“Iniezione di grasso da cadavere umano”: cos’è il “filler zombie”, la nuova tendenza della chirurgia estetica?

Influencer, social network e ricerca del corpo “perfetto” continuano a spingere nuove tendenze nel campo della chirurgia estetica. Alcune di queste pratiche, anche se controverse, stanno guadagnando popolarità in diversi contesti, alimentando il dibattito tra esperti e opinione pubblica.
Tra le più discusse c’è il cosiddetto “filler zombie”, una procedura che prevede l’iniezione di grasso umano prelevato da donatori deceduti. Il materiale, una volta acquisito, viene lavorato e purificato prima di essere utilizzato per interventi estetici.
Questa tecnica viene impiegata in particolare per operazioni di aumento del seno o dei glutei, rappresentando una soluzione alternativa per quei pazienti molto magri che non dispongono di una quantità sufficiente di tessuto adiposo da prelevare dal proprio corpo.
Non mancano però le perplessità. La dottoressa Haideh Hirmand, chirurgo plastico con base a New York, ha sottolineato come una pratica di questo tipo possa suscitare reazioni di forte disagio, pur riconoscendo che, da un punto di vista medico, non si tratterebbe necessariamente di qualcosa di così insolito.
Il tema resta quindi al centro del confronto tra innovazione, etica e sicurezza, in un settore in continua evoluzione dove il desiderio di aderire a determinati standard estetici spinge sempre più verso soluzioni estreme.










