Veneto – Primo caso di West Nile dell’anno

Con l’arrivo della stagione calda, il territorio padovano si prepara a fronteggiare il ritorno delle zanzare e dei virus a esse collegati. Tra prevenzione ambientale e sorveglianza sanitaria, le istituzioni locali hanno già attivato le prime misure per contenere i rischi.
L’Ulss 6 Euganea ha infatti registrato il primo episodio del 2026 riconducibile al virus West Nile. Il caso, individuato lo scorso 19 marzo, riguarda un uomo rientrato da un viaggio in Thailandia. Il paziente si è presentato con sintomi come febbre, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, elementi che, uniti al recente soggiorno all’estero, hanno portato i medici a effettuare accertamenti specifici.
Secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, il virus West Nile è ormai considerato una presenza endemica anche nel territorio locale. La sua capacità di sopravvivere durante i mesi invernali, grazie alle zanzare che riescono a superare il freddo, rende possibile una ripresa della circolazione virale con l’arrivo delle temperature più miti. Resta però difficile prevedere con precisione l’intensità della diffusione nei mesi estivi.
A rafforzare l’attenzione contribuisce il ricordo del 2022, quando condizioni climatiche particolarmente favorevoli portarono a una diffusione significativa del virus nel Padovano, con numeri rilevanti anche a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, non è solo la siccità a favorire il fenomeno: anche periodi piovosi, con la formazione di ristagni d’acqua, possono creare ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare.
Parallelamente al monitoraggio sanitario, il Comune ha programmato una campagna di disinfestazione larvicida nelle aree pubbliche, che si svolgerà dal 13 al 30 aprile. Gli interventi partiranno dal quartiere di Brusegana e interesseranno progressivamente il resto della città, con l’obiettivo di ridurre la presenza degli insetti già nelle prime fasi del loro ciclo vitale.
Se per il West Nile la situazione appare oggi più gestibile grazie a una maggiore conoscenza del fenomeno, le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione su altre malattie trasmesse dalle zanzare, come Dengue e Chikungunya. In questi casi, infatti, anche un singolo episodio importato può dare origine a focolai locali. Per questo motivo, in presenza di casi sospetti o confermati, vengono attivate procedure straordinarie con trattamenti mirati nelle aree circostanti, così da contenere rapidamente ogni possibile diffusione.
Fondamentale resta anche il comportamento individuale, soprattutto per chi viaggia in Paesi tropicali, dove il rischio di contrarre queste infezioni è più elevato. L’invito degli esperti è quello di adottare adeguate misure di protezione, come l’uso di repellenti e indumenti adatti, per ridurre al minimo l’esposizione alle punture.
In vista dell’estate, dunque, prevenzione e consapevolezza si confermano le armi principali per limitare l’impatto dei virus trasmessi dalle zanzare.










