8 Aprile 2026 - 16.26

Veneto: marzo con piogge sotto la media, neve nella norma ma fiumi e falde in calo

A marzo 2026, il Veneto ha registrato precipitazioni mediamente di 54 mm, inferiori del 21% rispetto alla media 1991-2020 di 68 mm. L’anno idrologico 2025-26, da ottobre a marzo, ha visto apporti totali stimati in 399 mm, con un deficit del 23% rispetto alla media storica.

Le nevicate hanno interessato soprattutto le montagne: il 29 marzo la copertura nevosa stimata era di 2.000 km², con oltre l’80% del territorio montano sopra i 1.700 metri innevato. La risorsa idrica derivante dalla neve è risultata nella norma per il periodo, con i bacini del Piave a 182-186 Mm³, del Cordevole a 100 Mm³ e del Brenta a 132-136 Mm³.

Nei principali serbatoi del Piave, i volumi invasati sono cresciuti a marzo, mentre il serbatoio del Corlo (Brenta) ha mantenuto valori stabili e significativamente sopra la media (+50%). Il volume totale invasato a marzo supera quello degli ultimi tre anni.

I livelli di falda rimangono bassi per il periodo e in calo lontano dagli assi di ricarica, ma nelle aree di ricarica si osservano trend positivi grazie alle piogge di fine febbraio e marzo. Le portate dei maggiori fiumi veneti sono generalmente inferiori alle medie storiche mensili, con deflussi inferiori al 50° percentile su Adige e Bacchiglione e tra 25° e 50° percentile su Brenta, Po, Gorzone e Livenza.

Le precipitazioni massime mensili si sono registrate a Recoaro Terme, Valli del Pasubio e Monte Grappa (oltre 140 mm), mentre i valori minimi sono stati rilevati nel veronese (17-18 mm). Eventi significativi si sono verificati il 14-15 e il 25-26 marzo, con abbondanti nevicate in quota e piogge locali in pianura, specialmente sul Medio e Basso Polesine.

A livello di bacino idrografico, il deficit pluviometrico maggiore è stato registrato sull’Adige (-42%), sul Livenza (-31%) e sul Piave (-39%), mentre i bacini del Tagliamento, del Po e del Fissero-Tartaro-Canal Bianco hanno avuto valori più vicini alla norma.

Le temperature di marzo sono state leggermente inferiori alla media, con periodi miti nella prima decade e più freddi negli ultimi giorni del mese. Le nevicate hanno portato apporti significativi: 75-80 cm in quota nelle Dolomiti meridionali, 45-65 cm nelle Dolomiti settentrionali e 35-50 cm nelle Prealpi a 1.600 m, con un deficit di neve rispetto alla media 2010-2025 del 25-35%.

Il lago di Garda ha mostrato un lieve calo nell’ultima decade di marzo, risultando leggermente sotto il 75° percentile di riempimento.

Le stazioni idrometriche hanno evidenziato flussi variabili nei fiumi: incremento a metà mese a causa di eventi meteorologici e fusione nevosa, seguito da cali nella seconda metà di marzo. I deflussi unitari medi variano tra 8 e 38 l/s*km², con valori inferiori alla media storica su molte sezioni montane e di pianura.

In sintesi, marzo 2026 conferma un deficit pluviometrico e portate fluviali sotto la media, nonostante una copertura nevosa nella norma e una situazione positiva nei principali serbatoi. La risorsa idrica rimane sotto osservazione, con trend di recupero possibili grazie alle piogge previste ad aprile.

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