Terremoto politico a Rossano Veneto: si dimettono sette consiglieri, cade la Giunta

ROSSANO VENETO – Un atto formale, protocollato questa mattina, 1° aprile 2026, segna la fine anticipata della legislatura a Rossano Veneto. Sette consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie dimissioni contestuali e irrevocabili, provocando di fatto la caduta della Giunta di Marco Zonta e l’imminente arrivo di un Commissario prefettizio (in fondo all’articolo il comunicato stampa ufficiale).
La lettera di dimissioni, indirizzata al Sindaco, al Segretario Comunale e per conoscenza al Prefetto di Vicenza, porta le firme di Morena Martini, Cristina Bianchin, Gianni Faggion, Michele Enrico Campagnolo, Adris Marchiorello, Carlo Lando e Lorenzo Bisinella. Le dimissioni arrivano dopo una lunga fase conflittuale iniziata poco dopo le ultime elezioni amministrative. Nell’ottobre del 2024, a poco più di un anno dalle elezioni, il sindaco aveva revocato le deleghe a Morena Martini (attualmente consigliere in Regione Veneto) ed ex sindaco del paese.
Il documento cita esplicitamente l’Articolo 141 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), il quale prevede lo scioglimento del Consiglio comunale nel caso in cui la metà più uno dei consiglieri assegnati presenti le dimissioni contemporaneamente. Con questo atto congiunto, la maggioranza numerica necessaria a governare è venuta meno, rendendo inevitabile la fine del mandato amministrativo.
Le dimissioni, ai sensi dell’Art. 38 del TUEL, sono immediatamente efficaci e non necessitano di presa d’atto. I passaggi successivi sono ormai tracciati:
- Il Commissariamento: Nelle prossime ore, il Prefetto di Vicenza avvierà le procedure per la sospensione del Consiglio e la nomina di un Commissario Prefettizio. Sarà quest’ultimo a gestire l’ordinaria amministrazione del Comune fino a nuove consultazioni.
- Il ritorno al voto: Rossano Veneto si prepara dunque a una tornata elettorale anticipata. La cittadinanza sarà chiamata alle urne nella prima finestra elettorale utile per eleggere il nuovo Sindaco e il nuovo Consiglio comunale.
Sebbene il documento protocollato sia un atto puramente tecnico e giuridico, il peso politico dell’iniziativa è evidente. La scelta della “dimissione in blocco” è lo strumento più drastico a disposizione dei consiglieri per sfiduciare un’amministrazione, segno di una frattura insanabile che ha portato al blocco dell’attività amministrativa ordinaria.
Rossano Veneto si avvia dunque a una fase di transizione, in attesa che la parola torni agli elettori per decidere il futuro governo del paese.
IL COMUNICATO STAMPA
Oggi, con un atto meditato ma sofferto, noi consiglieri annunciamo le nostre dimissioni dal Consiglio
Comunale di Rossano Veneto. Un gesto che nasce dalla consapevolezza della responsabilità politica e
soprattutto dal rispetto che sentiamo nei confronti di questa comunità, della quale facciamo parte con
orgoglio e amore da sempre.
Tre anni fa i cittadini ci avevano affidato un mandato chiaro, premiando il progetto politico di continuità
fondato sull’idea precisa di amministrazione: seria, coerente, vicina alla comunità e volta a terminare le
opere iniziate. Dopo appena un anno, però, quel mandato è stato tradito.
Il Sindaco Zonta, assieme agli ass. Trentin e Battaglin, ha scelto di stringere un’alleanza con quello che
fino a poco prima era il suo principale avversario politico, Davide Berton, relegandoci all’opposizione.
Una scelta che non solo ha stravolto la volontà popolare espressa alle urne ma che ha segnato l’inizio
di una fase politica confusa, contraddittoria e dannosa per Rossano Veneto.
Nonostante tutto ciò, in questi due anni non abbiamo mai fatto mancare il nostro impegno, continuando a
svolgere il ruolo affidatoci con serietà, avanzando proposte, sollevando criticità e sempre con spirito di
collaborazione per il bene del paese. Lo abbiamo fatto con senso delle istituzioni e con rispetto per i cittadini.
Col passare del tempo, tuttavia, è diventato sempre più evidente ciò che molti cittadini ormai percepiscono
ogni giorno: l’incapacità di governare in modo efficace il Comune. I cantieri aperti e mal gestiti, i ritardi,
l’assenza di risposte e di una visione amministrativa, la crescente distanza dai bisogni reali della cittadinanza
hanno reso impossibile qualsiasi prospettiva seria di rilancio.
Le nostre dimissioni rappresentano quindi un atto di responsabilità e di rispetto verso Rossano Veneto e i
Rossanesi. Quando un’esperienza amministrativa fallisce sul piano politico, istituzionale e umano,
prolungarla artificialmente significa solo aggravare i danni.
Riteniamo che, in questa fase, l’arrivo di un Commissario prefettizio possa rappresentare per Rossano
Veneto la soluzione più seria, più equilibrata e più rispettosa dell’interesse pubblico. Una figura super partes
potrà garantire la gestione dell’Ente senza condizionamenti politici e senza quelle dinamiche che negli ultimi
due anni hanno paralizzato l’azione amministrativa.
Sappiamo bene che questa scelta apre una fase nuova. Ma sappiamo anche che i cittadini meritano chiarezza,
meritano serietà, meritano un Comune che torni ad ascoltare, decidere e agire. Rossano merita una nuova
opportunità.
Proprio ai Rossanesi ci rivolgiamo oggi. Comprendiamo il disagio, la delusione e l’esasperazione. La nostra
decisione nasce anche da questo: dalla volontà di interrompere una situazione non più tollerabile e di
restituire finalmente a Rossano Veneto la possibilità di ripartire su basi nuove, limpide e credibili.
Abbiamo scelto di non essere complici del declino amministrativo del nostro Comune.
Abbiamo scelto la coerenza.
Abbiamo scelto Rossano Veneto.
Rossano Veneto, lì 1 Aprile 2026
I Consiglieri dimissionari
Morena Martini
Cristina Bianchin
Gianni Faggion
Michele Enrico Campagnolo
Adris Marchiorello
Carlo Lando










