due terzi delle scuole superiori della provincia. Un processo sviluppato negli anni e in linea con quanto avviene anche in altri territori, senza – secondo SVT – richieste significative di ritorno alla settimana su sei giorni.
Proprio questa riorganizzazione, secondo l’azienda, ha aperto la strada a un confronto più ampio a livello provinciale, anche per ottimizzare il servizio in un contesto segnato dalla carenza di autisti: circa 10 mila in Italia e oltre 100 mila in Europa. SVT ha ricordato le iniziative messe in campo per attrarre personale, come corsi gratuiti e il sostegno economico per il conseguimento delle patenti.
Tra i possibili benefici della settimana corta vengono indicati anche la riduzione del traffico e delle emissioni, minori costi energetici per le scuole e una migliore organizzazione del tempo per famiglie e insegnanti. In ogni caso, l’azienda ha assicurato che il servizio di trasporto continuerà a essere garantito anche il sabato, con un’offerta calibrata sulla domanda reale.
Di diverso tenore la posizione del consigliere Raffaele Colombara, che al termine dell’incontro ha evidenziato come permangano criticità significative. Le segnalazioni raccolte da studenti, famiglie e docenti riguardano in particolare problemi di puntualità, coincidenze e gestione dei rientri pomeridiani.
Secondo Colombara, è emerso chiaramente come le condizioni del trasporto abbiano inciso in modo rilevante sulle scelte organizzative delle scuole, inclusa l’adozione della settimana corta, in alcuni casi dettata proprio da esigenze legate alla sostenibilità del servizio.
Per questo motivo, il consigliere ha ribadito la necessità di disporre di un quadro completo, strutturato e verificabile sul funzionamento reale del trasporto pubblico, che al momento – sostiene – non sarebbe disponibile in modo organico.
Senza dati chiari e accessibili, il rischio è che il confronto resti su un piano generale, senza la possibilità di affrontare concretamente le criticità. Da qui la richiesta formale di informazioni dettagliate su puntualità, carichi, coincidenze e organizzazione delle linee.
Il trasporto scolastico, conclude Colombara, resta un tema centrale per il diritto allo studio e richiede un impegno più strutturato, continuo e condiviso da parte di tutti i soggetti coinvolti. Un confronto che, dopo l’incontro in Prefettura, appare tutt’altro che chiuso.










